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Fondamenti di sociolinguistica

La collocazione della sociolinguistica tra le scienze del linguaggio

Sociolinguistica, presentandosi come una "linguistica dal volto umano", concreta e impegnata nella società, trent’anni fa suscitò vivo interesse e facili entusiasmi. Dittmar addirittura scrive: "Nell’ultimo decennio la sociolinguistica è diventata fonte di grandi speranze di emancipazione". Lo stesso Dittmar dopo dieci anni annota le disillusioni e la caduta dei sogni originali circa la speranza che l’analisi sociolinguistica potesse aiutare a risolvere i problemi della comunicazione sull’uso sociale dei codici e dei sottocodici del linguaggio. Una speranza nel valore taumaturgico si può avere per una ideologia, ma non per un’area di ricerca e neanche per un approccio scientifico.

In più, non si può valutare il successo delle ricerca in una disciplina in termini di efficacia nel risolvere i problemi sociali perché teoria e applicazione sono due ambiti diversi da valutare con criteri autonomi. In maniera banale si può dire che la SL (sociolinguistica) si occupa di come parla la gente, quindi tutti siamo in un certo senso "sociolinguisti in erba". Ancora oggi ci sono pochi corsi universitari chiamati "sociolinguistica", perché di solito la SL si studia in altri corsi sulle scienze linguistiche. Alcune volte l’aggettivo sociolinguistico può avere diversi significati: rapporti tra lingua e società, aspetti sia linguistici sia sociali, fatti linguistici che implicano il riferimento allo sfondo sociale.

Definizione della sociolinguistica

La SL differisce in maniera sensibile da studioso a studioso, anche se gli oggetti di studio sono sempre il linguaggio e la società. Alcuni vedono la SL come un settore della linguistica, altri come un’area tra linguistica e sociologia, quindi non una disciplina autonoma, mentre altri vedono la SL come disciplina autonoma, con i propri principi teorici, i propri oggetti, i propri metodi e i propri obiettivi.

Fishman parla di "sociologia del linguaggio" che quindi possiede una gamma illimitata di soggetti di analisi e di campi d’azione (ogni possibile comportamento o fenomeno linguistico può avere una interpretazione sociologica, quindi diventa rilevante per la SL). Secondo Hudson la SL è lo studio della lingua in rapporto con la società. Cardona crede che la SL sia un ramo della linguistica che studia i rapporti tra società e attività linguistica. L’interdisciplinarità (rapporto tra strutture e usi della lingua e strutture dalla società) è l’essenza della SL sia per Hymes sia per Mioni.

Secondo Giglioli la SL non è una disciplina, ma un’area comune nella quale gli interessi dei sociologi e quelli dei linguisti possono anche convergere per instaurare una collaborazione (anche se nella realtà i sociologi sono poco interessati alla SL, ed è per questo che la sociolinguistica è diventata un’area della linguistica). Secondo Hymes, addirittura, la SL è la vera linguistica e ingloba come sua sottoporre la linguistica. Anche secondo Labov la vera linguistica è lo studio del linguaggio nei contesti sociali.

In conclusione, la SL è un settore degli studi linguistici, appartiene alle scienze del linguaggio e non a quelle della società; i sociolinguisti si considerano prima di tutto linguisti; l’oggetto di studio della SL è ampio e non definito, ma comprende comunque fenomeni linguistici visti immersi nel contesto sociale. Una definizione generale della SL potrebbe essere: la SL è un settore delle scienze del linguaggio che studia le dimensioni sociali della lingua e del comportamento linguistico (cioè i fatti e i fenomeni linguistici che hanno rilevanza sociale). La SL si configura quindi come una "linguistica dei parlanti", infatti si interessa di "come parla la gente".

Ambito della sociolinguistica, aree e discipline contermini

La SL in senso lato comprende la SL in senso stretto e la sociologia del linguaggio. Nel panorama dei fatti che riguardano sia la lingua sia la società abbiamo un nucleo centrale che corrisponde alla SL in senso stretto, che studia la natura e le manifestazioni della variabilità linguistica, il rapporto tra lingua e stratificazione sociale (concetto centrale è quello di variazione).

