Estratto del documento

Capitolo primo

Insediamento agglomerato

Definizione di città che comprende una quantità di fatti culturali, sociali, economici e politici che vanno ben oltre la realtà fisica dell'agglomerazione di edifici.

Geografia urbana

Branca della geografia umana che studia il fenomeno delle città nelle sue differenti forme e nelle sue relazioni spaziali. Consiste in una descrizione ragionata dei condensati di relazioni spaziali, delle loro regolarità e diversità, delle tipologie che ne derivano. Può definirsi tale solo se adotta una visione multiscalare ovvero capace di connettere quanto si osserva dalla scala locale (interno città e i suoi quartieri) con le scale superiori (regionale, nazionale).

Approcci di U. Toschi

  • Geografia della città → Parte dallo studio delle caratteristiche interne delle città.
  • Geografia delle città → Considera la città come un sistema di relazioni che comprende più città.

La città come stratificazione storica

Dunque, la definizione della città può solo essere estensiva, ossia è necessario analizzare i vari modi in cui il fenomeno si rappresenta nello spazio terrestre come risultato di una evoluzione storica.

Comparsa dei primi agglomerati

La comparsa dei primi agglomerati stabili si ha a partire da 10 mila anni fa nel Vicino e Medio Oriente. Essi hanno in comune alcune caratteristiche rispetto alla loro posizione:

  • Nodale → Riguardo alle vie di comunicazione marittime e terrestri.
  • Centrale → Nelle regioni amministrative degli imperi.
  • Occupavano un territorio fertile.
  • Caratteristiche naturali del sito: spesso si privilegiano le alture per motivi difensivi, ma la città può sorgere anche in un luogo pianeggiante, fluviale, costiero, lagunare.

La posizione delle città è in relazione alla funzione che essa svolge nel territorio che la ospita e alla sua struttura fisica detta morfologia urbana.

Definizione di città secondo L. Wirth (1938)

Nel 1938, L. Wirth ha dato una definizione generale di città in termini di dimensione, varietà e densità.

Le città del commercio

Evoluzione storica → Antichità classica: lo spazio pubblico destinato al mercato diventa l'elemento centrale e strutturante dell'intero agglomerato urbano, così come per le città greche la polis e per quelle romane il forum.

Tra la fine dell'Impero romano e la rifioritura urbana medievale molte città persero la funzione commerciale di un tempo, funzione che ripresero nell'alto medioevo ma ridistribuita nelle campagne. Nel XI-XV sec in Europa occidentale e mediterranea il mercato tornò ad acquisire un ruolo di principe all'interno della città, momento in cui il luogo della piazza divenne il centro della vita collettiva, es. Piazza del Duomo di Milano.

Nella città islamica (India e Cina) il luogo pubblico centrale divenne il mercato coperto. Anche in Africa i mercati sono spesso all'origine di agglomerati urbani.

Componenti principali della città islamica

  • Grande moschea che deve celebrare la magnificenza dell'Islam e edifici annessi.
  • Suq – Mercato coperto, luogo di scambi e di incontri dove si svolge la vita pubblica.
  • Caravanserraglio di città - Luoghi di sosta dei viandanti e dei beduini nomadi solitamente costituito da un cortile centrale a pianta quadrata.
  • Giardino.
  • Palazzo del potere, con cittadella fortificata.

Nel Medioevo europeo si verificò la nascita di due diversi tipi di città:

  • Centri del grande commercio continentale (Milano, Firenze, Bruges).
  • Città-mercato.

Lo stadio evolutivo più avanzato di questo tipo urbano è rappresentato da quelle che vengono chiamate "città globali" come Londra, New York.

Città di confine

Con la formazione degli stati nazionali si afferma la città di confine → offriva merci non reperibili o più costose al di là della frontiera.

Città portuale

La città portuale è il nodo di una rete commerciale. XIX secolo di massimo sviluppo. La loro morfologia dipende:

  • Conformazione del sito esempio: porto ad estuario Rotterdam.
  • Fronte marittimo occupato inizialmente dalle attrezzature portuali e dai loro servizi poi da industrie che lavoravano le materie prime sbarcate.

