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Riassunto esame Storia del cinema, prof. Pesce, libro consigliato Introduzione alla storia del cinema, Bertetto

Sunto per l'esame di Istituzioni e storia del cinema e della prof. Pesce, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dalla docente Introduzione alla storia del cinema, Bertetto. Gli argomenti trattati sono: il cinema delle origini e la nascita del racconto cinematografico, il cinema europeo degli anni Venti, il cinema americano degli anni Venti, il cinema americano classico,... Vedi di più

Esame di Istituzioni di storia del cinema docente Prof. S. Pesce

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ESTRATTO DOCUMENTO

STORIA DEL CINEMA

1.Il cinema delle origini e la nascita del racconto cinematografico

Dall’invenzione del cinematografo all’egemonia di Hollywood

1891 (USA): Edison e Dickson mettono a punto il kinetoscopio: permette di vedere un

brevissimo film a un solo spettatore mediante un mirino.

28 dicembre 1895: prima proiezione pubblica a pagamento del Cinematographe Lumiere inizio

storia del cinema. Tecniche di proiezione derivano dalle esperienze della lanterna magica che

consentiva la proiezione di immagini dipinte su un vetro.

Invenzione cinematografo è un fenomeno internazionale che coinvolge tutti i paesi

economicamente più avanzati (USA, Germania, Francia, Inghilterra).

Fine 800: proiezione film in caffè o sale da ballo, o integrata all’interno di spettacoli già esistenti

(circo o teatro di varietà). Responsabile del film è l’operatore della macchina da presa.

900: valorizzazione della messa in scena e del film narrativo, distinzione tra operatore e

regista. Cinemaforma di spettacolo più popolare, nascono ovunque sale cinematografiche

permanenti.

Dopo 1905 moltiplicano i nickelodeon: locali dedicati al cinema che danno programmi rapidi e con

varietà di orari. Nascono anche le prime strutture produttive in Francia (Melies e Pathè), Italia (film

storici), Danimarca e USA (stallo produttivo per la “guerra dei brevetti”).

1906: nascono le serie comiche francesi (Deed e Linder) e poi americane (Sennet: splapstick

comedy, sberle, cadute, torte in faccia)(1910).

1908: la produzione diventa industriale con trust MPPC di proprietà di Edison in Usa.

1910: inizia ad esserci la differenza tra generi e si impone il film lungometraggio. Produzione

USA si sposta da New York a Los Angeles.

Dopo la prima guerra mondale il cinema statunitense si impone, le piccole compagnie di

distribuzione si fondono in aziende più grandi (Universal, Paramount, Warner Bros., Fox Film).

Nasce il producer system: regista è il solo responsabile delle riprese del film, mentre il

produttore è responsabile della lavorazione. Nasce lo star system: attore è il principale veicolo

pubblicitario del film.

Modi di rappresentazione nel cinema delle origini: attrazione e narrazione

Vengono distinti due principali modi di rappresentazione:

- Modo di rappresentazione primitivo (MRP): è il cinema delle origini gestione autonoma

dell'inquadratura, essa è il centro privilegiato della rappresentazione. Fino al 1902 la

maggioranza del film è “monopuntuale” ovvero costituito da una sola inquadratura; solo dal

1906 ci saranno film “pluripuntuali” (costituiti da più inquadrature). L’inquadratura presenta:

illuminazione uniforme, cinepresa fissa e in posizione frontale, l'uso del fondale dipinto e

distanza tra macchina da presa e attori. È un montaggio "non continuo", non è ancora

presente in un sistema di raccordi tra le inquadrature e con i cambi di inquadratura si crea

discontinuità.

Gunning e Gaudreault hanno creato due differenti modalità di organizzazione del discorso

cinematografico delle origini:

il sistema delle "attrazioni dimostrative": priorità è fare vedere, la centralità della

o produzione è mostrare il trucco. È molto vicina all'attrazione del circo;

il sistema dell’"integrazione narrativa": il racconto è l'elemento portante del sistema.

o Vi sono i primi tentativi di una forma narrativa lineare; lo spettatore deve essere

assorbito dalla diegesi.

- Modo di rappresentazione istituzionale (MRI): coincide con il cinema narrativo classico di

Hollywood.

Visione e spettacolo: Lumiere e Melies

Lumiere e Melies sono i padri fondatori del cinema:

- Lumiere: cinema della realtà tendenzialmente non narrativo. Film costituiti da

un’inquadratura di circa 50 secondi, cinepresa fissa o collocata su un supporto mobile e si

privilegia la veduta d’insieme. Solo più avanti ci sarà l’orientamento verso la realizzazione di

film di finzione. Lumiere promuove la formazione di operatori che iniziano a girare il mondo

per arricchire il catalogo di “vedute”.

Veduta: immagine ben confezionata (ottima qualità fotografica, gamma sfumata dei grigi e il

dinamismo della luce) e centrifuga (c’è la sensazione del dinamismo facendo entrare/uscire i

soggetti dall’inquadratura). Successivamente la dimensione debordante viene meno e

l’inquadratura diventa un palcoscenico.

- Melies: cinema del trucco dentro teatri di posa. Trucchi effettuati attraverso:

arresto/sostituzione e sovrimpressione (doppio e scomposizione corpo). Il suo cinema è tra

teatralità e narratività, tema prediletto è il viaggio (non vi è un’autentica progressione del

racconto).

Egli fonda la casa di produzione Star Film (che dura fino agli anni 10) e costruisce il primo

teatro di posa moderno.

Entrambi lavorano a un cinema della mostrazione, vogliono mostrare la nuova tecnologia.

