Gli irregolari: amori comunisti al tempo della guerra fredda
By Anna Tonelli
Introduzione
1. Le unioni antifasciste
1. L’azione per il partito e per il paese
2. Gli ideali comuni
3. Fra Parigi, Mosca e la Spagna
4. Una vita in clandestinità: Estella e Gallo
2. Legami e separazioni dopo la Liberazione
1. Gli amori clandestini: Maria Laura, Leonilde, Bruna e le altre
2. Le mogli ripudiate
3. «Il costume di partito»
3. La Sacra Rota comunista
1. La via di fuga a San Marino
2. La separazione legale fra Togliatti e Rita Montagnana
3. Il divorzio «a insaputa» di Teresa Noce
4. La morale del «compagno Edo»
5. Dirigenti e intellettuali: Grieco, Gerratana, Vittorini, Einaudi
4. Le vite degli altri
1. I segreti nella Commissione centrale di controllo
2. Per indegnità politica e morale
3. Libertini e «invertiti»: non solo Pasolini
5. Visti da fuori
1. Il «volubile cuore» dei dirigenti
2. La stampa amica
3. Gli attacchi degli oppositori –
I NTRODUZIONE LE UNIONI ANTIFASCISTE
Perché irregolari*?
Perché pericolose per la credibilità del partito e dei suoi rappresentanti politici. Sono soggetti a scandali:
1
Togliatti , D’Onofrio, Grieco, Gerratana, Amendola,…
Perché vengono utilizzati proprio i comunisti come oggetto di discussione?
Perché pretendeva un obbedienza assoluta, regole molto rigide che, se disattese, prevedevano punizioni
molto severe. Per i comunisti l’impegno politico deve essere al primo posto: la vita sessuale e sentimentale
dell’uomo passa in secondo piano. regole troppo astratte per essere applicate alla realtà.
Come si vuole presentare il partito?
A ’ : fedele al concetto di famiglia popolare
LL INTERNO
A ’ : antagonista rispetto al modello perbenista di impronta tradizionale (comunisti si oppongono al
LL ESTERNO
costume borghese)
*Impongono rigidità morale comincia a vacillare nascono “unioni irregolari”
1 Amante: Nilde Lotti
Moglie: Rita Montagnana voci “dissonanti” arrivano dalle mogli “ripudiate” all’interno di un sistema politico con
caratteri gerarchici e maschilisti; rottura fra due dirigenti di primo piano che avrà risvolti politici dentro e fuori al
partito.
C : da un lato si promuovono i valori e codici inflessibili, dall’altro si consente a situazioni reali
ONTRADDIZIONI
opposte.
Perché il periodo della guerra fredda?
• In quel periodo PCI si caratterizza come espressione di una cultura politica solida ed identificabile.
• Si difendevano bene dagli attacchi dei moderati, che si servivano dello stereotipo secondo cui i
comunisti sono inaffidabili moralmente e distruttori della famiglia.
1 –
CAP LE UNIONI ANTIFASCISTE
1. ’
L AZIONE PER IL PARTITO E PER IL PAESE
Unirsi contro il fascismo voleva dire anche unirsi nella vita, condividendo le stesse passioni e gli stessi rischi,
secondo una scala di valori che determinava scelte personali ancora prima che politiche. per questo
motivo all'interno del partito fascista cominciano a formarsi delle unioni.
L’azione e l’attività per sabotare il fascismo e diffondere gli ideali comunisti acquistano maggior vigore se
condotte in coppia, come viatico non tanto per la solidità della relazione, quanto per il bene del partito e
del paese. La precedenza accordata alla lotta clandestina rispetto alla scelta affettiva è condizione
indispensabile per una condotta comunista che richiede come primo imperativo l’affezione e la dedizione al
partito. L’antifascismo diviene dunque valore al contempo politico ed esistenziale, a connotare un’identità
che non può mutare fino all’obiettivo finale della caduta della dittatura. si sviluppa un modus vivendi che
attraversa tutti i campi, passando dal lavoro alla famiglia, dalla mentalità agli spazi affettivi. La
consuetudine a correre rischi e a punteggiare la quotidianità di pericoli non fa altro che cementare i
rapporti, che devono dosare momenti condivisi e fughe, fino a prevedere allontanamenti o incognite legate
le unioni ai tempi dell’antifascismo siano
al fermo o all’arresto. ciò che importa sottolineare è come
funzionali a una militanza che possa servire anche politicamente, nella consapevolezza di dover «porre il
partito sempre al di sopra della persona».
