Autocertificazione e periodizzazione storica
Tardo antico: dal IV-V secolo d.C fino al 476
Alto medioevo: 476 - X secolo
Basso medioevo: XI secolo - 1492
Età moderna: 1492 - 1789
Età contemporanea: dal 1789
Le incursioni germaniche nell'Impero romano d'Occidente
I Germani entrarono nell’Impero romano d’occidente, popoli che spingono l’imperatore a spostare la capitale da Roma a Ravenna che era più strategicamente difendibile e di fronte a Bisanzio e attraverso i collegamenti via mare le due capitali potevano essere facilmente collegate. Con questa prima incursione inizia l’età delle incursioni germaniche. I Germani si stanziano in occidente e tra il V e il VI secolo fondano degli imperi come:
- Il regno dei Visigoti (prima in Francia poi in Spagna)
- Il regno dei Burgundi (tra Ginevra e Lione)
- Il regno dei Franchi (che comprendeva i Paesi Bassi, la Francia settentrionale e la Germania centro orientale)
- Il regno degli Ostrogoti (che comprendeva tutta l’Italia, Istria, Croazia, Slovenia)
Popolazioni che hanno avuto una grande influenza per il diritto come ha avuto il diritto romano giustinianeo. Questi popoli avevano già avuto dei contatti con i romani perché erano milites federati, ovvero soldati alleati, stranieri che combattevano per i romani, stipendiati dall’Impero romano.
I processi di stanziamento
Avvengono secondo il regime dell’hospitalitas che consisteva nella requisizione di una parte delle terre dei romani per poi assegnarle agli invasori, requisizioni che in alcuni casi sono più massicce che in altri.
- I Visigoti e i Burgundi si presero i ⅔ e lasciarono ai Romani ⅓
- Gli Ostrogoti prendono ⅓ e lasciano ai Romani i ⅔
Comunque sono popoli che convivono pacificamente in uno stesso territorio, chi comanda diventa re della propria popolazione e patrizio romano.
La società dei Germani
I popoli germani delle origini sono popoli nomadi, fondano un regno che poi spostano, sono stipendiati dai romani. La società dei Germani si caratterizza per alcuni aspetti:
- Nei confronti dell’esterno manifestano una forte propensione militare e alla conquista, quindi una società i guerrieri
- All’interno sono società salde e compatte perché si caratterizzano per forti e saldi vincoli familiari, si parla di clan familiari che determinano la compattezza delle società germaniche
Inoltre tutti questi popoli inizialmente sono sprovvisti di una cultura scritta e quindi anche di un diritto scritto e quindi hanno un diritto consuetudinario. Questi popoli nomadi avevano un proprio patrimonio culturale orale che rimane a lungo come l’unica fonte conosciuta da queste popolazioni.
Il diritto germanico
Nel vagare i Germani portavano le loro tradizioni e il diritto era inizialmente legato all’etnia e non al territorio in cui vivono ma dall’essere per esempio Visigoto e si parla di principio della personalità del diritto. Con le prime legislazioni scritte dei primi imperi romano-barbarici si parla di una territorialità del diritto ovvero il diritto vale sul territorio del regno. Nei regni i popoli vivono insieme ai Romani che hanno un diritto scritto, e così questi popoli mettono per iscritto quell’insieme di usi e norme che regolava la vita di questi popoli da sempre; passaggio fondamentale di queste popolazioni poiché superano consuetudini e l’oralità, diventando un diritto più organico.
Questo va a incidere anche con le altre culture e soprattutto la cultura di matrice latina che si contrappone e si può preferire a quello romano e inoltre ciò va a incidere anche sul re che diventa il garante dell’osservanza di quelle leggi e non solo un capo militare ma un re che assume sempre più poteri.
