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ESTRATTO DOCUMENTO

precedenti la responsabilità è solidale solo se questi risultano dai libri contabili

obbligatori.

Per i debiti per imposte, cedente e cessionario sono obbligati in solido per

le violazioni commesse nell’anno del trasferimento e nei due precedenti, anche

se non ancora contestate, mentre per quelle di epoca anteriore solo se già

contestate nell’anno del trasferimento.

Al cessionario sono riconosciute delle limitazioni della responsabilità: il

beneficio della preventiva escussione del cedente; la responsabilità non

può eccedere il valore dell’azienda (o ramo) acquisita e deve essere limitata

al debito risultante dagli atti dell’Agenzia delle Entrate.

Quindi la responsabilità solidale è:

1) Soggettiva: il cessionario risponde con il proprio patrimonio dei debiti

tributari non soddisfatti;

2) Sussidiaria: l’Agenzia delle Entrate deve prima escutere il cedente e poi

può rivolgersi al cessionario;

3) Solidale-dipendente: è collegata al trasferimento di un’azienda.

Il cessionario può richiedere all’Agenzia delle Entrate un certificato dal quale

risulti l’esistenza di un contenzioso in corso o contenziosi già definiti ma non

ancora soddisfatti. In caso di risposta negativa, o di mancata risposta entro 40

giorni, il cessionario è pienamente liberato.

Le limitazioni alla responsabilità non hanno effetto se il trasferimento è

avvenuto in frode dei crediti tributari.

Aspetti fiscali

IMPOSTE INDIRETTE

La cessione dell’azienda è un’operazione fuori dal campo di applicazione

dell’IVA ed è soggetta all’imposta di registro. La Base Imponibile è data

dal valore corrente dell’azienda ceduta, comprensivo di avviamento, al netto

delle passività (se queste sono di importo superiore, si utilizza il prezzo di

cessione).

Qualora nell’azienda siano presenti più beni sottoposti ad una diversa aliquota,

la base imponibile può essere calcolata:

 Deducendo al valore dei singoli beni in modo proporzionale il valore delle

passività, individuando distinte basi imponibili (se questi sono indicati nel

contratto;

 Applicando l’aliquota massima (nel caso non siano indicati i singoli

valori).

Le aliquote applicate sono del 3% sui beni mobili e avviamento e del 9% sui

beni immobili. Qualora quest’ultimi siano presenti sono dovute anche le

imposte ipotecarie e catastali.

L’Agenzia delle Entrate può rettificare il valore entro due anni.

IMPOSTE DIRETTE

La cessione dell’azienda da luogo a plusvalenze (o minusvalenza). La

plusvalenza è unitaria ed è determinata dalla differenza tra il Corrispettivo di

cessione e il Valore fiscalmente riconosciuto ai beni trasferiti. Il TUIR permette

di ripartire fiscalmente la plusvalenza per un massimo di 5 anni, a patto che

l’azienda sia stata posseduta da almeno 3 anni, altrimenti viene applicata la

tassazione ordinaria.

Nel caso in cui il soggetto cedente rimanga imprenditore dopo la cessione di

un’azienda, la rateizzazione della plusvalenza comporta lo stanziamento delle

imposte differite, rinviando la tassazione agli esercizi successivi. La cessione

d’azienda non comporta alcuna tassazione ai fini IRAP, in quanto

espressamente esclusa dal calcolo della Base Imponibile dalla legge.

Il TUIR prevede per le imprese individuali la possibilità di ricorrere alla

tassazione separata, qualora l’azienda sia stata posseduta per almeno 5 anni.

La richiesta va effettuata in sede di compilazione del Modello Unico, dove deve

essere versato il 20% della plusvalenza imponibile al momento della

presentazione e poi l’Agenzia delle Entrate comunicherà l’importo definitivo da

versare.

Aspetti contabili

Il cedente rileva il credito verso il cessionario e come contropartita tutti gli

elementi dello SP che vengono trasferiti unitamente alla plusvalenza o

minusvalenza nel CE.

Il cessionario rileva gli elementi acquisiti (attivo e passivo), l’avviamento e

come contropartita il debito verso il cedente. Inoltre, rileva anche gli eventuali

conti d’ordine per garanzie e impegni trasferiti.

Il cedente, prima dell’eliminazione dello SP, deve individuare gli elementi

direttamente o indirettamente collegati al complesso aziendale e effettuare le

operazioni di assestamento per attribuire agli elementi l’esatto valore. Poi deve

procedere alle scritture inerenti ai conti d’ordine per le garanzie e gli impegni

che vengono trasferiti e per quelli che vengono assunti per i crediti con la

clausola pro-solvendo, e per i debiti trasferiti per i quali il cedente non è stato

liberato dai terzi creditori.

Due Diligence

Per “Due Diligence” si intende un intervento effettuato da un terzo, che ha il

compito di verificare il rispetto di determinati adempimenti da parte della

società in oggetto. Gli adempimenti possono riguardare sia il rispetto dei

principi contabili, sia il rispetto delle norme fiscali e del lavoro. Da qui, infatti,

possono esserci diverse tipologie di Due Diligence:

1) Financial Due Diligence: ha come obiettivo l’analisi della consistenza

patrimoniale della società (eliminando le interferenze fiscali e applicando

i corretti PC) e della sua capacità di produrre margini positivi, mediante

l’analisi di dati di natura finanziaria, amministrativa e contabile. Gli

elementi che si vanno ad analizzare sono le Rimanenze (metodo

utilizzato), Attività fisse (verifica dell’ammortamento), Crediti (verifica del

valore netto di realizzo), Passività a L/T (analisi dei fondi costituiti),

Patrimonio Netto (verifica della correttezza e rettifiche dopo le analisi

effettuate sul bilancio);

2) Due Diligence Fiscale: ha lo scopo di evidenziare eventuali passività

connesse all’area fiscale. Si vanno quindi ad analizzare gli anni

fiscalmente aperti (condoni, istanze di adesione e accertamenti),

eventuali contenziosi aperti, gli adempimenti formali (Dichiarazioni dei

redditi, IVA, dei sostituti di imposta ed IMU), i versamenti di imposte, i

principi utilizzati per il calcolo della Base Imponibile e le operazioni

straordinarie.

