FONDAMENTI DI ANALISI 2
1. Definizioni n
R
1. Definizione di curva e di arco di curva in . Definizione di sostegno di una curva.Definizione di
∶ →R
curva semplice e di curva chiusa. a a, b ⊆ ,inteso
n R.
Si dice curva una funzione (mappa) continua , con I intervallo aperto di
questo come intervallo.
Si dice arco di curva la restrizione di R)
Si dice sostegno di una curva l’immagine di (la quale è un sottoinsieme di
∶ a, b → |
( , )
n
R
Sia un arcodi curva, si dice semplice se (è una restrizione) è iniettiva (cioè
( ) = ( ).
se la curva è senza lacci).
Un arco di curva si dice chiuso se 1 n
R
2. Definizione di vettore derivato. Definizione di curva derivabile e di curva di classe C in .
( )= ( ), ( )
Si dice vettore derivato il vettore delle derivate delle componenti di cioè
… ,
∶ I → ( ( )
+ ℎ) −
n
R
Sia una curva, si dice derivabile in t se esiste finito il limite
( ) = lim 0 ℎ
→
∈ ′( )
1 1
si dice di classe C ( e si scrive C (I)) se è derivabile in I e se è continua su I.
( )
⊆ ∶ I → ∈ ≠ 0 ∀ ∈
n 1 n
R R
3. Definizione di curva regolare in . Esempio di una curva di classe C in , ma non regolare.
n n 1
R R
Sia un intervallo apero, si dice regolare se C e, in più, .
( ) ( ) (0)
∶ ∈
3 2 2 1
2
R→R
Sia con = (t , t ) e = (3t , 2t). C ma = (0, 0).
,
∈R ∈R
(Se disegniamo il sostegno della curva osserviamo che in (0, 0) c’è una cuspide;
2 3 2 2 2/3
S = { (x, y) : x(t) = t , y(t) = t per qualunque t∈R} = { (x, y) : y= x } )
4. Definizione di curva piana in forma parametrica, in forma cartesiana e in coordinate polari.
Si dice che una funzione è data in forma parametrica se esistono funzioni x , …, x tale che
1 n
* =* ( )
* = * ( ) -
=) ./0 ∈
+ +
⋮
* =* ( ) ( )
∀ ∈
cioè se ogni componente si esprime in funzione di un parametro e quindi se è il punto di
coordinate (x (t), x (t),…,x (t)).
1 2 n ( ) )3
= , 2( ./0 ∈
∈ 1
Forma cartesiana: ( ) ( )3 (0,
1 = 2 ≠ 0) ∀
11,
R.
(I), con I intervallo aperto in Allora la mappa , definisce una
Sia f C
curva semplice e regolare. Infatti . Inoltre il sostegno della curva
∈R ∀ ∈R
Γ(2). 2 2
coincide con il grafico dif. S = { (x, y) : x = t, y = f(t) t∈R} = {(x, y) : y = f(x), x∈ I} = graf(f) =
Infine una curva in forma cartesiana non è mai chiusa ed è sempre semplice S(r) = graf(f).
∈
Forma polare:
La singola equazione ρ= f(θ), θ [θ , θ ], significa (o, meglio, va letta come)
1 2
*(θ) = 2(θ) cosθ * = @ cos B
- -
(θ) = ./0 θ ∈ θ , θ > ? @ A B →7
7 ; = @ sin B
;(θ) = 2(θ)senθ +
(θ) (θ)cosθ
* = 2 − 2(θ)senθ -
(θ) = C (θ) (θ)senθ
; = 2 − 2(θ) cosθ
′ ( )
∈ F
./0 DE?0>? 0, 2H
′
(θ)JI K(2 (θ)) (cos (sin K(2 (θ))
= θ + sin θ) + (2(θ)) θ + cos θ) = + (2(θ))
IJ +
+ + + + + + +
′ ′
∶ a, b →
5. Definizione di lunghezza di un arco di curva.Definizione di curva rettificabile.
n
R
Si dice lunghezza dell’arco di curva il numero
) ( ) ( )J
L( ≔ sup −
PQJ U
R RS
RT
al variare di tutte le possibili suddivisioni di [a, b] in un numero finito di sottointervalli.
