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Romanzo Gotico: alle sue origini ci sono il sentimentalismo, la rivolta contro il razionalismo

illuminista, l’inquietudine generata dall’industrializzazione e dall’influsso di nuove teorie

filosofiche problematizzanti il rapporto con il divino e con la spiritualità. La figura fondamentale

del romanzo gotico è quella della vergine perseguitata, purissima, costretta a fuggire da biechi

seduttori, attraverso corridoi oscuri e segrete di cupi castelli o inquietanti conventi, incontrando

minacce, paura ed angoscia.

Su uno sberleffo alla borghesia in ascesa, gioca la più famosa delle teatrali del Settecento, The

Beggar’s Opera (L’opera del mendicante) di John Gay Definire quest’opera una parodia degli

ideali borghesi è riduttivo poiché raccontando di un mondo capovolto, in cui dominano i criminali

con il loro ferreo codice di valori, Gay mette alla berlina anche gli aristocratici, l’opra lirica italiana,

il teatro tragico in generale e quello shakespeariano in particolare.

CAPITOLO 6

Il Romanticismo

Nella seconda metà del Settecento, al culto della ragione si oppone l’esaltazione della sensibilità

emotiva, alla limitata intelligenza umana le illimitate possibilità dell’immaginazione ed al realismo

la fantasia. Se gli autori dell’età augustea temevano e censuravano come malsane le visioni della

mente, i romantici non esitarono a procurarsele tramite l’uso di droghe (oooh finalmente cazzo!).

Bambini, eremiti, marinai, contadini diventano protagonisti poetici al posto di figure del mito,

battaglie e personaggi storici. Se il Settecento era stato un secolo sociale, la cui arte ed ideologia si

incentravano sull’uomo e sui suoi rapporti interpersonali, l’età romantica guardò piuttosto al

singolo, come individuo solitario a contatto non tanto coi suoi simili quanto con la natura, selvaggia

ed in continua evoluzione. In pratica se quella decantata nella poetic diction settecentesca era una

natura da vedere, quella dei romantici è più una natura da conoscere.

William Blake (1757-1827)

Cresciuto in un ambiente ancora pre-romantico maturò tuttavia una personalissima poetica

decisamente romantica focalizzata sulla visone fantastica e sul sentimento individuale.

I Songs of Innocence si ricordano perché sono alcune delle sue poesie più importanti.

In The Marriage of Heaven and Hell elabora una peculiare teoria poetica di redenzione individuale

attraverso la fantasia. La gioia spontanea dei Song of Innocence si muta nella cupa atmosfera dei

Songs of Experience. Pur anticipando caratteristiche romantiche, Blake appare troppo eccentrico d

estremo per potersi inserire nel tradizionale canone inglese di precursore del genere. Spetta più alla

coppia di poeti Wordsworth e Coleridge il merito di aver introdotto e divulgato il romanticismo in

Inghilterra. I due si incontrarono a Bristol ed arrivarono insieme alla pubblicazione della prima

raccolta inglese romantica, le Lyrical Ballads, precedute da una prefazione ritenuta universalmente

il manifesto del romanticismo britannico. Fu lo stesso Coleridge ad illustrare nella sua Biographia

Literaria, il progetto di lavoro in base al quale Wordsworth avrebbe dovuto scrivere poesie in cui

elementi quotidiani fossero trattati come nuovi ed originali, mentre Coleridge stesso si sarebbe

occupato del soprannaturale con tocchi naturalistici. A Wordsworth spettava dunque l’elemento

sociale mentre a Coleridge quello visionario. La componente sperimentale che caratterizza le

Lyrical Ballads è avvertibile sin dal titolo: i due termini lirico e ballata appaiono antitetici e

difficilmente compatibili, poiché l’aggettivo lirico esprime sentimenti ed emozioni, mentre il

termine ballata è più indicativo di un componimento popolare che rimanda ad una dimensione

sociale. Due anni dopo la pubblicazione delle Lyrical Ballads, i due poeti si separarono.