Ricerche linguistiche e linearizzazione narrativa: il primo cinema inglese ed Edwin

S. Porter

1896-1906: nuove possibilità tecniche/spettacolari e nuove soluzioni di montaggio primo

cinema inglese grande capacità inventiva:

- Williamson: componente attrazionale del trucco, lavorazione sulla continuità d’azione tra

inquadrature girate in spazi diversi (primi raccordi di azione) e obliquità cinepresa Sto Thief!

(1901)(inseguimento) e Fire (1901)(incendio).

- Smith: frammentazione scena in diverse inquadraturees. Grandma’s Readind Glass (1901)

costruito sulle alternanze tra inquadrature in campo totale (bambino, nonna) e in piano

ravvicinato degli oggetti che il bambino vede attraverso la lente della nonna.

1903-1906 USA: film di finzione diventa la principale risorsa dell’industria americana.

- Porter: si muove tra MRP e MRI American Fireman (1902), pompiere diventa un personaggio

con la sua interiorità, e The Great Train Robbey (1903), mescola elementi del cinema delle

attrazioni con novità sul piano della narrazione (costruzione continuità spazio-temporale).

Nascita di un’istituzione David W. Griffith e l’emergenza del cinema classico

Griffith sperimenta diverse opzioni di montaggio ed esplora la profondità di campo, usa molto i

dettagli, i primi piani e i contrasti di luce. Mette a punto le risorse linguistiche e spettacolari del

cinema trasformando radicalmente il MRP. Ha due obbiettivi:

- Rendere comprensibili strutture narrative complesse: usare il montaggio per creare

omogeneità a continuitàdefinisce un sistema di regole e strategie per organizzare la

narrazionemontaggio alternato: simultaneità azioni, uso del “salvataggio all’ultimo minuto”.

- Dare al cinema responsabilità ideologiche e morali: umanitarismo disincantato, esaltazione

dei valori della comunità e attenzione ai pericoli sociali, lieto fine.

Primo piano griffithiano: crea effetto di discontinuità ma assume spesso una valenza simbolica

universale, il personaggio diventa emblema di una particolare condizione interiore o sociale.

La nascita di una nazione (1915): storia americana dalla guerra civile, vi sono i drammi degli

individui e quindi una visione individualistica della storia. Scene importanti:

- Battaglia di Petersburg: alternanza di inquadrature tra i fronti opposti gli avversari sono uguali,

fratelli.

- Assassinio Lincoln: tragedia che genera disordine nella collettivitài neri turbano l’ordine

sociale.

- Capanna assediata dai neri e arrivano i salvatori del Ku Klux Klansalvataggio all’ultimo minuto.

Intolerance (1916): tema dell’intolleranza attraverso i secoli. Sono narrate quattro storie diverse

dove è la Storia a garantire l’unità narrativa. Modello della storia a suspanse con intensificazione

ritmica e drammatica prodotta dal montaggio alternato (inizio lento e corsa vertiginosa del

finale)messaggio pacifista e fallimento commerciale.

I poteri della messa in scena: le opzioni <<alternative>> delle scuole europee

USA ricerca montaggio; Europa valorizzazione profondità di campo.

Francia: Pathé ricerca sulle possibilità espressive del fondale dipinto, e scenografie con effetti

tridimensionali.

Italia:

- kolossal storici le scenografie diventano le protagoniste dell’inquadratura come Cabiria di

Pastrone dove viene usata la lampada elettrica ad arcoprecisione fasci di luce, e per la prima

volta viene usato il carrello

- Ghione: introduce una recitazione nuova e stilizzataZa la Mort

Danimarca: ricerche sull’illuminazione, i registi lavorano sulla direzionalità e la fonte dei fasci

luminosi

Svezia: Sjostormuso drammatico della profondità di campo

Russia: realizzazione di sofisticati e malinconici melodrammi. Un esempio è Bauer: recitazione

rallentata. Inquadratura lunga e statica, finale tragico, scenografie raffinate che sovrastano il

personaggio.

Musica e colore nel cinema muto

Musica: suonata al pianoforte o da orchestre in sala che coprivano il ronzio del proiettore. Prima

vi erano gli imbonitori che commentavano le immagini per renderle più comprensibili e i

rumoristi che davano gli effetti sonori.

Colore:

- Colorazione di ogni singolo fotogramma con un pennino

- 1906 colorazione a pochoir: dispositivo di colorazione meccanica a tampone 5-6 colori diversi

- 1908: tintura: pellicola immersa in una soluzione acquosa di materia colorante e il colore si

o distribuisce su tutto il fotogramma;

viraggio: sostanza colorante non copriva tutto il fotogramma ma solo le parti

o impressionate, quelle scure.

2.Il cinema europeo degli anni Venti

Il cinema muto tedesco tra espressionismo e figurazione

Il cinema espressionista

In Germania l'industria tedesca del cinema è molto forte: negli anni 10 vi è la nascita di numerose

case di produzione e negli anni 20 una tendenza verso la fusione di diverse società. Fino al

1926 la produzione tedesca cerca di creare un nuovo pubblico, ovvero la creazione di una nuova

esperienza di cultura di massa. Cinema tedesco pone la cultura artistica, teatrale e letteraria al

servizio del nuovo medium e sfrutta valori culturali per vendere il prodotto cinematografico.

Il cinema espressionista tedesco fa una sintesi tra immaginario e stile attraverso una

valorizzazione del lavoro di messa in scena. Gli elementi della scena sono rielaborati

artificialmente per affermarne l'incisività e la forza espressiva. Caratteristiche:

- I costumi sono conformi agli spazi e ai personaggi: il visivo oggettiva un sentimento o

un'idea.

- Gli spazi sono paesaggi impregnati d'anima.

- Uso della luce fortemente contrastata attraverso la contrapposizione di luci ed ombre:

implicazioni simboliche che portano ad una visualizzazione della lotta tra il bene al male.

