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Il romanticismo

Preromanticismo

Il preromanticismo è caratterizzato da 3 grandi rivoluzioni: rivoluzione industriale, rivoluzione americana, rivoluzione francese. Tra i maggiori rappresentanti di questa fase abbiamo Edward Young, che deve la propria fama a “Pensieri notturni su vita, morte e immortalità”, un poema religioso in 9 libri di ambientazione notturna. Questo si basa sul rifiuto da parte del poeta di ogni lusinga terrena e sull’aspirazione alla consolazione eterna. La morte viene invocata da Young come grande consigliere, capace di ispirare nell’uomo i pensieri più nobili e generosi. Secondo il poeta, è la morte che dà un senso alle speranze, alle virtù e ai dolori. Young adotta come scenari poetici i cimiteri, le tombe, le rovine, i paesaggi scabri e spogli, ma con Young si ha soprattutto il coinvolgimento dell’io poeta che diventerà tema principale del romanticismo.

Il poeta più caratteristico della scuola sepolcrale è certamente Thomas Gray, che con la sua poesia "Elegy Written in a Country Churchyard" influenzò il gusto romantico sia in Inghilterra che in Italia. Gray descrive la desolata esistenza di una comunità rurale. In quest’opera l’io del poeta si impone in modo innovativo e romantico, affermando la necessità di solitudine dell’uomo per ritrovare se stesso. Gray inoltre rivolge la sua critica soprattutto alle classi più abbienti, che deridono i poveri contadini, e mette a confronto la frivolezza delle classi nobiliari contro la moralità della vita semplice di campagna.

Lo scozzese Macpherson James nel 1765 pubblica "The works of Ossian", costituito da un piccolo volumetto, due lunghi poemi e varie pagine di poesie, attribuendo i documenti a lui pervenuti al leggendario guerriero Oisin, vissuto molto probabilmente nel III D.C. Ma qualunque analisi filologica avrebbe dimostrato che lo scrittore aveva tratto spunto da testi antichi interpretandoli a suo modo. Nonostante ciò, le sue opere piacevano proprio per gli scenari nordici e con stili abbastanza semplici.

Thomas Chatterton si presentò come traduttore di un immaginario poeta del '400, Thomas Rowley. Chatterton aveva dichiarato di aver pervenuto i suoi manoscritti a Bristol, dove invece si era limitato a sfogliare solo alcune pagine di un archivio parrocchiale. Quando fu scoperto, divenne il soggetto d’arte per pittori, poeti e musicisti del romanticismo, fino a incarnare la figura dell’antieroe che non desidera più nulla per aver troppo desiderato.

L’interesse per il periodo medievale scatenò l’interesse di scrivere poesie in dialetto, così come fece Robert Burns, il poeta contadino che divenne un poeta nazionale di Scozia. Grazie alle sue opere scritte in dialetto scozzese ottenne un successo immediato. La sua fama è dovuta soprattutto al suo passato da contadino, che gli dà il permesso di immedesimarsi nella più cruda realtà umana, ossia guardare se stessi come parte integrante della natura e del mondo animale, proprio come un topo. Tant’è che la sua ideologia viene espressa in "To a Mouse".

William Blake è l’ultimo grande poeta preromantico, spesso considerato l’opposto di Robert Burns. Partendo dal punto comune di ribellione contro la Chiesa d’Inghilterra, le censure sociali e le repressioni sessuali, Blake si protrae verso la componente mistica, al contrario di Burns, che ricerca il sentimento più semplice e naturale. Blake basa la sua poesia sul concetto di sublime, che deriva dalla teoria del sublime di Edmund Burke. Il filosofo aveva teorizzato varie categorie del sublime, come il senso di terrore e il senso dell’infinito. Quest’ultimo fu il preferito degli scrittori perché portava il pericolo, la pena e l’angoscia.

Le sue fondamentali raccolte di poesie sono 3: "Poetical Sketches", "Songs of Innocence" e "Songs of Experience". Gli ultimi due rappresentano due opinioni diverse sulla presenza dell’uomo sulla terra. Il primo guarda l’uomo e il mondo con uno sguardo di fiducia e purezza, il secondo vede l’umanità violenta per la sopravvivenza, l’inganno e la forza. Entrambe le raccolte dunque rappresentano l’eterno dualismo tra bene e male, tra paradiso e inferno, amore e odio. Blake è convinto che tutto il positivo sia innato nel bambino, mentre il negativo sia dato dalle leggi e le istituzioni corrotte dell’uomo. Successivamente pubblica la raccolta "Phofetic Books", carica di elementi simbolici e altamente contraddittoria. Al di là delle diverse interpretazioni date dai singoli libri, il messaggio che Blake voleva dare era che ormai il XVIII secolo stava per terminare e sembrava alquanto ovvio che la ragione non potesse più fare nulla per sconfiggere i mali dell’umanità.

