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STORIA DEL DIRITTO MEDIEVALE (Manlio Bellomo)!

PARTE 1!

Capitolo 1 L’Italia fra oriente e occidente

. !

!

1.1 Migrazioni di popoli in un Europa scarsamente popolata!

Nel corso del IV e del V secolo instabili flussi demici portarono intere popolazioni nordiche a

vagare per l’ Europa ed a raggiungere le regioni settentrionali dell’Africa.!

I territori dell’impero romano d’Occidente ne risultano sconvolti. !

SI PREPARA LA FINE DELL’IMPERO.!

!

Le popolazioni nordiche e soprattutto quelle di origine germanica, non sono abituate a risiedere

stabilmente o per lungo tempo in una regione (possono essere definite infatti popolazioni nomadi),

sono scarsamente dedite all’agricoltura, all’artigianato e al commercio ma quando entrano in

contatto con le popolazioni romane iniziano a comprendere il valore di queste attività.!

Il loro primario interesse è rivolto alla pratica degli esercizi militari ed è nelle armi e nei bottini di

guerra che trovano gli strumenti e le prime fonti del quotidiano sostentamento, dell’onore e della

dignità.!

Il territorio in cui si muovono queste popolazioni dà loro la possibilità di sopravvivere con facilità.

L’Europa, infatti è scarsamente popolata, è abbondante di foreste dalle quali queste popolazioni

possono ricavare legna per il fuoco, frutta selvatica e miele per i loro approvvigionamenti. Vi sono

fertili terre quasi deserte sulle sponde di fiumi come Reno, Danubio e Rodano che vengono

occasionalmente coltivate per un ciclo agrario. !

I fiumi, oltre ad offrire terre facilmente coltivabili per la loro alta fertilità, sono un importante mezzo

di comunicazione e di protezione da eventuali attacchi nemici.!

I popoli migranti si riescono a spostare con estrema facilità in gruppi armati resi omogenei dalle

diverse unità familiari o parentali che i popoli stringono fra loro. !

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! 1

Nelle città i barbari si mischiano con i romani:!

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1. I piccoli e medi proprietari terrieri vedono sconvolte le loro pacifiche attività.!

2. I grandi proprietari terrieri, come la Chiesa, sono assoggettati ad una grande pressione politica.!

3. I burocrati esperti di un’amministrazione variegata e articolata gestiscono un autonomo potere,

che è quello degli uffici centrali e periferici che permangono nonostante la fine dell’Impero.!

4. La popolazione residente, del popolo medio, corre rischi mortali solo nei momenti di grande

crisi, ma vede nello sconvolgimento portato dai barbari un’occasione per sottrarsi alle gravi

pressioni fiscali del vecchio Impero e ora, in Italia, dell’incombente amministrazione bizantina.!

!

Le comunità della campagna sono le più esposte all’invasione barbarica. I crinali dei monti

diventano un buon rifugio e le popolazioni che si spostano in questi luoghi (Pirenei, Alpi e

Appennino) trovando le risorse e il loro sostentamento nell’allevamento del bestiame e nei frutti

della foresta stessa. !

Nel frattempo grandi e piccoli monasteri vanno disponendosi lungo le vie di comunicazione o nei

punti focali delle terre coltivate concorrendo essi stessi alla creazione di nuove vie di

comunicazione. !

!

La situazione in Europa non è uniforme. !

Benché esistano degli elementi comuni alle diverse realtà europee, è necessario sottolineare una

notevole differenza tra quella che è la situazione nella penisola italiana e quelle che sono le realtà

nei territori d’oltre Alpe o d’oltre Manica. !

!

Fuori dall’Italia permane la vecchia amministrazione periferica dell’ultimo impero romano.!

In Italia vi è, tra Roma e Ravenna, la grande amministrazione centrale dell’impero, vi sono dignitari

ed esperti magistrati, vi è la compresenza di due potenti vescovi, il pontefice di Roma e il vescovo

di Ravenna insieme a un saldo reticolo di sedi vescovili minori e di abbazie.!

!

1.2 I nuovi popoli, protagonisti di radicali sconvolgimenti!

!

I Sassoni lasciano le regioni centro-settentrionali dell’Europa, attraverso il corso medio-basso del

Reno, si congiungono agli Angli che si muovono dalle foci dell’Elba, varcano la Manica e giungono

in Britannia distruggendo le popolazioni locali. L’operazione è, ed appare come una delle più

sanguinose e devastatrici !

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[N B EPTARCHIA].!

ELLA RITANNIA MERIDIONALE SI COSTITUISCONO SETTE NUOVE PICCOLE MONARCHIE RACCOLTE NELLA COSIDDETTA

Mappa Eptarchia: !