Nella SL in senso lato vi è un grande ventaglio di tematiche che rientrano nella sociologia del linguaggio (Mioni parla più specificamente di "sociologia delle lingue"), cioè nello studio della distribuzione, della collocazione e dello status dei sistemi linguistici nelle società. Vi sono poi altri settori alla periferia della SL: la dialettologia (sociale e urbana, e quest’ultima è parte della SL in senso stretto: studio dei dialetti e delle varietà dialettali, geografiche, come varietà sociali in prospettiva sociale e nell’ambiente urbano), la creolistica (studio delle lingue pidgin e creole, implicando il riferimento alle circostanze sociali di formazione di questi tipi di sistemi linguistici, infatti alcuni meccanismi metodologici sono stati ottenuti grazie a lavori su pidgin e creoli; i pidgin sono lingue che hanno semplificato o mescolato altre lingue, quindi di solito si hanno in ambienti coloniali; il creolo è un pidgin lingua materna di una comunità di parlanti, con un lessico più sviluppato e funzioni più ampie) e la Varietätenlinguistik (ovvero la linguistica delle varietà d una lingua nelle loro caratteristiche linguistiche e nella loro architettura, e studia soprattutto le proprietà e i tratti linguistici “interni” delle varietà di lingua).

Spostandoci poi a livello di analisi dell’uso della lingua, abbiamo le seguenti aree: linguistica pragmatica (studio della lingua e delle produzioni verbali in quanto modo d’azione) e analisi della conversazione. Più lontana dalla SL in senso stretto è l’etnometodologia (connessa con l’antropologia culturale e sociale, che analizza i modi in cui gli individui rendono intelligibili le proprie azioni e il mondo circostante). Tra SL, antropologia culturale ed etnografia troviamo l’etnografia della comunicazione (il padre è Hymes, che crede che l’attività linguistica sia parte dei valori di una società ed è il mezzo con cui la società costruisce, mantiene e modifica i rapporti sociali).

La differenza sostanziale tra SL ed etnografia della comunicazione è che la SL considera separatamente la struttura linguistica e quella sociale, a differenza dell’etnografia della comunicazione, che infatti fa parte dell’etnolinguistica. All’estrema periferia della SL troviamo anche la psicologia sociale del linguaggio (studio dei rapporti tra comportamento linguistico, reazioni e atteggiamenti dei parlanti). Nella SL i fatti sociali sono un indispensabile ingrediente, ma l’impostazione della ricerca e il valore dei risultati non sono riconducibili alla sociologia, ma alla linguistica. La SL in senso lato contiene tutti i settori sopra analizzati (linguistica, sociologia, antropologia, psicologia). Noi ci occupiamo soprattutto di SL in senso stretto.

Rapporti tra sociolinguistica e linguistica

Sul rapporto tra SL e linguistica, alcuni vedono la SL come subordinata e complementare alla linguistica, mentre altri negano la validità di una linguistica pura, perché la linguistica deve essere concepita solo considerando i fatti sociali. SL come subordinata alla linguistica è una posizione che assumono i linguisti formali e la linguistica generativa, negando alla SL qualsiasi validità teorica e disciplinare (la SL non dà alcun contributo significativo alla conoscenza del funzionamento del linguaggio e si limita a un banale collezionismo di dati).

SL come vera linguistica è invece la posizione che assume l’etnografia del parlato, che crede che sia impossibile capire il funzionamento del linguaggio senza fare continuo riferimento al contesto socio-culturale, quindi compito della SL è quello di riformulare totalmente l’approccio ai fatti linguistici, criticando le nozioni e le prassi tradizionali. Tra questi due estremi si collocano diverse posizioni intermedie. Secondi Ramat la SL aiuta la linguistica nel suo avanzamento teorico, dando dignità scientifica a numerosi problemi dell’interazione di linguaggio e vita sociale. Ovviamente, ciò che studia e cerca di spiegare la linguistica generale è diverso da ciò che studia e cerca di spiegare la SL (la prima si interessa della grammatica della lingua, mentre l’altra si interessa del suo uso).

Secondo Labov, padre della SL finalizzata all’analisi del mutamento linguistico, la maggior parte delle strutture della lingua sarebbe insensibile a fattori sociali. Secondo la linguistica generativa e formale, tutta la struttura della lingua è indipendente rispetto alla sua funzione socio-comunicativa, in quanto governata da principi puramente cognitivi che nulla hanno a che vedere con ciò a cui la lingua serve.

