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Riassunto esame Psicologia dell'adolescenza, prof. Merete Amman, libro consigliato Lezioni di psicologia dell'adolescenza, Amman Gainotti Appunti scolastici Premium

Sunto per l'esame di Psicologia dell'adolescenza e del prof. Gainotti Merete, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Lezioni di psicologia dell'adolescenza, Gainotti, Università degli Studi di Roma3. Scarica il file in PDF!

Esame di Psicologia dell'adolescenza docente Prof. A. Gainotti Merete

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- l apertura sul possibile (se il bambino riesce a ragionare solo sulla realtà concreta, l adolescente

al contrario inizia a saper ragionare oltrepassando gli elementi presenti e reali riuscendo a

valutare ed esaminare possibilità non presenti)

- La formulazione e la verifica di ipotesi enunciate verbalmente: si tratta di un ragionamento di tipo

formale che si manifesta come bisogno nell adolescente in vari modi (per esempio si manifesta

come desiderio sempre più vivo di compiere esperienze personali al di fuori del ambiente

familiare e di riflettere su di esse ponendole anche a confronto tra di loro.)

- L interesse per il pensiero (il giovane cioè inizia a riflettere sul pensiero in generale, sul proprio

pensiero e su quello degli altri. Si verifica dunque un maggior interesse per l introspezione.

Mentre il bambino è teso all esplorazione soprattutto del mondo esterno al contrario l

adolescente è preso dal mondo interiore proprio e degli altri.)

È necessario ricordare che per Piaget lo sviluppo del individuo può essere suddiviso in stadi ben

precisi:

- stadio senso motorio (organizzazione delle azioni e delle percezioni)

- Stadio pre operatorio (l organizzazione delle prime rappresentazioni e intuizioni)

- Stadio delle operazioni concrete (l organizzazione delle azioni mentali in sistemi interrelati e

reversibili)

- Stadio delle operazioni formali (l organizzazione delle rappresentazioni più generali e astratte

che riguardano le stesse operazioni svincolate da contenuti particolari)

Per quanto riguarda lo stadio delle operazioni concrete questo avviene dai 6-7 agli 11-12 anni

circa. Secondo Piaget le operazioni concrete sono delle azioni interiorizzate, coordinate fra di loro,

e sono componibili secondo alcune leggi semplici dove ogni operazione può essere annullata da

una operazione inversa. Questi sistemi parziali di operazioni vengono chiamati da Piaget

"raggruppamenti" ed egli ne individua otto. Le operazioni concrete si applicano a numerosi aspetti

della realtà esterna e permettono al bambino di agire sul reale, manipolandolo e trasformandolo

con classificazioni, ordinamenti, numerazioni, misure,ecc. Secondo la natura del campo di

applicazioni si può distinguere fra:

- operazioni logico matematiche

- Operazioni che riguardano lo spazio, il tempo, la velocità,ecc

- Operazioni concernenti i fatti come valori morali e sociali e le relazioni interpersonali

Grazie alle operazioni concrete il bambino dispone già di un sistema cognitivo coerente con il

quale egli organizza il mondo circostante. Tuttavia il suo pensiero presenta ancora alcune

limitazioni: i sistemi operatori- concreti non sono facilmente generalizzabili a tutti i contenuti, gli

strumenti concettuali di cui dispone il bambino come ordinare, classificare,ecc vengono applicati

successivamente, il ragionamento concreto procede per prossimità o passo dopo passo senza che

vi sia ancora la capacità di combinare tutte le operazioni dei vari raggruppamenti in un tutto

sistematico.

Con lo stadio delle operazioni formali (che va dagli 11-12 anni ai 14-15) il bambino acquista una

struttura di pensiero più potente, la sua logica diventa più potente. Ora egli è in grado di combinare

(reticolo combinatorio) fra loro degli oggetti o dei fattori o anche delle idee o proposizioni

(operazioni proposizionali) considerando la realtà non più sotto i suoi aspetti limitati e concreti ma

in funzione di un numero qualsiasi o di tutte le possibili combinazioni. Inoltre in questo stadio

avviene anche la sintesi ( il gruppo delle quattro trasformazioni in INCR) in un solo sistema delle

due forme di reversibilità, per inversione e per reciprocità, che al contrario nello stadio delle

operazioni concrete funzionano separatamente). Si può definire la reversibilità come la possibilità

permanente di un ritorno al punto di partenza che può avvenire o annullando l operazione

effettuata o annullando una differenza.

