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un bambino un’asta di legno. Questo intervento permette di notare come gli episodi di violenza tra

adulti e bambini avvengano direttamente, senza la mediazione protettiva dei genitori dei

bambini coinvolti.

Il terzo intervento importante è quello di colui che strappò la bandiera ai bambini. La sottrazione

dell’insegna del mimetismo ludico segna l’intrusione dell’adulto nel gioco e nelle sue logiche e

produce quasi un rovesciamento dei ruoli.

In seguito a questi interventi comincia una sassaiola che segna definitivamente la discontinuità della rissa

rispetto al gioco, infatti le regole e le tradizioni relative alla battagliola non prevedevano il lancio di pietre.

Possiamo anche definire con precisione la cornice ludica della battagliola in cui riconosciamo i

seguenti elementi:

● partecipazione dei bambini ai quali è consentito praticare un gioco che può essere violento;

● uso di armi­giocattolo di legno e a punte smussate;

● uso delle bandiere come segni di appartenenza ad una squadra;

● dallo spazio del gioco che è quello davanti ad una chiesa;

● dal tempo del gioco che è quello festivo.

Gli elementi che intervengono e rompono la cornice ludica e il cerchio magico del gioco sono:

● gli adulti si sono mischiati ai bambini nel gioco;

● molti bambini si sono buttati sul bambino caduto a terra facendo pensare a un reale pericolo per

la sua incolumità;

● i bambini hanno cominciato a tirarsi sassi contravvenendo alle regole del gioco;

● gli adulti hanno sguainato le spade.

Il bellum dei pueri può essere considerato un gioco di competizione (agon per Caillois).

Se si considera però la realtà storica del periodo considerato è forse più opportuno considerarlo

come gioco simbolico, perchè i bambini imitano una attività che gli adulti compiono

abitualmente anche sotto i loro occhi.

Il progetto educativo, che riguardava particolarmente i bambini maschi, era orientato alla formazione di

un soggetto forte, aggressivo e battagliero, capace di destreggiarsi in una società violenta, armata e

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pericolosa.

Un progetto educativo nettamente diverso da quello che esplicitamente riguarda la formazione dei

bambini nella nostra società.

La società contemporanea è proibizionista nel senso che la violenza viene esplicitamente negata

negli ambiti educativi di ogni tipo: i bambini non devono litigare, non devono possedere

armi­giocattolo, non devono essere maltrattati dagli adulti, ecc.

Esiste però un’analogia interessante tra la società contemporanea e quella medievale: in

entrambe la violenza e la sessualità sono accessibili ai bambini. Nella società attuale l’accesso è mediato

dai mezzi di comunicazione, nel Medioevo l’accesso era reale.

Altro aspetto importante è la relazione tra violenza e innocenza. Nel periodo storico considerato

dalle vicende narrate dal testo, l’infanzia era espressione di una purezza che l’avvicinava al

divino e al sacro e la violenza compiuta dai bambini appariva espressione del divino, perchè

compiuta da mani innocenti.

La purezza e la violenza, che sono tra loro opposte, potevano contaminarsi ed equilibrarsi tra loro.

Nella nostra società la purezza viene idealizzata e si pone una netta separazione, almeno in linea di

principio, tra gli aspetti di bontà, pulizia e incontaminazione, e ciò che appare ad essa contrario, cioè in

primo luogo la violenza e il sesso.

Altro aspetto importante da considerare riguarda lo spazio in cui è stata praticata la

battagliola considerata dal testo, cioè lo spiazzo davanti a una chiesa, e il tempo in cui essa è

avvenuta, cioè la vigilia della festa di S. Giovanni.

Entrambi questi aspetti riguardano il sacro, che etimologicamente ha a che fare con un senso di

separazione dalla vita quotidiana.

Consideriamo il significato attribuito dalla religiosità popolare alla festa di S. Giovanni (24 giugno in

prossimità al solstizio d’estate) celebrata in molti paesi europei e del nord africa con fuochi e falò elevati

al sole per propiziare un ricco raccolto.

Non a caso la battagliola è incastonata spazialmente e temporalmente nella cornice del sacro.

Per spiegare il legame tra gioco e sacro, riprendiamo le osservazioni di Huizinga.

Huizinga spiega chiaramente il significato dell’aggettivo “ludico”, qualità applicata ad azioni ed eventi

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher assuntarappi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia dell'adolescenza e del gioco e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Barone Pierangelo.

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