Estratto del documento

Pedagogia dell'adolescenza

Prefazione

Ogni generazione condivide la preoccupazione per i propri adolescenti, qualche volta provando paura di loro e per loro. Il libro cerca di chiarire i motivi per cui gli adolescenti ci possono apparire terribili, tenendo conto che quelli "da brividi" costituiscono una minoranza; la maggioranza di loro transita indenne dall'adolescenza all'età adulta. Una minoranza però si trova in grosse difficoltà e cade nella tossicomania, delinquenza, disturbi alimentari, modificazioni corporali, ecc.

Sono comportamenti facilitati anche dall'ormai completa assenza dei riti religiosi e civili e dei miti che, per secoli, hanno segnato il passaggio dall'infanzia all'età adulta, permettendo ai giovani di confrontarsi con le proprie paure e di superarle. Coslin osserva che spesso gli adolescenti che ci fanno paura sono proprio quelli che hanno paura e che non sanno come gestire questa emozione.

L'adolescenza è il momento in cui si deve elaborare il lutto dell'infanzia e, contemporaneamente, sfidare il futuro. Ciò genera timore nei ragazzi e più questa paura è forte, più essi sono portati ad esorcizzarla facendo, a loro volta, paura ed esponendosi al pericolo. L'esposizione al rischio è, entro certi limiti, un fatto naturale in adolescenza, un modo per esplorare l'ambiente, che però può debordare e generare condotte che espongono il giovane al rischio di morire, di compromettere negativamente il proprio futuro e di mettere in pericolo la propria salute.

Queste condotte possono essere raggruppate in quattro categorie:

  • L'ordalia che consiste nel sottoporsi ad una prova personale che permette di testare il proprio diritto a vivere. Si pensi ai tentativi di suicidio.
  • Il sacrificio che consiste nel "sacrificare" una parte di se stesso, di pagare un prezzo per proseguire la propria esistenza. Si pensi alle dipendenze e ai disturbi alimentari.
  • Il candore che configura la volontà di "sparire" da sé per non essere più raggiunti dalla sofferenza e di disfarsi di ogni obbligo identitario. Si pensi alle erranze, all’alcolismo, ad alcuni "giochi", all’affiliazione alle sette.
  • Il confronto che consiste nel gareggiare con gli altri per affermare il proprio valore. Si pensi agli atti di violenza, ai "rodei" e alla delinquenza.

Nell'adolescenza, particolarmente importante è il ruolo svolto dai genitori che devono aiutare i figli ad affrontare la loro vulnerabilità, offrendo una base di certezze. La funzione genitoriale si basa, in generale, su due aspetti fondamentali:

  • L'attaccamento che riguarda la qualità delle relazioni genitori-figli e che si manifesta attraverso legami di affetto caloroso, basati sulla capacità di cogliere i bisogni profondi dell'altro e di rispondervi adeguatamente.
  • Il controllo che riguarda la regolazione delle condotte dei figli. Non si tratta di autoritarismo, ma di saper configurare e far rispettare un sistema rassicurante di limiti, fondati sul dialogo e sulla negoziazione rispettosa.

Il lassismo è uno degli atteggiamenti peggiori per i genitori. Nella pratica, si osserva che spesso i genitori permettono ai figli adolescenti qualsiasi cosa, ma hanno evitato loro qualsiasi confronto con la vera paura. Nell'assenza di limiti chiari e incapaci di affrontare le proprie paure, questi adolescenti decidono:

  • Di creare attorno a sé un senso di paura, affinché gli adulti si decidano a imporre loro dei limiti;
  • Di far paura in primis a loro stessi, nella speranza di imparare a superare i veri ostacoli.

Introduzione - Far paura quando si ha paura

Nella società contemporanea si sentono spesso i genitori, gli insegnanti e gli adulti in genere, manifestare l’inquietudine per giovani indecifrabili, intoccabili, a cui non si sa come stare vicino. Sono persone su cui nulla “fa presa”, né ricompense, né punizioni. Alcuni psicologi parlano di giovani intelligenti, la cui aggressività ostacola la loro integrazione sociale. Altri osservano che i giovani che incutono timore, sono oggetto delle proiezioni interne degli adulti, che riflettono su di loro aspirazioni profonde e inconfessabili e il desiderio di assumere essi stessi quegli atteggiamenti che non possono autorizzare né accettare.

Gli adolescenti sono spesso oggetto del dibattito politico, in cui si evidenziano posizioni diverse: qualcuno propone di sanzionare più duramente alcuni comportamenti (ad esempio, abbassando l’età della responsabilità penale), altri invece considerano i giovani come vittime di una società “malata”, caratterizzata da assenza di stabilità e dominata dalla precarizzazione.