In conclusioni, esistono tre tipi di elementi diversi nella grammatica della lingua: una parte immune dal contesto extralinguistico e da quello sociale (ruoli sintattici di soggetto e oggetto, opposizioni morfologiche e fonematiche), una parte condizionata dal contesto extralinguistico ma indipendente da quello sociale (deissi…) e una parte condizionata dal contesto sociale propriamente detto (status sociale dei parlanti, struttura della società…, come forme T(u) e V(oi)). A livello lessicale le possibilità di azione della SL sono ridotte e l’elaborazione di grammaticali sociolinguistiche sono poco convincenti, viste come semplici esercitazioni.

Invece, l’uso associato alle diverse strutture generate dalla grammatica è spesso legato a un significato sociolinguistico. Dunque, ci sono due oggetti specifici della SL: i tratti del sistema sensibili al contesto sociale e il valore sociale presso i parlanti di ogni elemento realizzato della lingua.

Insomma, la SL presuppone la linguistica, e infatti usa di questa una grande parte dell’apparato terminologico e nozionale, ma la SL resta un’area di studio con propri compiti, obiettivi e criteri di lavoro, e i suoi risultati possono contribuire a chiarire problemi di natural generale sul funzionamento e sull’uso del linguaggio. Essendo il linguaggio plurifunzionale, non possiamo dire né che la SL spiega tutto né che la SL non spiega nulla.

Sociolinguistica in senso stretto e sociologia del linguaggio

SL in senso stretto e sociologia del linguaggio fanno parte della SL in senso lato. Le due aree sono separate perché sono diversi i dati sui cui operano la SL in senso stretto (i suoi dati sono produzioni linguistiche concrete) e la sociologia del linguaggio (gli oggetti sono dati non direttamente prodotti dai parlanti, come schemi comportamentali, norme, atteggiamenti e valori dei gruppi di parlanti). In più, la sociologia del linguaggio è più vicina alla sociologia rispetto alla SL in senso stretto, quindi i metodi di indagine e i risultati sono più rilevanti per i problemi della sociologia.

Secondo Hudson, infatti, la SL in senso stretto è lo studio della lingua in rapporto con la società e lavora a livello micro-sociolinguistico (produzioni verbali e realizzazioni di parlanti e gruppi di parlanti), mentre la sociologia del linguaggio è lo studio della società in rapporto con la lingua e lavora a livello macro-sociolinguistico (studi a larga scala sulla distribuzione e sull’impiego dei sistemi linguistici in una comunità di parlanti) con impianto elencativo e descrittivo, e si occupa quindi di oggetti come la composizione linguistica delle nazioni, la tipologia dei repertori linguistici delle comunità, le manifestazioni sociali di plurilinguismo, la morte delle lingue…

Due tipi di sociolinguistica: sociolinguistica correlazione e sociolinguistica interpretativa

Ci sono due tipi di approccio scientifico ai rapporti tra lingua e società: la SL secondo la prospettiva correlazionale (di Labov, in cui le variabili sociali non costituiscono oggetto di studio, ponendo attenzione sulla struttura linguistica. Secondo questa prospettiva la SL studia le strutture linguistiche e il comportamento linguistico cercando quali sono gli aspetti della società che influenzano o determinano i fenomeni linguistici. Questa prospettiva opera con metodi quantitativi, infatti è detta anche "linguistica quantitativa") e la SL secondo la prospettiva funzionale (o interpretativa, secondo cui fatti sociali e comportamento linguistico hanno almeno un legame, quindi l’attività verbale va studiata come una forma di comportamento socio-culturale. Secondo questa prospettiva la SL il comportamento sociale è strettamente interconnesso al comportamento linguistico, ed entrambi riflettono aspetti della struttura sociale e di quella linguistica. Questa prospettiva opera con metodi qualitativi, che ultimamente hanno più successo dei metodi quantitativi della prospettiva correlazionale).

In definitiva, la struttura sociale e il comportamento sociale si influenzano moltissimo, così come si influenzano molto struttura linguistica e comportamento linguistico; vi è abbastanza influenza tra struttura sociale e comportamento linguistico; vi è bassa influenza tra struttura sociale e struttura linguistica (la società può influenzare la lingua e la lingua può influenzare la società) e tra comportamento sociale e comportamento linguistico. Secondo Cameron il linguaggio riflette la società. La SL interpretativa quindi tenderebbe a diventare una specie di etnopsicologia sociale del comportamento linguistico.