William Wordsworth (1770-1850)

Le sue poesie all’interno delle Lyrical Ballads propongono spesso incontri con personaggi

marginali (vecchi, bambini, eremiti, folli) isolati dal contesto naturale. Non è l’uomo sociale ad

interessare al poeta ma l’individuo isolato nella natura. È quanto accade alla mietitrice solitaria di

The solitary reaper che diventa una cosa sola col contesto paesaggistico che la circonda. Attraverso

il linguaggio evocativo in cui si esplica al meglio il credo di Wordsworth secondo cui “la poesia è

emozione ricordata in tranquillità”, elevando a significazione simbolica il canto della giovane e

l’atto della mietitura, entrambi abitudinari ed usuali: la ragazza solitaria che canta mentre lavora con

la “ricurva falce” rimanda all’iconografia classica della morte. In Lines Written in Early Spring

(Versi scritti all’inizio della primavera) l’enfasi invece è improntato sulle suggestioni musicali del

creato: il cinguettio degli uccellini, il gorgogliare del ruscello, la melodia della brezza.

Per Wordsworth la poesia è decifrazione della scrittura divina: il mondo è la grande parola di Dio,

che il poeta decodifica nominandone gli oggetti e facendosi, in questo modo, creatore a sua volta.

In Immortality Ode, la fede del poeta nel potere del creatore del verbo poetico appare minata dalla

delusione per non riuscire più a cogliere rivelazioni visionarie.

Samuel Taylor Coleridge (1772-1834)

Delle tre sue più notevoli composizioni, The Rime of the Ancient Mariner, Kubla Khan e Cristabel,

solo la prima è completa. La scarsa produttività e l’incompletezza dei lavori sono segnali della

mancanza di disciplina e di volontà che caratterizzò l’intera esistenza del poeta. Coleridge mancò

dalla decisione e fermezza necessarie per trasformare le proprie intuizioni e conoscenze in una

teoria letteraria ordinata o per tradurle in poesia. Schiavo dell’oppio per larga parte della sua

esistenza, trasformò la propria confusione personale in frammenti poetici misteriosi e visionari dal

tono incantato ed ossessivo. The Rime of the Ancient Mariner è la descrizione di un viaggio verso

l’ignoto, costituito da allitterazioni, onomatopee, rime interne e ripetizioni che rimandano all’uso

linguistico della ballata popolare mentre l’argomento trattato rimanda più ai libri di viaggio. Lo

schema è quello di una avventura trasgressiva in cui il protagonista, punito per un atto gratuito di

violenza, dopo aver toccato il fondo con l’esperienza alienante della morte in vita, arriva

all’espiazione ed alla rigenerazione attraverso il racconto compulsivo della propria storia ad un

ascoltatore privilegiato. Kubla Khan è la descrizione di un sogno indotto da oppiacei interrotto da

una visita inopportuna, al termine della quale il poeta non sarebbe più stato in grado di riprendere il

filo della visione.

Byron (1788-1824)

Divenne in breve tempo il simbolo del poeta romantico maledetto, il cui fascino tenebroso

s’accresce alla luce di oscure colpe che gravitano sul suo passato. Un prototipo di poeta attraente,

libertino e misterioso destinato a divenire un autentico mito attraverso i poemi The Giaour (Il

Giaurro), The Corsari (Il Corsaro) e nel dramma Manfred. Ma al culto dell’eroe bello e dannato

contribuisce soprattutto la biografia del poeta, macchiata di colpe inconfessabili quali la bisessualità

e l’incesto. Cosi il Childe Harlod’s Pilgrimage (Il pellegrinaggio del giovane Aroldo) si rifà anche

alle esperienze di Byron ed ai suoi comportamenti sessuali trasgressivi, mentre in Manfred è

rivissuto il suo rapporto incestuoso con la sorellastra. La più originale opera di Byron si segnala per

il suo antiromanticismo. Il poema, comico, satirico ed appassionato, il Don Juan offre, attraverso

battute pungenti, rime e giochi di parole, un autoritratto ironico del poeta stesso, uomo avido di

piaceri, dedito a trasgressioni di ogni sorta, abilissimo conversatore, capace di usare il linguaggio

meglio di chiunque altro soprattutto per parlare di sesso e smascherare le ipocrisie perbeniste del

suo tempo.

