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SCIENZA DELLE FINANZE

CONCETTI FONDAMENTALI

Le imposte servono a finanziare tutte le attività svolte dal settore pubblico concorrendo, insieme al disavanzo, al

sostenimento della spesa pubblica ( il livello delle imposte è collegato al livello della spesa: maggiore spesa comporta

). La spesa pubblica serve per ( ) la produzione e/o offerta di beni/servizi, ( ) la redistribuzione del

maggiori imposte 1 2

reddito ( ), ( ) l’attività di stabilizzazione dell’economia (

previdenza 3 in recessione o bassa crescita lo Stato dovrebbe agire

); ( ) l’attività istituzionale di regolamentazione dell’economia e dei mercati.

per sostenere la domanda interna, i redditi 4

Nel bilancio pubblico, la spesa si suddivide in ( ) correnti e in conto capitale; ( ) per beni/servizi e di trasferimento:

1 2

1) Spese correnti – erogazioni per il normale svolgimento dell’attività statale ( );

anche distribuzione redditi

Spese in conto capitale – erogazioni per investimenti.

2) Spese per l’acquisto di beni e servizi – acquisto da parte dell’Amministrazione Pubblica di prodotti/servizi;

Spese di trasferimenti – pagamenti unilaterali dell’Amministrazione Pubblica, ai quali non corrispondono

prestazioni di servizi o cessioni di beni ( ).

es. prestazioni sociali; pagamento interessi sul debito pubblico;…

Invece, le voci di entrata possono essere raggruppate in funzione della fruizione di beni e/o servizi:

- Entrate collegate direttamente all’erogazione di beni e servizi prodotti e/o offerti dallo Stato: è possibile

identificare i beneficiari e se esiste un collegamento diretto si può ritenere che le entrate assumano la veste

di “prezzo” dei beni/servizi prodotti e/o offerti dal pubblico ( il cittadino usufruisce di un determinato servizio e

). Il prezzo può essere un ( ) prezzo privato – l’operatore pubblico produce beni

paga un prezzo su di esso 1

privati e li colloca sul mercato alle stesse condizioni a cui li collocherebbe un privato; ( ) prezzi pubblici – si

2

producono beni privati in cui è manca l’elemento di indivisibilità, il prezzo pur consentendo la piena

copertura dei costi, è diverso da quello che applicherebbero gli operatori privati. I prezzi pubblici

consentono di conseguire finalità redistributive: differenziando i prezzi pagati dalle diverse categorie di

utenti è possibile tutelare alcune categorie; ( ) prezzi politici – i ricavi ( ) non coprono i costi (

3 prezzo es.

).

trasporti pubblici

- Entrate per le quali non esiste nessun collegamento con la fruizione di beni e/o servizi pubblici: sono entrate

che i cittadini fruiscono indipendentemente dalla loro qualità di utenti, la natura di queste entrate fa

riferimento ai prelievi monetari coercitivi, classificabili in: ( ) imposte – entrate (

1 prelievi coattivi di denaro

) che il cittadino paga al settore pubblico indipendentemente dal fatto che

senza vincoli di destinazione

usufruisca di un servizio pubblico ( bene collettivo caratterizzato da non rivalità nel consumo e da impossibilità di

); ( ) contributi sociali – forma di prelievo riferita al reddito dei lavoratori ( )

esclusione 2 dipendenti e autonomi

che ha come destinazione il finanziamento delle prestazioni sociali; ( ) tasse – lo Stato può produrre servizi

3

in cui coesistono componenti private e pubbliche e attribuire il costo della parte privata a chi ne fa

domanda ( ); ( ) contributi speciali – lo Stato può

tasse come corrispettivo di un servizio, es. tasse scolastiche 4

produrre beni collettivi dai quali deriva per i proprietari privati un incremento patrimoniale indipendente da

ogni loro attività ( ).

es. costruzione di opere pubbliche che valorizzano le proprietà immobiliari private

La pressione fiscale è un indicatore che consente di misurare le risorse che il settore pubblico preleva sotto forma di

imposte e contributi, rappresentato dalla somma delle imposte e dei contributi divisa per il prodotto interno lordo:

Imposte + Contributi sociali

Pressione fiscale = . Oltre alla pressione fiscale, si può calcolare la pressione tributaria,

PIL Imposte

Pressione tributaria =

che considera solamente le imposte: .