- Montaggio non è mai troppo rapido.

- È un cinema metaforico-intensivo.

- I personaggi ricorrono disperatamente un obiettivo senza raggiungerlo, o violano leggi e

regole del vivere in nome di un ideale o di un'ossessione da cui non possono liberarsi.

Il gabinetto del dottor Cagliari (1920) di Wiene costituisce una radicale trasformazione del modo di

pensare il cinema e presenta una sintesi nuova tra immaginario e stile della messa in scena. Il film

è costituito da un prologo, una storia centrale e un epilogo, con tre punti di vista diversi dove lo

spettatore non riesce a capire quale sia la verità. Uso di scenografie irrealistiche e la

configurazione particolare delle immagini, che rappresentano l'interiorità dei personaggi.

Nosferatu il vampiro (1922) di Murnau: il meccanismo dei sdoppiamenti delle persone attraverso le

ombre è portata al massimo livello grazie ad una messa in scena realizzata da un ipnotizzatore. Le

ossessione dei personaggi sono oggettivate in un'allucinazione notturna in cui le ombre

interpretano le passioni segrete dei personaggi stessi.

L'arte della messa in scena: Murnau e Lang

Murnau: lo spazio e l’inquadratura hanno forma pittorica, tutti gli elementi visibili sono in

un'atmosfera cromatica che è segnata da un progressivo chiaroscuro, fa un uso del montaggio

funzionale allo sviluppo della visione e capace di dilatare la visione per permettere una percezione

prolungata dell'inquadratura. Si avvale di collaboratori di alto livello per progettare ogni singola

inquadratura.

Lang: la sua ricerca è concentrata sulla sperimentazione tecnica con finalità figurative e sulla

dimensione visiva. La messa in scena alle seguenti opzioni estetiche:

- figurazione forte del visibilevuole sempre far vedere il più possibile in ogni inquadratura è di

mostrare un visibile strutturato con inquadrature con un contenuto informativo ricco e chiaro;

- riduzione agli aspetti essenziali delle determinazioni visivo-scenografiche per costruire uno

spazio di strutture rigorose: lo spazio non deve essere caotico ma deve avere una

dimensione strutturata;

- la messa in scena è fondata sulla capacità di dinamizzare le strutture geometriche costruite;

- mette le idee nel visibile, crea una visione intellettuale dove c’è l'integrazione di pensiero e di

immagine;

- vi è una sintesi tra spazio rappresentato, spazio formale e spazio eidetico.

Dal Kammerspiel alla Nuova Oggettività

Generi film tedesco:

- Kammerspiel (“teatro da camera”): ambienti piccolo-borghesi, personaggi legati a rigidi

modelli di comportamento, struttura drammaturgica rigorosa segnata da un’unità di azione, di

tempo e di luogo, da un’eliminazione delle didascalie (autosufficienza narrativa delle immagini).

- Storico

- Commedia: riprendono il gusto italiano

- Drammi da strada: attestano un interesse per la realtà circostante e per il mondo

contemporaneo (regista di spicco Pabst)

Esperienze più radicali del cinema sono legate a un progetto politico-ideologico di denuncia delle

ingiustizie sociali.

Il cinema francese degli anni Venti e la musica delle immagini

Ci sono due case di produzione la Gaumont e la Pathé. In Francia il cinema è un evento

culturale, si crea una attenzione verso il cinema come e si stabilisce un forte legame tra il mondo

intellettuale e la settima arte. La ricerca del cinema d'autore francese è sull’artisticità del cinema.

I registi sviluppano un'attività critica ideologica nei confronti del cinema affermando delle idee

particolari. Il cinema è considerato un'arte che dialoga veramente con le altre arti e trova nella

pittura e nella musica due modelli possibili. Il ritmo del film è dato dal montaggio che assicura il

si avvale dell'immagine costruendo forme particolari di alternanza tra le immagini. L'immagine

viene paragonato al dipinto sino a teorizzare la fotogenia (Delluc): è la qualità intrinseca del

visibile e la possibilità di cogliere l'immediatezza delle persone, dei gesti, dei volti, degli oggetti,

nella loro autenticità, grazie alla specificità del cinema.

Registi:

- Gance costruisce grandi affreschi di particolare impegno produttivo e di un gusto pompier, fa

sperimentazione sulle possibilità spettacolari linguistiche del cinemaNapoleon: film che

descrive la nascita di un capo. I movimenti di macchina sono estremamente elaborati e

realizzati con il supporto di piattaforme e di carrelli; uso di inquadrature brevissime e spesso

mobili, usa inoltre le sovrimpressioni che moltiplicano i punti di vista.

- Herbier: cinema come arte della modernità e grandi interazioni con il modernismo artistico.

Punta su effetti narrativi spettacolari e sull'organizzazione della messa in scena più funzionale

allo sviluppo del racconto. È un'idea di cinema che punta alla realizzazione di un'arte della

visione.

- Epstein: intreccia la sua attività di regista con quella di teorico di scrittore. Il suo cinema è una

ricerca di stati d'animo, di impressioni fugaci, e trasmutazioni di sentimenti, insegue le

dinamiche psicologiche dei personaggi

Il cinema sovietico degli anni Venti e l’Ottobre del cinema

Sperimentazione interna alla rivoluzione comunista, si parla dell’Ottobre delle arti, ossia la

realizzazione in campo intellettuale e artistico di un processo omogeneo e correlato alla

rivoluzione d'ottobre.

Programma di realizzare un’arte e una letteratura di strada e di allargare la produzione intellettuale

alle nuove classi emergenti, impegnate nel progetto rivoluzionario. I nuovi registi si formano nel

teatro e portano nel cinema la ricchezza e la varietà delle esperienze spettacolari realizzati a

diretto contatto con il nuovo pubblico di operai, proletari e soldati legati alla rivoluzione.

