Estratto del documento

1

I comunisti mangiano i bambini

Stefano Pivato

Introduzione

Capitolo primo

La leggenda oggi

Capitolo secondo

Cannibali

Capitolo terzo

La guerra dei bambini

Capitolo quarto

Deportare l’infanzia

Capitolo quinto

La guerra fredda

Capitolo sesto

Faziosità I

NTRODUZIONE

Ma come era possibile che gli emissari di Stalin deportassero in Russia i bambini italiani con la

complicità di inglesi e americani e violando tutte le convenzioni internazionali di guerra? In realtà

quelle cronache sono inventate. Anzi, esse rappresentano una delle più clamorose «false notizie»

costruite dalla propaganda fascista durante il periodo bellico.

Nessun bambino italiano fu mai deportato in Russia.

mancanza di un’informazione libera.

Evocare il pericolo di morte per l’infanzia in una data consacrata alla nascita dalla tradizione

cattolica significa accrescere l’impatto emotivo contro i profanatori della religione. Ma,

soprattutto, rende concreto il terrore per il «mostro» bolscevico.

suscitare avversione contro gli alleati

Ma dove ha origine quella rappresentazione che porta ancor oggi, perlomeno in alcuni settori, a

identificare i comunisti con raffigurazioni truci nei confronti dell’infanzia?

Dentro questa cornice si inscrive la leggenda; una storia che diventa slogan, invettiva, modo di

apostrofare e rappresentare il mondo comunista.

distorta e propagandistica interpretazione delle carestie che devastano l’Unione Sovietica a partire

dagli anni Venti del Novecento.

Se nella sua versione primigenia la leggenda riporta l’atto cannibalesco dell’adulto che divora i

fanciulli, o del padre che si nutre dei propri figli, nei vari formati narrativi essa assume anche altri

contorni. Come quello che, in conseguenza dell’educazione affidata esclusivamente allo Stato,

vede il comunista cannibalizzare metaforicamente l’infanzia; in una versione trascendente,

divorare l’anima dei fanciulli in virtù di un’educazione improntata all’ateismo e al laicismo.

L'idea del cannibalismo dei comunisti ha avuto molto impatto sulla psicologia collettiva.

leggenda si trasforma in uno strumento di comunicazione politica la cui circolazione non avviene

attraverso i manuali di propaganda ma ai gradini più bassi di una cultura popolare in grado di

suscitare gli istinti più brutali dello scontro politico e ideologico. La narrazione parte dagli anni

Venti, attraversa gli anni Trenta e si dilata durante la seconda guerra mondiale.

Quando? Questa convinzione si estende dalla prima guerra mondiale al secondo dopoguerra, fino

ad arrivare in maniera labile ai giorni nostri.

1 Sunto storia contemporanea, prof. Pivato, libro consigliato I Comunisti mangiano i bambini, Pivato

Dentro quel clima, pervaso dal desiderio di distruggere il nemico e dalla crescente indifferenza

verso la morte, «le storie di atrocità diventano moneta corrente»

E la facilità con la quale si sopprimono gli esseri umani finisce per rendere credibile ogni sorta di

crudeltà.

mondo dell’infanzia coinvolta, come mai in precedenza.

Protagonisti del dolore, i bambini diventano gli attori tragici che amplificano una delle paure più

diffuse nella storia del Novecento: quella del comunismo (I fascisti erano contro i comunisti).

Di fronte a un clima dominato dal terrore il racconto fantastico e la dimensione dell’incredibile

diventano reali nella ricezione della psicologia popolare.

2

gulag e delle fucilazioni di massa nell’«inferno» comunista.

metamorfosi l’orco comunista si sostituisce a quello della fiaba di Pollicino.

Alle accuse dei cattolici di essere divoratori, e non solo metaforicamente, di bambini, i comunisti e

il fronte laico riesumano una delle polemiche più caratteristiche dell’anticlericalismo d’inizio

Novecento: quella che vuole preti e frati stupratori di fanciulli. Per contrattaccare l'accusa da

parte dei cattolici che i comunisti mangiano i bambini, essi sparsero la voce dei frati stupratori di

bambini.

Sbranata dai comunisti e violentata dai clericali, l’infanzia entra nello scontro ideologico del

Novecento. Ne diventa anzi protagonista.

CAP1 – L

A LEGGENDA OGGI

1. F RA SATIRA E DOMANDE

La quantità di libri e convinzioni in diversi i paesi scritte sui comunisti e sulle loro crudeltà

conferma la presenza di quella narrazione nell’immaginario.

La leggenda ha dunque una circolazione planetaria.

In Italia l’esperienza del fascismo enfatizza lo scontro con il comunismo e suscita timori e paure più

che in altre realtà, vuoi perché dalla metà degli anni Quaranta in Italia opera il più grande Partito

comunista dell’Occidente.

spiegazioni più metaforiche: I comunisti non mangiano i bambini nel senso letterario della parola,

ma «mangiano» è inteso come perdita dell’essere spensierati e giocare come bambini, visto che

venivano assorbiti nei lavori dei grandi. Perché nel comunismo si diventava adulti rapidamente.

