Capitolo 1 - L'adolescenza secondo gli approcci classici
Modello biologico
Stanley Hall: fasi predeterminate. L'adolescenza come periodo di storm and stress. Si rifà al modello di...
Hackel: teoria della ricapitolazione: 0-4 stadio animale, 4-8 stadio antropoide, 8-12 fase semibarbara, 12-25 adolescenza, fase civilizzata.
Psiocoanalisi
Sigmund Freud: ricapitolazione delle fasi dello sviluppo individuale del bambino, piuttosto che della specie.
Anna Freud: teoria della ricapitolazione: l'adolescenza costituisce la prima ricapitolazione della sessualità infantile, il primo momento, cioè, in cui si attua una sorta di "riepilogo" e ciò che è accaduto prima può aiutare a comprendere il presente. È una sorta di punto critico. La seconda ricapitolazione si avrà nel climaterio.
Perenne battaglia tra Io rigido (+ Super Io) e libido, meccanismi di difesa/pulsioni sessuali dell'Es, che sfocia in ascetismo e intellettualizzazione. Tendenza all'allontanamento dalle figure parentali, che può finire in isolamento e patologia per la mancanza delle figure genitoriali oppure in sostituzione con altri e nuovi oggetti d'amore.
Blos: teoria delle relazioni oggettuali, 4 sfide evolutive:
- Separazione-individuazione: Nella seconda fase di individuazione il soggetto allenta fortemente i legami con il genitore interiorizzato che lo ha sostenuto nei periodi fallico e di latenza dello sviluppo. Questo disimpegno dell'adolescente dalla rappresentazione parentale interiorizzata gli permette di stabilire nuovi attaccamenti extrafamiliari. I passi in avanti nello sviluppo che si realizzano attraverso la seconda individuazione riguardano:
- L'acquisizione di un sé stabile e di precisi confini fra il sé e il mondo oggettuale;
- La perdita di rigidità e di forza da parte del Super-io edipico;
- Una maggiore stabilità degli stati d'animo e dell'autostima per la minore dipendenza dalle fonti esterne di sostegno.
- Rielaborazione e controllo dei traumi infantili;
- Continuità del Sé;
- Formazione dell'identità sessuale.
Antropologia
Margaret Mead: ricerca sulle ragazze dell'isola di Samoa, assenza di storm and stress -> non è biologico, ma dipende dal contesto e dall'educazione.
Cognitivismo
Inhelder e Piaget: l'adolescente nello stadio delle operazioni formali (sé possibili, formazione di autoriflessione, autovalutazione e autostima).
Sociologia
Hollingshead: ricerca sui ragazzi di Elmtown (Midwest), per definire e analizzare lo sviluppo bisogna tener conto delle classi e delle generazioni. Critica di...
Mannheim: l'appartenenza a una classe non è uguale alla coscienza di classe.
Struttural-funzionalismo
Eisenstadt: la famiglia non è in grado di garantire una socializzazione completa ai propri figli e a questo devono provvedere i coetanei. La socializzazione è fondamentale per l'integrazione nel sistema.
James Coleman: la cultura giovanile in rapporto a 3 fattori:
- Specializzazione economica;
- Sviluppo dell'industria teenage;
- Rapidi cambiamenti nella società.
Capecchi: critica allo struttural funzionalismo: la ricerca per piccoli gruppi ha eccessivamente frammentato gli studi e non si è ottenuta un'analisi globale ed integrata.
Approccio integrativo
Lewin: è il primo studioso a capire che per un'analisi completa dello sviluppo bisogna tener conto sia delle variabili biologiche che di quelle contestuali, come un'interdipendenza di dimensioni. Teoria del campo: C = f(PA). Uomo marginale: l'adolescente si trova nella stessa condizione degli individui ai margini della società, in quanto è in crisi e si comporta in modo scontroso coi genitori, può avere sbalzi d'umore e comportamenti delinquenziali.
Capitolo 2 – Sviluppi degli studi sull'adolescenza
Stadi di sviluppo
Erikson: è stato il primo a considerare non solo determinate fasi della vita, ma analizzare tutto il ciclo di vita. Ha individuato otto stadi:
- Fiducia-Sfiducia;
- Autonomia-Vergogna;
- Iniziativa-Senso di colpa;
- Industriosità-Inferiorità;
- Confusione-Identità;
- Intimità-Isolamento;
- Generatività-Stagnazione;
- Integrità-Disperazione.
Erikson inoltre fa una differenza tra identità personale e identità dell'Io (sameness e continuità di se stessi). Afferma che è solo quando il soggetto è in grado di selezionare alcune delle sue identificazioni infantili e scartarne altre, in accordo con i propri interessi e valori, forma la propria identità. Spesso, si crea un turismo psicologico dell'Io tra i vari sé possibili, generando confusione. Fedeltà e impegno sono fondamentali per l'acquisizione dell'identità, che non sempre è un percorso socialmente approvato (come invece sostenevano gli struttural-funzionalisti).
Attaccamento
Bowlby: lo studioso insieme a Mary Ainsworth e l'esperimento sulla Strange Situation, individuano 4 pattern di attaccamento:
- Sicuro;
- Ansioso-Evitante;
- Ansioso-Ambivalente;
- Disorganizzato.
Inoltre l'autore distingue tra legame di attaccamento e comportamento di attaccamento (che ha un fine).
Studi longitudinali
Baltes: life course theory: gli adolescenti vengono formati da 3 tipi di influenze:
- Influenze normative legate all'età;
- Influenze normative legate al contesto;
- Influenze non normative.