)
L( < +∞,
Se l(r) è finita, cioè si dice rettificabile.
6. Definizione di ascissa curvilinea. \
Si tratta di una parametrizzazione privilegiata. L’ascissa curvilinea s = s(t) è definita come
) ( )JI dt
X( = Y IJ
\ ] = (X)è
Il vantaggio dell’ascissa curvilinea consiste nel fatto che se, la curva parametrizzata
(X)JI = 1
IJ
attraverso s, allora (X)
cioè il vettore derivato di coincide con il versore tangente.
X′( ) = ( )JI
IJ
Da notare che per il Teorema fondamentale del calcolo integrale
∶ a, b → ^: ., > → a, b
7. Definizione di curve equivalenti e di curve orientate nello stesso verso o in verso opposto.
n
R
Sia un arco di curva regolare e sia derivabile e bigettiva (quindi
invertibile e strettamente monotona). Allora
(E)
̃ = (^(E) ./0 E ∈ ., >
(E): c, d →
̃ n
R
(E) ( ),
̃ ∈ ,
rappresenta una curva con lo stesso sostegno di ma percorsa con una velocità
differente ′(E) )
̃ = (^(E))^′(E) ≠ ′(
e in generale: ( )
^′ > 0,
Se la nuova curva è percorsa nello stesso verso di e le due parametrizzazioni si dicono
( )
^′ > 0,
equivalenti.
Se la nuova curva è percorsa in verso opposto rispetto a e si dice che c’è un cambio di
orientazione.
∶ a, b → ⊆R
8. Definizione di integrali di linea di prima specie. →R, ⊆
2: b ⊆R
n n
R
Sia un arco di curva semplice e regolare e sia E il uso sostegno. Sia poi f una
n con E A),
funzione di n variabili reali, definita almeno si E ( si può assumere
continua. Si definisce integrale curvilineo di f lungo l’integrale
( ))
= Y 2( ( )JI >
Y 2 IJ
c ⊂IR
2:R →R. n
9. Definizione di derivata parziale e di derivata direzionale per f : A → IR.
) )
e2 2(* + ℎ, ; − 2(* , ;
2
Sia Si definiscono derivate parziali
(* )
, ; = lim ℎ
e* → )
e2 2(* , ; + ℎ) − 2(* , ;
(* )
, ; = lim
e; ℎ
→
→R, ∈
2: b ⊆R n A aperto, x A.
Sia 0 21* + h3 − 21* 3
Si dice derivata direzionale di f rispetto al versore v nel puntox il limite
0
f 21* = lim
3
g \→ 21* 3
g
f 21* = ∇2(* ) ∙ h
3
. Allora per ogni versore vf
Inoltre se f è differenziabile in x esiste e vale
0 g ∈ ⊂IR
2: b ⊆R →R, ∈ n
10. Definizione di funzione differenziabile in un punto x A per f : A → IR.
0
n
Sia A aperto, x A.
0 21* + ℎ3 − 21* − ℎ ∙ ∇2(* )
3
f si dice differenziabile in x se
0 lim =0
||ℎ||
→ 21*3 − 21* − ∇2(* ) ∙ (* − * )
3
oppure lim =0
||* − * ||
k→k
]
→Rf
Osservazioni:
n
R differenziabile in un punto => f derivabile in quel punto.
Per f:
11. Definizione della matrice Hessiana per funzioni reali di n variabili.
∈
2
Data una funzione f∈ C (A) e x A, viene definita matrice hessiana di f in x la matrice n x n
0 0
⋯ 2 (* )
2 (* ) 2 (* ) k k
k k k k p s
p p p q (* )
⋯ 2
2 (* ) 2 (* )
o u
(* ) =
l k k
k k k k
⋯ ⋯ ⋯
⋯ q s
m q p q q
2 (* ) 2 (* ) 2 (* )t
⋯
n k k k k k k
s p s q s s
Per il Teorema di Schwarz essa è simmetrica.
