Sunto La Comunicazione Multimediale, docente
Pireddu, libro consigliato Stati di Connessione, Boccia
Artieri
MEDIOLOGIA E COMUNICAZIONE: VERSO UNA SOCIAL NETWORK SOCIETY
Mediologia
Utilizzare un approccio mediologico significa pensare i media come “luogo” dell’esperienza
contemporanea, come territorio di produzione e di negoziazione dei linguaggi espressivi e delle
forme simboliche, come ambito per la costruzione di percorsi di senso, sia individuali che
collettivi.
Ma significa anche pensare i media come fattori condizionanti per il sociale e la cultura, dunque
come terreno di apertura alle possibilità.
Ci troviamo quindi a collocare l’analisi in un piano tra le teorie del d
eterminismo tecnologico
e
quello del determinismo sociale
.
Le teorie del determinismo tecnologico mettono in luce il cambiamento tecnologico. Le teorie
del determinismo sociale invece vedono le tecnologie come artefatti neutrali il cui senso viene
determinato dall’uso sociale che ne viene fatto.
Come possiamo sintetizzare questa posizione appena descritta? Con il seguente motto: “
Le
pistole non uccidono le persone, sono le persone ad uccidere le persone
”
.
Il rapporto tra tecnologia e cultura è reciproco, si plasmano quindi a vicenda.
Comunicazione
Una seconda pista di lavoro che connette media e forme culturali osserva il problema da un
luogo privilegiato di osservazione: la comunicazione.
Assumere la comunicazione come luogoguida di osservazione significa scegliere un ambito
che è capace di mostrare la sincronia evolutiva fra media e società.
E’ nella sincronizzazione tra news e novel che si passa al modello della cultura, cioè a
familiarizzare con un modo di osservazione della realtà di secondo ordine rispetto alla
riflessività e al confronto.
Alle radici della mediologia
Una prima pista di lavoro strettamente mediologica mette in luce come i media abbiano una
natura condizionante.
La mediologia è interessata ad investigare nel lungo periodo la funzione del medium, in tutte le
sue forme.
La mediologia consiste nello stabilire, caso per caso, delle correlazioni verificabili tra le attività
simboliche di un gruppo umano, le tecniche di memoria.
Un libro universitario, ad esempio, è tanto una modalità di circolazione del sapere quanto una
componente centrale della istituzione Università.
La rete come Macro Sistema Mediale
La forma comunicativa contemporanea viene sostenuta dall’evoluzione di grandi sistemi
tecnologici il cui schema di riferimento è la dimensione di rete. In particolare la “Rete
Informazionale” che si sviluppa con i media della comunicazione.
La Large Technological Systems è un insieme di macro sistemi tecnologici che fungono da
cornice di riferimento capace di inquadrare l’intera attività umana nel suo complesso.
La dimensione materiale della rete diviene l’immagine speculare dello spazio del moderno, uno
spazio in cui ogni punto è potenzialmente connesso con ogni altro e la sua attivazione rende
visibile la rete di relazioni.
La forma a rete che determina i Lts (ovvero i Large Technological Systems) è doppia: è sia rete
fisica esterna
, sia rete informazionale.
Social Network Society
Secondo Castells sono 5 le caratteristiche che costituiscono “il cuore del paradigma della
tecnologia dell’informazione e che rappresentano il fondamento essenziale della nuova società”:
1. Centralità dell’informazione
→ Possiamo osservarla come pietra angolare su cui è
centrata l’evoluzione tecnologica. Pensiamo a Facebook, per esempio, che è costituito
da forme tecnologiche che vengono valorizzate ed espanse dal loro saper incorporare
relazioni sociali ed attività individuali.
2. Diffusione pervasiva degli effetti delle tecnologie che agiscono in profondità sulle
dinamiche di esistenza individuali e collettive
→ Castell ci racconta di una costante
connessione non solo cognitiva ed informazionale, quella della partecipazione a flussi
digitali; bensì materiale, attraverso smartphone, wifi ecc. Si tratta di un redesign emotivo.
