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Tanti modi di essere città

Definizione di città

Per definire una città, per il geografo ciò che più conta sono le caratteristiche fisiche e le relazioni spaziali. Max Webber: ‘Tutte le città hanno in comune questo soltanto: ciascuna è sempre un insediamento circoscritto, almeno relativamente.’

Insediamento agglomerato

La città come insediamento agglomerato chiama in causa fattori culturali, sociali, economici, politici che vanno oltre la realtà fisica. La geografia urbana consiste in una descrizione di queste relazioni spaziali, tenendo presente che sono il risultato di una stratificazione storica.

Le prime città: posizione e funzioni

  • Occupano una posizione nodale nel sistema delle grandi vie di comunicazione, sia terrestri che marittime.
  • Occupano una posizione centrale nelle regioni amministrative dei grandi imperi dell’antichità.
  • In generale, posseggono intorno ad esse un territorio fertile, capace di produrre un sovrappiù di derrate alimentari.

Le caratteristiche che determinano le tipologie di città

  • Funzioni che svolgono sul territorio
  • Struttura fisica
  • Caratteristiche naturali del sito in cui sorgono
  • Le civiltà in cui si sono sviluppate

Va comunque tenuto presente che molte delle funzioni e dei tratti culturali che possono caratterizzare ogni singola città, si trovano oggi presenti in tutte. Questa varietà ha permesso di dare una definizione generale di città in termini di dimensioni, densità e varietà.

Le città del commercio

Il commercio è l’originaria funzione delle città più antiche. Qui lo spazio pubblico destinato al mercato, insieme agli edifici religiosi e civili, era l’elemento centrale dell'intero agglomerato urbano.

Esempi:

  • In Europa e in Italia, il mercato ha da sempre avuto luogo nella piazza centrale.
  • In India, in Cina e nella civiltà islamica, i luoghi centrali sono il mercato coperto (bazar o suq) e i grandi centri religiosi.

Dagli empori alle città globali

  • Nel Medioevo, la rinascita del commercio dette origine a due tipi di città:
    • I centri del commercio continentale, come Milano e Firenze (lo stadio evoluto sono le città globali).
    • Le piccole città-mercato al servizio di un intorno territoriale del raggio di una decina di km (oggi hanno perso la loro funzione commerciale, sono sedi di scuole, servizi o attrattiva turistica).

Città di confine

Si affermano con la formazione degli stati nazionali. Sono città capaci di offrire merci non reperibili o più costose al di là di una frontiera, e per questo caratterizzate da quantità di punti vendita ben superiori al necessario per soddisfare i propri abitanti (El Paso, Dubai, Singapore).

Città portuali

È la città commerciale per eccellenza. Si consideri come in queste città le reti urbane sono fortemente squilibrate a vantaggio delle regioni costiere.

Le città del potere

Nel corso della storia, alcune città, da semplici nodi commerciali, divennero sedi del potere, originando diversi tipi di città.

Città capitale

È la capitale politica o la capitale economica. Sovente, come nei casi di Londra, Parigi e Tokyo, queste due funzioni coincidono. Le caratteristiche includono:

  • Massiccia presenza di edifici che ospitano i poteri dello stato
  • Rappresentanze diplomatiche straniere

Questi apparati danno lavoro, in modo diretto o indiretto, alla maggior parte della popolazione.

Città stato

Città che corrispondono a entità statali (Singapore, Principato di Monaco, Città del Vaticano).

Città fortificate

Il potere politico si accompagna sovente a quello militare, in quanto il primo si giustifica con la funzione difensiva offerta dal secondo. Dotate di mura in alcuni casi ancora oggi presenti, ne hanno condizionato la forma e la crescita.

Accampamenti militari

La pianta a scacchiera delle città di fondazione romana antica ricalca la geometria dell’accampamento militare. Queste città nacquero come avamposti durante l’espansione imperiale, prima di trasformarsi in presidi permanenti dei territori conquistati (Pavia, Como, Torino).

Città sacre

L’importanza del potere religioso è testimoniata dalla centralità del tempio, della cattedrale o della moschea, che sono soltanto il punto di partenza di città strutturate attorno alla funzione religiosa.

Città globali

Di nuova origine, sono le città in cui il potere economico svolge il ruolo da protagonista. Sono sedi dei più importanti marchi mondiali, banche e finanziarie.

