Tecnologie degli oli,
dei grassi e dei
prodotti carnei
UNIPR III° anno
A.A. 2018/2019
Scienze e Tecnologie Alimentari
TECNOLOGIE GRASSI E PRODOTTI CARNEI
OLI E GRASSI: GENERALITA’, PROPRIETA’, MERCATO 5
Oli di origine vegetale da O.G.M. 7
PROPRIETÀ CHIMICO-FISICHE DELLE SOSTANZE GRASSE 8
PROPRIETÀ TECNOLOGICHE DEI GRASSI NEI PRODOTTI DA FORNO 13
GLI OLI E I GRASSI DI ORIGINE VEGETALE: FONTI DI APPROVVIGIONAMENTO,
CARATTERISTICHE, UTILIZZO E PRODUZIONE 17
La soia 17
Olio di cotone 19
Olio di colza (canola) 21
Olio di arachide 23
Olio di mais 25
Olio di girasole 26
Olio di cartamo 27
Olio di palma 27
Gli oli laurici 35
I GRASSI DI ORIGINE ANIMALE: FONTI DI APPROVVIGIONAMENTO,
CARATTERISTICHE, UTILIZZO E PRODUZIONE 37
Sego 37
Lardo e strutto 38
Grasso del latte 38
Oli di pesce 39
Caratteristiche di un grasso animale di buona qualità e processo estrattivo 39
Wet rendering 41
Dry rendering 41
Produzione olio di pesce 42
IL BURRO 44
Processo produttivo 45
GLI OLI DERIVATI DALL’OLIVA 51
Caratteristiche compositive 54 2
TECNOLOGIE GRASSI E PRODOTTI CARNEI
Effetti benefici e nutrizionali 57
Produzione e consumi 57
Le modalità di produzione 58
Olio extravergine di oliva denocciolato 65
I prodotti secondari, i reflui 65
Gli aspetti legislativi 67
Analisi sensoriale 69
LA CONSERVAZIONE, IL TRASPORTO E LA PREPARAZIONE DEI SEMI OLEOSI (fase
preparativa) 72
Essiccamento 74
Immagazzinamento 76
Pulizia 76
Decorticazione 76
Frantumazione, laminazione ed estrusione 78
Condizionamento 81
IL PROCESSO DI ESTRAZIONE DELLE SOSTANZE GRASSE 82
Estrazione mediante pressione 83
L’estrazione dell’olio dalla Palma 87
L’estrazione mediante solvente 91
LA RAFFINAZIONE DELLE SOSTANZE GRASSE 102
Degommaggio 105
Disacidificazione 111
Decolorazione 115
Decerazione 121
Deodorazione 122
PROCESSI DI CONVERSIONE-MODIFICAZIONE DELLE SOSTANZE GRASSE:
FRAZIONAMENTO, IDROGENAZIONE ED INTERESTERIFICAZIONE 127
Winterizzazione 127
Frazionamento 129 3
TECNOLOGIE GRASSI E PRODOTTI CARNEI
Idrogenazione 136
Interesterificazione 143
LA MARGARINA 150
PRODUZIONE 151
GLI SHORTENINGS 154
I PRODOTTI DI SALUMERIA: CONSUMI E PRODUZIONE 156
I prodotti insaccati cotti 157
I würstel 162
La mortadella 166
Il prosciutto cotto 172
Lo zampone 180
Cotechino 182
I PRODOTTI STAGIONATI 183
La coppa 183
La pancetta 186
Il prosciutto crudo stagionato 189
Lo speck 202
Il culatello di Zibello DOP 203
La bresaola 204
MATERIALE DI APPROFONDIMENTO 206
Domande in preparazione all’esame 207 4
TECNOLOGIE GRASSI E PRODOTTI CARNEI
TECNOLOGIE DEGLI OLI, DEI
GRASSI E DEI PRODOTTI CARNEI
OLI E GRASSI: GENERALITA’, PROPRIETA’, MERCATO
Quando si parla di oli e grassi, si parla di componenti che dal punto di vista chimico presentano
una frazione di natura gliceridica e una di natura non gliceridica: entrambe rivestono una rilevante
importanza nel settore delle tecnologie.
La frazione di natura gliceridica (90-99%) può essere
rappresentata da:
Trigliceridi misti (90-99%);
• Digliceridi (tracce-4%);
• Monogliceridi (tracce 1%): assieme ai digliceridi
• costituiscono degli importanti additivi nell’industria
alimentare, come emulsionanti utilizzati in prodotti da forno.
