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Paolo Grassi

Paolo Grassi nasce a Milano il 30/10/1919 da Raimondo e Ines. Cresce in una tranquilla famiglia della media borghesia. Incoraggiato dalla madre e dal padre alla frequentazione teatrale sin da giovane procurandogli biglietti dello spettacolo.

Attività giornalistica

L’attività giornalistica è meno indagata rispetto alle altre esperienze giovanili. Tra il 1936 e il 1947 scrive centinaia di articoli per il quotidiano “Il Sole”, il GUF (gioventù universitaria fascista) Avanti e Cinetempo.

Nei suoi articoli non dimentica mai di abbinare allo spettacolo a cui assiste una riflessione critica su temi ampi come teatro, regia, scenografia, e i toni sono spesso accesi e polemici. Grassi nelle sue parole affronta varie problematiche e porta avanti più iniziative quali quella di un teatro internazionale. Le polemiche di Grassi vanno oltre i problemi politici del teatro ma riguardano anche modo di recitare, strutture architettoniche e sale teatrali. La sua adesione al GUF dà inoltre la possibilità a Grassi di entrare in contatto con personalità importanti quali Silvio D’Amico, Oreste Macrì e mantiene rapporti con Pasolini.

La seconda esperienza giovanile è quella dell’Avanti con l’incarico di critico teatrale dal '45 al '47, l’anno in cui comincia a lavorare per il Piccolo. Le recensioni di Grassi andavano oltre la critica, venivano lette anche da non socialisti e proponevano soluzioni pratiche per il teatro. Grassi parla di teatro del popolo, il compito del teatro era infatti quello di entrare in stretto contatto con la società di cui parla nell’articolo edito nel 1946 Teatro pubblico servizio riguardante la gestione teatrale e i comuni.

Il teatro nel fascismo ha avuto diversi problemi, tra i tanti quello di esser divenuto un teatro di audience allontanandosi dalle avanguardie europee, si batte per l’affermazione di un teatro d’arte, come il nascente teatro di regia. Al lavoro dell’Avanti Grassi accosta quello del Cinetempo, una rassegna settimanale, nata a Milano nel dopoguerra. Meldolesi affermerà che le critiche più pesanti di Grassi saranno scritte nel Cinetempo mentre sull’Avanti quelle più banali.

Tutto ciò oggi non sembra vero, le recensioni avevano lo stesso peso ma nel Cinetempo, Grassi si sentiva più libero. Dalle varie testimonianze possiamo notare le varie tirate d’orecchio ricevute dai tanti che consideravano le sue recensioni troppo severe o pungenti, quali quelle ricevute da Greppi per la recensione di La signora Rosa di Lopez. Greppi più volte accuserà Grassi di essere troppo ingiusto.

Editoria

Ampiamente conosciuta è l’attività di Grassi nell’editoria, condotta dal 1943 al 1947 in collaborazione con gli editori Rosa e Ballo. In questo periodo Grassi aveva già diretto una collana teatrale del GUF Teatro di Pattuglia.

  • Collana teatro 1946
  • Collana teatro moderno

Che hanno il compito di far conoscere il repertorio straniero prodotto dalle avanguardie, e al tempo stesso di costruire un teatro di prosa italiano. Il lavoro di Grassi è complesso, provvede alla scelta dei testi da pubblicare, individua curatori e traduttori, si occupa della promozione e gestione dei diritti d’autore. Locatelli ricorda che il lavoro di Grassi mira all’acquisizione dei diritti di rappresentazione sui testi pubblicati. Il clima della sua attività editoriale si può comprendere se si guarda alla lettera del 16 aprile 1944 che Grassi invia ai suoi editori riguardante la situazione difficile delle case editrici. Indispensabile era mantenere un rapporto privilegiato con il teatro in modo tale da dare più visibilità alla collana. Grande successo ha avuto la casa editrice “La Fiaccola” con la collezione “Teatro già Rosa e Ballo” sotto la direzione di Grassi. Nel 1946 si conclude la sua collaborazione con Rosa e Ballo.

Seconda esperienza editoriale è in collaborazione con il Poligono dirigendo la collezione Il teatro nel tempo in 7 volumi.

Palcoscenico

Nel 1940 avviene l’incontro con Tumiati, insegnante di recitazione dell’accademia dei Filodrammatici di Milano, che propone a Grassi di occuparsi dell’organizzazione di una compagnia che egli aveva creato con Ninchi. Grassi acconsente divenendo operatore culturale.

Il 1940 è l’anno della nascita del Palcoscenico con l’aiuto di Treccani, un gruppo teatrale sperimentale. I testi proposti sono atti unici, gli attori neo diplomati dell’accademia. Nel 1941 si conclude il ciclo del Palcoscenico con l’applaudita serata al Teatro dell’Arte dove andava in scena L’ultima stazione. L’adesione al Palcoscenico costa a Grassi l’espulsione dal GUF.

I 21 mesi di vita militare sono per Grassi un periodo di cessazione dal lavoro fino al 1946, quando si occuperà della campagna elettorale di Greppi. Nel '45 Grassi fonda il gruppo Diogene, dove si leggono e si commentano opere teatrali nuove italiane e straniere. In questo periodo Grassi trova il tempo per la formazione di 2 compagnie in Italia e all’estero e per firmare la regia del Giorno di Ottobre di Kaiser, dove la prima attrice Adani non vuole affidare la messinscena di Grassi. La questione si conclude con l’opera che va in scena con la firma di Grassi, la critica però non sarà favorevole e Grassi abbandonerà la regia. In una lettera rivolta a Costa, Grassi metterà a nudo le sue carenze in ambito registico.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vanderwoodsen di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Bentoglio Alberto.
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