1. Il cinema dalle origini e la nascita del racconto cinematografico.
Una convenzione storica attribuisce ai fratelli Lumière l’invenzione e l’inizio del cinema, individuandolo nella data della prima
proiezione pubblica a pagamento delCinématographe Lumiéreil 28 dicembre 1895 a Parigi. In realtà l’invenzione
cinematografica è un fenomeno internazionale e quasi non si contano i brevetti di strumenti di ripresa e proiezione.
1891: negli U.S.A. Edison e Dickson inventano il Kinetoscopio: dispositivo che consente la visione di un brevissimo film a un
solo spettatore per volta, attraverso un mirino. Il rapido declino di questo visore individuale ci conferma che il futuro del
cinema è legato alla proiezione collettiva e infatti, l’apparecchio dei Lumiére risponde di più a quest’esigenza:
• Proiezione su grande schermo;
• Pellicola su supporto flessibile (celluloide);
• Un trascinamento regolare della pellicola a 16 fotogrammi al secondo.
Le tecniche di proiezione, invece, dovevamo molto alla lanterna magica (apparecchio già diuso nel 600 che consentiva la
proiezione di immagini dipinte sul vetro).
Il 28 dicembre 1895 non segna l’inizio della storia del cinema, ma per la prima volta il cinematografo Lumiére diventa uno
spettacolo per un pubblico pagante.
La proiezione di film è allestita in sedi precarie, caffè o sale da ballo, oppure all’interno di spettacoli già esistenti come il circo e
il teatro di varietà.
Il responsabile principale è l’operatore della macchina da presa.
Verso il 1900 si precisa la distinzione tra l’operatore e la nuova figura del regista, il quale diventa responsabile della concezione
del film e sovrintende la sua lavorazione: director system.
Gradualmente si inizia a pensare al film come ad un’attrazione autonoma: dopo il 1905, negli Stati Uniti si moltiplicano i
nickelodeon: locali dedicati al cinema che attirano un pubblico popolare e che ottenne successo per:
• Programmi rapidissimi (dai sei agli otto film lunghi ciascuno 5 -‐10 minuti);
• Varietà degli orari;
• Biglietti a bassi prezzi.
L’aumento esponenziale della domanda di film, sollecita il passaggio alla produzione di massa: dal 1905 nascono le prime
grandi strutture produttive.
-Francia: troviamo Méliès con i film a trucchi e Pathé e Gaumont che hanno ottime capacità imprenditoriali (la Pathé s’impone
come azienda leader a livello mondiale).
- Italia: 1905, primo film a soggetto italiano, La presa di Roma di Alberini. L’Italia si specializza in film storici monumentali: Quo
Vadis?Di Guazzoni del 1912 e Cabiria di Pastrone del 1914.
- Danimarca: Ole Olsen fonda la
Nordisk nel 1910, specializzandosi negli intrecci polizieschi e nei drammi torbidi e sensuali.
- Stati Uniti: nel primo decennio del 900 avviene uno stallo produttivo causato dalla “guerra dei brevetti”: Edison rivendica
l’esclusività dei brevetti su cineprese, proiettori e pellicole.
Dopo il 1908 la produzione assume
dimensioni industriali.
1906: nascono le serie comiche (le prime sono francesi e interpretate da Deed).
Ma già negli anni 10 si sviluppa una più forte innovativa produzione comica negli Stati Uniti: Sennett, fonda, nel 1912, la casa
di produzione
Keystone (dove esordiscono attori come Chaplin) e perfeziona la slapstick comedy, cioè la comica “violenta”.
La formula che spiega il successo delle comiche delle Keystone è tutta in:
• Succedersi ripetitivo e fulmineo delle gag;
• Caratterizzazione estrema dei personaggi;
• Velocità ritmica.
I produttori americani cercano di trovare un accordo che ponga fine alla “guerra dei brevetti” attraverso un controllo sul
mercato: nel 1908 nasce la MPPC (Motion Picture Patents Company).
A livello distributivo c’è il passaggio dalla vendita delle pellicole al noleggio.
Il cinema narrato diventa quasi un’esclusiva. Per coinvolgere la borghesia si attinge al patrimonio letterario (in Francia nasce la
Film Art che adatta testi teatrali).
Negli Stati Uniti nasce la Famous Players in Famous Plays (embrione della futura Paramound).
