Elenco delle nozioni più richieste:
1. Definire la nozione di immagine di un'applicazione. ∈
→
L’immagine della funzione α : A B è imα = α(A) = {α(x) | x A}.
2. Definire la nozione di antiimmagine di un elemento del codominio di un'applicazione.
∈ ∈
→ −1 −1
Dato b B, l’antiimmagine di b mediante la funzione α : A B è α (b) = α ({b}) = {x A | α(x) = b}.
3. Definire la nozione di applicazione iniettiva.
∀x, ∈ ⇒
→
Una funzione α : A B si dice iniettiva se y A : (α(x) = α(y) x = y).
4. Definire la nozione di applicazione suriettiva.
→
Una funzione α : A B si dice suriettiva se im α = B.
5. Definire la nozione di prodotto di due matrici.
∈ ∈ ∈
M M M
Il prodotto delle matrici A = (a ) (m × n, K) e B = (b ) (n × p, K) è la matrice AB = (c ) (m × p, K) definita ponendo
ij jh ih
n
c = ∑ a b
ih ij jh
j=1
per ogni i = 1, 2, …, m e h = 1, 2, …, p.
6. Definire il campo complesso. ℂ ℂ ℝ ∈ ℝ
2
Il campo complesso è (ℂ,È,Ì), dove indica l’insieme dei numeri complessi definito come = = {(a, b) | a, b } e
È,Ì sono operazioni tra numeri complessi che si definiscono come segue:
È
somma (a, b) (c, d) = (a + c, b + d), ∀a, ∈ ℝ.
Ì
prodotto (a, b) (c, d) = (ac − bd, ad + bc), b, c, d
7. Definire il modulo e l'argomento di un numero complesso.
ℝ
∈
Dato α = a + ib (a, b ), il modulo di α è 2 2
|α|
ρ = = + b
√a
ℝ
∈
e l’argomento (o anomalia) è un qualsiasi θ tale che valgano
a = ρ cos θ, b = ρ sin θ.
8. Definire il coniugato di un numero complesso. In termini di esso enunciare una condizione necessaria e sufficiente affinché
un numero complesso sia reale. ℝ
α ∈ α
̅
± ∓
Il coniugato del numero complesso = a ib (a, b ) è = a ib.
α
̅ α.
Un numero complesso α risulta reale se e solo se =
9. Enunciare le formule di Eulero, dirette e inverse.
x+iy x
e = e (cos y + i sin y).
ⅈy −ⅈy
e +e
cos y = 2
ⅈy −ⅈy
e − e
sin y = 2i
10. Enunciare il Teorema Fondamentale dell’Algebra.
Data l’equazione di grado n nell’incognita complessa z:
n n−1
a z + a z + · · · + a z + a = 0
n n−1 1 0
∈ ℂ,
dove a , a , ..., a a ≠ 0, n > 0,
n n−1 0 n
essa ha almeno una soluzione nel campo complesso.
11. Definire la nozione di segmento orientato e di vettore geometrico.
Un segmento orientato nello spazio è una coppia ordinata di punti (P,Q).
Un vettore geometrico (o vettore libero) è una classe d’equivalenza rispetto alla relazione di equipollenza.
12. Definire la nozione di spazio vettoriale, richiamando solo alcuni degli assiomi, a scelta.
Uno spazio vettoriale costruito su K è una quaterna ordinata (V,K,+, ω), dove:
1) V è un insieme non vuoto, i cui elementi si diranno vettori;
2) K è un campo, i cui elementi si diranno scalari;
3) “+” è un’operazione binaria in V, detta somma di vettori;
→
4) ω : K × V V è una funzione detta prodotto esterno; hv sta per ω(h, v);
∈
5) sono fissati un vettore nullo 0 e per ogni v V un vettore opposto −v;
6) valgono tutte le proprietà:
(v + w) + u = v + (w + u); v + (-v) = 0; h(v + w) = hv + hw; (−h)v = −(hv); h0 = 0; v + 0 = v; v + w = w + v; (h + k)v = hv + kv;
1v = v; 0v = 0; (hk)v = h(kv).
13. Definire lo spazio vettoriale dei vettori geometrici.
Lo spazio vettoriale dei vettori geometrici ha:
V
- come insieme di vettori V l’insieme dei vettori geometrici
ℝ
- come insieme degli scalari il campo
⃗⃗⃗⃗⃗ ⃗⃗⃗⃗⃗
PQ PR
Inoltre, dati v = e w = , dove P è un punto arbitrario:
⃗⃗⃗⃗
PS
- la ‘somma’ è v + w = , dove S è tale che PQRS sia un parallelogramma:
⃗⃗⃗⃗⃗ ℝ
PT ∈
- il ‘prodotto per scalare’ hv = , dove h e T è il punto della retta PQ che ha ascissa h nel sistema di riferimento in cui P è
origine e Q ha ascissa 1 ⃗⃗⃗⃗
PP
- come vettore nullo 0 =
14. Definire la nozione di sottospazio di uno spazio vettoriale.
⊆
Un sottospazio di uno spazio vettoriale V è un insieme W V soddisfacente le seguenti proprietà:
K
∈
(i) 0 W
∀h, ∈ ∀u, ∈ ∈
(ii) k K : v W : hu + kv W.
