La norma giuridica
Il diritto è un insieme di comandi rivolti ai consociati per dare ordine alla loro convivenza e per regolare e organizzare le loro attività. Questi comandi possono avere natura di regole generali o riferirsi a un singolo fatto concreto.
Norma giuridica
Caratteristiche delle norme giuridiche:
- Generali e astratte: consente di escludere che sia posta per favorire o danneggiare una determinata persona => tende a impedire la discriminazione individuale nel momento della sua applicazione
- Durevole nel tempo: assicura l'ordine nella vita sociale
- Meccanismo sanzionatorio o rimedio
Pena per il trasgressore:
- Coazione diretta (impedisce il compimento di un atto vietato)
- Esecuzione forzata (forza pubblica)
Non sempre sono collegate a un meccanismo sanzionatorio vedi art. 315 c.c => i figli devono rispettare i genitori. L'ordinamento giuridico è l'insieme delle norme giuridiche.
Le fonti del diritto italiano
- Costituzione
- Leggi ordinarie dello Stato e diritto comunitario: al diritto nazionale si affianca quello comunitario TUE che consente alla comunità Una vera edi emanare delle norme (regolamenti comunitari) direttamente applicabili in tutti propriagli stati membri gerarchia
- Leggi regionali
- Regolamenti
- Usi
La costituzione della repubblica
Nasce l'1 gennaio 1948 come fonte di diritto sovraordinata alle altre. Occupa il primo posto nella gerarchia sia per il suo carattere di norma fondamentale che regge lo Stato italiano sia perché esprime i principi fondamentali dell'ordinamento giuridico. Detta le norme fondamentali di organizzazione dello stato regolando le fonti creatrici del diritto determinando: gli organi supremi, i loro compiti, responsabilità e legittimi rapporti => legittima i pubblici poteri.
Leggi ordinarie
Sono raccolte nel codice civile (nato nel 1942). Dopo la sua nascita ha subito diverse modifiche che consistono nell'aggiunta di norme con numerazione dipendente (-bis), altre sono state soppresse, altre modificate mantenendo la stessa numerazione e altre invece le nuove leggi affiancano il codice civile come leggi speciali. Esistono anche i trattati internazionali che si affiancano al codice e si limitano a creare diritti e obblighi internazionali tra gli stati contraenti.
Leggi regionali
Non possono essere in contrasto con l'interesse nazionale e con quello di altre regioni (statuto ordinario) mentre le regioni a statuto speciale hanno più autonomia. Se sono emanate fuori dai limiti fissati vengono invalidate dalla Corte Costituzionale.
Regolamenti di esecuzione
Emanati per disciplinare l'applicazione delle leggi statali e regionali, specificandole e completandole. Se contrarie a disposizione di legge vengono invalidate dal giudice ordinario.
Usi
Nascono dalla tradizione.
L'attività giurisdizionale
Nelle situazioni controverse il giudizio viene espresso dal giudice nella sentenza e viene accompagnato dalle disposizioni e dagli ordini che ne conseguono. Deve essere conforme alla norma generale. La determinazione della regola di diritto applicabile al caso concreto spesso non consiste nella semplice riproduzione di un articolo di legge: spesso la legge va interpretata.
Interpretazione della legge
La legge è espressa e ogni formulazione verbale ha necessariamente bisogno di un'interpretazione. Questa va attuata in relazione al contesto con la conseguenza che la stessa parola può doversi interpretare in diversi modi a seconda del caso. L'analogia è un procedimento logico di carattere interpretativo utilizzato nel diritto in relazione all'attività di giurisdizione. Esso ha luogo allorquando, a fronte di una lacuna dell'ordinamento giuridico, il giudice si veda nella necessità di dover offrire un obiettivo criterio di valutazione giuridica, in ordine a categorie di soggetti o di rapporti, il cui status o la cui regolamentazione non appaia espressamente contemplata dalla lettera della norma. Nell'ordinamento giuridico italiano il ricorso all'analogia è disciplinato dall'art. 12, 2° co., delle disposizioni sulla legge in generale (o preleggi), poste in capo al codice civile.
Sono previste delle eccezioni ai sensi dell'art. 14 => Il procedimento analogico è esplicitamente escluso in relazione a:
- Leggi penali secondo il quale ogni fattispecie penale deve essere tassativamente indicata dalla legge;
- Leggi eccezionali ponendosi come eccezione o deroga rispetto alla disciplina generale degli altri casi, la legislazione speciale non può quindi essere estesa per analogia a soggetti, casi, luoghi e tempi non esplicitamente contemplati dalla lettera della norma.