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! 2

I Burgundi, dopo aver sperimentato nelle terre attorno al medio Reno forme di vita associata e

aver eletto nel 411 il loro primo leggendario capo, il nobile gallo Iovinus si muovono verso

occidente e costituiscono nella Gallia meridionale, tra l’alto Rodano e la Savoia, un regno

indipendente con caratteristiche simili a quello visigotico.!

!

I Visigoti hanno una storia più complessa. Originari delle regioni collocate intorno al medio corso

del Danubio (l’attuale Ungheria), sotto la pressione degli Unni, discendono in un primo momento

verso la penisola greca e risalendo poi per le terre orientali adriatiche attaccano e saccheggiano

Roma nel 410. Risalgono la penisola e si fermano nella Gallia meridionale. !

Intorno al 418 nel sud della Francia, costituiscono una prima base di governo che estendono poi

alla quasi totalità della penisola iberica (escluse le terre bagnate dall’Atlantico) e scelgono Toledo

come capitale.!

!

I Franchi del ramo salico formano, tra la fine del V e gli inizi del VI secolo, un vasto regno che si

estende al nord del regno dei Visigoti e dei Burgundi e ad occidente di quest’ultimo fino alla

Manica. !

Il regno dei Franchi, sotto la dinastia dei Merovingi, e ancor di più sotto quella dei Carolingi, si

pone come centro europeo alternativo e più potente rispetto a Bisanzio e rispetto al suo splendido

impero come baluardo più robusto contro il dilagare degli arabi.!

!

Gli Arabi, dopo aver travolto rovinosamente il regno dei Vandali, si affacciano minacciosamente

sull’Europa. Occupano e si stanziano nella penisola iberica, varcano i Pirenei ma si imbattono in

Carlo Martello che li ferma nella famosa battaglia di Poitiers nel 732. Occupano la Sicilia e la

governano fino al secolo XI. !

!

In questo teatro di avvenimenti si presenta l’occasione di poter spostare la capitale dell’impero

romano d’Occidente da Roma a Ravenna per diverse ragioni:!

!

—> Ravenna è una città più difendibile!

—> ed è posta sulla costa orientale della penisola e ciò permette un collegamento più facile e !

veloce !

Bisanzio e con la corte imperiale.!

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Mappa Europa del 476 d. C. (fine Impero romano d’occidente):!

! 3

1.3 L’Italia tra il secolo V e VI. La crisi mortale del potere imperiale. Il ‘regnum’ di Odoacre e di!

Teodorico.!

!

Nel 476 a Ravenna il magister militum Odoacre depone l’imperatore romano d’Occidente Romolo

Augustolo e invia all’imperatore d’Oriente Zenone le insegne imperiali secondo le regole

costituzionali.!

Odoacre chiede di essere considerato magistrato supremo per l’Italia, come delegato

dell’imperatore d’Oriente. L’imperatore rifiuta ad Odoacre, per oltre un decennio, il riconoscimento

di magistrato.!

! L R A

• A DEPOSIZIONE DI OMOLO UGUSTOLO PUÒ ESSERE CONSIDERATA NON COME UN FATTO

, ’

TRAUMATICO NON COME LA FINE DI UN EPOCA MA COME UN EPISODIO GRAVE MA DALLE CONSEGUENZE

. !

NON IRREPARABILI

!

Odoacre riunisce l’esercito dei barbari in una grande assemblea e si fa proclamare ‘re’ del suo

popolo: assume così una dignità e una funzione che sono piene e senza limiti nei confronti dei

barbari che esprimono e rappresentano un potere militare quello di guidare l’esercito e di riportarlo

alla battaglia per la vittoria.!

!

Gli uomini in armi e le loro famiglie e parentele si isolano e amano distinguersi dai romani e

restano in genere accampati al margine delle città, mentre soltanto i dignitari più vicini ad Odoacre

vanno accostandosi alle esperienze del potere civile e degli affari civili. !

ma è sopratutto il favore dei vecchi ceti dominanti romani a sostenere il successo del tentativo di

Odoacre e ancor di più il ‘regno’ del suo nemico e successore Teodorico il Grande, re dal 493 al

526.!

Teodorico esalta e sfrutta abilmente le possibilità politiche implicite nell’azione di governo di

Odoacre: segue le orme dell’avversario quando reca e trova l’appoggio dei ceti cittadini del vecchio

impero disfatto.!

Teodorico dà al popolo e ai ceti produttivi e mercantili un periodo di pace interna e la speranza di

una giustizia applicata in tempi brevi e in modo imparziale. !

!

Teodorico:!

