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L'ITALIANO STANDARD

Negli anni '50/'60, l'italiano aveva ancora un carattere di lingua ufficiale e burocratica la lingua di

socializzazione primaria era ancora il dialetto. I tratti della lingua standard coincidevano con

l'italiano letterario. Inizialmente l'italiano non era diffuso tra tutto il popolo, infatti c'erano ancora

tantissimi dialetti.

L'ITALIANO NEO-STANDARD

Negli anni '80, è iniziato un processo di ristandardizzazione dell'italiano: ora lo scritto tipico tende

ad accogliere alcuni tratti che prima erano esclusivi del parlato, e la sfera dello standard ha

cominciato ad accogliere tratti che prima erano considerati a un-standard . Berruto ha definito a

nuova varietà neo-standard (o italiano medio, della classe media).

Caratterizzato da una serie di fenomeni che prima erano stigmattizati, considerati scorretti. Lingua

della classe media, grazie al boom economica. È più parlato che scritto, grazie alla classe media

che introduce la lingua dei loro genitori.

Fonologia

Pronuncia basata sulla grafia (neutralizzazione delle opposizioni tra e aperta e chiusa, tra o

• aperta e chiusa, tra s sorda e sonora, tra z sorda e sonora);

Accettazione di nessi consonantici insoliti (per l'italiano) e per le terminazioni consonantiche delle

• parole (per evidente influsso dei prestiti stranieri);

Riduzione dei dittonghi e dei trittonghi (per influsso del fiorentino): figliolo, gioco per figliuoli

• giuoco;

Morfologia e sintassi

• Che usato come introduttore generico di frasi subordinate (che polivalente);

• Semplificazione dei paradigmi verbali con generalizzata sostituzione del congiuntivo;

• Semplificazione del paradigma dei pronomi, con riduzione delle forme oblique (gli per "a lui", "a

lei" e "a loro") e sostituzione dei pronomi soggetti egli con le frome complemento lui, lei;

• Forme di frase con ordine dei costituenti marcato (frasi scisse, dislocate, c'è presentativo) e con

varie riprese pronominali (c'è presentativo: c'è un gatto che miagola; frase scissa: è lui che ha

chimato);

• Concordanze a senso del predicato (del tipo: la gente dicono tutto alle spalle);

• Prevalenza di costrutti paratattici, piuttosto che ipotattici;

• Tendenza ad usare, anche nella lingua scritta, moduli tipici del parlato, e particelle che hanno

funzione più pragmatico-discorsiva che sintattica (quindi, cioè, allora, dunque)

Lessico e formazione delle parole

• Uso sovrabbondante di diminutivi e superlativi (attimino, carinissimo);

• Massiccia presenza di termini stranieri (magari penetrati con uno solo dei significati possibili);

• Passaggio nel linguaggio comune di termini tecnici;

• Introduzione di morfemi, soprattutto dall'inglese,(-zione, -Ale e -zionale da -tion, -al, -ational.

VARIAZIONE DIAFASICA

Riguarda le singole interazioni tra individui, oggetto di analisi microsociolinguistiche. Questa analisi

considera alcune sottoclassi:

Registri (destinatario del messaggio, italiano formale aulico, italiano informale);

• Sottocodici (argomento del messaggio, italiano tecnico scientifico - linguaggio dei medici, italiano

• gergale - gergo giovanile);

Stile (legati a testi prodotti e condizionati da diversi elementi, lingua della pubblicità, lingua del

• giornalismo).

VARIETÀ DI STILE E DI REGISTRO

Sovra-estensione di tipologie stilistiche con trapasso di stilemi da un registro all'altro:

• Soggetti postposti

• Ellissi

• Ordini marcati dei costituenti frasali (frasi scisse, elementi dislocati) 6 Aprile 2017

• Passaggio di vocaboli tecnici relativi a diversi campi di conoscenza tra linguaggi settoriali

diversi;

• Semplificazione sintattica e retorica. Riduzione di numerose categorie morfologiche (modi e

tempi verbali) e prevalenza di strutture analitiche su quelle sintetiche;

• Tipico del linguaggio giornalistico e della pubblicità è il fenomeno del "riuso" non solo di singoli

termini, ma di slogan o di titoli di film o di proverbi.

