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I comunisti sulla luna – L'ultimo mito della rivoluzione russa

Introduzione

La rigenerazione del mito. La morte di Stalin (1953) e le rivelazioni di Chruščëv sui crimini staliniani (XX congresso del Pcus – 1956) contribuirono ad offuscare il fascino del comunismo. Però, le speranze che Chruščëv accese con la denuncia dello stalinismo furono rese vane dalla repressione della rivolta d’Ungheria e così il fascino dell’Unione Sovietica in Occidente si ridimensionò, anche se non definitivamente.

Durante il 40° anniversario della Rivoluzione d’ottobre, venne lanciato nello spazio lo Sputnik e per circa un decennio le conquiste spaziali assegnano all’URSS un primato. Laika fu il primo essere vivente a raggiungere lo spazio e, nell’aprile del 1961, Jurij Gagarin fu il primo uomo ad orbitare intorno alla Terra. Il 16 giugno Valentina Tereškova fu la prima donna ad essere lanciata nello spazio. Così il mito del comunismo torna, nel pieno della Guerra fredda, a competere con quello americano e le conquiste spaziali furono viste come un riscatto del comunismo e del suo mondo di valori.

A partire dalla seconda metà degli anni '50, le conquiste spaziali dell’URSS iniziarono a minacciare la solidità del mito americano trasformando il primato della tecnologia nella supremazia del comunismo. La supremazia dell’URSS in campo satellitare insinua la convinzione, soprattutto nel mondo della sinistra, della preminenza del modello comunista su quello capitalista e si iniziò ad avvertire che quelle conquiste rischiavano di minare un mondo di valori.

La contrapposizione tra i due fronti è particolarmente percepibile sul piano della cultura di massa. La gara spaziale, infatti, alimenta l’antagonismo tra il fumetto della sinistra e quello cattolico, tra l’esaltazione dei protagonisti del cinema neorealista a quella dei divi di Hollywood, quindi tra due mondi divergenti con valori opposti.

La fine della Guerra fredda consente di stabilire che la superiorità dell’URSS in campo missilistico era di natura non solo propagandistica ma reale. Quei primati furono raggiunti grazie all’avanzato stato della ricerca spaziale sovietica, le cui origini si trovano addirittura nella Russia zarista. Infatti, nel 1903, ci fu il primo trattato sulla missilistica che andò a costituire la base di ogni sistema di propulsione spaziale nei decenni a venire, influenzando gli scienziati di tutto il mondo, americani compresi, e soprattutto Korolëv (la mente di tutte le imprese spaziali a partire dallo Sputnik). L’allunaggio dell’Apollo 11, il 20 luglio 1969, pose definitivamente fine all’ultimo mito del comunismo. Sulla luna ci arrivano prima gli Stati Uniti.

Prima parte: l’immaginario

La storia immaginata (come uno crede che sia andata la storia) è diversa dalla storia politica. C’è più indulgenza nei confronti del fascismo in Italia (anche a causa della mancata epurazione). Questo perché in Italia la destra si è sempre identificata con la destra fascista, mentre in Europa le destre sono antifasciste.

Favole politiche: nascono quando nascono le favole – fin dalla fine dell’800 nel raccontare la favola si usa un linguaggio talmente semplicistico che la politica l'adotta. Per esempio, anche di Pinocchio è stato fatto un uso strumentale. Pinocchio è un personaggio estremamente laico. In Pinocchio non c’è la presenza di un sacerdote, una presenza divina interna, non ci sono preghiere. I grandi scrittori dopo l’unità che educavano gli italiani erano laici. La favola serve per parlare in termini politici, per alimentare l’immaginario – non solo dei bambini. Un esempio è la favola di Laika, legata alla conquista dello spazio.

Nel pieno della guerra fredda si sviluppa un dibattito: se il primato della scienza sta a occidente o a oriente cioè se sono più bravi i comunisti o i capitalisti. Essi si contrappongono con due modelli di vita che sono completamente diversi. Ciò influisce anche sugli armamenti. La corsa allo spazio enfatizzò lo schema duale della Guerra fredda e i suoi motivi.