Il controllo non è molto approfondito, ma si vanno ad analizzare le aree

maggiormente a rischio;

3) Due Diligence Legale: si vanno a verificare i rapporti contrattuali che

non risultano nel bilancio, i rapporti con i dipendenti e le azioni poste in

essere per la tutela del patrimonio aziendale (es. coperture assicurative);

4) Due Diligence in materia ambientale e sulla sicurezza del lavoro.

Verifiche preliminari effettuate nell’interesse di entrambe le parti:

1) Complesso di beni sia qualificabile come azienda (altrimenti si

applicherebbe l’IVA);

2) Che l’operazione non abbia natura elusiva e la congruità del prezzo

effettuata da terzi indipendenti;

3) Se il soggetto che sottoscrive il contratto ha il potere di farlo (da chi è

autorizzato? Delibera consiliare o assembleare?)

4) Se muta l’oggetto sociale in seguito all’acquisizione dell’azienda;

Verifiche nell’interesse del cedente:

1) Stato di solvibilità del cessionario;

2) Possibili conseguenze in ipotesi di fallimento del cedente;

3) Garanzie prestate in relazione a contratti destinati ad essere trasferiti;

4) Scelta del regime fiscale applicabile in base alla redditività attesa.

Verifiche nell’interesse del cessionario:

1) Ipocatastali sugli immobili e i beni mobili registrati;

2) Esistenza degli impianti e del magazzino, degli eventuali brevetti e

marchi;

3) Esigibilità dei crediti;

4) Stato di solvibilità del cedente (rischio revocatoria fallimentare);

5) Rischi fiscali in capo al cedente, che vengono trasferiti;

Fasi della “cessione d’azienda”

1) Verifica degli elementi componenti il ramo d’azienda e redazione di uno

SP contenente i soli elementi che verranno trasferiti in una data di

riferimento;

2) Stipula di un contratto preliminare (o lettera di intenti) contenente gli

elementi che si trasferiranno e il loro valore, la sorte di contratti, crediti e

debiti, eventuali garanzie a favore delle parti e la disciplina del divieto di

concorrenza.

3) Comunicazione alle RSU almeno 25 giorni prima del trasferimento e

attivazione delle procedure per la liberazione del cedente dalle

obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro;

4) Redazione del contratto definitivo contenente la data di esecuzione,

cioè quella in cui avverrà l’effettivo trasferimento. Redazione di uno SP

alla data di esecuzione e, se previsto nel contratto preliminare,

adeguamento dei valori dell’attivo e del passivo.

4) Affitto d’azienda Disciplina civilistica

Con l’affitto d’azienda, un soggetto, proprietario di un complesso organizzato,

concede in godimento l’azienda ad un altro soggetto (affittuario). Quest’ultimo

si assume degli obblighi:

1) Svolgere l’attività sotto la ditta che la contraddistingue (per garantire

l’avviamento);

2) Non alterare l’oggetto sociale, in modo da conservare l’efficienza

dell’organizzazione e degli impianti (per quest’ultimi deve sostenere le

spese di ordinaria manutenzione, mentre quelle straordinarie sono in

capo al concedente);

3) Versare il canone d’affitto pattuito contrattualmente;

4) Richiedere ed ottenere il consenso in caso di sub-locazione o cessione del

contratto.

Il concedente deve consegnare l’azienda all’affittuario, astenersi dallo svolgere

un’attività in concorrenza per tutta la durata del contratto (salvo accordo tra le

parti) e cooperare attivamente con l’affittuario per agevolarlo nel subentro dei

contratti e nelle autorizzazioni.

L’oggetto del contratto è l’azienda, come complesso organizzato di beni. Può

essere affittato anche un ramo dell’azienda.

La disciplina applicabile è quella della cessione dell’azienda: è richiesta la

forma scritta per rendere il contratto opponibile ai terzi, deve essere registrato

presso l’AdE entro 20 giorni ed entro 30 presso il RDI. La registrazione

comporta il pagamento di un’imposta di registro.

Anche per i contratti pendenti si applica la disciplina della cessione: I

contratti si trasferiscono senza richiedere il consenso al terzo contraente, che

può però recedere dal contratto entro 3 mesi per giusta causa. Le parti possono

escludere il trasferimento in alcuni contratti.

I contratti di lavoro si trasferiscono e l’operazione non costituisce motivo di

licenziamento. E’ riconosciuto al lavoratore il diritto di recesso per giusta causa,

qualora siano mutate le condizioni di lavoro nei primi tre mesi di affitto. Le parti

sono obbligate in solido per i crediti vantati dai lavoratori, senza possibilità di

deroga. Il lavoratore può consentire la liberazione del concedente dalle

obbligazioni (procedura obbligatoria nel caso di complesso aziendale con più di

15 dipendenti).

Per i crediti è necessaria la notifica al debitore ceduto, mentre i debiti non si

trasferiscono. Ogni soggetto risponde per i propri debiti (l’unica eccezione

riguarda la responsabilità solidale per i debiti verso i lavoratori).

