Didattica inclusiva. Quali competenze per gli insegnanti?
Sommario
- INTRODUZIONE ............................................................................................................................... 3
- CAPITOLO 1 - Educazione inclusiva e didattica inclusiva ................................................................ 4
- La didattica speciale dialoga con le didattiche disciplinari: l’orizzonte interdisciplinare inclusivo..................................................................................................................................................... 9
- CAPITOLO 2 - Il contributo dell’OMS alla cultura dell’inclusione: ICF e ICF-CY ............................ 10
- L’ICF per l’individuazione del BES.............................................................................................. 13
- Special Educational Needs/ Bisogni Educativi Speciali nel sistema tripartito dell’OCSE .......... 13
- CAPITOLO 3 - ICT per la formazione degli insegnanti inclusivi: un’esperienza-modello nel Corso di Studi in Scienze dell’Educazione-FaD............................................................................................ 14
- CAPITOLO 4 - L’autovalutazione di istituto per orientare la scuola dell’inclusione verso le priorità per il cambiamento ....................................................................................................................... 16
- L’Index per l’inclusione: orientare l’ambiente scolastico verso valori inclusivi ........................ 17
- CAPITOLO 1 - Per una società inclusiva e solidale. Il ruolo dell’istruzione ................................... 19
- CAPITOLO 2 - Le competenze degli insegnanti ............................................................................. 21
- Il Processo di Bologna (1999) .................................................................................................... 21
- CAPITOLO 3 - La scuola delle competenze.................................................................................... 26
- CAPITOLO 4 - Strategie didattiche inclusive per lo sviluppo di competenze ................................ 311
- CAPITOLO 5 - Gli insegnanti nelle politiche europee .................................................................... 37
- NOTE ............................................................................................................................................. 40
- BES ............................................................................................................................................. 40
- Index .......................................................................................................................................... 40
- ICF (International Classification of functoning) ......................................................................... 41
- PDP (Piano Didattico Personalizzato) ........................................................................................ 43
- Didattica speciale ...................................................................................................................... 432
Introduzione
L’obiettivo di costruire una società inclusiva deve partire dalla costruzione di una scuola inclusiva, ispirata a:
- Lotta a discriminazioni e diseguaglianze
- Istruzione delle fasce più deboli.
- Rimozione delle barriere che ostacolano l’apprendimento
- Partecipazione di tutti gli allievi alla vita scolastica.
La realizzazione di una scuola inclusiva necessita di una nuova cultura didattica nella e della scuola che sappia trarre fondamenti e ragioni dagli studi pedagogici, dalla ricerca scientifica e dai documenti nazionali e internazionali.
È necessario in questa concezione nuova di scuola che gli insegnanti siano riconosciuti quali agenti strategici dei processi di inclusione scolastica e sociale, capaci di accogliere le sfide poste dalla diversità e dalla prospettiva dell’apprendimento permanente. Una evoluzione in tal senso rinvia non solo alla necessità di adeguate opportunità di formazione di insegnanti inclusivi, anche mediante l’utilizzo più ampio e sistematico delle tecnologie informatiche e della comunicazione, ma, soprattutto, a ritrovare l’indispensabile fiducia in una scuola basata sulla giustizia dei diritti e delle opportunità e dunque in grado di operare come sistema di cooperazione tra persone libere ed uguali.
La non equità dei sistemi di istruzione è stata evidenziata dalle indagini OCSE-PISA: il nostro sistema formativo ha fallito sul tema delle opportunità formative delle fasce più deboli della società. Nonostante le ampie possibilità di accesso all’istruzione e alla formazione e le molteplici innovazioni programmatiche e organizzative messe in atto, la disuguaglianza nell’istruzione non è diminuita. Partendo dal presupposto che il fulcro del problema non risieda solo nella persona in difficoltà o nella difficoltà in sé, ma è anche determinato dalla relazione con l’ambiente, va quindi rimessa in discussione l’idea di un modello scolastico unico. Occorre aprire la strada ad una più articolata professionalità degli insegnanti che permetta davvero alla scuola di formare per la cittadinanza di tutti e in un’ottica di giustizia sociale. 3
Parte prima: Per una cultura didattica dell’inclusione
Capitolo 1 - Educazione inclusiva e didattica inclusiva
1.1 Educazione inclusiva per scuole senza barriere: l’impegno internazionale
Educazione inclusiva
- Elemento fondamentale - rimozione delle barriere che ostacolano l’apprendimento e la partecipazione di tutti gli alunni alla vita scolastica
- Principi ispiratori - lotta alla discriminazione, alla diseguaglianza e all’esclusione dall’istruzione
- Obiettivo - educazione per tutti.
