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Sintesi storia del teatro e dello spettacolo

Teatro greco

Il luogo scenico

La nascita dello spettacolo

  • Il ditirambo (Aristotele) da cui deriva la tragedia greca era un canto popolare corale eseguito in onore di Dioniso.
  • Il cuore dello spazio teatrale è l'orchestra.
  • Divinità legata al teatro è Dioniso.

Il luogo scenico nella Grecia antica

  • I teatri più antichi hanno uno spazio di terra battuta ai piedi di un declivio naturale.
  • Si pensa a un modello di teatro pre-eschileo con cavea a pianta trapezoidale.
  • Verso il 475 a.C. compare un teatro in pietra con orchestra e gradinate a pianta trapezoidale, bassa skenè in muratura e palcoscenico ligneo elevato di mezzo metro rispetto all'orchestra.
  • Nel V secolo il centro dell'attività spettacolare diviene l'Attica, soprattutto Atene, e quindi il prototipo teatrale del V secolo diviene il teatro dedicato a Dioniso.
  • Sulla facciata della skenè si aprono due o tre porte.
  • La parte riservata al pubblico (théatron in greco, càvea in latino) diviene emiciclica.
  • Nella prima fila, fin dal V secolo erano collocati 67 sedili di marmo destinati alle personalità eminenti; al centro, il posto d'onore, era riservato al Sacerdote di Dioniso.

Il luogo scenico nell'età ellenistica (dopo Alessandro, 323 a.C.)

  • Dal IV secolo la tragedia viene esportata e si producono teatri a Epidauro, Megalopoli e Pergamo.
  • Caratteri fondamentali del luogo scenico (skenè alta e monumentale e la piattaforma davanti ad essa (logéion) è sorretta da un colonnato (proskénion) tra le cui colonne si trovano pannelli in funzione scenografica) trovano riscontro nel teatro di Epidauro costruito tra il IV e il III secolo a.C. dall'architetto Policlito.

Lo spettacolo

Generi drammatici

  • Prime notizie di spettacoli teatrali risalgono al 543 a.C. a cura di Pisistrato.
  • Le rappresentazioni erano inserite in occasione di ricorrenze religiose o politiche.
  • Le gare erano distinte per generi:
    • Il tragico (trilogia di tragedie)
    • Dramma satiresco
  • Il complesso si chiamava tetralogia e si svolgeva dall'alba al tramonto.
  • La tragedia attingeva al patrimonio dei racconti mitici, non c'è traccia di volgarità, la declamazione è ritmata e conserva sempre l'uso del verso.
  • La commedia, alla quale erano riservati concorsi separati, traeva i soggetti dalla realtà quotidiana con invettive verso i politici e scene buffonesche.
  • Il dramma satiresco mantiene struttura e personaggi della tragedia, ma assicura sempre il lieto fine.
  • Tutti e tre i generi prevedevano l'apporto di:
    • Canto del coro
    • Accompagnamento musicale
    • Scenografia

Feste religiose e agoni drammatici

  • La collocazione delle rappresentazioni era all'interno di feste quali le Antesterie, Lenee e le Grandi Dionisie o Dionisie urbane.
  • L'organizzazione era demandata al Conte Eponimo a cui competeva la scelta dei drammaturghi e designava un Corego (finanziatore) per ogni drammaturgo.
  • I giudici di gara venivano scelti tra gli appartenenti alle dieci tribù in cui era divisa la popolazione.
  • Le Grandi Dionisie duravano sei giorni.
  • I vincitori erano proclamati dall'arconte con un serto di edera, pianta sacra a Dioniso.
  • C'erano tre triadi di premiati: i coreghi, i poeti e gli attori protagonisti.
  • L'ultimo giorno delle Grandi Dionisie i cittadini giudicavano l'operato dell'arconte, dei coreghi e dei giudici.
  • Il pubblico si ipotizza costituito da circa 17.000 spettatori.

Gli attori

  • L'attore si sarebbe staccato dal coro ponendo fine alla pratica di risolvere con il “canto corale” la rappresentazione di una vicenda.
  • Secondo tradizione sarebbe stato l'attore-autore Tespi a passare alla forma drammatica.
  • Il numero massimo di tre attori rimase immutato per tutta la durata della produzione drammatica classica in Grecia.
  • Dal III secolo comparsa di tragodòs (attore tragico) e komodòs (attore comico).

Il coro

  • Coro tragico (dal ditirambo) (15 coreuti) e coro comico (dai canti fallici) (24 coreuti).
  • Guidato da un corifeo.
  • Ingresso in scena con la pàrodo (canto d'ingresso).
  • In Eschilo ruolo notevole, in Euripide perde importanza.