Possono essere sintetizzati ma possono essere ottenuti anche da processi di raffinazione di oli e
grassi come sottoprodotti. All’interno di una miscela di grassi o di oli di origine vegetale o grassi
di origine animale rappresentano un indice di qualità. Un olio con un elevato contenuto in
mono- e digliceridi è indice di deperimento di tale prodotto in seguito a processi di idrolisi
scatenati da stati di cattiva conservazione (è in correlazione con l’acidità ed il contenuto in acidi
grassi liberi):
Acidi grassi liberi (0,1-4% costituiscono l’acidità libera): sono i responsabili dell’acidità del
• prodotto;
Fosfolipidi (tracce): molto importanti, costituiscono un sottoprodotto essenziale di questi
• processi in quanto viene utilizzato molto come additivo alimentare (le lecitine, ad esempio).
La frazione di natura non gliceridica, nei vegetali, è influenzata dalle condizioni di accrescimento
agronomiche delle piante (0,5-4%):
Cere: si trovano in molti prodotti di origine vegetale, vengono eliminate mediante il processo di
• raffinazione in quanto sedimentano sul fondo del packaging;
Esteri degli steroli;
• Steroli (colesterolo e fitosterolo): i fitosteroli negli oli e grassi di origine vegetale sono
• importantissimi nel settore della nutraceutica, in quanto sono relazionati ad un potere
ipocolesterolemizzante;
Vitamina A ed E;
• Caroteni, carotenoidi e clorofille;
• Alcoli lineari pari da C18 e C30;
• Dioli triterpenici;
• Sostanze fenoliche;
• Componenti dell’aroma.
• 5
TECNOLOGIE GRASSI E PRODOTTI CARNEI
Questi prodotti sono dei marker indicativi di particolari processi di alterazione degli oli, e quindi
rivestono un’essenziale importanza in questo ambito.
I grassi rappresentano un’ottima fonte di energia per l’organismo, fornendo circa 9 Kcal per
grammo. Assolvono a importanti funzioni biologiche, in quanto forniscono acidi grassi essenziali
(AGE) precursori di importanti ormoni, sono importanti costituenti delle membrane cellulari ed
entrano nel meccanismo di regolazione del colesterolo ematico.
I grassi sono il veicolo di importanti vitamine liposolubili (A,D,E,K), rendono i cibi più appetibili,
contribuiscono alla sensazione di sazietà e contribuiscono alla struttura dei cibi (di rilevante
importanza nel settore delle tecnologie alimentari).
I principali oli di origine vegetale possono essere:
Soia,
• Cotone,
• Arachide,
• Girasole,
• Mais,
• Colza o ravizzone (canola),
• Oliva,
• Palma,
• Palmisto,
• Cocco,
• Lino,
• Sesamo,
• Ricino,
• Cartamo.
•
Si hanno tre differenti fonti per gli oli vegetali: raccolta da albero (palma, cocco e oliva), raccolta
annuale (lino, colza e girasole) e sottoprodotti (cotone e mais).
I principali oli e grassi di origine animale possono essere:
Burro (dal latte),
• Sego,
• Lardo,
• Pesce (più per il settore della nutraceutica).
•
In questi casi possono essere di origine
differente, da quella marina (per uso alimentare o
non, estratti ad esempio da aringhe, acciughe,
merluzzi, balene, ecc…) a quella terrestre (anche
in questo caso sia per usi alimentari, come il
burro, il sego o lo strutto, sia per usi non
alimentari come altri tessuti, ossa comprese, di
bovini, suini, caprini ed equini). 6
TECNOLOGIE GRASSI E PRODOTTI CARNEI
Il settore degli oli e dei grassi è un settore USA
molto amplio, che ha subito un continuo INDIA
sviluppo ed incremento negli ultimi anni. Al OTHERS
CHINA
sito internet http://www.fediol.be/ è CANADA
possibile trovare importanti informazioni ARGENTINA 19%
riguardanti l’ambito economico del settore BRAZIL
degli oli. La produzione è in grande
crescita, si parla di circa 183 milioni di 43%
tonnellate prodotte nel 2012. Questo 15%
quantitativo è destinato per l’80% al
consumo umano, per il 14% come materie
prime per l’industria olearia mentre il 6% è 7%
destinato al consumo animale. I principali 8%
paesi produttori di oli di origine vegetale 2%
7%
sono sicuramente gli USA al primo posto e
secondi Malesia ed Indonesia. La Palma
riveste 58 milioni di tonnellate di produzione,
la soia 42 milioni di tonnellate, seguite da colza e girasole (riveste l’80% della produzione
mondiale).
La FEDIOL è una federazione europea con sede a Bruxelles in Belgio rappresentante delle
industrie europee per la produzione di oli di origine vegetale e farine proteiche (residui del
processo di produzione degli oli). Un altro sito, riguardante invece un carattere più scientifico
(http://lipidlibrary.aocs.org/) è quello dell’American Oil Chemists’Society che vede pubblicazioni
ed articoli scientifici dove si possono trovare informazioni sulla scienza dei grassi e su aspetti
tecnologici.
