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Lezioni di psicologia dell'adolescenza

Capitolo 1 - 2

Adolescenza

L'adolescenza: quel periodo della vita compreso fra la fanciullezza e l'età adulta, durante il quale si verificano dei cambiamenti radicali che riguardano diverse aree del comportamento e del funzionamento psicologico. Di solito l'adolescenza ha inizio con la pubertà fisiologica, ma la sua fine non può essere stabilita con precisione in quanto dipende da una serie di fattori e di conquiste che devono essere raggiunte (definiti "compiti di sviluppo").

L'elenco dei compiti di sviluppo da affrontare durante l'adolescenza varia secondo gli autori, ma in generale si può dire che i principali sono i seguenti:

  • La riorganizzazione dell'immagine corporea a seguito della pubertà
  • Il distacco emotivo ed affettivo dai genitori
  • L'uso di strategie di ragionamento di tipo formale
  • La formazione di un'identità sociale
  • L'ingresso nel mondo del lavoro e il raggiungimento dell'indipendenza economica

Interesse degli studiosi per l'adolescenza

Secondo alcuni autori l'adolescenza ha iniziato a suscitare interesse fra gli studiosi attorno al 1900 sia in Europa che negli Stati Uniti. Per quanto riguarda la psicologia, qui si sono sviluppati tre orientamenti teorici diversi:

  • L'approccio psicoanalitico e clinico
  • Jean Piaget con il pensiero formale
  • Le ricerche condotte in una prospettiva storica, sociologica e dell'antropologia culturale

L'approccio psicanalitico

Secondo la psicanalisi, lo sviluppo mentale avviene secondo degli stadi prestabiliti e ritiene che l'adolescenza sia una fase evolutiva legata a quelle precedenti dell'infanzia e dunque rappresenta una fase d'integrazione e ristrutturazione di processi ed eventi avvenuti in precedenza. Dunque in questa fase problemi insoluti dell'infanzia chiedono di essere presi nuovamente in considerazione. (Infatti ciò deriva dalla grande intuizione di Freud secondo il quale nessun evento psicologico muore dentro di noi ma, a seconda delle circostanze, viene represso o rimosso e pertanto può riemergere).

Un altro aspetto caratteristico dell'approccio psicanalitico è quello di dare molta importanza al mondo interno e inconscio dell'individuo. Un primo tentativo di delineare un quadro del mondo interno adolescenziale è stato fatto da D. Meltzer, un esponente della scuola inglese e keniana di psicanalisi. Secondo Meltzer, il mondo degli adulti sembra agli adolescenti soprattutto come una struttura politica, è un sistema di classe in cui gli adulti hanno il comando del mondo. L'adolescente quindi, secondo lui, vede gli adulti come degli ipocriti che sono in possesso di qualcosa che lui non ha mai avuto. Da ciò deriva, secondo lui, la concezione che i bambini si trovano nella posizione di schiavi o servi e l'illusione che i genitori conoscono e possono fare tutto. Dunque per l'adolescente egli si trova in un gruppo che si pone fra altri due: gli adulti aristocratici che hanno il potere e i bambini schiavi che credono in essi come se fossero degli dèi; l'adolescente si pone in una posizione di disprezzo sia nei confronti degli adulti che dei bambini.

Secondo Charmet (il cui più recente lavoro è "I nuovi adolescenti" che si pone in prosecuzione del lavoro di Meltzer), nonostante le apparenze, l'adolescente odierno ha fame di relazioni verticali con adulti competenti ai quali porre domande cruciali per la sua crescita e sviluppo. Egli è convinto che i cambiamenti avvenuti negli ultimi tempi nell'ambito dei processi di socializzazione abbiano comportato una diversa qualità di rappresentazione dei rapporti di potere fra adulti e bambini e dunque un diverso processo di emancipazione dell'adolescente dal potere degli adulti. Se infatti sembrerebbe che egli voglia allontanarsi il più possibile dagli adulti, in realtà chiede di essere osservato e ammirato, ha cioè bisogno dello sguardo pieno d'ammirazione dell'adulto.

