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Diritto ecclesiastico

Capitolo I: Religioni, diritto, stato

Le religioni del libro del Medio Oriente. Monoteismo esclusivista e radicamento geopolitico.

L'evento cristiano

L’evento cristiano provoca due processi storici importanti:

  • Universalizzare il messaggio del Dio ebraico estendendolo.
  • Superamento del politeismo pagano.

Il monoteismo cristiano è meno perfetto di quello ebraico. Il Dio ebraico come creatore e padrone del suo popolo diviene colui che promette vita eterna. Comunque è sempre rimasto uno ed unico senza alcuna possibilità di eguagliarlo e di aspirare a qualche confidenza con lui. Con il cristianesimo Dio e la promessa del Messia inviato agli uomini si traducono nell’incarnazione di Dio attraverso suo figlio Gesù. Dio e l’uomo si avvicinano.

Fondamentale nel cristianesimo è il “messaggio morale” – il cammino cristiano è quello etico per antonomasia – è quello dell’homo faber. Il cristiano deve agire e realizzarsi in conformità alle proprie doti naturali (etica dell’azione) – non cadere nell’ipocrisia (etica dell’intenzione) – svolgere un itinerario di sacrifici (etica della rinuncia). Il monoteismo cristiano poi agisce unificando genti e popoli eterogenei, incarnandosi nel mondo greco-romano, assimilando la filosofia ellenistica e la storia giuridica romana.

Dualismo tra stato e chiesa

Per quanto riguarda il “dualismo annoso” tra stato e chiesa, è scritto nel DNA storico del cristianesimo e si evolverà secondo le diverse aree geopolitiche nelle quali si articolerà lo stesso cristianesimo.

Ebraismo e islam

L’ebraismo ha un destino differente. Il suo testo di riferimento diviene l’Antico Testamento con aggiunta dei Vangeli. Il Nuovo Testamento, che diviene legge per l’occidente, li condanna all’emarginazione e ad una diaspora che inizia con la distruzione di Gerusalemme da parte di Tito nel 70 d.C. L’ebraismo si differenzia dal cristianesimo proprio perché rifugge da questo suo indagare troppo su Dio e avvicinarsi troppo a questa sacra figura.

L’Islam, anch’essa “Religione del Libro”, dichiara la signoria di Allah sull’uomo e sulla vicenda terrena, e propone la sottomissione della creatura al suo creatore. La figura di Maometto proclama la fine della rivelazione divina che si conclude con la dettatura del Corano, che gli viene comunicato dall’angelo Gabriele e che contiene la parola definitiva di Dio. Questo rigido monoteismo si caratterizza nella condanna di ogni idolatria pagana e nella diffidenza verso le spinte teologiche investigatrici di Dio (come la nostra):

  • Allah è unico.
  • Allah è l’Assoluto.
  • Non ha generato e non è stato generato.
  • Nessuno è uguale a lui.

Di fronte a questa impostazione gli idolatri non hanno scampo – o si convertono o saranno annientati. Quanto al Corano, questo impone ai musulmani cinque importanti pilastri:

  • La professione di fede.
  • L’obbligo di preghiera quotidiana.
  • Il dovere della misericordia.
  • Il digiuno e i limiti all’alimentazione (alcool).
  • Il pellegrinaggio nel luogo d’origine della rivelazione.

Non mancano altri riferimenti – come il distacco dai beni terreni – ma l’etica dell’Islam non vuole porsi come soffocante le pulsioni umane – al contrario – l’accettazione della poligamia ed una certa santificazione del mondo e delle sue gioie, spingono il credente a scegliere una via mediana delle soddisfazioni dei piaceri leciti “non privatevi delle buone cose che iddio ha reso lecito senza oltrepassar la misura, perché Dio non ama i trasgressori” (dal Corano).

L’universalismo islamico nasce in un ambiente – quello desertico dell’Arabia e delle tribù beduine che riflette al massimo la tendenza alla divisione e alla frammentazione degli uomini. Il Profeta è al tempo stesso capo religioso, politico e condottiero militare (si pensi alle crociate). Questo è un punto di gran differenza con le altre religioni soprattutto quella cristiana. La terra dell’Islam è la terra della legge coranica e dell’identità fra potere spirituale e potere temporale. Infine possiamo dire che “Cristianesimo” e “Islam” le due religioni del Libro – hanno in comune un “esclusivismo” che rendono tali religioni le fondatrici della c.d. “civiltà dell’intolleranza”.

