Le città del mondo - Una geografia urbana
Capitolo 2
Dimensione demografica
Numero di persone che vivono accentrate in uno spazio ristretto (città/area urbana). È un carattere che permette di distinguere gli insediamenti urbani da quelli rurali.
Urbanizzazione
Crescita della popolazione urbana. È il risultato del movimento migratorio dalle campagne verso le città (inurbamento) e che si è manifestato con caratteristiche diverse nel tempo (soprattutto pre e postindustrializzazione) e nello spazio e che colpisce diversamente i paesi ricchi e quelli poveri.
- 1850-giorni nostri: rapido aumento della popolazione grazie allo sviluppo dell’industria e al maggio numero di posti di lavoro disponibili in città.
- 0-1850: prevaleva la popolazione rurale; grandi città erano un’eccezione.
- 2009: la popolazione urbana mondiale supera quella rurale.
- 1950: l’urbanizzazione era qualcosa di tipicamente nordico (del nord del mondo).
- Oggi: urbanizzazione rallenta al Nord (paesi antica industrializzazione/Europa/USA), ma in forte crescita al Sud.
Crescita demografica
Aumento della popolazione. Si prevede che avverrà soprattutto nelle aree urbane del Sud.
Perché la popolazione va in città?
- I redditi dell’agricoltura crescono meno rapidamente di quelli delle altre attività cittadine.
- Le campagne nel Sud sono sovraffollate e portano alla morte per fame.
- I contadini perdono il lavoro quando le grandi imprese trasformano l’agricoltura di sussistenza in agricoltura commerciale industriale, occupando le terre.
- La città è attraente grazie alla TV, cinema...
- Le città danno più opportunità di formazione e ascesa sociale.
- In città i servizi sono migliori, più comodità e più divertimenti.
- Non sempre però in città si trova lavoro!
Urbanizzazione della campagna
Quando i modi di vita e i servizi della città si diffondono in campagna. Le caratteristiche culturali, sociali ed economiche esclusive della città si banalizzano e diventano a portata di tutta la popolazione. Questo aiuta al Nord ad evitare le grandi migrazioni. Al Sud ci sono le baraccopoli (slum), ai margini delle città, che offrono i servizi che le campagne non danno. Però, bisogna dire che alcuni aspetti peculiari della città sono stati accentuati per differenziarsi dalla campagna.
Rurbano e periurbano
Rurbano: territori un tempo rurali e ora urbanizzati, ma molto meno densi delle zone suburbane.
Periurbano: territorio un po’ più denso di quello rurbano.
Dinamica demografica
Aumento o diminuzione della popolazione legata ai tassi di natalità e mortalità che variano nel tempo e nello spazio si creano regimi demografici differenti.
- 1650: mezzo miliardo di abitanti; ritmo lento a causa di epidemie, guerre, carestie.
- 1850: progressi medicina e migliori condizioni di vita.
- 2013: +7 miliardi; ritmo rallentato e si sta riducendo.
Teoria della transizione demografica
La dinamica demografica presenta 3 stadi:
- Stadio antico: alti tassi natalità + alti tassi mortalità; incrementi naturali vicino allo zero; crescita popolazione irregolare (oggi è così in poche regioni con modelli di vita primitivi).
- Stadio di transizione:
- Natalità alta + mortalità ridotta (per cure mediche): saldo positivo; ritmo di crescita molto alto (paesi africani, Asia del Sud, Bolivia, America Latina).
- Calo natalità (per inurbamento e quindi costo educazione); ritmo di crescita rallentato.
- Stadio finale: calo ulteriore natalità che uguaglia la mortalità; livello crescita zero + periodi con incremento naturale negativo (vedi Italia).
Grandi città e megacittà
Grandi città: +1 milione di abitanti.
Megacittà: +10 milioni di abitanti. Sono formate dalla municipalità originaria e dall’intera area urbana (agglomerazione) formata intorno ad essa.
Gigantismo urbano
- Alta densità della popolazione e/o alto tasso di crescita demografica.
- Alto livello di sviluppo economico.
- Antichità del popolamento e della civiltà urbana.
- Impoverimento delle campagne.
Combinazioni:
- 1+2+3: condizioni che ci sono in Europa e Giappone.
- 1+4: condizioni che ci sono in India, Cina, America Latina, qualche paese dell’Africa.
- 2: condizione che prevale nell’America anglosassone.
- 4: condizione che prevale in Medio Oriente e nel Vicino Oriente.
Città del Messico
Esempio di gigantismo urbano; agglomerato urbano più grande ad ovest dopo Tokyo e il più grande al Sud dopo Nuova Delhi. Insieme al circostante Distretto Federale è considerata un’unica entità amministrativa. È la terza megacittà del mondo (20 milioni). Grosse disparità di ricchezza + inquinamento atmosferico.
Fenomeni dei paesi sviluppati
Contro-urbanizzazione per Berry: passaggio da uno stato di maggior concentrazione a uno di minor concentrazione. Il geografo Berry fu il primo che descrisse questo fenomeno (1970). Ci fu chi negò e disse che la popolazione si spostava solo in periferia e chi invece disse che la città stava per avere un declino.
Contro-urbanizzazione per Fielding: rapporto di proporzionalità inversa fra tassi di variazione migratoria e dimensione degli agglomerati. Significa che:
- Più le città sono grandi e più lenta è la loro crescita; più piccole più crescono.