3. Sviluppo di una logica reticolare di ogni sistema o insieme relazionale che utilizza
le tecnologie informazionali → In questo caso è evidente come la penetrazione di
Internet nei diversi contesti sociali abbia caratterizzato sempre di più sia i processi che le
forme organizzative e ha costruito un frame sia cognitivo sia materiale.
4. Flessibilità, che indica la capacità di riconfigurazione
→ La rete rappresenta un
framework che sta mutando il modo di pensare e fare società.
5. Convergenza tecnologica
La Social Network Society, quindi, diventa il punto di vista da cui osservare il mutamento delle
forme simboliche ed il loro diffondersi e consolidarsi.
Le possibilità della comunicazione
I media rielaborano la forma della dimensione spaziotemporale della comunicazione,
consentendo al rapporto tra produzione, distribuzione e consumo, di giocare attorno a
differimento e tempo reale.
La conseguenza di tutto ciò e che ogni individuo, ognuno di noi, tenderà a viversi come evento
contingente, cioè quindi a produrre un sè come pura competenza selettiva.
IDENTITA’, RIFLESSIVITA’ ED ESPERIENZA
Cultura globale e senso: differenze di superficie e omogeneità di fondo
I media vanno intesi come veri e propri luoghi dell’esperienza contemporanea, territori
dell’abitare, mondi che costituiscono terreni di sperimentazione. Si tratta di un orizzonte che
genera un forte aumento di concetti.
Questo stato delle cose viene visto come l’emergere di una “
Global Culture
”
, ovvero una cultura
globale. Quello che cresce è, in definitiva, la tendenza ad esibire la diversità in modi simili.
Societàmondo e media: forme dell’identità e della differenza
L’identità comincia a non fondarsi più sull’appartenenza di rango e sulle proprie origini, ma si
costruisce sulla carriera, e si apre quindi ad uno scenario dove non esiste l’impossibilità, quindi
dove tutto è possibile e fattibile.
Gli individui non vengono più associati unicamente a “mentecorpo”, ma vengono pensati come
“persone”, ovvero come forme che progettano la propria identità sociale.
Il rapporto tra identità e differenza muta di significato: le differenze sono messe in contigenza.
Siamo difronte ad una differenza che non fa differenza: parliamo di indifferenza costitutiva.
Media e identità: la riflessività come distinzione guida
Finora abbiamo esaminato come l’individuo moderno vive sè stesso nel sociale come un
evento, il che significa che ci si forma sempre più sulle circostanze esterne.
Parliamo di esperienza e rappresentazione
. Esperienza del vissuto e rappresentazione non
risiedono più all’interno dei singoli mentecorpo ma diventano due processi disaccoppiati.
Le condizioni di possibilità della riflessività dopo il moderno
Possiamo introdurre le tematiche della riflessività considerando che la modernità si è di fatto
sviluppata come un’operazione riflessiva della società. La modalità riflessiva che si è sviluppata
con il moderno è legata ad un soggetto che si fa autonomo e si orienta ad un’etica acquisitiva
strumentale.
La riflessività nelle società premoderne assume quindi la natura di riflessività dipendente: farsi
delle domande sull’esistenza o sull’agire significa trovare le risposte.
Nelle società moderne ad elevata complessità, la riflessività del soggetto è r
iflessività
individualizzata
, che si fonda su una modalità di conversazione interiore dell’Io che parla con se
stesso e si ascolta. Le proprie scelte sono tali grazie al rinvio, alle latenze che i media mostrano
sottoponendole alla nostra riflessività.
Sembra che la riflessività moderna si apra a nuove possibilità che consentono di “dare vita a
delle forme sociali che abbiano una configurazione relazionale” (ad esempio: fare coppia, fare
famiglia, fare impresa, fare un social network) basata sulla riflessività.
Scott Lash sostiene che occorre ripensare alla connessione tra il Sè e la comunità secondo una
ermeneutica che lui definisce “del recupero”. Si tratta di una riflessività ermeneutica radicata
nelle pratiche quotidiane e che orienta l’agire.
Quello di Scott Lash è un punto di vista interessante perchè tenta di mostrare il cambiamento
delle condizioni di possibilità per la riflessività che dipendono da una trasformazione in senso
culturale delle strutture sociali. Il “Noi” di cui tratta è di fatto un “Noi culturale”, ovvero quello che
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