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l’omogeneità confessionale entra comunque in crisi nel XIX sec con l’avvento della modernità ; nel 1808 il paese viene

invaso da truppe napoleoniche che vogliono esportare l’illuminismo e incontrano una resistenza popolare che porta nel

1812 alla sconfitta della Francia e alla Costituzione di Cadice ispirata ai principi liberali.

Le popolazioni italiane non hanno mai conosciuto l’altro terribile male dell’Occidente : quello dei conflitti razziali e della

schiavitù elevata a sistema che condiziona alcuni Stati; più precisamente gli italiani sono stati conquistati da altri e si

sono dovuti destreggiare tra diverse dominazioni ma vivono per secoli nel crocevia del mediterraneo dove vanno e

vengono popolazioni di ogni genere. L’ombra del razzismo comunque non è esclusiva degli

USA ma ha radici nel protestantesimo europeo e accompagna la storia di diversi Stati es. Olanda; negli USA invece

schiavitù e razzismo riescono a macchiare anche la Dichiarazione di indipendenza del 1776 ; Lincoln libera i neri dalla

schiavitù ma non dal razzismo : nel 1896 la Corte suprema legittima questo razzismo che negli USA sfiora quasi il XXI

secolo perché la legge non ha il potere di sradicare gli istinti razzisti o di abolire le distinzioni sulle differenze fisiche e

quindi se una razza è inferiore all’altra la Costituzione non può porle sullo stesso piano..

L’Italia non è razzista è aperta a chiunque anche per merito della romanità e della cattolicità, non ha odio violento per il

nemico perché l’umanità traspira dalla sua religione dalla sua educazione e dalla sua arte : le popolazioni italiane hanno

una coscienza nazionale vivissima che affonda le sue radici lontane nel tempo e dunque il risorgimento si sviluppa in un

paese che ha storia positiva.

4.UNIVERSALISMO E PLURALITA’ DELL’IDENTITA’ ITALIANA

L’Italia ha caratteri originali che non tutti valutano adeguatamente a cominciare dall’impronta universalista che le viene

dal passato e dal mito che risale a Enea , si fa storia con Roma e l’impero delle armi e del diritto, si rinnova con il papato

e la sua universalità spirituale : di questo patrimonio sono eredi tutti gli italiani che però nell’800 sono divisi in stati

signorie e principati.

Gli italiani che attraversano l’Europa del XVIII secolo sono molto più cosmopoliti dei loro interlocutori francesi inglesi e

tedeschi in quanto appartengono a un paese nel quale le due patrie coesistono dalla fine dell’impero romano : la patria

municipale o regionale e quella universale della Chiesa. Inoltre si può

affermare che l’italia che vuole riconosciuti i propri confini non ha effettivamente confini e vive della propria universalità

quasi senza accorgersene: la storia italiana si muove tra universalismo e particolarismo : universalismo sul piano delle

idee e particolarismo sul piano della realtà politica.

Nel risorgimento il rapporto tra universale e particolare entra in crisi e si trasfigura nel conflitto tra universalità e

nazionalità, cattolicesimo e patriottismo ; gli artefici del risorgimento non intuiscono che c’è asimmetria tra il re e il papa.

5.I POETI DELLA NAZIONE , LA NAZIONE DEI POETI

I primi sogni di un’Italia unita sono narrati dai poeti , letterati e romanzieri : questi parlano quando l’Italia è preda d’altri ,

conquistata e scomposta; Napoleone promette libertà e ammodernamento ma poi disfa l’italia a suo piacimento e

provoca infine l’insorgere di una violenza estrema.

In queste sofferenze sono le radici di Alfieri e Foscolo che nascono innamorati della Francia e di Napoleone , poi odiano

entrambi e cominciano a sognare l’Italia libera e unita dando voce alle speranze degli italiani.

Alfieri è il prototipo intellettuale che si innamora della rivoluzione francese con l’ode di Parigi Bastigliato.

L’orgoglio e la sofferenza di Alfieri si radicano in Foscolo che guarda alla Francia come liberatrice ma poi assiste

all’occupazione di Venezia da parte di Napoleone : nel 1802 pubblica Le ultime lettere di Jacopo Ortis nel quale unisce

un abbraccio di tanti secoli di storia italiana mentre il giovane Jacopo nella delusione per la libertà perduta e per il suo

amore impossibile visita le bellezze d’Italia e si sofferma sulle tombe dei grandi Dante e Petrarca; fa rivivere poi i grandi

italiani del passato riproponendo i Sepolcri.

Con il fallimento di Napoleone il classicismo di Alfieri e Foscolo lascia il passo a poeti e letterati romantici che elaborano

idee di un Italia unita ne fanno professione e gettano i margini per l’illuminismo.

Manzoni amalgama letteratura e nazione : nell’800 è il massimo esponente della cultura cattolica e liberale e riesce a

intrecciare storia, religione, spirito di libertà, parla a generazioni intere anche fuori dall’Italia : nei promessi sposi mette in

scena una lotta epica e senza fine della giustizia contro l’ingiustizia; romanzo più cattolico e patriottico dei promessi

sposi non si può immaginare : in questo l’uomo non è mai lasciato solo con il male, tutti sono sottoposti al giudizio anche

gli uomini di chiesa che sbagliano.

