Riassunto Letteratura Italiana I
Coordinate storiche e culturali (XI e XII)
à à
Anche dopo fine Imp Rom lingua di cultura era il latino ciò significa, no usata per la lingua
quotidiana, ma solo per la scrittura. Dunque nei territori dell’Imp si parlavano lingue volgari:
à
Europa meridionale (Italia, Penisola Iberica, Francia, Romania) lingue neolatine
à
Europa centro-settentrionale lingue germaniche (lingue originarie dei popoli che avevano
invaso l’Europa).
Latino, dunque, come lingua sovranazionale. A padroneggiarlo erano quasi solo i clerici, perchè
elaborazione e trasmissione della cultura erano affidate, dal IV secolo, agli ordini monastici. Nei
monasteri : 1) erano impartiti insegnamenti grammaticali 2) erano copiate opere antiche e si
producevano poche nuove!
Rinascita culturale carolingia: grazie al re dei franchi Carlo Magno, ci fu una rinascita di strutture
politiche e organizzate centralmente, come quelle romane, e indipendenti dalle strutture religiose.
Incoronato a Roma, il giorno di natale del’800, da parte di Leone III. C.M. promosse 1) sviluppo
cultura scolastica e universitaria laica. 2) punto di vista culturale mirava a rafforzare compattezza
nell’imperoà i cronisti, i poeti dovevano esaltare la potenza e saggezza dell'Imperatore. Il potere
infatti era sempre in pericolo, date le spinte che venivano dal precario equilibrio fra il potere
centrale e quello dei tanti signori locali → allora nacquero le leggende sulle imprese di C.M e dei
suoi paladini, diffuse dai giullari → ebbero molto successo anche tra il popolo. Bisogna precisare la
differenza tra Alto medioevo, dalla caduta dell'Impero romano, 476 d.C. - 10 secolo., e Basso
medioevo, dall'11-14 secolo. Con la rinascita dell'anno Mille si indebolisce il sistema feudale →
abbattendo i sistemi beneficiari e di vassallaggio, ovvero l'aristocrazia terriera.
Nascita dei comuni avviene tra 11 e 12 secolo nel Centro-Nord! Con la crescita demografica,
intensificarsi dei commerci, nascita di nuove professioni legate a manifattura e scambio → città si
ingrandiscono, prendendo il sopravvento sul contado a danno delle aristocrazie feudali, e dotati di
istituzioni di governo laiche: i consoli, nominati dalle elitès cittadine, entrano al posto dei signori
feudali nell'amministrazione pubblica. La borghesia, poi legata, al commercio, manifattura, banche,
conquistò potere economico, politico, e nelle magistrature comunali.
Situazione italiana tra 11-12 secolo: il C-N era teoricamente sotto il controllo dell'Imperatore che
aveva la sua corte nella Germania Settentrionale → in queste aree numerosi conflitti, famoso quello
tra l'imperatore svevo Federico I Barbarossa e la lega lombarda, risoltosi con la sconfitta del primo
a Legnano nel 1176, a cui era seguita la pace di Costanza 1183, verso una maggiore autonomia dei
comuni. Il S era in parte sotto il dominio dell'Impero bizantino, in parte (la Sicilia) in mano agli
arabi.
Scontro papato-Impero: 11 secolo inizia scontro tra Pap-Imp. L'imperatore pretendeva di
controllare direttamente sia l'elezione del pontefice, sia dei vescovi. Nel 1075, papa Gregorio VII
proclamò la superiorità del potere ecclesiastico su quello politico e scomunicò l'imperatore Enrico
IV, che per non perdere i sudditi legati alla Chiesa dovette implorare il perdono papale a Canosa
(1076). Nel 1122 a Worms → accordo, grazie al quale l'autorità papale comincia a prelevare su
quella imperiale in territorio italiano. Nel meridione le lotte fra longobardi e bizantini furono frenate
dall'arrivo dei cavalieri normanni (Nord Francia), i quali, in un secolo estesero il loro dominio su
tutto il Sud. Fine del 12 secolo matrimonio tra Costanza d'Altavilla, erede del regno di Sicilia, e
l'imperatore Enrico VI. Divisione sociale: gli intellettuali, poco dopo il Mille consideravano la
società rigidamente divisa, la cosiddetta teoria dei tre ordini:1) quella di coloro che pregavano
(oratores); 2) combattono (bellatores); 3)lavorano (laboratores). Si pretendeva fissata da Dio e
rispecchiata nel corpo umano: ecclesiastici: testa, soldati: ventre, contadini: piedi. E gli
intellettuali? Nel medioevo la cultura era legata alle scuole, gestite dalla chiesa. I vari centri
culturali erano le cattedrali e i monasteri. Ecco perchè fino al 12 secolo molti laici erano privi di
istruzione. Erano solo i chierici a seguire un regolare corso di studi: diviso da una parte, i testi
sacri, dall'altra, le arti liberali → distinte in arti del trivio (ovvero Grammatica, Retorica, Logica)
e quadrivio (ovvero Aritmetica, Geometria, Musica, Astronomia). L'interpretazione dei testi antichi
latini mirava ad adattarli, o a renderli subordinati alle verità della dottrina cristiana.