Le città del potere

Città capitale

Oggi può essere politica o economica, spesso queste funzioni coincidono ad esempio a Londra, in altri casi sono separate es. Brasilia e San Paolo, o Washington e New York.

Morfologia capitali moderne

Potere politico
  • Massiccia presenza di edifici che occupano i quartieri centrale e danno lavoro a una parte della popolazione urbana.
  • In Oriente si è sviluppata la città nella città es. città proibita di Pechino.
  • In età romana e in quella barocca le città del potere vennero modella in forma grandiosa per motivi funzionali ed esigenze simboliche; inoltre, soprattutto in età barocca, le monarchie e le corti europee hanno aggiunto alle loro sedi principali grandiose residenze (residenze sabaude a Torino) che in alcuni casi divennero le sedi principali della corte e del governo (Versailles).
  • Altra tipologia è quella della città-stato → Atene nella Grecia antica; nel Medioevo le repubbliche marinare; tempi moderni Singapore o Città del Vaticano.
Potere militare
  • Città fortezze e città fortificate → tipologie nelle quali il potere politico è accompagnato da quello militare. Numerose sono le opere difensive come mura, fossati.. (es. Lucca costruita nel II sec a.c.). La rocca era la sede di entrambi poteri. La pianta a scacchiera riprende la geometria originaria dell'accampamento militare.
Potere religioso
  • Importanza testimoniata dalla centralità urbana del tempio (antichità classica) es. Atene diventa la sede del Partenone tempio dedicato ad Atena; della cattedrale (medioevo cristiano); della moschea (mondo islamico).
  • Città sacre → massima espressione potere religioso es. Delfi (santuario di Apollo e del suo oracolo); Gerusalemme.
Potere economico
  • Sede di grandi proprietari terrieri, grandi case commerciali e grandi imprese.

Le città della produzione

  • Città minerarie: es. produzione sale, ferro, argento.
  • Città che sfruttano giacimenti in località deserte es. Joannesburg.
  • Con la rivoluzione industriale molte città sorsero e si svilupparono in base alla produzione ad esempio Carbonia in Sardegna.
  • In epoca recente sono sorti anche insediamenti urbani in situazioni climatiche estreme es. Circolo Polare.
  • Città contadine: tipiche del latifondo mediterraneo es. Barletta in Puglia o Lamezia terme in Calabria; popolazione tutta dedita all'agricoltura.
  • Città della bonifica agraria: dedite all'agricoltura ma come sedi di servizi. Es. Latina fondata in epoca fascista con il nome di Littoria nel 1932 posta al centro della bonifica dell'Agro Pontino.
  • Città della pesca es. Boulogne in Francia.
  • Città manufatturiere artigiane: nate in età comunale.
  • Città industriali nate con la rivoluzione industriale. Si differenziano rispetto a quelle manufatturiere per la dimensione e la forma della città. La produzione non avviene più tra tante botteghe artigiane ma in grandi stabilimenti. Inoltre, in questa società si ha una separazione tra classi sociali.
  • Città fabbrica: quando la grande industria costituisce la principale base economica della città. (modello ottocentesco) es. Essen o Rosignano.
  • Grandi agglomerazioni industriali: motore economico quello metallurgico o meccanico. In modo particolare la specializzazione automobilistica. Es. Torino (FIAT fondata nel 1899) o Detroit (Ford vi fondò nel 1896 la prima industria automobilistica, alla quale nel XX sec si aggiunsero General Motors e Chrysler.
  • Nel 1970 grave crisi economica e demografica causata da una crescente automazione degli impianti e la delocalizzazione delle produzioni.

