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Azione del vento

Carichi su una costruzione

Oltre ai carichi visti l'altra volta, su una costruzione possono gravare altri due tipi di carico: neve e vento. Non sono sempre presenti, ma solo in certi periodi dell'anno (e di questo tiene conto la verifica di resistenza).

Azione del vento

Il vento produce su ogni faccia della costruzione una pressione, che è sempre perpendicolare alla faccia investita. Occorre determinare questo valore su ogni faccia dell'edificio. La complessa azione del vento su ogni faccia viene pertanto assimilata a un carico statico. Il vento investe le superfici provocando pressioni (>0) o depressioni (<0) a seconda dell'inclinazione della superficie investita. Tale pressione normale alla superficie vale:

μ = qref x Ce x Cp x Cd

  • Ce: coefficiente di esposizione
  • Cp: coefficiente di forma
  • Cd: coefficiente dinamico
  • qref: pressione di riferimento

qref = 1/2 ρvref2

  • Dove ρ = 1.25 Kg/m3
  • vref: m/s
  • qref: N/m2 = Pa

Che cos'è vref?

Quello del vento è un fenomeno complesso. Infatti:

  1. ↑ z ↑ v'

Le asperità del terreno influenzano v' maggiormente più z è basso. Oltre i 400 m non più. Per ogni P, v' = v'(ti) e nu non è influenzata anche dal luogo in cui mi trovo, o meglio dalla presenza di ostacoli!

Considerazioni geografiche

Esempi:

  • Montagna
  • Mare (minore rugosità)

Conclusione: Di tutte queste cose devo tenere conto!

Considerazioni temporali

I) Teniamo conto del tempo → nu(tb)

Il vento ha periodo di ritorno di 50 anni! (Perché 50 anni sono il tempo di vita di una struttura)

Si valuta il valore di v avuto in quel luogo, a un'altezza di 10 m, in 50 anni.

Che significa?

Si fa una media su 10 min ogni «ora sinottica» (10 min prima di mezzanotte, 10 min prima delle 3...) Si registra Nu in quei 10 min e si fa la media. Poi la media su 8 dati al giorno. Si ottiene, media su media, il valore annuale. Si considera il valore E, ogni 50 anni, i valori che l'hanno superato. Se la media degli intertempi è 50 anni, 50 anni è il periodo di ritorno di quella Nu.

Variazioni geografiche

II) Teniamo conto di Nr (zona)

Vref è diverso a seconda della zona in cui l'ho misurato. L'Italia è divisa in varie zone, a seconda della presenza del mare o delle montagne. Per ogni zona c'è Vref,0

  • 25
  • 25
  • 27
  • 28
  • 28
  • 29
  • 31
  • 31

in m/s

Considerazioni altimetriche

III) Teniamo conto di Nr (z0)

Altitudine Vref

Vref,0SE ao < as = > NREF = NREF,0 + (asuolo . ao) Ka

PER OGNI ZONA, LA NORMATIVA DA' ao.

  • 1000
  • 750
  • 500
  • 500
  • 750
  • 500
  • 1000
  • 1500
  • 500

E Ka [1/s]

  • 0.042
  • 0.024
  • 0.030
  • 0.030
  • 0.024
  • 0.030
  • 0.024
  • 0.042
  • 0.030

ORA NREF COSÌ OTTENUTO È CALCOLATO A 10 M DAL SUOLO E FACENDO RIFERIMENTO AD UNA CATEGORIA DI TIPO 2.

DUNQUE qREF VA ULTERIORMENTE CORRETTO.

Coefficiente di esposizione

2) CE; e

Ce TIENE CONTO DI:

  1. Ce (zz) -> (NON TUTTA LA TOSCANA È ALLA STESSA)
  2. Ce (CATEGORIA DI SUOLO) (QUOTA ES. ABETONE)
  3. Ce (DIFFERENZA TRA PAES. MEDIA E DI PICCO)

Es

Ce ci fa passare da qref a p → ρu = qref x Ce→ Dunque Ce ≠ 1 sempre! (≷1)

Calcolo Ce:

Determinazione Classe di Rugosità:

  1. Aree urbane
  2. Aree suburbane
  3. Aree con ostacoli diffusi
  4. Aperta campagna

Determinazione Categoria di Esposizione in funzione della classe di rugosità e della distanza dal mare:

  • Alla fine si determina CE tramite un grafico in funzione dell'altezza dal suolo e delle 5 categorie di esposizione.

Ps A questo grafico corrisponde una formula: (Per informazione)

Ce(z) = KR2ctln(z/zo) [I + ctln(z/zo)] z > zmin

Itopografia (>1)

CE(z) = CE(zmin) z < zmin

KR, zo e zmin sono dati dalla norma per ciascuna categoria.