Education For All (2000 - 2015) è un programma dell’Unesco, i temi al centro dell’attenzione sono quelli dell’alfabetizzazione nei paesi in via di sviluppo e delle cause che lo determinano (povertà, malattie, catastrofi naturali, guerre). Questi obiettivi richiedono una rivisitazione di molti aspetti del sistema sociale e formativo.
L’impegno è quello di garantire a tutti l’istruzione di base gratuita (un ciclo completo di scolarizzazione).
La principale iniziativa internazionale a favore dell’istruzione per il nostro paese è stata approvata dal G8 in Canada (2002) nel documento “a new focus on education for all”, in cui la Cooperazione italiana si è impegnata ad estendere l’utilizzo delle tecnologie informatiche e della comunicazione (ITC) per la formazione degli insegnanti e per rafforzare le strategie educative.
Educazione inclusiva è:
- Un concetto in continua evoluzione,
- L’orizzonte culturale della scuola inclusiva impegnata a promuovere il successo scolastico e sociale di ciascun allievo, attraverso scelte progettuali e organizzativo-didattiche in grado di valorizzare le diversità, sviluppando il senso di appartenenza alla comunità e agendo sul senso di responsabilità individuale e sociale.
L’obiettivo è la prevenzione del rischio di emarginazione e di esclusione da ogni circuito vitale.
- Un costrutto teorico soggetto a differenti interpretazioni: approccio che si occupa di inserire gli allievi con disabilità nelle classi ordinarie o una riforma che sostiene e valorizza la diversità di e tra gli alunni.
1.2 Dalla teoria dell’inclusione alla pratica dell’educazione inclusiva: la complessità della competenza degli insegnanti
Il compito dell’istruire e dell’educare implica scelte di insegnamento con riferimento personale e sociale (Luhmann e Schorr (1988). Ciò esige una competenza di autoriflessione da parte degli insegnanti rispetto alla necessità di estendere il loro sguardo sull’ambiente dove avviene il 4 processo istruzionale ed educativo, rilevandone e rimuovendone gli ostacoli e favorendo l’impiego quali-quantitativo di facilitatori.
Complessità (definizione) - modo di essere o di presentarsi che rende difficile l’orientamento e la comprensione dovuto generalmente a profondità, minuziosità o svolgimento necessariamente complicati.
A fronte delle tante declinazioni della diversità è importante fornire un’adeguata formazione agli insegnanti in chiave inclusiva, centrata su comportamenti e valori e non solo su conoscenze e competenze, per renderli sicuri e competenti nell’insegnamento a soggetti che presentano molteplici esigenze.
1.2.1 Integrazione, mainstreaming, inclusione, BES, partecipazione
Leggi che hanno determinato l’accesso a scuola degli allievi con disabilità:
- Sentenza della Corte Costituzionale n.215/1987 - i soggetti portatori di handicap hanno diritto alla frequenza nelle scuole secondarie e superiori;
- Legge 104/1992 - legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.
- D.P.R. 24 febb. 1994 - coordinamento delle unità sanitarie locali in materia di alunni portatori di handicap
Integrazione - incontro con la diversità in un dialogo costante.
Mainstreaming (istruzione in classi comuni) - tutti i soggetti (con o senza disabilità) devono frequentare la scuola comune che è da rinnovare per adempiere a questo impegno.
BES Bisogni Educativi Speciali – l’espressione appare per la prima volta in Inghilterra nel rapporto Warnock “Special Educational Needs”.
Punto di riferimento per un approccio inclusivo alla diversità, basato sull’individualizzazione di obiettivi comuni a tutti gli alunni di una classe, indipendentemente dalle loro abilità o disabilità, da raggiungere con modalità di apprendimento individualizzate.
ICF (International Classification of functoning) - cambiamento di prospettiva che riduce l’attenzione verso le situazioni di bisogno a favore di un approccio alle differenze intese quali modi di esprimersi della realtà, dove vengono ricollocati i bisogni.