15. Definire la nozione di famiglia (finita, non vuota) di vettori linearmente dipendente.
F F
Data una famiglia di vettori = v , v , . . . , v in uno spazio vettoriale V , la famiglia si dice linearmente dipendente se
1 2 r K
esistono scalari x , x , …, x , non tutti nulli, tali che
1 2 r x v + x v + … + x v = 0.
1 1 2 2 r r
16. Definire la nozione di sottospazio generato da una famiglia (finita, non vuota) di vettori.
F
Data una famiglia = v , v , . . . , v (finita, non vuota) di vettori in uno spazio vettoriale V , il sottospazio generato da
1 2 r K
〈 〉 ∈
F F
è = {x v + x v + · · · + x v | x , x , . . . , x K}.
1 1 2 2 r r 1 2 r
17. Definire la nozione di base di uno spazio vettoriale.
Una base di uno spazio vettoriale V è una famiglia di generatori di V, linearmente indipendente.
K
18. Definire le coordinate di un vettore rispetto ad una base finita di uno spazio vettoriale.
B
Se u e = v , v , …, v sono rispettivamente un vettore e una base di uno spazio vettoriale V , gli scalari x , x , …, x
1 2 n K 1 2 n
B
soddisfacenti la (12.1), univocamente determinati, prendono il nome di coordinate del vettore u rispetto alla base .
19. Enunciare la formula di Grassmann.
dim(W + W ) + dim(W ∩ W ) = dimW + dimW .
1 2 1 2 1 2
20. Definire la nozione di funzione (applicazione) lineare.
Siano V e W spazi vettoriali costruiti sul medesimo campo K.
K K →
Una funzione L : V W si dice funzione lineare se
∀h ∈ ∀ ∈
K : v, v’ V :
(i) L(hv) = hL(v);
(ii) L(v+v’) = L(v)+L(v’).
21. Definire la nozione di nucleo di un'applicazione lineare.
∈
→
Il nucleo di una funzione lineare L : V W è kerL = {v V | L(v) = 0 }.
W
22. Definire la matrice associata ad un'applicazione lineare tra due spazi vettoriali di dimensione finita, rispetto a basi date per
il dominio e per il codominio. ∈ ↦
→
M n m
Associando ad ogni matrice A (m × n, K) la funzione lineare F : K K : X AX, si ottiene una corrispondenza biunivoca
A
→
M n m
tra (m × n, K) e l’insieme di tutte le funzioni lineari K K .
→ ∈
23. Date un'applicazione lineare L : V W, una base B per il dominio, una B' per il codominio e un vettore v V, descrivere
con una formula la relazione esistente tra le colonne delle coordinate di v e di L(v).
∈
BB
Y = A Xv, v V.
’
L(v) L
= ∈ M
BB
dove A (Y | Y |…| Y ) (m × n, K)
’ L L L
1)
L (v (v2) (vn)
(Le barre verticali servono a separare le colonne.)
24. Definire la matrice di cambiamento di coordinate in uno spazio vettoriale di dimensione finita.
BB
A = (Yv | Yv |…| Yv )
’
id 1 2 n
(Le barre verticali servono a separare le colonne.)
25. Descrivere, per mezzo di una formula, la relazione esistente tra le due n-ple delle coordinate di un vettore in uno spazio
vettoriale n-dimensionale, rispetto a due basi di V .
K BB
Yv = A Xv.
’
id
26. Definire la nozione di rango di una matrice.
∈ m
M(m
Il rango di una matrice A × n, K) è la dimensione del sottospazio di K generato dalle colonne di A:
〉.
1 2 n
rkA = dim〈A , A , …, A
27. Date due matrici A e B, delle quali si possa fare il prodotto, enunciare una relazione tra il rango di A, di B e di AB, sia nel
caso generale che nel caso in cui B sia una matrice quadrata invertibile.
(i) Se si può fare il prodotto delle matrici A e B, allora rk(AB) ≤ rkA; rk(AB) ≤ rkB.
(ii) Se A è una matrice m × n, B è invertibile d’ordine m e C è invertibile d’ordine n, allora rk(BA) = rkA = rk(AC).
’
→ B B BB
(iii) Data una funzione lineare L : V W, e basi finite di, rispettivamente, V e W , vale A = dim im L.
’
K K L
∈ M
(iv) Per ogni A (n × n, K), A risulta invertibile se, e solo se, rkA = n.
28. Descrivere le relazioni esistenti tra (i) la dimensione dell'immagine di un'applicazione lineare L tra spazi vettoriali di
dimensione finita e la matrice associata ad L rispetto a basi date; (ii) l'invertibilità di una matrice quadrata e il suo rango; (iii)
l'invertibilità di una matrice quadrata e il suo determinante.
