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Tecnica professionale : metodo finanziario Appunti scolastici Premium

Appunti di tecnica professionale sul metodo finanziario basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Maglio dell’università degli Studi di Napoli Federico II - Unina, facoltà di economia, Corso di laurea in economia aziendale. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Tecnica professionale docente Prof. R. Maglio

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Analizzando lo schema, partiamo dal risultato operativo,l’altra volta facemmo un esempio dicendo:

abbiamo delle vendite, abbiamo degli acquisti , calcoliamo il reddito operativo dell’azienda e

trasformiamo il reddito operativo in flusso di cassa. Quindi, immaginando di partire nel conto

economico dal reddito operativo, che sapete essere la differenza tra ricavi e costi operativi ,se

volessimo utilizzare il nostro schema di conto economico italiano sarebbe la differenza tra il valore

e il costo della produzione. Perché ho saltato la parte alta dello schema? Perché la parte alta era

una serie di passaggi che serviva comunque ad arrivare al risultato operativo , quindi, più

semplicemente, partiamo da un’azienda che ha un certo risultato operativo e dobbiamo calcolare il

flusso di cassa.

Il primo passaggio che si fa è di sottrarre le imposte sul risultato operativo per calcolare il risultato

operativo al netto delle imposte. Poi tutti gli altri passaggi sono comprensibili se si ha a mente che

bisogna passare dal reddito (una differenza tra ricavi e costi) a un flusso di cassa. Quindi, si vanno

a sommare ammortamenti e accantonamenti al risultato operativo al netto delle imposte, si vanno

a sommare perché gli ammortamenti e gli accantonamenti sono compresi (come componenti

negative) della nostra grandezza di partenza (il reddito operativo). Quando calcolate il reddito

operativo di un’azienda, ci sono dentro gli ammortamenti, che hanno inciso su quel calcolo col

segno negativo, perché ammortamenti e accantonamenti sono componenti negative del reddito.

Poiché li devi eliminare, dato che bisogna calcolare un flusso di cassa, e quindi ti interessano le

uscite, quel costo che è rappresentato da ammortamenti e accantonamenti deve essere eliminato.

Come si elimina un componente negativo del risultato operativo a cui non corrisponde un’uscita?

Ovviamente lo prendi col segno contrario a quello con il quale quello con la stessa voce aveva

partecipato al calcolo del risultato operativo.

Quindi, sommando gli ammortamenti e gli accantonamenti ,che erano componenti negative del

reddito operativo, di fatto li abbiamo esclusi, in quanto costi operativi di competenza di un anno

che, però, non rappresentano delle uscite.

Poi ci sono le altre rettifiche da fare che tengono conto sostanzialmente della variazione del

capitale circolante e della variazione del capitale fisso, andiamo a sottrarre gli incrementi del

capitale circolante, quindi voi trovate + o – alla voce del capitale circolante, sarà: - incrementi del

capitale circolante + i decrementi. Poi capiremo il perché.

Così come dove c’è scritto + o – investimenti operativi , significherà sottrai gli investimenti operativi

e somma eventuali disinvestimenti operativi .

Ragioniamo prima sulla variazione legata al capitale circolante: il capitale circolante operativo è

rappresentato da: crediti, rimanenze, al netto dei debiti vs fornitori (operativi). L’altra volta

facemmo un esempio: Ho venduto 100mila, i crediti iniziali erano 20, i crediti finali sono 30. Quanto

sono i flussi di cassa? 90! Perché c’è stato un incremento dei crediti che significa che una parte

delle vendite dell’anno non sono state incassate. Quindi, un incremento dei crediti (sarebbe un

esempio di incremento del circolante) lo vai a sottrarre , al contrario se ci fosse stato un

decremento dei crediti, cioè, ho venduto 100, i crediti iniziali erano 40, i crediti finali sono 20, ho

incassato 120, perché ho incassato oltre le vendite dell’anno una parte dei crediti che avevo. Per

quanto riguarda i crediti il discorso è come una possibile componente del capitale circolante, per

cui, sottrai gli incrementi dei crediti e somma eventualmente i decrementi.

Lo stesso vale per un’altra componente del capitale circolante: le rimanenze di magazzino.

Facciamo un esempio: nel corso dell’anno acquisti merce per 200 mila euro,le rimanenze finali di

merce ammontano sempre a 200 mila euro, cioè, in altre parole, tutto ciò che hai comprato è in

magazzino a fine anno, supponendo ovviamente che non ci siano state rimanenze iniziali. Il nostro

magazzino si è incrementato di 200 mila euro. Qual è il reddito operativo di un’azienda che ha

acquistato merci per 200 mila euro,aumentato il proprio magazzino di 200 mila euro, non avendo

venduto nulla? Zero!

Ovviamente se io quella merce l’avessi pagata avendo un esborso per il mio magazzino

( l’acquisto di merci è un costo da rinviare al futuro) , ho pagato ciò che è nel mio magazzino ,

ovviamente il flusso di cassa di questa merce che ho acquistato sarà a meno 200 mila euro.