Il deperimento delle immobilizzazioni è a carico dell’affittuario, il quale dovrà

accantonare il quantum da conguagliare al locatore. L’accantonamento avviene

in un apposito fondo, un fondo oneri futuri.

Affitto d’azienda in situazioni di crisi

L’affitto dell’azienda può avvenire anche come operazione strumentale per la

cessione definitiva, oppure come soluzione della crisi dell’impresa (attraverso

un concordato stragiudiziale, un piano di risanamento, un accordo di

ristrutturazione o un concordato preventivo).

Ciò può avvenire per salvaguardare l’azienda, permettondole di continuare ad

operare, per l’occupazione e per il miglior soddisfacimento dei creditori.

Il debitore ha, infatti, l’obiettivo di evitare il fallimento, di massimizzare il valore

dell’azienda per soddisfare i creditori e di evitare reati di distrazione del

patrimonio.

L’affittuario ha l’interesse a stipulare il contratto ad un valore congruo, ridurre il

rischio di revocatoria fallimentare in caso di fallimento del concedente,

assumere la prelazione in caso di vendita dell’azienda ed evitare la

responsabilità per la successione nei debiti.

Nel caso di successivo fallimento del concedente, il contratto non si scioglie

automaticamente, ma le parti entro 60 giorni potranno recedere dal contratto

corrispondendo alla controparte un equo indennizzo (determinato dalle parti o

dal giudice delegato).

Nel caso di recesso da parte del fallimento, l’indennizzo spettante all’affittuario

è ammesso allo stato passivo come credito pre-deducibile, mentre nel caso di

concordato preventivo l’indennizzo è ammesso come credito anteriore e sarà

soddisfatto in base alla percentuale stabilita per la classe di appartenenza.

L’affitto può essere autorizzato dal curatore fallimentare, qualora lo ritenga

utile alla successiva cessione dell’azienda. Affinché sia possibile, è necessario il

consenso del giudice delegato, previo parere del Comitato dei creditori. La

scelta dell’affittuario deve avvenire in base a procedure competitive, al canone

di locazione offerto e alle garanzie prestate in merito alla continuità e alla

conservazione dei livelli occupazionali.

Disciplina fiscale

Il regime applicabile varia in base al fatto che l’imprenditore conceda in

godimento l’unica azienda o meno. Nel primo caso, l’imprenditore perderebbe

la qualifica di imprenditore commerciale, quindi sarebbe sottoposto

all’imposta di registro proporzionale al 3% (qualora il canone sia suddiviso in

mobiliare e immobiliare, sulla parte immobiliare si applica il 2%). Sarebbe

sottoposto, inoltre, all’IRPEF, in quanto il canone è considerato come un

reddito diverso. E’ soggetto ad imposizione la differenza tra i canoni percepiti e

le eventuali spese di manutenzione sostenute. Non è sottoposto all’IVA (si

chiude temporaneamente la P.I.) e all’IRAP (non essendo più imprenditore).

Qualora l’imprenditore possegga un’altra azienda, o abbia affittato un ramo, è

soggetto anche all’IVA con aliquota ordinaria e i canoni concorrono anche alla

formazione del reddito di impresa e alla B.I. IRAP.

Le spese di ordinaria manutenzione sono deducibili nell’esercizio di

competenza, mentre quelle straordinarie in base alla durata residua del

contratto di affitto d’azienda.

La deducibilità degli ammortamenti varia a seconda del regime adottato:

- Ordinario: l’affittuario rileva in uno specifico fondo di ripristino le quote di

ammortamento, mentre il costo corrispondente comporta una variazione

in diminuzione ai fini IRAP. Alla fine del contratto dovrà essere corrisposto

dall’affittuario un conguaglio al concedente, in base alla differenza tra

valore corrente iniziale e finale del complesso produttivo. Se l’ammontare

delle quote accantonate non è sufficiente, si genera una sopravvenienza

passiva per l’affittuario e attiva per il concedente, fiscalmente rilevanti

(se il fondo è superiore al conguaglio, il caso contrario);

- Derogatorio: in base ad un accordo tra le parti, può essere stabilito che

sia il concedente ad effettuare gli ammortamenti e inoltre chi deve

effettuare le manutenzioni, le eventuali sostituzioni e la determinazione

dei conguagli.

Motivazioni economiche del locatore

Sospensione dell’attività imprenditoriale e sostituzione con una remunerazione

variabile (il canone). Modifica del profilo di rischio, limitato al canone e alla

perdita dell’avviamento; conguaglio a carico dell’affittuario per l’eventuale

diminuzione di valore dell’azienda; rischio di insolvenza trasferito all’affittuario.

Motivazioni economiche dell’affittuario

Interesse ai frutti dell’azienda; integrare combinazioni produttive pre-esistenti

con delle nuove; valutazione delle proprie capacità imprenditoriali e

valutazione dell’eventuale acquisizione definitiva dell’azienda.

Il magazzino può essere trasferito con l’affitto d’azienda o con una cessione

separata. Nel primo caso l’affittuario carica i beni che riceve come componenti

negativi di reddito e in contropartita un debito verso il locatore. L’affittuario

rileva le rimanenze finali ogni anno, poi al termine del contratto storna il debito

verso il locatore iscrivendo una posta di pari importo tra i componenti positivi

di reddito. Qualora i beni restituiti abbiano un valore inferiore rispetto a quello

iniziale, la differenza confluisce nella parte da versare a conguaglio al locatore.

