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Economia e tecnica bancaria (parte 1 Cenderelli)

Il sistema finanziario

Il sistema finanziario è un sistema articolato e integrato di strumenti e mercati, di intermediari e autorità di controllo. Il sistema finanziario costituisce un’infrastruttura per il funzionamento delle moderne economie e svolge quattro importanti funzioni:

  • Funzione creditizia o di allocazione delle risorse: trasferimento di risorse del risparmio agli investitori. Ciò avviene tramite il circuito diretto, dove risparmiatori e investitori si collegano direttamente, e il circuito indiretto, con il quale il trasferimento avviene tramite operatori che offrono strumenti finanziari volti al soddisfacimento delle esigenze di finanziamento e investimento.
  • Funzione monetaria: assicura l’efficiente funzionamento del sistema dei pagamenti attraverso i principali strumenti di pagamento nell’Eurosistema come biglietti e monete, assegni, bonifici, vaglia, c/c ecc.
  • Funzione di trasmissione: trasmette al sistema economico gli impulsi della politica monetaria ed economica attraverso la BCR che, facendo leva sulla base monetaria, agisce sull’offerta dei mezzi di pagamento.
  • Funzione di gestione: gestione dei rischi tramite il ricorso ai contratti assicurativi e ai derivati.

Le istituzioni nel sistema finanziario

Le istituzioni presenti nel sistema finanziario si suddividono in intermediari e autorità di controllo. Gli intermediari sono composti da:

  • Banche: esercitano credito a breve e a medio-lungo termine, si occupano del finanziamento mobiliare, negoziazione di titoli, della gestione del risparmio e dei servizi a pagamento.
  • Società finanziarie, nelle quali sono presenti:
    • Società di leasing: contratto con cui il locatore concede al locatario il godimento del bene per un tempo determinato con opzione di acquisto.
    • Società di factoring: contratto di cessione in formula di pro-soluto o pro-solvendo di crediti commerciali per fini di gestione e incasso.
    • Società di credito al consumo: credito alle famiglie per scopi personali collegati al consumo di beni e servizi.
    • Consorzio di garanzia collettiva (confidi): soggetti a natura cooperativa che rilasciano garanzie collettive a fronte di finanziamenti erogati ad imprese socie o consorziate al fine di ridurre i costi di informazione e i rischi di insolvenza del prenditore di fondi.
    • Società di intermediazione mobiliare (SIM): costituite con legge 2 gennaio 1991, esse possono prestare servizi di investimento nei confronti del pubblico.
    • Società di gestione del risparmio (SGR): sia individuale che collettiva, le SGR posso istituire fondi di investimento, e gestire fondi propri o di terzi.
    • Società a capitale variabile (SICAV): sono SpA a capitale variabile che hanno come scopo l’investimento collettivo del patrimonio raccolto attraverso l’offerta di proprie azioni.
    • Società di assicurazione: assicurano privati, aziende e il settore pubblico contro i rischi, si dividono in ramo vita e danni.
    • Fondi pensione: assicurazione vita e previdenza.

Classificazione dei mercati

L’analisi dei circuiti di intermediazione ha rilevato la presenza di due mercati:

  • Diretto: cedente e prenditore di fondi negoziano direttamente le condizioni.
  • Aperto: si negoziano titoli standardizzati costituiti da certificati che incorporano i diritti del possessore e che fungono da strumento di circolazione dei diritti medesimi. Questo si divide in mercato monetario o finanziario e successivamente in primario e secondario.

Tra monetario e finanziario, la discriminante sta nella durata dei titoli offerti, nel primo a breve termine e nel secondo a medio/lungo termine. Possiamo affermare che il mercato monetario sia il fulcro dei processi di trasmissione della politica monetaria, in quanto al suo interno sono presenti BOT, depositi interbancari, accettazioni bancarie e commercial paper, oltre al fatto che in questo mercato vi operi la Banca Centrale Europea per regolare la liquidità ed il tasso di interesse.

La distinzione tra mercato primario e secondario si basa sulla possibilità di acquisire risorse finanziarie aggiuntive, ovvero nel primario si accolgono titoli di nuova emissione, mentre l’approvvigionamento è precluso al mercato secondario. Maggiore liquidità sul secondario permette più titoli nel primario.