PIL

La ripartizione dell’onere tributario tra i contribuenti tende a suddividere il carico tributario ( sostenimento della spesa

) tra i membri di una collettività attraverso i principi ( ) della capacità contributiva e ( ) del beneficio.

pubblica 1 2

Il principio della capacità contributiva prevede che ciascuno contribuente è chiamato a pagare le imposte sulla

base della propria capacità di sostenerle, facendo perno sul principio dell’equità a cui si può far riferimento rispetto:

- Equità orizzontale – individui con la stessa capacità contributiva dovrebbero pagare lo stesso ammontare di

imposte ( );

uguale trattamento degli uguali

- Equità verticale – individui con una maggiore capacità contributiva dovrebbero pagare imposte più elevate

( Rif. art. 53 Cost. “tutti devono concorrere alla spesa pubblica in funzione della loro capacità contributiva; il sistema

).

tributario è informato a criteri di progressività”

La capacità contributiva ( ) può essere misurata attraverso indicatori oggettivi quali il reddito

base dell’equità

( ), il patrimonio e

indicatore maggiormente utilizzato, azzeccato per tener conto di particolari variabili come le spese sanitarie

il consumo; infatti, se prendessimo a riferimento il livello del benessere ( ) il

maggiore benessere, maggiori imposte

problema sarebbe quello di misurare il livello di benessere dell’individuo e di confrontarlo con il livello di benessere

di altri individui ( ).

non si può rispondere al confronto del livello di benessere tra un “ricco malato” e un “povero sano”

Il principio del beneficio prevede che gli individui contribuiscano al finanziamento della spesa pubblica in

proporzione ai benefici che traggono dalla stessa spesa pubblica. L’applicazione di tale principio porta con sé due 1

problematiche relative ( ) alle politiche redistributive e ( ) alla curva di domanda individuale. Il principio del

1 2

beneficio non è adatto, in termini generali ed eliminando il comportamento da free-rider (

“se posso usufruire di un

), a politiche redistributive in quanto se un “povero” trae dai beni e

servizio gratuitamente, che paghi qualcun altro”

servizi un beneficio maggiore di un “ricco” dovrebbe contribuire alla spesa pubblica in maniera maggiore

( ). Questo problema nella realtà è parzialmente vero in quanto si trovano degli

comunemente accade il contrario

elementi di redistribuzione: ad es. il servizio locale dell’ATM ha dei meccanismi di distribuzione nei prezzi minori per gli

anziani o per gli studenti; così come all’asilo nido le rette dipendono dalla condizione ( ) delle famiglie che ne

reddito o numero figli

. Per quanto riguarda, invece, la curva di domanda individuale, che rispetta le preferenze degli

fanno richiesta

individui e la loro disponibilità a pagare ( ), essa non può essere utilizzata rispetto ad

combinazione prezzo-quantità

alcuni servizi offerti dal settore pubblico ( es. nel trasporto pubblico la disponibilità a pagare si manifesta nell’acquisto del

).

biglietto; nell’asilo nido il beneficio si ricollega alla retta scolastica;…

Il principio del beneficio è difficile da implementare data la presenza di alcuni beni e/o servizi non escludibili, come

per i cosiddetti servizi a domanda individuale ( ).

trasporto pubblico, asilo, …

I beni possono essere classificati in funzione dell’escludibilità e della rivalità ( sono BENI PRIVATI PURI BENI MISTI

BENI MISTI BENI PUBBLICI PURI

) in:

caratteristiche dei beni e non dipendono dalla loro funzione pubblica o privata

- Beni privati puri –escludibili dal consumo ( esiste un meccanismo di esclusione, tipicamente il prezzo, per il quale

) e rivali nel

uno/più individui possono essere esclusi dal consumo di un bene; es. mele escludibili in base al prezzo

consumo ( lo stesso bene non può essere consumato da soggetti diversi; es. una mela viene mangiata da un

);

individuo

- Beni pubblici puri –non escludibili dal consumo (

non esiste un meccanismo di esclusioni per ragioni tecniche-

economiche, es. illuminazione pubblica; in quanto se esistesse un tale meccanismo gli individui non avrebbero nessun

) e

incentivo a esprimere la propria capacità a pagare e le proprie preferenze di domanda comportandosi da free-rider

non rivali nel consumo ( beni che non discriminano un soggetto rispetto a un altro, il consumo di un individuo è

). Questa tipologia di beni

compatibile con il livello di utilizzo da parte della collettività; es. illuminazione pubblica

esiste grazie alla presenza del settore pubblico in quanto non portano alla massimizzazione del profitto e

quindi nessun individuo ( ) avrebbe incentivo a produrli ( ).

impresa es. chi andrebbe a finanziare l’esercito?

