Estratto del documento

Laurence Olivier

Introduzione

Olivier nei film:

  • Shakespeare: film adattati delle opere di Shakespeare è un ammaliatore che chiede all'ospettatore di entrare in un clima di finzione. Attraverso Olivier si scopre che esiste una condizione specifica dello spettatore shakespeariano: essere interpellati come complici primari di una simulazione che gioca sul falso.
  • Hollywood: ci si rapporta ad Olivier come “star del cinema”.
  • Fine carriera: chiave minore → caratterizza gran parte del lavoro filmico dell'attore, considerato anche l'alto numero delle parti secondarie.

Olivier fa confluire paradigmi distanti come quello inglese e americano negli anni '40 e '50, è capace di evolvere al contatto con le nuove ondate culturali degli anni '60, e sfrutta la memoria del proprio divismo in meccanismi autoriflessivi negli ultimi decenni della sua carriera. Olivier, che è principalmente attore teatrale, partecipa a più di 80 produzioni cinematografiche e televisive e riceve molti premi.

Sfida è la distinzione tra star e carattere

Interpretazione ruoli minori: il suo impersonare si contamina con le aspettative, i meccanismi di identificazione, del divo.

Parti da divo: dimensione da star esclusivamente per i ruoli shakespeariani, perché confezionati da lui stesso sulla propria persona teatrale e animati da una concettualizzazione che prescinde il cinema.

Olivier ha una straordinaria longevità attoriale. Non vi è una vera separazione tra divo e attore; la sua concezione di divo equivale a un dispiegamento di risorse inventive → fa passare in secondo piano la personalità rispetto a competenza, bravura e talento. Nell'immaginario degli anni '40-'80, Olivier rappresenta la riattualizzazione di Shakespeare sullo schermo; le sue interpretazioni televisive hanno lasciato una traccia duratura nell'immaginazione collettiva. Ha un forte debito nei confronti di Shakespeare per la sua concezione attoriale.

Divismo. Nuovi modelli e lezioni dal passato

Marche culturali

Olivier nasce a Dorking il 22 maggio 1907. Elementi rilevanti per la sua identità: padre che apparteneva a una stirpe di uomini religiosi e la matrice anglicana che ha profondi legami con il teatro. Nella sua vita è influenzato da due modelli:

  • L'800 inglese: l'idea di chivalry, il principio di cavalleria, che offre un modello di comportamento e un senso di responsabilità che prescinde dalla distinzione di classe → cavalleria di matrice ottocentesca ha alla base dedizione e senso del bene comune.
  • Il '600 francese: élite con l'amore per la moda, gli stili, la letteratura francese. Questo, pensava Olivier, era il terreno più fertile per far nascere l'ambizione.

Le interpretazioni classiche di personaggi solitari sono influenzate dal senso nostalgico del passato e dall'etica calvinista; condannati alla coscienza della propria separatezza: per rango, per il peso della responsabilità, per passioni. I suoi personaggi sono però legati in modo indissolubile con il pubblico; l'interpretazione rompe le distanze storiche e culturali tra personaggio e pubblico. Con i suoi personaggi trasfigura il reale, al limite della deformazione, anche quando il gesto è sovraccarico. La performance non è artificiosa e lo spettatore crede all'attore nonostante l'artificio sia evidente.

Esordi

Frequenta la scuola di All Saints Church di Londra e poi quella di St. Edward a Oxford, dove si distingue per interpretazioni drammatiche in ruoli maschili e femminili. A Londra poi frequenta la Central School of Speech Training and Dramatic Art di Elsie Forgerty, dove ha origine un blocco della percezione di sé a causa dell'insoddisfazione per il proprio naso.

Anni '20: periodo della sua prima attività teatrale e di ammirazione di Colman (attore muto a cui Olivier assomiglia molto). Egli diviene un modello da imitare per i ruoli moderni, un esempio di equilibrio, buon senso ed eleganza. Primo ruolo con la RKO in La sfinge dell'amore, e per gli anni '30 interpreta ruoli romantici che non sempre lo soddisfano (tranne Passaggio a Nord Ovest). L'esordio al cinema è quasi contemporaneo in Inghilterra e in USA, appare in pellicole inglesi distribuite negli USA.

Nel 1935 firma un contratto a lungo termine con Korda (dopo solo nel 1955) e collabora con Gielgud. A Londra interpreta ruoli shakespeariani contemporaneamente al cinema (Come vi piace: primo film shakespeariano) e a teatro. Per gli anni '30 è convinto che la sua strada sia unicamente quella teatrale e raggiunge una certa fama a Broadway.

Il divo e l'attore

Anni '10 Inghilterra: esiste una forma blanda di star system, si forma una galleria di tipi cinematografici derivati da modelli hollywoodiani. Tra essi vi sono modelli specificamente britannici:

  • Attore-cavaliere: nobiltà e levatura culturale, raffinatezza, incorporando nella performance una tradizione alta e ponendosi come esempio d'integrità personale fuori dallo schermo.
  • Clown: viene dal music-hall, l'action-hero che combatte per la regina, o il re, e per la patria.
  • Aristocratico: sia maschile che femminile.

Questi modelli influenzeranno Olivier, emergendo nelle sue interpretazioni. Olivier attira un pubblico allargato ma anche sofisticato, per il modo in cui sa misurare il pathos e talvolta aggiungervi il senso dell'umorismo. Negli anni '30 tutti gli attori britannici oscillano tra teatro e cinema; solo negli anni '40 il modello attore-impresario di tradizione teatrale si evolve in direzione cinematografica e Olivier realizza il suo primo film shakespeariano come attore e regista.