Le prime legislazioni scritte
Le prime legislazioni scritte includono:
- Il codice di Eurico 475-476 per i Visigoti, prima raccolta di consuetudini
- 501-515 la legge dei Burgundi, raccoglie le loro consuetudini
- 511 Patti delle leggi dei sali, dei Franchi
- 643 l’Editto di Rotari per i Longobardi
Il regno dei Visigoti (413-711)
Alarico I è il capo dei Visigoti, era un generale federato e quindi aveva già avuto rapporti con l’impero romano e con l’Imperatore che era Onorio. Rapporti che non erano sempre pacifici ma difficili e non sempre chiari. E presso Ravenna i due si incontrano per un colloquio definitivo di pace ma l’Imperatore aveva disposto un tranello. Onorio propone ad Alarico di lasciare l’Italia e andare in Spagna dove c’erano i Vandali e sconfiggerli. Alarico accetta e con le sue truppe va in Spagna. Sotto le Alpi Alarico viene attaccato da un milites federato dei romani che è il gotto Saro mandato dall’Imperatore romano. Alarico ebbe le sue perdite ma si salvò e non prese bene questo tranello e così raggruppò i suoi soldati e torna in Italia e scende fino a Roma che saccheggerà per 3 giorni. I Visigoti si impossessano di tutto e distruggono il resto, evento chiamato il “sacco di Roma” del 410. Alarico poi continua verso il sud di Italia ma in Calabria perderà la vita.
Dopo Alarico c’è il cognato Adaulfo che fonderà il regno visigoto nella Francia meridionale fino ai Pirenei e la capitale era Tolosa. Adaulfo sposa Galla Placidia che era la sorella dell’Imperatore Onorio che era stata rapita nel saccheggio di Roma. Adulfo entra in contatto con la romanità e mostra grande attenzione per l’istituzione dell’impero romano e inoltre l’impero visigoto di Adaulfo si colloca all’interno dell’impero romano d’occidente che lo riconosce. Dopo Adaulfo c’è Wallia con lui il regno dei visigoti si sposta in Spagna, rinnova il patto di Alarico con l’Imperatore di conquistare i territori dei Vandali. Sconfigge i Vandali che avevano il proprio regno nella penisola Iberica e sposta la capitale da Tolosa a Toledo e i confini si espandono a sud ma si ritraggono a nord. Nel giro di pochi anni i Visigoti conquistano larga parte dei territori dell’Impero. I re Visigoti vengono chiamati Flavius per evocare i rapporti con l’Imperatore romano. I Visogoti sono tra i primi a stanziarsi in un regno stabile e a mettere per iscritto le consuetudini e si verifica un dualismo normativo dato dalla legge romana dei visigoti del 506, che è una raccolta normativa voluta da Alarico II e dalla legge dei Visigoti il cui primo nucleo era il codice di Eurico. Due che erano vigenti contemporaneamente.
La raccolta emanata da Alaico II era una raccolta delle fonti normative vigenti e quindi leges e iura. Le leges sono le costituzioni degli Imperatori, tratte anche dal codice teodosiano e novelle di Teodosio II. Gli iura sono frammenti dei giuristi classici. Si pensa che i visigoti abbiano richiesto l’aiuto agli ecclesiastici per redigere questa raccolta di consuetudini. La lex romana visigotorum si segnala per la numerosità dei passi e la novità e il carattere precettivo che deriva dal fatto che a volerla e a emanarla è un re, Alarico II. I Visigoti si danno una raccolta di diritto romano teodosiano. La legge dei Visigoti è il re Eurico che prende questa iniziativa, che passa dall’oralità alla legislazione scritta. Grazie anche ai re Leovigildo e Chindasvindo che lo integrarono e re Recesvindo ne darà forma definitiva.
Il diritto Germanico: con Savigny si parla di principio della personalità del diritto. La Lex romana visigotorum si applica ai Romani e l’altra ai Visgoti ma non è così perché nella prima non c’è scritto che debba essere applicata solo ai romani e quindi teoria che viene respinta.
Teorie giuridiche
- Con Gallo d’Ors si parla di differente destinazione: Lui giustificava la presenza di entrambe trovandone la spiegazione nella diversa destinazione, la seconda sarebbe stata utilizzata per formare i giuristi.
- Con Cortese si ha la teoria prevalente, del diritto universale - diritto particolare: individuò un diverso indirizzo politico, la lex visigotorum serviva per regolare i rapporti tra Romani e Visigoti e l’altra aveva l’idea di collocare l’idea dei Visigoti all’interno dell’impero. Il diritto universale era la lex romana visigotorum e l’altra il diritto particolare.
Regno dei Burgundi
Si trovava tra Ginevra che era la capitale e Lione e nel 443 il regno è sotto il re Gundioco che era un milites federato dell’Impero romano e lo stanziamento avviene con il consenso dei Romani. I primi capi di queste popolazioni erano milites che diventano patrizi romani, l’Imperatore romano riconosce il re dei burgundi e il re che continua a professare la fedeltà all’Imperatore.