Farsi riconoscere

Lo psicologo Philippe Jeammet sottolinea che gli adolescenti di ogni epoca si caratterizzano per il bisogno di essere riconosciuti e per la necessità di avere fiducia e successo. Se da un lato, gli adolescenti godono oggi di particolare libertà di esprimersi, dall'altro è aumentato il loro bisogno di divieti che possano rassicurarli.

Alcuni autori parlano di adolescenti in “caduta libera”, insicuri, ubriachi di alcol e droga, irascibili oltre ogni limite, che si trasformano in scheletri ambulanti. A fronte di questi giovani ci sono genitori “nel pallone”, che comprendono la loro completa incapacità di “salvare” i loro figli dagli effetti della caduta. Sono soprattutto le madri a vivere questa situazione, perché spesso vivono le crisi dei figli adolescenti da sole, senza un valido supporto dei loro compagni.

L'età in cui i figli cominciano a manifestare queste crisi è sempre più bassa, incomincia anche a 11 anni, con un picco verso i 14/15 anni.

Un faccia a faccia difficile

Finché i figli hanno un’età minore dei 9 - 10 anni, i genitori riescono a esercitare la propria autorità abbastanza agevolmente, in seguito si evidenzia sempre più lo scontro tra due esigenze: da un lato quella di autonomia degli adolescenti, dall’altro la difficoltà e la paura dei genitori ad accettarla. Subentra la paura di perdere il proprio figlio, che i genitori fronteggiano imponendo sul suo desiderio di autonomia, la propria autorità a tutti i costi.

Sarebbe invece più produttivo cercare di dialogare con il giovane per non frustrare il suo desiderio di essere trattato da adulto, anche se il suo modo di ragionare è ancora immaturo. Inoltre è importante il riferimento ai valori della giustizia, della solidarietà, ecc. ai quali gli adolescenti mostrano particolare sensibilità.

I giovani fanno paura

Nel corso delle diverse epoche storiche, i giovani hanno sempre fatto paura a causa della loro sessualità incontrollata e della loro potenzialità rivoluzionaria. I giovani infatti sono stati protagonisti delle sommosse della Rivoluzione francese, dei moti risorgimentali, delle contestazioni del 1968, delle rivoluzioni che hanno portato alla caduta dei regimi totalitari nei Paesi dell’Est Europa. I gruppi giovanili sono sempre stati stigmatizzati, visti come coacervi di potenziali criminali per fronteggiare i quali occorre attivare meccanismi coercitivi adeguati (istituti assistenziali, carceri speciali, ecc.).

I giovani hanno paura

Quando si parla di adolescenti si rischia di cadere in un’ambiguità: i giovani fanno paura o piuttosto hanno paura? Rilevazioni statistiche recenti evidenziano che i giovani hanno spesso paura e che sono dominati dal pessimismo, perché hanno scarsa fiducia negli altri e nel futuro. Tra le ragioni di questo pessimismo rientrano:

  • Motivazioni economiche, in particolare la precarietà del lavoro che rende difficoltoso il raggiungimento della propria autonomia;
  • La crisi dell'educazione familiare;
  • La scarsa rappresentanza delle istanze giovanili a livello politico.

Disadattamenti sociali o società inadatta ad alcuni?

Il disadattamento sociale indica le difficoltà di integrazione e di partecipazione alla vita della società. La rilevanza e le forme di tale disadattamento dipendono dalle diverse modalità di inserimento sociale e dai codici normativi che, a loro volta, dipendono dal luogo e dall'epoca storica. I comportamenti disadattati devono quindi necessariamente essere interpretati all'interno della logica normativa e gruppale di riferimento, e, di conseguenza, non è possibile definire univocamente i comportamenti da considerare socialmente disadattati.

Alcuni adolescenti "disfunzionano"

È sbagliato considerare la comunità adolescente come gruppo di soggetti violenti, delinquenti, tossicodipendenti, ecc. La grande maggioranza dei giovani mantengono comportamenti complessivamente stabili. L’adolescenza è normalmente un periodo caratterizzato da crisi ed alcuni autori parlano di uno stato patologico normale. I cambiamenti rapidi e profondi che caratterizzano l’adolescenza, angosciano il giovane che cerca nuovi equilibri e nuovi modi di relazionarsi con gli altri, e, in questa ricerca, può commettere delle trasgressioni. La crescente complessità della vita provoca l’aumento dei soggetti che non riescono a raggiungere la soglia di adattamento sociale, fissata a livelli sempre più alti, e la sensazione di essere respinti suscita negli adolescenti sentimenti di ingiustizia.

Una società che "perde la testa"?

