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L'azienda e l'attività economica

La persona e i bisogni economici

La persona è centro di una grande varietà di bisogni. Il consumo è l’attività umana che consiste nell’utilizzo diretto di beni per il soddisfacimento dei propri bisogni. Mentre i bisogni delle persone sono illimitati e in continua evoluzione, i beni attraverso cui è possibile provvedere al loro appagamento o soddisfacimento sono invece limitati. Essi non sono sempre disponibili all’individuo nelle qualità e quantità che ciascuno desidererebbe.

Beni economici

I beni si dicono economici, perché possiedono la caratteristica dell’utilità per il soddisfacimento di determinati bisogni e sono limitati. Rientrano in tale categoria, sia i beni materiali sia i beni immateriali, per esempio, i servizi. Poiché i beni economici non sono disponibili in natura secondo le caratteristiche richieste dalla domanda di consumi, c’è bisogno di un’attività di produzione. Nella produzione, i beni economici strumentali sono i beni economici per produrre altri beni economici, aventi superiori capacità di soddisfare determinati bisogni.

Produzione e consumo

Bisogni: illimitati
Produzione: Trasformazione di beni economici per soddisfare meglio i bisogni
Consumo: Utilizzo di beni economici per soddisfare i bisogni
Beni economici: limitati

La storia dell’umanità è segnata dall’evoluzione di bisogni, consumi e produzione dei beni. Nel tempo gli uomini hanno capito che le attività di produzione e di consumo potevano essere svolte più convenientemente insieme con altri individui nell’ambito di società umane. Le società umane sono denominate istituti. In economia aziendale, con il termine istituto si intende un gruppo di persone che si radunano in un'attività per il bene collettivo (famiglie, imprese, istituti pubblici, istituti non profit). All’interno di un istituto viene svolta l’attività economica, cioè un’attività di produzione per realizzare i mezzi necessari a soddisfare i bisogni e un’attività di consumo, ossia di utilizzo dei mezzi ottenuti per soddisfare i bisogni. Entrambe le attività devono mirare alla creazione di valore.

L'azienda come istituto economico

In quella che chiamiamo azienda, più individui pongono in essere un’attività di produzione economica per il perseguimento di un fine. Ogni azienda nasce dall’idea dei suoi fondatori in base a un bisogno da soddisfare. Gli uomini predispongono mezzi economici, energie fisiche e intellettive che concorrono a costruire la struttura aziendale. Esistono molte definizioni di azienda, noi preferiamo analizzarne due in particolare.

  • Azienda vista come istituto economico e ordine economico dell’istituto. Zappa afferma che: l'azienda è un istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione le attività di produzione e/o consumo di beni e servizi (e svolge in continua coordinazione la produzione o il procacciamento o il consumo della ricchezza). Per istituto economico s’indica gli istituti in cui è rilevante l’attività economica possono essere definiti azienda; I fini dell’azienda sono di natura economica. L’azienda è vista come un soggetto autonomo, dotato di una propria vita e obiettivi.
  • Masini afferma che tutti gli istituti sono delle aziende, anche se l’attività economica non è rilevante. È un ordine strettamente economico di un istituto (ossia il sistema degli accadimenti economici, le attività economiche svolte), non solo dell’azienda di produzione, bensì di tutti gli istituti nei quali si svolgono attività di produzione e di consumo dei beni economici.

Pur nascendo per mano dell’uomo e perdurando nel tempo grazie ad esso, l’azienda ha una vita propria che proviene da una serie di condizioni di funzionamento, che le consentono di realizzare l’attività di produzione economica e raggiungere il fine per cui è stata istituita.