Freud, dal analisi di Dora, ha potuto capire l'importanza del transfert e la grande sofferenza connessa con il processo di distacco dalle figure genitoriali. Secondo Freud, le cose andrebbero in questo modo: nell'infanzia la pulsione sessuale è prevalentemente autoerotica, con la pubertà invece subentra una nuova meta sessuale che è quella del rapporto e del congiungimento con una persona dell'altro sesso. Dato che questa persona dell'altro sesso non può essere il genitore, l'individuo è costretto a disinvestire le figure d'amore primarie e rinvestire la pulsione lipidica su soggetti d'amore esterni alla famiglia e ai genitori. Tutto ciò comporta un grande dolore per l'adolescente che però si trova costretto ad agire per poter compiere uno fra i compiti di sviluppo. Si tratta di un vero e proprio lutto sia per i figli che per i genitori e necessita di tempo per essere elaborato.

Il pensiero di Freud sarà ripreso poi in seguito dalla figlia Anna. Secondo Anna, con l'inizio della pubertà, l'individuo si trova in balia di un'energia istintualità che si risveglia in lui, ma nello stesso tempo il suo Io è impegnato a controllare le sue pulsioni. Due sono i meccanismi di difesa tipici di questo periodo:

  • L'ascetismo: esprime una diffidenza generalizzata verso i suoi istinti quindi anche verso il mangiare, il dormire, il vestirsi, ecc. L'adolescente dunque cerca di uniformarsi a un ipermoralismo caratterizzato da rigore negli atteggiamenti, autocontrollo, intense manifestazioni di religiosità, ecc.
  • L'intellettualizzazione: consiste nel rifiuto a farsi coinvolgere emotivamente dalle situazioni e si traduce con atteggiamenti baresi, distaccati, non coinvolti.

Entrambi i meccanismi coinvolgono l'intelligenza. L'analisi di Anna Freud ha avuto un'elevata importanza culturale ed ha costituito la base di tutta la psicologia clinica dell'adolescenza. Negli anni settanta, l'opera di Blos ha ampliato l'analisi di Anna Freud. Secondo questo autore ci sono quattro sfide principali che l'individuo deve affrontare:

  • La prima sfida è definita "secondo processo di individuazione". Essa fa riferimento a quel processo di separazione dalla figura materna che avviene nell'infanzia. Nell'adolescenza il soggetto si trova a dover allentare fortemente il legame che ha con il genitore interiorizzato e sarà questo disimpegno che gli permetterà di creare legami al di fuori della famiglia. Se però il processo di separazione avvenuto nell'infanzia non si è compiuto in maniera adeguata, esso si presenterà più difficoltoso nell'adolescenza. Secondo Blos, in questo processo un sostegno utile è il gruppo dei pari.
  • La seconda sfida concerne la rielaborazione e il controllo dei traumi infantili. Nell'adolescenza questi traumi infantili vengono vissuti come delle sfide da risolvere e ogni successo nel controllo incrementa l'autostima del soggetto.
  • La terza sfida riguarda invece la continuità del Io, ovvero quella particolare istanza della personalità la cui funzione è di mediare i rapporti con la realtà esterna, cioè la continuità temporale fra gli eventi passati e quelli del presente.
  • L'ultima sfida è la formazione dell'identità sessuale e la capacità del soggetto di allacciare rapporti affettivi e amorosi all'infuori della famiglia.

La teoria di Jean Piaget

Le scoperte di Jean Piaget, avvenute negli anni cinquanta nella prospettiva dell'epistemologia genetica, hanno messo in evidenza le ripercussioni dei cambiamenti cognitivi che avvengono nell'individuo in una vasta gamma di comportamenti e atteggiamenti, quali la conquista dell'autonomia personale, la maggior indipendenza nel pensiero e nell'azione, il senso di responsabilità, lo sviluppo di una prospettiva temporale che include il futuro e il progresso nelle relazioni sociali improntate a maggior collaborazione e reciprocità.

