La letteratura medievale
Per parlare di letteratura inglese bisogna prima sapere che alla base di essa vi è la lingua che nei secoli, in base agli eventi storici, si è modificata:
Old English
Conquiste degli Angli, dei Sassoni e degli Juti tra il V e il VI sec, momento in cui Roma stava lasciando l'isola. Il primo poema in lingua volgare è Beowulf, anonimo, opera quasi totalmente pagana, scritta tra la metà del VII e la metà del IX sec. e narra la storia delle 3 battaglie combattute dal re dei Geati.
Middle English
Dopo il 1066 ovvero la conquista normanna, periodo in cui si parlava francese, inglese medio e latino, dal mix di queste tre nasce il Middle English. Fulcro della letteratura erano i monaci, che scrivevano per educare i fedeli, che diventano scrittori e protagonisti, come Mannying (trattato sui peccati), Giuliana da Norwich (divino amore), Margery Kempe (prima autobiografia inglese). Chaucer scriverà in Middle English.
Accanto alla figura del monaco, si erge la figura del cavaliere, quindi il romanzo cavalleresco, nato in Francia da Chrétien de Troyes nel XII sec, trova qui un ulteriore sviluppo, dando origine anche al codice cavalleresco che sarà poi alla base dell'etichetta aristocratica inglese del tempo. I romanzi cavallereschi inglesi si dividono in due cicli principali:
- Bretone (Re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda), basato sulla mitologia celtica
- Carolingio (Carlo Magno), più cristiano
Il ciclo arturiano è quello che può essere definito principalmente inglese, esempio massimo del genere è Gawain and the Green Knight, anonimo, che vuole mettere in rilievo il codice etico e morale dei cavalieri del tempo, che resistono anche ad attacchi sensuali.
Dream-poem è Pearl, altro tipo di narrazione medievale, che può essere definito il genere più importante del Medioevo inglese, insieme a quello cavalleresco, e narra di un sogno ambientato nel tipico luogo del dream-poem, il giardino fiorito, equivalente dell'Eden. È importante ricordare l'unico poema scritto da Langland, ovvero Pierce Plowman, scritto tra il 1360-80, per molti versi paragonabile alla Divina Commedia con il suo viaggio, la sua lotta contro il male e la suddivisione in gradi di bene e male, ma sembra essere un'opera non terminata, diversamente dalla Divina Commedia.
Gower, amico di Chaucer, scrisse 3 opere principali, rispettivamente in latino, in francese e in inglese, di cui la più importante è Confessio Amantis, che a metà tra un manuale per confessori e un manuale d'amore, fu ampiamente diffuso nella fine del '400, fu tra le prime opere stampate dall'importante stampatore del XV sec, Caxton, e ispirò il Pericle di Shakespeare.
Chaucer
Chaucer fu protagonista indiscusso della letteratura inglese tardomedievale; per missioni diplomatiche si recò in Francia, Spagna, Italia, quindi visse una vita molto movimentata per un poeta dell'epoca; tra il XIV e il XVIII sec nessun poeta poteva vivere della sua sola arte, eppure egli fu tra i primi a forgiare il nuovo modo di vedere la figura del poeta, e a portare dignità al volgare (inglese di Londra e molti termini francesi), che avrebbe poi portato all'inglese moderno. In un periodo in cui le opere letterarie erano finanziate dall'aristocrazia, si noti che solo una delle sue opere è dedicata, il dream-poem Book of the Duchesse; altro dream-poem basato sulle virtù d'amore di donne dell'antichità è The Legend of Good Women; ma è con The House of Fame e The Parliament of Fowls (entrambi poema-visione) che si dedica alla questione della lingua (prendendo ispirazione da Dante soprattutto nel primo, e descrivendo la stratificazione sociale come qualcosa di naturale nel secondo, soprattutto per discutere dello stile più appropriato alla classe sociale); prima opera importante della maturità è Troilus and Cryseide (riprende il Filostrato di Boccaccio, sebbene sia rielaborato da Chaucer); capolavoro dell'autore è The Canterbury Tales (in cui troviamo una serie di racconti legati dal prologo più celebre della letteratura inglese, la novità sta nella narrazione ovvero la cornice, in cui è presente l'autore-narratore, e 29 personaggi di età, classe e appartenenza diverse, cosa nuova che dà movimento e innovazione all'opera, unita al fatto che egli dà importanza alla classe media, che sia cavaliere, religioso o aristocratico; infine è importante la ritrattazione dell'autore che chiede le Tales, in cui egli dichiara che è preferibile volgersi alla salvezza dell'anima); fu sepolto nell'Abazia di Westminster, dove sono sepolti i più grandi poeti inglesi.
