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Riassunto esame Psicologia dell'educazione, prof. Pinto, Libro consigliato Il suono il segno il significato

Riassunto per l'esame di psicologia dell'educazione, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Pinto Giuliana: il libro d'esame è Il Suono, Il segno e il Significato. gli argomenti trattati sono i seguenti:
- studio dei processi di alfabetizzazione
- leggere prima di leggere, scrivere prima di scrivere
- alfabetizzazione emergente e competenze... Vedi di più

Esame di Psicologia dell'educazione docente Prof. G. Pinto

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ESTRATTO DOCUMENTO

15/04/2015

V. LE COMPETENZE PRAGMATICHE DI ALFABETIZZAZIONE EMERGENTE NEL

BAMBINO PRESCOLARE.

STUDIO 5. ­ Andamento evolutivo delle conoscenze sul codice “SCRITTO”

[SCRITTURA INVENTATA].

Perreiro e Teberosky sostengono che le teorie infantili sulla lingua scritta, a partire una

iniziale confusione tra scrittura e disegno si articolano in livelli:

PRE­SILLABICO: distinzione tra segni che indicano un disegno e quelle che indicano la

parola.

SILLABICO: segni che rappresentano sillabe che compongono la parola.

SILLABICO­ALFABETICO: i segni che indicano fonemi o sillabe.

ALFABETICO: il segno indica il singolo fonema.

Nel bambino il tentativo di usare la scrittura come simbolo scatta quando si deve

rappresentare qualcosa di astratto o di troppo complicato da disegnare. Circa a 4 anni si

inizia a distinguere la scrittura dal disegno.

C’è un graduale passaggio del bambino da concezioni primitive a concezioni più formali

e convenzionali della corrispondenza SUONO­SEGNO.

Quando si esemplifica nella progressione della capacità di rappresentare somiglianze e

diversità fonologiche anche in bambini ancora lontani dalla scolarizzazione.

I risultati presentano che già prima della scolarizzazione c’è la capacità di adottare,

almeno parzialmente, gli stessi segni per indicare gli stessi suoni.

L’OBIETTIVO è quello di valutare le conoscenze espresse negli atti di lettura e di

scrittura inventata.

Il METODO utilizzato è quello di somministrare la prova di scrittura inventata. Una

versione modificata di Ferreiro e Teberosky per valutare la consapevolezza del rapporto

suono­segno.

La scrittura ha un punteggio da 1 a 4:

Simbolizzazione personale.

1. Uso delle lettere senza posizione corretta.

2. Corretto posizionamento della lettera.

3. Corretta posizione e numero uguale per la lettera.

4.

I RISULTATI:

La prima rilevazione: corrispondenza suono­segno, però è spesso casuale, ogni segno

va bene. 15/04/2015

La seconda rilevazione: padroneggiato in modo più maturo sono rispecchiate le

caratteristiche fonologiche, la lunghezza e la composizione sillabica.

STUDIO 6. – andamento evolutivo delle conoscenze sulle funzioni SIMBOLICO­

COMUNICATIVE della scrittura.

La PRAGMATICA in senso ampio, studia i maccanismi che permettono agli emittenti e ai

riceventi di interpretare un messaggio linguistico nel contesto.

A 5 anni è chiara la distinzione tra comportamento non alfabetizzati e alfabetizzati.

Una rilevazione delle idee infantili su cosa rendesse possibile lettura e scrittura e la

capacità di comprendere i contesti è stata tenendo conto dei CONTESTI, con l’uso di

VIGNETTE:

Dai 5 anni si è capaci di una corretta “lettura inventata”.

L’OBIETTIVO è quello di verificare l’andamento evolutivo della consapevolezza

funzionale della scrittura e della lettura.

Il METODO utilizzato consiste nella consegna di una prova la quale consiste nella

presentazione al bambino di situazioni problematiche delle quali egli avrebbe dovuto

fornire una soluzione.

Veniva utilizzata una scala con un punteggio da 1 a 3:

Soluzione di TIPO MAGICO_ il problema che all’improvviso scompare.

1. Soluzione data da AZIONI CONCRETE_ e dirette a rimuovere materialmente

2. gli ostacoli. PENSIERO CONCRETO.