Secondo Piaget, a partire dagli 11-12 anni avvengono una serie di cambiamenti di cui i principali sono:

  • L'apertura sul possibile (se il bambino riesce a ragionare solo sulla realtà concreta, l'adolescente al contrario inizia a saper ragionare oltrepassando gli elementi presenti e reali riuscendo a valutare ed esaminare possibilità non presenti)
  • La formulazione e la verifica di ipotesi enunciate verbalmente: si tratta di un ragionamento di tipo formale che si manifesta come bisogno nell'adolescente in vari modi (per esempio si manifesta come desiderio sempre più vivo di compiere esperienze personali al di fuori dell'ambiente familiare e di riflettere su di esse ponendole anche a confronto tra di loro.)
  • L'interesse per il pensiero (il giovane cioè inizia a riflettere sul pensiero in generale, sul proprio pensiero e su quello degli altri. Si verifica dunque un maggior interesse per l'introspezione. Mentre il bambino è teso all'esplorazione soprattutto del mondo esterno, al contrario l'adolescente è preso dal mondo interiore proprio e degli altri.)

È necessario ricordare che per Piaget lo sviluppo dell'individuo può essere suddiviso in stadi ben precisi:

  • Stadio senso motorio (organizzazione delle azioni e delle percezioni)
  • Stadio pre-operatorio (l'organizzazione delle prime rappresentazioni e intuizioni)
  • Stadio delle operazioni concrete (l'organizzazione delle azioni mentali in sistemi interrelati e reversibili)
  • Stadio delle operazioni formali (l'organizzazione delle rappresentazioni più generali e astratte che riguardano le stesse operazioni svincolate da contenuti particolari)

Per quanto riguarda lo stadio delle operazioni concrete, questo avviene dai 6-7 agli 11-12 anni circa. Secondo Piaget, le operazioni concrete sono delle azioni interiorizzate, coordinate fra di loro, e sono componibili secondo alcune leggi semplici dove ogni operazione può essere annullata da una operazione inversa. Questi sistemi parziali di operazioni vengono chiamati da Piaget "raggruppamenti" ed egli ne individua otto. Le operazioni concrete si applicano a numerosi aspetti della realtà esterna e permettono al bambino di agire sul reale, manipolandolo e trasformandolo con classificazioni, ordinamenti, numerazioni, misure, ecc. Secondo la natura del campo di applicazioni si può distinguere fra:

  • Operazioni logico-matematiche
  • Operazioni che riguardano lo spazio, il tempo, la velocità, ecc.
  • Operazioni concernenti i fatti come valori morali e sociali e le relazioni interpersonali

Grazie alle operazioni concrete il bambino dispone già di un sistema cognitivo coerente con il quale egli organizza il mondo circostante. Tuttavia il suo pensiero presenta ancora alcune limitazioni: i sistemi operatori concreti non sono facilmente generalizzabili a tutti i contenuti, gli strumenti concettuali di cui dispone il bambino come ordinare, classificare, ecc. vengono applicati successivamente, il ragionamento concreto procede per prossimità o passo dopo passo senza che vi sia ancora la capacità di combinare tutte le operazioni dei vari raggruppamenti in un tutto sistematico.

