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Psichiatria, psicoanalisi e nuova biologia della mente

Psicoterapia e sinapsi

Fino a poco tempo fa, i principali rami della biologia, l'etologia e la neurobiologia, apparivano non abbastanza mature da un punto di vista filosofico per affrontare le questioni riguardanti i processi mentali nella loro complessità. Anche se possono suggerire idee fondamentali sulla mente umana, la psicologia e la psicoanalisi hanno maggiori potenzialità in merito.

Una delle loro potenzialità secondo Kandel risiede nella loro visione del mondo e in particolare nelle loro teorie specifiche su variabili interconnesse. Una di queste è l'interazione sinergica tra psichiatria e biologia, e in particolare le conseguenze sullo sviluppo di alcune forme di deprivazione sociale e i meccanismi dell'apprendimento.

Gli esperimenti condotti su bambini, ma anche su animali da laboratorio, hanno documentato l'esistenza di una serie di periodi critici per il normale sviluppo psichico. Per questo però, è fondamentale che il soggetto interagisca con un normale ambiente percettivo e sensoriale. Se questo non avviene specialmente nel primo anno o nei primi anni di vita, lo sviluppo sensoriale e sociale ne risulta compromesso.

I primi studi furono condotti dallo psicanalista Spitz. Egli studiò lo sviluppo di bambini allevati in un brefotrofio e di quelli allevati in un nido annesso a un carcere femminile. I bambini allevati nel nido erano tutti accuditi dalle madri, mentre quelli del brefotrofio erano accuditi dalla bambinaie, ciascuna delle quali aveva la responsabilità di sette bambini, perciò questi ultimi beneficiavano di un contatto minore rispetto a quelli del nido.

Un'altra differenza stava nel fatto che nel nido le culle dei bambini erano aperte e questi potevano vedere tutto quello che accadeva intorno a loro, mentre nel brefotrofio le sbarre delle culle erano coperte da un lenzuolo e questo riduceva sensibilmente il loro ambiente sensoriale (deprivazione sensoriale/sociale). Questa deprivazione faceva sì che i bambini si chiudessero in se stessi; risultavano poco allegri nei primi anni di vita; verso i due-tre anni laddove i bambini del nido camminavano e parlavano come quelli allevati nelle famiglie, i bambini del brefotrofio mostravano un ritardo dello sviluppo.

Secondo Bowlby l'esistenza di legami affettivi fra l'adulto e il bambino si accompagna in quest'ultimo ad un attaccamento, per cui la figura materna diventa fonte di sicurezza. Quando il bambino viene distaccato dalla madre per lunghi periodi, nel bambino si produce una condizione di lutto psicologico e può condurre anche a disturbi permanenti.

Uno studio successivo è stato quello di elaborare un modello animale dell'isolamento sociale del bambino. In questo ci è riuscito Harlow, il quale nel tentativo di selezionare una famiglia di scimmie forti e sane per un esperimento, ha separato i cuccioli dalla madre subito dopo la nascita. I cuccioli si attaccavano spesso con tenacia a un pezzo di stoffa, portandolo con sé ovunque andassero. Per questo si decise di porre alcuni di essi in una gabbia dove avevano a disposizione un surrogato di madre, un fantoccio di filo metallico che dispensava latte, e un altro fantoccio morbido che però non poteva dare nutrimento. I piccoli passavano quasi tutto il loro tempo attaccati a quest'ultimo e si recavano dall'altro solo per mangiare.

Ci si rese conto che se essi erano tenuti in isolamento oltre il sesto mese di vita, diventavano incapaci di svolgere il gioco con i pari e di attività sessuali. Le femmine di questo gruppo, successivamente fecondate, hanno dimostrato una completa assenza di reazioni materne.

Gli stimoli sensoriali e sociali influenzano continuamente il cervello. La più studiata conseguenza è l'apprendimento; esso è la capacità di memorizzare e modificare la condotta in relazione all'esperienza individuale. Esso è condizionato da molteplici fattori: la trasmissione genetica della specie, il livello di maturazione, gli effetti che l'ambiente produce su ogni individuo. L'abituazione è la forma più semplice di apprendimento, per la quale l'animale impara a riconoscere l'innocuità di uno stimolo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher venera19 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Processi cognitivi della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Perconti Pietro.
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