Registi:

- Kulesov: dirige all'inizio degli anni 20 la scuola statale di cinematografia e compie alcuni

esperimenti fondamentali sul montaggio cinematografico: dimostra che è l'accostamento delle

inquadrature a produrre il senso delle immagini.

- Pudovkin: cineasta sovietico realista, fedele alla linea del partito, i suoi scritti costituiscono un

primo momento di riflessione sulla centralità del montaggio, che è concepito in funzione

della narrazione come successione di elementi omogenei. Nei suoi film sviluppa una

struttura realistico-descrittiva che serve a trasmettere un messaggio ideologico-politico.

- Ejzenstejn: nei suoi film prende il punto di vista della fabbrica e del proletariato, e cancella la

tradizione artistica borghese. L'arte è una pratica sociale determinata. Afferma il cine-pugno: i

momenti dello spettacolo sono aggressivi perché capaci di provocare una reazione psico-

sensoriale nello spettatore per una conclusione ideologica; la comunicazione deve colpire lo

spettatore e farlo uscire da sé in un processo di presa di coscienza di sé (estasi) e quindi di

un'uscita da una condizione statica e passiva. Inventa una scrittura visivo-dinamica e una

comunicazione innovative, caratterizzate di aggressioni allo spettatore e componenti

intellettuali capaci di comunicare idee. Il montaggio quindi è momento essenziale della

creazione filmica. Principale nel suo cinema è l'accostamento di due inquadrature per

contrasto: il montaggio è conflitto. Il montaggio intellettuale è visto come il vertice più alto

delle possibilità del cinema.

- Kozincev e Trauberg: creano un nuovo rapporto con il pubblico di massa, mettono a punto

l'invenzione dell'imprevisto, della sorpresa, dell'effetto traumatico sono tecniche per superare

la forma tradizionale in favore di un tessuto di rotture, le provocazioni al fine

disautomatizzare la percezione.

- Vetrov: integra teoria e pratica, riprende temi del futurismo italiano e del costruttivismo e allo

stesso tempo organizza un gruppo impegnato a documentare la realtà sovietica e il processo

di costruzione del socialismo. Esalta le potenzialità della macchina da presa dello sguardo

meccanico: uso della macchina da presa come cineocchio più perfetto dell'occhio umano.

La sola idea di cinema è quella di un cinema non-recitato costituito da immagini-fatto, quindi

contro il linguaggio dello spettacolo. Questa percezione del mondo si propone di oggettivare il

punto di vista del proletariato. Il montaggio è l'organizzazione del mondo visibile: la macchina

da presa deve registrare il reale.

Il cinema d'avanguardia

Cinema d'avanguardia: intende spezzare il rapporto tra segno visivo-cinetico e mercato, e

disgregare la connessione tra rappresentazione codificata del reale e prodotto filmico. Alla base di

questo cinema c’è l’intensità che è legata alla forza delle immagini e alla violazione della

norma. C'è il rifiuto della dimensione tecnologica e l'affermarsi di una dimensione

artigianalericerca della forma essenziale del cinema, ovvero il progetto di definizione del

cinema puro. Questo cinema inizia nei primi anni 10 ed è legato alle ricerche del primo futurismo

in Italia e il cubismo in Francia. In Germania si afferma la ricerca astratta grazie al lavoro di pittori e

sperimentatori, e l’astrazione si afferma anche nel cinema. Capitale del cinema d'avanguardia è

Berlino e accanto vi è Parigi (Man Ray).

3.Il cinema americano degli anni Venti

Hollywood, fabbrica di sogni

Fine prima guerra mondiale- crisi 1929: consolidamento dell’industria cinematografica

hollywoodianacinema hollywoodiano diventa un modello universale (fabbrica di sogni), grazie

alla grande disponibilità di capitali, e si impone sui mercati stranieri.

Strategia produttiva: costruzione di un’organizzazione verticale che comprende l’intero ciclo

produttivo, fino alla distribuzione dei prodotti (block booking: per il controllo delle restanti sale).

Tre grandi case di produzione: Paramount-Publix, Metro Goldwyn Mayer (MGM) e First

National.

Viene creata la Motion Picture Producers and Distributors Association (MPPDA): stabilisce una

serie di misure e di parametri per regolamentare il contenuto morale dei film e prevenire

l’emanazione di una legge vera e propriacapo Hays (che farà il piano Hays per regolamentare

tutti i particolari).

Modi di rappresentazione e scrittura: sviluppo dello stile classico

Con l’avvento del sonoro vengono stabilite delle normative convenzionali per il cinema. Con il

sonoro la rappresentazione diventa autosufficiente e compiuta, il film è come un testo in sé

concluso. Suoni avvicinano la riproduzione sempre più alla realtà assorbendo completamente

l’attenzione dello spettatore. Il montaggio viene usato in funzione narrativa: vi è una

stabilizzazione dei raccordi (direzione, sguardo e sull’asse di ripresa).

Registi, generi e star degli anni Venti

De Mille: inaugura nel 1913 l’abitudine a girare nella zona semideserta di Hollywood. Mette a

punto una strategia registica che punta sulla spettacolarità e sull’individuazione di precisi registri

narrativi e di generi o filoni drammatici. Inaugura la commedia brillante a sfondo erotico e

contribuisce all’affermazione del modello divistico della donna fatale. Anni successivi: filone

biblico-religioso e genere western.

Vidor: La folla (1928), indaga il conformismo e la perdita di individualità dell’uomo

contemporaneo nella dimensione massificata del vivere metropolitano. Affronta diversi generi

classici.

King: realismo minuto e preciso, sul piano stilistico e figurativo, per raccontare personaggi e

ambienti “veri”.