Con lo stadio delle operazioni formali (che va dagli 11-12 anni ai 14-15) il bambino acquista una struttura di pensiero più potente, la sua logica diventa più potente. Ora egli è in grado di combinare (reticolo combinatorio) fra loro degli oggetti o dei fattori o anche delle idee o proposizioni (operazioni proposizionali) considerando la realtà non più sotto i suoi aspetti limitati e concreti ma in funzione di un numero qualsiasi o di tutte le possibili combinazioni. Inoltre in questo stadio avviene anche la sintesi (il gruppo delle quattro trasformazioni in INCR) in un solo sistema delle due forme di reversibilità, per inversione e per reciprocità, che al contrario nello stadio delle operazioni concrete funzionano separatamente. Si può definire la reversibilità come la possibilità permanente di un ritorno al punto di partenza che può avvenire o annullando l'operazione effettuata o annullando una differenza.

Il reticolo combinatorio, le operazioni proposizionali e il gruppo delle quattro trasformazioni INCR caratterizzano lo stadio delle operazioni formali. In generale poi si può dire che ogni individuo attraversa questi stadi di sviluppo, ma ognuno secondo il proprio ritmo.

Le ricerche condotte in una prospettiva storica, sociologica e dell'antropologia culturale

Secondo questo approccio, la condizione giovanile è un prodotto culturale e anche un fenomeno storico, il cui contenuto non rimane fisso ed immutabile, ma cambia notevolmente in funzione della struttura e delle condizioni socio-economiche della società. Secondo Lutte, l'adolescenza non è uguale per tutti in quanto varia in base alla classe sociale d'appartenenza, questo perché il prodotto finale, l'adulto appartenente alla classe sociale determinata, è diverso. Oltre alle differenze di classe ve ne sono altre, come quelle tra i sessi, tra città e campagna, tra studenti e lavoratori, ecc.

Uno degli apporti più rilevanti degli autori di questo approccio è stato quello di aver coniato l'espressione "compito di sviluppo" per indicare una serie di compiti che l'adolescente deve risolvere in un momento opportuno. Se questo non avviene nei tempi giusti, lo sviluppo dell'individuo ne risente, e può essere più o meno gravemente compromesso. Alcuni compiti di sviluppo sono universali e costanti in ogni cultura, mentre altri sono più rilevanti soltanto in certe società. Havighurst è stato uno dei primi autori a individuare alcuni importanti compiti che l'adolescente deve affrontare:

  • L'instaurarsi di relazioni nuove e più mature con i coetanei
  • L'acquisizione di un ruolo sociale maschile e femminile
  • L'accettazione del proprio corpo
  • L'indipendenza emotiva dai genitori
  • Il raggiungimento della sicurezza derivato dall'indipendenza economica
  • L'orientarsi verso e il prepararsi per un'occupazione o professione
  • La preparazione al matrimonio e alla vita familiare
  • L'acquisizione della competenza civica
  • L'acquisizione di un comportamento socialmente responsabile
  • L'acquisizione di un sistema di valori come guida al proprio comportamento

Capitolo 3

Le nuove relazioni sociali e l'acquisizione dell'identità sociale

I rapporti d'amicizia

Il distacco dalle figure genitoriali che avviene nell'adolescenza lascia un vuoto emotivo nel ragazzo/a che va colmato in qualche modo ed è così che entra in gioco l'amicizia. L'amicizia infatti ha la capacità di rassicurare l'individuo in un momento così delicato. Svolge delle funzioni specifiche che sono:

  • Rende l'adolescente sensibile a ciò che riguarda gli altri e gli consente dunque di capirli meglio
  • Sviluppa la capacità dell'individuo di creare relazioni intime con un'altra persona che sono la base per le successive relazioni adulte e d'amore con persone dell'altro sesso

Ma perché l'individuo possa creare rapporti d'amicizia deve avere alcune abilità sociali:

  • La conoscenza degli stati emotivi appropriati a contesti sociali specifici
  • La capacità di manifestare empatia nei confronti degli altri
  • La convinzione di avere la capacità di controllare se stessi
  • La capacità di risolvere situazioni conflittuali

Naturalmente queste abilità aumentano piano piano nel corso della adolescenza e sono variamente combinate tra loro a livello del singolo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maxedeb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'adolescenza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Gainotti Merete Amann.
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