Produzione economica

La produzione economica è la funzione principale dell’azienda. Si tratta dell’attività di trasformazione fisico-tecnica, o produzione e allo scambio. Ogni azienda si caratterizza per lo svolgimento di una o più attività di trasformazione fisico-tecnica. La trasformazione fisico-tecnica (dalla materia prima al prodotto finito) è l'insieme delle operazioni attraverso le quali beni e risorse primarie (es. materie prime) vengono trasformati o modificati, con l'impiego di risorse materiali (es. macchine) e immateriali (ad es. energia e lavoro umano), in beni e prodotti finali in modo da renderli più utili cioè idonei a soddisfare, la domanda e il consumo da parte dei consumatori finali. Questo vale per qualunque azienda: sia per quelle che scambiano l’output sul mercato in cambio di un corrispettivo in denaro; sia per quelle aziende che destinano l’output a determinate categorie di utenti senza richiedere un corrispettivo in denaro, cioè in assenza di scambio. Come per esempio lo Stato, le mense.

L’attività di produzione economica si conclude quando la trasformazione fisico-tecnica genera il prezzo di vendita di output maggiore della somma dei costi di acquisto di input. Lo sviluppo della moneta e degli scambi ha costituito una condizione essenziale dell’evoluzione e specializzazione delle attività economiche. Infatti, gruppi d’individui possono specializzarsi nella produzione di un bene acquistando da altri soggetti beni strumentali. Con il termine scambio si tratta della possibilità di scambiare un prodotto in cambio di un corrispettivo in denaro, in quanto i membri possono acquistare i beni per lo svolgimento della propria attività in modo tale da soddisfare determinati bisogni.

Aziende orientate al mercato

Nelle aziende orientate sul mercato, si determinano due momenti fondamentali: l’acquisto d’input a fronte del pagamento di denaro e la vendita di output a fronte dell’incasso di denaro. L’aspetto economico dello scambio riguarda il rapporto tra i costi di acquisto e i ricavi di vendita, mentre l’aspetto monetario è il rapporto tra le uscite in denaro che misurano i costi e le entrate che misurano i ricavi.

L’azienda deve essere la fonte durevole di benefici o guadagni, presenti o futuri, per coloro che in essa investono risorse a vario titolo. L’obiettivo primario di qualunque tipo di azienda è la creazione del valore nel tempo. Per creare valore nel tempo, l’attività aziendale deve essere svolta secondo una condizione di economicità. L’economicità è una fondamentale regola di condotta, inteso come la capacità di un’azienda di creare durevolmente ricchezza nel tempo (valore dei prodotti ceduti sul mercato è superiore al valore delle risorse utilizzate dall’azienda stessa per l’attività produttiva). Tale principio rappresenta, brevemente, la “condizione di funzionamento dell’azienda” necessaria per riuscire a perseguire le finalità generali dell’istituto.

Creazione del valore

La capacità dell’azienda di creare valore nel tempo è legata a un insieme di condizioni interne o esterne e alla strategia aziendale. Il patrimonio di risorse e competenze di cui l’azienda ha, i processi con cui esse vengono combinate, i valori posseduti, le pressioni che provengono dall’esterno dell’azienda e le scelte strategiche concorrono alla creazione di valore nel tempo. Elementi importanti per creare valore nel tempo sono la grandezza delle risorse materiali e immateriali rispetto agli obiettivi, la possibilità di accedere a nuove risorse. Un altro elemento importante è rappresentato dai valori di ogni individuo che lavora nell’azienda.

Strategia

Strategia
Condizioni interne
Condizioni esterne
Le condizioni per le creazioni di un valore

Nello svolgimento di un’attività di produzione, ciascun’azienda è soggetta a pressioni provenienti dall’ambiente esterno, per esempio l’ambiente economico internazionale, dal contesto del paese e dal settore in cui l’azienda opera. Notiamo la forte crescita di molte regioni del mondo come Asia, Medio Oriente e America Latina, diventando meta d’investimenti provenienti dall’estero. Alle multinazionali americane, europee e giapponesi, che si sono internazionalizzate con lo scopo di ridurre i costi di produzione e di penetrare nei paesi in via di sviluppo, si aggiungono aziende provenienti da paesi a rapido sviluppo, intenzionate ad aggredire le economie sviluppate. Occorre aggiungere le difficoltà dei singoli paesi, in cui l’azienda opera. Come l’andamento del PIL e del tasso di cambio, la struttura del mercato dei capitali e del lavoro, la disponibilità di risorse naturali.