Esistono poi altre divisioni naturali del mercato, come quella tra mercato all’ingrosso (aperto ad investitori istituzionali e professionali) e mercato al dettaglio (aperto solo ai privati). Tra i mercati all’ingrosso ricordiamo il mercato telematico dei titoli di stato (MTS), istituito nell’88, ed affiancato ad un mercato al dettaglio, del 94, noto come MOT.

Distinguiamo poi il mercato regolamentato (MTA, MTS, IDEM), nel quale si ha una specifica regolamentazione sull’organizzazione e sul funzionamento del mercato stesso, dal mercato over the counter (Mercato degli swaps e dei forward), mercato non regolamentato che presenta modalità di funzionamento non soggette a disciplina specifica né ad autorizzazione dalle autorità di vigilanza.

I mercati azionari gestiti da Borsa Italiana Spa sono: MTA, AIM, MAC. Nell’MTA sono presenti:

  • Segmento Blue Chip: dedicato a società con capitalizzazione superiore al miliardo di euro.
  • Segmento Star: per imprese con capitalizzazione tra 40 milioni e 1 miliardo.
  • Segmento Standard: per le altre medium cap.
  • Segmento MTA International: dedicato alle azioni di emittenti di diritto estero già negoziate in altri mercati regolamentati comunitari.

L’AIM è un Multilateral Trading Facility dedicato alle piccole e medie imprese italiane ad alto potenziale di crescita. Il MAC promuove un Sistema di scambi organizzati del capitale di rischio delle piccole e medie imprese, riservato ad investitori professionali e fondato sul requisiti d’accesso semplificati e sulla partecipazione delle banche. Borsa Italiana Spa gestisce poi altri mercati.

La regolamentazione del sistema finanziario

La teoria economica assegna alla regolamentazione funzioni correttive delle imperfezioni di mercato, responsabili delle inefficienze delle imperfezioni di mercato, generatrici di effetti negativi rilevanti, tra i quali crisi sistemiche, perdite di fiducia della moneta da parte del pubblico e altre esternalità gravi. Con l’insorgere dei processi di internazionalizzazione e globalizzazione di imprese e intermediari, i sistemi finanziari e bancari hanno abbandonato sempre più la dimensione nazionale per spingersi oltre confine, facendo emergere una serie di rischi.

Ciò ha fatto emergere la necessità di una supervisione internazionale con obiettivi di vigilanza specifica sui colossi finanziari esercitata da organismi ad hoc costituiti, aventi poteri di indirizzo e coordinamento delle attività finanziarie ormai esercitate nei confini mondiali.

Il fondo monetario internazionale è un’istituzione finanziaria istituita nel 1944 e ha come obiettivi quelli della cooperazione monetaria internazionale, nel conseguimento della stabilità negli scambi internazionali e nell’istituzione di un sistema ordinato di tassi di cambio. Gli strumenti di cui si avvale il fondo per arrivare ai propri obiettivi sono: la supervisione sulle politiche di cambio ed economiche dei paesi membri, oltre alla concessione di prestiti a paesi con temporanee difficoltà e l’assistenza finanziaria a Paesi con difficoltà nella bilancia dei pagamenti.

Il comitato di Basilea per la vigilanza bancaria è stato fondato nel 1874 ed ha come obiettivi il potenziamento della regolamentazione di vigilanza prudenziale attraverso la promozione dell’armonizzazione delle regole in tutti gli Stati Membri, in modo da garantire condizioni di stabilità finanziaria complessiva.

Il Financial Stability Board nasce per iniziativa del G20 con obiettivi di promozione di misure volte a mantenere la stabilità tra gli organismi di standardizzazione specifici dei settori finanziari, sostenendo le autorità nazionali nell’attuazione dei provvedimenti regolamentari e prudenziali. I membri si impegnano a garantire la stabilità finanziaria e la trasparenza del settore finanziario, oltre ad attuare gli standard normativi internazionali.

L’organizzazione Internazionale delle commissioni di controllo sui valori mobiliari, fondata nel 1983, ha come organo supremo il President’s Committee e come esecutivo il Consiglio della IOSCO. Altro organo permanente è il Consultive Committee la cui operatività è orientata verso gli obiettivi di definizione di standard regolamentari internazionali, per finalità di armonizzazione delle regole di mercato garanti della prevenzione dei rischi sistemici e la sorveglianza dei mercati.