Leopardi : mentalità opposta, non crede in Dio e nella provvidenza si nutre di un ingenuo illuminismo e vede nella storia

passata un inferno dal quale l’uomo deve uscire ; è contro ogni assolutismo aspira all’indipendenza , alla felicità dei

popoli.

Pellico: è l’opposto di Leopardi e vuole impegnarsi per l’indipendenza dell’Italia, non si sofferma su questioni teoriche , è

patriota e fervente cattolico senza alcun tormento.

6. RELIGIONE TRASFIGURATA

La religione si identifica in linea di massima in quella cattolica che unisce l’uomo a Dio e che da speranza alla nazione

italiana; il linguaggio religioso è una translitterazione ovvero un prendere in prestito parole religiose e trasferirli in una

narrazione letteraria : questo può anche tradire la religione vera ma in Italia risulta quasi indispensabile .

Banti individua due momenti di trasferimento del linguaggio ; secondo lui l’eroe nazionale ha molti tratti che lo avvicinano

alla figura del Cristo infatti come Cristi e i martiri l’eroe svolge una funzione testimoniale grazie alla morte tragica alla

quale di solito è destinato.

Ulteriore passaggio è quello di Mazzini il quale sostituisce alla fede cristiana una più vaga fede in Dio posta a base

dell’azione rivoluzionaria e ritenuta necessaria per il suo successo; Mazzini muove dai presupposti utopici che

mischiano vaghe visioni di Hegel con tratti di generico cristianesimo : gli archetipi linguistici di Mazzini sono ripresi dalla

Bibbia , dalla tradizione ebraica e cristiana , parlano di fede in Dio, di missione di credenza ma sono senza sostanza

religiosa e si proiettano in una visione utopica che non incide nella coscienza se non come supporto della passione

politica.

Anche esponenti del risorgimento di matrice mazziniana criticano la sua visione religiosa ma ne colgono il carattere

strumentale; De Sanctis rende omaggio a Mazzini che a posto a base del cosmopolitismo e della futura federazione

europea la ricostituzione delle unità nazionali ma lo critica per essersi proposto come artefice di una riforma religiosa

priva di idee concrete.

Tale critica non giunge comunque alle conseguenze dei propri postulati e risulta ingenerosa perché per Mazzini la fede in

Dio è coessenziale al progetto politico in quanto Dio stesso ha dato a ciascuno la sua nazione e senza fede non si da

impegno sacrificio e martirio per la propria patria; secondo De Sanctis il Dio di Mazzini era un vizio intrinseco del suo

sistema e la sua religione è una religione senza chiesa senza rito o senza culti ma nonostante ciò svolge una funzione e

da alle persone un senso di doverosità, di coerenza e di rigore.

7.PREGIUDIZI E STEREOTIPI , IL CLIMA E LA RELIGIONE

Il risorgimento è pieno di pregiudizi e stereotipi e alcuni circolano ancora oggi.

Secondo De secondat, barone di Montesquie tra le cause dell’arretratezza c’è il clima perché i climi caldi generano

accidia e servilismo mentre quelli freddi energia e indipendenza i settentrionali sono freddi mentre il sud è estroso e

greco.

Il giornale inglese Harper’s Weekly osanna l’impresa dei 1000 e informa che l’eroe dei due mondi ha liberato la città di

Napoli dalla spazzatura religiosa e gli dedica poesia e vignetta.

La sofferenza per le divisioni italiane diventa ben presto pretesto per dire qualunque cosa sulla storia e sulla situazione

attuale : anche Gioberti pronuncia lodi all’Italia e agli italiani ma poi fa presenti anche i loro vizi.

Settembrini vede nella tradizione del perdono e della rassegnazione alla volontà di Dio le radici della sottomissione alla

servitù e la negazione della patria e giunge a dire che i Promessi Sposi altro non sono che il libro della Reazione .

Nella storia si trova di tutto : Botta ha un gran successo pubblico e ritiene che il passato dell’Italia non sia da dimenticare.

C’è chi difende l’Italia dagli stereotipi come Madame de Stael la quale a sentir dire che colpevole dell’arretratezza

italiano è il cattolicesimo chiede come mai la stessa fede non abbia impedito alla Francia si diventare grande nei secoli;

anche Stendhal in viaggio per l’Italia constata come la divisione e la bellicosità tra le città impedisce ogni vero

patriottismo nazionale, salva la religione cattolica come una raffigurazione agrodolce.

8.SPIRITO GUERRIERO . IL POPOLO ROMANO

Altro stereotipo che resiste a lungo è quello che inibisce agli italiani il ruolo di guerrieri : ne sono convinti tutti al punto

che anche le morti belle ma insenstate vengono esaltate perché smentiscono lo stereotipo. Lo spirito

guerriero contagia un po tutti anche il rivoluzionario Mazzini che però non è amante della violenza in se ma ritiene che la

nazione debba legittimarsi con il sangue dei martiri e anche Gioberti dopo il fallimento del sogno guelfo ritiene

necessario che l’Italia si munisca di virtù guerriere.

Il problema degli italiani dell’800 non è quello di essere coraggiosi e di combattere: hanno forza e coraggio esattamente

come gli altri : la ferocia torna e dura a lungo nella cd. Guerra del brigantaggio che coinvolge ancora gruppi e paesi del

meridione ma anche le forze regolari piemontesi mandate per stroncare le rivolte.