VARIAZIONE DIAMESICA - L'ITALIANO PARLATO

Le principali caratteristiche dell'italiano parlato che ritroviamo nei linguaggi giovanili sono:

• L'uso di metafore: una cifra (molto), zampa (mano);

• L'uso di iperboli: allucinante, pazzesco, mostruoso, assurdo;

• L'uso di abbreviazioni e troncamenti: mate (matematica), prof (professore), tranqui (tranquillo);

• L'uso di neologismi: sfamare (scoprire), palloso (noioso), figata (cosa bella e divertente),

metallaro (ragazzo che ascolta la musica heavy metal);

• L'uso di prefissi come mega, super, stra: megaintelligente (molto intelligente), strafigo (molto

bello), superpalloso (molto noioso).

Fonologia

• Semplificazioni ed assimilazioni note con il termine di allegro;

• Apocope della finale di infiniti, copula e ausiliari di prima e terza persona: metter su casa, far

contento qualcuno, far passar la paura, son partiti, abbiam fame, posson esser pagati, son

contento, han tre figli. van compatiti;

• Troncamento della sillaba finale: so' tre notti che non dormo, sta' fermo, va' via;

• Aferesi della vocale iniziale o della prima sillaba: (a)spetta, (in)somma, (in)tanto, (que)sto

(talvolta rafforzato da qui o qua: 'sto qui non viene);

• Ristrutturazioni sillabiche in conseguenza di fusioni di segmenti o di caduta di vocali:

peresempio, vall'apprendere, mettita sedere;

• Aferesi della vocale negli articoli: prendi (i)l pane, tutto (i)l giorno.

Morfologia

Il presente indicativo è usato al posto del futuro, accompagnato da avverbiali temporali: domani

1. vado dal parrucchiere, ad aprile mi sposo.

Il futuro viene sempre meno usato come indicatore temporale, mentre si usa con finalità

2. epistemiche o modali, relative a ipotesi o credenze: avrà almeno cinquanta anni! Non so se

sarà vero o no.

Il passato ha un'estensione relativa al passato prossimo a scapito del passato remoto: questa

3. mattina sono andato al mercato come dieci anni fa sono andato in Sicilia; quando il presente

sostituisce il futuro, l'anteriorità nel futuro è espressa col passato prossimo: dopo, quando ho

finito di scrivere, prendo la valigia e parto.

L'imperfetto assume valori modali del congiuntivo, sempre più raro: se volevi, potevi arrivare

4. anche prima.

Il condizionale, nel suo valore di futuro nel passato, viene risolto con l'imperfetto: mi ha detto

5. che arrivava alle cinque.

Tendenza ad evitare la costruzione passiva con strategie alternative basate sulla sintassi

6. (l'hanno portato in prigione) oppure con strategie discorsive di messa in rilievo di costituenti

(dislocazione a sinistra con in i fumetti, li leggono i giovani).

Nel parlato dominano le perifrasi verbali aspettuali, formate da veri elementi: stare + gerundio,

7. stare a + infinito, continuare a + infinito, essere lì che, a, per + verbo.

Il verbo viene accordato "a senso" con il soggetto collettivo: la maggioranza degli aventi diritto

8. non sono andati a votare, la gente sono sempre pronti a dire male; oppure si accorda con il

soggetto logico della relativa, come in Gianni è uno di quei ragazzi che vive con poco (queste

forme sono da considerare non corrette).

Uso del pronome relativo che con varie funzioni (che polivalente).

9. La ripresa del clitico visto sub, assieme al fatto che in molte altre strutture si tende ad inserire

10. dei pronomi atoni di "ripresa" (ad esempio nelle dislocazioni) rientra nella tendenza generale

ad un tipo di coniugazione detta "oggettiva".

È

11. La negazione viene spesso rafforzata da particelle come mica, per nulla, punto, secondo una

tendenza di tipo settentrionale.

I GEOSINONIMI

caffè/ espresso

• stringhe/lacci

• fazzoletto/pezzuola

• fede/vera

• stampella/gruccia

• papà/babbo

• bollito/lesso

VARIAZIONE DIATOPICA

Variazione nello spazio: lingua e dialetto

Il dialetto non è una lingua minore, di portata più limitata di una lingua ‘vera’ ma ha le stesse

proprietà di ogni sistema linguistico. In linguistica indica le varietà locali, geograficamente

circoscritte, di una lingua con cui hanno parentela genetica. In sociolinguistica la differenza tra

lingua e dialetto è che il dialetto non è la varietà standard, dalla quale differisce per prestigio

sociale, gamma di usi, grado di codificazione e alla quale è subordinato all’interno del repertorio.