Cultura antica e cultura medievale: l'allegoria
Fine 11 secolo le letteratura in volgare (provenzale e francese prima di tutto) assumono nuova
fisionomia. Ma lo studioso Ernest Robert Curtius ha mostrato come molte immagini, metafore e
temi riprendevano quelli latini!si tratta di topòi. Al patrimonio classico si affianca quello cristiano:
sia dal Nuovo Testamento che Vecchio Testamento. Lo studio della Bibbia e delle op latine fu
attuato, anche da Sant'Agostino e San Gerolamo. Agostino (354-430) era un ottimo conoscitore dei
maggiori autori latini e anche dei filosofi greci. Girolamo (347-420) si era dedicato alle Sacre
Scritture e alla loro interpretazione, traducendo l'intera Bibbia in latino direttamente dagli originali
ebraici: questa impresa, conclusa nel 406, aveva dato origine alla Vulgata, cioè al testo usato dalla
Chiesa cattolica fino ai tempi moderni.
L'allegoria: i chierici e uomini colti della Chiesa dovevano leggere le opere antiche cercandovi
segni nascosti o elementi compatibili con la verità dei libri del NT. Perciò molti di loro
svilupparono un metodo interpretativo, di tipo allegorico,che consisteva nell'individuare al disotto
del livello letterale dei testi significati nascosti ancora più importanti di quelli immediatamente
percepibili. Con l'allegoria si potevano interpretare i sensi riposti di un testo allo stesso modo in cui
era possibile cogliere i segni nascosti che il creatore aveva impresso in ogni parte della creazione.
Epica tra 11 e 12 secolo: epica si sviluppa, prima in Francia settentrionale, poi in altre zone
d'Europa, a partire dall'11 secolo, e attraverso il racconto di eventi storici cruciali esprime
sentimenti e valori collettivi. La lingua delle canzoni epiche è l'antico francese (detto lingua d'oil)
parlato nella Francia Settentrionale.
Canzoni scritte in versi, legati alle assonanze (ossia uguaglianza delle vocali finali di 2 o + parole a
partire dalla tonica; in genere suddivise in lasse, porzioni di testo costituite da un numero variabile
di versi. Melodia a cantilena.
Le chanson de geste danno voce ai valori sui quali si fondava la società feudale di quell'epoca e che
il pubblico condivideva 1) fede in Dio;2) fedeltà al sovrano o signore. Valori personificati dai
paladini, primi quelli di Carlo. I paladini, erano i cavalieri più vicini all'imperatore, venivano
trasformati in personalità leggendarie, dotati di virtù e valore straordinari. A Orlando è dedicata la
più celebre delle canzoni di gesta Stile formulare → consiste nella ripetizione di espressioni
linguistiche quasi identiche ogni volta che viene nominato uno stesso personaggio. Probabilmente le
espressioni fisse dipendono dall'origine orale di questi racconti!Oltre a quello di C M, detto ciclo
carolingio, abbiamo cicli che raccontano vicende dei successori di Carlo o degli oppositori al potere
centrale o episodi di crociate.
Romanzo tra 12 e 13: i romanzi cortesi, si sviluppano nei secolo 12 e 13, scritti in antico francese
(lingua d'oil) e per molto tempo in versi!i romanzi danno largo spazio a vicende amorose e a
imprese di valore compiute da singoli eroi. Ma inventate e prive di fondamento storico. I romanzi
non sono opera di autori anonimi, infatti ne conosciamo i nomi e sappiamo che quasi sempre sono
autori collegati a corti feudali di notevole splendore. Il più celebre è Chrètien de Troyes, vive
seconda meta del 12 secolo. Nei studi romanzi l'eroe è chiamato a superare una serie di prove, come
sconfiggere 1 o + prepotenti, liberare personaggi o intere comunità da 1 sortilegio, conquistare
qualche talismano prezioso, così l'eroe forma e tempra la personalità dell'eroe.
La materia bretone: romanzo medievale più noto sono le storie del mitico re Artù e dei suoi
cavalieri → cosiddetta materia di Bretagna.
Il re Artù sebbene personaggio storico piuttosto secondario ha grande rilevo nei romanzi del ciclo
bretone in quanto rappresenta la figura mitica del re sacro, sposo della grande dea Bianca (Ginevra).