All'analogia si fa ricorso nell'interpretazione della legge civile, per evitare che il giudice, cui è devoluta una controversia, non trovi nell'ordinamento una norma che sia esattamente calzante per la fattispecie che egli deve esaminare (si dice in proposito che la legge civile non ha lacune).
Le clausole generali
Accade che il legislatore si limiti consapevolmente a dettare direttive di massima, delegando alla giurisprudenza il compito di svilupparle, integrarle e specificarle. In questo modo il sistema giuridico acquista flessibilità, con l'ulteriore vantaggio di potersi adeguare a concezioni ed esigenze nuove che emergono con il tempo => Da qui l'impiego delle clausole generali:
- Giusta causa
- Giustificato motivo
- Danno ingiusto
Nell'applicare questi concetti il giudice dovrà rispettare la direttiva che essi esprimono; ciò non significa che egli sia libero di decidere in base a criteri politici personali ma dovrà decidere in modo adeguato allo scopo della legge e ai valori accolti nell'ordinamento giuridico. Uno dei principi cui dovrà sottostare è il concetto di equità: si contrappone alla rigidità della norma giuridica esprimendo l'ideale di una giustizia perfettamente adeguata alle particolarità di ogni caso concreto. Autorizzare il giudice a decidere secondo equità significa autorizzarlo ad applicare in maniera differente a seconda della necessità la legge altrimenti rigida => a questo proposito il codice di procedura civile consente la decisione secondo equità quando le parti ne abbiano fatto concorde richiesta al giudice.
Il giudice
Svolge talvolta un'opera di integrazione dell'ordinamento, infatti deve decidere secondo regole che lui stesso costruisce. Non hanno la stessa efficacia delle leggi poiché costituisce solo un passaggio nella motivazione della sentenza di ogni singolo caso. Non è vincolante quindi per gli altri giudici che si imbattono in casi simili. Tuttavia costituisce un precedente che di fatto influenza le decisioni successive.
Diritto privato vs. diritto pubblico
- Regola i rapporti reciproci tra gli individui
- Ha per oggetto l'organizzazione dello Stato, degli enti pubblici territoriali e degli altri enti pubblici
- Regola l'organizzazione e l'attività di società, associazioni ed enti privati
- Si occupa dei rapporti reciproci degli enti e dei rapporti di questi con i privati
- Applicabile al di fuori della zona in cui è ammissibile l'esercizio di poteri di supremazia
- Vi appartengono il diritto penale, costituzionale e tributario
La differenza tra i due dipende dal tipo di rapporto, secondo che esso si svolga su un piano di parità giuridica e in base a un principio di autonomia dei soggetti.
La costituzione e i diritti fondamentali del diritto privato
La costituzione ha la funzione di legittimare i pubblici poteri e disciplinare la validità dell'attività legislativa => per questo motivo è rigida. Esprime i principi dell'ordinamento giuridico e delinea le strutture organizzative pubbliche.
I diritti fondamentali
Non riguardano solo i rapporti tra i cittadini e lo Stato, ma anche i rapporti tra i cittadini.
Efficacia e interpretazione delle norme costituzionali
Il destinatario delle norme costituzionali non è solo il legislatore poiché esse conferiscono diritti e impongono doveri anche ai singoli e ai gruppi sociali. Quando il potere legislativo emana una legge ordinaria in contrasto con il precetto costituzionale, il giudice deve sospendere il suo giudizio e passare gli atti alla Corte Costituzionale la quale, accertato il contrasto, dichiara l'illegittimità costituzionale della norma.
Problemi di interpretazione più delicati delle leggi ordinarie poiché sono formulate in maniera più generale sia riguardo all'oggetto, sia in funzione di una maggiore stabilità e durata.
Primo passo interpretazione letterale
I termini vanno intesi anche riguardo al significato che hanno nel linguaggio politico. Quasi mai sufficiente!
Secondo passo coordinazione logico – giuridica
La singola disposizione deve essere coordinata con altre. L'interpretazione non può trascurare il riferimento alle circostanze sociali ed economiche che la norma intende regolare. La conoscenza dell'evoluzione storica e delle ideologie possono essere utili nell'interpretazione delle disposizioni.