La strategia deve infatti essere coerente sia con le opportunità esterne sia interne all’azienda. Inoltre, le scelte strategiche modificano sia la struttura che le relazioni con l’ambiente esterno e la creazione di valore nel tempo non dipende dalla scelta di una strategia vincente ma bensì dalla capacità di ricercare costantemente una strategia migliore.

I caratteri di aziendalità

L’azienda è un fenomeno economico, perché in essa si danno luogo attività di produzione e di consumo. Ma l’attività economica non è un elemento sufficiente per dire che vi sia un’azienda. Infatti, perché vi sia un’azienda occorrono alcuni fondamentali caratteri di aziendalità. Le caratteristiche dell’azienda sono: coordinazione sistematica, autonomia, equilibrio economico, durabilità e creazione del valore. In primo luogo, l’attività economica deve essere svolta da più persone. Le persone contribuiscono all’azienda attraverso il lavoro e in cambio gli viene data una retribuzione. Nell’azienda sono presenti persone e beni. Nell’attività di produzione, le persone operano utilizzando denaro e altri beni strumentali, materiali (fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature, materie prime) e immateriali (marchi, brevetti, servizi).

Le attività di consumo richiedono disponibilità di mezzi monetari e di beni di consumo durevoli. Il patrimonio o capitale di un’azienda si riferisce i beni a disposizione dell’azienda di cui si ha bisogno per procedere allo svolgimento dell’attività economica. Quindi, le persone e i beni – lavoro e capitale – rappresentano gli elementi costitutivi di cui si compone l’azienda. Tuttavia, sono condizioni di produzione e di consumo anche i beni liberi (la luce del sole, le condizioni climatiche) e lo sono anche i beni pubblici a consumo collettivo (la rete viaria), che sono beni economici ma che non appartengono all’azienda.

Ci sono molte attività di produzione e consumo che sono interne all’azienda ma sono legate all’ambiente esterno in cui l’azienda si relaziona, ad esempio le condizioni d’ambiente che in realtà queste possono essere o vantaggiose per l’azienda oppure producono minacce e vincoli, per esempio dei cambiamenti legislativo oppure quello che può succedere sul mercato di approvvigionamento e di sbocco.

L'azienda come sistema

L’azienda è un sistema. Un sistema è costituito da un insieme di elementi interdipendenti. Il legame d’interdipendenza di un sistema dipende dal fatto che tali elementi concorrono tutti allo stesso fine. Persone e beni, quali elementi che compongono il sistema aziendale. Tra gli elementi di cui si compone un’azienda esiste un rapporto di coordinazione di tipo sistemico, che può essere analizzata attraverso tre aspetti parziali di ordine dell’azienda:

  • Una relazione ordinata tra le persone, tra i beni del patrimonio e tra le persone e i beni. La prima relazione si è già in parte parlato. Il lavoro umano e i beni vengono scelti secondo qualità e quantità e ciascun elemento viene scelto non per la sua utilità, ma per il contributo che può apportare alla economicità complessiva del sistema aziendale.
  • Una relazione ordinata tra le operazioni nelle quali si manifesta l’attività delle persone sui beni. L’attività economica svolta dalle persone sui beni si manifesta in un numero elevato di operazioni diverse, per esempio l’operazione di acquisto della data materia prima.
  • Una relazione ordinata tra le condizioni interne all’azienda ed esterne. È la relazione tra aziende e ambiente ovvero mercati di approvvigionamento e di sbocco.

L’azienda è un sistema aperto. Con questa espressione s’intende, in primo luogo, che l’azienda acquisisce gli input dall’ambiente esterno e poi cede sempre ad esso i risultati della propria attività (output). In definitiva, l’azienda può essere rappresentata come un sistema che trasforma input derivati dall’ambiente in output ceduti all’ambiente. L’azienda necessita un equilibrio con l’ambiente esterno, cioè tra le condizioni d’ambiente e le condizioni strutturali dell’azienda. Si noti che le condizioni ambientali sono in continua evoluzione, mentre i caratteri strutturali dell’azienda sono molto rigidi, per la presenza di fattori e di condizioni interne che non possono essere modificati nel breve periodo. Tuttavia se fosse un sistema chiuso alle evoluzioni ambientali, vi è una perdita nel tempo della propria funzionalità economica.