I giovani di ogni epoca hanno trovato nelle proprie famiglie la proposta chiara di modelli, valori e principi. Nella contemporaneità si assiste alla novità di adulti che sembrano contestare più che rispettare i principi che propongono alle nuove generazioni. Ciò genera un fatto inedito: gli adolescenti devono cercare in se stessi i principi morali e la filosofia della propria vita. Viene allora spontaneo chiedersi se le difficoltà dei giovani non siano che la conseguenza di una società disorientata e malata.

La società contemporanea è basata sullo sviluppo tecnologico ed economico che sono molto rapidi. Il rischio è che l’umanità non riesca a beneficiare fino in fondo del progresso scientifico, ma ne diventi oggetto e vittima. Sorgono nuove paure, come quella di perdere posti di lavoro a causa della sostituzione del lavoro umano con quello di macchine e di robot. La rabbia e il senso di impotenza dei giovani può allora sfociare o in una contestazione violenta oppure in forme di dipendenza da alcol e droghe o nella depressione, anche molto profonda. Le caratteristiche della società contemporanea accrescono la difficoltà di passare dal principio del piacere, tipico dell’età infantile, a quello della realtà, che caratterizza l’età adulta. Alcuni adolescenti attuano comportamenti che mirano a negare la realtà e la necessità di inserirsi in qualche modo nella struttura sociale.

In cerca di punti di riferimento, alla ricerca di limiti

Per costruire la propria identità, l’adolescente deve rispondere alle domande sul senso di sé e della propria vita e in questa ricerca è agevolato dai punti di riferimento su cui può contare nel proprio ambiente. Due sono principalmente gli ostacoli che si possono evidenziare in questo processo:

  • La confusione e diffusione dei ruoli che generano un senso di alienazione nel giovane in formazione. Si osservano adolescenti che interpretano personaggi diversi a seconda dell’ambiente in cui si trovano (ad esempio, sono ostinati in famiglia, sottomessi con gli insegnanti, ecc.). Alcuni ragazzi si costruiscono un’identità negativa definendosi mediante la loro emarginazione e valorizzando i comportamenti antisociali.
  • L’assenza di limiti (corporali, temporali, spaziali, morali). Le limitazioni sono indispensabili per imparare ad accettare la frustrazione (i limiti infatti impongono il sacrificio di qualche desiderio) e la loro assenza genera angoscia, perché i limiti servono per inquadrare e rassicurare il soggetto.

L’adolescente e i suoi genitori

Quando raggiunge la pubertà, il bambino avverte la necessità di abbandonare gli oggetti d’amore parentale. Vengono a crearsi degli inevitabili conflitti perché l’adolescente è portato a stravolgere il rapporto con i genitori: l’amore diventa odio e il rispetto, disprezzo. La relazione genitori/figli si colora di angoscia e sensi di colpa. L’adolescente ha l’esigenza di distanziarsi dai propri genitori, per poter crescere e sviluppare la propria personalità. Se da un lato l’adolescente non può fare a meno dei legami, dall’altro quelli con i genitori sono spesso avvertiti come troppo esclusivi. L’adolescente ha bisogno di separarsi psichicamente dai genitori, di uscire dalla loro testa per evitare che essi controllino la sua. La relazione genitori/adolescenti non è simmetrica: il giovane ha bisogno di sapere dove sono i propri genitori, perché deve essere sicuro di poter comunque contare su di loro, contemporaneamente deve poter fuggire dalle loro teste.

I compagni anzitutto

Il gruppo dei pari ha notevole importanza nel processo di socializzazione degli adolescenti. A partire dai 10 anni si cominciano a formare gruppi di preadolescenti per lo più di sesso uguale, legati dall’appartenenza allo stesso quartiere o alla frequenza della stessa classe. Si tratta di gruppi nei quali sperimentare una nuova relazionalità extrafamiliare, basata su legami democratici e non più gerarchici. Gli amici contribuiscono alla creazione di un nuovo universo di valori e all’attribuzione di un nuovo senso alla vita.

L’appartenenza a un gruppo di pari configura un fenomeno transazionale: l’adolescente investe risorse nel gruppo allo scopo di colmare il vuoto lasciato dal disinvestimento degli oggetti parentali. L’adesione a un gruppo contribuisce alla formazione di un io collettivo, di un "noi" che aiuta il singolo a proteggersi dall’angoscia esistenziale. Durante la pubertà, il giovane si trova a sperimentare un conflitto dovuto a due opposte esigenze: da un lato, quella di raggiungere una propria autonomia, di differenziarsi dagli altri; dall’altro quella legata al bisogno di dipendenza, che permane praticamente tutta la vita. Il soggetto si trova dibattuto tra la paura dell’abbandono e l’angoscia dell’intrusione, soprattutto nei confronti dei genitori. Le difficoltà che il soggetto incontra nell’adolescenza sono legate al tipo di relazione che ha caratterizzato il suo rapporto con la madre fin dalla prima infanzia. Distinguiamo due situazioni:

  • Relazione caratterizzata da disfunzioni. Gli adolescenti, rivivendo le angosce vissute nel rapporto con i genitori, si trovano a dover impiegare notevoli risorse per guadagnarsi l’indipendenza.
  • Relazione caratterizzata da assenza di limiti. I genitori hanno mantenuto una grande benevolenza verso i figli e non hanno negato loro praticamente nulla. Giunti all’adolescenza, questi giovani non sono allenati ad affrontare la frustrazione e aumentano la loro tensione interiore che spesso scaricano attraverso l’abuso di alcool, il consumo di droghe, ecc.

