Direzione risorse umane
In questo testo, come indicato nel titolo, viene presa in esame la gestione delle risorse umane nel mondo lavorativo. In particolare nel primo capitolo vengono analizzate le principali teorie dell'organizzazione e lo sviluppo dei modelli organizzativi.
Definizione di organizzazione
Per prima cosa viene definita cos'è e cioè: "un insieme di risorse umane che interagiscono tra di loro secondo regole prestabilite, su una base di divisione di ruoli e di compiti, per il raggiungimento di uno o più obiettivi comuni predefiniti, con uno scopo principalmente economico" (come un'azienda o le attuali pubbliche amministrazioni, o la società in generale).
Essa però nella realtà non comprende solo regole e comportamenti prescritti, ovvero formali, ma comprende anche un universo informale che solo in parte si può comprendere analizzando la struttura, i ruoli, i compiti di un'organizzazione. Comunque il concetto di organizzazione nel corso del tempo è mutato molto. Oggi si tende a considerare l'organizzazione come un "organismo animato", che come avviene in natura a seguito dello sviluppo o di processi di naturale metamorfosi, può assumere moltissime forme diverse a seguito di molte variabili ambientali, tecnologiche, relazionali, culturali, valoriali, ecc.
Questa idea di organizzazione come un essere animato non è sempre stata unanimemente condivisa. Infatti, per un lungo periodo storico è prevalso il concetto di organizzazione come "macchina" (quindi oggetto inanimato). Il nesso è comprendibile perché organizzazione viene dal greco organon cioè mezzo, strumento.
Contributi di importanti figure nel pensiero sociologico
Fu solo grazie al contributo di importanti figure nel pensiero sociologico che si iniziò a effettuare una prima separazione nel concetto di organizzazione (della società) e di classificazione dei vari tipi:
- Durkheim (padre della sociologia francese - 1962): analizza l'evoluzione dell'organizzazione della società effettuando una prima suddivisione fra "solidarietà meccanica" (che identifica le società preindustriali in cui vi è una coscienza collettiva che prevale su quella individuale) e "solidarietà organica" (che identifica la società industriale, dove si ha invece la possibilità di sviluppare la propria personalità e di differenziarsi, dove la dimensione individuale diventa la più importante).
- Tonnies (precursore della sociologia tedesca - nello stesso periodo): fa una suddivisione tra "comunità" e "società". Nella comunità le relazioni tra gli uomini dipendono da un'appartenenza per nascita, nella società invece sono di tipo economico e contrattuale, e l'adesione è volontaria, per libera scelta.
- Popper (1973): distingue tra "società chiusa" che è totalitaria e resiste ai cambiamenti e "società aperta" che consente invece cambiamenti nelle strutture politiche, sociali e istituzionali a seguito di una libera discussione.
Significato del termine organizzazione
In generale comunque, il termine organizzazione nel corso della storia nelle scienze sociali è stato usato per indicare:
- L'attività diretta di proposito a stabilire relazioni fra un insieme di persone e di cose in modo che potesse raggiungere razionalmente uno scopo.
- L'insieme sociale concreto che risulta da tale attività quindi un'azienda, un ospedale, una scuola, un ministero, una chiesa, ecc.
- La struttura delle relazioni formali che si creano all'interno di un'azienda, un partito, ecc.
Nel corso del tempo poi si sono create diversi tipi di organizzazioni e quelle che sono state interessate da un mutamento non solo quantitativo ma anche qualitativo sono state definite "organizzazioni complesse". Tale definizione è stata introdotta intorno alla fine degli anni '30 dallo studioso Barnard, anche dirigente di una grande amministrazione pubblica statunitense, il quale con organizzazioni complesse ha voluto intendere quelle organizzazioni di grandi dimensioni (es. grandi aziende industriali, amministrazioni statali, società commerciali, forse armate, ecc.) che si differenziano da quelle minori non solo da un punto di vista quantitativo ma più che altro per il tipo, la varietà, le relazioni che si creano, ecc. Vi è quindi una complessità strutturale.
Due elementi principali che le differenziano da quelle minori sono:
- Il fatto che le relazioni più importanti non sono tra individui ma tra unità e sub-unità strutturali di varie dimensioni e posizioni gerarchiche.
- Il fatto che al suo interno vi sono strutture e persone che svolgono funzioni diverse sia per il tipo di attività che per il livello di responsabilità (es. alcune devono fornire il prodotto o il servizio dell'organizzazione e quindi sono a diretto contatto con il pubblico, altre invece hanno un ruolo direttivo e quindi sono a diretto contatto con il personale dell'organizzazione, colleghi, collaboratori, dirigenti).
Tipi di organizzazione
Le organizzazioni in base alla loro specifica "razionalità di governo o governance" (in questo termine s'intende l'attività di governo di un'organizzazione, che deriva dal concorso delle attività di tutte le componenti sociali di quell'organizzazione) si possono suddividere in otto tipologie diverse:
- Le organizzazioni "con finalità economiche" (le imprese private) del settore agricolo, industriale e del terziario.
- Organizzazioni "che forniscono servizi sociali di pubblica utilità" (come scuola, sanità, assistenza sociale, ecc.) (all'interno di queste vi sono anche quelle no profit).
- Organizzazioni "per la difesa degli interessi ambientali, locali e dei consumatori" (se ricevono un riconoscimento di carattere pubblico entrano a far parte della categoria di organizzazioni che forniscono servizi di pubblica utilità).
- Organizzazioni "religiose" (alcune si collocano all'interno delle chiese ufficiali altre sono esterne, quindi sono movimenti religiosi).
- Organizzazioni "politiche" e i partiti.
- Organizzazioni "militari" e "totali" (cioè le carceri).
- Organizzazioni "di rappresentanza sindacale".
- "Le pubbliche amministrazioni" (che forniscono servizi ai cittadini e garantiscono i loro diritti).
Stakeholders
Le componenti sociali che svolgono l'attività di governo delle organizzazioni sono definiti "stakeholders" (dalla steakholders theory, la quale metteva in evidenza il ruolo svolto da una serie di soggetti, appunto gli steakholders, dai quali dipendeva la possibilità dell'impresa di operare efficacemente, di evolversi e di svilupparsi nel tempo e nello spazio). Questi soggetti vanno a creare due grandi tipologie di gruppi sociali e cioè:
- L'ecosistema dell'impresa (che comprende i lavoratori, le organizzazioni sindacali, gli azionisti, i fornitori, i distributori, ecc.).
- La comunità et large (che comprende i consumatori, le associazioni dei consumatori, i mass media, ecc.).
Le teorie che hanno influenzato i modelli organizzativi aziendali
Le elaborazioni teoriche che, a partire dalla seconda rivoluzione industriale, hanno determinato un mutamento organizzativo straordinario sono le seguenti:
Lo "scientific management" (Taylor): se si escludono i lavoratori...
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