Negli anni 20 si impongono diversi filoni:

- war film nelle sue due accezioni:

Slapstick: inizialmente cortometraggio di gag fisiche, ma poi si amplia a nuove forme di

o comicità fino ad esprimere una visione del mondo, della società, della condizione

umana, come Chaplin e Keaton.

Western: da budget ridotti fino ad assumere proporzioni maggiori e tonalità epiche che

o aumentano il prestigio del genere (basi gettate da Ford).

- Horror

- Gangster film

Si impone lo star system, si modella e si plasma in modo da esprimere le aspirazioni del pubblico

(nuovo modello divistico femminile).

La comicità negli anni Venti: il caso Chaplin

I suoi film danno un’analisi critica della società americana. Crea il personaggio del vagabondo

Charlot, in contrasto con il contesto che lo circonda, dagli abiti che richiamo all’eleganza e dalla

gestualità pomposa. Critica alla società fatta di contasti che lo emargina ed emargina in

generale. Con il tempo lavora sul personaggio evidenziandone la condizione umana ed

esistenziale, sottolineandone la solitudine e i contrasti con l’ambiente, fino ad esprimere un

giudizio sulla società politico ed ideologico. I temi della satira sociale e politica si amplino fino a

riguardare tutto il sistema capitalistico.

Il film <<Il monello>> 1921

Primo lungometraggio di Chaplin. Vicenda di un vagabondo che trova e accudisce un orfanello

con cui affronterà le difficoltà della vita quotidiana, fino a quando le istituzioni di carità lo

sottrarranno alla sua tutela per restituirlo alla madre che lo inviterà ad unirsi a loro. Il film ha la

volontà di contaminare lo schema del melodramma vittoriano con il discorso comico (fonde le

scritture del comico con quelle del melodramma). Il filtro comico agisce come denuncia sociale.

Rapporto tra Charlot e il monello che non è altro che il suo doppio, è un rapporto di necessità tra

emarginati.

La comicità negli anni Venti: il caso Keaton

Esordisce nel 1915 in coppia con Fatty, coppia costituita sulla contrapposizione fisica. Ha uno stile

basato sulla sottrazione mimica e poi drammatica, e su una schematizzazione geometrica

della realtà rappresentatapoetica dell’astrazione. La mimica impietrita esprimeva una visione

del mondo lucida e distaccata che evidenzia il senso di alienazione vissuto dal personaggio in

un mondo dove le relazioni sono disumanizzate da una civiltà tecnologica incontrollataalterità

dell’individuo nella società tecnologica.

Il film: <<Io e la scimmia>> (<<The Cameraman>>, 1928)

Peripezie di un cameraman che viene assunto solo dopo aver mostrato un reportage realizzato da

una scimmia. Mette in scena la disarmonia tra il personaggio e l’ambiente, la sua incapacità ad

abitarlo. Contrasto assoluto tra soggetto e mondo è dato dalla logica produttiva del cinema

(rifiutato materiale fatto dall’uomo e accettato quello fatto da una scimmia).

Maledetti ad Hollywood: il caso Erich von Stroheim

Sguardo critico e analitico nei confronti della società. Vena satirica diventa in Stroheim esplicita

crudeltà. Fondamentale è la lezione di Griffith, poi la formazione poetica rimanda alla cultura

mittleuropea fra 800-900, fra decadentismo e naturalismo, e reminescenze pittoriche di derivazione

espressionista.

La crisi dei valori porta a mostrare nei suoi film il lato malsano, perverso e ipocrita dell’uomo, in

determinate strutture sociali e ambientali. Racconta l’immoralità dei personaggi che è condotta al

limite. Diventa autore maledetto: mette in scena violenza, crudezza, perversioni e pulsioni

sessuali scandalosi.

Il film <<Rapacità>> (1923-24)

Descrive il contesto sociale, morale e psicologico della provincia americana, metafora del

passaggio dell’America dall’era della Purezza e della Natura a quella della Corruzione e

dell’Economia capitalistica. Analisi negativa ed impietosa dell’avidità umana. Denaro: surrogato e

sostituto del sesso, dell’amore stesso.

4.Il cinema americano classico, 1930-1960

1930-1945. l’introduzione del sonoro e l’industria hollywoodiana

Hollywoodsviluppo negli anni della DepressioneRoosevelt (1932) attua una politica economica di

sostegno all’industria (favorendo Hollywood).

Cinema sonoro hollywoodiano ha esportazione mondiale, tra il 1930-1945 la storia del cinema

coincide con la storia del cinema hollywoodiano.

Figura produttore acquista importanza: controllo assoluto di tutti gli aspetti della produzione (da

economici ad artistici), ogni intervento viene controllato in termini contrattuali.

Per la produzione c’è un meccanismo delle variazioni sul tema che funziona sull’esigenza di

standardizzazione e diversificazione.

L’introduzione del sonoro completa la ricerca di persuasività e illusione alla base della

narrazione e del linguaggio propri della produzione hollywoodiana. La riproduzione tecnologica

del suono e la sua sincronizzazione portano lo spettacolo cinematografico verso una completa

meccanizzazione e standardizzazione (eliminazione divario tra performance e testo). Con il

sonoro il testo cinematografico diventa autonomo, creando così nuove modalità di fruizione

spettatoriale. La transazione al sonoro si concluse negli USA nel 1929.

Ruolo determinante nella diffusione del sonoro hanno le case produttrici che non rientrano nelle

big: la Warner e la Fox (brevetta il sistema Movietone: suono registrato sulla pellicola). Gli studios

attrezzano le sale cinematografiche mentre le sale minori continuano a proiettare film muti.