Contestualismo
Brofenbrenner: modello ecologico basato sull'ambiente (l'insieme di strutture ambientali di cui l'individuo fa esperienza ed a cui è legato direttamente o indirettamente. Si configura come un sistema di strutture sovrapposte, che vanno dall'interazione faccia a faccia con un'altra persona ai sistemi di convinzioni culturali generali e onnicomprensive).
Compiti di sviluppo
Havinghurst: i problemi che gli adolescenti incontrano durante il corso della vita sono biologici, fisici, culturali e sociali. Ma soprattutto si dividono in ricorrenti e non ricorrenti (imparare a mangiare, a camminare, ecc).
John Coleman: il modello focale ci dice che ogni adolescente deve affrontare pattern particolari di problemi, ma focalizzandosi su uno alla volta di questi. In caso contrario, in cui ci sono troppi problemi aggrovigliati tra di loro, si sfocia in una crisi.
Palmonari: la molteplicità dei compiti evolutivi dell'adolescenza può essere ricondotta a 3 obiettivi fondamentali, che sono tra loro interconnessi:
- Pervenire ad una nuova identità stabile, coerente rispetto al passato e proiettata nel futuro;
- Ridefinire le relazioni con gli altri significativi;
- Ridefinire l'immagine del corpo cambiato e sessuato rispetto a sé.
Coping
Lazarus: lo stress psicologico subentra quando un individuo si rende conto che l'ambiente pone delle richieste che vanno al di là delle sue forze. Per questo opera una Valutazione Primaria (minaccia, richiesta positiva, ecc) e una Valutazione Secondaria (scegliere gli strumenti adatti). Inoltre può scegliere una strategia di coping basata sul problema o sulle emozioni.
Tap: 4 strategie di coping:
- Controllo;
- Sostegno sociale (femmine);
- Rifiuto;
- Ritiro.
Seiffge-Krenke: all'aumentare dell'età, gli adolescenti usano sempre più strategie di coping attivo e interno mentre il ricorso al coping di evitamento non cambia con l'età e caratterizza gli adolescenti con attaccamento insicuro.
Resilienza
La resilienza può essere definita come la capacità di far fronte, resistere, integrare e riorganizzare positivamente la propria vita nonostante l'aver vissuto una situazione difficile che faceva pensare ad un esito negativo. Questa definizione implica che siano presenti due condizioni:
- L'esposizione a una condizione di grave rischio;
- La manifestazione di uno sviluppo positivo nonostante le condizioni avverse.
Non è una caratteristica di personalità, ma è da considerare analizzando tutto il ciclo di vita e le potenzialità innate e sviluppate dell'individuo.
Migrazione familiare
Per i giovani stranieri, l'adolescenza rappresenta un periodo ancora più critico in quanto devono far fronte alle problematiche del luogo in cui si trovano a vivere, che non è la loro patria d'origine e che ha un'altra cultura. In genere possono ricorrere a 4 strategie di acculturazione:
- Assimilazione;
- Integrazione;
- Separazione;
- Marginalizzazione.
Capitolo 3 – Le fasi adolescenziali e giovanili nello sviluppo psicosociale
Keniston: è stato il primo autore a fornire una differenza tra l'adolescenza (fino ai 18 anni) e la giovinezza. Nella giovinezza, gli individui hanno affrontato i problemi legati all'adolescenza come cambiamenti fisici, cognitivi e sociali e si apprestano a fare ingresso nel mondo degli adulti. La tensione della giovinezza può essere compresa come un'oscillazione tra individuazione e alienazione. L'individuazione porta alla capacità di orientarsi verso un ruolo sociale stabile, l'alienazione invece può portare a un rifiuto delle richieste sociali e una progressiva condizione di marginalità.
Arnett: Emerging Adulthood (19-29 anni) è una fase di passaggio in cui gli individui non possono essere definiti più adolescenti, ma non ancora adulti. Arnett per definire le caratteristiche dell'EA si è soffermato su criteri sociali e demografici che sono associati a cambiamenti lavorativi, condizioni di maggiore autonomia magari con il proprio partner. Inoltre non è contraddistinto da traiettorie lineari, ma da una serie di cambiamenti continui. Caratteristiche dell'EA:
- Esplorazione dell'identità;
- Sperimentazione;
- Negatività/instabilità;
- Focalizzazione su di sé.
Massimo Livi Bacci: la Sindrome del ritardo è caratterizzata da:
- Allungamento dei processi formativi;
- Posticipazione nell'ingresso del mercato;
- Elevata età alla quale si lascia la casa dei genitori;
- Posticipazione dell'inizio della vita di coppia;
- Minore e ritardata generatività.
I giovani continuano fino ad età avanzata a vivere in "famiglie hotel".
Elkind: durante l'adolescenza c'è una forma di egocentrismo, simile a quello infantile: in pratica l'adolescente sa che esistono altre prospettive ma preferisce "chiudersi" nella sua dal momento in cui, con le nuove capacità cognitive, gli si presenta un orizzonte troppo vasto di prospettive. Alla base dell'egocentrismo ci sono poi due costrutti la personal fable, cioè la mitizzazione della propria storia personale e l' imaginary audience cioè la "presunzione" che tutti lo osservano e lo giudicano. David Elkind, riprendendo i concetti espressi da Piaget e Inhelder, evidenzia come gli adolescenti tendano a valorizzare in senso esclusivistico le proprie esperienze, i propri ragionamenti, i propri sentimenti, ritenendoli unici (il mito personale). Un altro interessante concetto proposto da Elkind (1985) è quello di "pubblico immaginario". Molti comportamenti adolescenziali sono più comprensibili se si ha presente che per loro è molto importante ciò che gli altri pensano.
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