∈
12. Definizione di punti di estremo relativo e assoluto per una funzione in più variabili.
≤ ∀x∈B
x A si dice punto di minino (massimo) locale (o relativo) per f: A ->Rse
0
f(x ) f(x) (≥ f(x)) ( x ) per qualche R> 0.
0 R 0
∈ ∇f
13. Definizione di punto critico.
1 n
R
Sef∈ C (A), A aperto di ,x A e (x ) = 0 allora x si dice punto stazionario o punto critico per
0 0 0
f.
14. Definizione di forma quadratica. Classificazione delle forme quadratiche.
→R n
R
Se H è una matrice simmetrica n x n, diciamo forma quadratica, associata ad H, su la funzione
x1h3 =< lh, h >,
n
Q:R data da
h h n
v∈R
z{ z {
z,{T
=∑ , se H=(a )
ij i,j = 1.. n. x1h3
∀v∈R > 0
Una forma quadratica Q è detta: n x1h3 < 0
∀v∈R , v ≠0,
definita positiva se
• n
, v ≠0,
definita negativa se ∀v∈R x1h3 ≥ 0 ∃v ∈R h =0
• n n
semidefinita positiva se , v ≠0, e t.c.x
• ∀v∈R x1h3 ≤ 0 ∃v ∈R h =0
0
n n
semidefinitanegativa se , v ≠0, e t.c.x
• ∃v ∈R h > 0x h < 0 0
+
n
indefinita se , v t.c.x
• 1 2 ∀ ∈
15. Definizione di funzione definita implicitamente.
Se y = f(x) è una funzione def. su un intervallo I, t.c. F(x, f(x)) = c x I, si dice che y= f(x) è definita
= ∀ ∈
implicitamente da F(x, y) = c.
Se x = g(y) è una funzione def. su un intervallo J, t.c. F(g(y), y) c y J, si dice che x = g(y) è
definita implicitamente da F(x, y) = c.
16. Definizione di superficie semplice. }: f →R
2 3
R R
Sia D un aperto connesso in . Viene chiamata superficie in una funzione continua
} 3
.
Se è iniettiva, si dice che la superficie è semplice.
}: f ⊆R →R }
17. Definizione di sostegno di una superficie. (E,
Σ ∶= }(f) = {}(E, h): h) ∈ f}
2 3
Data una superfice l’insieme immagine di
,
viene detto il sostegno della superficie.
}: f ⊆R →R
18. Definizione di superficie definita in forma parametrica.
(E, h)
* = }
2 3
Data una superfice , le equazioni -
; = } (E, h) (E, h) ∈ f
• +
‚ = } (E, h)
ƒ }.
si dicono equazioni parametriche della superficie, mentre u e v sono i parametri di
}: f ⊆R →R →Rè
19. Definizione di superficie in forma cartesiana. 1
2 3
Data una superfice , se f: D una funzione di classe C in D, allora l’applicazione
E
3
R
da D in h
}(E, h) ∶= „ …
2(E, h)
è una superficie semplice, il cui sostegno coincide con il grafico di f. Una superficie di questo tipo, o
del tipo E
‡(E, h)
}(E, h) ∶= † ˆ
h
o ℎ(E, h)
(E, h) ∶= „ …
E
h
1
(D), viene detta cartesiana.
con g e h funzioni in C
}: f ⊆R →R } ∈
20. Definizione di superficie regolare. e}
e} 1
2 3
Una superficie si dice regolare se C (D) e se i due vettori
(E, (E,
h) A h)
eE eh (E, h) ∈ f.
sono linearmente indipendenti ( in particolare, entrambi sono non nulli) in ogni punto
b ⊆R →R, Γ Γ ⊆ b. Γ
21. Definizione di vincolo e di punto di estremo vincolato.
2
Sia f: f continua, A aperto. Sia il sostegno di una curva semplice, regolare,
∈ Γ Γ
viene detto vincolo.