Dopo il 1910 s’impone il
film di lungometraggio (nel 1913 lo standard è di 1000 – 1200 metri, circa 60 minuti).
La produzione cinematografica americana si sposta da New York a Los Angeles: Hollywood. La California garantisce ottime
condizioni climatiche per le riprese in esterni e una varietà di paesaggi.
Il primato americato avviene definitivamente dal 1916 in poi:
• Francia e Italia escono deboli dalla prima guerra mondiale e
il cinema statunitense impone la sua egemonia;
• Le piccole aziende di distribuzione e produzione tendono a fondersi in aziende più grandi: nascono l’Universal, la
Paramound, la Warner Bros, la Fox Film Co. ecc.
Si trasforma anche il modo di produzione, nasce il producer system: dopo il 1914al centro del processo di lavorazione non c’è
più il regista, ma il produttore. Il regista è solo responsabile della riprese del film, il produttore lo è dell’intera lavorazione.
Si sviluppano nuove strategie di vendibilità, nasce lo star system: si fa dell’attore principale il veicolo pubblicitario del film e il
fulcro del processo produttivo.
Modi di rappresentazione nel cinema delle origini: attrazione e narrazione.
Cinema delle origini: MRP (modo di rappresentazione primitivo).
Cinema narrativo classico di Hollywood: MRI (modo di rappresentazione
istituzionale).
L’elemento fondamentale del MRP sta nella concezione autonoma dell’inquadratura. Fino al 1902 la maggioranza del film è
“monopuntuale” (una sola inquadratura), mentre dal 1903 s’inizia a registrare una moltiplicazione dei piani, ma anche in questi
film “pluripuntuali” la comunicazione tra le inquadrature è minima: ogni piano, prima di lasciare spazio al successivo, deve
esaurire l’azione che si sviluppa in quel quadro.
L’inquadratura del cinema “
primitivo” presenta:
• Un’illuminazione uniforme;
• Cinepresa fissa e in posizione frontale;
• Uso frequente di un fondale dipinto;
• Considerevole distanza della macchina da presa e gli attori;
• Montaggio “non continuo”: non è ancora stato messo a punto un sistema di raccordi tra le inquadrature che fluidifichi i cambi
d’inquadratura.
Gunning e Gaudreault hanno individuato, tra il 1895 e il 1915, due diverse modalità di organizzazione del discorso
cinematografico: il sistema delle “attrazioni mostrative” e quello dell’“integrazione narrativa”.
1895 – 1908. Attrazioni mostrative:
• Centralità dell’attrazione, ossia del “trucco”, dell’evento fuori dall’ordinario (l’attrazione del cinema delle origini è molto
vicina all’attrazione del circo);
• Componente narrativa molto debole.
1908 – 1915. Integrazione narrativa:
• Racconto: elemento portante del sistema che implica…;
• …la linearizzazione narrativa delle inquadrature: le riprese, tra il 1904 e il 1908, tendono sempre più ad essere realizzate in
funzione del montaggio.
Il passaggio dal cinema delle attrazioni all’integrazione narrativa implica anche un cambiamento nelle relazioni tra il film e lo
spettatore: nel regime dell’attrazione troviamo uno spettatore che guarda e un attore che sa di esibirsi di fronte al
pubblico,nell’interazione narrativa è completamente negato.
Il MRI elabora regole per costruire l’illusione della continuità. Lo spettatore è assorbito all’interno del racconto, grazie
all’utilizzo di una cinepresa ubiqua (che è dappertutto) e alla proibizione agli attori di guardare in macchina.
(Periodizzazione da prendere con cautela, l’attrazione d'altronde non sparirà mai dalla rappresentazione cinematografica: per
esempio la si ritrova sotto forma di
musical o negli effetti speciali del cinema contemporaneo).
Visione e spettacolo: Lumière, Méliès.
Lumière: cinema della realtà, tendenzialmente non narrativo.
Méliès: cinema spettacolare, del trucco.
Entrambi sono collocati all’interno dell’attrazione mostrativa: sia la fotografia animata della realtà, sia il trucco, sono due
aspetti che prima di raccontare vogliono “far vedere”.
• Lumiére crea il Cinématographe, una macchina leggera che riprende, stampa i positivi e proietta. I suoi film sono di circa 50
secondi, la cinepresa è collegata su un supporto mobile, si privilegia la veduta d’insieme con un’angolazione di ripresa
decentrata. L’immagine Lumière è centrifuga, nel
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