Scenografia e scenotecnica

  • Dal IV secolo uso delle tre porte sulla skenè.
  • Pàrodoi di destra: vengono da città o porto; quella di sinistra: da contado o paesi lontani.
  • Periàktoi (prismi triangolari).
  • Enkùklema (piattaforma girevole su ruote).
  • Mechané (deus-ex-machina).
  • Brontèion (per il tuono).

Costumi

  • Eschilo introduce i costumi.
  • Chitòne (tunica) (eroi tragici), peplo (personaggi femminili), tunica corta (Aristofane).

Maschere

  • Fatte di lino o sughero, bianche per personaggi femminili e bianco-grigio per maschili.

Musica

  • Solo come sottofondo.
  • Cetra, lira, aulòs, càlamos.
  • Con Euripide la partitura assume notevole rilievo.

Il pubblico

  • 14.000 per teatro di Dioniso, 17.000 per teatro di Epidauro.
  • Claque.
  • Prime file della càvea riservate alle autorità.
  • Sedili marmorei per gli arconti (magistrati supremi).

La drammaturgia

Nascita della tragedia

  • Dal V secolo la tragedia si costituisce in genere letterario.
  • Prologo (prima di Euripide non esisteva), pàrodo, episodi, stàsemi, esodo.

La grande stagione della tragedia greca

  • Eschilo (525-456)
    • Persiani
    • Sette contro Tebe
    • Prometeo incatenato
    • Supplici
    • Orestea
    • Concezione trilogia legata (tre drammi legati da un unico soggetto)
    • Destino che incombe e rappresenta la volontà degli dei
    • Due soli attori
    • Profondo coinvolgimento del coro
    • Ritratto di moralista
    • Per il religioso Eschilo è indispensabile l'intervento della divinità
    • Effetti scenografici spettacolari (apparizioni spaventose)
  • Sofocle (496-406)
    • Antigone
    • Aiace
    • Edipo re
    • Trachinie
    • Elettra
    • Filottete
    • Edipo a Colono
    • Uso della trilogia composta da drammi autonomi
    • I suoi eroi sono personaggi inflessibili, fino alle estreme conseguenze
    • Pessimismo della visione esistenziale del poeta, la vita è infelicità e dolore
    • Vano è per l'uomo cercare una spiegazione, la giustizia divina agisce per vie imperscrutabili
    • Effetti spettacolari meno numerosi di Eschilo, superiore intreccio e dialogo
  • Euripide (485-406)
    • Alcesti
    • Medea
    • Eracliti
    • Ippolito
    • Andromaca
    • Ecuba
    • Supplici
    • Eracle
    • Ione
    • Elettra
    • Troiane
    • Ifigenìa in Tàuride
    • Elena
    • Fenicie
    • Oreste
    • Baccanti
    • Ifigenìa in Aulide
    • Ridimensiona statura eroica del personaggio con eroi ed eroine assai fragili
    • Dominano grandi figure di donna
    • Uso del prologo espositivo
    • Uso del deus-ex-machina
    • Linguaggio tratto dalla conversazione corrente

Il dramma satiresco

  • Esigenza di risollevare lo spirito degli spettatori
  • Caricatura di eroi mitici
  • Più corto della tragedia (700 versi contro i 1.500 di una normale tragedia)
  • Coro sempre costituito da satiri con a capo Sileno
  • Ricorso al magico e al prodigioso

La commedia attica antica

  • Nasce in seno alle falloforìe (processioni legate a rito fecondità) (Aristotele)
  • Da comodìa (canto del komòs=accesa gioie e baldoria)
  • Il più antico poeta comico è Epicarmo (528-438 a.C.)
  • Aristofane (445-380 a.C.)
    • Acarnesi
    • Cavalieri
    • Nuvole
    • Vespe
    • Pace
    • Uccelli
    • Lisistrata
    • Tesmoforiàzuse
    • Rane
    • Eccelsiàzuse
    • Plauto
    • Il personaggio più bersagliato è Euripide
    • La morale risiede nel sano buonsenso ed esaltazione pacifica vita di campagna

La commedia attica di mezzo e la commedia nuova

  • Commedia di mezzo: tra il 385 ed il 336 a.C., autori sono Anassàride, Antìfane, Alessi
  • Commedia nuova a partire dal 323 a.C. (morte di Alessandro Magno) principale rappresentante Menandro (342-291), poi Dìfilo, Filemone
    • Il coro non ha più alcuna parte nella rappresentazione
    • Attacchi personali ai politici diventano rarissimi
    • La trama verte su innamoramento contrastato con lieto fine
    • Caratteri umani sono: il misantropo, il parassita, il soldato fanfarone, l'ètera, la ruffiana, la vecchia balia
    • Menandro ha composto il Misantropo (317) a.C.

Il mimo

  • Sofrone e Eròda

Il teatro romano

Il luogo scenico

Gli edifici teatrali greco-romani

  • La società romana riteneva contraria al buon costume i teatri in muratura.