Ecco la nomea del comunista che mangia i bambini, mangia la loro infantilità e spensieratezza.

3

Moloch dio pagano divoratore di bambini.

una delle principali vittime di una storia che mette sotto la stessa luce la Rivoluzione francese, il

Risorgimento italiano e la Rivoluzione russa è per l’appunto l’infanzia.

Silvio Berlusconi è stato l'unico politico a riprendere l'idea dei comunisti che mangiano i bambini.

Passaggio dalla diffusione orale a quella scritta (giornali, libri, internet,...) di questa leggenda

diffusa oggi non solo in tante lingue diverse ma anche in tanti modi diversi: cinema, tv, musica,

giornali, politica, internet, libri,...

2. L

A POLITICA METAFORA DEL CANNIBALISMO

2 Direzione principale dei campi di lavoro correttivi" - spesso scritto GULAG è stato il ramo della polizia politica

dell'URSS che costituì il sistema penale dei campi di lavoro forzato. Benché questi campi fossero stati pensati per la

generalità dei criminali, il sistema dei Gulag è noto soprattutto come mezzo di repressione degli oppositori politici

dell'Unione Sovietica.

3 Moloch è stato storicamente associato con culture di tutto il Medio Oriente, tra cui gli Ebrei, gli Egizi, i Cananei, i

Fenici e culture correlate nell'Africa settentrionale e nel Vicino Oriente. Oggi il termine "Moloch" viene usato in senso

figurato per designare un'organizzazione o una persona che domanda o richiede un sacrificio assai costoso

La satira popolare cerca anche di svuotare il senso originario della leggenda con scritte che in

occasione delle campagne elettorali compaiono sui muri.

Anche Dante nell'inferno parla di cannibalismo. Molte persone si ricollegano a questo pezzo per

parlare dei comunisti.

Delegare la scuola allo Stato – sostengono i cattolici – significa sottrarre i figli all’educazione della

famiglia e soprattutto, alla chiesa.

«L’Asino»: I redattori dell'Asino intraprendono così la strada della controffensiva contro il clero e

il Vaticano. È la corruzione della Chiesa, l'atteggiamento aggressivo e superstizioso dei preti a

venire descritto nelle vignette, il cui successo nella popolazione porta ad un aumento ulteriore

della tiratura.

Mentre i laici disegnano preti che inghiottiscono bambini e frati stupratori dietro le sbarre, i

cattolici rispondono così: La satira cattolica disegna in sembianze panciute i rappresentanti del

movimento operaio: segretari delle Camere del Lavoro e delle Leghe, deputati o capilega socialisti

che ingrassano grazie alle quote del tesseramento estorte a macilenti e affamati contadini e

operai.

Per contro, le pance dei curati che escono dalla penna di Galantara diventano enormi grazie alle

offerte dei fedeli e a quelle dell’obolo di San Pietro.

termine «mangiapreti»

riproduzione dell’avversario sotto sembianze di animali e belve fameliche.

Lupi, pescecani, avvoltoi e piovre, zoologia del terrore che rientra in quella brutalizzazione della

politica che attraversa il Novecento.

Metafore e immagini simili usate anche nel Fascismo che rivendica il ruolo di divoratore dei

nemici.

La morte, come segno di vitalità, costituisce una immagine dominante del suo universo allegorico

al pari del fuoco, uno dei simboli della violenza purificatrice.

Simboli (animali) utilizzati dal fascismo: Leoni, tigri e aquile.

Il fronte laico e quello cattolico si cannibalizzano a vicenda.

Il verbo «mangiare» assume una serie infinita di significati simbolici. Da quello classico che sta per

sbaragliare gli avversari a quello dell’invasione degli Stati da parte di potenze più forti, a quello che

ne identifica l’atto con le ruberie dei politici.

Oggetti simbolo del loro appetito: le posate

I «forchettoni» sono gli accaparratori non solo dei seggi in parlamento, ma anche delle poltrone

dei consigli di amministrazione delle banche o dei giornali.

anche il mondo dell’infanzia entra in quelle raffigurazioni. Il fascismo opera un’educazione

politico-propagandistica senza precedenti nei confronti dei bambini. Collegamento col cibo e

col mangiare

Nel Novecento lo scenario cambia: ci si allontana dalla fantasia e dall’immaginario ogni idea

romantica che aveva accompagnato la visione letteraria del fanciullo nell’Ottocento. fanciullo che,

a imitazione degli adulti, prende a calci i coetanei neri durante la campagna d’Etiopia o, con il

manganello in mano, minaccia un piccolo comunista, diventano negli anni Trenta i simboli della

campagna di politicizzazione delle future generazioni guerriere all’enfatizzazione del rapporto fra

l’infanzia e la politica: mondo dell’infanzia sia definitivamente entrato nello scontro ideologico e

nella lotta politica, e sia dunque pronto a essere divorato dal mondo degli adulti.