Al re sacro dei celti è vietato combattere perchè la sua morte metterebbe in pericolo la prosperità
del suo popolo. Al suo posto combattono i cavalieri della tavola rotonda,cioè cavalieri di rango
elevato. Molte avventure di questi cavalieri accadono durante la ricerca del Santo Graal! La
complessità delle storie del ciclo del Graal è probabilmente uno dei fattori all'origine del romanzo
in prosa. Questo genere riesce a raccontare avventure che si dipartono dal filone principale della
trama, si incrociano tra loro e tornano ad allontanarsi secondo una tecnica narrativa della
entrlacement (intreccio). Al ciclo delle leggende bretoni appartengono anche i romanzi incentrati
sul folle amore di Tristano per Isotta. L'eroe maschile affronta severe prove di coraggio per
conquistare o liberare la donna amata. Il sentimento d'amore che lo lega a lei è tale da infrangere
ogni convenzione sociale: esso pertanto può condurre o alla perfezione spirituale o alla rovina e alla
follia.
La Lirica tra XI e XII secolo
I temi amorosi al centro dei romanzi coincidono in parte con quelli presenti nella produzione lirica.
Si diffondono a partire dalla seconda metà dell'XI secolo nella Francia meridionale, e
specificamente nelle corti della Provenza e della Linguadoca. Lingua: il provenzale o lingua d'oc
(oc da hoc, per dire “sì”). Si parlava oltre nella Fr. Meridionale anche nell'attuale Catalogna. Più
tardi negli anni Settanta del secolo XII, nel Nord della Francia si sviluppò una produzione lirica in
lingua d'oil.
Mentre i lirici della Francia settentrionale sono detti trovieri, quelli provenzali sono chiamati
trovatori. Entrambi i termini sono sinonimo di poeta. Quella provenzale è una poesia scritta per
essere cantata con accompagnamento musicale. Si ricordi che i trovatori componevano sia la musica
che le parole. Molti di loro viaggiavano di corte in corte (una sorta di tour europeo!); altri erano
intellettuali al servizio di grandi signori feudali. Temi: vanno dalla cronaca politica, alla morale e
alla religione, fino alla guerra. Comunque il tema principale della lirica trobadorica è l'amore, nella
sua forma idealizzata che chiamiamo “cortese”. L'amore dei trovatori non raggiunge mai il suo
scopo: il desiderio del poeta-amante non viene mai soddisfatto. Le donne che lodano sono
sposate, a volte le signore che essi servono, in ogni caso irraggiungibili. I poeti si rivolgono alle
donne amate come i vassalli ai loro signori, cioè in modi e con termini simili a quelli che regolano i
rapporti feudali: si “raccomandano”, si danno in “omaggio”, svolgono il “servizio d'amore” senza
aspirare ad alcun contraccambio. In questo, definito “paradosso cortese”-devozione per una donna
inaccessibile- risiede buona parte del fascino della lirica prov.
Fra i trovatori più rinomati ai tempi vi erano Arnaut Daniel e Bernant de Ventadorn. Il primo fu
esponente del filone dei trobar claus (“poetare in maniera chiusa, difficile”). Uno stile tanto
difficile da spingersi a volte fino all'oscurità tanto difficile da spingersi fino all'oscurità; l'intento era
di selezionare il pubblico. Il secondo fu esponente del filone dei trobar leu (“poetare in maniera
facile, comprensibile”). La lirica trobadorica si diffuse rapidamente in molte parti d'Europa,in
particolare, in Italia dove si trasferirono molti poeti di lingua provenzale. La grande fortuna della
poesia trobadorica è dipesa dal fatto che l'intera classe nobiliare europea riconosceva in essa quei
valori “cortesi” che costituivano il nucleo della sua visione dei rapporti sociali. Importante anche la
circostanza che la recitazione e il canto i queste poesie avvenissero in pubblico e costituissero,
pertanto, uno dei momenti più rilevanti di incontro sociale delle classi elevate del tempo. Le poesie
trobadoriche erano simili alle moderne canzoni, così come la figura del trovatore può essere
paragonata a quella dei moderni cantautori.