Le città della conoscenza e della cultura

  • Città universitarie: nel 1100 sorsero in Europa le prime università a Bologna, Parigi, Cambridge.. Erano centri di diffusione della cultura e generatrici di ricerca applicata e di industrie innovative.
  • Tecnopoli: complessi di edifici ospitati da alcune città piccole e grandi.
  • Città della cultura e città d'arte: sorte nel Rinascimento. Oggi in questa tipologia urbana il turismo è spesso l'attività dominante con conseguenze positive per l'economia locale ma negative per la vita urbana e per la conservazione dei patrimoni storici. Crescono i costi degli immobili e della vita es. Venezia.

Le città del turismo

  • Città della salute: la prima fu la città greca di Coo, un centro di cura frequentato nel V sec.
  • Turismo termale si sviluppa soprattutto nel 500 in Europa.
  • Turismo montano → legate all'ambiente e agli sport ad esso connessi es. Cortina D'Ampezzo.
  • Turismo marittimo → città balneari es. Rimini.

Posizione geografica e il sito

La prima riguarda i lineamenti fisici regionali come montagne, pianure, valli mentre la seconda i caratteri morfologici, idrografici climatici e bio-geografici propri del luogo in cui sorge la città. Oggi queste caratteristiche non vengono considerate molto utili. Infatti, è più opportuno considerare la posizione geo-economica e geo-politica rispetto a quella naturale. Esse derivano dalle vie due grandi traffici commerciali e dai confini degli stati, cioè da fattori soggetti a mutare nel tempo.

Capitolo secondo

Di cosa tratta?

  • Distinzione degli insediamenti urbani in base alla dimensione.
  • Movimento migratorio campagna-città.
  • Cambiamenti prima e dopo l'industrializzazione.
  • Differenze tra paese più e meno sviluppati.
  • Fenomeni della contro-urbanizzazione e disurbanizzazione.
  • Ideologie urbane e anti-urbane.

La crescita delle città

Fino alla metà del XIX secolo la maggioranza della popolazione era rurale, negli ultimi secoli con lo sviluppo dell'industria il processo di inurbamento della popolazione, ovvero la migrazione dalla campagna alla città, si è molto intensificata. L'urbanizzazione - crescita e sviluppo delle città - ha caratterizzato soprattutto i paesi più economicamente sviluppati, oggi invece è in forte crescita nel Sud del mondo.

Che cosa spinge la popolazione a trasferirsi nella città o nelle immediate vicinanze di essa?

Ragioni:

  • Economiche → i redditi dell'agricoltura crescono meno rapidamente.
  • Sociali → città come sede della modernità e del progresso.
  • Culturali → maggiori opportunità di formazione e di ascesa sociale.

La distribuzione geografica delle maggiori città

Grandi città → più di un 1 milione di abitanti; si distribuiscono in modo irregolare nella fascia temperata e tropicale dell'emisfero nord, mentre nell'emisfero sud il gigantismo urbano è un fenomeno costiero (in prevalenza) e si presenta con 3 condizioni nei diversi paesi:

  • Caratteristiche demografiche complessive.
  • Livello di sviluppo economico.
  • Antichità del popolamento e della civiltà urbana.

Conseguenze del gigantismo urbano

  • Traffico.
  • Approvvigionamento idrico.
  • Inquinamento dell'aria.
  • Sviluppo della criminalità.

Mega città → Superano i 10 milioni; sono in forte crescita soprattutto nel sud del mondo.

Urbano, rurale, rururbano

Urbano e urbanizzazione → indicano la concentrazione della popolazione, cioè a quel fenomeno a cui si associa comunemente l'idea di città, ma questi termini hanno anche un significato più vasto che indica il recente diffondersi del modo di vita urbano anche a quelle parti del territorio che non presentano i caratteri fisici dell'urbano, cioè dell'alta densità di abitanti e la concentrazione di popolazione e di attività.

Rurale → le campagne si sono urbanizzate e piano piano stanno scomparendo, e si parla di urbanizzazione delle campagne quando certe caratteristiche culturali e sociali che un tempo erano caratteristiche della città diventano alla portata di tutta la popolazione, indipendentemente dalla località in cui essa risiede.

Per indicare i luoghi un tempo rurali e ora urbanizzati si sono coniate nuove parole come rururbano.