Quando Olivier comincia a lavorare a Hollywood, sa che possiede qualcosa di fortemente richiesto: la voce con l'accento britannico. Si considera un attore shakespeariano ed è sicuro di potersi superare qualunque altro interprete sul piano del dialogo. Olivier matura una propria concezione dell'uso della voce, improntata a un principio realistico e concreto, anziché poetico e lirico (attinge ai modelli dello star system). Modello fondamentale per Olivier è Barrymore di cui ammira la seduzione estrema e lo spettacolo che non occulta il proprio artificio ma ne fa motivo di attrazione (influenzato dalla sua interpretazione di Mercuzio di Romeo and Juliet del 1934).

Il concetto principale di Olivier è pronunciare i versi come nel discorso naturale. Non conosce l'esperienza del muto ma ne adatta un principio fondante: il sopravanzare di un corpo fotogenico secondo i parametri della ritrattistica, dove a una certa iconografia del volto corrisponde una comprensione del carattere, oltre che dello status sociale. Per Olivier la fotogenia è collegata a un "corpo moderno" caratterizzato da un principio cinestesico di fluidità, reso affascinante dal suo essere estremamente mobile. Olivier somiglia a Colman ed essi trasformano in un'icona l'idea di "gentlemanliness" britannica in cui un insieme di qualità morali si traduce in codice corporeo, in movimenti.

Soglie: "La voce della tempesta"

Olivier vive un passaggio dalla preoccupazione per la propria immagine (di tradizione pittorica e fotografica) alla creazione di una personalità che soddisfi le richieste (hollywoodiane) di sopprimere la distanza ontologica tra personaggio e attore. Per questo motivo egli vive con difficoltà il proprio trasferire al cinema l'arte della parola (legata per lui alla modulazione della potenza vocale e diretta a una folla, ovvero con forte valenze collettive).

Fa un'esperienza formativa lavorando sotto la direzione di Wyler in La voce della tempesta. Inizialmente è irritato dalle richieste difficili del regista ma grazie a lui sviluppa un lato inesplorato dell'attorialità moderna. La recitazione esteriore viene spazzata via dalla Hollywood classica a favore di una recitazione più intima e interiore, i cui cardini sono:

  • Assorbimento della performance nella finzione
  • Identificazione del pubblico con istanze fittizie → l'attore è interiorizzato psicologicamente dallo spettatore (come in un romanzo).

Cinema inglese e carattere nazionale

Il cinema britannico in cui Olivier è coinvolto all'inizio degli anni '30 arruola attori nei teatri di Londra. Korda vuole costruire una Hollywood inglese: sceglie attori di talento, li mette a contratto all'inizio degli anni '30 e stabilisce un repertorio che contraddistingue la sua London Films. Il suo progetto è di avere una scuderia di giovani leve e fa crescere nuovi talenti. In Inghilterra invece Londra resta a lungo il cuore dello spettacolo inglese, gli attori teatrali difficilmente vengono spazzati via dal divismo cinematografico.

Nel 1936 Olivier partecipa al primo film shakespeariano inglese Come vi piace, che ha l'intenzione di dare dignità culturale e artistica al mezzo e a rivolgersi a un pubblico più colto. Le produzioni shakespeariane inglesi testimoniano una continuità logistica e culturale tra teatro e cinema che equivale a un travaso naturale dell'uno nell'altro (come nel caso di Elisabeth Berhner). Nel film non vi è un intento di sperimentazione cinematografica ma l'imitazione di uno stile cortese.

In Come vi piace lo stile laccato e congelato di recitazione della Bergner contrasta con l'impostazione realistica di Olivier, che si afferma come oggetto di desiderio e di fantasia romantica → storia d'amore non credibile.

Nel 1937 Olivier recita in un film in costume Elisabetta d'Inghilterra con Vivien Leigh, ambientato nell'Inghilterra elisabettiana. Il piacere visivo suscitato dal volto di Olivier si intreccia con aspetti differenti della trama del film: l'amore per Cynthia, la devozione per la regina, e il suo essere oggetto di desiderio di quest'ultima. Il film celebra le virtù nazionali inglesi comprese quelle politiche, l'autorevolezza e l'intensa umanità della monarca, la sovranità dello Stato. Il cinema classico britannico richiede all'attore che prima di essere un bell'esemplare umano da esibire, deve offrire una gamma di talenti imparentati a un repertorio teatrale → al centro sono repertorio e tradizione.

Mascolinità a rotta di collo e commedia romantica

Negli anni '30 Olivier si cimenta nella commedia cinematografica (oltre che teatrale). In questi film, il rapporto uomo donna testa i limiti della complicità tra i sessi, rimodellando l'immagine cinematografica della mascolinità. In quest'ambito Olivier ha già maturato un'esperienza, e una notorietà, nel creare equilibrio instabile tra ruolo romantico e comico.

In L'avventura di Lady x la star è femminile, Oberon, l'attore maschile le può competere solo in una struttura di coppia. La commedia rivela un'epocale "messa in discussione".

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 10
Riassunto esame Storia del cinema, prof. Pesce, libro consigliato Laurence Olivier nei film, Pesce Pag. 1 Riassunto esame Storia del cinema, prof. Pesce, libro consigliato Laurence Olivier nei film, Pesce Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 10.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del cinema, prof. Pesce, libro consigliato Laurence Olivier nei film, Pesce Pag. 6
1 su 10
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher calime di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di storia del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Pesce Sara.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community