Il teatro inglese medievale
Il teatro inglese ha le sue origini nel dramma medievale, inizialmente basato sulla narrativa cristiana rappresentata per educare i cittadini alla religione, a partire dalla prima festa non liturgica, il Corpus Christi (o Corpus Domini), in cui le Guilds (corporazioni) creavano dei tableaux vivants, a volte trasportati su carri in sequenza, realizzati come narrazione del Vecchio e Nuovo Testamento; questi furono eventi religiosi collettivi; simili per il contenuto religioso e morale sono le morality plays, differenti sia per i luoghi di rappresentazione, sia per i protagonisti, veri attori; i personaggi sono personificazione delle virtù e dei vizi; ne sono esempi Everyman (1495, ognuno alla fine della vita è posto di fronte al suo vissuto, dove trova opere buone che lo giustificano davanti a Dio e conoscenza che lo accompagna fino alla fine del tragitto); antecedente e più cupo sebbene grandioso di Everyman è Mankind (1465, ha elementi comici, ritroviamo un onesto cittadino perseguitato da accidia cui oppone gli sforzi del lavoro onesto, qui troviamo la lotta tra bene e male, ovvero psicomachia); la psicomachia la ritroviamo in Castle of Perseverance (1440, humanum genes combatte contro il male e le tentazioni, viene sconfitto dalla morte e alla fine è redento per opera dello spirito santo); la popolarità del teatro medievale è testimoniata dalla longevità nonostante le interruzioni dovute alla disapprovazione del protestantesimo, almeno fino al 1642.
Eventi storici influenti
Gli eventi più drammatici che influenzarono storia e gusti furono:
- XIV sec: La peste e la rivolta dei contadini 1382
- XV sec: La guerra delle due rose, la guerra civile, il regno di Riccardo III (ispirò la tragedia di Shakespeare), fino al regno di Enrico Tudor
Sullo sfondo di questi eventi storici si ricercava nella letteratura il ricordo dei tempi andati e degli ideali cavallereschi perduti, ed è in questo contesto che troviamo il ciclo arturiano di Malory, stampato da colui che importò per primo la stampa in Inghilterra, Caxton, che segnò il trionfo del romanzo cavalleresco (fine XV sec).
Il rinascimento e Shakespeare
Con la salita al trono di Enrico VII Tudor si ebbe in Inghilterra un periodo di relativa pace; successore di Enrico VII fu Enrico VIII che segnò profondamente la storia soprattutto per il passaggio dal cattolicesimo alla religione anglicana da lui fondata, e che gli valse anche un dominio pressoché completo sull'isola britannica anche per l'esproprio dei possedimenti inglesi della Chiesa di Roma; egli non si fece scrupolo, ed in questa corte pericolosa e infida nacquero i poeti che per primi avrebbero usato l'inglese moderno, primo fra tutti Skelton (1460-1529), il quale si dichiarò insoddisfatto dal vocabolario e del verso attualmente in uso, infatti, sebbene non particolarmente brillante, il suo verso è vitale e coinvolgente; meno vitale ma più innovativo nella questione metrica fu Wyatt il quale è famoso soprattutto per aver introdotto la lirica italiana e latina, con cui era venuto in contatto attraverso il suo lavoro di diplomatico, e soprattutto il tema petrarchesco per la donna, che ritroviamo in Whoso List to Hunt in cui si può risentire del triangolo amoroso dell'autore-Anna Bolena-Enrico VIII, che probabilmente gli valse l'accusa di tradimento, sebbene gli fu salva la vita, a differenza di quello che avvenne per Surrey il quale perfezionò il metro di Wyatt giungendo infine all'endecasillabo sciolto e al metro 3 quartine e un distico finale (usato anche da Shakespeare e dai poeti del periodo successivo); né Wyatt né Surrey pubblicarono in vita le loro opere, che all'epoca erano riservate ad un pubblico colto di corte (per non sembrare mercenari non davano alla stampa), ma furono stampati nel XVI secolo nella cosiddetta Tottel's Miscellany, dal nome dello stampatore, il quale dichiarò di voler elevare l'inglese al livello del latino e dell'italiano.