!

1. Ottiene l’appoggio del Senato, ancora in funzione a Roma, e delle famiglie senatorie che da un

lato confluiscono con i loro rappresentanti nel Senato, dall’altro condizionano l’elezione dei

pontefici romani. !

2. Ottiene l’appoggio dei grandi patriziati cittadini e in particolare i quello di Ravenna. !

3. Lega alla sua ‘corona’ i poteri laici ed ecclesiastici esistenti e radicati nelle società locali.!

4. Si procura il consenso dei ceti colti dell’impero: ricompensa gli intellettuali con libertà perché ne

riconosce il ruolo determinante per la teorizzazione del suo potere e per la conservazione della

memoria del suo regno. !

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Curiosità !

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Cassiodoro —> uomo dotato di cultura raffinata e incline a tessere le lodi

!

del sovrano!

Boezio —> grande conoscitore della filosofia romana condannato a

morte per il sospetto di una trama segreta e di un tradimento a favore

dell’imperatore d’Oriente.

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! 4

1.4 Istituzioni e leggi del regno gotico!

!

Mentre a Roma il senato continua a svolgere la sua attività, a Ravenna si concentrano i poteri

supremi dello stato:!

!

1. Vi è un’efficiente cancelleria retta dal ‘questore del Sacro Palazzo’ (quaestor sacri palatii).

Questi cura i collegamenti fra le magistrature del regno, tiene la corrispondenza, redige e fa

redigere gli ‘editti’ del re, ed ha alle sue dipendenze un ‘ufficio’ esecutivo che registra e

conserva i documenti riguardanti gli affari del regno. !

2. Vi è un ‘conte delle sacre elargizioni’ che ha compiti nel campo delle finanze dello stato (piani

finanziari e tributari, competenze di cassa).!

3. Vi è un ‘conte delle private elargizioni’ che ha compiti nel campo del demanio e del patrimonio

privato dello stato (amministrazione, riscossione dei fitti, spese per la conservazione e la

gestione dei beni patrimoniali).!

!

A livello provinciale vi sono le antiche magistrature romane: un prefetto al pretorio a Ravenna per

la regione orientale del regno, per l’intera penisola escluso la Sicilia; un prefetto al pretorio di Arles

(per il tempo in cui la Provenza fa parte del regno gotico d’Italia), con giurisdizione sulle regioni

occidentali. !

!

Alla morte di Teodorico il regno entra in crisi per cause interne e per circostanze esterne:!

!

1. le incertezze sulla politica di Totila (541-552) levano al sovrano il favore dei patriziati e degli

stessi ambienti ecclesiastici!

2. l’irrigidimento della politica del vescovo di Ravenna nei confronti del pontefice romano incrina

uno dei motivi alla base della concordia interna.!

!

Totila quindi cerca il consenso dei rustici e dei residenti delle campagne liberandone consistenti

masse dalla schiavitù, consentendone liberi spostamenti, tentando di inserirne una parte

nell’esercito. Ciò però fu fatto invano.!

!

Teodorico tentò di dare una struttura al regno gotico e ciò è collegato anche ad una produzione

legislativa che risulta a noi per lo più ignota.!

Per quanto riguarda gli anni dalla deposizione di Romolo Augustolo (476) e la fine della guerra

greco-gotica (553) disponiamo di pochi elementi certi: !

! sono testimoniate quasi esclusivamente dalle ‘Variae' di Cassiodoro soprattutto per il periodo in

• cui questi fu quaestor sacri palatii in quanto aveva modo e obbligo di registrare e conservare le

disposizioni edittali di Teodorico e del suo successore Atalarico.!

!

Di Teodorico, Cassiodoro riporta numerosi editti su materie isolate; di Atalarico riproduce l’intero

corpo di una breve e pretenziosa legge (12 capitoli) che Cassidoro, per elogiare il suo re, paragona

alle XII tavole del diritto romano arcaico.!

!

Per quanto riguarda il più famoso degli editti ricordiamo:!

!

Edictum Theodorici regis Italiae che è un editto su cui la critica ha per molto tempo lavorato

giungendo alla conclusione che probabilmente la paternità dell’editto non è da attribuire a

Teodorico in quanto vi sono opinioni diverse circa la data del documento stesso a causa

dell’incertezza che verte attorno a questo stesso editto.!

!

—> l’Edictum ha delle fonti accertate come il Codex teodosiano (438), le Sententiae di Paolo, !

l’Epistome Gai. !