Il reticolo combinatorio, le operazioni proposizionali e il gruppo delle quattro trasformazioni INCR

caratterizzano lo stadio delle operazioni formali.

In generale poi si può dire che ogni individuo attraversa questi stadi di sviluppo, ma ognuno

secondo il proprio ritmo.

Le ricerche condotte in una prospettiva storica,sociologica e dell antropologia culturale

Secondo questo approccio la condizione giovanile è un prodotto culturale e anche un fenomeno

storico, il cui contenuto, non rimane fisso ed immutabile, ma cambia notevolmente in funzione della

struttura e delle condizioni socio-economiche della società.

Secondo Lutte l'adolescenza non è uguale per tutti in quanto varia in base alla classe sociale

d'appartenenza, questo perché, il prodotto finale, l'adulto appartenente alla classe sociale

determinata, è diverso.

Oltre alle differenze di classe ve ne sono altre, come quelle tra i sessi, tra città e campagna, tra

studenti e lavoratori, ecc...

Uno degli apporti più rilevanti degli autori di questo approccio, é stato quello di aver coniato

l'espressione "compito di sviluppo" per indicare una serie di compiti che l'adolescente deve

risolvere in un momento opportuno;

Se questo non avviene nei tempi giusti, lo sviluppo dell'individuo ne risente, e può essere più o

meno gravemente compromesso.

Alcuni compiti di sviluppo sono universali e costanti in ogni cultura, mentre altri sono più rilevanti

soltanto in certe società.

Havighurst é stato uno dei primi autori a individuare alcuni importanti compiti che l'adolescente

deve affrontare:

- l'instaurarsi di relazioni nuove e più mature con i coetanei

- L'acquisizione di un ruolo sociale maschile e femminile

- L'accettazione del proprio corpo

- L'indipendenza emotiva dai genitori

- Il raggiungimento della sicurezza derivato dall'indipendenza economica

- L'orientarsi verso e il prepararsi per un'occupazione o professione

- La preparazione al matrimonio e alla vita familiare

- L'acquisizione della competenza civica

- L'acquisizione di un comportamento socialmente responsabile

- L'acquisizione di un sistema di valori come guida al proprio comportamento

Capitolo 3

Le nuove relazioni sociali e l acquisizione dell'identità sociale

I rapporti d'amicizia: Il distacco dalle figure genitoriali che avviene nell adolescenza lascia un vuoto emotivo

nel ragazzo/a che va colmato in qualche modo ed è così che entra in gioco l'amicizia. L'amicizia infatti ha la

capacità di rassicurare l'individuo in un momento così delicato.

Svolge delle funzioni specifiche che sono:

- rende l'-adolescente sensibile a ciò che riguarda gli altri e gli consente dunque di capirli meglio

- Sviluppa la capacità dell'individuo di creare relazioni intime con un altra persona che sono la base per le

successive relazioni adulte e d'amore con persone dell altro sesso.

Ma perché l'individuo possa creare rapporti d amicizia deve avere alcune abilità sociali:

- la conoscenza degli stati emotivi appropriati a contesti sociali specifici

- La capacità di manifestare empatia nei confronti degli altri

- La convinzione di avere la capacità di controllare se stessi

- La capacità di risolvere situazioni conflittuali

Naturalmente queste abilità aumentano piano piano nel corso della adolescenza e sono variamente

combinate tra loro a livello del singolo.

C'è da dire poi che se all inizio l amicizia per lo più avviene fra due individui con il passare del tempo (a

partire dagli ultimi anni della scuola del obbligo su per giù) l adolescente sperimenta modalità di

aggregazione spontanea entrando a far parte di gruppi organizzati in modo più formale. Il gruppo dei pari

svolge un importante ruolo in quanto fa si che l'individuo diventi socialmente indipendente e competente.