Romanticismo

Nel romanticismo inglese si possono distinguere 3 generazioni: una facente capo a Wordsworth e Coleridge, la seconda facente capo a Byron, Shelley, Keats, la terza dai contorni più sfumati per mancanza sia di opere di successo che di poeti.

Nel 1798 Wordsworth e Coleridge scrissero e pubblicarono le "Lyrical Ballads" ma mettendo da parte questa pubblicazione comune i due non potevano che avere due caratteri completamente differenti. Quando le ballate vennero scritte non presentavano nessun commento, due anni dopo, nella seconda edizione, appare il celebre manifesto detto "Preface". Da ricordare che in questi due anni i due scrittori hanno vissuto in Germania, venendo così a contatto con ambienti letterari e filosofici più avanzati. Lo scopo del manifesto secondo i due era quello di suscitare la comprensione e la partecipazione del lettore e di far diventare interessante la lettura dei versi attraverso l’immaginazione.

Per il primo punto la storia doveva incentrarsi su eventi sovrannaturali, in modo da suscitare intense emozioni nel lettore, come se fossero vissute da lui stesso. Per il secondo punto le composizioni dovevano basarsi sulla vita comune. Questi due punti si svilupparono poi in tutta Europa nel secolo successivo sfociando l’uno nel realismo, l’altro nel simbolismo. Alcune delle composizioni di Wordsworth furono escluse dalla seconda edizione perché considerate troppo rivoluzionarie.

Un secondo gruppo di sue poesie viene definito di candore miracoloso invece, in quanto il poeta riesce a scavare nella psicologia degli umili, dei poveri. Esempio perfetto è la ballata "We are Seven" dove l’io narrante racconta l’incontro auto con una piccola contadina di 8 anni rimasta sola perché tutta la famiglia è morta, ma lei insiste nel parlare dei e con i fratelli come se questi fossero ancora vivi.

Nelle "Lyrical Ballads" troviamo poi la ballata considerata la più bella di Wordsworth dal titolo "Tinter Abbey", con la quale l’autore esprime la concezione di natura. Attraverso l'analisi di questa l’uomo può conoscere i misteri del cosmo e di Dio. La natura a sua volta è in grado di educare l’uomo e di migliorarlo.

Coleridge diede contributo al "Lyrical Ballads" con la ballata "Le rime dell’antico marinaio". Composizioni piene di arcaismi tanto da portare Wordsworth ad accusare l'amico dell’insuccesso iniziale dell’opera. Fu così che Coleridge corresse dove possibile e aggiunse note in prosa, scrivendo le 3 parti conclusive. Molti biografi hanno sostenuto che la ballata è una grande metafora dell’esistenza dello stesso Coleridge.

Scott

Walter Scott è uno degli autori della prima generazione romantica insieme a Wordsworth e Coleridge, anche se molto più famoso dei due. L’autore scozzese esordì con la pubblicazione di 3 volumi di ballate dal titolo "The Minstrely of the Scottish Border" seguiti da diversi volumi di ballate. La carriera dello Scott poeta venne bruscamente interrotta dall’entrata in scena di Lord Byron, per poi dedicarsi al romanzo storico diventandone il massimo rappresentante. Esordì così con "Waverly", che catturò il pubblico raccontando ciò che già conosceva, un passato appena vissuto. Dopo il grande successo dell’opera, i romanzi successivi vengono ricordati più comunemente come il ciclo di Waverly (Guy Mannering, The Antiquary).

Scott stesso affermò che i suoi romanzi dovessero essere considerati come sequenza:

  • Waverly è ambientato al tempo dei nostri padri.
  • Guy Mannering è incentrato sul tempo della nostra gioventù.
  • The Antiquary è incentrato sugli ultimi anni del '700.

Man mano che gli eventi si fanno più vicini, perdono la loro componente di eroicità, così l’autore per non perdere il pathos aggiunge la figura del personaggio straniero che racconta ciò che vede e ascolta. Ogni romanzo di Scott termina con un messaggio che si basa sull’esaltazione del passato, ma il presente è altrettanto importante per formare un futuro di pace e prosperità. Scott influenzò perfino Manzoni per quanto riguarda il romanzo storico moderno, ma a differenza del grande scrittore continuò a pubblicare senza ritornare sulle vecchie opere e migliorarle, creando così tante trame tutte simili.