∃ ⊆
Un punto (x , y ) si dice punto di massimo (rispettivamente minimo) relativo di f vincolato a
0 0 ≤ ∀ ∈ ∩ Γ
se U intorno di (x , y ), U A, t.c.
0 0 ≥
f (x, y) f (x , y ) (x, y) U
0 0
(risp. f (x, y) f (x , y ) ).
0 0
22. Integrali doppi: definizione di somme di Cauchy-Riemann.
2(*, ;)>* >;
Š
‹
Per definire l’integrale definito , ove R = [a, b] × [c, d] e f è limitata, definita in tutti i
punti di R:
- si divide l’intervallo [a, b] in n sottointervalli di ampiezza (b − a)/n;
- si dividel’intervallo [c, d] in n sottointervalli di ampiezza (d − c)/n;
2
- si ottiene così una partizione di R in n rettangoliniR ,
hk >−.
−
h, k = 1, . . . , n, ognuno di area )
b(Œ ×
= 0 0
R
- si sceglie un punto a caso t = (x , y ) nel rattangolinoR
hk hk hk hk
- si introducono le somme )2(
X = Q b(Œ )
R R
,RT
che vengono dette somme di Cauchy-Riemann
Si calcola ora il limite )2(
lim Q b(Œ )
R R
→ Ž• ,RT
23. Definizione di integrabilità secondo Cauchy-Riemann per funzioni limitate definite su un
2: Œ →Rlimitata
rettangolo.
Si dice che la funzione è integrabile secondo Cauchy-Riemann sul rettangolo R se
esiste finito il limite )2(
lim Q b(Œ )
R R
→ Ž• ,RT
ed esso non dipende dalla scelta dei punti t . In tal caso, si scrive
hk )2(
• 2(*, ;)>* >; = lim Q b(Œ )
R R
→ Ž•
‹ ,RT
24. Definizione di integrale di Cauchy-Riemann e di integrabilità secondo Cauchy-Riemann per
⊆ Ω →Rlimitata. Ω
funzioni limitate definite su domini non rettangolari.
2’ 2’
Ω,
2
R
SiaΩ un sottoinsieme limitato e sia f: Si dice che f è integrabile su se la
2’: Œ →Rt.c.
funzione ausiliaria è integrabile su R, rettangolo contenente definendo come
2(*) XA * ∈ Ω -
2’ = 7
0 XA * ∈ Œ\ Ω
25. Definizione di domini semplici e regolari. 2
R
Un dominio si dice semplice se esso è un sottoinsieme di che è x-semplice o y-semplice
Un dominio si dice regolare se esso è l’unione di un numero finito di insiemi semplici.
⊂R
b = {(*, ;) ∈ ℜ : * ∈ , , •(*) ≤ ; ≤ –(*)}
2 +
Si ricorda che un sottoinsieme A si dice y - semplice se è della forma
•, – ∶ , →R ⊂R
ove sono funzioni continue.
: ; ∈ ., > , ˜(*) ≤ * ≤ e(*)}
— = {(*, ;) ∈ ℜ
2 +
Mentreun sottoinsiemeB si dice x - semplice se è della forma
˜, e ∶ ., > →R
ove sono funzioni continue.
Ω ⊆ ≡1 Ω
26. Definizione di insieme misurabile nel piano, nozione di area.
Ω. Ω Ω
2
R
Un insieme limitato si dice misurabile secondo Peano-Jordan se la funzione f (x) su è
integrabile in Se è misurabile, chiamiamo misura o area di il numero
|Ω| ∶= Y 1 >*>;.
›
Ogni dominio regolare è misurabile.
Ω ⊆
27. Definizione di insieme di misura nulla.
Ω,
2
R
Si dice che un insieme limitato misurabile ha misura nulla (o trascurabile) se, dato un
2
qualsiasi rettangolo R che contenga R si può suddividere in n rettangoli R , tali che
hk
) = 0
L?œ Q b(Œ ∗ R
→• ,RT
Œ Ω.