Esso infatti può essere visto come un vero e proprio laboratorio di prova in cui l adolescente può

sperimentare scelte e comportamenti autonomi lontano dal controllo dei genitori. Inoltre qui il giovane si

sente alla pari, mentre spesso nel rapporto con gli adulti le sue aspettative di parità e di partecipazione

vengono frustrate. Il gruppo inoltre offre riconoscimenti, valorizzazione, rinforzi positivi in termini di successo

sociale, premia o non premia determinate abilità o strategie sociali. Al suo interno poi si possono creare

anche rapporti più esclusivi come le relazioni sentimentali e infine il gruppo è una fonte molto importante per

d'identità sociale, in quanto far parte di un gruppo permette di definire se stessi con più chiarezza e di sapere

con più sicurezza come orientarsi nella vita, quali valori perseguire, come comportarsi è come porsi di fronte

agli altri. In questo senso il gruppo fornisce al giovane stima di se e sicurezza per il semplice fatto di sentirsi

accettato.

Gli studiosi però sostengono che appartenere a un gruppo ha conseguenze prevedibili sul comportamento

degli individui sia in senso positivo che negativo. Positivo perché favorisce la cooperazione, lo spirito di

squadra, la soluzione collettiva di problemi,ecc è negativo perché può favorire il conformismo, uniformità di

pensiero, discriminazione verso i componenti di altri gruppi,ecc.

C'è poi da notare che molti adolescenti non hanno un gruppo. In alcuni caso questo avviene perché il

ragazzo/a è rifiutato oppure perché si isola per timidezza o per altre difficoltà personali. In certi altri casi però

dipende dal fatto che si sta bene semplicemente da soli, dunque nono sempre non fare parte di un gruppo è

segno di una difficoltà. Infatti nell adolescenza accanto al bisogno di stare con gli altri vi è anche quello di

cercare se stessi e questa può anche essere vista come una missione da compiere da soli. In questo caso la

solitudine può essere vista come un modo per trovare l identità.

L'acquisizione dell'identità sociale:

- secondo la teoria di E. Erikson: egli è stato il primo a porre in primo piano il problema della formazione del

identità nell adolescenza integrando concetti psicanalitici con le scoperte del antropologia culturale

affermando che la cultura, attraverso processi di differenziati di cura e di socializzazione nella prima

infanzia, influisce sulla formazione di una personalità di base o indentita tipica di ciascuna cultura. In

particolare egli con il concetto di identità si riferisce a un Ego ben organizzato nel quadro di una realtà

sociale, a un senso soggettivo di coerenza e dì continuità, in cui il passato, il presente e l avvenire del

soggetto sono integrati. Per Erikson il senso d identità richiede una reciprocità psicosociale, cioè una

coerenza fra quello che l individuo ritiene di essere è quello che, a suo parere, gli altri vedono in lui e si

aspettano da lui. Dunque in questo modo egli sostiene che il senso del identità di ognuno dipende in parte

dalla realtà sociale. Caratteristica poi del adolescenza in rapporto all identità è il fatto che vi sia una sorta

di periodo di sperimentazione inconsapevole di ruoli diversi.

Vi sono secondo E. Alcuni percorsi tipici di formazione del identità:

- dispersione dell identità: l incapacità di riuscire a elaborare l integrazione e la continuità del immagine di

se a seguito di influenze che danneggiano appunto una percezione di se globale

- identità definita prematuramente: cioè quando si ha una fissazione prematura del immagine che un

individuo ha di se, fissazione che interferisce con lo sviluppo di altre potenzialità. In questo caso l individuo

ricerca sempre l approvazione degli altri su cui basa la propria autostima.

- identità confusa: alcuni adolescenti passano attraverso una lunga fase di incertezza e confusione e

non riescono a sviluppare un senso forte e ben definito della propria identità. A una identità confusa si

accompagna di solito un'auto stima carente, difficoltà ad assumersi responsabilità riguardo al propria vita,

disorganizzazione del pensiero e propensione al consumo di droghe.