La diffusione del cristianesimo

La diffusione missionaria del cristianesimo. L’unione con l’Impero e le influenze giuridicizzanti. Il cristianesimo si diffonde con gran velocità e metodi più o meno pacifici sino all’affermazione nel 313 dell’Editto di Milano. La diffusione del cristianesimo nei primi tre secoli determina una situazione nuova nell’impero. La liturgia cristiana, incentrata perlopiù sull’eucarestia (commemorazione dell’ultima cena con l’assunzione dell’ostia e del vino) lentamente venne meno le tradizioni pagane – i cristiani cominciano un’esperienza etica rigorosa fondata sulla famiglia e il sentimento solidaristico rifuggendo da pratiche e tradizioni violente tipiche della società dell’epoca.

Questa situazione cristiana era vista con sospetto dalle popolazioni pagane – i quali cominciano ad addossare ai cristiani colpe inesistenti – non tardi i cristiani divennero “capri espiatori” da colpire anche senza elementi giuridici di sostegno. Nonostante ciò i cristiani si rifiutarono sempre di partecipare a pratiche pagane – e in questo periodo si susseguono alcuni imperatori – Settimio Severo – Massimino – Decio – Diocleziano – i quali dettero vita a cruente persecuzioni.

L'Editto di Milano

313: Costantino fu nel finalmente che trasforma la religione cristiana in “religio licita” con l’Editto di Milano. Dall’ora in avanti cristiani e pagani godranno della stessa libertà politica e religiosa. Il cristianesimo viene così integrato ed introdotto nelle strutture giuridiche e politiche dell’impero. Con l’episcopalis audientia si allargano i privilegi e i diritti spettanti ai sacerdoti pagani a quelli cristiani – si tratta di un privilegio consistente in un procedimento giudiziario speciale per le controversie clericali (321). Sempre nel 321 – si rende possibile alle Chiese di essere “eredi” o “legatari”, aprendo la strada a:

  • L’organizzazione ecclesiastica in tante sfere locali.
  • Accumularsi in ciascuna Chiesa di un patrimonio destinato a crescere.

Costantino e il cristianesimo

L’imperatore Costantino quasi si sdoppia – perché è sia capo del potere temporale ovviamente – che pontifex maximus e capo della religione pagana. La commistione tra “potere politico” e “potere ecclesiastico” si fanno completi quando esplode la crisi ariana dall’insegnamento di Ario (eretico per eccellenza) il quale afferma che Cristo non può essere considerato come Dio, ma ne pone in dubbio la divinità e dunque il cuore stesso della fede cristiana, l’identità della Chiesa e la sua derivazione divina. Dal momento che l’insegnamento di Ario conquista consensi da molte parti:

Concilio di Nicea

325: Si prospetta la necessità di un “concilio generale”. Fu infatti nel Concilio di Nicea che si conclude con la condanna di Ario e l’approvazione del credo cristiano con la consacrazione dell’unità della Chiesa. Nonostante ciò l’insegnamento di Ario si diffonderà tra i Barbari fondatori dei regni romano-barbarici (saranno quasi tutti ariani). L’integrazione del cristianesimo con l’impero diviene definitiva con l’Editto di Tessalonica nel 380, con il quale si impone a tutti di professare la religione che l’apostolo Pietro insegnò ai romani. Di lì a breve il cristianesimo diverrà “religione di Stato”.

Così a breve con le leggi di Teodosio II si ordina la distruzione di tutti i templi, santuari ed edifici idolatri pagani – la situazione si rovescia facendo dei vecchi perseguitati (i cristiani) i nuovi persecutori.

Eresia e cristianesimo

Il Cristianesimo introduce poi una scissione nella società civile con la condanna degli c.d. eretici, di coloro cioè che pur facendo parte della comunità cristiana se ne allontanano negando una o più verità di fede. Si può dire che se il “pagano” o “l’infedele” siano nemici esterni, l’eretico si definisce nemico interno che va estirpato, poiché inquinante la comunità. Agli eretici può essere imposta, secondo le gravità delle colpe:

  • L’esilio.
  • Relegatio.
  • Deportatio.

È con l’eresia che si introduce la fattispecie del pentimento, che può portare fino all’estinzione del reato e che riporta il dissidente all’interno della comunità cristiana.