Capitolo primo - Persi di vista

Episodi di fuga e di erranza, che possono portare alla trasformazione dei giovani in "ragazzi di strada", non sono infrequenti tra gli adolescenti. I giovani che vivono queste situazioni sono ragazzi vulnerabili, che considerano le diverse forme di erranza come una specie di "rito di passaggio" che li aiuti a formare la propria identità non più definita da norme loro imposte. Le forme di erranza sono numerose, ma i giovani che le praticano sono accomunati da alcune caratteristiche: provengono da famiglie modeste, spesso segnate da varie crisi, e hanno abbandonato la scuola. Sono condotte che manifestano la volontà di scappare da una tensione interna; tanto maggiore è tale tensione, spesso derivante dal bisogno di staccarsi dalle relazioni familiari, tanto più brutali sono le forme di erranza praticate.

La fuga

La fuga rappresenta spesso un comportamento solitario, improvviso, di breve durata. Si tratta di una condotta di rottura compiuta da soggetti che, a causa di un conflitto relazionale, mirano a liberarsi da vincoli divenuti inaccettabili. La fuga può avere diversi significati: può esprimere la reazione verso una famiglia poco affettuosa o un sistema che opprime eccessivamente il giovane oppure può essere espressione di particolari problemi psicopatologici, come la depressione giovanile. In tutti i casi, il momento del ritorno a casa è quasi più importante della fuga stessa: l’adolescente valuta attentamente gli effetti della sua assenza improvvisa, nutrendo la speranza che i suoi genitori finalmente lo riconoscano e gli manifestino il loro amore. La fuga diventa un gesto paradossale: se da un lato mira a rompere i legami di dipendenza divenuti inaccettabili, dall’altro mira a ritrovarli finalmente cambiati. Dal punto di vista psicoanalitico, la fuga è anche un mezzo per combattere la depressione derivante dal lutto legato al rifiuto degli oggetti parentali su cui il ragazzo aveva investito la propria libido durante l’infanzia. La dimensione primaria della fuga è l'auto-sottrazione dall’ambiente familiare, che l’adolescente giudica minaccioso e invadente, e rappresenta quindi una protesta contro un regime educativo. In alcune situazioni, la fuga può rivelarsi positiva, momento di rottura rispetto a una dinamica patologica che si è instaurata.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 51
Riassunto esame Pedagogia dell'adolescenza, prof. Barone, libro consigliato Adolescenti da brivido. Problemi, devianze e incubi dei giovani d'oggi, Coslin Pag. 1 Riassunto esame Pedagogia dell'adolescenza, prof. Barone, libro consigliato Adolescenti da brivido. Problemi, devianze e incubi dei giovani d'oggi, Coslin Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia dell'adolescenza, prof. Barone, libro consigliato Adolescenti da brivido. Problemi, devianze e incubi dei giovani d'oggi, Coslin Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia dell'adolescenza, prof. Barone, libro consigliato Adolescenti da brivido. Problemi, devianze e incubi dei giovani d'oggi, Coslin Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia dell'adolescenza, prof. Barone, libro consigliato Adolescenti da brivido. Problemi, devianze e incubi dei giovani d'oggi, Coslin Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia dell'adolescenza, prof. Barone, libro consigliato Adolescenti da brivido. Problemi, devianze e incubi dei giovani d'oggi, Coslin Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia dell'adolescenza, prof. Barone, libro consigliato Adolescenti da brivido. Problemi, devianze e incubi dei giovani d'oggi, Coslin Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia dell'adolescenza, prof. Barone, libro consigliato Adolescenti da brivido. Problemi, devianze e incubi dei giovani d'oggi, Coslin Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia dell'adolescenza, prof. Barone, libro consigliato Adolescenti da brivido. Problemi, devianze e incubi dei giovani d'oggi, Coslin Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia dell'adolescenza, prof. Barone, libro consigliato Adolescenti da brivido. Problemi, devianze e incubi dei giovani d'oggi, Coslin Pag. 41
1 su 51
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher assuntarappi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'adolescenza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Barone Pierangelo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community