Percy Bisshe Shelley (1792-1822)

L’annegamento in mare fece di lui l’eroe tragico del romanticismo per antonomasia, emblema del

giovane poeta baciato dal talento e vittima di una destino avverso. Apparve fuori posto già

nell’adolescenza ed causa del suo libero pensiero venne in seguito espulso da Oxford per un suo

pamphet sulla necessità dell’ateismo, prima di rendersi protagonista nei due anni successivi, di un

paio di fughe passionali con altrettante sedicenni (la prima finì suicida per la disperazione e la

seconda, Mary Godwin, trasformò le proprie sensazioni ed i propri tormenti nella creazione del mito

di Frankestein). Shelley è ricordato per le sue poesie liriche effusive, ma la sua grandezza va

ricercata nei componimenti, nella sua ribellione, in quella volontà di ricercare il mistero non più

nella natura e secondo uno svolgimento logico (come per Wordsworth e Coleridge) bensì nella

mente umana. Significativi nella produzione di Shelley sono i poemi Prometheus Unbound

(Prometeo liberato) e Adonais. Il primo è una profezia di liberazione in cui la rigenerazione

universale risulta fondata sulla ribellione intellettuale, sociale e morale, ed il secondo è un’elegia

pastorale composta in morte di John Keats che ha versi molto duri contro critici accusati di aver

accelerato la fine del poeta amico, stroncandone le prime opere.

John Keats (1795-1821)

Amico di Shalley grazie al quale scoprì la traduzione elisabettiana di Omero fatta da Chapman,

opera che lo ispirò per il primo sonetto-capolavoro On First Looking into Chapman’s Homer.

Del 1817 è il poema Endymion, quattromila versi scritti per scommessa con Shelley e recensiti

molto negativamente. La dolorosa esperienza dell’assistenza al fratello moribondo e la

consapevolezza della propria stessa fine imminente ritorna con insistenza nelle odi, tra bellezza

dell’arte e pena di vivere e la conclusione delle Ode to Grecian Urn è proprio l’esaltazione assoluta

della bellezza come sorgente unica di verità. Sul piano della lirica Keats raggiunge la perfezione

nella ballata Le Belle Dame sans Merci.

Charls Lamb (1775-1834) è ricordato ad oggi soprattutto per gli Essay of Elia, capolavoro di

leggerezza stilistica in cui l’autore narra ricordi infantili dal sapore onirico e piccole storie di

ordinaria quotidianità.

William Hazlit (1778-1830) fu alla costante ricerca di un suo stile fondato sul ritmo della

conversazione. Di lui si ricorda in particolare My First Acquaintance with Poets (La mia prima

conoscenza dei poeti) incontro avvenuto con in poeti della prima generazione romantica.

Thomas De Quincey (1785-1859) noto soprattutto per The Confession of an English Opium Eater

(Confessioni di un mangiatore d’oppio) in cui attraverso il racconto autobiografico della propria

dipendenza dall’oppio, l’autore offre da un lato una serie di immagini allucinate che sembrano

percorrere analoghe descrizioni di stati paranormali provocati da allucinogeni reperibili nella

letteratura del Novecento.

Walter Scott (1771-1849)

Destinato a divenire il più popolare romanziere inglese del suo tempo, passò dalla poesia al

romanzo quando il successo di Childe Harold di Byron gli tolse il primato nel campo poetico. Dopo

Wavarley, pubblico più di trenta romanzi a sfondo storico tra cui spiccano The Heart of Midlothian

ed il celeberrimo Ivanhoe. L’importanza di Scott risiede nella capacità di rielaborare a livello

narrativo alcuni tra i più tipici motivi romantici come il gusto per il paesaggio, il recupero del

passato nazionale, l’attenzione agli umili ed alle figure marginali e la riscoperta di elementi

folkloristici che nelle sue opere contribuiscono a fare della Scozia la terra romantica per eccellenza.

Scott è soprattutto l’inventore del romanzo storico, un genere che egli crea completamente da solo,

narrando vicende individuali sullo sfondoni grandi eventi storici. L’ero di Scott non è un individuo

eccezionale, ma piuttosto un mediatore in quell’urto di estremi che è la grande crisi sociale.

Accanto ai personaggi fittizi appaiono figure storiche emergenti dalla realtà dell’epoca narrata, in

grado di comprendere le reazioni spontanee di massa e metterle in relazione con l’oggettivo corso

degli avvenimenti.

Jane Austen (1775-1817)

Antiromantica nei temi e nei modi, esordì nella narrativa con una divertente parodia del gotico,

Northanger Abbey e proseguì in ognuno dei suoi romanzi pubblicati nella sua beve vita, ad

esplorare le vicende di “tre o quattro famiglie di un paese di campagna”. Alla limitatezza

dell’orizzonte narrativo contrappose una comprensione della realtà sociale, un’accuratezza di

visione, un’attenzione al dettaglio ambientale ed al linguaggio tali da rendere le sue Comedies of

manners autentici spaccati della vita morale del suo tempo. La politica matrimoniale è alla base di

tutti i suoi romanzi. Scrisse solo di ciò che conosceva, diffidando dalla fantasia. Se tanto Sense and

Sensibility (Ragione e Sentimento) che Pride and Prejudice (Orgoglio e pregiudizio) offrono

insegnamenti dettati dal più augusteo common sense, già nel passaggio dalla severità di Sense alla

gaiezza di Pride, si manifesta una evoluzione nella tecnica narrativa e nella disciplina formale, che

condurrà alle atmosfere autunnali di Persuasion, in cui ad una trama forse più convenzionale fa

riscontro maggiore capacità nell’espressione delle emozioni.