DUECENTO
XIII secolo caratterizzato dallo scontro politico e militare tra Impero, Papato e Comuni. Com. Nord
tentano di svincolarsi dalla tutela dell’Impero (di cui sono vassalli). La Chiesa continua ad essere
antimperialista. Nel 1220, si rompe la pace instaurata con il concordato di Worms, per la salita al
trono di Federico II. Questo, figlio di Enrico IV di Svevia e principessa Costanza d’Altavilla,
diventava titolare della corona imperiale ed erede del regno normanno di Sicilia. Situazione
difficile, perché i comuni del nord sono formalmente vassalli dell’Impero, Federico II come re di
Sicilia è formalmente vassallo del papa. Questo conflitto provoca due conseguenze: la nascita
nell’Italia centro-settentrionale di due grandi fazioni in perenne lotta fra di loro, i guelfi (dal nome
del casato tedesco dei Welf), favorevoli al Papato, e i ghibellini (dal nome del casato tedesco dei
Wibelin), sostenitori dell’imperatore; e il coinvolgimento di potenze straniere nelle lotte politiche
della penisola. La fine del potere svevo in Italia, infatti, fu provocata dall’intervento francese: nel
1266 a Benevento Carlo d’Angiò, alleato del papa, sconfisse Manfredi, figlio di Federico II, e
diventò sovrano del regno di Sicilia. Approfittando di una rivolta antiangioina scoppiata in Sicilia (i
cosiddetti Vespri siciliani) nel 1282, la casata iberica degli Aragona iniziò una guerra contro gli
Angiò che si concluse nel 1302 con il riconoscimento della sovranità aragonese sull’isola.
La Chiesa, fra il XII e il XIII secolo dovette lottare anche contro le eresie. Movimenti spirituali e
religiosi diffusi nel clero e laici che mettono in discussione alcuni punti fondamentali della dottrina
cristiana e chiedevano una radicale riforma morale del clero e delle gerarchie ecclesiastiche. Ne
contestavano la compromissione con il potere politico e criticavano i comportamenti
incompatibili con l'originario messaggio cristiano. A ciò la chiesa risponde in due modi:
1) repressione e 2) riforma interna. Ma la fondazione di due nuovi ordini religiosi, i domenicani
e i francescani, fu la più efficace risposta morale e culturale della Chiesa alle eresie. Questi diversi
dagli altri perchè operavano all'interno della società, instaurando un rapporto profondo con i ceti
che la componevano. Caratteristiche peculiari erano la predicazione e esempio di vita condotta in
povertà. Domenicani e francescani ben presto occuparono le cattedre delle università più
prestigiose, e diedero un contributo essenziale alla filosofia dell'epoca, detta Scolastica, proprio
perchè nasceva all'interno delle istituzioni scolastiche universitarie.
La nuova intellettualità laica: fenomeno più importante del Duecento è il nascere e affermarsi
cultura laica, indipendente dalle istituzioni ecclesiastiche. Oltre alle cattedre nascono nuovi luoghi
di formazione della cultura. In Questo secolo si sviluppano le prime università. Queste nascono
come libere associazioni di studenti e maestri, diventando ben presto centri di studi teologici,
giuridici e medici. Da qui escono le nuove figure professionali e intellettuali, come giuristi, notai
importanti per la costituzione del “comune”. Inoltre si viene a formare un ceto colto capace di usare
strumenti della retorica e dotato di un bagaglio culturale adeguato. Il latino detiene il monopolio
della comunicazione culturale, tuttavia le necessità della politica e dell'economia promuovono
sempre più l'uso anche scritto del volgare. I ceti laici acculturati vengono a costituire il pubblico
della nuova letteratura in volgare.
La filosofia scolastica tra fede e ragione: Duecento secolo della teologia. Il pensiero teologico-
filosofico insieme al diritto è uno dei fulcri dell'insegnamento universitario. Parigi diventa il centro
più importante per gli studi teologici. Al centro degli studi è il pensiero di Aristotele. Il tedesco
Alberto Magno (1193-1280) affronta il problema della conciliazione della filosofia aristotelica con
la fede cristiana. Con i suoi commenti traduce il sistema filos-scientif in un linguaggio che possa
essere accetto all'ortodossia cattolica. Altro impo personaggio è Tommaso d'Aquino (1221-1274).
nella concezione di Tommaso la fede non soppiantala filosofia bensì la completa. Dalla
contaminazione tra dottrina cristiana e razionalismo aristotelico nasce la nuova “sistemazione” della
metafisica cristiana che Tommaso offre nella Summa theologiae, un'opera immensa nella quale, in
forma di questiones, vengono vagliati tutti i problemi che possono sorgere nell'interpretazione della
dottrina cattolica. La Summa sarà nei tre secoli successivi il punto di riferimento fondamentale di
tutto il pensiero critiano.
Il ritardo della letteratura italiana: per trovare una prima produzione consistente letteraria in italian
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volgare anni Venti e Trenta del 200. Periodo anteriore?pochi e isolati componimenti poetici in
volgare. Pur ipotizzando la perdita di testi appartenenti al XII secolo sono troppo poche le
testimonianze per pensare ad un impiego del volgare di
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