Anche nel regno dei burgundi tra la fine del V e inizio del IV abbiamo una doppia legislazione e le leggi appaiono più rozze, più corte rispetto a quelle dei Visigoti. Entrambe le legislazioni vengono emanate da re Gundobado e sono la lex romana burgundionum e lex burgundionum. La prima raccoglie le stesse fonti della lex romana visigotorum che raccoglieva le leges tratte dal codice teodosiano e gli iura e i passi della giurisprudenza classica tratte dalla sentenze di Paolo, e dai codici Ermogeniano e Gregoriano.
Però non sono lo stesso numero di fonti dei Visigoti, nei Burgundi le fonti romane sono accorciate, e spiegate. La lex romana burgundionum vale come legge universale che serve per far rientrare il regno all’interno dell’impero e colmare lacune della lex burgundionum che è il diritto particolare da applicarsi con preferenza.
Regno dei Franchi
Fondato da re Clodoveo, capostipite della dinastia del Merovingi e dinastia che sopravviverà anche nei secoli successivi. Si fonda nel 481, si trova in Francia settentrionale, Belgio, Paesi Bassi e Germania centro-orientale.
Con Clodoveo si ha la conversione al cristianesimo e il patto di legge salica. La conversione dal paganesimo al cristianesimo si ha nel 496, Clodoveo si converte per onorare una promessa fatta prima di partire in battaglia contro il popolo allemanno e Clodoveo vince e si converte e con lui anche tutta la popolazione e questo porta a una situazione di privilegio del regno dei franchi nei confronti della chiesa rispetto a tutti gli altri popoli germanici. La conversione, che serve anche a risaldare i rapporti con i romani, vuol dire anche conservare la cultura latina.
Il patto di legge salica è la messa per iscritto delle consuetudini dei franchi, in questo caso non c’è un dualismo normativo e con il pactus si ha il principio della personale legge.
Caratteristiche del patto di legge salica
- Lex: si indica una norma di matrice consuetudinaria e non la norma di un sovrano legislatore
- Pactus: indica che la messa per iscritto delle consuetudini del popolo franco e la traduzione in lingua latina, e vuol dire che l’assemblea popolare accorda la messa per iscritto e la traduzione quindi un patto tra il re e l’assemblea popolare.
Ritroviamo istituti tipici delle consuetudini germaniche nel diritto di famiglia e nel diritto penale. Nel diritto di famiglia viene disciplinato il matrimonio che non era altro che una compravendita, il padre riceveva una somma dal futuro sposo e ⅓ della somma veniva dato alla figlia come dote. L’adulterio era punito in maniera differente tra marito o moglie e quello della moglie era punito con il divorzio e l’allontanamento dalla comunità e invece quello del marito era tollerato.
La faida, cioè la vendetta personale, in questa raccolta si vuole evitare e lo strumento individuato per impedire le faide, soprattutto per i delitti considerati più gravi, viene previsto un articolato sistema di soluzioni pecuniarie: l’offeso deve vedersi ricevere una somma di denaro da colui che l’ha offeso, è una soluzione che evita un altro reato.
Tra i reati più gravi c’era anche il furto di bestiame. Quando colui che aveva offeso non pagava allora il colpevole veniva consegnato all’offeso o ai suoi familiari per esercitare un tipo di giustizia del tutto privata. Dopo la morte di Clodoveo nel 511, i suoi 4 figli divisero il regno e solo dopo la sconfitta dei Longobardi ebbero fortuna.
Regno degli Ostrogoti
La penisola italiana non sfugge ai Germani, il primo a calarsi in Italia è Odoacre che è un nerulo, ovvero proveniva dall’estremo nord, Odoacre è un comandante degli eserciti romani, è un milites federato, ed è molto potente. Odoacre nel 476 depone Romolo Augustolo Imperatore dell’Impero romano d’occidente e segna la caduta di esso. Odoacre invia le insegne imperiali all’Imperatore d’oriente, Zenone, che è un atto di prudenza, e chiede all’altro Imperatore di essere il capo supremo e di essere suo delegato ma l’Imperatore rifiuta.
