Filosofia e scienza cognitiva di Diego Marconi
Cap. 1 L'idea di scienza cognitiva
Nel film Matrix si immagina che gli uomini siano stati sconfitti, in una guerra disastrosa, da una popolazione di macchine superintelligenti, che ora li tiene in vita per estrarne l'energia che consente alle macchine stesse di funzionare. La vita degli uomini e delle donne è una sorta di sussistenza vegetativa, che sostiene però un'attività mentale in tutto corrispondente a una vita normale: nella loro mente gli esseri umani si muovono, mangiano, lavorano e interagiscono tra loro nei modi consueti. Ma nulla di ciò avviene veramente: l'illusione di vita è opera di un programma complesso, Matrix, creato e gestito dalle macchine e fruito dagli esseri umani, che sono connessi al programma attraverso fili e cavi.
L'idea portante del film è la stretta parentela tra ciò che chiamiamo mente e un programma di computer. Le macchine di cui parla il film sono intelligenti grazie ai loro software. L'idea di fondo, dunque, è che l'insieme di capacità cognitive che chiamiamo intelligenza può essere realizzata da un programma di computer. È l'idea oggi ben nota di intelligenza artificiale.
L'idea di intelligenza artificiale viene da alcune considerazioni riguardo l'intelligenza naturale. La prima considerazione consiste nel trattare i nostri processi cognitivi come elaborazioni di informazioni, e si potrebbe chiamare “tesi della natura computazionale della cognizione”. La seconda considerazione riguarda ogni processo di elaborazione di informazioni e sostiene l'indipendenza dell'elaborazione dal supporto materiale che la realizza e si può definire tesi del carattere astratto delle computazioni.
I sostenitori della tesi della natura computazionale della cognizione pensano che tutti i processi cognitivi siano calcoli aritmetici o ragionamenti logici. Secondo la tesi del carattere astratto delle computazioni, ci sono computazioni come la comprensione dell'italiano che possono essere realizzate da hardware diversi dal cervello umano.
Le scienze cognitive nascono quando la realizzazione dei primi calcolatori rende possibile riprodurre processi cognitivi da soggetti non umani. Secondo il riduzionismo i processi cognitivi sono semplicemente processi neuro-cerebrali; il dualismo ritiene che abbiano un aspetto soggettivo che è irriducibile a eventi neuro-fisiologici; l'eliminativismo ritiene che i veri processi cognitivi potranno essere identificati solo quando avremo compreso il modo di funzionare del cervello.
Negli anni '50 del XX secolo la psicologia cognitiva si afferma andando contro il paradigma psicologico dominante nei tre decenni precedenti, il comportamentismo. Per i comportamentisti una psicologia che aspiri ad essere scientifica deve basarsi sui dati osservabili.
Cap. 2 Dalla filosofia alla scienza cognitiva
I padri fondatori della scienza cognitiva sono informatici, psicologi e linguisti tra cui Chomsky, ma alla base vi sono idee filosofiche sulla natura della conoscenza. Nella scienza cognitiva agisce la convinzione che possiamo dire
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