Il locatore rileva, invece, le rimanenze al momento dell’affitto e le aggiorna di

anno in anno con le rimanenze iniziali e finali. Una volta terminato il contratto,

deve essere confrontato il valore del componente positivo di reddito

(rappresentante la restituzione del magazzino) con il valore iniziale.

5) la fusione Disciplina civilistica

La fusione è un’operazione attraverso la quale più società si fondono per

esigenze inerenti alla ristrutturazione e riorganizzazione aziendale. Le

motivazioni economiche possono riguardare la concentrazione aziendale,

l’integrazione delle compagini aziendali e consolidamento patrimoniale delle

società coinvolte.

La fusione può essere in senso stretto, quando le società si estinguono per

formarne una di nuova costituzione, oppure per incorporazione quando si

incorporano ad una già esistente.

A queste operazioni non possono partecipare le società che hanno avviato le

procedure di liquidazione, e prima della riforma del 2003 non potevano

partecipare neanche le società soggette a procedure concorsuali. Sono

ammesse le fusioni eterogenee (tra società di diversa tipologia, es. di capitali –

di persone).

Gli organi amministrativi di ogni società partecipante alla fusione devono

redigere una serie di documenti:

1) Il progetto di fusione: è un documento UNICO e viene redatto

congiuntamente dalle società partecipanti. Contiene tutte le informazioni

inerenti alle società partecipanti (tipologia, ragione sociale, CS, Partita

IVA, num. di iscrizione al RDI) e nel caso di fusione in senso stretto deve

essere allegato l’atto costitutivo, mentre se la fusione è per

incorporazione deve essere allegato lo statuto della società (per

consentire ai soci di verificare le eventuali modifiche).

Il progetto deve indicare il rapporto di cambio delle azioni (o quote) che i

soci delle società partecipanti alla fusione avranno nella nuova

compagine sociale, le date a partire dalle quali i soci parteciperanno agli

utili della società e le operazioni delle società fuse o incorporate saranno

imputate al bilancio della società. Infine, devono essere indicati i

“vantaggi” che eventualmente riservati a particolari categorie di soci o

agli amministratori delle società fuse o incorporate e come verranno

finanziate le obbligazioni della società risultante;

2) La relazione degli amministratori: è anch’essa un documento UNICO,

redatto congiuntamente dagli organi amministrativi delle società

partecipanti e ha il compito di indicare la motivazione della fusione

(economiche e giuridiche), in particolare, gli obiettivi che le società

hanno fissato e i programmi per realizzarli; il rapporto di concambio; un

piano economico-finanziario per il raggiungimento degli obiettivi.

Nel caso in cui sia prevista la trasformazione di una o più società, i soci

potrebbero perdere il beneficio della responsabilità limitata (es. da

società di capitali a SNC)

La relazione può non essere redatta nei casi di fusione per incorporazione

di società interamente posseduta e qualora vi sia il consenso unanime

dei soci e di coloro che hanno diritto di voto;

3) Situazione patrimoniale: viene redatta da ogni società partecipante

alla fusione, e deve essere predisposta in un periodo non anteriore a 120

dal deposito presso il RDI del progetto di fusione. Può non essere redatta,

qualora il progetto di fusione venga depositato entro 6 mesi dalla

chiusura dell’ultimo bilancio d’esercizio o se vi è il consenso unanime dei

soci (e di chi eventualmente ha il diritto di voto).

Secondo l’OIC 4, pur non essendo previsto dal legislatore, la situazione

patrimoniale deve comprendere SP, CE e nota integrativa. Inoltre, non

devono essere redatte la “relazione sulla gestione”, la relazione del Coll.

Sindacale e la situazione patrimoniale non deve essere sottoposta

all’approvazione dell’assemblea dei soci.

4) Relazione degli esperti: Gli amministratori delle società partecipanti

alla fusione devono affidare a degli esperti la predisposizione di

relazioni, previste per tutelare i soci e i terzi. Sono la relazione sulla

congruità del rapporto di cambio e una perizia di stima sul

patrimonio delle società fuse o incorporate.

La nomina degli esperti segue modalità diverse a seconda della tipologia

di società risultante o incorporante: se è una SPA o SAPA, la nomina

spetta al Tribunale territorialmente competente, in caso di società di altro

tipo, può essere nominato dalle società partecipanti alla fusione.

La relazione si tratta di un adempimento importante e obbligatorio, in

quanto tutela i soci delle società partecipanti sulla congruità del rapporto

di cambio.

La relazione può essere omessa nel caso di incorporazione di società

completamente posseduta (o per il 90%); con il consenso unanime dei

soci delle società partecipanti; se la fusione non comporta sostanziali

variazioni nelle partecipazioni possedute dai singoli soci; nel caso di

fusione tra società cooperative a mutualità prevalente.

Qualora l’operazione sia effettuata acquisendo precedentemente una

partecipazione mediante finanziamenti, devono essere indicate le risorse

finanziarie per adempiere alle obbligazioni. Inoltre, in questo caso, le

società non possono usufruire delle procedure di semplificazione (es.

omissione della relazione degli amministratori).

Il terzo indipendente non deve determinare il rapporto di cambio, bensì

esprimere un giudizio di adeguatezza e congruità sui lavori per

determinarlo. L’adeguatezza si riferisce al giudizio sui criteri adottati per

la valutazione delle singole società (controllando fattori interni ed esterni

alle società), mentre la congruità si riferisce al giudizio sul risultato finale

rispetto al rapporto tra peso economico e patrimoniale delle singole

società.