(i) Le dimensioni dell'immagine di un'applicazione lineare L e il rango della matrice associata sono legate dalla relazione:
rkA = dim im L.
(ii) Una matrice quadrata M(n × n, K) è invertibile se e solo se il suo rango è n.
M
(iii) Una matrice quadrata (n × n, K) è invertibile se e solo se il suo determinante è diverso da 0.
29. Enunciare il teorema sul numero di scambi in cui si scompone una permutazione.
Ogni permutazione è composizione di un numero finito di scambi. Se una permutazione σ è ottenibile come composizione
di un numero pari [risp. dispari] di scambi, allora ogni espressione di σ come composizione di scambi ne contiene un numero
pari [risp. dispari].
30. Definire il determinante di una matrice quadrata.
∈ M
Il determinante di una matrice quadrata A = (a ) (n × n, K) è
ij · ·. . .·
det A = ∑ sgn(σ)a a a
1σ(1) 2σ(2) nσ(n)
σϵS n
31. Enunciare la formula di Laplace (sviluppo del determinante secondo una riga o una colonna).
∈ ∈
M(n
Per ogni A = (a ) × n, K) e i {1, 2, …, n} vale: det A = a A + a A + … + a A .
ij i1 i1 i2 i2 in in
32. Enunciare la formula per l'inversa di una matrice quadrata.
∈ M(n
Se A × n, K) è invertibile, allora 1
−1 T
A = A ∗
det A
t
33. Definire la nozione di endomorfismo diagonalizzabile. B BB
Un endomorfismo L di V si dice diagonalizzabile se esiste una base di V tale che A sia diagonale.
K K L
34. Definire le nozioni di autovalore e di autovettore di un endomorfismo di uno spazio vettoriale.
∈
Sia L un endomorfismo di V . Se v V soddisfa
K ∈
L(v) = λv, v ≠ 0, λ K
allora v si dice autovettore di L e λ si dice autovalore di L associato a v.
35. Definire la nozione di autospazio di un endomorfismo. ∈
Se L è un endomorfismo di V e λ è un autovalore di L, l’autospazio di L relativo a λ è E (λ) = {v V | L(v) = λv}.
K L
36. Definire la nozione di matrice diagonalizzabile.
∈ ∈ M −1
M(n
Una matrice A × n, K) si dice diagonalizzabile su K se esiste una matrice C (n × n, K) invertibile, tale che C AC sia
diagonale.
37. Definire le nozioni di autovalore ed autovettore di una matrice quadrata.
∈ M(n
Data una matrice A × n, K), se AX = λX, X ≠ O , allora X è un autovettore di A e λ è l’autovalore di A associato ad X.
n×1
38. Descrivere le equazioni parametriche di un piano nello spazio.
x = x + lt + l’t’
0 ∈ ℝ
y = y + mt + m’t’ t, t’
0
z = z + nt + n’t’
0 l m n
rk ( )= 2
inoltre: ′ ′ ′
l m n
39. Descrivere le equazioni cartesiane di una retta nello spazio.
ax + by + cz + d = 0
a’x + b’y + c’z + d’ = 0
a b c
rk ( )= 2
inoltre: ′ ′ ′
a b c
40. Definire la nozione di prodotto scalare. ∈
(i) Una forma bilineare simmetrica b in uno spazio vettoriale reale V si dice definita positiva se per ogni u V \ {0} vale
ℝ
〈 〉
u | u > 0
b
(ii) Un prodotto scalare in uno spazio vettoriale reale è una forma bilineare simmetrica definita positiva.
ℝ n
41. Definire la nozione di prodotto scalare ordinario in , in cui sia coinvolto il prodotto di matrici.
ℝ n
Il prodotto scalare ordinario in si definisce ponendo ℝ
∀u ∈ n T1
, u : u · u = u u .
1 2 1 2 2
42. Definire la nozione di angolo tra due vettori in uno spazio vettoriale euclideo.
Dati due vettori non nulli u e u in uno spazio vettoriale euclideo, l’angolo da essi formato è
1 2 ·
1 2
̂
= arccos
1 2 || || || ||
1 2
43. Definire la nozione di base ortonormale in uno spazio vettoriale euclideo di dimensione n.
B
Una base = v , v , …, v di uno spazio vettoriale euclideo V è ortonormale se
ℝ
1 2 n ∀i, = 1, 2, …, s
j : v · v = 1 se i = j, 0 altrimenti.
i j
44. Definire la nozione di ortogonale di un sottospazio in uno spazio vettoriale euclideo.
Dato un sottospazio W di uno spazio vettoriale euclideo V , il suo (complemento) ortogonale è
ℝ
∈ ∀w ∈
⊥
W = {v V | W : w · v = 0}.
45. Definire la nozione di angolo tra d
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