Lo stato di diritto e lo stato sociale
La proclamazione dei diritti inviolabili dell'uomo (che aprono le moderne carte costituzionali) hanno il loro precedente nella Carta dei Diritti Fondamentali dell'Uomo e del Cittadino (libertà proprietà privata, uguaglianza davanti alla legge...) promulgata in Francia nel 1789.
- Libertà: intesa come autonomia degli individui e libertà di agire anche nel campo economico. La proprietà privata era considerata fondamento necessario per la libertà.
- Uguaglianza: si contrapponeva al precedente regime di privilegi legali a favore di aristocrazia e clero affermando che la legge doveva essere uguale per tutti.
La legge diviene allo stesso tempo tutela (non può essere sopraffatta né da parte dei privati né dal potere pubblico) e limite (per il riconoscimento dell'eguale libertà altrui) della libertà. A garanzia dei diritti e delle libertà del cittadino abbiamo lo stato di diritto caratterizzato dalla sovranità della legge, da un sistema di rimedi giurisdizionali, dalla divisione dei poteri, dalla certezza del diritto e dalla retroattività delle leggi.
Secondo la concezione liberale poi lo Stato doveva garantire l'ordine e la sicurezza mediante interventi pubblici direttie indiretti nell'economia caratterizzando così uno stato sociale.
Diritti e libertà civili e la loro garanzia costituzionale
La costituzione italiana pone in primo piano la persona umana (lo stato è in funzione e al servizio dell'uomo). Carattere primario: possono essere riconosciuti al singolo nella misura più ampia e senza danno per gli altri. Carattere strumentale: non possono espandersi oltre certi limiti senza mettere in pericolo le libertà altrui.
Diritti e libertà: Alcuni sono definiti dalla costituzione e quindi non possono essere limitati dalla legge ordinaria. Altri invece prevedono la loro delimitazione mediante la legge ordinaria.
Il principio di eguaglianza
Art. 3 comma 1 della Costituzione afferma che: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali”
Ha una serie di applicazioni particolari:
- Uguaglianza dei coniugi nel matrimonio
- Uguaglianza dei diritti tra lavoratori con parità di retribuzione a parità di lavoro
- Uguaglianza degli elettori e possibilità per tutti i cittadini di accedere alle cariche elettive
Il divieto dell'autotutela privata
La regola giuridica ha la funzione di assicurare nell'ordine la pacifica convivenza e lo sviluppo dei consociati. Tutti gli ordinamenti progrediti vietano al privato di farsi giustizia da sé => questo divieto si estende a qualsiasi atto di chi, al fine di realizzare una propria pretesa, leda un diritto dell'obbligato o lo privi del potere esercitato su una cosa. L'autotutela implica responsabilità civile e nei casi più gravi costituisce reato ed è colpita da sanzioni penali. Tuttavia abbiamo alcuni casi particolari in cui la legge consente l'autotutela: sono limitati quando è necessaria per difendere un diritto proprio o altrui contro un'aggressione attuale (difesa = offesa).
Deroghe se il creditore detiene qualcosa del debitore ha talvolta diritto di ritenzione (trattenere l'oggetto finché il debitore non adempia o eventualmente venderlo per soddisfarsi con il ricavato).
Diritto soggettivo
Ha un posto di massimo rilievo nel diritto privato. La parte essenziale della soggettività è la libertà, si attribuisce al singolo una zona di potere nella quale egli può muoversi a suo criterio. Questo aspetto appare in rilievo se il diritto soggettivo viene confrontato e contrapposto alla nozione di potestà (potere attribuito a una persona per l'esercizio di una funzione rivolta a proteggere e realizzare un interesse altrui o superiore).
La disciplina legislativa, integrata dai regolamenti e dagli usi locali, non può essere che generale e tipica e realizza l'esigenza che i diritti soggettivi siano delimitati preventivamente in modo certo, il che costituisce anche una garanzia di eguaglianza giuridica.
Non sempre però è possibile e opportuno definire il diritto soggettivo mediante norme rigide, nella loro generalità e astrattezza, e relativamente stabili nel tempo. Talvolta il limite che va determinato in relazione a circostanze che è difficile catalogare preventivamente in tutta la varietà delle loro possibili combinazioni => la legge consente che il limite sia determinato caso per caso dal giudice o dall'autorità amministrativa.
