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Il suono, il segno, il significato

Studiare i processi di alfabetizzazione: teoria e ricerca

Nelle società occidentali, il bambino tra i 5 e i 7 anni si trova a fronteggiare il compito dell’apprendimento della lingua scritta. Possiamo collocare questa acquisizione nell’ambito del più generale progresso verso la padronanza dei sistemi simbolici con cui il bambino si cimenta fin da quando raggiunge la capacità di pensare in termini simbolici. Alla base ci sono dunque sia aspetti genetici, che esperienze ambientali intrecciati tra loro. L’alfabetizzazione è un parametro internazionalmente adottato per giudicare lo stato di benessere della collettività e le tutele di cui godono i loro appartenenti.

In Italia, risaltano agli occhi percentuali non irrilevanti di bambini che incontrano notevoli difficoltà nell’alfabetizzazione iniziale. Il 5-15% di individui con difficoltà di lettura, e questo numero è destinato a crescere. Il mancato conseguimento di adeguate capacità di alfabetizzazione iniziale, oltre ad essere un limite oggettivo sul piano cognitivo, ha notevoli ripercussioni sul piano dell’organizzazione della personalità. Poiché incide sulla costruzione del sé cognitivo, ovvero, la rappresentazione che l’individuo fa di se stesso riguardo alle sue capacità di capire e utilizzare strumenti intellettuali [sviluppo che parte da 5/7 anni e prosegue fino alla maturità].

Progetto Alfa: 1997-1998

Nelle scuole di Firenze e di Prato si effettua lo studio dello sviluppo dei processi di alfabetizzazione. Le abilità connesse alla lingua scritta che si trovano nel periodo prescolare sono parte integrante dell’alfabetizzazione. Sin dal momento in cui si entra in contatto con un ambiente in cui ci sono elementi e comportamenti alfabetizzanti, si sviluppano lettura, scrittura e linguaggio. Natura profondamente sociale dei processi di trasmissione delle conoscenze sui sistemi simbolici. Contribuiscono a questa visione:

  • Vygotskij: la lingua scritta è uno strumento culturale e quindi viene appresa nelle pratiche culturali.
  • Piaget: focalizzarsi su come il bambino costruisce e organizza concettualmente la lingua scritta.
  • Teorici cognitivisti: attenzione ai processi metacognitivi sottostanti.

I comportamenti di lettura non sono descrivibili solo con i modelli teorici, ma anche per cause genetiche, neurologiche e ambientali. L’alfabetizzazione è un continuum che si evolve durante l’arco della vita [consiste nel padroneggiamento dei comportamenti di lettura e scrittura convenzionali]. Le radici dell’alfabetizzazione si riconducono a ciò che il bambino apprende dentro e fuori la famiglia prima dell’istruzione formale: alfabetizzazione emergente; la quale include due accezioni:

  • Abilità: conoscenze e atteggiamenti che si ritengono precursori di lettura e scrittura.
  • Opportunità ambientali: disponibilità di specifiche esperienze formative.

L’alfabetizzazione è fatta di apprendimenti ed abilità situate, avvengono sempre in particolari situazioni. [abilità, insorgenza e ambiente]. L’alfabetizzazione formalizzata invece consiste nell’apprendimento a seguito di specifici interventi di istruzione scolastica. Lo scopo dell’alfabetizzazione è quello di porre le persone in grado di comprendere e produrre organizzazioni testuali varie e complesse. Le difficoltà di apprendimento si devono saper collocare nel continuum normalità-patologia. Le funzioni cognitive nei bambini normali presentano una notevole variabilità sia nelle forme che nel percorso attraverso cui si costruiscono tali diverse forme. Ciò rende complesso lo studio delle varianti atipiche di ogni singola funzione cognitiva. Ci sono molteplici percorsi individuali tutti considerati normali.

Gli obiettivi della ricerca sono:

  • Rilevare gli elementi di alfabetizzazione emergente.
  • Verificare la presenza di nessi predittivi tra l’alfabetizzazione emergente e quella formalizzata.
  • Verificare lo sviluppo della lettura e della scrittura nel corso degli anni.
  • Verificare lo sviluppo della lettura e della scrittura negli alunni con difficoltà iniziali.
  • Predisporre interventi di potenziamento.

I metodi:

  • Disegno di ricerca trasversale: confronto tra bambini di età diverse. [Rapido ma offre informazioni sulle differenze legate all’età e non sul processo di sviluppo come tale].
  • Disegno di ricerca longitudinale: gli stessi bambini sono seguiti nel corso del loro sviluppo, osservandone i cambiamenti.
  • Studi di potenziamento: di una singola o più abilità.
  • Studi dei casi singoli: studio di un singolo, utile per individuare caratteristiche.

Leggere prima di leggere, scrivere prima di scrivere

Nelle culture occidentali, per il bambino la scoperta e acquisizione delle pratiche di scrittura iniziano prima dell’alfabetizzazione formalizzata con quello che possiamo denominare un percorso di alfabetizzazione emergente [un processo in cui concorrono varie modalità, tra loro distinte anche se interdipendenti: da un lato il bambino procede spontaneamente nel dare un significato e nell’apprendere il linguaggio scritto e le sue regole, dall’altro dall’esterno, giungono sollecitazioni ad avviare alcune attività – “far finta” di leggere e scrivere]. Tutti questi sono ponti per l’alfabetizzazione.