Alla morte di Enrico VIII successe un periodo transitorio di guerre per la successione, che vide il ritorno al cattolicesimo, durante Maria Stuart, per poi tornare al protestantesimo; in questo frangente si perseguitarono i cattolici prima, i protestanti poi, fino a giungere al regno di Elisabetta I che vide un periodo di relativa pace; Elisabetta lavorò soprattutto sulla sua immagine, nubile fino alla morte, si dichiarò sposa della nazione trasformandosi in eroina celebrata dai poemi e amata dal popolo; in questo clima furono tradotti il Cortigiano di Castiglione e la Civile Conversazione di Guazzo, che influenzarono la corte con le idee di buone maniere e abilità politica, giungendo a influenzare il libro più noto della fine del '500 inglese The Art of English Poesie in cui il decoro viene attribuito sia alla vita che all'opera letteraria.
Sidney prima poeta, protettore delle lettere poi eroe caduto in guerra, fu il simbolo di come dovrebbe essere l'inglese, sebbene fosse screditato dai protestanti, la sua prima immagine fu tramandata grazie alla traduzione in italiano di alcune delle sue opere post mortem; la prima opera importante è il primo Canzoniere inglese (ispirato a Petrarca, che gli valse il titolo di English Petrarck, sebbene egli talvolta lo parodizza) è Astrophill and Stella che verte sull'amore turbolento, che permette all'autore di riflettere sulle emozioni e sul pensiero; questa è un'opera decisamente teatrale; opere più importanti sono The Defence of Poesie breve trattato sulla poesia stampato post mortem alla fine del '500, che è la più influente discussione sulla poesia mai pubblicata in Inghilterra; diletto e istruzione sembrano essere alla base anche della old e della new Arcadia, pastorali scritti per l'aristocrazia.
Il più ambizioso poeta della corte elisabettiana fu Spencer, che ispirandosi a Sidney e a Virgilio scrisse una pastorale The Shepeard's Calendar; ma la sua opera più importante è il primo poema eroico inglese The Faerie Queene, dedicato alla regina (questo gli valse il titolo di primo poeta nazionale inglese in quanto le sue opere erano al servizio della regina), basato sull'etica aristotelica, sebbene sia rimasto incompiuto a 6 virtù, per forgiare il gentiluomo moderno basandosi soprattutto sulla finzione storica di re Artù, messo alla stregua di Enea e Orlando (poemi importanti contemporanei '500), inoltre questo poema eroico cavalleresco avanza per episodi, in paesaggi e con personaggi fantastici, che rappresentano le virtù e i vizi oraziani; sull'onda sonettistica del tempo l'autore scrive il canzoniere Amoretti, dedicato alla moglie omonima della regina, così da essere una duplice dedica (amore personale e patriottico), in cui si celebra per la prima volta un amore felice, continuato in Epithalamion, ispirato al Cantico dei Cantici.
Il teatro durante la riforma protestante
Uno degli effetti della riforma protestante fu l'abolizione delle rappresentazioni religiose considerate blasfeme, anche se il teatro in sé continua ad esistere a corte, considerata sia da Elisabetta che dal suo successore Giacomo vero e proprio palcoscenico dove il regnante era unico protagonista e dove potere e ricchezza dovevano essere mostrati per indurre reverenza e rispetto; nella corte, luogo in cui tutti dovevano imparare a celare i propri pensieri e gli intrighi politici sotto forma di buone maniere, nasce ben presto l'interlude, brevi drammatizzazioni, che poi evolveranno in vere e proprie rappresentazioni teatrali, soprattutto dopo la traduzione delle opere di Seneca da parte di Heywood, che ispirarono Norton e Sackville per la stesura della tragedia Gordobuk (1562), che segnala una svolta nel teatro elisabettiano, per il piacere che cercava di dare al pubblico.