I DIALETTI IN ITALIA

• Settentrionali o gallo-italici

• Toscani

• Centro meridionali

Importanti sono:

• la linea La Spezia- Rimini che divide i dialetti sett. da quelli centro-meridionali

• la linea Roma-Ancona che divide i dialetti centrali da quelli meridionali

ALLOGLOSSIA IN ITALIA

Provenzale • Serbo-croato

• Franco-provenzale • Greco

• Francese • Catalano

• Tedesco • Ladino

• Sloveno • Albanese

BILINGUISMO E DIGLOSSIA

• Bilinguismo: presenza di due lingue nella stessa comunità linguistica o capacità del parlante di

usare correntemente due o più lingue.

– primario se ambedue le lingue sono state acquisite come materne

– secondario se solo una è la lingua materna e l’altra è stata appresa dopo

• Diglossia: presenza di lingue o varietà che si differenziano per l’ambito d’uso e il prestigio di cui

godono. 11 Aprile 2017

PRESTITI E CALCHI

Sono forme di interferenza o contatto fra lingue

• Lingua modello: quella che esercita l’interferenza

• Lingua replica: quella che ne subisce gli effetti

• Le forme di interferenza più interessanti riguardano prestiti e calchi.

PRESTITI

Oltre al significato del modello riproducono anche il significante, a volte con adattamenti alla

struttura della lingua replica - it. sciuscià, ingl. shoeshine

PRESTITI DI NECESSITÀ:

Quando la parola viene introdotta (in forma più o meno imitativa dell’originale) contestualmente al -

nuovo referente.

Esempi • scoperta dell’America – patata, dall’haitiano, per il tramite dello spagnolo –canoa

• caffè dal turco • zero dall’arabo

Più di recente, dall’angloamericano:

• juke-box

• terminologia informatica (computer, mouse, display, hardware, software, driver, e

anche un aggettivo che si riferisce alla comunicazione utente-pc come friendly)

PRESTITI DI LUSSO

A rigore sono superflui, perché la lingua già ha in sé le risorse lessicali alternative al termine

esotico, ma assumono una connotazione stilistica – com’è il caso di parole brevi e fonoespressive

particolarmente accettate dal linguaggio giornalistico o di (supposta) promozione sociale.

Linguaggio giornalistico: • show, boom, click rispetto a “traduzioni” come ‘spettacolo’, ‘sviluppo

(economico)’, ‘schiacciare il puntatore’, che poi sarebbe il mouse (divenuto ormai prestito di

necessità).

Promozione sociale: • preferenza per anglismi quali babysitter, manager, week-end rispetto a

‘bambinaia’, ‘dirigente’, ‘fine settimana’ o di impeachment.

PRESTITI INTEGRATI

Un termine preso da una lingua straniera nella sua forma originaria, ma integrato alla fonologia e

alla morfologia della lingua di cui entra a fare parte.

Esempi: • 'quorum' = Quorum (diritto pubblico)

• treno fr. train

• mitraglia fr. mitraille

• Lanzichenecco (adattamento dal tedesco Landsknecht)

Il parlante comune riconosce soltanto il prestito non integrato ma non riconosce invece il prestito

integrato. Quanti sanno che treno e bistecca sono prestiti dall'inglese?

Certi prestiti sono usati sia nella forma originaria sia in quella adattata:

• francese: bleu e blu, gilet e gilé, paletot e paltò;

• inglese: punch e ponce, roastbeef e rosbif (o rosbiffé).

PRESTITI NON INTEGRATI

Il prestito può essere "non integrato" (o «non adattato», a seconda della terminologia adottata), se

il vocabolo esotico viene accolto nella forma originaria (e quindi con sequenza di fonemi e morfemi

estranei all’italiano):

Bar, computer, leader, équipe, lager, tram ingl. Tramway car ‘carro della via ferrata’

• Problemi di pronuncia

• Problemi di genere grammaticale (l’affare, la gang, la slide, la rockstar, il fine settimana)

• Il plurale

L'USO DELL'ARTICOLO (WEEKEND, WHISKY, WALKMAN, SWATCH: IL O L'?)