Gli edifici teatrali romani

  • Soltanto nel 55 a.C. Roma ebbe un "teatrum lapideum" edificato da Pompeo.
  • Teatro di Marcello edificato nell'11 a.C. da Augusto coincide perfettamente descrizione dell'ideale teatro di Vitruvio nel De Architectura
    • Costruito in città senza terrapieno
    • Gradinate sostenute da arcate sovrapposte
    • Sotto le arcate sono collocati gli ingressi (vomitoria)
    • Orizzontalmente le gradinate sono percorse da corridoi (diàzoma)
    • La cavea si congiunge con la linea del proscaenium
    • Sul fondo si trova una fastosa scaenae frons
  • Edificio per spettacoli circensi è l'anfiteatro.

Lo spettacolo

Forme arcaiche di spettacolo indigeno

  • Prima forma drammatica originale è la sàtura.
  • Di origine italica fu anche la fabula atellana (accostata alla commedia dell'arte).

Generi drammatici

  • Tragedia latina di ispirazione greca fu detta fabula coturnata.
  • Tragedia nazionale non derivata da quella greca fu detta fabula praetexta.
  • Genere più diffuso fu la fabula palliata, grecizzante nella trama e nei costumi.
  • Fabula togata (da toga romana) commedia di ambientazione romana.

L'organizzazione degli spettacoli: i ludi

  • Ludi romani introdotti da Taquinio Prisco.
  • Poi ci furono i ludi florales, apollinares, megalenses, cereales.
  • Per la celebrazione di vittorie militari o funerali importanti si organizzavano ludi votivi.
  • In età repubblicana (509 al 27 a.C.) l'organizzazione era compito degli aedìles (magistrati).

Gli attori

  • Tra il 200 e 100 a.C. agivano in Roma compagnie drammatiche professioniste.
  • Diversamente da Atene lo stato espresse il suo disprezzo nei confronti degli attori.
  • Attori celebri furono: Ambivio Turpione, Roscio, Esòpo.
  • L'attrice più nota fu Teodora, vissuta nel 500 d.C. divenuta moglie di Giustiniano.

Il coro

  • Marginale nella tragedia latina e scompare nella commedia.
  • Il coro agiva sul palcoscenico anziché nell'orchestra.

Scenografia e scenotecnica

  • Nel teatro ligneo del 200/100 a.C. il palcoscenico rappresenta la strada che conduce al porto a sinistra e al foro a destra.
  • Nel I sec. a.C. compare la scaenae frons in pietra.
  • Vitruvio parla di tre scenografie: tragica (particolari sontuosi), comica (case di città), satiresca (alberi e montagne).
  • Alla fine dell'epoca repubblicana (27 a.C.) era in uso il sipario che veniva sollevato e abbassato dal piano del palco.

Costumi

  • Gli interpreti della palliata indossavano il pallium (mantello).
  • L'abito femminile era la palla (lunga sopravveste).
  • La tragedia di argomento greco era individuata dal sandalo teatrale (coturno).
  • Nella commedia si usava una ciabatta chiamata soccus.
  • Tutti gli attori indossavano la parrucca.

Maschere

  • Utilizzate solo per le atellane.
  • Dimensioni gigantesche.

Musica

  • In tutti i generi teatrali c'era il tibicen (musicista che suonava un flauto).
  • Nomi dei suonatori pervenuti: Marcipor (Plauto) e Flacco (Terenzio).

Il pubblico

  • Vociante e irrequieto secondo Plauto.
  • Spettatori mangiavano e bevevano senza lasciare il posto.
  • Ingresso gratuito (spese a carico dello stato).
  • Ai tempi della repubblica pubblico in piedi per non fomentare l'ozio.
  • Teatro di Pompeo: 10.000 posti; teatro di Marcello 14.000; Colosseo 50.000 spettatori.

Il pantomimo

Spettacoli circensi

  • Venationes (combattimenti di gladiatori con animali feroci).
  • Naumachie (autentiche battaglie navali).
  • Verso la fine del 500 d.C. vennero soppressi i combattimenti gladiatori.

I trionfi

  • Cerimonie di onorificenza concesse ai generali vincitori in guerra.
  • Il generale, su un cocchio dorato, indossava la toga pica e corona d'alloro e veniva seguito dal suo esercito.