Seconda generazione romantica

Esaurita la fase aurea del romanticismo si passa alla fase del superamento con 3 geni della poesia inglese: Byron, Shelley, Keats.

Byron

George Gordon Byron nasce a Londra da una famiglia nobile ma non facoltosa, con una mamma psicolabile. A 10 anni eredita il titolo di Lord e nel 1807 pubblica la sua prima raccolta di versi "Juvenilia", ribattezzata poi "Ore di ozio", che venne criticata negativamente. Fu così che Byron scrisse in risposta "Poeti inglesi e recensori scozzesi", poema satirico che si estende anche ai poeti romantici della prima generazione. Divenne particolarmente famoso grazie a "Childe Harold’s Pilgrimage". Si tratta di una sorta di diario in versi dei viaggi del giovane Byron-Harold per i paesi del Mediterraneo. Nel 4º libro il poeta si sofferma sull’Italia, abbandonando l’immaginario pellegrino e parlando in prima persona, diventando un eroe romantico vivente. L’enorme successo rese meno prudenti i suoi atteggiamenti pubblici, basti pensare alla pratica di omosessualità e all’incesto con la sorellastra maggiore.

Il matrimonio fallimentare con Anne Millbanke lo portò a lasciare definitivamente l’Inghilterra e trasferirsi in Svizzera e poi in Italia. Durante il suo soggiorno nel continente compose "Manfred", che ci permette di seguire l’evoluzione estetica di Byron, fino alla formazione del Byron eroicomico, freddo e disincantato del "Don Juan", scritto lo stesso anno di "Beppo: una storia veneziana". Poema ironico ambientato a Venezia durante il periodo di carnevale, dove il marito torna a casa dopo una lunga assenza e trova la moglie con l’amante, ma la vicenda termina con una riconciliazione. Per quanto riguarda le opere teatrali abbiamo "Il cielo e la terra", che risale all’ultimo periodo veneziano.

Shelley

Percy Shelley nasce a Horsam da una nobile famiglia. Durante i suoi studi mostra la predilezione per le materie scientifiche, in particolare per i fenomeni dell’elettricità e del magnetismo. Dopo un anno di frequenza all’università College of Oxford viene espulso per aver pubblicato, spinto da un compagno, "La necessità dell’ateismo". Viene rifiutato poi anche dal padre per questo motivo e Shelley si sposerà poi con Harriet dalla quale avrà due figli. Diventa discepolo del pensatore William Godwin, diventando sempre più ateo e sempre più anarchico. Nel 1813 pubblica "Queen Mab" e intanto si innamora di Mary, figlia di Godwin, scappando con questa in Svizzera e lasciando Harriet, la quale si suicida.

Prima di lasciare l’Inghilterra Shelley conosce Keats, dopodiché si reca in Italia con Mary e i suoi due figli e qui inizia la composizione del dramma lirico "Prometeo liberato", opera in cui l’autore esprime al meglio gli ideali di rigenerazione umana, attraverso la ribellione intellettuale, morale e sociale. Il poeta infatti racconta il trionfo di Prometeo su Giove, ossia il trionfo della libertà e della ragione sulla tirannia e sull’odio, grazie all’aiuto di Ercole, la forza primordiale resa buona dalla ragione.

In un lungo soggiorno a Napoli, nella speranza di recuperare la salute, scrisse la più shellyana delle sue poesie "Strofe scritte nella tristezza vicino Napoli". Vi si trova la contemplazione di natura dolcissima, densa di malinconia, ad essa si contrappone il poeta con i suoi problemi esistenziali, il senso di solitudine. Lo Shelley italiano è il poeta che illustra la psicologia, l’amore platonico ma soprattutto poeta d’identità simboliche come la luna, il velo, l’allodola. Mentre però tali simboli da lui utilizzati devono essere interpretati, non ha bisogno di interpretazione la critica al potere come avviene in "Ozymandias".

Al periodo italiano appartengono anche due scritti in prosa: "A Philosophical View of Reform" e "A Defence of Poetry". Il primo illustra le trasformazioni sociali e politiche inglesi del tempo. Il secondo, considerato uno dei documenti teorici più importanti del romanticismo europeo, afferma la superiorità dell’immaginazione e creatività dell’artista sulla fredda ragione. Le ultime due grandi opere di Shelley sono "Adonais" e "The Triumph of Life". "Adonais" venne scritto per compiangere la morte di John Keats e per attaccare chi lo aveva criticato agli inizi della carriera. La seconda opera si rifà a Dante e Shelley racconta di aver avuto una visione, la vita che trascina sul carro del trionfo schiavi in catene. E mentre Virgilio è la guida di Dante, Shelley avrà come guida Rousseau, il quale spiega che quei schiavi sono i saggi, i grandi, indimenticati e tra loro vi sono anche Platone, Aristotele e Napoleone.