Dibattito sul sonoro: Chaplin ad esempio esprime un forte rifiuto inizialmente, e il dibattito poi

coinvolge registi e studiosi di estetica in una nuova riflessione sul linguaggio cinematografico

(dimensione audiovisiva). Il sonoro in pochi anni porta a un nuovo piano estetico ed ideologico.

Il cinema americano classico 1930-195: produzione, generi, <<star system>>

Anni 30 lo studio system è controllato da: Paramount, MGM, Fox e Warner. La majors

forniscono film di maggiore impegno produttivo le sale più prestigiose, mentre le minors (Universal,

Columbia, United Artist) forniscono le sale secondarie. Responsabilità finanziaria e artistica è lo

studio che ha quindi un potere di controllo sulla produzione del film. House style o studio

look: il funzionamento dello studio system è standardizzato e i prodotti sono diversificati secondo

lo specifico stile della casa di produzione. Ogni major poi controlla una determinata categoria di

sale e quindi si rivolge ad un certo tipo di pubblico. C’è poi una stretta relazione tra divi a contratto

e il genere su cui si muove la politica produttiva dello studio.

In questi anni si affermano i generi del:

- Musical: coppia Astaire-Rogers della RKO

- Spettacolare: mettono in scena nuove tecnologie come il Technicolor per costruzione di

universi fantastici (Il mago di Oz 1939) MGM

- Horror

- Gangster movie: violenza e disagio società americana (Scarface)

- Film noir (anni 40): gialli e polizieschi dove vi è ambiguità morale e non c’è distinzione tra

buoni e cattivi; ambientazione urbana e notturna; stile con influenze espressioniste.

- Motivi del ritratto: tema del doppio, del sogno, della morte. Ambiguità bene e male e

protagonista spesso è una dark lady incantatrice e fatale (Rebecca 1939)

- War film

I volti dei divi sono icone che suggeriscono allo spettatore un genere piuttosto che un altro. Il

personaggio è sempre associato le interpretazioni precedenti del divo. es. Astaire –Rogers:

musical, Bogart o Cagney: poliziesco o gangster movie, Grant e Hepburt: commedia, Wayne:

western.

Generi e autori. Un europeo a Hollywood: il caso di Fritz Lang

Lang nel 1934 firma il suo primo contratto hollywoodiano con la Metro Goldwyn Mayer. Tema

ricorrente nella sua poetica e la lotta dell’uomo contro il destino, ha una visione pessimistica

della vita. Il suo stile: nell’architettura dell’inquadratura e nella costruzione dello spazio del

racconto si trova una morale riconoscibile.

I modi di rappresentazione: il <<découpage>> classico

Da un cinema che esibisce le capacità del nuovo medium si passa al un cinema della narrazione,

grazie anche all’innovazione del sonoro. Inoltre grazie al sonoro lo spettatore coglie sempre meno

l’artificio della produzione e della scrittura. Si crea così il meccanismo dell’identificazione

spettatoriale che si basa sulla sospensione della consapevolezza che la realtà sullo schermo sia

fittizia e illusoria.

Regole del cinema narrativo classico:

- Tabù e proibizioni: non si deve mostrare la troupe e la tecnologia per la realizzazione del film;

attori non potevano guardare verso la macchina da presa.

- Continuty system: il montaggio doveva essere invisibile

Bazin dà 3 caratteristiche del découpage classico: motivazione, chiarezza e

drammatizzazionemotivano ogni stacco di montaggiograzie ai raccordi (sguardo, movimento,

asse, posizione, direzione).

Il codice Hays

Codice Hays del 1922 stabilisce una serie di standard morali per la rappresentazione di

tematiche sessuali, scene di violenza e crimini, basandosi su tre principi: rispetto della legge e

degli uomini; condanna del crimine, dell’immoralità e della licenziosità; rappresentazione del male

solo se giustificata dalle necessità drammatiche dell’azione.

Registi a Hollywood: John Ford e il western classico

John Ford delinea la storia del genere western. Il western nasce con la nascita della storia del

cinema statunitense ed è la rappresentazione mitica della conquista dell’Ovest e della nascita

della nazione americana, cultura vince sulla natura. Primo film acclamato Ford è Ombre rosse

del 1939 (viaggio diligenza minacciata dagli indiani), e da qui attraversa tutta la storia del western

fino ad arrivare quelli crepuscolari come L’uomo che uccise Liberty Valance (1962). I

personaggi fordiani sono ripetitivi e sovrapponibili, personaggi che rappresentano dei valori, in

dialettica costante con l’ambiente, che esprimono una visione del mondo americana. Questi film

sono una riflessione sul rapporto tra individuo e comunità sociale, tra singolo e collettività, tra

uomo e natura.

Oltre a Ford nel genere western si afferma Hawks.

Il film: <<Ombre rosse>> (1939)

Ci sono due archetipi fondamentali della letteratura e del cinema:

- Microcosmo: diligenza funziona come uno spazio circoscritto e simbolico in cui si confrontano

personaggi eterogenei portatori di valori e ideologie.

- Viaggio: avanzata della civiltà nella barbarie rappresentata dal deserto e degli indiani.

I 9 personaggi che sono stereotipi del genere, formano un sistema assiologico conflittuale, dove si

contrappongono bene e male (personaggi normalmente morali sono immorali e viceversa).

È un western tipico ma anche un racconto morale universale. È un esempio di narrazione forte

che contraddistingue il regime classico (ragioni di chiarezza, motivazione e drammatizzazione). La

profondità di campo diventa figura stilistica e simbolica di una rappresentazione morale.

Registi a Hollywood: Howard Hawks e la commedia

Rivette, critico francese, dà avvio ad una rivalutazione del cinema hollywoodiano; un’idea di

cinema che intendeva cogliere nella produzione di un regista delle marche autoriali all’interno

della logica di un genere, sia sul piano tematico che su quello della scrittura e dello stile. Analizza

per primo Hawks.