La posizione degli ebrei

Se la posizione dei pagani (infedeli) e degli eretici è abbastanza chiara, tocca chiarire quella degli ebrei – categoria nei confronti della quale il cristianesimo ha sempre guardato in modo ambiguo. Questi non sono eretici, in quanto non riconoscono la figura e il ruolo messianici di Cristo. Gli ebrei sono agli occhi dei cristiani figli di una promessa e di un dono che non intendono onorare e come tali devono essere isolati – l’isolamento degli ebrei diventerà poi una spiacevole costante storica.

Le Chiese orientali e la subordinazione dell'ortodossia al potere politico

Dal 380 l’Occidente si identificherà con il cristianesimo. L’uomo occidentale da qualunque condizione provenga inizierà a parlare in linguaggio religioso e monoteista. Solo la crisi ariana continuerà a sconvolgere il cristianesimo (cfr. regni romano-barbarici).

Concilio di Efeso

Il Concilio di Efeso del 429 si trova a dover affrontare l’eresia di Nestorio, il quale aveva contestato la formula di Maria come madre di Dio. Condannando Nestorio, il concilio professa Maria “vergine madre di Dio”.

Concilio di Calcedonia

Il Concilio di Calcedonia si trova ad affrontare le teorie monofisite tendenti ad assorbire la natura umana del Cristo in quella divina. Il concilio proclama “un solo e medesimo figlio – il signore Gesù Cristo, perfetto nella sua divinità e nella sua umanità”.

Struttura della Chiesa

La struttura della Chiesa ha inizialmente una struttura “episcopale”, che riflette l’originaria struttura apostolica (i vescovi come successori degli apostoli). Nonostante la preminenza di Roma e Costantinopoli, anche ad Alessandria, Efeso e Antiochia si costituiscono importanti centri episcopali. Ciascun patriarcato riconosce la sfera autonoma di giurisdizione degli altri – si definiscono infatti Chiese autocefale.

La situazione si evolve andando verso una “gerarchizzazione” dei patriarcati, al vertice dei quali si colloca quello di Costantinopoli. Questo avvenne nel 451 nel concilio di Calcedonia si tratta di un’eguaglianza qualitativa tra Roma e Costantinopoli. Giustamente i padri concessero privilegi alla sede dell’antica Roma, poiché questa era la città imperiale – così per lo stesso motivo si accordano uguali privilegi alla sede della “nuova Roma” – proprio perché onorata dalla presenza dell’imperatore (Costantino). La dignità della Chiesa d’oriente è così basata sull’elemento politico e non già ecclesiale; ma ciò se da una parte ne determina le fortune immediate, dall’altra ne prepara la decadenza poiché tale patriarcato ha un destino legato a quello dell’imperatore. Si può così dire che la subordinazione delle Chiese orientali al potere politico si riflette a più livelli. Si può dire infatti che quando dovesse nascere un conflitto è inevitabilmente Cesare a prevalere sul patriarca senza che la Chiesa abbia nulla da dire – su questa base nasce il cesaropapismo orientale.

Il cesaropapismo orientale

È Giustiniano a teorizzare il “cesaropapismo” – ma è la stessa Chiesa di Costantinopoli che accetta e teorizza questo cesaropapismo per cui: “al di fuori dell’ordine dell’imperatore niente deve farsi nella Chiesa”.

La Chiesa d'occidente

La Chiesa d’occidente segue tutt’un altro percorso storico – nel V sec. è al centro delle invasioni barbariche – il vescovo di Roma, rispetto al patriarca di Costantinopoli, è una figura debole, ma fa di tale debolezza la sua forza. Al riparo dal controllo imperiale – esercitato per faccende più importanti – il Papa dà vita ad un apparato dottrinale. Il processo attraverso cui Roma prevale su Costantinopoli ha come base la formazione di quel “primato pontificio” che porterà il vescovo di Roma a imporsi sulla chiesa d’occidente. Inoltre dopo la legittimazione del cristianesimo con l’Editto di Milano – Roma inizia un’accumulazione di poteri e prerogative che Costantinopoli non riconosce o ignora.

Si deve a Leone I (440) la prima formulazione organica del primato. Successivamente Valentiniano III afferma che “nulla deve essere fatto contro o senza l’autorità della chiesa romana”. Altra tappa fondamentale per la teorizzazione del “primato di Roma” è segnata da papa Gelasio quando afferma che “due poteri principalmente dividono l’impero del mondo, la sacra autorità dei pontefici e la potestà imperiale; ma l’ufficio dei sacerdoti è tanto più grave in quanto essi dovranno rendere conto al giudizio divino anche per gli stessi re degli uomini”. Tale formula è famosa come teorizzatrice del dualismo gelasiano ossia della dialettica dei poteri, sia pure con una chiara sfumatura di primazia del potere spirituale.