Soluzione del problema che supera barriere spazio temporali, con utilizzo

3. della scrittura e lettura – PENSIERO ASTRATTO.

I RISULTATI:

sebbene si rilevi un forte progresso tra la prima e la seconda rilevazione, resta molto diffuso

l’utilizzo del “pensiero pratico” fino alle soglie della scolarizzazione. 15/04/2015

VI. LE COMPETENZE DI ALFABETIZZAZIONE EMERGENTE: VERSO UN

MODELLO.

STUDIO 7. – quali relazioni fra le abilità di alfabetizzazione emergente?

La domanda che ci poniamo è se ciascun sistema di conoscenze si sviluppa

isolatamente o in interdipendenza con gli altri.

Clarke e Ehri confermano che è solo l’apprendimento delle regole alfabetiche a favorire

l’attenzione consapevole ai suoni e sviluppa la capacità di categorizzarli.

Whtihurst e Lonigan ritennero che non era possibile creare un modello completo di come

le diverse componenti dell’alfabetizzazione emergente si sviluppino e si influenzino.

Le abilità implicate nell’alfabetizzazione emergente si dividono tra:

OUTSIDE­IN_ le quali consentono l’elaborazione dell’informazione che

a. provengono da fuori.

INSIDE­OUT_ le quali permettono di dotare di significato le informazioni

b. uditive, inserendole in contesti semantici appropriati.

L’OBIETTIVO consiste nell’evidenziare l’esistenza di specifiche relazioni tra le abilità di

alfabetizzazione emergente.

Il METODO utilizzato consiste nella somministrazione di vari test e prove,

successivamente vengono divisi i soggetti, in base ai loro punteggi, tra punteggi sotto la

media e sopra una deviazione standard per ogni abilità.

I RISULTATI:

si identificano 3 set di correlazioni afferenti e tre aree:

LINGUISTICA

PRAGMATICA

FONOLOGICA

Abilità LINGUISTICHE GENERALI e COMPRENSIONE DI STORIE: i bambini che

1. hanno livelli lessicale e sintattico più alti comprendono più facilmente le storie.

Abilità LINGUISTICHE GENERALI e PRODUZIONE DI STORIE: la relazione è

2. significativa soprattutto con la struttura della storia, meno con la coesione e nessuna

con la coerenza. Questo perché questi altri due parametri sono evidentemente dati

da altre abilità non misurate con TCR.

COMPRENSIONE e PRODUZIONE DI STORIE: sono in stretta relazione tra loro.

3. Sono due competenze non del tutto coincidenti:

Comprensione_ influenzata dalle capacità linguistiche base è inoltre più difficile perché

prevede anche la riesposizione. 15/04/2015

Produzione_ richiede anche sforzo ideativo e mnemonico, oltre alle abilità linguistiche

per la struttura.

Correlazioni entro l’area PRAGMATICA:

tra la consapevolezza FUNZIONALE e la COMPRENSIONE di storie. I bambini che

“sanno a cosa serve” il codice linguistico comprendono meglio la struttura e i legami

temporali e causali della storia.

Correlazioni entro l’area FONOLOGICA:

tra consapevolezza PATTERN SONORI e consapevolezza dei FONEMI ; il

riconoscimento e la produzione di pattern sonori è collegato alla capacità di riconoscere

e operare sui fonemi.

Tra consapevolezza fonologica e conoscenza strutturale del codice i livelli elevati di

consapevolezza fonologica si collegano alla capacità di scrivere tenendo conto delle

caratteristiche sonore delle parole. Esistono diversi tipi di CONSAPEVOLEZZA

FONOLOGICA:

Consapevolezza di gruppi di suoni ricorrenti. Naturale terreno favorevole all’acquisizione

di altre forme di consapevolezza fonologica. Non è però un legame lineare! La relazione

è significativa solo quando la consapevolezza fonologica è padroneggiata a livelli elevati.

Non dobbiamo escludere la possibilità che entrambi queste due capacità

siano determinate da un terzo fattore.

Capacità di operare sui fonemi [dai 5 anni].