Come ci si arriva seguendo questa logica? Parti dal risultato operativo di zero, e sottrai

l’incremento delle rimanenze di magazzino, incremento delle rimanenze di magazzino che non è

altro che un esempio di incremento del capitale circolante. Quindi, essendosi incrementato il

magazzino il risultato operativo sarà -200 mila euro, tenendo conto dell’esborso legato al

magazzino. Ragioniamo ancora un attimo sul magazzino, l’anno dopo quest’azienda vende a

prezzo di costo le sue rimanenze dell’anno precedente e incassa il corrispettivo della vendita,

se io vendo a 200 mila euro della merce che avevo acquistato l’anno precedente e che non avevo

consumato l’anno precedente, quant’è il reddito del secondo anno? Zero! Perché alla fine hai

venduto al prezzo d’acquisto, per cui il reddito sarà uguale a zero. Flusso di cassa di quell’anno? +

200 mila euro, perché hai avuto in incasso. Come si arriva secondo quest’approccio? Reddito

uguale a zero però si è decrementato il magazzino avendo venduto le merci presenti nello stesso a

prezzo di costo. Quindi, reddito =0 sommato al decremento delle rimanenze.

Quindi, la regola è: se l’incremento del capitale circolante netto si sottrae, l’incremento si somma.

Ultimo esempio, ragioniamo sui debiti vs fornitori: alla fine del primo anno abbiamo per esempio

debiti vs fornitori pari a 80 mila euro ,mettendo insieme queste 3 informazioni (acquisti merci per

200 mila, questa merce è in rimanenza a fine anno e viene valutata al costo d’acquisto, debiti vs

fornitori 80 mila euro). Il reddito sarà pari a zero. Perché il reddito ovviamente è ciò che ho

consumato meno ciò che ho venduto, in questo caso, non abbiamo consumato né venduto nulla. Il

flusso di cassa dell’anno qual è ? – 120 !

Come ci arrivo usando quest’approccio? Parto dal risultato operativo pari a zero, sottraggo

l’incremento del magazzino (- 200 mila euro) e aggiungo l’incremento del debito vs fornitori (+80

mila euro). L’incremento del debito vs fornitori ovviamente rappresenta degli acquisti che non sono

stati pagati e quindi, nella somma algebrica vanno presi come somma in quanto componenti

negative del capitale circolante netto.

Nel secondo anno, l’azienda vende al prezzo di costo le rimanenze dell’anno precedente,

supponiamo che incassi il corrispettivo della vendita e paga i fornitori dell’anno precedente.

Reddito del secondo anno = 0, in quanto abbiamo venduto a prezzo di costo le rimanenze

dell’anno precedente. Quant’è il flusso di cassa del secondo anno? +120. Perché ho avuto incassi

per 200 e ho pagato i fornitori per 80. Si parte dunque dal risultato operativo pari a zero, non

abbiamo alcuna variazione legata ai crediti (abbiamo supposto che siano pari a zero in entrambi gli

anni), abbiamo un decremento delle riserve di magazzino, quindi 0 + 200 mila = 200 mila ( il

decremento del magazzino viene sommato) , meno il decremento dei debiti vs i fornitori , perché

se i debiti vs i fornitori diminuiscono significa evidentemente che ho pagato qualche debito che

avevo e quindi ho un flusso di cassa negativo quando c’è il decremento dei debiti vs i fornitori.

Questa somma algebrica: 0 + 200 – 80 = 120 è il risultato del flusso di cassa del secondo anno.

Quindi, partendo dal risultato operativo, sottrai le imposte, somma gli ammortamenti e gli

accantonamenti perché sono componenti negative del risultato operativo a cui non si associano

però delle uscite ( quindi si possono eliminare) , sottrai la variazione del capitale circolante (dove la

regola è: sottrai gli incrementi, somma i decrementi del capitale circolante), arrivi così al flusso di

cassa della gestione corrente, poi c’è un’altra variazione legata alla variazione degli investimenti

operativi (investimenti in immobilizzazioni legati all’attività operativa dell’impresa) (ovviamente il

segno è sempre lo stesso, sottrai gli incrementi, e somma i decrementi, perché ovviamente se ho

acquistato un’immobilizzazione, quell’operazione può aver comportato un esborso di cassa legato

al pagamento che dovrò sostenere per l’acquisto dell’immobilizzazione, quindi, nuovi acquisti

saranno presi col segno negativo, vendite di immobilizzazioni saranno prese con segno positivo

perché incrementano la cassa ).

Questa serie di rettifiche ci porta ad aver stimato il flusso di cassa della gestione operativa, che

avendo a riferimento esclusivamente la gestione operativa non considera entrate ed uscite legate

alla gestione finanziaria , per questo viene detto Flusso di cassa Unlevered. Quindi nella

versione unlevered si tratterà di stimare anno dopo anno i flussi di cassa attesi per l’impresa

almeno per un certo numero di anni e poi fare la stima del valore terminale.

Cosa cambia invece col flusso di cassa Levered? Il flusso di cassa Levered, che tiene conto anche

dei flussi di cassa legati all’indebitamento, aggiunge ulteriori variazioni (legate alle entrate e alla

uscite della gestione finanziaria dell’impresa) a quelle precedentemente viste.

Col segno meno considereremo gli interessi passivi al netto di quelli attivi,

per esempio l’indebitamento,paradossalmente, nuovi debiti significa che la cassa disponibile per gli

azionisti aumenta . Ragionate in questi termini:dobbiamo calcolare non il flusso di cassa della

gestione operativa ma il flusso di cassa disponibile per gli azionisti, quindi, l’accensione di nuovi

debiti per l’impresa implica un aumento della liquidità e quindi, a questo punto, l’accensione di

nuovi debiti va a questa somma algebrica rappresentata con il segno positivo perché è un flusso di


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sabry9411 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica professionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Maglio Roberto.

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