Nel caso in cui le società partecipanti alla fusione siano società di

persone e la società risultante sia una società di capitali, deve essere

redatta una perizia di stima del patrimonio di ogni società, la cui

finalità principale è quella di tutelare i terzi e per questo motivo deve

essere obbligatoriamente redatta. L’obbligo è previsto anche nel caso in

cui l’aumento di CS risulti superiore al patrimonio contabile delle società

partecipanti.

Tutti i documenti devono essere depositati presso la sede della società o

pubblicati sul sito internet. In questo ultimo caso, l’iscrizione presso il RDI

diviene facoltativa.

Se in una della società partecipanti erano presenti delle obbligazioni

convertibili, deve essere data la possibilità ai possessori di esercitare il diritto di

conversione entro 30 giorni dalla comunicazione, che deve essere pubblicata

sulla Gazzetta Ufficiale almeno 90 giorni prima dell’iscrizione/pubblicazione del

progetto.

Decisioni dei soci

Tra il deposito del progetto presso la sede sociale (o pubblicazione sul sito) e la

decisione dei soci in merito alla fusione devono trascorrere almeno 30 giorni. Il

rispetto dei termini deve essere indicato nel verbale assembleare di fusione o

attestato da amministratori e sindaci.

Il termine viene ridotto della metà qualora alla fusione non partecipino società

con CS rappresentato da azioni. I soci possono decidere di rinunciare al termine

e procedere subito con l’assemblea il giorno del deposito del progetto presso il

RDI, in quanto il termine è una garanzia per l’esclusiva tutela dei soci in merito

alle esigenze conoscitive del progetto e quindi possono liberamente decidere di

rinunciarvi.

Le decisioni dei soci possono riguardare solamente modifiche formali (che

non incidono sui diritti dei soci o dei terzi) e devono essere assunte:

 Nelle società di capitali in sede assembleare con atto pubblico (secondo

la maggioranza di CS richiesta per le modifiche di atto

costitutivo/statuto);

 Nelle società di persone con un atto pubblico (o scrittura privata

autenticata) nel caso di incorporazione in società di capitali (con il

consenso dei soci secondo la % di partecipazione agli utili).

Le operazioni di fusione che comportano la perdita del beneficio della

responsabilità limitata per alcuni soci devono essere acconsentite da

quest’ultimi. I soci che diventano illimitatamente responsabili rispondo anche

per le obbligazioni anteriori all’acquisto della qualità di socio.

Nelle società di persone (e SRL), il socio che diventa illimitatamente

responsabile può recedere dalla società qualora non acconsenta alla fusione;

mentre nelle SPA, tale facoltà deve essere prevista dallo statuto (il socio che

non concorre all’approvazione del progetto, può recedere qualora ricorrano i

presupposti, es. trasformazione, modifica oggetto sociale).

Il verbale contente la decisione dei soci deve essere depositato presso il RDI. Il

notaio che ha verbalizzato la decisione deve verificare le condizioni stabilite

dalla legge, e chiederne il deposito presso il RDI entro 30 giorni).

Il RDI, una volta verificata la regolarità formale della documentazione, iscrive la

delibera.

Creditori sociali

L’attuazione della fusione può avvenire trascorsi almeno 60 giorni (è ridotto a

30 se non vi sono SPA, SAPA o Coop per azioni) dal deposito della decisione

dell’ultima società partecipante. Questo termine è previsto per permettere ai

creditori sociali di presentare un’eventuale opposizione.

In caso di opposizione, il Tribunale può acconsentire alla fusione qualora ritenga

l’opposizione infondata, o se la società contro la quale è stata presentata

opposizione presenti le garanzie. L’opposizione è possibile per quei crediti sorti

anteriormente al deposito del progetto.

Il termine può essere superato se i creditori prestano il loro consenso; tuttavia

se non lo prestano, il superamento del termine può comunque essere ottenuto

pagando il creditore o depositando la somma corrispondente in un C/C.

Nel caso in cui vi sia un socio che diventa illimitatamente responsabile, questo

non è responsabile dei crediti sociali precedenti solo se i creditori sociali lo

consentono.

Una simile garanzia è prevista per gli obbligazionisti (se una delle società

aveva emesso obbligazioni); non possono presentare opposizione se la fusione

è stata approvata dall’assemblea che li rappresenta (assemblea degli obb.sti).

Atto di fusione

Una volta decorsi i 60 giorni, la fusione può essere attuata mediante l’atto di

fusione, il quale deve risultare da atto pubblico e deve essere iscritto entro 30

giorni nei RDI territorialmente competenti per ogni società, poi in quello

competente della società risultante.

La possibilità di perfezionare l’operazione senza l’approvazione dell’assemblea

dei soci (procedura semplificata) è possibile solo nei casi di fusione per

incorporazione di società interamente posseduta (o 90%). La procedura

semplificata non è possibile nel caso di leveraged buy-out (indebitamento per

l’acquisizione di partecipazioni) o se vietata dallo statuto.

Una volta perfezionata la fusione, questa è irrevocabile (eventuali irregolarità

possono dar luogo a responsabilità patrimoniale o penale).

La fusione ha effetto una volta effettuata l’ultima iscrizione presso il RDI, ma

può essere prevista una data di efficacia diversa (posticipazione o

retrodatazione). La posticipazione è possibile solo nel caso di fusione per

incorporazione (il legislatore non permette la nascita di una nuova società, con

l’assunzione del suo patrimonio in un momento successivo). La

retrodatazione, invece, è possibile per entrambi i tipi di fusione, ma

limitatamente a certi aspetti: il momento dal quale le azioni della società

risultante partecipano agli utili delle società partecipanti (e viceversa); il

momento dal quale le operazioni sono imputate nei bilanci e concorrono a

formare il reddito imponibile. Sono escluse le operazioni con i terzi, ad

eccezione dell’ambito fiscale, in quanto consentito dal TUIR.