Conclusioni: l’alfabetizzazione emergente è il prodotto di tre aree:

AREA LINGUISTICA: conoscenze linguistiche [lessico e sintassi]. Conoscenze narrative

[struttura, coesione e coerenza (quest’ultima solo per la comprensione)].

AREA FONOLOGICA: consapevolezza fonologica [riconoscimento di fonemi, produzione

di rime e allitterazioni]. Struttura inventata [ livello sillabico, fonemico].

AREA PRAGMATICA: conoscenze funzioni codice scritto e conoscenze narrative.

15/04/2015

VII. LEGGERE E SCRIVERE.

Dall’alfabetizzazione emergente all’apprendimento di lettura e scrittura.

IMPARARE A LEGGERE: il processo di lettura richiede l’acquisizione di capacità che

permettono il riconoscimento e la decodifica delle parole scritte. Vengono applicati due

processi mentali ipotizzati per leggere nel modo corretto:

Uno centrato sul primato dell’informazione FONOLOGICA. Questa strategia prevede che

il riconoscimento delle lettere attivi un codice fonologico che si riferisce a una

lettera/sillaba a cui si collega la pronuncia della parola.

L’altro centrato sulla preminenza dell’informazione VISIVA. Questa strategia prevede che

il riconoscimento della lettera attivi la rappresentazione ortografica della parola che

permette di recuperare il significato e la pronuncia. Deve quindi avere un lessico mentale

che dia informazione sulla pronuncia, grammatica e significati.

Harris e Coltheart hanno riunito le strategie in un MODELLO A DUE VIE. In cui per

l’apprendimento di lettura e scrittura sono attivi i due processi:

VIA SUBLESSICALE_ la quale attiva l’immagine fonologica attraverso la conversione

grafema­fonema. [per parole non conosciute].

VIA SEMANTICO LESSICALE_ la quale coinvolge il sistema semantico della parola di

cui è già immagazzinata la forma ortografica. Nei lettori abili è massimo l’utilizzo della via

diretta, quest’ultima.

Fino alla metà degli anni ’80 si riteneva che il progresso nella lettura e nella scrittura

fosse uguale per tutti i bambini. Al modello stadiale di sviluppo di Piaget si ispirano molti

altri:

Coltheart e Rastle_ hanno ordinato secondo una progressione evolutiva le modalità

confluenti nel modello a due vie:

Preminenza del vocabolario visivo [associazione di particolari parole

• alla loro pronuncia attraverso la via diretta].

Discriminazione entro la rete [la parola viene riconosciuta sulla base di

• suggerimenti frammentari in base ai quali si può decidere se si

conosce quella parola o meno].

Ricodifica fonologica [attiva la corrispondenza lettera­suono e posso

• leggere qualsiasi parola].

Fase ortografica [riconoscimento visivo delle parole in base alle lettere

• che la compongono].

Esistono però molte strategie che i bambini possono adottare e sviluppare, tutte normali.

McClelland_ secondo lui imparare a leggere non sarebbe basato su regole ma sulla

base del proprio incontro con le parole scritte. Quindi imparare a leggere sarebbe un

CONTINUUM che si realizza attraverso l’elaborazione di singoli item.

Ehri_ l’acquisizione della lettura è una sequenza evolutiva che si articola in quattro fasi:

15/04/2015

PRE­ALFABETICA_ si basa sull’interpretazione dei solo indizi visivi

• forniti da una parola.

PARZIALMENTE ALFABETICA_ avviene sulla base di indizi di tipo

• fonetico, si presta attenzione all’ordine.

PIENAMENTE ALFABETICA_ corrispondenza segno­suono è

• completata. Lettura immediata a prima vista delle parole più comuni.

ALFABETICA CONSOLIDATA_ lettura più fluente grazie

• all’ampiamento del vocabolario visivo.

IMPARARE A SCRIVERE: si presenta evolutivamente prima della lettura. Significa

passare da un sistema di primo ordine, linguaggio orale [suoni al posto di oggetti] a uno

di secondo ordine [ segni scritti al posto di simboli orali].

Frith_ processo evolutivo stadiale:

Stadio LOGOGRAFICO_ la scrittura rappresenta le caratteristiche

• concrete dell’alfabeto a cui si riferisce.