Il teatro elisabettiano
Il teatro che si sviluppò in Inghilterra (1567-1642) fu l'espressione culturale, sociale e letteraria più dirompente dell'Europa della fine del XVI secolo; il suo successo è dovuto a varie circostanze:
- Esodo dei contadini in città dopo l'espropriazione dei terreni
- Esodo del popolo per motivi economici, sociali e culturali
- Aumento della popolazione cittadina, della stabilità sociale e della vivacità culturale
Sebbene il teatro avesse due grandi nemici (ovvero i puritani che avevano già annientato le rappresentazioni religiose e le autorità cittadine, entrambi per motivi di "distrazione", i primi dalla fede, i secondi dal lavoro), il teatro inglese coevo ebbe in Elisabetta e nei grandi aristocratici importanti poli di sostegno, tant'è che le più importanti compagnie dell'epoca erano chiamate in base al suo protettore (Lord Chamberlain's Men di Shakespeare poi King's Men, Queen's Men, Admiral's Men), che man mano divennero compagnie stabili, portando anche al miglioramento delle rappresentazioni e successivamente alla costruzione di teatri stabili, il primo dei quali fu il Theatre (1576, costruito fuori dalle mura cittadine e quindi fuori la giurisdizione cittadina), seguito da altri tra cui il Globe (1599 fatto costruire da Shakespeare, che poteva ospitare 3000 persone); i drammaturghi di questo periodo si appellavano più all'udito che alla vista, soprattutto per la scarna scenografia cui sopperivano con eccentrici costumi; gli scritti dell'epoca erano per lo più semplici canovacci che potevano variare in base alle esigenze e non erano pensati per essere stampati, se non a partire da Ben Jonson; il teatro elisabettiano fu la prima forma di intrattenimento pubblico e collettivo che non prevedeva distinzione di classe, cui si poteva prendere parte previo pagamento del biglietto.
Uno dei più importanti drammaturghi dell'epoca è sicuramente Marlowe, la cui vita è stata per molti secoli oscurata da menzogne circa la sua persona, soprattutto a causa del fatto che egli era prima di tutto una spia di Elisabetta, motivo per il quale era a contatto con i personaggi più potenti dell'epoca e probabilmente per entrambi questi motivi fu assassinato in una locanda a soli 29 anni, non prima però di essersi laureato ed aver collaborato con il teatro attraverso la stesura di Dido Queen of Carthage, Tamburlaine the Great, The Tragical History of Doctor Faust (1590, solitario ed anticristiano, in cui troviamo l'erudizione classica dell'autore), Il Barabas (The Jew of Malta 1592), Edward II (1592 dove per la prima volta viene affrontata esplicitamente la morte di un sovrano inglese omosessuale), è importante ricordare che la censura che colpì il Faust non colpì Edward II, questo fa capire che sebbene non esistesse ancora un termine esatto per definire l'omosessualità, questa era pressoché tollerata, a differenza di quanto accadrà in Inghilterra nei secoli successivi; il tema dell'omosessualità sarà ripreso dall'autore in Ero and Leander, dando adito alle voci secondo cui Marlowe era omosessuale; Shakespeare ricorderà Marlowe in positivo, sebbene fosse suo rivale.
William Shakespeare
Tra tutti gli autori inglesi e globali spicca il nome di Shakespeare nato a Stratford nel 1564, studiò alla Grammar School, si sposò a 19 anni e successivamente si trasferì a Londra in cerca di fortuna, che trovò quasi subito, suscitando così l'invidia di molti suoi contemporanei, sebbene successivamente gli fosse riconosciuto il suo grande talento come attore prima e come drammaturgo poi; questo gli permise di collaborare con alcune delle più importanti compagnie coeve, Lord's Chamberlain's Men divenute poi King's Men con l'ascesa di Giacomo I, per cui scrisse 2 drammi all'anno che gli permisero di mettere da parte i soldi necessari per costruire il Globe nel 1599, una casa a Stretford, dove morì nel 1616; non si preoccupò mai di far pubblicare le sue opere che furono raccolte e pubblicate postumo da due attori della sua compagnia nel 1623 in un folio contenente 38 drammi, 1 canzoniere e 2 poemetti.
Inizialmente Shakespeare scrive dei drammi storici alla stregua di Marlowe si apre il blank verse (endecasillabo sciolto), sia per il gusto del sensazionalismo in voga in quel periodo, inserendovi elementi storici; ma la prima grande tragedia è Richard III (1592, un infame mostro deforme che pugnala tutti alle spalle per raggiungere il suo scopo, la corona), il cui personaggio principale sarà la figura dominante; questa sarà la prima delle tragedie volta alla rappresentazione dell'energia diabolica del potere.
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