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La battagliola combattuta dai bambini è in grado di richiamare un folto pubblico di maschi adulti.

Questo vivo interesse evidenzia come le società di fine medioevo conservino una diffusa consuetudine

alla violenza, presente normalmente nelle relazioni interpersonali quotidiane.

La battagliola fungeva da addestramento all’esercizio della violenza collettiva, che vedeva

affrontarsi le comunità rivali presenti sullo stesso territorio o gruppi contendenti all’interno della stessa

comunità.

In particolare, nel giugno 1499 la popolazione bormina era in allarme per due ostilità::

● l’imperatore Massimiliano I era in guerra contro i Grigioni, territorio che confina con quello di

Bormio, e i bormiesi furono chiamati a fornire alle truppe imperiali un supporto logistico e a

consentire loro il transito. C’era anche il rischio che la popolazione potesse essere chiamata ad

intervenire nel conflitto direttamente.

● si stavano delineando le ambizioni dei francesi sul Ducato di Milano e ciò rendeva incerta la

posizione del comune di Bormio, suddito degli Sforza ma, di lì a poco, dei francesi.

Nel Rinascimento le battaglie dei bambini avevano significati simbolici, perchè ad esse veniva

attribuito un valore di previsione delle reali vicende politiche e belliche. Le squadre in campo

assumevano, agli occhi degli spettatori, la rappresentanza delle potenze realmente in conflitto e

l’andamento del gioco veniva considerato come una previsione del reale risultato del confronto.

La lettura pedagogica

Un primo aspetto interessante da esaminare dal lato della pedagogia del gioco è il momento in cui gli

adulti/spettatori intervengono nella battagliola.

Il primo intervento fu quello di colui che cercò di dividere i bambini sguainando la propria spada,

ovviamente vera.

Questo intervento introduce nel ludus una doppia discontinuità: l’interruzione del gioco segnata

dalla comparsa in scena di una spada non di legno; la cessazione della separazione chiara tra i

bambini contendenti e il pubblico degli spettatori.

Un secondo intervento fondamentale è quello di colui che intervenne per strappare dalle mani di

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un bambino un’asta di legno. Questo intervento permette di notare come gli episodi di violenza tra

adulti e bambini avvengano direttamente, senza la mediazione protettiva dei genitori dei

bambini coinvolti.

Il terzo intervento importante è quello di colui che strappò la bandiera ai bambini. La sottrazione

dell’insegna del mimetismo ludico segna l’intrusione dell’adulto nel gioco e nelle sue logiche e

produce quasi un rovesciamento dei ruoli.

In seguito a questi interventi comincia una sassaiola che segna definitivamente la discontinuità della rissa

rispetto al gioco, infatti le regole e le tradizioni relative alla battagliola non prevedevano il lancio di pietre.

Possiamo anche definire con precisione la cornice ludica della battagliola in cui riconosciamo i

seguenti elementi:

● partecipazione dei bambini ai quali è consentito praticare un gioco che può essere violento;

● uso di armi­giocattolo di legno e a punte smussate;

● uso delle bandiere come segni di appartenenza ad una squadra;

● dallo spazio del gioco che è quello davanti ad una chiesa;

● dal tempo del gioco che è quello festivo.

Gli elementi che intervengono e rompono la cornice ludica e il cerchio magico del gioco sono:

● gli adulti si sono mischiati ai bambini nel gioco;

● molti bambini si sono buttati sul bambino caduto a terra facendo pensare a un reale pericolo per

la sua incolumità;

● i bambini hanno cominciato a tirarsi sassi contravvenendo alle regole del gioco;

● gli adulti hanno sguainato le spade.

Il bellum dei pueri può essere considerato un gioco di competizione (agon per Caillois).

Se si considera però la realtà storica del periodo considerato è forse più opportuno considerarlo

come gioco simbolico, perchè i bambini imitano una attività che gli adulti compiono

abitualmente anche sotto i loro occhi.

Il progetto educativo, che riguardava particolarmente i bambini maschi, era orientato alla formazione di

un soggetto forte, aggressivo e battagliero, capace di destreggiarsi in una società violenta, armata e

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

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