Zenone non nomina nemmeno un imperatore e lascia il padre di Romolo Augustolo a regnare e regnerà per 4 con il consenso dell’Imperatore d’oriente ma ormai l’Impero è un fantasma e con la morte di Giulio Nepote l’Impero scompare definitivamente però intanto Odoacre si era fatto già proclamare re di Italia dall’assemblea del popolo. Ma Odoacre sarà re solo del suo popolo perché gli mancherà sempre il riconoscimento da parte dell’Imperatore e non ricevette nemmeno il titolo di patrizio romano. Odoacre comunque governa nel rispetto di Roma, nella pienezza ma il gesto di aver deposto l’Imperatore non gli viene perdonato. Quindi è un regno che non sarà mai riconosciuto.
Dopo di che Zenone invia un altro federato militare che è Teodorico, che era il re degli Ostrogoti, una popolazione originaria della Pannonia che si trovava tra Ungheria e Austria, egli era alleato con Bisanzio e nominato console e molto legato all’Impero d’oriente. Teodorico viene inviato in Italia che riesce a scacciare Odoacre uccidendolo a tradimento dopo 5 anni di lotte e quindi conquista Ravenna e dopo si ha il dominio degli Ostrogoti.
Il dominio degli Ostrogoti significa una vera e propria soggezione e anche 50 anni di stabilità. Teodorico non conquista l’Italia per sé stesso ma come delegato dell’Impero d’oriente e in qualsiasi momento poteva riprendersela. I re di Italia Ostrogoti non si danno leggi perché era prerogativa dell’Imperatore e emanarono degli editti.
Teodorico è sostenuto anche dai ceti cittadini del vecchio impero romano d’occidente come il senato di Roma e famiglie senatorie che contribuivano, condizionavano anche l’elezione del pontefice di Roma e appoggiato dalle nobiltà di Ravenna e anche dal ceto intellettuale, appoggio che serviva per giustificare il suo potere e vuole che sia conservata memoria del suo regno ricompensandoli per avere il loro appoggio.
E anche tutto il governo di Teodorico è legato anche all’integrazione tra l’aristocrazia militare barbara e patriziati cittadini. L’amministrazione civile rimane ai Romani e quella militare agli Ostrogoti, cercando l’integrazione della popolazione, questo dualismo lo ritroviamo anche nell’amministrazione della giustizia, la scelta di Teodorico è quella di mantenere il dualismo, e viene istituito il Comes Gotorum che è il conte dei goti, un magistrato che conosce le tradizioni militari e competente in tutte le cause che riguardano la popolazione ostrogota e giudica secondo gli editti ostrogoti.
Nei casi in cui c’erano due parti diverse, dopo anni il Comes viene affiancato da un prudente romano che lo aiuta in cause miste per l’applicazione del diritto romano teodosiano. Verso la fine del regno di Teodorico, egli emana l’Editto di Teodorico che contiene leges romanas, l’ipotesi che sia stato proprio Teodorico ad emanarla è superata, quindi ne deriva una collocazione difficile dell’editto di Teodorico. Gli editti sono provvedimenti particolari che assicurano la corretta applicazione del diritto, nel diritto romani si faceva riferimento agli editti emanati dai magistrati provinciali che servivano a emanare nelle province le leggi imperiali quindi davano vigenza alla legge imperiale.
L’editto di Teodorico non viene nemmeno nominato dai re successivi, si preferisce la tesi sostenuta da Giulio Vismara che suggerisce che sarebbe l’editto di Teodorico II, re dei Visigoti, il fratello di Eurico.
Editto di Teodorico
- Fonti (156 capitoli):
- Leges: costituzioni imperiali
- Iura: raccolte di giurisprudenza volgarizzate
- Contenuti:
- Diritto penale (con sanzioni)
- Diritto privato
In Italia comunque vigeva il dualismo normativo:
- Editti (diritto particolare)
- Diritto romano teodosiano (diritto universale)
Comunque è conservato il diritto di etnia! Alla morte di Teodorico viene meno una leadership molto forte e si apre un periodo di crisi e poi Giustiniano, imperatore dell’Impero romano d’oriente decide di riunificare l’Impero e avvia una guerra contro i Goti che secondo lui si doveva chiudere in tempi rapidi ma durerà 18 lunghi anni e dopo nel 553 si avrà la fine del regno di Italia e inizierà a farà parte di un unico Impero romano.
La composizione giustinianea e la sua recessione in Italia
Giustiniano nasce nel 482, di umili origini, in una località dell’Ilaria dell’impero romano d’oriente in cui si parlava latino (attuale Macedonia). Giovane si trasferisce nella capitale dell’impero romano d’oriente e viene associato al trono di imperatore d’Oriente dello zio Giustino (fratello della madre).
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