Disciplina contabile

Caso di annullamento di partecipazioni

Nel caso in cui una società possegga una partecipazione di un’altra e vi sia una

fusione per incorporazione, quando la società incorporata si estingue, si genera

una differenza da annullamento. Questa differenza può costituire:

 Disavanzo da annullamento: qualora la partecipazione annullata abbia

un maggior valore rispetto alla corrispondente quota di PN della società

incorporata. Rappresenta l’esteriorizzazione nella contabilità

dell’incorporante dei plusvalori latenti dell’incorporata (Partecipazione

> quota PN contabile incorporata)

Il disavanzo è imputabile ad un maggior valore contabile degli elementi

dell’incorporata o all’avviamento. Se non è imputabile ai singoli elementi,

costituisce un componente negativo del CE;

 Avanzo da annullamento: qualora la partecipazione annullata abbia un

minor valore rispetto alla corrispondente quota di PN della società

incorporata. Rappresenta l’esteriorizzazione nella contabilità

dell’incorporante dell’accrescimento patrimoniale grazie al “buon

affare” (Partecipazione < quota PN contabile incorporata).

L’avanzo può essere contabilizzato come voce del patrimonio netto, ma

la dottrina ritiene che sia più corretto iscriverlo come risconto passivo. Se

non è imputabile a “buon affare”, deve essere contabilizzato come

decremento del valore contabile degli elementi dell’attivo trasferiti o nel

passivo tra i fondi svalutazione (o rischi).

Differenze da concambio

Si generano quando vi è una differenza tra il valore netto contabile trasferito e

l’aumento di CS in conformità al rapporto di cambio.

Disavanzo da concambio: VC < CS. La differenza è iscrivibile nell’attivo della

società risultante nella misura in cui viene dichiarato “effettivo” da un esperto.

Tuttavia, non è iscrivibile nel caso di fusioni per incorporazione di società già

possedute.

Avanzo da concambio: VC > CS. La differenza è iscrivibile come riserva di PN

(riserva sovrapprezzo).

Al momento dell’iscrizione presso il RDI dell’atto di fusione, le società che si

estingueranno devono predisporre una situazione contabile di chiusura. Se

la fusione ha effetto prima dell’approvazione dell’ultimo bilancio di esercizio,

quest’ultimo deve essere redatto dagli amministratori dell’incorporante e poi

approvato dai soci. Se è non è prevista la retrodatazione degli effetti, il bilancio

assume la forma di bilancio “infrannuale”, mentre se è prevista la

retrodatazione, le società fuse devono redigere una situazione contabile, dalla

quale risultino i saldi patrimoniali ed economici. Questi valori verranno poi

recepiti nella contabilità della società risultante.

La società risultante deve rilevare tutti gli elementi che gli vengono trasferiti

dalle società fuse/incorporate Aspetti fiscali

L’operazione è NEUTRALE ai fini delle imposte sul reddito (perché non si

generano componenti positivi o negativi), ESCLUSA dal campo di applicazione

dell’IVA e SOGGETTA all’imposta di registro in misura fissa.

La neutralità è indicata dall’art.172 TUIR, dove viene stabilito che le

operazioni di fusione:

 non costituiscono realizzo/distribuzione di plus/minusvalenze (società

fuse/incorporate);

 non si tiene conto dell’avanzo/disavanzo iscritto in bilancio per effetto del

rapporto di cambio (società risultante/incorporante);

 il cambio delle partecipazioni originarie non comporta l’insorgenza di

alcun tipo di reddito ( soci delle società fuse/incorporate, le partecipazioni

vengono assunte allo stesso valore fiscale che avevano le partecipazioni

annullate e si considerano possedute dal socio dalla data nella quale

erano possedute le partecipazioni annullate. E’ escluso solo l’eventuale

conguaglio in denaro).

La neutralità è garantita anche dal fatto che i beni ricevuti dalla società

beneficiaria sono valutati in base all’ultimo valore fiscalmente riconosciuto,

riconciliato con i valori contabili attraverso un apposito “prospetto di

riconciliazione”.

La società può richiedere il riconoscimento ai fini fiscali dei maggiori valori

iscritti in bilancio per effetto della fusione, pagando un’imposta sostitutiva.

La società risultante subentra nei diritti/obblighi delle società fuse/incorporate

relativi alle imposte sui redditi. Le eventuali riserve in sospensione di imposta

(che erano presenti nei bilanci delle società partecipanti alla fusione)

concorreranno a determinare il reddito della società risultante nella misura in

cui non sono riconosciute (utilizzando l’avanzo da fusione). Questa disposizione

non si applica per le riserve che saranno successivamente distribuite. (ratio:

cercare di evitare i “salti di imposta”).

Riporto delle perdite fiscali

Le perdite fiscali che risultavano dai bilanci delle società fuse/incorporate

possono essere riportate nella società risultante se:

1. Da queste società risulti un ammontare di ricavi dell’attività

caratteristica (e spese per lavoro subordinato) superiore al 40% di

quello che risulta dalla media degli ultimi due esercizi;

2. Per la parte che non eccede il PN dell’ultimo bilancio;

3. Non possono essere utilizzate per compensare le eventuali

svalutazioni di partecipazioni (a fini fiscali) effettuate da altre società

partecipanti.