La vigilanza europea

European Systemic Risk Board e il Sistema Europeo delle Autorità di vigilanza finanziaria. Organi e funzioni. La genesi della normativa comunitaria è da inquadrare nelle tensioni del 2008 tra stati Europei, in quanto all’epoca vi era un’architettura istituzionale inadeguata che permetteva squilibri a livello finanziario tra i vari paesi e quindi di instabilità complessiva dei mercati finanziari.

Sul piano istituzionale una prima risposta arrivò nel 2009, il rapporto di Larosiere, il quale individua una serie di riforme delle strutture di supervisione a livello macroprudenziale, per la riduzione del rischio sistemico, e microprudenziale, per gli intermediari esercitanti oltre confine.

L’assetto della vigilanza europea, operativo dal 1 gennaio 2011 si fonda su due pilastri fondamentali: l’ESRB e il SEVIF. L’ESRB (European Systemic Risk Board), a cui è affidata la vigilanza macroprudenziale, è privo di personalità giuridica, operante sotto la BCE e con obiettivi di controllo e valutazione dei rischi per la stabilità del sistema finanziario nel suo complesso. Esso svolge funzioni di raccolta e analisi delle informazioni rilevanti per il monitoraggio dei rischi per la stabilità finanziaria definendo una gerarchizzazione per ordine di priorità, di segnalazione tempestiva di manifestazione dei rischi formulando raccomandazioni sui provvedimenti di repentina attuazione.

Il SEVIF (Sistema Europeo di Vigilanza Finanziaria), a cui è affidata la vigilanza microprudenziale, si compone di tre organismi con personalità giuridica e operanti nel settore bancario (EBA), previdenziale e assicurativo (EIOPA) e dei mercati regolamentati (ESMA). Questi hanno funzioni di definizione degli standard tecnici, linee guida e raccomandazioni al fine di garantire l’applicazione uniforme della normativa comunitaria e la coerenza comportamentale delle singole autorità nazionali alla disciplina.

L’aggravarsi delle condizioni di instabilità finanziaria riconducibili alle tensioni sul debito sovrano ha indotto, a partire dal 2010, il legislatore all’elaborazione di un modello unico di supervisione bancaria. Il progetto prevede l’istituzione di un’Unione Bancaria fondata su tre pilastri: meccanismo unico di supervisione bancaria, schema europeo di risoluzione delle crisi bancarie, sistema unico di garanzia dei depositanti.

Il regolamento comunitario riconosce all’EBA compiti normativi, nell’ambito del SEVIF, sulla tutela dell’uniformità della regolamentazione del settore bancario e alla convergenza della prassi di vigilanza, mediante elaborazione e aggiornamento di un apposito manuale.

Nell’ambito del Single Supervisory Mechanism, organi con poteri normativi e regolamentati sono: consiglio di vigilanza e il comitato direttivo, mentre gli organi operativi sono la BCE e le autorità nazionali competenti. Alla BCE fa capo la responsabilità dell’efficace e coerente funzionamento del SSM. L’attribuzione della funzione di vigilanza microprudenziale alla BCE rappresenta un punto di forza del progetto di Unione Bancaria, in quanto consente lo sfruttamento delle sinergie tra la politica monetaria e la vigilanza.

Riguardo al Single Resolution Mechanism, operativo dal 2016, esso sarà il complemento della vigilanza unica europea, basato sull’accentramento delle funzioni di gestione della risoluzione delle banche in capo al consiglio unico di risoluzione e sulla creazione di un Fondo Unico per contribuire al finanziamento della risoluzione. Entro fine 2014 gli stati avranno recepito la Bank Recovery and Resolution Directive, che doterà le autorità nazionali di un ampio e armonizzato set di strumenti di gestione delle crisi; finalizzato alla tutela dei depositanti, visto che circoscrive gli effetti del fallimento sui soli investitori.

Le modifiche al frame work normativo italiano saranno sostanziali ed incisive, ma si porranno in continuità con il nostro sistema di gestione delle crisi bancarie, che anche a livello europeo è stato in molti casi preso ad esempio per la redazione delle nuove regole comunitarie. Il Terzo Pilastro definisce regole comuni finalizzate alla protezione dei depositi delle banche in fallimento.

