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Tecnica delle costruzioni

Appunti per l'esame di stato per l'abilitazione alla professione di architetto. Argomenti trattati: Strutture di fondazione; strutture in elevazione; solai; travi; coperture; chiusure verticali; isolanti; infissi; controsoffitti; impianti; la giusta esposizione; progettazione strutturale.

Esame di Esame di stato per l'abilitazione alla professione di architetto docente Prof. P. Ingegneria e Architettura

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TECNICA

Opere preliminari: SBANCAMENTO, SCAVI DI FONDAZIONI, GETTO DI MAGRONE SUL PIANO DI POSA, MONTAGGIO

CASSERI (reimpiegabili cioè in legno o a perdere materiale plastico rinforzato) E POSA ARMATURE, ABBONDANTE

ANNAFFIAMENTO DEL TUTTO CON ACQUA, GETTO DEL CLS.

STRUTTURE DI FONDAZIONE: Le strutture di fondazione collegano le strutture di elevazione al terreno in modo tale

da garantire che quest’ultime siano sostenute dal terreno stesso. Il criterio di resistenza del terreno viene stabilito in

funzione delle caratteristiche meccaniche del suolo e delle caratteristiche geometriche della fondazione. Le

fondazioni sono di tue tipi: DIRETTE possono essere isolate (PLINTI: quadrati o rettangolari, ai piedi dei pilastri per

diffondere il carico sul terreno) o continue (TRAVI ROVESCE: per interassi tra pilastri non superiori a 6/7 mt e terreno

con buone caratteristiche geotecniche E PLATEE: soletta unica a spessore costante, usate per terreni con poca

portanza ed elevata deformabilità) e trasferiscono al terreno i carichi superiori, per semplice appoggio sul piano di

posa di una superficie più o meno estesa; INDIRETTE trasmettono i carichi a strati di terreno non superficiali

utilizzando particolari strutture (PALI: battuti uno accanto all’altro per far si che per azione di costipamento si

ottenga un’area fondabile adatta a sopportare le sollecitazioni previste. I PALI GETTATI IN OPERA collegano le

fondazioni agli strati più profondi e resistenti del terreno)

STRUTTURE PORTANTI VERTCALI: Possono essere in c.a., profilati in acciaio o mattoni. I pilastri a sezione chiusa

resistono al carico di punta ma sono difficili da collegare agli altri elementi. Pilastri a sezione aperta con profili HE di

solito. Pilastri a sezione composta unione di più elementi tramite saldatura. Nel caso di una struttura puntiforme

(pilastri e travi) la funzione di controventamento può essere assolta con l’inserimento di nuclei irrigidenti (blocchi

scala e/o ascensori) ai quali verrà aggrappata l’intera maglia strutturale, se necessario si possono unire con setti in

c.a.

SOLAI: Elementi paini a giacitura orizzontale o inclinata. Trasferiscono i carichi alle travi che la scaricano sugli

elementi portanti verticali. Solaio per uso civile, per uso industriale e in legno. Tra i vari tipi troviamo di solaio per

uso civile il più conosciuto è quello in latero cemento poiché caratterizzato da elementi in cls armato (travi) uniti ad

elementi in laterizio (pignatte) aventi funzione di alleggerimento e di coibentazione. Solai in legno si trovano in

genere in edifici anteriori all’800. Tra i solai di fondazione il più conosciuto è quello a vespaio è uno dei sistemi più

semplici di protezione dall’umidità che si possono prevedere negli attacchi a terra degli edifici per assicurare che

l’acqua contenuta nel terreno non si infiltri nelle strutture a diretto contatto con esso, sono degli strati a

granulometria inerte. Con un vespaio ventilato si diminuisce anche la percentuale di RADON che dal terreno arriva ai

locali abitati.

TRAVI: Le travi in cls armato sorreggono i solai trasmettendo i carichi ai pilastri. Troviamo: trave appoggiata in c.a. su

pareti in muratura, trave incastrata in un telaio in c.a., travi a sbalzo al contrario delle altre sono tese le fibre

superiori, quindi l’armatura longitudinale ha più ferri nella parte superiore.

La trave a spessore si tratta di una trave la cui altezza è compresa nello spessore del solaio, spesso usate negli edifici

d’abitazione che non richiedono luci troppo elevate.

COPERTURE: Le coperture hanno uno spessore minimo di 40 cm divise in manto di copertura per la tenuta all’acqua,

struttura portante e strati interni. Sostanzialmente troviamo i tetti a falda e piani. I tetti a falda possono avere

capriate in legno, acciaio o solai in c.a. Il tipo a solai in c.a. è il più diffuso per le abitazioni contemporanee ridotti

costi di manutenzione e buona inerzia termica. Gli ambienti sottostanti possono essere abitabili (tetto isolato non

ventilato (tetto caldo)) e non abitabili (tetto non isolato non ventilato, non isolato ma ventilato e isolato e ventilato

(tetto freddo)). I tetti piani sono: praticabili con un parapetto > 100/110 cm e accessibili con vano scala;

impermeabilizzati posto anche in verticale sui parapetti per 25/30 cm; isolati termicamente con pannelli a bassa

comprimibilità; strato di pendenza di 1/2 % per lo smaltimento delle acque meteoriche. I tetti freddi hanno

l’intercapedine tra isolante e impermeabilizzante, smaltisce il vapore attraverso aperture sui lati. I tetti caldi hanno

l’isolante tra la barriera al vapore e l’impermeabilizzante. Il tetto rovescio ha l’impermeabilizzante sotto all’isolante.

Il giardino pensile ha bisogno di notevole cura, importante è l’impermeabilizzante e gli strati di drenaggio per evitare

ristagni. La barriera al vapore è necessaria poiché la presenza dello strato impermeabilizzante all’estradosso

potrebbe provocare fenomeni di condensa nello strato isolante. La barriera al vapore viene posizionata sempre a

ridosso dello strato più caldo. Il diagramma di Glaser viene utilizzato per effettuare verifiche termo igrometriche.

I canali di gronda si trovano lungo i compluvi e devono avere una pendenza per convogliare le acque verso i pluviali.

I pluviali di scarico devono essere dimensionati e posizionati in modo da garantire un efficace drenaggio delle acque

piovane. Un pluviale di 10-16 cm di diametro riesce a smaltire l’acqua di una superficie di circa 60/70 m . Agli

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imbocchi dei pluviali è fondamentale un ispessimento del materiale impermeabilizzante.

La pendenza di una falda di copertura è dato dal rapporto tra il dislivello compreso tra la linea di gronda ed il colmo e

la loro distanza in proiezione ortogonale. La pendenza della falda è determinata sempre in relazione al tipo di

prodotto usato come manto di copertura. Esso può essere: a sovrapposizione fissa (tegole piane) o a sovrapposizione

variabile (lastre piani o ondulate in metallo). Nel primo caso si individuano valori di pendenza minimi 30-35 %.


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gtulli

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6 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gtulli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Esame di stato per l'abilitazione alla professione di architetto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ingegneria e Architettura Prof.

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