La drammaturgia

La commedia palliata

  • Riscrittura e rielaborazione chiamata contaminatio.
  • Scansione testo in prologo, azione, epilogo.
  • Plauto (250-184 a.C.)
    • Anfitrione, Asinaria, Aulularia, Le sorelle Bàcchidi, I prigionieri, Il gorgoglione, Càsina, Cistellaria, Epìdico, Mostellaria, Menaechmi, Il soldato fanfarone, Il mercante, Pseudolo, Il giovane cartaginese, Il persiona, Rudens, Stico, Le tre monete, Truculens e Vidularia.
    • Mescola a soggetti greci elementi dalla crassa comicità italica.
    • Comicità vivace e spassosa e trame ridotte all'essenziale.
    • Figura del servo assume rilievo eccezionale.
    • Alla ricchezza di linguaggio corrisponde la varietà dei metri.
  • Cecilio Stazio (230-168 a.C.)
  • Terenzio (185-159 a.C.) ultimo grande autore della palliata, scrive Andria, Hècyra, Heautontimorùmenos, Eunuco, Formione e Adèlphoe
    • Al contrario di Plauto accentra l'interesse sulle tipologie umane per approfondire lo studio della psicologia.
    • Poco spazio ai cantica, molto al dialogo.
    • Scompaiono le battute oscene e i giochi di parole.
    • Comicità moderata e pensosa.

La commedia togata

  • Seneca la ritenne un genere tra tragedia e commedia.
  • Autore pioniere è Titinio.
  • Autore più importante Lucio Afranio.
  • Ultimo rappresentante della togate è Tito Quinzio Atta morto nel 77 a.C. (Le terme, La nuora, La partenza del coscritto).

La tragedia

  • Primi tragediografi sono Livio Andronico, Nevio, Ennio.
  • Si rimane fedeli alla struttura del dramma greco (in cinque sezioni).
  • Accanto alla tragedia di derivazione greca compare la fabula praetexta (dramma nazionale che sostituisce i personaggi mitologici greci a eroi della storia di Roma).
  • Autori di fabule sono Nevio, Ennio, Pacuvio, Accio.
  • Lucio Anneo Seneca (4 a.C. – 65 d.C.) scrive Ercole furioso, Le troiane, Le fenicie, Medea, Edipo, Agamennone, Tieste, Ercole sull'Etna
    • Tutte le commedie hanno un corrispondente euripideo.
    • Concede assai al gusto del macabro e del truculento.
    • Molti sostengono che le tragedie di Seneca fossero destinate solo alla lettura.

L'atellana

  • Farsa di origine osca.
  • Autori sono Lucio Pomponio e Novio.

Il mimo

  • Inserito nei ludi romani come intermezzo.
  • Assurge a dignità letteraria grazie a Decimo Laberio e Publilio Sirio.

Il teatro europeo tra medioevo e età umanistica

Il luogo scenico

I luoghi dello spettacolo medievale

  • Fiera avversione della chiesa cristiana.
  • Dal VII secolo abbandono degli edifici teatrali e rimozione dell'idea di teatro.
  • La basilica cristiana ospita le prime forme di spettacolo all'interno della liturgia.
  • Dalla basilica (troppo piccola) ci si trasferisce sulla piazza del mercato.

Gli spazi scenici

  • Un numero limitato di luoghi drammatici erano sempre presenti sulla scena (inferno, paradiso, il tempio, la casa del santo, la montagna, il mare, la città).
  • Prima forma di messinscena è il Mistero tedesco di Villingen (pervenuta nel 1646).

Verso la scena dipinta e il teatro di corte

  • Grazie a diffusione della cultura umanistica le corti italiane ospitano le prime rappresentazioni in latino di testi plautini e terenziani.

Lo spettacolo

Forme di spettacolo nell'alto Medioevo

  • All'ostracismo della chiesa sopravvisse soltanto un numero esiguo di artisti definiti mimi.
  • Dall'XI secolo compaiono i giullari.
  • Un testo altomedievale sopravvissuto, nel IX secolo, è la Cena Cypriani (mimo conviviale).
  • Nella medesima ottica compare nel IX secolo il genere drammatico della fabulae funeraticiae.
  • Il Dialogo di Hathumoda è il più illustre esempio di rappresentazione funebre, composta da Agio nel 874 in occasione della badessa del monastero di Gandersheim.
  • A partire dal XII secolo, le feste dei folli (ludi theatrales di carattere derisorio) conoscono larga diffusione in tutta Europa e saranno all'origine della farsa e della sottie.
  • La cornomania, cerimonia di carattere parodistico, rimase in voga fino alla fine del XI secolo.

I modi dello spettacolo religioso e profano nei secoli X – XV

  • Quem quaeritis (Chi cercate?) breve testo in latino destinato al coro dei monaci (visita delle tre marie, senza pubblico) tra il IX e il X secolo.
  • Visitatio sepulchri (Visita al sepolcro), con pubblico, poco dopo.
  • Visitatio II si aggiungono gli apostoli Pietro e Giovanni, a metà del XI secolo.
  • Visitatio III viene introdotto Cristo, seconda metà del XIII secolo.
  • Molto importante è la Rappresentazione dell'Anticristo.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vanderwoodsen di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro e dello spettacolo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Bentoglio Alberto.
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