La possibilità di conciliare ideologia e vissuto quotidiano si ritrova nell’impegno a rendere concrete le
direttive di un partito che, per esistere, prevede l’abbattimento del regime che ne impedisce la
sopravvivenza (lotta che unisce i comunisti).
questa lotta si può suddividere in periodi diversi:
Dalla metà degli anni Venti e fino all’entrata in vigore delle leggi fascistissime, l’attività si indirizza
soprattutto alla propaganda contro le azioni violente e l’affermazione del partito fascista, e comincia a
maturare una coscienza accompagnata da strategia offensiva. comunisti come colonne dell’antifascismo
armato; militanza costituisce fonte e alimento anche per un’analisi dei caratteri e delle evoluzioni dei
legami amorosi e familiari. 2. G LI IDEALI COMUNI
Volontà di un’unione fra uomini e donne nel perseguire la lotta antifascista. I valori tradizionali espressi
dall’ideologia comunista vengono dirottati nella direzione dell’antifascismo, come priorità per i militanti
impegnati in una fase della vita in cui l’obiettivo centrale riguarda la lotta per abbattere il regime.
l’antifascismo comunista, proprio per opporsi a questo fenomeno, mette in campo le diverse classi sociali,
unendo gerarchia e base, uomini e donne, pur se sono frequenti e rilevanti le differenze di impostazione e
di azione fra i rappresentanti di apparato e i semplici militanti. Partito schierato apertamente contro unioni
non omogenee politicamente. In discussione, infatti, non è la posizione contro la dittatura, che fa parte del
dna del comunista attivista, ma le modalità di azione. Battersi concretamente contro i fascisti, organizzando
reazioni e momenti di propaganda, richiede sacrificio, spirito ribellistico, sfida alle ricerche degli apparati
polizieschi e agli arresti. Per essere un vero comunista bisogna combattere con anima e corpo contro il
fascismo.
legami e le relazioni amorose, sempre intrisi di ideali politici condivisi, proprio perché ci si sprona a vicenda
e si lotta insieme. Le relazioni amorose sono relegate in una posizione di assoluta marginalità. «Non c’era
tempo per innamorarsi, per fare l’amore: veniva prima la lotta», l’incompatibilità della vita da combattente
con ogni possibile forma di sentimentalismo, manifestare i sentimenti.
considerato dai comunisti pratica disdicevole, consona a un comportamento borghese da rifiutare. Esibire il
politica, sentimenti costituissero una
lato emotivo costituisce per il militante la prova di poca affidabilità
deviazione dalla retta via dell’impegno politico, che richiede invece un controllo assoluto degli impulsi, degli
istinti e delle emozioni.
Gramsci: «non saprei dire fin dove arriva il sentimento e dove comincia invece uno degli altri elementi, non
saprei dire forse neppure di quale di tutti questi elementi precisamente si tratti tanto essi sono unificati in
un tutto inscindibile e di una vita unica».
L’integrità politica, del resto, non è altro che il risultato di tutte quelle qualità richieste per essere un buon
comunista: sacrificio, rettezza morale, serietà, disciplina e abnegazione.
Una delle parole ricorrenti, insieme a «fraterni», è «platonici», a connotare i rapporti che si instaurano
Il rischio che la vicinanza fra confinati e la permanenza nel
durante i lunghi giorni della convivenza forzata.
campo possano creare pericoli per la condotta morale è ben presente, tanto che gli esempi di rettitudine
vengono assunti come simbolo da imitare.