- identità matura e definita: a volte la ricerca e la confusione possono portare a risultati positivi. Gli

individui che hanno acquisito un forte senso di identità dopo una lunga ricerca attiva di solito sono più

autonomi, più creativi e hanno forme più complesse di pensiero rispetto ai coetanei che non sono passati

attraverso una fase di confusione. Inoltre dimostrano una maggiore capacità di allacciare rapporti

amichevoli, un identità sessuale più sicura un concetto di se più positivo.

Pertanto si può dire in generale che la formazione del identità non è un processo unitario ma varia molto da

individuo a individuo o da un gruppo all altro per numerosi fattori che vanno dai rapporti con i genitori alle

pressioni culturali.

- secondo la psicologia sociale dei gruppi: la psicologia sociale nel corso degli anni ha proposto diverse

definizioni di "gruppo" che variano secondo gli orientamenti teorici e le metodologie di studio. La prima

definizione è quella che fu data da Kurt Lewin, padre della teorizzazione e della ricerca sui gruppi: il

gruppo è un fenomeno psicosociale unitario, un'entità, una totalità che deve essere presa in

considerazione in quanto tale. Nella sua concezione il gruppo è un fenomeno a se stante e non una

somma di fenomeni rappresentati dal agire a e dal pensare dei suoi membri. Quello che costituisce l

essenza del gruppo è l interdipendenza che vi è fra i suoi membri. A seconda degli autori dunque si

riscontra molta diversità nei significati associati a termine gruppo: per Lewin il fattore critico che

caratterizza il gruppo è l esistenza di un dettino comune (per esempio gli ebrei nell Europa nazista

rappresentano un gruppo proprio in virtù del loro tragico destino comune), per altri l elemento chiave che

determina l esistenza di un gruppo è la presenza di una certa struttura formale in termini di relazioni di

status o di ruolo (un esempio spesso citato è la famiglia), più recentemente poi è stat proposta da H.Tajfel

e dagli altri esponenti della psicologia sociale cognitiva un altra definizione secondo la quale il gruppo

esiste quando due o più individui percepiscono se stessi come membri della stessa categoria sociale in

virtù dunque di un processo di autocategorizzazione. In generale si può dire che per la psicologia sociale l

identità sociale può essere definita come: la consapevolezza che l individuo possiede di far parte di

determinati gruppi sociali o ancora meglio si può dire che l identità sociale di una persona è costituita dalla

somma totale delle identificazioni sociali usate da una persona per definire se stessa.

Alcuni esperimenti classici in psicologia sociale e in psicologia dei gruppi:

- gli studi di M. Sherif e C.W.Sherif sul "Campo estivo"del 1953: l obiettivo dello studio è stato quello di

dimostrare che il fatto di far parte di un gruppo fa scattare sentimenti di ostilità e di competizione verso altri

gruppi. Lo studio è stato condotto in un campo estivo per ragazzi, su un arco di tre settimane, e ha voluto

mettere in evidenza le modificazioni comportamentali che si verificavano nei comportamenti degli individui in

seguito a cambiamenti nelle relazioni inter gruppo.

I ragazzi selezionati per partecipare allo studio erano: di razza bianca, di circa 12 anni d'età, equilibrati,

provenienti da famiglie stabili. Essi non si conoscevano prima di partecipare allo studio e sono stati suddivisi

in due gruppi accampati in due campi distanti l uno dal altro senza possibilità d incontro tra i due campi. L

esperimento comprendeva tre fasi: - la formazione del gruppo (1), il conflitto inter gruppi (2) e la riduzione del

conflitto (3).

1) per prima cosa per alcuni giorni i bambini furono impegnati in diverse attività all interno di questi due

gruppi senza avere tuttavia molto a che fare con l altro gruppo. Molto rapidamente si svilupparono all

interno di ogni gruppo delle norme di comportamento è una struttura interna.

2) Nella seconda fase gli sperimentatori annunciarono ai ragazzi che avrebbero partecipato a una serie di

competizioni tra i gruppi e il gruppo vincitore avrebbe ricevuto un premio. Con l inizio delle competizioni il

comportamento dei ragazzi cambiò vistosamente e i due gruppi da pacifici che erano si ritrovarono ad

essere due fazioni ostili. Il comportamento dei ragazzi cambiò anche all interno del gruppo, infatti essi

diventarono più coesi e nominarono un leader.