Keats

Keats ebbe natali più modesti rispetto a Byron e Shelley. Cresce infatti nella tenuta agricola dei nonni, perdendo i genitori in giovane età. Non può frequentare l’università e riesce solo ad ottenere un diploma di chirurgo abilitato a esercitare sulle navi. Tuttavia non praticherà mai alcun mestiere grazie all’eredità della madre e a qualche sovvenzione di editori. Nel 1814, affascinato dalla poetica di Byron, scrive il sonetto "To Lord Byron" ma l’infatuazione ha breve durata. Più duratura e solida sarà invece l’influenza di Wordsworth, almeno fino a quando non lo incontra personalmente e non capisce di avere di fronte un uomo di mezza età capace di ascoltare solo se stesso.

Keats trova l’ideale punto di riferimento nella redazione di "The Examiner" diretto da Leigh Hunt. È in questo ambiente che compone la prima poesia capolavoro "Guardando per la prima volta nell’Omero di Chapman". Keats infatti, non conoscendo il greco, conosceva Omero solo grazie alle traduzioni di Pope. A casa di Hunt lesse la rozza traduzione di Chapman che gli portò l’ispirazione in una sola notte. Nel 1817 pubblica il primo volume di "Poems" e inizia la composizione di "Endymion". Dopo la pubblicazione di quest’ultima la situazione finanziaria e il suo successo prende una piega negativa. Ed è proprio in questo periodo di dolore che si svilupperà la sua più grande poesia. Basti pensare al tour a piedi che Keats fece in Scozia con l’intento di cantare in versi la vittoria degli dei guidati da Giove sui titani. Lo scopo era quello di creare un’opera degna di "Paradise Lost" di Milton.

Il romanticismo etico di Keats è diverso da quello dei suoi contemporanei, tende più alla bellezza in generale che al misticismo naturalistico. Keats è particolarmente affascinato dai capolavori architettonici della Grecia che ha occasione di ammirare al British Museum. La poesia che meglio di tutte rappresenta questi ideali è "Ode on a Grecian Urn", in cui Keats descrive il momento di estasi nel vedere un gruppo di ragazzi che rincorrono delle fanciulle. Queste rappresentano giovinezza e desiderio che non finiranno mai perché quei giovani non raggiungeranno mai quelle fanciulle. Qui si nota come Keats non si interessi più dei libri da pubblicare, di conquistare lettori né di convincere i critici. Keats, infatti, che aveva visto agonizzare sua madre e suo fratello, grazie alle sue conoscenze mediche aveva capito che ormai a soli 25 anni la sua vita stava per terminare.

L'età vittoriana

I. L'età vittoriana

Lo storico Asa Briggs ha diviso in 3 periodi l’età vittoriana:

  • Il primo periodo tra 1837-1851, caratterizzato dai conflitti interni tra proprietari terrieri industriali, tra lavoratori e i loro padroni.
  • Il secondo periodo che ha inizio nel 1851, anno dell’esposizione universale a Londra nel Crystal Palace e termina alla fine degli anni '60.
  • Il terzo periodo si ha negli anni '70, anno della guerra franco-prussiana, dalla quale emerge la nuova potenza europea, il Reich tedesco, capace di sfidare la supremazia industriale e militare dell’Inghilterra, e periodo che termina con la Fin de siècle.

II. Il romanzo

Il novel, seppur discriminato fino agli anni '80, con la sua impostazione realistico-didascalica emerge come strumento di educazione e intrattenimento dello Stato industriale. Tuttavia, in questo periodo si rimprovera il romanzo di essere effimero. Ad esempio, Thomas De Quincey, autore di "Confessions of an English Opium Eater", ribadisce che tutti i romanzi, anche i migliori, sono destinati a scomparire nel giro di una generazione perché dipendono dal lettore. D’accordo con questa affermazione sono i critici, i quali danno al romanzo una funzione morale e pedagogica, per cui il suo autore deve avere una vita ineccepibile. Ecco allora Thackerary che si sente a disagio per la malattia mentale della moglie, o Dickens che sente il bisogno di discolparsi per il suo divorzio.

Tutti i grandi romanzieri vittoriani si avvalgono della tecnica del narratore onnisciente, che regola e guida l’esistenza dei suoi personaggi, intervenendo con l’esprimere un giudizio morale su ognuno di essi e rivolgendosi anche al lettore, tant’è che i romanzi preferiti del '700 sono "Tom Jones" di Fielding e "Robinson Crusoe" di Defoe.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher zizippy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Cariello Marta.
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