Oli di origine vegetale da O.G.M.
Il settore degli OGM tocca per forza questa tipologia di prodotti.
Il consumatore europeo ha una particolare attenzione verso questa problematica, e questo ha
fatto si che un’importante parte degli oli utilizzati nell’Europa occidentale non sia derivante da
organismi geneticamente modificati. Questo non è vero, invece, se si va ad analizzare la
situazione in paesi extraeuropei come gli USA ed il Brasile.
Gli ibridi utilizzati in questo settore sono ottenuti non solamente per essere più resistenti ad
agenti biotici ed abiotici, ma vi sono anche articoli scientifici che sfruttano tecniche di ingegneria
genetica per ottenere prodotti con caratteristiche differenti a partire da materie prime differenti
rispetto a quelle classiche: ad esempio, si studiano organismi vegetali (ibridi OGM) per
l’ottenimento di trigliceridi ad elevato numero di acidi grassi saturi per sostituirli al processo di
idrogenazione, oppure oli a bassa percentuale di acido linoleico per ottenere una maggior
stabilità del flavor, oli a bassa percentuale di saturazione per esigenze nutrizionali, oli ad elevata
percentuale di acido oleico per esigenze nutrizionali e miglioramento della stabilità ossidativa.
Tuttavia, i progressi sono ancora molto agli esordi, in quanto i consumatori medi (più quelli
Europei) tendono sempre ad aprire dibattiti sociali.
Sono invece molto più concrete altre tecniche, che sono quelle classiche, ovvero quelle di incrocio
e selezione nonché la mutagenesi.
Le tecniche di incrocio e selezione hanno portato all’innalzamento delle rese e del contenuto in
olio, un adattamento elevato delle specie a differenti climi, alla variazione della composizione 7
TECNOLOGIE GRASSI E PRODOTTI CARNEI
dell’olio nonché una elevata resistenza ai pesticidi, ad esempio l’olio di cartamo ad alto tenore di
acido oleico (1964) e l’olio di colza a basso tenore di acido erucico (1978).
La mutagenesi, invece, ottenuta mediante radiazioni gamma ha portato alla produzione di olio di
girasole ad alto tenore di acido oleico, oggi il maggior sostituto dell’olio di palma.
PROPRIETÀ CHIMICO-FISICHE DELLE SOSTANZE
GRASSE
Questa tabella rappresenta il diverso contenuto in acidi grassi dei diversi grassi ed oli.
Ogni olio o grasso differisce dall’altro dal punto di vista chimico, oltre che dalla composizione in
acidi grassi (1), anche dal range di distribuzione di tali acidi grassi (2). Ad esempio l’acido
oleico nell’olio di oliva è molto amplio (55-83) mentre è più ristretto per altre tipologie di oli.
Gli acidi grassi più rappresentativi sono:
L’acido palmitico (olio di Palma);
• Acido oleico (oliva e girasole ad alto contenuto di oleico);
• Acido linoleico (notevole presenza in soia e girasole);
• Acido linolenico (olio di canola o di soia).
•
Ci sono poi alcuni altri acidi grassi minoritari a catena più o meno lunga che sono alla base
compositiva dell’olio di palmisto o di cocco che fanno parte della categoria degli “oli laurici”.
Questo diverso tenore è alla base di alcune proprietà e comportamenti diversi di alcuni oli e
grassi. 8
TECNOLOGIE GRASSI E PRODOTTI CARNEI
Un’altra proprietà importante è il colore (3). Il
colore è un parametro caratteristico degli
alimenti ed è un modo per attirare il
consumatore. In realtà, molti oli nascono con
un colore ben diverso, per esempio l’olio di
palma è arancione, l’olio di mais e l’olio di
girasole sono di colore rosso vivo. La
modificazione del colore è un passaggio
molto importante di raffinazione delle
sostanze grasse ed è anche il più costoso. A
fianco alle molecole caratteristiche del colore
sono presenti anche altre molecole che non
hanno un impatto relativo al colore ma che
vengono comunque allontanate sempre in
questa fase. Il colore è una proprietà così
importante degli oli vegetali e delle sostanze
grasse di origine animale che viene misurata
attraverso un parametro quantitativo, ovvero il
grado “lovibond”, misurazioni che vengono
effettuate per l’indice di rosso e l’indice di
giallo.
Il colore, quindi, è un parametro qualitativo
che fa parte degli standard internazionali che sono richiesti anche quando vengono
commercializzati questi prodotti, in quanto è inerente alla qualità del prodotto stesso.