Concetto di scaffolding: impalcatura di sostegno che viene inizialmente offerta al bambino per poi essere progressivamente smantellata via via che egli diventa in grado di svolgere da solo parte dell’attività fino a riuscire a padroneggiarla interamente. Le abilità ritenute significative ai fini dell’alfabetizzazione emergente sono di varia natura. L’importanza del lessico per l’acquisizione di lettura e scrittura è fondamentale. Se non vi è attribuzione di significato, queste acquisizioni sono impossibili.

Viene attribuita importanza a:

  • Narrazione di storie, che comporta un’intesa attività cognitivo-linguistica.
  • Metalinguistica: capacità di riflettere sul linguaggio nei suoi vari aspetti [fonologico, lessicale, pragmatico e grammaticale]. Può essere intenzionale o “guidato” nel momento in cui si cattura l’attenzione. Ma non si tratta di un progresso garantito negli anni.
  • Consapevolezza fonologica: capacità di decentrarsi dal significato delle parole orali e rendersi conto che esse costituiscono anche pattern di suoni.

I bambini prescolari si rendono conto che il flusso sonoro che giunge ai loro orecchi è suddivisibile in gruppi di suoni che sono le parole [ciò favorisce linguaggio, lettura e scrittura]. Così come la capacità di rendersi conto che il linguaggio può essere composto in unità linguistiche guidate da regole grammaticali.

Print awareness: “consapevolezza della forma scritta”. Consiste nella conoscenza dei grafemi e della corrispondenza grafemo-fonema. Altro aspetto che influisce e favorisce la letto-scrittura. Infatti, conoscere l’alfabeto prima di entrare alla scuola elementare è uno dei più forti predittori del successo nell’alfabetizzazione. Così come la destrezza nella scrittura inventata e nella lettura inventata. Poiché il bambino impara già ad orientarsi nel foglio con una progressione destra-sinistra e a distinguere tra testo e immagini.

L’attenzione è stata rivolta anche alla memoria fonologica [la capacità di ricordare immediatamente non-parole o lettere] e alla velocità di denominazione [la capacità di pronunciare liste di parole, oggetti, colori…]. Ci sono quindi sia componenti dirette che influenzano [conoscenze linguistiche e fonologiche] sia componenti indirette [familiarità con la stampa].

In sintesi, le abilità di alfabetizzazione emergente che vengono analizzate in questa ricerca sono:

  • Conoscenze linguistiche.
  • Conoscenze fonologiche.
  • Conoscenze pragmatiche del codice scritto.

Partecipanti 627 bambini di età media 5 anni e 5 mesi, prove somministrate all’inizio e alla fine dell’anno scolastico.

Le competenze linguistiche di alfabetizzazione emergente nel bambino prescolare

Studio 1: l’andamento evolutivo delle abilità linguistiche generali

I primi anni di vita del bambino sono caratterizzati da un grandissimo progresso sul piano linguistico:

  • Livello quantitativo: a 3 anni conoscono solo 500 vocaboli. A 4 anni conoscono più di 1000 vocaboli, per poi crescere sempre di più successivamente.
  • Livello qualitativo: si aggiungono concetti sempre più difficili che arrivano ad esempio a descrivere la realtà interiore e i concetti astratti.

Ovviamente i bambini non hanno la stessa concezione delle parole rispetto agli adulti. A 4 anni avranno la concezione di frasi con 3-4 parole. A 5 anni emergono le prime regole grammaticali e si raggiungono i modelli mentali. Gli errori tipici entro i 5 anni riguardano la non comprensione delle frasi negative e dei connettivi temporali. Quindi nelle comprensioni entrano in gioco i fattori linguistici e quelli cognitivi.

L’obiettivo è quello di rilevare la presenza e lo sviluppo delle abilità linguistiche. Metodo somministrato è il TCR [test dei concetti di relazione spaziale e temporale]. Il test valuta la comprensione di 56 concetti attraverso la presentazione di una serie di figure in cui il bambino deve indicare quella udita. Viene somministrato all’inizio e alla fine dell’anno scolastico.

I risultati:

  • Prima rivelazione: i bambini nella media.
  • Seconda rivelazione: i punteggi sono sopra la media. Si rivela una forte progressione evolutiva nel corso dell’anno.

Studio 2: andamento evolutivo della comprensione di storie

La comprensione di un testo o di un discorso può essere considerata la ricostruzione di un modello mentale il più congruente possibile con quello dell’autore. A 5 anni il ricordo di un testo migliora notevolmente se le categorie sono connesse casualmente piuttosto che temporalmente. Gli elementi definitori che i ricercatori ricercano nei riassunti dei bambini sono:

  • Struttura: rappresenta il grado di completezza di un testo, ovvero, che contiene tutti gli elementi fondamentali.
  • Coesione: indicatori linguistici che assicurano la continuità tra una fase e l’altra del testo.
  • Coerenza: assenza di contraddizioni tra i significati espressi.

Le storie accompagnate da immagini sono molto più facili da ricordare per i bambini. Il metodo: si racconta una storia ai bambini e poi si chiede ad ognuno di loro di fare un riassunto. Tenendo presenti questi 3 parametri, si sono definiti cinque livelli con gradi crescenti di complessità strutturale: per quanto riguarda la struttura:

  • Livello della non storia: elencazione con discontinuità nei personaggi e mancanza di conclusione.
  • Livello di abbozzo storia: mancano sempre parti importanti.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Martab_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Pinto Giuliana.
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