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Principi di linguistica - Modulo 3 (Giovanna Rocca)

Sociolinguistica

Sociolinguistica si occupa di studiare l'uso effettivo della lingua immersa nella società in situazioni comunicative concrete. Questa scienza è recente, si è sviluppata attorno agli anni '70. È nata quando si sono sviluppati dei criteri nello studiarla come veniva effettivamente usata nella comunità che la parla.

Forme arcaiche in campagna

Come mai proprio in campagna ci sono delle forme arcaiche e in disuso rispetto alla città? In campagna le innovazioni non arrivano. È più facile che si diffonda in città.

Comunità linguistica = Insieme di persone che parlano una determinata lingua o varietà linguistica e ne condividono le regole d'uso. Non è un concetto omogeneo, ma frazionato: macro-contenitore in cui noi ci vediamo come parlanti italiani ma siamo frazionati per come parliamo (es. dialetti). È fondamentale per la sociolinguistica perché considera la lingua per com'è usata dai parlanti reali in situazioni reali.

Repertorio linguistico = Insieme delle risorse linguistiche e delle varietà che possiede un parlante. Permette di comunicare facilmente con persone di diverso grado, età, appartenenza sociale. Lingua = non è mai uniforme, non monolitica.

Code Switching

Code Switching (Commutazione di codice) = Passaggio da una varietà all'altra. Es "Domani andiamo al mare, ok?" Ok appartiene ad un'altra varietà linguistica.

Competenza linguistica = Permette di non sbagliare modi e tempi verbali, maschili e plurali, ecc.

Competenza comunicativa = Permette di parlare correttamente. Possiamo sempre essere appropriati quando dobbiamo comunicare qualcosa, analizzando la situazione in cui ci troviamo. In realtà è qualcosa che facciamo in automatico sempre.

Uso appropriato della lingua nelle situazioni comunicative; Es. i pronomi di cortesia (Lei, voi) e di solidarietà (Tu). Questi stabiliscono una gerarchia omogenea. Molto spesso viene abusato l'utilizzo del tu.

Le formule di saluto: in italiano sono tantissime, ma purtroppo si sono polarizzate su due estremi. Forma classica: Buongiorno. Forma informale: Ciao. Forma odiosa: Salve (latino "salvare" = stare bene).

L'uso appropriato di mezzi comunicativi non verbali: non ci riferiamo alla mimica, ma a tutti quei gestacci che facciamo quando siamo in macchina, o quando parliamo freneticamente.

Le variazioni

Tre dimensioni fondamentali

  • Diastratica = La lingua varia attraverso la stratificazione sociale. Riconosciamo immediatamente quando un parlante appartiene ad una classe rispetto che ad un'altra.
  • Diatopica = La lingua varia attraverso lo spazio. La lingua che noi parliamo al nord di Italia subisce dei cambiamenti rispetto a quella del sud Italia.
  • Diafasica = La lingua varia attraverso le situazioni comunicative.

Vi può essere una quarta variazione:

  • Diamesica = Dipende dal mezzo che si usa per comunicare (parlato o scritto).

Gli studi di sociolinguistica di William Labov

Principio guida degli studi di Labov

Labov è uno studioso americano che ha dato inizio agli studi di Sociolinguistica. Lui ha cominciato effettuando delle inchieste linguistiche perché si era reso conto che a New York c'erano due modi di pronunciare la "r", e si domandava del perché. Decide di andare in due grandi magazzini di New York chiedendo alle persone cosa c'era al 4th piano? Facendogli pronunciare il 4th piano per vedere la pronuncia della "r".

Rapporto inscindibile tra società e lingua. Infatti lo sviluppo di un mutamento linguistico non può essere compreso al di fuori della vita sociale della comunità linguistica in cui avviene. Le pressioni sociali operano sulla lingua continuamente.

Decise di estendere la sua inchiesta in un'isola, Martha's Vineyard. Nel 1962 Martha's Vineyard viene scelta da Labov come campo di studio per le sue ricerche. L'isola si trova nell'Oceano Atlantico a tre miglia dalla costa statunitense e appartiene allo stato del Massachusetts. Essa offre le condizioni di studio ideali per due caratteristiche:

  • Unità autonoma e separata dal resto del continente;
  • Complessità sociale e geografica.

I residenti si dividono in 4 gruppi etnici:

  • Yankees = discendenti delle antiche famiglie inglesi che per prime colonizzarono l'isola nei secoli XVII e XVIII;
  • Portoghesi;
  • I nativi = residenti a Gay Head e le cui origini risalgono agli Indiani;
  • Gruppo misto = comprende individui di varie nazionalità (inglese, canadese, irlandese, tedesca e polacca).
  • A questi si aggiungono migliaia di turisti ogni anno.

Fenomeno analizzato

Centralizzazione dei dittonghi: /ai/, /au/ ---> /əi/ /əu/. Il suono /a/ è sempre più vicino al cosiddetto schwa /ə/ in parole come right, pie, house, out. Non si tratta di una variazione libera ma di una variabile perché:

  • Frequente;
  • Strutturale;
  • Stratificata.

Per determinare il modello sociale alla base del fenomeno, Labov ha elaborato un questionario per un campione rappresentativo di 69 parlanti comprendente:

  • Residenti nativi;
  • Coloro che ricoprono un ruolo significativo a livello sociale;
  • Diversi gruppi etnici.