Stadio ALFABETICO_ trascrizione fonologica delle parole.

• Stadio ORTOGRAFICO_ codifica e ricodifica non lettera per lettera ma

• nel complesso. Si tratta di un’attività molto complessa che richiede

astrazione, elaborazione e riflessione.

Molti studi sono stati fatti per indagare la relazione tra alfabetizzazione emergente e

capacità di apprendere a leggere e a scrivere. Si è rilevata una correlazione significativa.

In particolare la consapevolezza FONOLOGICA a 5 anni predice gli esiti

dell’apprendimento di lettura e scrittura.

STUDIO 8. – quali relazioni fra le abilità di alfabetizzazione emergente e alfabetizzazione

formalizzata?

Imparare a PARLARE significa padroneggiare la corrispondenza esistente tra il flusso

sonoro [significati] e gli elementi della realtà in cui esso si riferisce [ significati].

Imparare a LEGGERE e SCRIVERE significa acquisire un nuovo sistema di

rappresentazione. Vengono identificati due livelli di rappresentazione:

Le parole e frasi scritte significano qualcosa.

a. I singoli segni alfabetici indicano i suoni.

b.

Quindi imparare a leggere e scrivere si divide in due fasi:

Comprendere il rapporto tra ORALE e SCRITTO.

1. Imparare il sistema convenzionale di corrispondenza GRAFEMA­FONEMA.

2.

L’OBIETTIVO è quello di evidenziare le relazioni tra l’abilità di alfabetizzazione

emergente misurate e le capacità di lettura e scrittura.

Il METODO utilizzato: vengono somministrate prove di alfabetizzazione emergente.

Prove di lettura e scrittura:

Autodettato 15/04/2015

Scrittura di numeri

Dettatura di parole e non­parole

Lettura di parole e non­parole

I soggetti vengono divisi in gruppi in base ai punteggi [ alti/bassi].

RISULTATI:

Consapevolezza fonologica predice alfabetizzazione formalizzata.

a. La scrittura inventata predice l’alfabetizzazione formalizzata.

b.

FALSI POSITIVI: problemi alla prova predittiva ma poi non danno disturbo.

FALSI NEGATIVI: il contrario. 15/04/2015

VIII. VERSO IL CONSOLIDAMENTO DELLE CAPACITA’ DI LETTURA E

SCRITTURA.

L’interesse degli psicologi per la scrittura è successivo a quello per la lettura. Infatti lo

studio specifico della scrittura non si diffonde prima degli anni ’60.

Chmosky sosteneva che i primi tentativi di scrittura nel bambino sono un antecedente

della lettura. Successivamente si è anche cercato sul, piano correlazionale, di stabilire i

nessi tra coppie di abilità nella lettura e nella scrittura.

Shanan e Lomax hanno per primi realizzato un confronto tra tre modelli teorici della

relazione lettura­scrittura:

VARIABILI DELLA LETTURA_ analisi della parola, vocabolario e comprensione.

VARIABILI DELLA SCRITTURA_ spelling, ampiezza del vocabolario, sintassi e struttura

delle storie.

Il PRIMO MODELLO. Si postula che il passaggio delle conoscenze avvenga dalla lettura

alla scrittura.

Il SECONDO MODELLO. Si ipotizza che siano invece le conoscenze acquisite nella

scrittura ch si riversano nella lettura.

Il TERZO MODELLO. Si postula che vi sia un’utilizzazione “circolare” delle competenze

acquisite, per cui lettura e scrittura si influenzano a vicenda.

Quest’ultimo modello, quello INTERATTIVO, è risultato il più adeguato, in particolare per

le prime fasi di lettura e scrittura, in quanto le capacità di decodifica risultano in relazione

con quelle di produzione di parole.

Gli studi sono però limitati dal fatto che vengono presi in esame variabili esaminate e

non i processi sottostanti.

Whitehurst e Lonigan_ il bambino comincia a costruire la relazione orale­scritto grazie

alle abilità di alfabetizzazione emergente che lo facilitano. Egli può aumentare le

conoscenze in uno dei due ambiti grazie ai risultati dell’altro.

Frith_ lettura e scrittura prendono avvio da uno studio logografico o globale, che

preclude quello alfabetico e poi quello ortografico.