- Beni misti possono essere: ( ) escludibili e non rivali (

1 es. beni tariffabili come l’autostrada: è escludibile perché si

); ( ) non escludibili e

paga il casello ma è non rivale in quanto viene usufruita da più soggetti contemporaneamente 2

rivali ( es. riserve comuni come quella di pesca è non escludibile perché non vi è una tariffa e può essere usufruito da

).

chiunque, ma è rivale in quanto il pesce non può essere pescato contemporaneamente da più soggetti

ESEMPIO – Che tipo di bene è la sanità? Riferimento a due domande: (1) tecnicamente è un bene escludibile o non escludibile?

È un bene escludibile in quanto, in una sfera privata, se non si paga il prezzo delle cure non si viene curati; (2) tecnicamente è

un bene rivale o non rivale? Dipende dall’oggetto in considerazione in quanto il tavolo operatorio è un bene rivale mentre la

stanza da letto è meno rivale ( ). La sanità, quindi, non è un bene pubblico puro. Che tipo di

può essere condivisa tra più pazienti

bene è l’istruzione? (1) è escludibile perché l’istruzione si ha solo se si paga la retta; (2) la rivalità dipende dalla congestione

delle classi.

Sanità e istruzione essendo beni escludibili potrebbero esserci soggetti che non possono permettersi tali servizi, e l’intervento

statale si giustifica in quanto si ritiene che siano beni meritevoli di tutela.

ELEMENTI E CLASSIFICAZIONE DELLE IMPOSTE

Le imposte sono predisposte da leggi, le quali devono indicare gli elementi costitutivi di un’imposta:

1) Presupposto – fattispecie giuridica che fa sorgere l’obbligo al pagamento dell’imposta, indicando una

situazione ( ) che secondo la legge fa sorgere l’obbligo di pagare l’imposta.

patrimonio, consumo, scambio beni

2) Soggetti passivi – soggetti nei confronti dei quali si manifesta il presupposto ( se il presupposto è il consumo di

).

un bene, tutti quei soggetti che lo consumano sono tenuti al pagamento dell’imposta

3) Base imponibile – determina su che cosa viene pagata l’imposta, è la traduzione quantitativa del

presupposto: una grandezza oggettivamente misurabile sulla quale si commisura l’imposta da pagare.

4) Aliquota o struttura delle aliquote – imposta dovuta per unità di base imponibile, determinando così il

quanto bisogna pagare. Si può distinguere fra aliquota d’imposta calcolata su base imponibile comprensiva

dell’imposta stessa ( ) e aliquota d’imposta calcolata su una base

aliquota su base lorda – es. imposta sul reddito

T B

al netto dell’imposta ( ): detto l’ammontare d’imposta e la base imponibile

aliquota su base netta – es. IVA

T T

t = t =

lorda, scriviamo l’imposta su base lorda come mentre l’aliquota su base netta . A parità di

B B−T

t t

′ ′ ′ ′

(B

T tB = t − T) → tB = t B − t tB → t = t =

gettito si ha un legame fra le due aliquote: e .

1+t 1−t

ESEMPIO – L’aliquota d’imposta su un prezzo di un bene e/o servizio può essere apportata a un:

20% 100 ∗ 1,20 = 120.

- Prezzo netto – es. immaginiamo l’aliquota dell’IVA del che si applica sul prezzo netto

(1

120 100 = 120 ∗ − t) → t = 16%.

- Prezzo lordo – es. l’aliquota riferita al prezzo lordo pari a è 2

20% 21% 20%

Se l’aliquota aumenta dell’1% passando dal al di quanto aumentano i prezzi? Con l’aliquota al il prezzo lordo

121

120 21% 121, = 8,33%.

era di mentre con l’aliquota al il prezzo lordo è di l’aumento del prezzo è di 120

L’imposta dovuta ( ) si ottiene dal prodotto dell’aliquota per la base imponibile:

debito di imposta

debito di imposta = aliquota ∗ base imponibile

Un altro aspetto rilevante è il cosiddetto cuneo fiscale in quanto l’imposta si inserisce come “cuneo” tra un prezzo

lordo e un prezzo netto o tra un compenso lordo e un compenso netto. ESEMPIO – un contribuente guadagna

1000 €/mese, 20%:

se lo Stato istituisce un’imposta sul reddito del il cuneo è la differenza tra reddito lordo ( ) e reddito

1000

netto ( ).

800

Le imposte possono essere classificate in ( ) imposte dirette e in ( ) imposte indirette.

1 2

Le imposte dirette si suddividono in ( ) imposte personali o imposte reali e in ( ) imposte generali o imposte

A B

speciali. Le imposte indiretta a loro volta si classificano in ( ) imposte specifiche o imposte ad valorem.