Con la legge Pica del 15 agosto 1863 il Governo italiano approva misure eccezionali dando ai militari carta bianca per

combattere abbattere e liquidare i ribelli fuori da ogni controllo di legittimità.

I pregiudizi non risparmiano neanche Roma e la sua storia .

9.RISORGIMENTO CHE UNISCE E DIVIDE

La prima fase è quella insurrezionale che va dal 1820 al 1831 caratterizzata da rivolte locali, primi martiri vede attivi i

carbonari e i mazziniani; la seconda fase che va dal 1848 al 1849 e comprende guerre rivolte, esperimenti arditi, unisce

quasi tutti gli italiani pieni di speranze per un traguardo che credono vicino ma che si conclude con una disfatta

generalizzata; la terza fase è affidata alla politica , alla diplomazia, alle guerre ragionate ed è la più complessa in quanto

utilizza i democratici e li allontana, è sostenuta da molti cattolici ma poi li divide; in questi anni si costruisce lo stato

unitario si selezionano le idealità e si raggiunge l’essenziale.

Ribelli ,mazziniani e democratici sono i soggetti spesso molto giovani e espressione di minoranze che danno vita a

rivolte improbabili.

Nel 1820 esplode una rivolta a Nola in nome della Costituzione spagnola : tale rivoluzione si estende in Sicilia che vuole

l’autonomia; in Piemonte la guarnigione di Alessandria insorge nel 1821 e chiede la concessione della Carta di Cadice;

le repressioni di Napoli e Torino conseguono un risultato di rilievo perché centinaia di esiliati si recano in Francia dove c’è

maggiore libertà , organizzano sette per diffondere la cospirazione nelle città italiane mentre si diffonde l’idea che

bisogna far guerra all’Austria perche da forza a tutti i governi dell’assolutismo.

A Parigi scoppia la rivoluzione e a Bruxelles cattolici e liberali ottengono il Belgio indipendente : le rivolte scoppiano in

molte città del centro nord e si forma qualche governo provvisorio; Mazzini organizza la GIOVINE ITALIA e esordisce

complotti quasi tutti scoperti e disfatti ed è condannato a morte in Piemonte successivamente .

La spedizione di Carlo Pisacane nel 1857 comprende un pugno di uomini che si imbarcano a Genova per liberare dei

detenuti di Ponza e con questi incitare i contadini alla rivolta per marciare con loro su Napoli : ciò accade ma ne vengono

uccisi più di 50.

Il 1848 1849 inaugura il risorgimento corale perché unisce gli italiani di tutte le fedi e correnti contro L’Austria e fa

intravedere il primo sogno di Unità d’Italia.

La prima guerra d’indipendenza del 1848 sembra realizzare la grande unità popolare quando liberali mazziniani

,monarchici e cattolici sperano in Carlo Alberto e vedono in Pio IX l’alfiere delle aspirazioni nazionali : la guerra del 48 si

perde su tutti i fronti perché gli italiani si dividono di nuovo in quanto c’è chi vuole la rivoluzione sempre e comunque e

chi vuole seguire un disegno intelligente; da quel momento si continuerà a combattere per l’Unità di Italia, con alleanze

variabili, italiani contro italiani stranieri che colpiscono patrioti.

La seconda guerra d’indipendenza del 1859 registra nuove aggregazioni e divisioni ma vede la vittoria del Piemonte

alleato con la Francia con una buona partecipazione della borghesia liberale ai fatti che vertiginosamente portano

all’unità d’Italia il 17 marzo del 1861 : i due anni più belli dell’Italia comprendono la spedizione dei mille di Garibaldi che

in poche settimane fa scomparire il Regno delle due Sicilie e introduce tra gli storici la categoria del miracolo,nel senso

che tale unità viene vista come la combinazione di circostanze fortuite.

La terza guerra di indipendenza del 1866 è ormai frutto dell’azione del nuovo regno d’Italia che si allea con la Germania:

si registrano dure sconfitte militari che alimentano un senso di frustrazione nazionale ma infine si ottiene il Veneto

quando l’Austria è costretta alla Pace di Prussia. Infine le

truppe italiane entrano a Roma dalla breccia di Porta Pia e Roma è proclamata capitale del Regno e si pone fine al

potere temporale dei Papi : la più grande istituzione della storia d’Occidente è sconfitta da un piccolissimo gruppo di

uomini armati.

Nel 1870 tutto è compiuto: il risorgimento ha unito l’Italia ma ha diviso gli italiani ; Mazzini resta un ricercato si nasconde

e muore a Pisa nel 1872 sotto falso nome : a lui sono rivolte aspre accuse di tradimento, confusionario.

Anche le guerre dividono e creano alleanze tra gli italiani e gli stranieri interessati all’Italia : i soldati pontifici corrono al

nord per combattere l’Austria nel 48 ma difendono Pio IX ; i francesi abbattono la repubblica romana nel 49 e si alleano

con l’Italia nella 2 guerra di indipendenza; solo per gli austriaci è tutto chiaro in quanto stanno sempre dalla stessa

parte : contro l’Italia a favore di tutti i tiranni.

Per decenni i festeggiamenti per l’Unità d’Italia sono disertati dai mazziniani , dalla Chiesa che li considera il nuovo

Regno usurpatore dei propri diritti : per i socialisti celebrare l’Unità è una menzogna perché nord e sud fanno due

nazioni .