“L’astratta logica grammaticale vorrebbe che davanti a whisky o Webster figurasse lo stesso

articolo eliso l’ che tutti adopereremmo davanti a una parola come uomo. In realtà l’uso tende a

preferire il, probabilmente perché all’occhio del lettore italiano la lettera w è una consonante,

qualunque sia il valore fonetico che ha nella lingua straniera di partenza. Per lo stesso motivo si

dice uno swatch, anche se la sequenza dei suoni in [swɔtʃ] è la stessa di suocero: anche in questo

caso la lettera w viene percepita, indipendentemente dalla pronuncia, come una consonante e

quindi, in combinazione con s, richiede l’articolo lo come in svogliato o svolazzo.”

CALCHI

Un tipo peculiare di prestito è il «calco», neologismo formato con materiale indigeno su modello

straniero.

NASCITA DEL CALCO

Affinché possa avvenire un calco, sono necessari un modello straniero ‘trasparente’, cioè motivato

semanticamente e strutturalmente, e una buona competenza linguistica in chi lo effettua, che deve

essere in grado di cogliere, oltre al significato, la forma interna straniera del modello, e di

individuare nella propria lingua un modo per riprodurla adeguatamente. Di conseguenza il calco è

un fenomeno nel suo complesso più colto del semplice prestito e investe soprattutto il lessico

intellettuale, addensandosi nei periodi in cui l’attività culturale e le conoscenze linguistiche sono

maggiori.

• Può essere «sinonimico», cioè basato sulla somiglianza del significato: fuorilegge sull’inglese

outlaw.

• Può essere «omonimico», cioè basato anche sulla somiglianza fonica: • realizzare ‘capire’

sull’inglese to realize, autorizzare ‘permettere’ sul francese autoriser.

CALCO SEMANTICO

Avviene quando una parola italiana preesistente cambia significato deducendolo da una parola

straniera. La replica italiana, sulla base di una esclusiva concordanza semantica col modello

alloglotto, amplia il suo spettro semantico fino ad acquisire il tratto metaforico presente nella lingua

modello.

falco sull’inglese hawk ‘falco’ e ‘nelle controversie internazionali, sostenitore di una linea drastica

• e intransigente’

Oggi la voce è di ampio uso nel lessico giornalistico italiano (cfr. ad es. “i falchi e le colombe”) in

riferimento ai sostenitori nelle controversie internazionali di una linea dura e intransigente

pagare che acquisisce il significato di “essere vantaggioso, utile”, per calco semantico

• sull’inglese to pay che l’OED2 documenta anche con il significato di “to be profitable or

advantageous

salvare “registrare nella memoria centrale o su supporto magnetico i dati presenti nella memoria

• di lavoro, archiviare i dati” è modellato sull’inglese to save.

Esempi

• Greco sympatheia > lat. compassio > ingl compassion > ted. Mitleid ma

• Greco sympatheia > ingl. Sympathy

• Lat. lunae dies > ingl. Monday, ted. Montag

• Vertice su summit

• Classe ‘eleganza’ su class

• Navetta su shuttle

• Stella su star

Queste innovazioni non sconvolgono l’impianto del sistema della lingua mutuante essendo parole

indigene utilizzate con significati inediti.

DETERMINATO E DETERMINANTE

In italiano i sintagmi sono normalmente costruiti secondo la sequenza

determinato (o reggente, o base) + determinante (= ogni elemento che determina e caratterizza il

sostantivo),

ad esempio: sala d.to professori d.nte, cibo d.to per cani d.nte, mangiapreti (mangia d.to + preti

d.nte), capostazione.

Dal modello del greco - ora rilanciato dall'inglese - deriva invece la sequenza inversa

determinante + determinato:

protomedico 'medico personale di un sovrano', in cui il prefissoide è tratto dall'aggettivo greco

protos 'primo‘;

Bibliofilo ‘amante dei libri’

pseudodottore 'che si atteggia a gran sapiente', in cui il primo elemento è un altro aggettivo

greco, pseudés 'falso';

burocrazia (parola penetrata in italiano nel Settecento, attraverso il francese), il cui secondo

elemento è il greco -kratia connesso con kratos 'dominio, potere';


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Corso di laurea: Corso di laurea in Interpretariato e comunicazione
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgiaaka1997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Principi di linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm o del prof Rocca Giovanna.

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