Hawks dagli anni 20 agli anni 70 ha affrontato molti dei generi classici impadronendosi di volta in

volta delle caratteristiche narrative del genere e delle possibilità offerte dall’industria.

Commedia drammatica Susanna! inaugura uno schema e un ritmo narrativo che influenzerà

tutte le commedie brillanti. La commedia hawksiana viene detta commedia sofisticata: è la

commedia americana degli anni 30 e 40 caratterizzata da personaggi alto-borghesi o aristocratici,

da una prevalenza di interni sugli esterni, e dai dialoghi sull’azione; lo spirito di questo tipo di

commedia è vicino alla commedia borghese 800-900esca. È una commedia il cui ritmo brillante è

in gran parte quello della parola (senza sonoro non esiste).

Il film: <<Susanna!>> (1938)

Caratterizzato da dialoghi serrati e allusivi, con una fitta trama di incidenti, equivoci o vere e

proprie catastrofi, con un ritmo vertiginoso. Ha una struttura di continue gag visive e verbali. La

donna in questo film è la forza distruttiva a cui l’uomo soggiace.

Il caso Orson Welles

Welles fa il suo ingresso ad Hollywood con la fame di enfant prodige e genio rivoluzionario del

linguaggio e del funzionamento stesso dei media. Si presenta al mondo del cinema con una

grande carriera teatrale (regista, scenografo, autore, attore di adattamenti di successo) (fece lo

scherzo degli UFO alla radio). La RKO gli concede una libertà inaudita, tentando di rilanciare una

nuova immagine competitiva dello studio in conflitto con le majors che avevano attori e registi di

prestigio. Quarto potere sarà un successo per la critica ma un insuccesso di pubblico. Con

questo film venne inaugurato un modo di narrare che eccedeva da tutti i punti di vista, forzando a

reinventando il linguaggio classico nella rappresentazione di una realtà che è stilisticamente

prospettica, sfaccettata, contraddittoria come i suoi personaggi. Con questo film rimanda alla

origini del capitalismo moderno e gli aspetti esistenziali legati alla rappresentazione dell’individuo,

in contrasto ideologico e morale con la società a cui appartiene.

Il film: <<Quarto potere>> (1941)

Labirinto per svelare il perché dell’ultima parola detta da Kane in punto di morte (Rosebud).

Attraverso la vita di Kane vengono inquadrati i cinquant’anni di storia americana. Ed è anche

un’analisi precisa e spietata del mondo della stampa e del sistema dei media. Temi forti sono: la

perdita dell’infanzia, la morte, il doppio (carattere Kane, due donne, due slitte..). Stile: ripresa in

profondità di campo (spesso si aggiunge l’angolazione dal basso), piano-sequenza (apre la strada

al cinema moderno).

La profondità di campo

Montaggio proibito: stile che privilegia la continuità reale attraverso riprese lunghe e piani-

sequenza, alla base di questa concezione di Bazin vi è la convinzione che il cinema sia portato

alla rappresentazione della realtà, nel rispetto della sua essenza e nel rispetto della sua ambiguità;

il cinema viene chiamato a restituire alla realtà la sua ambiguità.

La profondità di campo quindi reintroduce l’ambiguità nella struttura dell’immagine, che dopo

Quarto potere diventa un’opzione estetica moderna.

Autore a Hollywood: il caso Hitchcock

Hitchcock viene definito un autore di film: nei suoi film ci si trova di fronte a una coerenza

tematica e stilistica straordinaria, e all’estrema specificità di un linguaggio innovatore. Il cinema di

Hitchcock a differenza di quello di Hawks è popolare e commerciale. L’autore inaugura nei film

gialli il motivo della suspanse, dove la dicotomia tra realtà e apparenza mette in scena l’interiorità

morale a psicologica dei personaggi, traducendosi visivamente in una precisa iconografia visiva. Il

giallo hitchockiano si configura come uno scenario onirico, dove il problema fondamentale è

l’identità dell’individuo che viene rappresentata attraverso accadimenti e situazioni con valore

simbolico. Lo stile è sperimentazione e innovazione che lo portano ad una forzatura del

linguaggio classico e alla sfida esplicita.

Viene considerato il “maestro del brivido”. La finestra sul cortile protagonista simile allo

spettatore-voyeur.

Altri riferimenti: Walt Disney e il cinema classico

Anni 30: maggior sviluppo del disegno animato americano, in collegamento con l’industria del

fumetto, della letteratura infantile e del merchandising di giocattoli e gadget. Walt Disney fonda

una propria casa di produzione nel 1928. Caratteristiche disegno disneyano: cura del particolare,

adattamento ai moduli stilistici hollywoodiani e antropomorfizzazione degli animali. Diventa uno dei

più grandi sistemi produttivi nella storia del cinema. Il lungometraggio poteva rivolgersi a un

pubblico allargato.

1945-1960. Hollywood dopo la seconda guerra mondiale

La paura dei comunisti introduce in America un clima di sospetto che colpisce anche Hollywood:

creata una lista sera di registi, sceneggiatori, attori progressisti accusati di filocomunismo e di

attività antiamericane. Alcuni registi sono costretti all’esilio (Chaplin), altri denunciano altri

colleghi. Questo clima porta anche ad una lotta per i diritti civili, che si vede anche ad Hollywood

dove vengono introdotte nuove tematiche o vengono riviste le tradizionali impalcature dei generi

dando maggior attenzione ai problemi sociali o a drammi dai risvolti realistici, mettendo in crisi il

sogno hollywoodiano. C’è un progressivo declino dello studio system, collegato a due fattori:

intervento di misure legali che abbattono il sistema di integrazione verticale e ragioni socioculturali

(meno spettatori e inizio televisione).