Tra i 4­5 anni i bambini riconoscono le parole come fossero una figura globale,

interpretandole come forme totali. Utilizzano la via sub­lessicale per prima

quando invece imparano a leggere, per passare piano piano a quella

semantica­lessicale.

In inglese l’utilizzo della via diretta è essenziale fin da bambini perché non vi è

corrispondenza tra suono e segno [ortografia OPACA].

STUDIO 9. – qual è il rapporto tra scrittura e lettura? 15/04/2015

META ANALISI [esame critico che comporta metodi e risultati di tutte le ricerche svolte

su un argomento] di Ehri; l’utilizzo di specifiche istruzioni sulla consapevolezza fonetica

in prima elementare porta miglioramenti in lettura e spelling [a chi ha difficoltà nella

lettura].

L’OBIETTIVO è quello di indagare il tipo di relazione esistente tra lettura e scrittura nel

corso del primo ciclo di scuola elementare.

Il METODO utilizzato consiste nella somministrazione della prova di lettura MT e una

prova di scrittura di una storia. Al termine della prima elementare e della seconda.

Sono stati ricavati indici di CORRETTEZZA e di RAPIDITA’ di lettura; indici di

CORRETTEZZA e FLUIDITA’ di scrittura.

I RISULTATI: si evidenzia che esistono specifiche interazioni tra le due abilità

considerate.

Tra rapidità di lettura in prima e in seconda, c’è correlazione positiva.

Tra fluidità di scrittura in prima e in seconda, c’è correlazione positiva.

La CORRETTEZZA invece non è stabile tra la prima e la seconda. [correla invece

significativamente in seconda la correttezza tra scrittura e lettura].

I rapporti tra scrittura e lettura non si esprimono dunque a livello globale ma per effetto

delle loro specifiche componenti.

Risultati sono indicativi poiché possono variare le modalità di insegnamento. Non c’è

grandissima differenza di effetto tra le varie modalità ma forse il più produttivo è quello

basato sull’insegnamento diretto del codice alfabetico. 15/04/2015

IX. PERCORSI ATIPICI DI APPRENDIMENTO DELLA LINGUA SCRITTA.

Alcuni bambini apparentemente normali, che provengono da ambienti economico­sociali

non problematici, che hanno ricevuto un’educazione adeguata, hanno una normale

intelligenza e non hanno altri deficit o handicap non imparano a leggere in modo

sufficiente secondo gli standard richiesti dalla nostra società. Si tratta di DISLESSIA

EVOLUTIVA.

Si tratta di una grave disabilità che può portare all’instaurarsi, per il bambino, di una

situazione di handicap.

MENOMAZIONE_ anormalità duratura o transitoria che prevede l’esistenza di

• anomalie a livello di arti, organi o altre strutture incluse le funzioni mentali. La

dislessia è una menomazione.

DISABILITA’_ scostamento per eccesso o per difetto nella realizzazione di compiti o

• nel comportamento rispetto a quello atteso. Può essere stabile o transitoria. Può

essere conseguenza diretta o reazione psicologica alla menomazione. Nella nostra

cultura un bambino dislessico è disabile.

HANDICAP_ condizione di svantaggio vissuta da una persona in conseguenza di

• una menomazione o disabilità. Un bambino dislessico può sentirsi handicappato.

È detta DISLESSIA EVOLUTIVA perché i bambini che imparano a leggere e a scrivere

più lentamente o in modo meno corretto risentono di un disturbo evolutivo. [ Un adulto

che perde tale capacità si dice che ha un disturbo ACQUISITO].

È difficile da definire con precisione, sicuramente non è un ritardo mentale né un

handicap sensoriale.

Tressoldi e Vio ne schematizzano la difficoltà di definizione in cinque punti:

Difficoltà a distinguere i disturbi dalle normali variazioni di apprendimento.

1. Modificabilità dell’espressione morbosa con il crescere.

2. Natura anche socio­culturale del disturbo.

3. Possibile presenza di altre anormalità cognitive.

4. Non chiara distinzione tra i vari disturbi evolutivi relativi alle abilità specifiche.

5.