Contro-urbanizzazione e disurbanizzazione

(Processo limitato ai paesi più sviluppati economicamente)

Termine coniato nel 1970 da B. Berry → “il passaggio da uno stato di maggior concentrazione a uno di minor concentrazione”. Esso segna l'inversione di una tendenza alla concentrazione urbana che aveva agito quasi ininterrottamente a partire dalla Rivoluzione industriale.

Alcuni studiosi negarono che il fenomeno avesse il significato di svolta epocale datagli dal suo scopritore. Altri ne fecero un argomento per annunciare l’inizio di un prossimo inevitabile declino urbano, che avrebbe colpito in particolare le grandi città.

Fielding nel 1989 ridefinì in termini più analitici la contro-urbanizzazione come rapporto di proporzionalità inversa fra tassi di variazione migratoria e dimensione demografica urbana. Secondo questa, in un paese o una regione quanto più le città sono grandi e meno crescono per effetto di movimenti migratori, mentre più i centri sono piccoli e più i loro tassi di incremento migratorio sono elevati.

Si dimostrò che la contro urbanizzazione così definita era in atto in tutti i paesi e le regioni industrializzate e in particolare che è un fenomeno relativo ai paesi sviluppati, mentre in quelli sottosviluppati è continuata negli stessi anni la concentrazione della popolazione attorno ai centri maggiori. Nel complesso si osserva che il passaggio dall’urbanizzazione alla suburbanizzazione e poi alla disurbanizzazione avviene prima nelle città dell’Europa nord-occidentale e più tardi in quella mediterranea. Andamenti analoghi si sono osservati nell'America Anglosassone e in Giappone. Questo passaggio da urbanizzazione a disurbanizzazione è il Ciclo di vita delle città:

Fasi:

  • Urbanizzazione → Crescita sostenuta della città centrale (nucleo).
  • Suburbanizzazione → Si manifesta l’espansione urbana in forme diffuse attorno alla città compatta, cioè il centro registra tassi di crescita decrescenti, mentre la corona di municipalità suburbane (anello) cresce in popolazione.
  • Disurbanizzazione → Sia il centro che la corona perdono popolazione.
  • Riurbanizzazione → Il centro registra per primo una ripresa demografica (pur con tassi ancora negativi), seguito qualche tempo dopo dalla corona.

Il processo di controurbanizzazione in Italia

Anni Cinquanta e Sessanta – Decentramento produttivo (espansione delle aree del triangolo industriale; formazione della megalopoli padana; processi di inurbamento e di urbanizzazione dei litorali).

Anni Settanta e Ottanta – Diffusione terziaria. Poi diffusione del fenomeno urbano, a causa delle esternalità urbane e della “indifferenza” localizzativa delle imprese, cioè dematerializzazione della produzione e nuovo assetto economico-produttivo e territoriale della città.

Transizione demografica urbana

Si basa su due parametri → densità e dimensione urbana. Le statistiche ufficiali misurano la popolazione agglomerata, inoltre si è osservato che vi è una tendenza all'iperconcentrazione.

Ma perché negli ultimi decenni la maggior crescita urbana si registra nei paesi meno sviluppati dal punto di vista economico?

I paesi meno sviluppati hanno l'obiettivo di frenare la concentrazione, da noi invece è quello di evitare i costi energetici, ecologici e sociali della dispersione urbana. Si potrebbero considerare come due fasi con tendenze di segno opposto.

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Riassunto esame Geografia Culturale, prof. P.Macchia, libro consigliato "Le città del mondo" autore Lanza/Dematteis Pag. 1 Riassunto esame Geografia Culturale, prof. P.Macchia, libro consigliato "Le città del mondo" autore Lanza/Dematteis Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Geografia Culturale, prof. P.Macchia, libro consigliato "Le città del mondo" autore Lanza/Dematteis Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Geografia Culturale, prof. P.Macchia, libro consigliato "Le città del mondo" autore Lanza/Dematteis Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher macchia17 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Macchia Paolo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community