La polemica antiromantica trova la massima espressione in Emma, gioiello di simmetria narrativa,

tutto giocato intorno ad una serie di personaggi tratti in inganno dalle apparenze della propria

immaginazione. Mansfield Park è la storia di una donna che nel proprio desiderio di immobilismo

figura la paura di cambiamento della piccola società di campagna. Questo appare come il primo

romanzo ottocentesco il cui autore sostenga apertamente l’impresa coloniale britannica e la stessa

vicenda narrata, si svolge all’indomani delle rivolte coloniali nei Caraibi.

Mary Shalley (1779-1851)

Già Mary Godwin (seconda moglie di Shalley) è la creatrice del più grande mito gotico di tutti i

tempi, la creatura che lo scienziato Frankenstein assembla mettendo insieme pezzi di cadaveri. Il

racconta si snoda attraverso la voce di tre narratori: un esploratore polare, lo scienziato Frankenstein

e la sua stessa creatura. CAPITOLO 7

L’età vittoriana

La regina Vittoria salì al trono appena diciottenne (1837) in un periodo caratterizzato da scontri

sociali, e morì nel 1901. Durante il suo regno, l’Inghilterra si trasformò nella massima potenza

imperiale mondiale, consolidando la ricchezza derivata dalla rivoluzione industriale. A livello di

abitudini sociali, mentre all’uomo era concesso di mantenere durante il giorno un’apparenza di

rigoroso decoro e durante la notte di ricercare piaceri proibiti, si assisteva ad una progressiva

desessualizzazione delle donne delle classi medie cui faceva da contraltare l’aumento della

prostituzione ed alla soddisfazione per i traguardi raggiunti nelle scienze si andava sovrapponendo

l’inquietante immagine di un universo senza Dio.

Il romanzo vittoriano:

Forma borghese per eccellenza che illustrò l’avanzata delle classi medie rivolgendosi apertamente

ad esse nella ricerca di un rapporto diretto con il pubblico. Ritmo narrativo,caratterizzazione dei

personaggi e svolgimento degli episodi erano influenzati dalla diffusione a puntate: le narrazioni

uscivano ad episodi mensili. In tal modo, l’opera si creava con la collaborazione dei lettori il cui

gradimento, di puntata in puntata poteva anche modificarne gli svolgimenti narrativi previsti

dall’autore, anche perché il romanzo era sempre più costretto a sottostare alle leggi del mercato.

La grande fioritura del romanzo vittoriano nacque dalle rovine del romanticismo individualista nel

passaggio dalla contemplazione della propria anima alla raffigurazione ironica della società.

Charles Dickens (1812-1870)

Nessuno meglio di Dickens rappresenta nei suoi lavori il vittorianesimo, in tutte le sue

contraddizioni. L’eccezionale talento drammatico unito ad una non comune capacità inventiva che

si esplica soprattutto nella creazione di personaggi indimenticabili, fanno di Dickens il prototipo del

narratore puro che prende ciò che narra dall’esperienza, propria o che gli è stata riferita, e lo

trasforma in esperienza di quelli che ascoltano la sua storia. Due sono le caratteristiche che rendono

unico il racconto dickensiano: il suo essere pensato per l’ascolto (lettura familiare ad alta voce) ed il

suo rapportarsi all’esperienza di una classe sociale particolarmente conosciuta e colta in tutte le sue

sfumature: la borghesia. Dickens è il cantore di quella media borghesia cui lo sviluppo industriale

ha permesso di accedere a livelli sempre più alti nella scala sociale.