Il sistema europeo di banche centrali e la Banca Centrale Europea

Il sistema europeo di banche centrali è composto dalla BCE e dalle banche centrali nazionali dei paesi dell’UE, e si compone di:

  • Consiglio direttivo: ha responsabilità sulla definizione della politica monetaria e del quadro generale di riferimento, oltre alla scelta degli obiettivi e degli strumenti per una sua puntuale implementazione.
  • Comitato esecutivo: è composto dal Presidente, Vice e quattro membri scelti. Esso ha funzioni relative all’implementazione degli indirizzi di politica monetaria impartendo alle BCN istruzioni per la loro attuazione. Oltre ad esse, il Comitato ha in mano la gestione degli affari correnti della BCE e quella della organizzazione delle riunioni del Consiglio Direttivo.
  • Consiglio generale: privo di poteri decisionali, esso svolge funzioni consultive.

Il SEBC non ha personalità giuridica, ma è una struttura di partecipazione che si inserisce nel progetto di integrazione degli stati membri, che hanno messo in comune la sovranità monetaria, riunendosi in un organo sovranazionale.

La BCE, istituita con il trattato di Maastricht del febbraio 1992, ha personalità giuridica con capacità di agire in ogni stato membro e massima discrezionalità nella conduzione della politica monetaria fondata sul coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri e sulla definizione di obiettivi comuni. L’indipendenza istituzionale è sancita dall’art. 107 del TUE, per il quale né BCE, né le BCN possono sollecitare o accettare istruzioni dagli organi comunicati, dai Governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. I rapporti dovranno essere solo di tipo collaborativo.

Per quanto riguarda l’indipendenza strumentale, la BCE ha piena capacità di utilizzare strumenti della politica monetaria, ed è fatto divieto di finanziare il disavanzo pubblico mediante la concessione, in qualunque forma, di crediti a soggetti pubblici, comunitari e nazionali. L’indipendenza personale fa riferimento alle garanzie di stabilità per i componenti degli organi direttivi della BCE. L’indipendenza finanziaria esprime l’assoluta autonomia della BCE nel fronteggiare le spese di gestione. Al riguardo il reddito monetario realizzato dalle BCN è destinato a rimanere all’interno del SEBC.

Il nuovo quadro regolamentare per la supervisione unica europea ha conferito alla BCE nuovi poteri di vigilanza macro e microprudenziale sulle banche dell’Eurozona e dei Paesi aderenti. Tra le funzioni più significative della vigilanza prudenziale della BCE abbiamo:

  • Accertamento dell’osservanza della disciplina comunitaria in materia di fondi propri, cartolarizzazioni, liquidità, leva finanziaria e disclosure su tali aspetti.
  • Rilascio e revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria e all’acquisto di partecipazioni qualificate nelle banche.
  • Verifica della presenza di dispositivi di governance solidi.

Nell’ambito dei poteri di vigilanza macroprudenziale, al fine di mitigare il rischio sistemico, troviamo la determinazione della quota di riserva anticiclica, anche per livelli superiori a quelli previsti dalle ACN.

Le principali finalità della politica monetaria comune

L’obiettivo principale dell’Eurozona è la stabilità dei prezzi, applicato attraverso le strategie di politica monetaria, nelle quali la stabilità dei prezzi è una situazione in cui la variazione su dodici mesi nell’Indice Armonizzato dei prezzi al consumo per l’area EURO è inferiore al 2%.

La strategia di politica monetaria per la stabilità dei prezzi si basa su due pilastri:

  • Definizione delle quantità di moneta e di un valore di riferimento per la crescita monetaria intorno al 4,5% annuo.
  • Valutazione delle prospettive per i prezzi.

Gli strumenti della politica monetaria comune

L’obiettivo della politica monetaria è perseguito dalla BCE attraverso il controllo della base monetaria e dei tassi di interesse a breve. Gli strumenti di controllo della BM sono le Operazioni di Mercato Aperto e quelle su iniziativa delle controparti.

Le Operazioni di mercato Aperto sono operazioni di acquisto e vendita di titoli tra la BCE e le banche, e si dividono in quattro categorie:

  • Rifinanziamento principale: queste attività svolgono funzione di controllo dei tassi interbancari, determinazione delle condizioni di liquidità del mercato e segnalazione dell’orientamento di politica monetaria. Sono operazioni a carattere temporaneo, effettuate attraverso pronti contro termine o prestiti garantiti. Le banche reperiscono liquidità sufficiente per l’adempimento degli obblighi di riserva e impiegano le eccedenze nell’interbancario lucrando sullo spread tra i tassi.
  • Rifinanziamento a più lungo termine: operazioni di durata trimestrale, volte a creare uno stock di base monetaria relativamente costante.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ninni Basiricò di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e tecnica bancaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Bruno Elena.
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