CAP II_ UNITA’ D’ITALIA E CHIESA CATTOLICA

1.SOGNO GUELFO E CATTOLICI LIBERALI

Dopo i sogni letterari e il fallimento dei moti insurrezionali si apre la stazione dei sogni politici che porta agli eventi del

1848; si sogna in grande in quanto si punta all’universalità del cattolicesimo con un papa che abbraccia tutti i popoli :

anche il sogno guelfo si prospetta utopico e realista allo stesso tempo, riflette il desiderio di tutti gli italiani.

Il sogno guelfo è teorizzato da Gioberti, Rosmini e Balbo.

Gioberti : “ del primato morale e civile degli italiani” libro prolisso e brutto, ha grande fama nonostante le contraddizioni e

rimpianti per il passato. Rimarca il legame tra l’Italia e il cattolicesimo e vuole far saldare questo legame.

Critica Machiavelli secondo cui il papato è d’ostacolo all’unità politica degli italiani.

L’unità federale si presenta come sola ipotesi realistica perché sperare che l’Italia da sempre divisa si sottometta a uno

solo è utopia pura.

L’antitesi tra universalità e particolarismo che tormenta poeti letterati e civili viene superata da una visuale bella e debole

d’insieme; Gioberti è una personalità complessa che guarda più al passato che al presente e con la nuova opera “ del

rinnovamento civile d’Italia lascia il progetto neoguelfo e aderisce al disegno sabaudo : il progetto originario non va in

porto perché utopico e contraddittorio ma resta comunque importante per la sua funzione svolta di revocare il rapporto

tra Italia e cattolicesimo : l’Italia senza papato è cosa povera e il papato senza l’Italia sarebbe nel deserto.

Balbo : “ le speranze d’Italia” aderisce al filone moderato di chi vuole l’Italia unita ma rende utopico anche questo suo

pensiero; secondo lui le speranze dell’Italia sono riposte in una palingesi geopolitica in quanto questa è un gioco di

dipendenze multiformi che la stringono da ogni parte.

Rosmini affronta invece i temi della Chiesa e della giustizia politica, teologo filosofo e fondatore dell’Istituto della carità è

un punto di riferimento per tanti cattolici; nel 1848 parla delle “ cinque piaghe della Santa Chiesa” prospetta riforme che

riguardano la formazione dei fedeli e del clero che deve essere più solida e attenta alla modernità; affronta la questione

dei beni ecclesiastici e denuncia il permanere di pratiche feudali .

altra opera di Rosmini “ la Costituzione secondo la giustizia sociale”; secondo lui lo Stato deve riconoscere i diritti

naturali che sono inviolabili per ogni uomo e tutelabili in sede giurisdizionale : lo Stato non può essere indipendente dalla

Chiesa perché a questa spetta la supervisione etica dell’attività dei cittadini e quindi anche dello Stato;l’elettorato

dipende dal censo e coloro che non contribuiscono al fondo sociale possono fare parte della società civile solo in ragione

dello spirito evangelico che esclude schiavitù e disuguaglianze ma non hanno potere politico.

la sua influenza sui cattolici italiani è meno immediata di quella di Gioberti e Balbo ma più duratura in quanto diverse sue

proposte saranno di base alle riforme fatte proprio dal Concilio Vaticano nel XX sec.

Altri cattolici contestano le posizioni di questi tre soggetti : Luigi Taparelli D’azeglio , secondo lui la nazionalità può

esistere anche senza dipendenza e la soggezione a un principe straniero non è schiavitù se questo principe è indirizzato

al bene sociale; anche Curci contesta Gioberti che raffigura la religione più come fattrice di civiltà che di spiritualità.

La singolarità del sogno guelfo sta nel fatto che prima del 1848 in forme diverse, con forza intellettuale tipica di chi

affronta ciò di cui non ha esperienza il pensiero cattolico vive l’aspirazione all’indipendenza e diviene parte integrante di

un movimento che parla dell’Italia ,di nuove istituzioni e di libertà dallo straniero : queste idee si sedimentalo e

alimentano quel movimento di cattolici liberali che non ha confini certi ma comprenderà alcuni dei maggiori intellettuali e

statisti della destra storica che fa l’Italia; il ruolo dei neoguelfi e dei cattolici liberali è essenziale e attrae molte personalità

che uniranno l’Italia.

Il cattolicesimo liberale svolge un ruolo che supera quello dei suoi esponenti perché i cattolici desiderano l’Italia unita e

scendono in piazza combattono e muoiono per la patria : secondo qualcuno il cattolicesimo liberale sopravvive nei suoi

stessi avversari.

2.IL MITO DI PIO IX . LA GUERRA DEL 1848

Il disegno neoguelfo ispira molti protagonisti della rivolta contro l’Austria del 1848, per due anni anima la vita politica fino

ad elevare ad alfiere dell’indipendenza nazionale Pio IX : il papa che almeno a parole tutti amano e esaltano , anche

Mazzini e Garibaldi. ; l’unico obiettivo chiaro e di lottare contro l’Austria ma si diffonde la convinzione che a impegnarsi

per l’indipendenza possono essere tutti gli italiani e Pio IX svolge un grande ruolo .