Le città della produzione

  • Città minerarie: Di origine recente, l’espansione coloniale tra XVI e XIX secolo portò allo sfruttamento di giacimenti in località deserte, dove si formarono dal nulla città divenute poi anche molto grandi.
  • Città contadine: Città che in passato ospitavano una popolazione tutta o quasi tutta dedita all’agricoltura (tipiche del latifondo mediterraneo).
  • Città della bonifica agraria: Centri pianificati in funzione dei bisogni della nuova popolazione agricola insediata nei terreni di nuova bonificazione (Latina, fondata in epoca fascista nel 1932, è posta al centro della bonifica dell’agro pontino).
  • Città della pesca: Si fondano essenzialmente sulla pesca.
  • Città artigiane: Di origine medievale, in età comunale le attività artigianali cominciarono a occupare spazi rilevanti e ad assumere potere politico.
  • Città della rivoluzione industriale: La differenza rispetto al passato manifatturiero riguarda dimensione e forma. La produzione non avviene più in una miriade di botteghe artigiane, spesso di carattere familiare, ma in grandi stabilimenti che occupano vasti agglomerati periferici. Si ha una separazione fra classi sociali diversa da quella delle città comunali, che rispecchia la dialettica tra capitale e lavoro.
  • Città fabbrica: Una grande industria costituisce la principale base economica della città (Rosignano, dove nel 1913 la Solvay ha costruito un intero quartiere per gli impiegati intorno allo stabilimento).

Le città della conoscenza e della cultura

  • Città universitarie e tecnopoli: Dal 1100 le prime università divennero il motore della crescita urbana. Queste città, oltre ad essere centri di diffusione della cultura, sono sempre più generatrici di ricerca e innovazione (tecnopoli).
  • Città della cultura e dell’arte: La cultura ha dato luogo, soprattutto a partire dal Rinascimento, a importanti specializzazioni urbane. Ma oggi è il turismo che tende ad essere l’attività dominante, facendo delle città grandi musei; per cui i normali abitanti finiscono per trasferirsi nei dintorni, mentre l’afflusso dei visitatori arriva a minacciare la conservazione dei monumenti e delle opere d’arte (Venezia è noto esempio di questa criticità).

Le città del turismo

Per turismo si intende l’attività di chi si sposta dalla abituale residenza verso un’altra località per almeno una notte e per non più di un anno, per soddisfare esigenze di divertimento, cultura, salute, evasione dal quotidiano.

  • Città termali
  • Città balneari
  • Città dei divertimenti
  • Città del turismo montano

La posizione geografica e il sito

La geografia urbana in passato dava molta importanza alle condizioni geografiche naturali. Oggi, però, si ritiene che questi fattori possono senz’altro contribuire a raccontare la storia della città, ma sempre meno il suo presente e il suo futuro. Oggi è semmai attuale parlare di posizione geo-politica e geo-economica. Le grandi vie di collegamento, infatti, sono soggette a mutare nel tempo, quindi sono fattori sempre attuali.

Dalla campagna alla città: l’urbanizzazione del mondo

La crescita urbana è soprattutto il risultato di un movimento migratorio dalle campagne verso la città.

La crescita delle città

Fino alla seconda metà del Diciannovesimo secolo, la maggioranza della popolazione era rurale (le grandi città erano un’eccezione). Solo con lo sviluppo dell’industria si intensificò l’inurbamento della popolazione, e nel 2009 la popolazione urbana ha superato quella rurale.

Fino alla metà del secolo scorso, il processo di urbanizzazione fu caratteristico dei soli paesi sviluppati. Oggi, invece, l’urbanizzazione rallenta nei paesi di antica industrializzazione, mentre è in forte crescita nel sud del mondo. Si prevede che nei prossimi trent’anni la maggior parte della crescita demografica urbana avverrà proprio qui, nei paesi più poveri o di nuovo sviluppo.

Cosa spinge l’inurbamento?

  • Ragioni economiche: I redditi dell’agricoltura sono molto più bassi di quelli di altre attività ‘urbane.’ Nei paesi sottosviluppati, il sovraffollamento rurale non riesce più a sfamare tutti; nel nord del mondo, l’agricoltura si è meccanizzata, così la manodopera diventa disponibile per le città.
  • Ragioni sociali e culturali: La città si è presentata come la sede della modernità, del progresso e di maggiori opportunità di formazione e ascesa sociale.