! 5

E’ indirizzato a romani e a barbari; E’ composto da un giurista che ha la cultura tipica del secolo V,

e poiché non è riprodotto nelle Variae di Cassiodoro né è ricordato da Giustiniano nella sua

Pragmatica Sanctio nel punto in cui l’imperatore, estendendo all’Italia nel 554 la sua compilazione

legislativa, abroga espressamente gli editti di Atalarico, Amalasunta e Teodato, deve essere

attribuito ad un privato, a un magistrato a meno che la sua promulgazione ufficiale non sia

avvenuta fuori dall’Italia per opera di un re burgundo, o visigoto, o provenzale.!

!

In ogni caso non è un re ad averlo concepito bensì è più ragionevole pensare che lo abbia

concepito un magistrato. I contenuti dell’Edictum documentano nell’autore una decisa linea politica

intesa a difendere le condizioni dei potenti ceti agrari e delle magistrature integrati con essi. Sono

presenti infatti divieti al fisco di colpire i contribuenti con imposizioni tributarie arbitrarie diverse da

quelle previste dalle leggi; il divieto di privilegi che possano sacrificare a vantaggio del potere

politico le ragioni dei privati e il connesso principio che debba valere una ‘legge comune’ per chi ha

potere e per i privati, SENZA DISCRIMINAZIONI. !

!

La stessa destinazione dell’Edictum a romani e a barbari acquista un significato molto importante:

l’equiparazione tra le due realtà sociali vuole impedire un’emarginazione o una eventuale perdita di

potere politico e sociale per chi si trova a dover difendere le proprie posizioni tradizionalmente

dominanti. Difenderle nel nome di Roma, nei confronti di un ‘re’ (Odoacre o Teodorico) che è

interessato ad essere rispettoso della struttura imperiale romana.!

!

1.5 Il diritto dei nuovi regni occidentali: dall’attività dei privati alle ‘codificazioni’ regie !

!

Anche fuori dalla penisola italiana si sperimentano processi normativi che rivelano un continuo

intrecciarsi tra l’opera di privati che compilano antologie (epitomi) e l’opera di sovrani che rivestono

con l’autorità della corona alcuni di tali antologie. !

Ancora prima della fine dell’impero romano d’Occidente si era andata perdendo l’originaria

distinzione, propria del mondo romano, tra dottrina (iura) e legislazione (leges), soprattutto per le

idee e gli sviluppi impliciti nella cosiddetta ‘legge delle citazioni’ che contribuiva a ridurre la

ricchissima eredità della giurisprudenza romana dell’età classica a cinque esclusive auctoritates: a

Papiniano, Paolo, Ulpiano, Gaio e Modestino.!

!

Nel 438 vi era stato il tentativo di Teodosio e Valentiniano di ridurre ad unità le diverse situazioni

legali e ciò aveva preso vita nella promulgazione di quell’imponente compilazione legislativa

comunemente nota come ‘Codice di Teodosio’.!

Del testo originario di questo codice circolano in Europa pochi documenti e la maggior parte del

testo è a noi conoscibile, non perché ci è pervenuto il testo originale ma, grazie ad alcune

legislazioni volute da diversi re barbari, in particolare da Alarico II, re dei Visigoti, per le terre della

penisola iberica.!

Nemmeno le scuole del diritto della parte occidentale dell’impero aiutano in questo senso. Queste

scuole giuridiche sono in piena crisi, attente a tramandare regole acquisite da tempo senza

intenderne a pieno i significati e anzi, talvolta, modificandole per ignoranza o per opportunità. !

!

Le antologie (epitomi) del diritto romano, che iniziano a diffondersi nelle diverse regioni dell’impero

romano d’Occidente, presentano per tutto il periodo del tardo impero una natura ambigua. Sono

opere di iurisperiti, opere anonime, scarsamente innovative e significative solo per gli scritti della

giurisprudenza romana. !

!

Talvolta, però, vengono utilizzate come strumenti di governo sociale e alcune di queste opere

vengono incorporate in alcune delle legislazioni ufficiali che i re barbari danno ai loro regna.

L’esempio più importante riguarda la Lex Romana Visigothorum, promulgata nel 506 da Alarico II,

re dei Visigoti, e chiamata anche Breviarum alarici, o Breviarium alaricianum.!

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! 6

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Vi sono anche la Lex Romana Burgundionum (promulgata forse nel 516 dal re Gundobado per il

regno dei Burgundi) e la Lex Romana Raethica-curiensis.!

!

1.6 La cultura giuridica dell’Occidente: scuole, opere, motivi!

!

Per tutto il V secolo ed anche per il secolo successivo, in tutta l’Europa occidentale sono attivi

pochi centri di formazione scolastica e

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Scienze giuridiche IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher CamillaFiorini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto medievale e moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Braccia Roberta.
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