Giovanni Maria Mastai Ferretti è eletto papa nel 1846 come candidato moderato in antitesi a Luigi Lambruschini

segretario di stato di Gregorio XVI e in un anno imposta un programma di riforme che giunge quasi a dar vita a un

governo costituzionale nello stato della Chiesa.

Concede un’amnistia ai detenuti per i delitti politici , nomina una commissione per la realizzazione delle ferrovie, gruppi

di studio per la riforma del sistema giudiziario e rimedi contro la disoccupazione : dopo anni di chiusura sembra essere

arrivata l’alba di una nuova epoca : ha fatto più lui in due mesi che tutti gli italiani insieme per 20 anni.

Le riforme più importanti sono varate nel 1847 una dietro l’altra e si dilaga cosi in Italia il mito del papa liberale ; primi

passi verso la libertà di stampa, la censura sulla stampa è abolita per ciò che non riguardi il profilo religioso e morale;

nascono il Circolo Romano , quello per i commercianti , quello popolare ; si passa poi alle riforme costituzionali e

istituisce il 19 aprile una consulta di stato per finanze e amministrazione; stupore e anche opposizione di alcuni cardinali.

Nel frattempo matura un incidente che avvicina i principi italiani : un corpo di soldati austriaci entra nella città di Ferrara

provocando proteste anti austriache e Mazzini incita Pio IX a unificare l’Italia : Pio IX , re Carlo Alberto e il Granduca di

Toscana firmano un atto preliminare per la formazione di una lega doganale.

Nel 1848 il mito del papa liberale raggiunge l’apice e poi si consuma insieme alle fiamme della Repubblica Romana per

lasciare un’eredità ricca e contrastata negli anni successivi;il papa liberale diventa anche papa patriottico : la

Costituzione approvata dal Pio IX sembra aprire una nuova fase politica per lo Stato pontificio; l’esercito pontificio è

comandato da Durando e si ingrossa di volontari provenienti da vari città .

Il sogno guelfo ha spinto i cattolici a valore l’indipendenza dell’Italia, è stato promosso anche da PioIX e ora è stato

anche usato da Carlo Alberto e dai mazziniani per combattere l’Austria.

Con le 5 giornate di Milano vengono scacciati gli austriaci, il 22 marzo nasce la Repubblica di san Marco,Pio conferma la

sua vicinanza agli italiani che ormai non si distinguono piu; Durando e d’Azeglio arruolano Pio in una sorta di guerra di

civiltà in quanto si dichiarano benedetti nelle loro opere da un gran pontefice ed esaltano cosi gli italiani.

3.LE DELUSIONI DI PIO IX E LA GUERRA PERSA

In pochi giorni il clima che vede la nazione unita si offusca e Pio è costretto a ridimensionare lo spirito riformista e

d’amore per l’indipendenza che aveva manifestato; primo problema fu proprio quello della sua “ partecipazione” alla

guerra in quanto si sarebbero potuti verificare seri problemi da parte delle Chiese europee e allontanamento di fedeli : ci

si chiede se il papa capo dei cattolici può partecipare a una guerra tra l’altro contro un altro stato cattolico, questa

domanda genera l’allocuzione del 29 aprile e avvia il ripensamento di Pio.

L’allocuzione del 29 aprile è ampia e esamina il periodo sotto diversi punti di vista prima di tutto precisando che il papa

non è un fomentatore di disordini, ricorda le sue riforme promosse all’inizio del pontificato e aggiunge di non meritare

rimproveri se non ha potuto frenare l’ardore dei sudditi. Parla con rispetto dei movimenti

antiaustriaci ,chiarisce che grandi movimenti ci furono nel periodo di riforme in tutta europa e non solo in Italia e lo scopo

era solo quelli di formare un paese più compatto; invita l’imperatore d’Austria a mettere via l’odio e a instaurare una

relazione amichevole : Pio è vicino alla causa italiana ma non può fare la guerra;inizia cosi la discesa del suo mito , il

papa è comunque chiamato dal Signore per liberare il popolo e si crea la prima difficoltà nel rapporto tra papa e

indipendenza italiana, non può perché deve stare sopra le parti : il papa fugge si trasferisce a Gaeta a seguito di

disordini.

La figura di Pio si divide cosi dai movimenti nazionali; l’esercito piemontese viene sconfitto a Custoza nel 1848; l’ultimo

tragico evento è quello di Genova che dopo la sconfitta di Novara insorge per paura dell’attacco austriaco ma viene

conquistata dal generale piemontese Lamarmora che concede alle truppe libertà di saccheggio e violenza per 3 giorni ;

nel frattempo la Repubblica Romana manda via il papa e sogna ancora un Italia unita.

4.LA REPUBBLICA ROMANA DEL 1849. FINE DEL SOGNO GUELFO

A seguito della fuga del papa e la proclamazione della Repubblica,Maminiani forma un governo composto quasi tutto da

laici ma vuole impegnarsi troppo nella guerra del Nord Italia e si dimette ancor prima di presentarsi in Parlamento;

le manifestazioni di protesta proseguono e Pio cerca una soluzione tenendo rapporti con Gioberti e Rosmini : il primo

suggerisce al papa di andare a Milano e di incoronare Carlo Alberto facendo rivivere il sogno guelfo di una monarchia

italiana che nasce per volontà del papa; il secondo incontra il papa a Gaeta e tenta ancora di farlo schierare dalla parte

italiana ma non ci riesce ; altre soluzioni. Pio successivamente fugge il 24

novembre quando esce dal Quirinale in quanto la situazione delineatasi lo vede senza poteri e immiserito nella sua

condizione di pontefice : vorrebbe uscire dall’Italia ma viene convinto ad attendere a Gaeta il suo ritorno a Roma :

nomina nel frattempo una commissione governativa che ha il compito di dirigere gli affari pubblici ma tutto ormai è

compiuto : il parlamento si riunisce l’8 dicembre e nomina una Giunta che indice successivamente le elezioni per il 21

gennaio 1849 in base al principio della sovranità popolare.