- Ciò avviene per effetto di movimenti migratori; più le città sono piccole e più i loro tassi di incremento migratorio sono elevati.
- Interessava molti insediamenti, non solo quelli vicini alle grandi città.
Disurbanizzazione
Colpì soprattutto le municipalità centrali delle grandi aree urbane (anni 70-80 in Italia i centri minori si ripopolarono). Tutto ciò ora si è arrestato.
Ciclo di vita della città
- Urbanizzazione
- Suburbanizzazione
- Disurbanizzazione
- Ri-urbanizzazione
Accade prima nelle città nord-americane, poi in Europa nord-ovest, poi Europa mediterranea. La ri-urbanizzazione è oggi debole e non ovunque presente. Nei paesi poco sviluppati o in via di sviluppo c’è ancora la fase dell’urbanizzazione. Le statistiche non misurano la popolazione urbana, ma quella agglomerata; nei paesi sviluppati abbiamo sottostime a causa di alcuni nodi urbani che si localizzano fuori degli agglomerati. Più della metà della popolazione mondiale si concentra su una percentuale minima della popolazione terrestre.
Transizione demografica urbana
Le statistiche misurano la popolazione agglomerata, e non quella urbana; nei paesi più sviluppati (che hanno nodi urbani importanti anche fuori dagli agglomerati) si hanno sottostime del fenomeno urbano. Più della metà della popolazione mondiale si concentra su una percentuale minima della superficie terrestre. Negli ultimi decenni, la maggior crescita urbana si registra nei paesi meno economicamente sviluppati cioè c’è una dissociazione tra concentrazione demografica e funzioni urbane. In questi paesi, si tenta di frenare la concentrazione riducendo l’afflusso dalle campagne e dai centri minori verso le megacittà. Nei paesi sviluppati, invece, si cerca di evitare i costi ecologici, energetici e sociali della dispersione compattando le agglomerazioni. Oltre che di transizione demografica della popolazione in senso stretto, si può parlare anche di transizione demografica urbana. Nella fase precedente a quella attuale, molte attività manifatturiere e di servizio si concentravano in centri minori perché trovavano condizioni più favorevoli di quelle offerte nelle grandi agglomerazioni urbane; i posti di lavoro subiscono una ridistribuzione geografica; diminuisce la popolazione nelle città nei paesi più sviluppati, mentre nei meno sviluppati e in quelli in via di sviluppo accade l’opposto visto che la città attira immigrati dalle campagne povere. Fase in cui stiamo entrando: l’iperconcentrazione urbana nei paesi del sud sta rallentando; al nord le grandi città danno segnali di ripresa demografica grazie alla crescita di settori innovativi e servizi più avanzati concentrati nelle metropoli.
Capitolo 3
3 criteri per definire la città (Louis Wirth)
- Dimensione
- Densità
- Varietà
Punto 1 e 2
Nei paesi poveri la crescita della popolazione urbana avviene con densità elevate. Vanno di pari passo. Invece, nei paesi ricchi la popolazione cresce, ma le tecnologie hanno favorito la dispersione degli edifici con conseguente diminuzione della densità. Dalle città nucleari (cinte da mura e ben distinte dal resto) alle città estese (con densità basse tanto che è difficile distinguere urbano da rurale): le città perdono i confini e non ci sono più stacchi netti tra urbano e rurale. Ogni paese segue i propri criteri per considerare cosa sia città.
Punto 3
Si intende la varietà delle attività svolte (funzioni urbane). Le metropoli del Nord hanno più varietà etnica e culturale e più attività specializzate rispetto a quelle del Sud.
Città estesa
Entità territoriale che comprende più municipalità contigue e connesse; si forma un sistema urbano di area vasta. Questo può essere accaduto per:
- Agglomerazione (prima della motorizzazione privata di massa; tipico delle grandi città europee; oggi nei paesi poveri; la città si espande nei territori municipali circostanti; tessuto urbano compatto e continuo attorno ai centri originari che vengono conservati come centri storici o riedificati).
- Conurbazione (prima della motorizzazione privata di massa; epoca industrializzazione; più agglomerazioni vicine sono cresciute contemporaneamente fino a fondersi in un'area continua; tessuto urbano compatto e continuo attorno ai centri originari che vengono conservati come centri storici o riedificati).
- Dilatazione multicentrica/città diffusa/meta-città (si forma una città discontinua e le persone si muovono con i mezzi; territori semi-vuoti; Los Angeles; periferia diversa da quella suburbana perché l’edificato è sparso e con spazi rurali, gli edifici bassi, densità bassa, traffico per gli spostamenti verso i luoghi di lavoro; grazie all’uso mezzi e tecnologie telematiche; città del Veneto; Germania; Francia; tanta popolazione dispersa in zone soprattutto rurali che comprende più province, servizi, attività produttive, rete stradale densa e articolata; ha generato però diseconomie: tempo eccessivo per spostamenti, traffico, prezzi delle case, costi infrastrutture come aeroporti, danno per cementificazione campagna, inquinamento...).
- Espansione periurbana (multicentrica ma né a macchia d'olio come l’agglomerazione né per dilatazione in spazi vuoti; tipica dei paesi europei con aree dense; si vive in città pur abitando in luoghi che sembrano rurali e il suolo costa meno).
Città a rete
Area metropolitana
Agglomerazione centrale con altri centri vicini che hanno con essa e tra di loro movimenti pendolari; popolazione occupata maggiormente in attività extra-agricole; città-rete di...
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