Le limitazioni per le perdite fiscali valgono anche in caso di “retrodatazione

degli effetti fiscali” (tra la data in cui è stata fatta retroagire l’operazione e

quella effettiva). Non trovano applicazione nel caso di società partecipanti ad

un consolidamento fiscale. Queste disposizioni si applicano anche agli interessi

passivi non deducibili.

Decorrenza degli effetti fiscali

Decorrenza naturale: Deve essere predisposto un CE per ciascuna società

partecipante (tra l’ultimo bilancio e la data di efficacia della fusione) per

determinare il reddito di impresa di ciascuna società e la BI IRAP.

Retrodatazione: max fino alla data di chiusura dell’ultimo esercizio delle

società fuse (se più prossima quella della società risultante). Non è possibile

nel caso in cui, attraverso la fusione, si realizzi una trasformazione.

Gli acconti prima del perfezionamento della fusione sono dovuti se non

coincidono gli effetti fiscali della fusione con la chiusura del periodo di imposta

della società fusa/incorporata. Sono calcolati su base storica e poi verranno

scomputati dall’imposta dovuta per il periodo frazionario.

Se gli effetti vengono fatti coincidere (tramite la retrodatazione), lo scomputo

avrà luogo nella dichiarazione dei redditi della società risultante.

IVA

Come indicato dal DPR 633/72, i passaggi di beni che si verificano nella fusione

non comportano operazioni rilevanti ai fini IVA.

La società risultante, nella propria dichiarazione annuale IVA, deve indicare

anche tutti gli elementi rilevanti delle società fuse/incorporate relative all’anno

precedente.

Nel trasferimento delle posizioni soggettive, vi è la possibilità che alla società

risultante venga trasferito il plafond IVA (generatosi grazie all’attività di

esportazione della società fusa/incorporata).

Imposta di registro

E’ in misura fissa di 200€ più le imposte ipotecarie e catastali se sono presenti

beni immobili.

6) La scissione Disciplina civilistica

Con la scissione una società assegna il suo intero patrimonio a più società (pre-

esistenti o di nuova costituzione), o parte del suo patrimonio (in questo caso

anche ad una sola), e le relative quote o azioni ai suoi soci.

I soci della società scissa, ricevono quote o azioni delle società beneficiarie,

diventando soci di quest’ultime (proporzionale o non proporzionale).

Le motivazioni possono riguardare la riorganizzazione aziendale, patrimoniale,

finanziaria.

Tipologie di scissione

1) Scissione totale: La società si scinde, e il suo patrimonio viene

trasferito ad alle società beneficiarie;

2) Scissione parziale: La società trasferisce parte del suo patrimonio ad

una o più società, non estinguendosi. Progressiva: da società di persone

a società di capitali; Regressiva: viceversa. La società scissa potrebbe

non ridurre il CS, ma imputare la riduzione dell’attivo alle riserve

disponibili.

3) Scissione con costituzione di nuova società: la società che si scinde

trasferisce il proprio patrimonio ad una o più società di nuova

costituzione;

4) Scissione per incorporazione: Il patrimonio viene trasferito ad una o

più società pre-esistenti. Con concambio: se la beneficiaria non detiene

quote di partecipazione della società scissa. Senza concambio: se la

società beneficiaria detiene una partecipazione totalitaria della scissa.

5) Scissione proporzionale: le quote della società beneficiaria assegnate

ai soci della società scissa, sono proporzionali a quelle che possedevano

precedentemente (es. 30% società scissa  30% società beneficiaria);

Non proporzionali: non si tiene conto della % precedentemente

posseduta, ma si attribuisce la partecipazione in base al valore

precedentemente posseduto.

I terzi sono tutelati sono tutelati attraverso il diritto di opposizione dei

creditori e la responsabilità sussidiaria e solidale in capo a tutte le società per i

debiti della società scissa.

La partecipazione alla scissione non è consentita alle società che hanno già

avviato le procedure di liquidazione, ma è permessa alle società soggette a

procedure concorsuali.

Scissione immobiliare: separare le attività industriali da quelle immobiliari.

Le motivazioni possono riguardare il voler attrarre investitori interessati solo ad

uno l’altro aspetto, proteggere il patrimonio dai rischi derivanti dall’attività

industriale e dare alla parte immobiliare maggior potere nei rapporti con le

banche.

Scissione per separare la “bad company”: per separare i rami d’azienda

“sani” da quelli “non solvibili”. Può dar luogo a responsabilità civile e penale

(amministratori e sindaci).

Documenti a cura dell’organo amministrativo (come per la fusione)

1) Progetto di scissione: oltre a quello già detto per la fusione, il progetto

di fusione deve indicare l’esatta descrizione degli elementi che verranno

assegnati ad ogni singola società beneficiaria. Se la destinazione degli

elementi del passivo non è desumibile da progetto, ne rispondono

solidalmente le società beneficiarie (in caso di scissione totale), o le

società beneficiarie e la società scissa (in caso di scissione parziale);

2) Relazione degli amministratori: oltre a quello già detto per la fusione,

la relazione può essere omessa anche nel caso di scissione verso società

beneficiarie neocostituite (con attribuzione di quote proporzionale). Deve

fornire le informazioni sui valori effettivi dei PN assegnati a ciascuna

società beneficiaria (e quello che eventualmente rimane alla società

scissa) e comunque devono essere indicate le finalità di suddivisione

dell’originaria società, della successiva realizzazione del suo patrimonio e

della riorganizzazione o ristrutturazione.

Deve poi indicare i criteri utilizzati per determinare il rapporto di cambio:

se “proporzionale” o “non proporzionale”

3) Situazione patrimoniale: oltre a quello già detto per la fusione, la

relazione può essere omessa anche nel caso di scissione verso società

beneficiarie neocostituite (con attribuzione di quote proporzionale).