Interviene la pubblica amministrazione
Attraverso il principio di legalità: definisce le ipotesi e fissa i criteri della valutazione amministrativa.
L'autonomia privata
Si esplica mediante negozi giuridici (dichiarazioni dispositive alle quali l'ordinamento fa seguire effetti giuridici conformi all'intento del dichiarante). La tutela del singolo implica che questi disponga della propria sfera; correlativamente il riconoscimento della sfera altrui implica che nessuno possa disporre della sfera altrui senza il consenso dell'interessato => le operazioni negoziali richiedono il consenso di tutte le parti coinvolte. Il negozio unilaterale è ammesso solo quando si dispone esclusivamente del proprio patrimonio.
I problemi giuridici dell'autonomia privata:
- Il diritto deve determinare i presupposti della capacità di agire
- Una giusta tutela della libertà negoziale è accordata contro gli eventuali illeciti interventi di terzi che mettano in essere minacce o inganni
- Il diritto detta norme rivolte ad assicurare in qualche misura il giusto equilibrio dei rapporti contrattuali nelle ipotesi in cui la debolezza economica di una delle parti, il difetto di informazione, l'insufficienza della concorrenza o altre situazioni distorte, renderebbero possibili abusi o sopraffazioni
Nel processo di evoluzione storica accade che l'area dell'autonomia privata si espanda o si riduca dimostrando adattamento e flessibilità ai mutamenti delle situazioni concrete.
Stabilità, dinamica e concorrenza
Stabilità e dinamica sono due essenziali obbiettivi promossi dall'ordinamento giuridico e vanno identificati nell'interpretazione dei vari istituti.
- Il presupposto di qualsiasi attività giuridica rilevante è una base di certezza e stabilità del dettato legislativo e delle posizioni giuridiche.
- Un diritto soggettivo cristallizzato nella stabilità, non corrisponde al processo delle attività umane, che comunque si muovono attraverso l'esercizio dei diritti soggettivi => ciò significa che esiste una dinamica consentita e promossa dall'ordinamento giuridico per la quale le singole posizioni determinano rispettivi cambiamenti.
Il fenomeno più caratteristico della dinamicità nell'ordinamento giuridico è dato dal principio di concorrenza che implica il confronto nel campo economico. L'esercizio della concorrenza non corrisponde a un'astratta ideologia ma a concreti bisogni e vantaggi di perfezionamento, di selezione e di primato.
Concetti giuridici elementari
Una terminologia precisa è lo strumento necessario per qualsiasi ragionamento che aspiri alla chiarezza. La definizione dei termini giuridici presenta molte difficoltà dovute al loro collegamento con il linguaggio quotidiano => per disporre di una terminologia del tutto univoca e precisa occorrerebbe costruirne una artificiale ma il diritto è troppo vicino alla vita quotidiana per essere espresso in termini artificiali.
Norma giuridica
Consiste in un comando.
Dovere
Può avere per oggetto un'azione (pagare, custodire...) o un'astensione (non divulgare un segreto). È sempre imposto per la realizzazione di un interesse. Se è portatore di soggetto, al quale sia attribuita la possibilità di pretendere l'adempimento del dovere, diciamo che questi è titolare di una pretesa.
Dovere = obbligo
Pretesa
Facoltà: linee verticali collegano i concetti correlativi. Linee oblique: concetti opposti.
Obbligo mancanza di pretesa.
Potere
Possibilità di creare poteri e obblighi.
Soggezione
Situazione di chi subisce il potere. Linee verticali collegano i concetti correlativi. Linee oblique: concetti opposti.
Potere immunità.
Soggezione mancanza di potere.
Diritto soggettivo: struttura e classificazione
Il diritto soggettivo è un insieme di pretese, facoltà, immunità e poteri riconosciuti al singolo per la soddisfazione di un suo interesse secondo il.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Diritto Privato, prof. Villa, libro consigliato Istituzioni di Diritto Privato, Trimarchi
-
Riassunto esame Diritto privato, Prof. Festi Fiorenzo, libro consigliato Istituzioni Di Diritto Privato, Trimarchi
-
Riassunto esame Istituzioni di Diritto Privato, prof. Cenini, libro consigliato Istituzioni di Diritto Privato, Tri…
-
Riassunto esame Diritto Privato, prof. Villa, libro consigliato Istituzioni di Diritto Privato, Trimarchi