3) Dopo avere prodotto così facilmente una competizione così feroce fra i gruppi gli sperimentatori

cercarono di ridurre il conflitto introducendo una serie di obiettivi che potevano essere raggiunti solo con

la collaborazione e cooperazione di tutti.

- osservazioni ed esperimenti sull accettazione delle norme e delle regole di gruppo: M.Crew studio il

comportamento di alcuni bambini durante i primi giorni di scuola materna. Osservo che i bambini nuovi all

inizio tendevano a non unirsi alle attività del gruppo, ma trascorrevano la maggior parte del tempo ad

osservare attentamente gli altri che giocavano. Risultati simili furono ottenuti negli Stati Uniti da Feldbaum

e sembra come se per un certo tempo i bambini appena a entrati nel gruppo cerchino di capire le regole di

base appropriate in quel gruppo. In un altro esperimento invece Aronson e Mills misero in evidenza come

più l ingresso nel gruppo è reso difficile più il gruppo sembra attraente per chi vuole entrare.

- Esperimenti sul conformismo: questi esperimenti dimostrano come gli individui tendano a uniformare i loro

comportamenti e a condividere opinioni e atteggiamenti. Un esperimento molto famoso in psicologia

sociale è quello che fu condotto nel 1936 da Sherif: qui si fece uso di un'illusione ottica nota come l effetto

auto cinetico. Se si fissa un puntino luminoso in una stanza completamente buia molto presto la luce

sembra muoversi irregolarmente anche se la fonte stessa rimane ferma. Sherif mostrò questa illusione a

ciascuno dei suoi soggetti presi singolarmente e domandò poro poi di stimare verbalmente l ampiezza del

oscillazione in ciascuna occasione. Nel corso di un centinaio di prove Sherif trovò che le valutazioni di

ciascun soggetto tendevano a stabilizzarsi intorno a un determinato valore medio idiosincratico. Sherif

condusse allora esattamente lo stesso esperimento con gruppi di due e tre soggetti e fece una scoperta

straordinaria: le stime del movimento fatte dai soggetti convergevano rapidamente fino Ada arrivare a

risposte quasi indistinguibili l'una dall'altra altra. In altre parole avevano sviluppato una norma di gruppo

che serviva a costringere i loro giudizi all interno di limiti piuttosto ristretti e l influenza di questa norma

continuava ad agire anche quando i soggetti facevano di nuovo la prova da soli. Un altro esperimento

classico della psicologia sociale è quello di Asch del 1952: furono reclutati dei soggetti per partecipare a

quello che essi credevano fosse un esperimento sui giudizi percettivi. Appena arrivato il soggetto veniva

introdotto in una stanza dove erano già seduti numerosi altri individui, che sembrava fossero

apparentemente arrivati da pochi minuti, e gli veniva spiegato che il loro compito era quello di confrontare

fra loro la lunghezza di alcune linee verticali. In ogni presentazione c era una linea tipo è il loro compito

era quello di identificare quale fra le altre tre linee presentate fosse della stessa lunghezza di quella tipo. Il

soggetto allora dava la sua risposta e dopo di lui gli altri partecipanti che in realtà erano dei complici. Se

all inizio il soggetto dava la risposta giusta, dopo che gli altri davano la loro ( che era completamente

sbagliata) il soggetto in questione tendeva a concordare con loro nelle successive prove, nonostante non

poteva esserci obiettivamente nessun dubbio su quale fosse la risposta giusta. Questo esperimento

dimostro come gli individui tendano a seguire nei loro giudizi ciò che fa la maggioranza.

Capitolo IV

Una ricerca sulle narrazioni di soggetti adolescenti relative ai propri cambiamenti

psicologici

In ambito psicologico, sociologico,pedagogico le storie di vita e le narrazioni sono delle metodologie di studio

e di ricerca molto utilizzate in quanto esse permettono di seguire le trame vitali e formative del infanzia, del

adolescenza e della vita adulta molto da vicino sotto il doppio aspetto di sviluppo umano universale ma

anche della assoluta particolarità di ogni singola esistenza. Inoltre gli individui narrando la propria storia ad

altri possono rendersi conto degli eventi che li hanno coinvolti e farsi una rappresentazione più chiaradi se

stessi.