L'elemento innovativo viene rappresentato dalla registrazione sistematica del parlato continuo! Dalla scala di altezza utilizzata per valutare il grado di centralizzazione sono emerse tre categorie:

  • Forme non centralizzate;
  • Forme centralizzate;
  • Condizionamento fonetico.

I soggetti con il massimo grado di centralizzazione sono:

  • Pescatori;
  • Maschi;
  • Persone di età compresa tra i 30 e i 45 anni.

Motivi del fenomeno

I motivi sono da individuare nel contesto sociale:

  • Poche industrie;
  • Economia basata sul turismo. Essa viene accolta con forte pressione psicologica sugli abitanti. Infatti l'economia turistica viene percepita dagli abitanti come una minaccia per la propria indipendenza. Dunque si comincia a formare una sorta di resistenza e disprezzo difensivo nei confronti degli estranei.

Il vero significato di centralizzazione

Il fenomeno della centralizzazione è tanto più forte quanto più il gruppo lotta per mantenere la propria identità. I giovani mostrarono tendenze opposte:

  • I meno conservativi e più attratti dal moderno stile di vita statunitense non manifestano il fenomeno;
  • Altri invece prendono a modello i pescatori: il loro desiderio di rimanere sull'isola si riflette nella realizzazione della centralizzazione.

La centralizzazione è l'espressione di una forte resistenza contro le invasioni estive degli americani continentali. Centralizzare significa affermare la propria appartenenza a Martha's Vineyard e difenderne i valori. Il grado di centralizzazione indica anche l'atteggiamento verso Martha's Vineyard che può essere: positivo, neutrale o negativo.

Questo modello di ricerca è stato così importante da essere stato applicato successivamente in diverse situazioni sociali, per analizzare da vicino altri fenomeni di cambiamento linguistico.

Italiano: un insieme di varietà linguistiche

Al centro si trovano lo standard e il neo-standard mentre man mano che ci si sposta verso la periferia si trovano varietà non-standard e sub-standard. Il quadrante in alto a sinistra indica le varietà più alte, quello in basso a destra indica quelle più basse. Per quanto riguarda la diafasia i registri sono a destra e i sottocodici a sinistra.

L'architettura dell'italiano

Italiano standard letterario = Non si riferisce solo alle opere letterarie, ma è una lingua di livello letterario. È quell'italiano che parliamo seguendo fino in fondo le regole di grammatiche e manuali. Non dovrebbe essere marcato diatopicamente né diafasicamente.

«Al centro del centro, sta l’italiano standard letterario, che non vuol dire tout court ‘lingua delle opere letterarie’ (attingendo la letteratura spesso e volentieri a più fonti e livelli di lingua), ma piuttosto ‘lingua di livello letterario’, appoggiata sulla tradizione letteraria. Si tratta della lingua che è descritta e regolata dai manuali di grammatica; in linea di principio, è non marcata né diatopicamente né socialmente. In realtà, oltre ad essere scarsamente rappresentata de facto presso concreti parlanti, manifesta un lieve grado di marcatezza diastratico, dato che è oggidì riscontrabile, nel parlato, solo in piccole élites intellettuali o, più tipicamente, in gruppi professionali specifici (attori, speakers, gente che comunque ha seguito corsi di dizione); e si può anche dire che, nonostante non tutti i tratti toscani siano recepiti nello standard, abbia una sfumatura di marcatezza diatopica, dato che rimanda pur sempre a una base fiorentineggiante.»

Italiano neo-standard = Italiano nato durante l'Unità.

«Sempre al centro si colloca l’italiano neo-standard, che possiamo considerare in effetti come conglobato con lo standard da un lato, ma dall’altro sensibile a differenziazione diatopica, e corrispondente quindi fondamentalmente nei concreti usi dei parlanti a un italiano regionale colto medio. Le due etichette sono quasi sinonimiche: con italiano neo-standard mettiamo l’accento sugli aspetti unitari, soprattutto morfosintattici; con italiano regionale colto medio mettiamo l’accento sull’emergere della differenziazione geografica che sarà percepibile nella gran maggioranza degli utenti (un qualunque parlante colto rivela di solito la propria origine per i caratteri di pronuncia e intonazione), e contemporaneamente sul fatto che si può ora affermare che ci siano degli italiani regionali standard che costituiscono lo standard di ogni singola area. È indubbio che la base sociale dello standard stia allargandosi, il che coincide con un abbassamento e un consolidamento della nuova norma, leggermente variata in diatopia, più vicina al parlato in diamesia, e più prossima agli stili non aulico burocratici in diafasia.»

Italiano parlato colloquiale = È tipicamente parlato ed è l'italiano della conversazione ordinaria. È molto marcato in diatopia, perché presenta delle influenze a livello regionale.

«La designazione della terza importante varietà, italiano parlato colloquiale, coglie contemporaneamente il fatto che si tratta di una varietà marcata in primo luogo in diamesia, in quanto è tipicamente parlata e presenta in maniera più netta i caratteri dipendenti dalla natura del mezzo; ed in secondo luogo in diafasia, in quanto tipica degli usi della metà non formale della scala di formalità. È l’italiano della conversazione ordinaria, del normale parlare quotidiano, degli usi comunicativi correnti. Non va confuso con il registro informale più basso e trascurato in cui agiscono in massima misura fattori di rilassatezza e improvvisazione. Ovviamente, sarà marcato a prior... (testo troncato)»

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgiaaka1997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Principi di linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Rocca Giovanna.
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