Coefficiente di forma

3) CP:

La forma dell'edificio influisce sull'andamento dei filetti del vento. Si creano vorticosità. CP > 0 pressione; CP < 0 depressione;

GRAFICO:

  • Parte sottovento
  • Parte sopravento -90° 20° 33° 60° 90°

CP = -0.4

CP = 0.8

Esempi di calcolo di CP

Esempi:

  1. CP3, CP1, CP2, CP1 = 0.8, CP2 = -0.4, CP3 = -0.4

CP(α)

Se α molto piccolo... CP1 = CP2 = -0.4, L’altra la “copre”

Influenze interne del vento

PS Se il vento entra nell'edificio, dobbiamo tenere conto dei vari Cpi (interni) da sommare ai Cpe. Cpi agisce su tutte le pareti e per ogni parete va sommato a Cpe. Quanto valgono i vari Cpi: ce lo dice la normativa:

  • Costruzioni stagni: Cpi = 0
  • Costruzioni non stagni: Cpi = 0.2

Esempio di costruzione

Esempio:

  • Costruzione con aperture su una parete di area > 33% della totale
  • Cpi = 0.8 se sopravento
  • Cpi = -0.5 se sottovento

Esercizi

  • 1) Stagno:
  • 2) Non stagno:
  • 3) Coefficienti aggiuntivi:

Cf: coefficiente d'attrito (per attrito radente sulla parete). Questo coefficiente si adotta per le pareti parallele alla direzione del vento, per le quali, oltretutto non esiste Cp.

Per esse vale: μ = qref x Ce x Cf

Quanto vale Cf ce lo dice la normativa:

  • 0.01 Parete liscia
  • 0.02 Parete scabra
  • 0.04 Molto scabra (ondulata, costolata, piegata) (lamiera grecata)

Cd = Coefficiente dinamico

Cd = 1. Tiene conto degli effetti riduttivi associati alla non contemporaneità delle massime pressioni locali e degli effetti amplificativi dovuti alle vibrazioni strutturali.

Conclusione sul vento

IL VENTO È GENERATO DA UNA ΔP APERTA CAMPAGNA CITTÀ

VMEDIA = V ln z / zo

DOVE V (V IN QUOTA) V (RUGOSITÀ) zo (RUGOSITÀ)

OVVERO: VM = ct KR Vref ln z / zo

ΔVref MEDIA 10 MIN; (QUELLA PEGGIORE) TR. 50 ANNI; 10 M DAL SUOLO CATEG II

KR CATEGORIA DI ESPOSIZ (RUGOSITÀ) Topografia Ebene, v(t) = vm + u(t) Velocità della turbolenza orizzontale. Il valore è più probabile per vm. Prendo un valore caratteristico Vk, che ha una probabilità di superamento molto piccola.

Vk = vM + ασw Dispersione, varianza. Nella normativa, α = 3.5

Probabilità del vento

P (v(t) > Vk) ≈ 2.3 x 10-4

A questo punto: qk = 1/2 ρ Vk2

Considerazioni sperimentali

Da considerazioni sperimentali si ha che σw ...

Dunque: 9k 1/2 ρ(nmi + ασw)2 = 1/2 ρ(nm2 + 2αnmσw + α2σw2) = 1/2 ρ nm (nmi + 2ασw)

Ma σw = kνref nm = ctk α ln z / z0

Dunque: 9k 1/2 ctk α nref ln z / z0 (ctk α nref ln z / z0 + 2α k nref) = 1/2 ctk kα2 nref2 ln z / z0 (ctk ln z / z0 + 2α) = 9-Ce

Calcolo di Ce

Ce = ctk2 / nz z02 (ctk ln z / z0 + 7) poiché α = 3.5

La norma dà poi Kr, z0 e zmin in funzione della categoria di esposizione. Infatti la formula è valida solo per z > zmin (ec (zmin) z min) per cautelarci.

Ampiamenti

  1. NREF è αR VREF DOVE VREF È IL VALORE MASSIMO IN 10 MIN E αR INVECE TIENE CONTO DEI 50 ANNI SE TA ≠ 50 ANNI. (VALE UN GRAFICO SIMILE ANCHE PER LA NEVE)
  2. CE(z), MA QUALE Z PRENDO?
  3. PRECISAZIONI SU Cp: STRUTTI APERTE
  • 0.6(1 + senα)
  • 0.6
  • 0.6a) Travi Reticolari Esposte: Ψ = Sp/Stot Stot SpEbbene Cp
  • 2.4
  • 2.8
  • 2.8
  • Per traliccio quadrato c'è anche una componente diagonale

Superfici cilindriche e sferiche

dv ø CP CP = 1.2 ÷ 0.7 q ≈ 1/2 ρvb2 (SIMILE AL N° DI REYNOLDS) dove: dc = DIAM. CILINDRO qREF CE = è una specie di N(z), dunque è come se analizzassi la velocità in funzione della quota.

Superfici cilindriche e sferiche di grandi dimensioni

Il vento ha questo comportamento:

  • Parte compressa
  • Parte depressa

CP 0180° θ, α

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/09 Tecnica delle costruzioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ali Q di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica delle costruzioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Spinelli Paolo.
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