Debuttò nella narrativa trasformando i testi scritti su commissione per accompagnare una serie di

vignette: The Posthumous of the Pickwick Club (Il circolo Pickwick), spaccati umoristici della

vecchia Inghilterra preindustriale che ebbero enorme successo popolare grazie al divertimento

suscitato dalle (dis)avventure sportive, politiche,legali e persino erotiche di alcuni attempati

gentiluomini in viaggio. Oliver Twist è la storia di un orfano maltrattato che si perde nel sottobosco

londinese tra ladri e prostitute. La vicenda, una delle più lacrimevoli di Dickens, è in primo luogo

un atto di accusa contro la politica economica del tempo e le devastanti conseguenze della

rivoluzione industriale per gli strati più bassi ed indifesi della popolazione. L’opera si chiude

all’insegna dell’ambiguità con un lieto fine che porta il protagonista paradossalmente ad integrarsi

proprio in quella classe sociale che ha creato le condizioni della sua miseria. La denuncia dello

sfruttamento minorile e l’attenzione al mondo dell’infanzia costituiscono gli elementi più

affascinanti di quello che tra i suoi, era il romanzo preferito di Dickens, David Copperfield in cui vi

è una narrazione in prima persona, con molti spunti autobiografici sulle esperienze infantili. Il

romanzo si segnala come un trionfo della narrazione allo stato puro, della gioia di raccontare,

raccontarsi e farsi ascoltare. Il Bleak House (Casa desolata) si riscontra sin dal titolo un mutamento

nell’opera dickensiana: all’ottimismo subentra una visione sociale sempre più pessimista ed

all’umorismo subentra la riflessione metaforica. Con Hard Times, Dickens sferra il suo attacco più

sostenuto alla politica industriale del suo tempo. In una squallida città industriale si agitano

personaggi senza alcuno spessore psicologico e l’autore denuncia a piena voce le colpe

dell’industrializzazione, mettendo a nudo le debolezze della propria visione sociale e politica.

Inoltre, Hard Times è una denuncia dei guasti provocativa una educazione che impedisce ai bambini

il libero uso della fantasia. Great Expectationes (Grandi speranze), considerato dalla critica come il

capolavoro di Dickens, è una triste favola sulla perdita dell’innocenza nello scontro tra le

aspirazioni della adolescenza ed i compromessi dell’età adulta.

William Thackeray (1811-1863)

Considerato il rivale di Dickens, È ricordato soltanto per uno dei suoi numerosi romanzi, Vanity

Fair (La fiera delle vanità) affresco della società inglese all’indomani di Waterloo. La vicenda

ruota attorno ai casi di due donne, l’astuta ed immorale Becky Sharp e la mite Amelia Sedley, che

rappresentano i due aspetti ella femminilità riconosciuta dai vittoriani: la prostituta e l’angelo del

focolare. Ambiziosa, furba e calcolatrice, Becky crea da sé il proprio destino (e la propria sconfitta);

dolce ed ingenua, come ogni brava figlia e moglie vittoriana, Amelia lascia invece che siano gli

uomini a tracciare il corso della sua esistenza. Notevole è la struttura del romanzo, anche se i lettori

odierni possono essere infastiditi dal vezzo dell’autore di entrare in prima persona a commentare il

racconto, nessuno può rimanere indifferente di fronte all’abilità con cui l’autore regge le file del suo

teatrino di marionette ed ogni lettore riesce ad identificare nella ricca galleria di personaggi

proposta da Thackeray, tutta la casistica umana vittoriana.

Charlotte, Emily ed Anna Bronte.

Se è vero che le tre sorelle crebbero orfane di madre, lontane dalla città, nel vicariato paterno,

portate alla fantasticheria dall’isolamento e prive di una scolarizzazione, non va dimenticato che

l’anticonformismo paterno le espose fin da bambine alla discussione di questioni politiche e sociali.

Indipendente, visionaria e soggetta a frequenti crisi depressive, Charlotte fu l’unica delle sorelle a

conoscere il successo in vita, con il romanzo Jane Eyre pubblicato sotto lo pseudonimo maschile di

Currer Bell, il racconto conobbe un autentico successo di scandalo, raccontano in prima persona

l’educazione sentimentale di un’orfana che si impiega presso la misteriosa dimora di un gentiluomo

dal torbido passato, di cui finisce con l’innamorarsi. Jane, poco attraente anche se decisamente

passionale, rifiuta di ricoprire il ruolo di angelo del focolare domestico, ed alla fine del romanzo,

dopo alcune vicissitudini, sposa un Rochester menomato, lasciando al lettore il dubbio di trovarsi

davanti ad un tripudio di amore infermieristico oppure davanti all’estremo riscatto di una donnacce,

emancipata economicamente, rifiuta di occupare, anche fisicamente, una posizione subalterna

all’uomo. Nello stesso anno di Jane Eyre, uscirono le opere prime (ed uniche) di Anna Bronte,

Agnes Grey, e di Emily Bronte, il più famoso Wutherinh Heights (Cime tempestose), romanzo che

colpisce tanto per l’inaudita brutalità, l’assenza di condanna morale e per la scabrosa materia

trattata, quanto per la maestria della costruzione narrativa, il gioco sapiente delle voci narranti ed i

complessi slittamenti temporali. Lo sconvolgimento provocato dall’arrivo di un ragazzo zingaro

nella vita delle due famiglie che l’autrice segue attraverso tre generazioni, corrisponde alla scoperta

del male come forze primitiva inevitabile.