Equilibrio economico, durabilità e autonomia

La coordinazione sistematica è all’origine di essenziali caratteri di aziendalità, quali l’equilibrio economico, la durabilità e l’autonomia. L’equilibrio economico è molto complesso. Le operazioni che vengono fatte nella gestione creano uscite di denaro, entrate, costi o ricavi. L’azienda si trova in equilibrio economico quando i ricavi della gestione sono tali da coprire i costi della stessa e da lasciare una quantità in più per un compenso giusto al capitale di rischio. Non solo questo dei ricavi, ma anche i costi di rimpiazzo dei fattori produttivi (mantenimento della funzionalità dell’azienda nel tempo).

Altri due caratteri aziendali sono la durabilità e autonomia. Un’azienda in equilibrio economico non ha una vita limitata, ma bensì mostra una capacità di continuare la sua vita nel tempo, anche oltre gli individui che l’hanno costituita. Non basta che l’azienda continui nel tempo, deve farlo in condizioni di autonomia. L’autonomia in senso soggettivo e oggettivo. Sul piano oggettivo l’autonomia non va confusa con l’indipendenza o la chiusura all’ambiente, che quest’ultimo fornisce materie indispensabili, né con la dipendenza da terzi. L’azienda deve essere dotata di una propria capacità di attrarre e trattenere a sé i fattori e le altre condizioni favorevoli al proprio operare. Nella dimensione soggettiva, l’autonomia riguarda la capacità dei soggetti che assumono le decisioni fondamentali per l’azienda, a operare scelte libere da condizionamenti esterni.

Le classificazioni delle aziende

L’azienda è un fenomeno unitario. Tuttavia, le aziende possono essere classificate in classi. È bene precisare che le classificazioni delle aziende sono numerose. Possono essere distinte secondo la destinazione dell’attività produttiva, il soggetto giuridico, la destinazione del profitto, la dimensione. Un esempio classico è dato dalla dimensione delle aziende, se piccole, medie o grandi.

Criteri di classificazione

  • In base alla dimensione dell’azienda, abbiamo per le piccole e medie imprese (PMI) la possibilità di avere finanziamenti agevolati, basta che vengono soddisfatti alcuni requisiti, come il numero di occupati (per esempio, meno di 250 addetti), il fatturato annuo (per esempio, meno di 50 milioni di euro) e in alternativa a questo il valore delle attività patrimoniali di bilancio (microimpresa, piccola impresa e medio impresa).
  • Un’altra classificazione che distingue le aziende sono i prodotti ottenuti. Si individuano le aziende manifatturiere (siderurgiche, meccaniche, chimiche, agro industriali), di servizi (bancarie, assicurative, commerciali, di trasporto, di produzione di energia e simili). Ed esse a sua volta possono essere distinte su più livelli. Per esempio, le aziende di aerei si possono distinguere a seconda che effettuino il trasporto di merci o persone o entrambi, o su gomma, su aerei o su treni.

È osservare che il concetto di azienda è più generale da quello delle imprese. L’impresa costituisce una particolare tipologia delle aziende. Quindi, azienda e impresa non possono essere utilizzate come sinonimi. L'azienda è un complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio di un'attività economica, mentre l'impresa è un'attività economica professionalmente organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.

Tutte le aziende svolgono un’attività di produzione, ma solo alcune destinano i loro prodotti/servizi per lo scambio sul mercato. Negli studi economici – aziendali, è presente una tradizionale distinzione tra aziende di produzione e aziende di erogazione (o consumo). Le aziende di erogazione non destinano il loro prodotto sul mercato e svolgono la funzione di soddisfare i bisogni di determinate categorie soggetti.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher UniversitariaVM di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Napoli - Parthenope o del prof D'amore Mariano.
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