Problemi e presupposti teorici della sociolinguistica

Statuto teorico della sociolinguistica

I sociolinguisti credono che la SL soffra della mancanza di una teoria solida e di una base di riferimento teorico condivisa. Non c’è quindi una "teoria sociolinguistica unificata" del linguaggio, ed è comprensibile che non ci sia in quanto il linguaggio non può essere globalmente spiegato finché si fa riferimento a una sola delle sue funzioni. Non esistono oggi né una SL generale né una SL teorica, perché tutte le nozioni con cui opera la SL dipendono sempre dalle peculiarità delle singole società e culture: esiste un linguaggio che riunisce ciò che vi è di comune tra le diverse lingue (linguistica) ma non esiste una cultura o una società che sia la quintessenza delle culture e delle società realmente esistenti.

Infatti, il linguaggio è governato da una grande componente naturale o innata, che manca alla cultura e alla società. In SL è impossibile fare delle generalizzazioni perché saranno sempre tarate su alcune culture e società indagate. Manca insomma un insieme coerente di dottrine, tesi e ipotesi sulla dimensione sociale del linguaggio, che di solito si sono sviluppate nelle zone di confine tra SL e linguistica funzionale (Halliday: lingua come potenziale semantico che risponde a una serie di funzioni che si attivano grazie a una rete di opzioni) e tra SL e linguistica antropologica (Hymes). Non è possibile costruire modelli teorici rigorosi per la SL perché il suo oggetto è vasto, eterogeneo e con troppi fenomeni di cui dare conto. La SL è quindi una disciplina ancora più "molle" della linguistica, quindi non può aspirare a un rigore assoluto di teorizzazioni.

La SL deve: trovare e formulare principi generale sul rapporto tra fatti linguistici e fatti sociali; siccome il carattere fondamentale delle lingue dal punto di vista della SL è la variazione, elaborare modelli di descrizione e analisi della variabilità sociolinguistica. Non vi è poi necessità di fondare la SL sulla sociologia e sulla linguistica, perché in questo modo aumentano le ambizioni e il raggio d’azione; vi è necessità, invece, di ridurre le ambizioni, rendendo la SL più qualificata e incisiva. "No alla SL come specchio del mondo", dice Berruto. Per creare una SL generale si dovrebbero definire alcuni assiomi di partenza e affermazioni generali della SL.

Il carattere delle descrizioni e spiegazioni in sociolinguistica

Nelle scienze esistono due tipi di spiegazioni: le spiegazioni causali (basate sul rapporto di causa ed effetto, dipendenti da leggi naturali) e le spiegazioni teleologiche (basate sulle intenzioni, dipendenti da razionalità e azione umana). La linguistica e la SL usano entrambe le spiegazioni in quanto il linguaggio presenta allo stesso tempo sia aspetti naturali sia aspetti culturali. La linguistica generativa è tra le scienze esatte, mentre la SL è tra le scienze umane e sociali. Secondo la filosofia della scienza solo le spiegazioni causali possono essere considerate spiegazioni a pieno titolo, quindi la SL avrebbe preclusa la possibilità di fornire vere spiegazioni.

In realtà, vi sono più tipi di spiegazioni (qui ne sono riportate quattro, dalle più forti alle più deboli): le spiegazioni nomologico-deduttive partono da un dato sa spiegare e lo spiegano grazie a una legge e alle condizioni antecedenti verificate (compito della scienza è scoprire le leggi che, date queste condizioni, causano l’effetto osservato); le spiegazioni in senso debole colgono generalizzazioni senza poter creare relazioni necessarie ed esaustive di causa ed effetto tra i dati da spiegare, le condizioni osservate e un principio generale da cui ricavare i dati (per esempio le spiegazioni probabilistiche basate sulla statistica e sulla probabilità). Queste spiegazioni deboli non possono essere confutate se si trova un controesempi, ma al massimo possono essere corrette migliorando il grado di probabilità. Queste spiegazioni probabilistiche sono molto usate in SL, nonostante in SL si usino di più...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simone.scacchetti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica e repertorio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Pompei Anna.
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