Il papa annuncia la scomunica per tutti coloro che parteciperanno alle elezioni : il 21 gennaio circa 230.000 elettori

votano per la nuova Assemblea che si riunisce il 9 febbraio e proclama la Repubblica Romana : questa stabilisce che il

papa è ufficialmente decaduto e che si occuperà del suo potere spirituale, che la forma di Governo sarà la democrazia

pura. La Repubblica ha vita

breve fino al 9 luglio 1849 ma è rilevante per il mito che crea e trasmette alle generazioni successive e porta alla luce un

dato indiscutibile : l’unità d’Italia non concorda con il potere temporale.

Si forma il triumvirato che governa fino alla fine della Repubblica composto da Mazzini cittadino onorario, Saffi e Armellini

; Garibaldi guida militare.

Ispirata da Mazzini la Repubblica romana anticipa un carattere tipico del risorgimento italiano : l’essere contro la Chiesa

istituzione e volere al tempo stesso la sua benedizione; il tricolore viene integrato nelle cerimonie religiose; alla chiesa si

chiede di cantare inni per la Repubblica e si puniscono i preti che si rifiutano di obbedire.

La Repubblica realizza almeno teoricamente un’opera di spoliazione integrale della Chiesa nazionalizzando tutti i beni

ecclesiastici dello Stato e promette di provvedere comunque al sostentamento del clero secondo le decisioni prese dal

Decreto dei Triumviri del 27 aprile : non c’è tempo per realizzare ciò.

Il 3 Luglio verrà promulgata la Costituzione della Repubblica romana che afferma i fondamentali diritti di libertà : la breve

vita della Repubblica non è comunque caratterizzata da particolari violenze anche se il clero rimane effettivamente ostile

ma nell’insieme basso tasso di violenza. Il problema principale

della Repubblica infatti non è quello della violenza ma dello sconvolgimento che porta nell’istituzione ecclesiastica in Pio

in particolare che si trova a respingere il pensiero della modernità.

La Repubblica romana ha fine il 4 luglio 1849, Pio rientra a Roma dopo qualche mese.

Ristabilisce la gerarchia cattolica in Inghilterra dove i cattolici cd. Papisti sono stati perseguitati e emarginati per secoli e

hanno ottenuto : l’Inghilterra patria delle libertà scende in piazza brucia in effigie Pio che nel frattempo ricostituisce la

gerarchia cattolica in Olanda. Si

può affermare che la dimensione religiosa del pontificato di Pio IX è scarsamente conosciuta per il ruolo che svolge nelle

nostre vicende politiche ma è di eccezionale rilievo per l’Impegno profuso nelle attività missionarie e di propagazione

della fede e ristrutturazione dei dicasteri della curia : è fondato l’Istituto delle missioni estere, cambia la sua visione

politica in quanto non ha più simpatia per il liberalismo anche se moderato, diventa intransigente.

5.GUIDA E MODERNIZZAZIONE DEL PIEMONTE. VITTORIO EMANUELE II, CAVOUR E GARIBALDI

Il biennio 48-49 ha fatto chiarezza su molte cose : a Milano non si vuole che le truppe piemontesi entrino in città perché

si teme la dominazione e esplodono nuovi contrasti tra federalisti e unitari; per Manzoni occorre incamminarsi sulla via di

Roma per farla capitale di uno stato unitario.

Per il Regno dei Savoia le cose sono differenti : il regno è all’inizio chiuso e bigotto, custode dell’assolutismo e si parla

poco l’italiano; successivamente le cose cambiano e nel 1849 è visto come il regno più antico d’Italia che ha combattuto

contro l’Austria e moderno ,patria comune di esuli e ricercati.

In Piemonte ci sono gli uomini che vogliono realizzare la grande impresa : re Vittorio emanuele, Garibaldi, Cavour, e altri

come Gioberti.. : da quel momento Piemonte vuol dire Italia, le sue guerre fanno il risorgimento e le sue leggi sono leggi

italiane.

Vittorio Emanuele : cattolico tradizionale convinto,interlocutore intimo di Pio. Subisce scomuniche dalla Chiesa ma riesce

sempre a farsi confessare e assolvere; è superstizioso e riceve minor gloria di quanto meriterebbe nell’Italia

repubblicana del secolo XX per le scelte dei suoi successori.

Cavour : personifica la più grande capacità politica, opportunista e cinico, riesce a comporre e scomporre amici e

avversari per giungere allo scopo; è cattolico quanto basta per garantirsi l’aldila, si fa assolvere in punto di morte, autore

della formula “ libera chiesa in libero stato”: è abituato a decidere senza una vera trattativa tanto meno con il papa al

quale riesce a dettare le proprie condizioni, quest’ultimo lo ricambia con giudizi negativi ma ne riconosce la personalità.