∗ R
ove denota i rettangoli, fra gli R , che hanno intersezione non vuota con
hk
28. Integrali tripli: definizione di somme di Cauchy-Riemann.
2(*, ;, ‚)>* >; >‚,
Š
ž
Per definire l’integrale definito ove P = [a , b ] x [a , b ] x [a , b ] e f è
1 1 2 2 3 3
limitata, definita in tutti i punti di P,
- si divide l’intervallo [a , b ] in n sottointervalli di ampiezza (b – a )/n;
1 1 1 1
- si divide l’intervallo [a , b ] in n sottointervalli di ampiezza (b – a )/n;
2 2 2 2
, b ] in n sottointervalli di ampiezza (b – a )/n;
- si divide l’intervallo [a
3 3 3 3
− − −
3
- si ha così una partizione di P in n parallelepipedi P , h, k, j = 1, …, n, ognuno di volume
Ÿ1 = × ×
3 hkj
+ + ƒ ƒ
0 0 0
R{
- si sceglie un punto a caso t = (x , y , z ) nel parallelepipedo P
hkj hkj hkj hkj hkj
- si introducono le somme = Q Ÿ1 )
X 32(
R{ R{
,R,{T
che vengono dette somme di Cauchy-Riemann
Si calcola ora il limite lim Q Ÿ1 )
32(
R{ R{
→ Ž• ,R,{T
29. Definizione di integrabilità secondo Cauchy-Riemann per funzioni limitate definite su un
2: →Rlimitata
parallelepipedo.
Si dice che la funzione è integrabile secondo Cauchy-Riemann sul parallelepipedo
P se esiste finito il limite lim Q Ÿ1 )
32(
R{ R{
→ Ž• ,RT
ed esso non dipende dalla scelta dei punti t . In tal caso, si scrive
hk
¡ 2(*, ;, ‚)>* >; >‚ = lim Q Ÿ1 )
32(
R{ R{
→ Ž•
ž ,RT
30. Definizione di integrale di Cauchy-Riemann e di integrabilità secondo Cauchy-Riemann per
⊂ Ω →Rlimitata. Ω
funzioni limitate definite su domini limitati, diversi dal parallelepipedo.
2’ 2’
Ω,
3
R
SiaΩ un sottoinsieme limitato e sia f: Si dice che f è integrabile su se la
2’: →Rt.c.
funzione ausiliaria è integrabile su P, parallelepipedo contenente definendo come
2(*, ;, ‚) XA (*, ;, ‚) ∈ Ω
-
2’ = 7 0 XA (*, ;, ‚) ∈ Œ\ Ω
Ω ⊆ ≡1
3
31. Definizione di insieme misurabile in IR , nozione di volume.
Ω Ω. Ω Ω
3
R
Un insieme limitato si dice misurabile secondo Peano-Jordan se la funzione f (x, y, z) su
è integrabile in Se è misurabile, chiamiamo misura o area di il numero
|Ω| ∶= ¡ 1 >*>;>‚.
› ≥ 0
32. Definizione di solido di rotazione.
S è solido di rotazione se è ottenuto dalla rotazione di α = 2π di E⊆ 0 x z, x attorno all’asse z.
33. Definizione di campo vettoriale. ⊆ →R
Si dice campo vettoriale una funzione (a valori vettoriali)
n n
R
F:Ω
Se m = 1, F si dice campo scalare.
34. Definizione di integrale curvilineo di seconda specie. Significato fisico dell’integrale curvilineo di
→R
seconda specie.
⊆ →R ⊆ Ω.
n
Sia r: [a, b] un arco di curva semplice e regolare, con sostegno E.
n n
R
Sia F:Ω un campo vettoriale continuo, t.c. E
lungo r l’integrale
Si definisce integrale curvilineo di seconda specie di F
( ) ( )&g
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