Appunti su tecniche, stile narrativo e generi

Con la novità della televisione tra il 1952 e il 1955 si cerca di rilanciare il grande schermo:

kolossal biblico o storico, evoluzione stile narrativo classico (tecnica narrativa soggettiva o

racconto retrospettivo). Incremento del genere del melodramma e della fantascienza (metafora

della paura dello spettro comunista).

Crisi e rinnovamento a Hollywood: l’esempio di Elian Kazan e Nicholas Ray

Tra fine s. g. m. e il 1960 la produzione hollywoodiana tenta di riflettere sulle inquietudini sociali e

ideologiche che attraversano la società americana di quegli annitentativo di rinnovamento

ideologico e narrativo del cinema riflettendo sulla crisi di una società. Kazan e Ray operano un

rinnovamento tematico attingendo al teatro o alla letteratura moderna, rivedendo i canoni dei

generi classici.

Kazan proviene da esperienza di teatro, Group Theatre, che gli consente di sperimentare e

conoscere le tecniche della recitazione naturalistica e psicologistica. Avvia un’autobiografia

indiretta dove emergono eroi negativi, critici nel loro tentativo di confrontarsi con le strutture

sociali.

Ray ha un personale rapporto con i generi, coniuga le strutture del western con quelle del

melodramma, dove dominano eroi malinconici e sconfitti, contro una società che crea

emarginazione e violenza.

L’Actor’s Studio

Fondato nel 1948 da Kazan, Crowford e Strasberg a New York, è ancora oggi la più importante

scuola di arte drammatica degli USA, e prolungamento delle ricerche e delle sperimentazioni

del Group Theatre. Il metodo dell’Actor studios parte dal realismo psicologico e dal naturalismo

teatrale dell’insegnamento di Stanislavskij, si sviluppa poi verso la teoria dell’identificazione della

personalità profonda dell’attore con quella del personaggio.

5.Il cinema europeo degli anni Trenta e il realismo poetico francese

L’introduzione del sonoro in Europa

La tecnologia del sonoro in Europa si diffonde più lentamente che negli USA (1929: transazione

completa al sonoro). Fino al 1931 il suono era ripreso in diretta e quindi non era possibile il

doppiaggio. Tra fine anni 20 e primi anni 30 si fanno film in più lingua: il regista gira più volte le

scene con attori di nazionalità differente; oppure vengono fatti film in versione unica in cui si

parlano più lingue, così la storia può essere seguita degli spettatori di più paesi.

1932: si afferma la pratica del doppiaggio che permise alle majors americane di mantenere la

posizione di superiorità in Europa. Le majors hanno infatti maggiori potenzialità tecnico-

finanziarie.

L’introduzione del sonoro rappresenta una cesura forte all’interno della storia del cinema, esso

infatti mette in crisi il cinema d’avanguardia, dato che comporta un aumento dei costi sia per i

produttori che per gli esercenti, e poi ridefinisce i codici del cinema narrativo.

Ejzenstejen, Pudovkin e Alekdandrov nel “Manifesto dell’asincronismo” sostengono che il suono

non deve corrispondere all’immagine, ribadendone piattamente il senso, ma si devono realizzare

delle dissonanze tra i due piani per ottenere delle metafore audiovisive.

Europa scenario molto frastagliato, echi della prima guerra mondiale. Cinema usato per la

propaganda, Germania e Italia. Il primo cinema tedesco risente del clima di crisi della repubblica di

Weimar (es. M, il mostro di Dusseldorf di Lang descrive una società in preda al caos dove lo Stato

è assente).

Il cinema delle dittature: Italia, Germania e Unione Sovietica

In Italia il cinema ha un brusco calo, solo con l’introduzione del sonoro verrà utilizzato dal

fascismo. Nel 1932 viene istituita la Mostra del Cinema di Venezia, poi il Centro Sperimentale di

Cinematografia e nel 1937 creazione di Cinecittà. Cinema anni 30, viene detto “cinema dei

telefoni bianchi”: il telefono bianco compare spesso in questi film in mano alle dive, ed è segno di

eleganza e tecnologia, icona di un’Italia ricca e moderna che esiste più sullo schermo che nella

realtà. Fascismo è interessato a fare cinema di alto livello professionale in grado di competere

con le pellicole hollywoodiane che circolano in Italia. Alcune aree di produzione comunque puntano

al consenso: film di propaganda e cinegiornali dell’Istituto Luce. In questi anni ci sono le prime

forme del neorealismo con Blasetti, De Sica e Visconti (Ossessione).

In Germania si predilige il film di intrattenimento privi di espliciti messaggi politici e di alta qualità

tecnico-formale, tranne per la presenza dei cinegiornali e opere dedicate totalmente alla


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DESCRIZIONE APPUNTO

Sunto per l'esame di Istituzioni e storia del cinema e della prof. Pesce, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dalla docente Introduzione alla storia del cinema, Bertetto. Gli argomenti trattati sono: il cinema delle origini e la nascita del racconto cinematografico, il cinema europeo degli anni Venti, il cinema americano degli anni Venti, il cinema americano classico, il cinema europeo degli anni Trenta e il realismo poetico francese, il neorealismo e l’avvento del cinema moderno in Italia, il cinema d’autore europeo degli anni Cinquanta e Sessanta, il cinema d’autore in Giappone, la <<nouvelle vague>>, il nuovo cinema degli anni Sessanta e Settanta, il cinema italiano degli anni Sessanta e Settanta, il cinema non-narrativo: documentario e sperimentazione, il cinema americano degli anni Settanta, tendenze del cinema contemporaneo


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Docente: Pesce Sara
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2015-2016

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