Per la ricerca sono stati presi gruppi di preadolescenti e adolescenti, maschi e femmine, alunni di scuole di

Roma a cui è stata proposta una traccia per un tema ispirata ad una ricerca di J.C.Coleman (condotta nel

1980 in cui l autore ha intervistato un gruppo di adolescenti riguardo ai loro processi mentali, con l obiettivo

di mettere in luce il passaggio da un pensiero concreto ad uno astratto, secondo il modello di Piaget).

Il campione della ricerca era costituito da:

- un gruppo di 30 maschi di età compresa fra i 13 e i 15 anni

- Un gruppo di 30 femmine di età compresa fra i 13 e i 15 anni

- un gruppo di 30 maschi di età compresa fra i 16 e i 18 anni

- Un gruppo di 30 femmine di età compresa fra i 16 e i 18 anni

La traccia del tema era la seguente: "si dice che durante l adolescenza si verifica un cambiamento nel modo

in cui si pensa e si riflette sulle cose. Hai mai notato qualcosa di simile in te stesso? Descrivi nella maniera

più dettagliata possibile questi cambiamenti, eventualmente facendo degli esempi".

I temi sono stati analizzati attraverso:

- presentazione generale dei contenuti narrativi (raggruppati in categorie)

- Analisi quantitativa dei contenuti rilevati

- Analisi qualitativa dei contenuti rilevati

Presentazione generale: nei soggetti maschi più giovani, di 13-15 anni colpisce la brevità degli elaborati e la

povertà dei contenuti come se il percorso adolescenziale non fosse ancora iniziato per cui i soggetti provano

difficile esprimere idee su questo tema. La stessa cosa riguardo la brevità si nota nelle femmine della stessa

età ma in questo caso i temi sono più ricchi di contenuti.

Analisi qualitativa: i contenuti ideativi ed emotivi espressi nei temi sono :

- affermazioni sulle proprie attuali capacità di ragionamento è di giudizio

- Confronti con i modi di comportarsi di quando si era bambini

- Considerazioni sul rapporto (mutato) con il genitori e sul nuovo bisogno di autonomia

- Considerazioni generali sull adolescenza

- Osservazioni sui cambiamenti nei rapporti con gli amici

- Espressione di insicurezza, disagio, ansia

- Bisogno di accettazione e di conferme da parte degli altri

- Considerazioni sul mondo circostante, sulla società e sulla politica

- Considerazioni sul proprio futuro

- Considerazioni sul rapporto con il proprio corpo e questioni legate al look e a come divertirsi

- Considerazioni sulla scuola

Analisi quantitativa: si è visto che la categoria più rappresentata è stata quella relativa alla capacità di

ragionamento è di giudizio sia fra i 13-15 anni che fra i 16-18. Per quanto riguarda invece il confronto fra

maschi e femmine si è visto che i maschi sono più propensi a fare confronti e a riferirsi all infanzia, mentre le

femmine al tema del adolescenza. Ma comunque in generale le differenza fra maschi e femmine sono poco

significative fra i 13-15 anni e tendono invece ad aumentare con l età.

Considerazioni generali tratte dalla ricerca: nei temi presi in considerazione notiamo che i giovani non

parlano solo di problemi che li riguardano personalmente relativi all adolescenza ma (soprattutto nei soggetti

più grandi) tendono a rivolgere il proprio sguardo anche verso l esterno quindi il mondo circostante, i

problemi sociali, politici e di attualità e questo può provocare in loro confusione e ansia. La scuola nel

contenere queste ansia potrebbe avere un ruolo fondamentale. Si nota poi nei vari temi ricorrere il tema

della nostalgia del infanzia in cui si era protetti dai genitori e non si avevano tante responsabilità. Per quanto

riguarda poi le riflessioni sui proprio cambiamenti cognitivi in questa fase della vita notiamo che essi mettono

in risalto la capacità di riflettere prima di agire, una maggiore attenzione verso le cose e le persone, la


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maxedeb

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maxedeb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'adolescenza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Gainotti Merete Amann.

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