Musicoterapia per l'integrazione
La società attuale e in particolare la scuola oggi sono impegnate sempre più a far sì che l'integrazione diventi un qualcosa di concreto. Si vuole che bambini con handicap fisici, difficoltà psico-affettive, difficoltà dell'apprendimento e stranieri (se un deficit o una difficoltà è legata anche a problemi di provenienza culturale si parla di "doppia integrazione") vengano accettati nel contesto scolastico e possano trovare in questo un luogo adatto che li supporti nelle loro difficoltà ma che metta in risalto anche le loro potenzialità, i loro punti di forza.
Uno strumento molto valido per l'integrazione risulta essere la "Musicoterapia" perché è un qualcosa che va direttamente alla sfera emozionale e coinvolge creando una comunicazione fra le persone. È difficile darne una definizione specifica perché tutti gli studiosi che hanno cercato di formularne una inevitabilmente questa rispecchia le convinzioni dello studioso che l'ha elaborata e poi anche perché essa può cambiare in base alle persone di cui si sta parlando, ad esempio bambini, anziani, ecc.
Definizione secondo la World Federation of Music Therapy
Secondo la definizione della World Federation of Music Therapy, essa è: l'uso della musica e/o degli strumenti musicali da parte di un musicoterapeuta qualificato con un cliente o un gruppo in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l'apprendimento, l'espressione, l'organizzazione, e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive. Inoltre essa facilita l'espressione a quelle persone che sono prive di verbalità o che soffrono di deficit della comunicazione, in quanto la musicoterapia crea dei contatti senza l'uso della parola, e permette anche di individuare le motivazioni di una determinata problematica perché essa stessa ha un ruolo primario nello svolgimento del processo che porta alla guarigione.
La figura del musicoterapeuta
Per tutti questi motivi, colui che utilizza questo tipo di strategia, il musicoterapeuta (che si differenzia dal semplice musicista perché lavora per il benessere del proprio paziente), deve essere una persona qualificata, che sappia scegliere percorsi adatti al singolo individuo. La musicoterapia si differenzia però dall'educazione musicale perché mentre l'educazione musicale si prefigge lo scopo di educare al suono, alla musica, invece la musicoterapia usa la musica con scopi terapeutici. Se poi il musicoterapeuta lavora nell'ambito scolastico, non deve essere preparato solo in ambito musicale ma anche sui problemi relativi all'integrazione.
Tecniche
Esistono due tipi d'intervento in musicoterapia:
- Musicoterapia attiva: in cui il paziente è coinvolto suonando uno strumento, anche molto semplice.
- Musicoterapia passiva: il paziente ascolta la musica, o addirittura musica composta per lui.
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