L’osservatorio romano rende omaggio a Cavour riconoscendo in lui un grande statista; anche la Chiesa lo onora.

Garibaldi : ha un’idea fissa e cioè di combattere per l’Unità d’Italia ;da Mazzini lo dividono ideologia e politica da Cavour

lo separa il carattere : quest’ultimo usa Garibaldi e poi lo dismette.

Qualche intesa in più Garibaldi ce l’ha con il re; è particolare il suo rapporto con la religione : è di un anticlericalismo cosi

grossolano da sembrare finto invece è autentico.

6.LIBERTA’ E UGUAGLIANZA RELIGIOSA DEI CITTADINI

Il disegno dell’Unità d’Italia si sviluppa poco per volta in politica sia esterna che estera: all’inizio l’obiettivo del Piemonte è

quello di costruire un regno nel nord Italia firmando trattati internazionali e solo più tardi si pensa a estendere questo

progetto alle regioni centrali e si finisce con l’annettere il Regno delle Due sicilie quando Garibaldi lo conquista.

I primi passi che confermano l’egemonia del Piemonte sono di natura ecclesiastica : non c’è libertà religiosa per i non

cattolici, alcuni obblighi confessionali sono ritenuti civili, le cause con ecclesiastici e religiosi sono decisi dalla Chiesa..

le prime riforme che danno l’avvio alla svolta separatista piemontese sono ispirate ai principi di libertà religiosa e

all’abolizione dei privilegi ecclesiastici a cominciare dal privilegio del foro.

Lo statuto albertino si colloca all’orizzonte di un moderato riformismo quando afferma nel suo art. 1 che la religione

cattolica è l’unica dello Stato : la legge di Sineo decreta la svolta generale della libertà religiosa e dichiara che la

differenza di culto non forma eccezione al godimento dei diritti civili e politici.

Altra svolta storica è determinata dalla legge di Siccardi che introduce l’unicità della giurisdizione e l’uguaglianza dei

cittadini in materia giudiziaria e di immunità; è abolita ogni competenza civile ai tribunali ecclesiastici e afferma che

l’individuo arrestato sarà sottoposto a regolare processo; si sopprimono le sanzioni per l’inosservanza delle feste

religiose.

Si respira aria nuova; nel 1848 è soppressa la Compagnia di Gesù : i cattolici favorevoli alla linea dura con i gesuiti non

sono pochi e il disegno passa alla Camera con 129 voti : la voglia di fare piazza pulita traspare chiaramente ;la

soppressione della Compagnia non comporta solo la perdita della personalità giuridica ma la dispersione delle persone e

l’esilio per i gesuiti non regnicoli : questi devono rilasciare davanti alle autorità di polizia una dichiarazione di fisso

domicilio.

Iniziano qua i conflitti tra Stato e Chiesa che caratterizzano il risorgimento , non tanto per la legge sui gesuiti ma per le

riforme liberali e di modernità.

Pio IX si lamenta con Vittorio Emanuele per il clima del suo regno : è sull’insieme della politica di modernizzazione che

la Chiesa calca ma nella lettera del papa a V.E. affiorano i temi che renderanno definitivo il contrasto con lo Stato e cioè

l’istruzione , matrimonio civile e i beni ecclesiastici. In verità i progetti a cui

si lavora sono diversi : il primo riconosce il matrimonio civile con divieto della celebrazione religiosa non preceduta da

rito civile; il secondo si ispira alle leggi austriache e prevede il riconoscimento del matrimonio celebrato in forma religiosa

ma regolato dalla legge civile; il terzo istituisce il matrimonio civile lasciando nell’irrilevanza quello religioso; il papa

continua a lamentarsi con il re.

Pio IX condanna ogni eventuale legge che intacchi i fondamenti canonici del matrimonio.

Di importanza particolare è la lettera che il re invia a Pio IX dopo tre anni di distanza nella quale il cattolicesimo del

sovrano condiziona l’esercizio dei suoi doveri istituzionali : il biglietto all’interno della lettera è il più significativo e parla di

tante cose, del punto di rottura a cui si sta per giungere per la questione della soppressione dei conventi, della fede di

V.E. e della complicità che uniscono papa e re

7.L’INASPRIMENTO DELLA LEGISLAZIONE ECCLESIASTICA

Il conflitto con la chiesa si inasprisce con il progetto Cavour- Rattazzi del 1853 che prevede l’abolizioni di ordini religiosi

non impegnati nella predicazione, istruzione, assistenza degli infermi e l’incameramento dei loro beni che vengono

devoluti alla cassa ecclesiastica : misure drastiche.

Per capire occorre tenere presente la realtà dell’epoca : una legge del genere colpirebbe la proprietà privata in

violazione dello stato di diritto ma i beni ecclesiastici diretti a soddisfare finalità pubbliche sono da considerarsi in realtà

beni pubblici e lo stato può disporne in caso di necessità . varie

necessita : stato che si ammoderna , ha poche disponibilità finanziarie e dunque gli enti ecclesiastici rispondono delle

necessità.. terza motivazione che con il tempo diventa molto importante è l’abolizione degli ordini religiosi : gli ordini

religiosi sono troppi e non sono tutte vocazioni sincere a causa dello stato privilegiato di questi.