4) Relazioni degli esperti: oltre a quello già detto per la fusione, la

relazione può essere omessa anche nel caso di scissione verso società

beneficiarie neocostituite (con attribuzione di quote proporzionale).

Tutti i documenti devono essere depositati presso la sede della società o

pubblicati sul sito internet. In questo ultimo caso, l’iscrizione presso il RDI

diviene facoltativa.

Decisioni dei soci (come la fusione)

Creditori sociali (come la fusione)

Atto di scissione (come l’atto di fusione)

Decorrenza degli effetti: la scissione ha effetto quando è stata eseguita l’ultima

iscrizione dell’atto di scissione, ma possono essere differiti gli effetti tramite la

posticipazione o la retrodatazione.

La posticipazione è possibile solo se le società beneficiare sono pre-esistenti

mentre la retrodatazione è possibile per entrambe le tipologie di scissione,

ma limitatamente a certi aspetti:

 il momento dal quale le azioni della società risultante partecipano agli

utili delle società partecipanti (e viceversa);

 il momento dal quale le operazioni sono imputate nei bilanci e

concorrono a formare il reddito imponibile.

Sono escluse le operazioni con i terzi, ad eccezione dell’ambito fiscale, in

quanto consentito dal TUIR. Disciplina contabile

Caso di annullamento di partecipazioni (come nella fusione)

Differenze da concambio (come nella fusione)

La società scissa deve predisporre un bilancio di chiusura qualora si estingua

(quindi in caso di scissione totale). Mentre nel caso continui ad operare

(scissione parziale), la società scissa redige solo le scritture inerenti agli

elementi dell’attivo e del passivo che vengono “trasferiti”.

Prima di effettuare le scritture di chiusura, la società scissa deve procedere alle

scritture di assestamento.

Il differenziale tra gli elementi dell’attivo e del passivo che vengono “trasferiti”

corrispondono alla diminuzione di PN della società scissa.

Nel caso di scissione totale, la società scissa redige una situazione contabile di

chiusura per ogni società beneficiaria (per evidenziare gli elementi trasferiti) e:

 Se non è prevista la retrodatazione, il bilancio è di tipo

“infrannuale”;

 Se è prevista la retrodatazione, i fatti di gestione della società scissa

sono imputabili alla contabilità delle società beneficiarie.

La situazione contabile di apertura:

Nel caso di società beneficiaria pre-esistente  ha valenza interna;

Nel caso di società beneficiaria di nuova costituzione  ha valenza

esterna; Disciplina fiscale

Operazione NEUTRALE ai fini delle imposte sul reddito, ESCLUSA dal campo di

applicazione dell’IVA e SOGGETTA all’imposta di registro in misura fissa.

ART. 173 TUIR –> Neutralità fiscale dell’operazione (come nella fusione)

Il subentro nelle posizioni soggettive con il fisco avviene in proporzione alle

quote di PN trasferite ad ogni società beneficiaria.

Le riserve per sospensione di imposta devono essere ricostituite dalle

società beneficiare secondo le quote proporzionali. Se costituite per un

elemento specifico, devono essere ricostituite dalla società che ha acquisito

tale elemento.

Riporto delle perdite (stessi requisiti della fusione)

Le limitazioni in capo al riporto delle perdite non si applica nel caso in cui le

perdite rimangano in carico alla società scissa (scissione parziale), o se

vengono trasferite, ma la beneficiaria è di nuova costituzione. Le disposizioni si

applicano anche agli interessi passivi non dedotti.

Decorrenza degli effetti fiscali

Gli effetti decorrono dal momento in cui viene eseguita l’ultima iscrizione

dell’atto di scissione, può tuttavia essere prevista una retrodatazione, ma

solo nei casi di scissione totale e se c’è perfetta coincidenza tra i periodi di

imposta della società scissa e delle società beneficiarie (pre-esistenti).

Nel caso in cui venga adottata la retrodatazione, la ripartizione tra le società

beneficiarie di titoli e rimanenze avviene mediante il criterio proporzionale,

mantenendo la stratificazione temporale in capo alla società scissa.

Nel caso in cui fossero ancora presenti degli obblighi fiscali anteriori, ne

risponde la società scissa se non si estingue o la società designata nell’atto di

scissione (stessa disposizione nel caso in cui debba ancora essere presentata la

“Dichiarazione dei redditi” dalla società scissa).

Le imposte dirette (ante scissione totale) devono essere versati entro i

termini previsti dal DPR 435/2001; se la società scissa era soggetta ad IRES, la

parte di imposta riferita al periodo ante-scissione deve essere versata entro il

giorno 16 del sesto mese successivo a quello in cui si è chiuso il periodo di

imposta.

Gli acconti d’imposta vanno versati dalla società scissa fino alla sua data di

efficacia e successivamente dalle società beneficiarie. In caso di

retrodatazione, la società scissa li versa fino alla data di efficacia della

scissione (i versamento possono poi essere scomputati dal soggetto

beneficiario quando verserà l’imposta a saldo).

In caso di accertamenti di imposte, ne risponde la società beneficiaria indicata

nell’atto di scissione (se non indicata, la prima menzionata). Se la società

scissa non si estingue, continuerebbe a risponderne. Tuttavia, anche le altre

società sono responsabili in solido.

IVA (come nella fusione)

Imposta di registro

168€ in misura fissa, se sono presenti degli immobili sono dovute anche le

imposte ipotecarie e catastali.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia e management
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Desmond00093 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica professionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico delle Marche - Univpm o del prof Manelli Alberto.

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