Il concetto generale di “LEARNING DISABILITIES”­ “I DISTURBI DI

APPRENDIMENTO”. Tale concetto sta a significare significative difficoltà

nell’acquisizione e nell’uso di abilità di ascolto, espressione, orale, lettura, scrittura,

ragionamento e calcolo. Possono verificarsi in tutto l’arco della vita e possono verificarsi

in concomitanza con altri fattori di handicap. Ma essi non sono il risultato di quelle

condizioni o influenze.

Il termine “SIGNIFICATIVE” indica che sono “clinicamente significative”, ovvero, che il

livello di gravità è così elevato da colpire meno del 3% della popolazione.

Ci sono diversi rischi associati alla dislessia. Il più diffuso è la DEPRESSIONE. Non

possiamo però dire quale sia la causa dell’altro. 15/04/2015

Un criterio utile per definire la dislessia è quello della “DISCREPANZA”: si parla di

disturbo di apprendimento quando c’è un divario tra la prestazione ad un test

standardizzato, che misura l’abilità compromessa e il risultato ad un test intellettivo. Tale

divario è considerato significativo quando è di due deviazioni standard.

Sembra che la dislessia comporti la presenza di una maggiore CREATIVITÀ nel

soggetto. Vengono ipotizzate due causalità per questo:

Predisposizione biologica/genetica.

1. Desiderio di emergere in un settore in cui hanno meno ostacoli.

2.

DISORTOGRAFIA_ bambino senza deficit o handicap che presenta un numero di

• errori ortografici superiore di due deviazioni standard alla media. Spesso è associata

alla dislessia.

DISGRAFIA_ incapacità a rendere graficamente i segni sul foglio.

• DISTURBO DELL’ESPRESSIONE SCRITTA_ difficoltà a comporre testi scritti

• evidenziata da errori grammaticali, punteggiatura, calligrafia.

Molti lavori confermano che la dislessia è un disturbo a livello cerebrale ed ha una

componente familiare. Con gli esami neurologici si è identificato che:

È presente un’ASIMMETRIA del plarum temporale.

Sono presenti alterazioni MORFOLOGICHE della corteccia [aree interessate: Broca e

Wernicke, implicate nell’elaborazione linguistica, orale e scritta].

Riduzione del metabolismo [nell’area peninsulare sinistra durante l’attività di lettura].

Esiste un’ipotesi secondo la quale un’elaborazione visiva deficitaria contribuisca ad

aggravare le difficoltà dei bambini dislessici. Lo stesso vale per le difficoltà di

rappresentazione fonologica.

Si riscontra, inoltre, un aumento della probabilità di dislessia se si hanno genitori

dislessici [elevatissima in gemelli omozigoti la presenza in entrambi].

L’elemento più caratterizzante della dislessia nostro paese è la VELOCITA’ DI LETTURA.

La dislessia varia con manifestazioni culturalmente specifiche. I lettori dislessici italiani,

grazie all’ortografia trasparente che caratterizza la lingua italiana danno delle prestazioni

in lettura superiori rispetto ai bambini tedeschi o inglesi.

Viene ripreso il modello a due vie, con il quale sono state definite due forme di dislessia:

DISLESSIA FONOLOGICA_ la via fonologica è interrotta ed il bambino non riesce a

leggere parole irregolari e non­parole.

DISLESSIA SUPERFICIALE_ tutte le parole vengono lette ma senza l’uso della via

diretta.

STUDIO 10. – Predittori e fattori di rischio di disturbo specifico di apprendimento della

lettura.

Avvengono le segnalazioni di ragazzi dislessici di solito in ¾ elementare per

un’eccessiva lentezza di lettura e molti errori ortografici.

Si ricorre, di solito, al neuropsichiatra.


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Martab_

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di psicologia dell'educazione, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Pinto Giuliana: il libro d'esame è Il Suono, Il segno e il Significato. gli argomenti trattati sono i seguenti:
- studio dei processi di alfabetizzazione
- leggere prima di leggere, scrivere prima di scrivere
- alfabetizzazione emergente e competenze linguistiche
- alfabetizzazione emergente e competenze fonologiche
- alfabetizzazione emergente e competenze pragmatiche


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Martab_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Pinto Giuliana.

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