Occorre vedere le cose anche da parte cattolica: anche Rosmini espone l’esigenza di una riforma della vita religiosa e

una nuova concezione dei beni ecclesiastici.

Occorre poi tenere presente il profilo economico e proprietario della controversia : beni ecclesiastici rappresentano il

15% del patrimonio immobiliare nazionale e di fronte a tale ricchezza e di arricchimento futuro molte distinzioni tra classi

sociali cadono e si trovano a protestare insieme.

Tra il 1855 e il 1866/7 si consuma la stagione delle leggi eversive e della spoliazione della proprietà ecclesiastica con

due leggi che portano a compimento l’abolizioni degli ordini e corporazioni religiose in Italia. ( legge del 29 maggio 1855

e del 7 luglio 1866).

La legge del 1855 : svolta traumatica, elimina ogni possibile accordo con la Chiesa. Tale legge sopprime la personalità

giuridica degli ordini contemplativi , ne incamera i beni, ma permette loro di continuare a fare vita in spazi stretti e

determinati e si differenzia dalla soppressione dei gesuiti, fatta questa per motivi di ordine pubblico.

Il trauma politico e religioso è forte, l’angoscia del re V.E. è autentica; il Piemonte nel frattempo conosce una crisi che

potrebbe incrinare l’assetto costituzionale : la crisi viene successivamente superata e la legge è approvata al Senato , il

papa la condanna. Anche

Cavour avverte il peso di ciò che è accaduto.

8. GUERRA DEL 1859 E PRIMI PLEBISCITI.SMEMBRAMENTO DELLO STATO PONTIFICIO

Si avvia il processo che porta all’Unità d’Italia del 1861 e alla liquidazione dello Stato pontificio.

Nel 1855 il parlamento approva l’adesione del Regno di Sardegna all’alleanza anglo francese inviando un corpo di

spedizione in Crimea : guerra di Crimea non gloriosa; rispetto alle potenze europee il Piemonte è quasi insignificante ma

parla comunque a nome dell’Italia.

Dopo il Congresso di Parigi Cavour punta le sue carte nella Francia di Napoleone III ; si decide che nel caso in cui il

regno di sardegna venga aggredito Napoleone interverrà aiutando purchè la guerra sia intrapresa per una causa non

rivoluzionaria ; Nap si impegna a combattere gli austriaci per realizzare nuovi assetti della penisola.

Gli accordi risultano precisi su alcuni punti ma lasciano nel vago ciò che accadrà dopo la guerra.

Cavour prepara il riarmo e propizia il matrimonio tra il cugino dell’imperatore e la figlia di V.E. ; si annuncia la guerra che

ha inizio dopo l’ultimatum austriaco notificato a Torino perché il Piemonte cessi dall’arruolare volontari e riarmarsi per

l’aggressione alle province governate da Vienna.

La seconda guerra d’indipendenza è vanto militare del risorgimento italiano : gli italiani sono di nuovo uniti, partecipano

tutti insieme alla guerra perché sostengono l’obiettivo anti austriaco ; l’importante vittoria a Magenta consente a V.E. di

entrare a Milano, la battaglia di San Martino è la più cruenta di tutta la guerra ; l’11 luglio Napoleone fa firmare

l’armistizio a Villafranca provocando una profonda delusione nel patriottismo italiano e le dimissioni di Cavour da capo

del Governo. Tra le ragioni dell’armistizio :

timore che la Prussia possa attaccare la Francia e che le insurrezioni che si provocavano in giro per l’Italia andavano a

favore del Piemonte; Cavour torna al governo nel 1860 e si realizza l’annessione formale della Lombardia al Piemonte,si

svolgono elezioni a suffragio ristretto negli antichi stati sardi in Lombardia e in Toscana, Savoia e Nizza sono annesse

alla Francia. L’Italia del 1860 è come altri paesi : le rivolte sono

determinate da minoranze attive ma il movimento per l’unità del paese è maggioritario in tutta la borghesia.

La partecipazione dei cattolici alla guerra contro l’Austria è di vaste proporzioni ; la situazione degenera quando gli

eventi slittano verso l’occupazione e lo smembramento dei territori pontifici fino alla loro annessione al Piemonte, si

accentuano le posizioni anticlericali.

Pio IX si rende conto che la guerra può portare a svolgimenti imprevisti; V.E. intrattiene anche rapporti privati col papa

chiedendogli direttamente l’assoluzione tramite epistole perché può morire da un momento all’altro; il re a detta del papa

avrà l’assoluzione se manterrà le sue promesse ( Rosa Vercellana) ma le censure saranno rinnovate nel caso non le

rispetti. C’è qualcosa di patetico e

ineguale nel rapporto tra papa e re : il primo pronto a perdonare pur di salvare l’anima dell’altro e il secondo deciso a

sfruttare questa intimità e al momento opportuno prendere lo Stato al primo facendo capire che essendo papa non può

usare violenza.

9.SPEDIZIONE DEI MILLE. CLERO AMICO E OSTILE

La vicenda unitaria non finisce con l’elezione del Parlamento dello stato del centro nord perché subito si verificano moti

insurrezionali in Sicilia : questi permettono a Garibaldi di effettuare la spedizione dei mille : l’Unità d’Italia è considerata


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dafne.91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Ecclesiastico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Benigni Rita.

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