George Eliot (1819-1880) pseudonimo di Mary Ann Evans

Il suo primo lavoro narrativo, tre racconti riuniti sotto il titolo di Scenes of Clerical Life, non sembra

discostarsi troppo dalla descrizione di vita provinciale. Ma già in The Mill on the Floss (Il mulino

sulla Floss) alcune notazioni acute sulla condizione dell’infanzia nella società vittoriana e l’analisi

dei dilemmi morali quali la scelta tra famiglia, amore ed amicizia, manifestano la presenza di un

genio. Middlemarch è un grande esempio di narrazione multipla a trame intrecciate sulla condizione

del matrimonio: se in Dickens, nella Austen e negli altri autori romantici il matrimonio rappresenta

il lieto fine per antonomasia, suggellando di volta in volta la storia narrata, la Eliot si propone

proprio di mettere in discussione la felicità implicita di questi finali, raccontando quanto accade

dopo le nozze, ovvero al momento in cui gli altri narratori terminavano le loro storie.

Influenzata dalla propria personale impossibilità di convolare a giuste nozze la Eliot mette in

evidenza l’importanza del dialogo tra i coniugi nel matrimonio e la necessità di motivazioni ed

interessi al di fuori del focolare domestico per le donne. Inoltre a differenza della Austen per la

Eliot il matrimonio non è e non deve essere necessariamente generato da interessi economici.

Anthony Trollope (1815-1882)

Autentico artigiano della parola , ottenne notevole successo (anche economico) con tre cicli di

romanzi, di ambientazione provinciale i primi due, più politico il terzo. Scrisse narrativa realistica

d’intrattenimento per divertire la piccola e media borghesia che non solo si riconosceva nelle sue

storie di quotidianità provinciale, ma accettava anche di buon grado i suoi consigli ed i suoi giudizi

morali. Il suo romanzo più famoso è Barchester Towers, spaccato di vita clericale vittoriana in cui,

molto realisticamente, il sacerdozio è visto non come una missione, ma come una profezia

redditizia.

Nell’ultimo ventennio dell’ottocento si fece avanti una progressiva perdita di fiducia sociale morale.

Malgrado la consapevolezza di essere una enorme potenza imperiale, il paese era vittima della

recessione: l’agricoltura soffriva della competizione con il nord ed il sud America e l’industria

attraversò un forte periodo di crisi. Le norme di comportamento che avevano sin qui caratterizzato il

regno di Vittoria (sobrietà, rettitudine, repressione sessuale) vennero messe in discussione a favore

di atteggiamenti trasgressivi, in aperta polemica con il culto vittoriano della famiglia borghese e del

focolare domestico. L’Education Act del 1870, allargando la scolarizzazione fino ad 11 anni, creò

un nuovo pubblico di lettori alla ricerca di una letteratura che divertisse e mettesse a confronto in

maniera semplice e diretta con problematiche quotidiane in cui riconoscersi. Ciò portò al successo

dei quotidiani popolari e all’emergere di una letteratura di genere che andasse incontro al gusto del

pubblico (polizieschi, avventure, racconti di fantascienza)

George Meredith (1829-1909)

Prolifico autore dalla prosa troppo densa, ricca di barocchismi, si ricorda The Egoist, il suo unico

lavoro di facile lettura, un romanzo di impianto teatrale in cui è messo a nudo l’egoismo borghese,

partendo dall’analisi della natura umana nel salotto di uomini civilizzati arrivando a mostrare come

la società vittoriana adegui i propri standard comportamentali all’esaltazione dell’individualismo.


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Moses

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Riassunto per l'esame di Storia della Letteratura Inglese, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Storia della Letteratura Inglese, Bertinetti. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: rivoluzione e restaurazione, Settecento, romanticismo, età vittoriana,Novecento e modernismo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture del mondo moderno
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze letterarie Prof.

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