La distribuzione geografica delle maggiori città

La dimensione di una città è data normalmente dal numero dei suoi abitanti:

  • Grandi città: Con più di un milione di abitanti.
  • Megacittà: Superano i dieci milioni (nell’emisfero sud il gigantismo è un fenomeno quasi esclusivamente costiero e ciò dipende dal passato di dipendenza coloniale).

I fattori del gigantismo urbano

  • Livello di sviluppo economico
  • L’antichità del popolamento e della civiltà urbana

Questi due fattori agiscono congiuntamente solo in Europa e in Giappone; in altre regioni certi fattori prevalgono su altri (es. sviluppo economico in America del Nord).

Urbano, rurale, urbano

Le parole urbano e urbanizzazione indicano primariamente la concentrazione della popolazione. In secondo luogo, rappresentano un modo di vivere, anche in quelle parti del territorio che non presentano i caratteri fisici dell’urbano. Nei paesi e nelle regioni industrializzate, la ‘campagna,’ intesa come genere di vita, tende a scomparire; ciò che si osserva è una progressiva rarefazione degli edifici allontanandosi dalla città. Questo fenomeno ha dettato la necessità di creare nuovi termini, quali rururbano e periurbano, insomma una campagna urbanizzata.

Contro-urbanizzazione e disurbanizzazione

Contro-urbanizzazione

Passaggio da uno stato di concentrazione a uno di stasi.

Le cause:

  • Più le città erano grandi e meno crescevano, mentre più erano piccole e più rapidamente crescevano (fondamentali erano i movimenti migratori di natura economica).

Disurbanizzazione

In alcune grandi città, non solo ci fu la stasi, ma si generò un vero e proprio fenomeno di decrescita urbana, verso la fine del secolo scorso. Sia la contro-urbanizzazione che la disurbanizzazione colpirono solamente le città dei paesi più sviluppati.

La transizione demografica urbana

Detto che le statistiche dell’ONU mettono in evidenza il fatto che oggi più della metà della popolazione mondiale si concentra su una percentuale minima della superficie terrestre:

La dissociazione tra concentrazione demografica e funzioni urbane (le maggiori megacittà non appartengono a paesi sviluppati) rappresenta un grande paradosso, considerando che da sempre la crescita demografica è andata di pari passo con il progresso economico. Quali sono i perché di questo fenomeno moderno?

Per rispondere a questa domanda è opportuno considerare diacronicamente il fenomeno dell’urbanizzazione, perché così facendo ci si accorgerebbe di come in realtà le città ora sviluppate non lo erano ancora mentre in passato andavano urbanizzandosi:

  • La popolazione comincia a concentrarsi nelle città spinte dalla rivoluzione industriale.
  • Con il tempo, i vantaggi si trasformarono in svantaggi, considerando la concorrenza di produzione in aree limitate.
  • Questa concorrenza porta i produttori lontano dalle città sviluppate in cerca di minori costi di produzione.
  • La popolazione risponde a questo fenomeno accalcandosi nelle città meno sviluppate.

Espansione e dispersione urbana

Dimensione demografica e densità sono andate di pari passo per lungo tempo (ancora oggi nei paesi più poveri). Ma ora, nei paesi più ricchi, la popolazione delle città cresce più lentamente e l’affermarsi dell’automobile e delle telecomunicazioni ha favorito la dispersione degli edifici. Dalle città nucleari siamo passati alle città estese, tanto che è ormai non facile distinguere l’urbano dal rurale. L’incertezza dei confini rende incerto il calcolo della dimensione.

Varietà

Continua a valere la regola che essa cresce con la dimensione, ma con grandi differenze tra le metropoli dei paesi ricchi e le megacittà dei paesi poveri:

  • Esempio: Città del Messico presenta una varietà di attività specializzate inferiore a città come Zurigo o Francoforte, ma lo stesso vale anche per l’eterogeneità etnica.

Le nuove forme della città

La città estesa è un’entità territoriale che comprende più municipalità fuse o connesse tra loro in modo da formare un sistema urbano che, se molto esteso, prende il nome di regione urbana.

Le strade che hanno portato alla costituzione della città estesa

  • Agglomerazione
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luacab di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia antropica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Adobati Fulvio.
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