Corsa allo spazio: americani e sovietici fanno a gare per ottenere i migliori ingegneri (erano tedeschi) e scienziati. Molti sono anche gli italiani che nel dopoguerra vanno a Mosca. Pontecorvo – più bravo fisico italiano nel '45-'46 – era un comunista e decide di andare a Mosca per costruire il socialismo. I sovietici sono i primi che vanno nello spazio perché hanno una scuola di matematici che è la migliore del mondo e ce l’hanno già da prima del 1917. I matematici e i fisici sovietici erano imbattibili e avere il primato della scienza era fondamentale.

Invece nella cultura italiana la scienza non era così importante perché è stata influenzata sempre da correnti umanistiche. La riforma scolastica alla base del sistema d’istruzione è la riforma Gentile (1924) che stabilisce che al vertice ci sia la cultura umanistica e solo più in basso quella scientifica. Infatti, chi aveva fatto il liceo classico poteva iscriversi a tutte le università (supremazia del sapere classico), mentre gli altri no.

Capitolo 1: quattro zampe nello spazio

4 ottobre 1957 → lancio Sputnik 1 – il primo satellite artificiale in orbita intorno alla terra. Quando i sovietici lo lanciarono non fecero come gli americani, ma fanno partire un’agenzia stampa solo quando il successo era garantito. Questo satellite venne ribattezzato “Luna rossa”, un nome piuttosto inquietante nel pieno della Guerra fredda, anche perché gli ambienti occidentali interpretarono l’inizio dell’era spaziale sovietica come un ulteriore avanzamento nella corsa agli armamenti e vi intravidero una minaccia per la pace.

Al contrario, secondo la stampa comunista, lo Sputnik costituì una “vittoria storica della ragione umana, della civiltà e della scienza”. Nel mondo comunista è un’apoteosi perché dimostra che il comunismo vanta un primato nella scienza (nella scienza ci sta tutto quello che serve per l’umanità: messaggio dei sovietici → più scienza si immette nel mondo, più benessere c’è e ciò porta alla pace, anche se in realtà dietro la gara spaziale c’era la corsa agli armamenti – con il primo missile si può mandare una bomba dalla Russia agli Stati Uniti). Il primato che l’Unione Sovietica conquistò nel campo dei satelliti artificiali venne a trasformarsi anche simbolicamente in una supremazia del sistema comunista. Lo Sputnik dimostrò all’occidente che l’URSS disponeva sia dei mezzi sia delle tecnologie necessari per portare in orbita testate nucleari.

Infatti, dall’altra parte si diffonde panico totale. Gli americani sono talmente sconcertati che fanno una riforma scolastica per cambiare il metodo d’insegnamento della matematica perché capiscono che rispetto ai sovietici sono arretrati nell’insegnamento di matematica e fisica.

4 novembre 1957 → lancio Sputnik 2 - messa in orbita del primo essere vivente: la cagnetta Laika, in occasione del 40° anniversario della Rivoluzione d’ottobre (importanza dei simboli in politica). Essa muore dopo poche ore nello spazio e ciò genera proteste di animalisti in tutto il mondo.

La favola di Laika fu una delle leggende più popolari del '900. La Guerra fredda rappresentò “la massima fiction dell’epoca” e in quella fiction Laika assunse contorni leggendari destinati a farne uno dei protagonisti principali. Laika diventa simbolo del comunismo mentre per gli avversari diventa simbolo della crudeltà del comunismo. Per quanto riguarda le sue origini, l’ipotesi più accreditata la presenta come un meticcio trovato a Mosca. Laika divenne un simbolo per il popolo comunista: il simbolo della supremazia sovietica nei confronti del mondo occidentale. Essa era anche il simbolo della lotta di classe: una “cagnetta plebea” che riscattava con le sue imprese le origini umili, quindi rappresenta come l’uomo, a prescindere dalle sue origini, può raggiungere traguardi prestigiosi. Laika = simbolo della lotta di classe che deve eliminare differenze, disuguaglianze e disparità. Tra i bambini Laika entrò in una dimensione fiabesca, in particolare grazie al “Pioniere” (fondato da Rodari), il periodico per i bambini delle famiglie comuniste e a proiettarla nel mondo delle favole fu Gianni Rodari, uno dei principali scrittori dell'epoca.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara_101 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Pivato Stefano.
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