3. F P , M S
RA ARIGI OSCA E LA PAGNA
La clandestinità impone frequenti fughe all’estero, tre direttrici lungo le quali si muovono i comunisti
italiani. Il primo luogo operativo è Parigi e la Francia, secondo Mosca, terzo Spagna, periodo molto
movimentato che permette però di unire all’orgoglio comunista una fede ideologica che sostiene e motiva
le scelte.all’estero.si formano nuovi legami mentre la lontananza, non supportata da analoga passione
politica produce inevitabili distacchi L’esperienza in terra straniera unisce e separa, a seconda dei casi, ma
serve sempre a sondare e a misurare il grado di fede politica. ogni capitale o paese rispetta un ruolo
definito: Parigi funziona da centro propulsivo di modernizzazione; Mosca mantiene la leadership politica e
morale; la Spagna attiva l’operatività e il confronto rivoluzionario.
Per evitare unioni “irregolari” controllo all’estero risulta ancora più serrato per due motivazioni: la prima
legata alla reputazione del partito in un paese straniero; la seconda dettata dalla necessità di non
disperdere energie che andavano concentrate solo ed esclusivamente nella lotta politica.
i dirigenti del partito insistono sulla necessità di «non dimenticare il compito per il quale i comunisti sono
chiamati a rispondere anche quando si trovano all’estero» disciplina di partito, che impone di sopportare il
distacco dagli amori e dalle famiglie di origine e di condurre una vita votata al rigore e al sacrificio, anche
sentimentale. Russia l’esempio di concretizzazione del modello comunista da imitare e copiare, o
comunque da venerare.
fascinazione nei confronti della patria del comunismo, con evidenti riflessi anche sul piano sentimentale.
Italiani attratti dalle donne Russe; avvennero matrimoni regolari tra italiani comunisti e Russe già negli anni
20.
concetto di «amore libero» per intendere un rapporto liberato da condizionamenti di carattere economico
e sociale, senza lasciare nessuno spazio alla licenza dei costumi e dei comportamenti. concetto di teoria
sentimentale non più soggetta ai condizionamenti della Chiesa e della civiltà borghese. Nel rapportarsi alle
donne russe, i militanti italiani vedono riflesso il modello ideale dell’amore senza vincoli, sperimentando
anche nella clandestinità la novità di legami nati con questi presupposti.su questi legami vigila
costantemente l’ossessivo controllo del partito, che accorda il permesso solo nel caso in cui il militante
abbia saputo mantenere sempre un atteggiamento consono. speciale ‘autorizzazione’ che veniva accordata
dopo inchieste e accertamenti che spesso duravano dei mesi perfino quando il legame pare duraturo, e
destinato a rinsaldarsi anche dopo il ritorno in Italia della coppia formatasi in Russia, gli ammonimenti si
mantengono ugualmente severi.
Problema degli italiani che vogliono sposare le donne russe e poi tornare in Italia: l’eventuale fallimento
sarebbe determinato dalla contrapposizione di due realtà: quella russa, che garantisce pane, lavoro e
felicità, secondo la classica visione idilliaca del comunismo perfetto, e quella italiana, attraversata da crisi,
insicurezza e disuguaglianza, tanto da scoraggiare il proseguimento della relazione.
4. U : E G
NA VITA IN CLANDESTINITÀ STELLA E ALLO
le esperienze dei dirigenti sono differenti e anche più tormentate rispetto a quelle dei militanti comuni,
anche perché contrassegnate dai pedinamenti delle polizie internazionali, Fra gli esempi più significativi va
annoverato quello di Luigi Longo e Teresa Noce che, fino alla Liberazione, trascorrono una vita segnata da
fughe, arresti, espatri e ritorni. Il carattere duro, la determinazione e il senso del sacrificio da dedicare al
partito, fanno di Teresa Noce una protagonista dell’antifascismo, al pari di molti altri dirigenti: conquista
non irrilevante in una realtà politica dove alle donne sono assegnati compiti secondari e assistenziali,
copiosa produzione di Teresa Noce che, sotto forma di scritti, articoli, memorie, romanzi, costituisce un
patrimonio prezioso per le autobiografie, non solo fe
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