– C

CAP2 ANNIBALI

1. C

ARESTIE

Quattro tappe nella ricezione della Rivoluzione russa da parte dell’opinione pubblica italiana.

1^tappa: Fra il marzo 1917 e il marzo 1918 l’avvento di Lenin è accolto, anche in ambienti

borghesi, con simpatia e interesse.

2^fase: primavera del 1918 a quella del 1919 segue una fase di attesa e disincanto

3^fase: dalla primavera del 1919 alla primavera-estate del 1920, nel quale sembrano ritornare gli

originari entusiasmi.

4^fase: seconda metà del 1920, inizia una graduale perdita di ascendente del fascino della

Rivoluzione d’ottobre, proprio in coincidenza con la prima disastrosa carestia che colpisce il paese

dei soviet.

La collettivizzazione delle campagne segna un significativo allargamento del dissenso in Europa.

Origine della tragedia (rivoluzione russa): danni provocati alla produzione agricola già dalla prima

guerra mondiale, gli scontri della Rivoluzione russa e della guerra civile, la politica del comunismo

di guerra, che causano un numero di vittime calcolate in almeno 5 milioni. La siccità, intervenuta

nel 1921, aggrava la catastrofe. In molti casi il disinteresse delle amministrazioni locali, che si

rendono conto in ritardo del problema, contribuisce a peggiorare la situazione.

La carestia aggrava il problema dell’infanzia e le notizie che filtrano in Occidente parlano di

migliaia di bambini allo sbando.

episodi di cannibalismo: l’isola di Nazino, Isola dei cannibali, cannibalismo divenga una pratica di

sopravvivenza comune senza distinzioni di classe sociale, sesso o età. migliaia di deportati

classificati come «socialmente nocivi».

Cannibalismo divenga una pratica di sopravvivenza comune senza distinzioni di classe sociale,

sesso o età.

Lettere e diari testimoniano di come la gente comune collegasse sempre più frequentemente il

tema della fame a quello della morte.

«saremo contenti se ci uccideranno, sono stanco di soffrire la fame»

Si può classificare il cannibalismo in tre categorie: nella prima sono compresi i casi di vendita,

generalmente al mercato nero, di carne umana ad acquirenti ignari; rientrano nella seconda

classificazione i casi di smembramento dei cadaveri, nei cimiteri o negli ospedali; la terza, infine, è

quella che contempla l’omicidio per cibarsi del corpo della persona uccisa.

Cibarsi dei cadaveri umani – sostengono i cannibali – non può considerarsi un delitto perché, con

la morte, l’anima si separa dal corpo, che altro non è che «cibo per i vermi»

Assai scarse sono le notizie che filtrano in Occidente.

La stampa per fanciulli del Partito comunista d’Italia lancia, nel 1922, una sottoscrizione per i

«piccoli fratelli proletari» colpiti dalla carestia. Curiosamente, e contraddicendo i principi invocati

dalla pedagogia comunista, secondo la quale anche nei confronti dell’infanzia bisogna evitare

racconti popolati di folletti e orchi ma attenersi alla veritiera esposizione dei fatti, le cause della

carestia vengono attribuite all’azione delle «streghe cattive».

Mussolini dedica un articolo al tema dichiarando di citare fonti esclusivamente giornalistiche e

poliziesche sovietiche e si sofferma anche sui disturbi mentali degli antropofagi rivelando che «la

loro mente si turba, il loro volto assume una particolare strana espressione di assenza», per

concludere con un ironico «Viva la Russia di Lenin!»

L’impenetrabilità del mondo sovietico rende difficoltosa la circolazione delle notizie sulle carestie;

le lettere contribuiscono ad aumentare il panico nei confronti dell’orco russo e, in particolare la

sua crudele predilezione a infierire sui bambini.

I ritratti della Russia e dei suoi abitanti, mostrati dal partito fascista insistono sullo stato di

degrado, sulla povertà, sulla sporcizia degli abitanti. E, soprattutto, sulla fame.

Italiani salvaguardano bambini italiani dai cannibali russi: i soldati d’Italia, col loro cuore generoso

di padri e di fratelli, a stroncare i

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 14
Riassunto esame storia contemporanea, prof. Pivato, libro consigliato I Comunisti mangiano i bambini, Pivato Pag. 1 Riassunto esame storia contemporanea, prof. Pivato, libro consigliato I Comunisti mangiano i bambini, Pivato Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 14.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame storia contemporanea, prof. Pivato, libro consigliato I Comunisti mangiano i bambini, Pivato Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 14.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame storia contemporanea, prof. Pivato, libro consigliato I Comunisti mangiano i bambini, Pivato Pag. 11
1 su 14
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher arycch di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Pivato Stefano.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community