Gli oli presentano questo colore giallo paglierino in quanto questi prodotti non devono
partecipare a contribuire al colore finale totale degli alimenti. In realtà, con l’evolversi delle
richieste dei consumatori, in alcuni casi si commercializzano dei prodotti con certificazioni
particolari (es: biologiche) dove la decolorazione non va a completezza, e quindi all’olio rimane un
pò del colore originale (non fa parte della cultura Italiana, ma in paesi orientali l’olio di palma o di
diversi semi viene utilizzato anche come condimento, e quindi i consumatori lo preferiscono di
qualità superiore).
Il numero di iodio (4) “iodine value” è un parametro espresso in maniera dimensionale (numero)
che dà un’indicazione sul grado di saturazione dell’olio. L’olio di palma è quello che presenta una
% elevata di acido palmitico, ed è anche un olio abbastanza solido a temperatura ambiente,
quindi un olio con indice di saturazione piuttosto elevato.
Per la palma, quindi, il numero di iodio è più basso rispetto agli altri tre (50 e 55), mentre è più
elevato per altri oli come quello di girasole (110 e 143). Questo valore si determina mediante
reazione con iodio che va ad intaccare i doppi legami (una sorta di titolazione). Anche l’indice di
iodio fa parte di uno standard internazionale utilizzato per la commercializzazione delle materie
prime, soprattutto se si ha a che fare con prodotti trasformati come grassi interesterificati o le
margarine. Il numero di iodio è legato anche alla potenziale capacità ossidativa di un olio o
grasso: più è elevato questo numero e più è elevato il rischio di avere un prodotto con una certa
instabilità.
Il numero di perossidi (5) è un indice che definisce la quantità di prodotti primari dell’ossidazione
(idroperossidi). Più è elevato questo valore e più è elevata l’ossidazione. 9
TECNOLOGIE GRASSI E PRODOTTI CARNEI
La stabilità (AOM) (6) è un indice della stabilità degli oli, misurato con un test rapido, attraverso
metodologie che misurano il tempo di induzione della reazione di ossidazione. Tutti i valori legati
all’ossidabilità del prodotto sono importantissimi in quanto sono relazionati alla capacità di un olio
o di un grasso di resistere ad un determinato stress (frittura o prefrittura industriale) e alla shelf life
che questi grassi o oli hanno quando vengono utilizzati come ingredienti di altri prodotti
alimentari.
In questo caso si tratta di oli raffinati, quindi non dell’olio di oliva. In quest’ultimo caso il numero
di perossidi sarà sicuramente molto più alto degli analoghi raffinati, e i valori sono tabulati
all’interno delle direttive europee, e vengono utilizzati per valutare la qualità e la distinzione dei
prodotti, e sono diversi a seconda delle categorie commerciali del prodotto.
L’acqua (7) negli oli è sempre molto bassa (non più dello 0,1%), poichè viene notevolmente
abbattuta dal processo di raffinazione, infatti, l’olio di oliva ha un quantitativo di acqua molto più
elevata. Questo può essere un problema in quanto l’acqua può andare ad idrolizzare i trigliceridi e
aumentare l’acidità del prodotto.
Il valore degli acidi grassi liberi (8) come acido oleico, vengono
determinati come % di acido grasso oleico LIBERO, correlato
all’acidità del prodotto. In tutti questi oli l’acidità ha valore molto
basso in quanto la raffinazione abbatte anche l’acidità libera. È
uno di quei parametri che determina la qualità del prodotto.
Dal punto di vista fisico vi è un altro parametro di elevata
importanza in quanto è alla base di quelle che sono le proprietà
chimico-fisiche dei grassi: il polimorfismo. Polimorfismo significa Cristalli beta di una miscela
che il grasso/olio può assumere diverse forme cristalline che di olio di canola e di girasole
hanno un’elevata importanza dal punto di vista tecnologico, alto oleico completamente
poichè in dipendenza di queste forme l’olio/grasso presenterà idrogenati
,
un diverso utilizzo. Le principali forme cristalline sono tre: e
β’
Le forme beta primo (o uno) e la beta sono fondamentali in
β.
questo settore:
la forma alfa è una forma cristallina che ha l’apparenza di
• nastri di 5 micron molto fragili e casuali, sono i più instabili ed
hanno una bassa temperatura di melting. Questa forma nel
tempo tende ad assumere progressivamente la forma beta in
tempi più o meno lunghi;
I cristalli di tipo beta primo sono molto piccoli di circa 1
• Cristalli beta primo di burro
micron di lunghezza e raramente crescono di dimensioni, di cacao a 24°C per tre
formano una sorta di rete molto compatta con molti punti di giorni
contatto tra di loro, e sono in grado di inglobare molte
sostanze liqui
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