Conquista religiosa dell'Europa

Nel frattempo la conquista religiosa dell’Europa avveniva con l’azione propulsiva e missionaria dei pontefici romani. I vescovi di Roma inviavano monaci ed ecclesiastici in Inghilterra e in Irlanda, tra germani e barbari per crearvi nuovi nuclei cristiani. La conversione religiosa segue le regole di una società arretrata poiché prima si convertono i regnanti e poi il popolo.

La separazione del 1054

La separazione del 1054 tra Roma e Costantinopoli. Cattolici e ortodossi nella prima divisione religiosa d’Europa. Rapporti tra Roma e Bisanzio si allentano. Quando Longobardi scendono a Ravenna per assediare Roma nel 739, Gregorio II chiede a Carlo Martello, re dei Franchi, di porre il popolo romano sotto la sua protezione sottraendolo alla sovranità di Costantinopoli. Caduta Ravenna sotto il dominio di Astolfo (sovrano longobardo), papa Stefano II chiede al re dei franchi di intervenire a favore degli interessi beati petri et rei publicae romanorum. Poco dopo ottiene da Pipino il breve la promissio carisiaca, con cui il sovrano Franco si impegna a donare alla Chiesa un’ampia fascia territoriale perché resti sotto la sua esclusiva sovranità.

Il vescovo di Roma a questo punto matura un disegno ancora più grande decidendo di dar vita ad un nuovo impero nella notte di Natale dell’800 incoronando Carlo Magno “imperator”, ma non romanorum (perché già sembrava di tradire il proprio popolo). Fu con Carlo Magno che si concluse il secondo processo storico che contribuì all’emancipazione della Chiesa di Roma dall’impero e le Chiese d’oriente. Inoltre l’imperatore non vivendo in Roma lascia il Vescovo di Roma come unico patriarca in occidente. Agli occhi di chiunque il potere del papa eguagliava quello dell’imperatore.

Lo scisma delle due Chiese

Lo scisma delle due Chiese: Fu nel 1054 che Costantinopoli e Roma si separarono con uno scambio surreale di scomuniche. Questo evento segna la prima grande divisione religiosa dell’Europa cristiana. Sono i delegati pontefici che in questo anno depongono sull’altare di Santa Sofia in Costantinopoli (Istanbul) la sentenza di scomunica contro Michele Cerulario. La bolla viene bruciata a Costantinopoli e il Sinofo orientale riunito a Santa Sofia emana un editto di scomunica nei confronti dei legati pontefici e della sede romana. Appare ovvio però che i motivi dello scisma furono altri:

  • Gelosie che le Chiese provano reciprocamente.
  • Costantinopoli non ha mai accettato che il vescovo di Roma si sia attribuito quel primato che nessun patriarca può accettare e che si sia costruito un impero.
  • Le due chiese hanno mentalità, costumi differenti e nessuna vuole cedere nulla di ciò che ha conquistato nel proprio campo.

Insomma uno scisma che affonda le radici in esperienze e abitudini differenti e nell’insopprimibile egoismo degli apparati ecclesiastici.

Espansione militare musulmana

L’espansione militare musulmana e la riduzione del cristianesimo a fenomeno occidentale. Allo scisma del 1054 si è giunti una volta consumatosi il dramma del cristianesimo di fronte all’Islam. Il cristianesimo subisce una disfatta ad opera della nuova religione del libro. La conquista musulmana dell’Asia minore e dell’Africa e di parte della penisola iberica, avviene in un lasso breve attraverso conquiste militari, sottomissioni fiscali delle popolazioni, lento processo di islamizzazione. Gli ebrei sono nel mirino di questa espansione – conoscendo emarginazioni e persecuzioni. Eraclio con un editto ordina a tutti giudei dell’impero di farsi battezzare.

L’Islam distingue nettamente il comportamento da tenere verso gli idolatri (pagani) e verso i credenti nelle altre due religioni monoteiste (ebraismo e cristianesimo). Ai primi non è lasciato spazio e dev...

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Scienze giuridiche IUS/11 Diritto canonico e diritto ecclesiastico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dafne.91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Ecclesiastico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Cardia Carlo.
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