I

Imposte dirette sono direttamente legale alla capacità contributiva, prescindendo dal comportamento del

contribuente, e solo quando il contribuente è titolare di un patrimonio o di un reddito, cioè vanno a colpire

manifestazioni immediate di capacità contributiva ( ).

reddito, patrimonio

Imposte indirette colpiscono manifestazioni mediante o indirette di capacità contributiva ( ),

consumo, trasferimento

attraverso indici tipicamente legati o a un particolare comportamento del contribuente o a specifici atti.

Imposte personali pongono al centro la figura del contribuente ( ), nel senso che si considera

situazione personale

l’imposta sui redditi rispetto al singolo contribuente calcolando la somma dei redditi del contribuente

indipendentemente dalla fonte e tenendo in considerazione anche alcune situazioni del contribuente stesso

( ). Fanno così riferimento alla discriminazione quantitativa dei redditi vale a dire che vengono

numero figli…

considerati tutti i redditi di un soggetto, valutando le singole condizioni e tassando in maniera più elevata i redditi

maggiori.

Imposte reali colpiscono separatamente i redditi di fonte diversa ( aliquota X per il reddito da lavoro dipendente, aliquota

), non tenendo conto in alcun modo della situazione personale del

Y per l’imposta sul reddito dei fabbricati

contribuente. Fanno così riferimento alla discriminazione qualitativa dei redditi che vuol dire che redditi di diversa

fonte dovrebbero essere tassati in maniera differente ( ).

in Italia, prima della riforma IRPEF 1973

Imposte generali colpiscono ad aliquota uniforme un’intera classe di contribuenti, un intero settore di attività, di

transazioni, ecc. Nel nostro ordinamento non esistono, in quanto tutte le imposte hanno delle specificità.

Imposte speciali colpiscono una sola categoria di redditi, di consumi, di contribuenti, ecc. Quindi non sono generali.

Per rendere speciale l’imposta basta anche solo la differenziazione delle aliquote ( ).

IVA: 22%, 10%, 4%

Imposte specifiche o accise hanno la base imponibile definita in termini fisici ( )

pacchetto di sigarette, litro di birra, ecc.

e un’aliquota come un ammontare monetario fisso ( ).

86 centesimi per pacchetto di sigarette o per litro di benzina

Imposte ad valorem, la base imponibile è in termini monetari ( ) e l’aliquota in termini percentuali della base.

prezzo

LE PRINCIPALI IMPOSTE IN ITALIA

IRPEF ( ) – colpisce i redditi percepiti dalle persone fisiche in quanto lavoratori ( ), titolari di

Imposta sul reddito delle persone fisiche dipendenti e autonomi

IMPOSTE DIRETTE imprese personali, proprietari di terreni e fabbricati e, in alcune ipotesi, percettori di dividendi erogati dalle società di capitali.

A LIVELLO IRES ( ) – assoggetta il reddito delle persone giuridiche, determinato sulla base delle risultanze di bilancio, a un’imposta

imposta sul reddito delle società

CENTRALE specifica che svolge un ruolo complementare all’IRPEF.

IMPOSTA SOSTITUTIVA SUI REDDITI DI CAPITALE E SULLE PLUSVALENZE – colpisce larga parte dei redditi di capitale e dei capital gain ( )

esclusi IRPEF

ADDIZIONALE REGIONALE IRPEF ( )

obbligatoria

IMPOSTE DIRETTE ADDIZIONALE COMUNALE IRPEF ( )

facoltativa

A LIVELLO LOCALE IUC ( ) che comprende IMU ( ), TASI ( ) e TARI ( )

imposta unica comunale imposta diretta imposta indiretta imposta indiretta

IVA ( ) – colpisce la differenza tra il valore delle vendite e il valore degli acquisti effettuati da un’impresa.

imposta sul valore aggiunto

IRAP ( ), a livello locale e regionale – si applica sul valore della produzione netta di tutti i settori produttivi.

IMPOSTE Imposta regionale sulle attività produttive

ACCISE – imposta specifica per unità di prodotto che colpisce la fabbricazione o il consumo di alcuni beni ( ).

INDIRETTE es. sugli oli minerali, fra cui rientra la benzina

IMPOSTA DI REGISTRO, IMPOSTA DI BOLLO, IMPOSTA SULLE ASSICURAZIONI, ETC.

ORDINAMENTI TRIBUTARI: CONFRONTO

Per capire se un ordinamento tributario è m

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elaisa1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienze delle finanze e sistemi fiscali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Ambrosanio Maria.
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