Sunto storia e critica dell'arte contemporanea
1800: Allestimenti tradizionali
Nel 1800, l'allestimento avviene in luoghi di stampo borghese o museale, utilizzando mezzi pittorici e volumetrici tradizionali.
1863-1902: Allestimenti ornamentali e illustrativi
Durante il periodo 1863-1902, l'allestimento diventa decisamente ornamentale e illustrativo, come nei Salon parigini, nelle Esposizioni Internazionali e fino alle Biennali. Lo scopo è creare un supporto materiale e uno sfondo da vedere e vendere al committente o al mercante. L'allestimento esalta e celebra la mostra, cercando di creare un'unità organica ideale. Il visitatore è portato a percepire il tutto più che a interpretare il singolo, con priorità al linguaggio e una concezione espositiva quantitativa.
1867: Padiglioni di Courbet e Manet all'Expo di Parigi
Nel 1867, i padiglioni di Courbet e Manet all'Expo di Parigi affinano il metodo rappresentativo, ponendo l'accento sulla singolarità tramite un'esposizione lineare. Lo scopo è creare un rapporto connettivo tra gli artefatti per descrivere un periodo. Lo spazio tra quadro e quadro assume un significato di carattere analogico, storico-cronologico, tematico e ambientale. Costituisce l'universo del discorso allestitivo nel tempo, fondando una metodologia del mostrare basata su un'idea di totalità ordinata secondo un percorso.
Primi del '900: Figura del curatore
Agli inizi del '900 appare la figura dell'organizzatore, curatore delle mostre, nella figura del manager industriale o mercante. Le soluzioni espositive non cambiano.
1905: Fauves al Salon d'Automne
Nel 1905, i Fauves al Salon d'Automne di Parigi compiono un salto tematico. Si presentano come gruppo e spettacolarizzano una costante operativa: il materiale cromatico. L'allestimento è un semplice accessorio, uno sfondo che deve sparire nel campo di percezione del visitatore.
1913: Armory Show
Nel 1913, l'Armory Show applica il concetto opposto: è il dispositivo a dover emergere. L'allestimento deve dominare. Lo scopo è la presentazione degli artisti e l'allargamento culturale ed educativo del pubblico. 1600 opere sono presentate secondo un principio di percezione dinamica. Fluttuano su grandi superfici a parete e a pavimento, con grandi spazi aperti attorno ad esse. Appare come un mercato sofisticato. Il muro diventa attore e la decorazione è importante. Si passa da una presentazione quantitativa a una qualitativa, come nel progetto di arredamento futurista di Balla del 1918, dove la superficie muraria è in sintesi con la superficie pittorica e l'ambiente riflette l'arte e viceversa.
1921: Galerie Strum, Berlino
Nel 1921, alla Galerie Strum di Berlino, Ivan Puni accumula opere in maniera imprevedibile, disperdendole per tutte le superfici della galleria. L'impatto è una costellazione visuale polifunzionale, con una diversa considerazione delle relazioni spaziali.
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