Scuola inclusiva come diritto di tutti - fase nuova e innovativa in cui “Tutti i bambini e i ragazzi del mondo, con i loro punti di forza e di debolezza individuali, hanno diritto all’educazione. Non spetta al sistema scolastico decidere che è adeguato e ne ha diritto. Pertanto è il sistema scolastico che deve adeguarsi in modo da corrispondere alla necessità di tutti gli studenti”.
Si accompagna al principio secondo il quale la società inclusiva è un diritto di tutti e la partecipazione ad essa è espressione della dignità, dell’autonomia individuale, del rispetto delle differenze, per l’evoluzione delle capacità di ciascuno e del diritto alla propria identità (convenzione Onu 2006).
1.3 Per un’etica dell’inclusione
L’identità di una persona si struttura a partire dalla sua capacità di desiderare, avere aspettative, esprimente una propria progettualità esistenziale.
L’inclusione è un diritto di base a raggiungere e sviluppare competenze, autonomia e indipendenza, consapevolezza di sé e della propria identità. 5
Etica dell’inclusione:
- Apre una dimensione nella quale ciascuno partecipa con dignità nel rispetto dei propri diritti, nell’esercizio della cittadinanza.
- Promuove in senso evolutivo la concezione dell’uomo, fornendo un contributo attivo allo sviluppo culturale e della comunità.
- Coniugando il benessere psicofisico della persona con la sua educazione, rende possibile il diritto di ciascuno a fare della propria vita un capolavoro rispetto allo sviluppo dei propri personali potenziali e rispetto alla libertà di essere sé stessi.
Etica eudaimonistica aristotelica - mira alla felicità legata all’attività fisica e intellettiva, alla realizzazione completa di sé.
Nell’ottica del capability approch:
- L’eudaimonìa deve condurre ad uno sviluppo pluralistico delle capacità individuali (capabilities).
- Il CA è una struttura utilizzata per valutare il benessere individuale e collettivo.
- Focus principale - ciò che gli individui sanno fare: esistono situazioni che risultano maggiormente adatte per alcuni e non per altri, ma la risposta ai bisogni dev’essere la valorizzazione delle differenze.
- La felicità è raggiungibile da tutti, comprese le persone con difficoltà psicofisiche. Per quest’ultime, l’ambiente è particolarmente importante per essere felici (solidarietà, gratuità e accoglienza).
L’infelicità di qualsiasi persona in difficoltà dipende spesso dall’essere isolati e rifiutati dalla società.
Vivere accanto a queste persone è un arricchimento in umanità e può far maturare una visione della vita più ampia e profonda, perché possiedono e trasmettono una sapienza e una intelligenza del cuore.
1.3.1 Tra potenzialità e talento: identità e creatività
Ogni uomo ha in sé delle potenzialità da far fiorire e quando non può o non riesce a svilupparle rinuncia al raggiungimento dell’unicità nel rapporto tra creatività e identità.
Il mito del talento come fenomeno elitario ad appannaggio dei geni indebolisce l’autostima; molto meglio è considerare la creatività come basata sulle capacità ordinarie che tutti abbiamo e su una competenza alla quale tutti possiamo tendere.
Ogni persona possiede il proprio talento individuale fondato sul presupposto dell’unicità dell’individuo e inteso come potenziale posseduto da ciascuno in modo differente o originale. Gli insegnanti devono cogliere le potenzialità in una visione dinamica della persona, attraverso occasioni sistematiche di partecipazione attiva ed espressiva.
L’ambiente deve diventare una zona di sviluppo prossimale dove trovare motivazioni e aiuti appropriati tali da far affiorare il valore relazionale della creatività. Il risultato è la serenità individuale e di gruppo, la crescita di persone capaci di instaurare un circolo nel contesto sociale in cui si vive. 6
1.3.2 Tra “errore”, “approssimazione”, “dissonanza” e “divergenza”: dimensioni inclusive della didattica
È fondamentale da parte del docente assumere l’atteggiamento più adeguato di chi ricerca e indaga in modo sistematico le situazioni sulle quali intervenire.
Alla scuola inclusiva spetta rendere la proposta di formazione idonea a soddisfare le esigenze individuali e differenziare l’approccio didattico a seconda delle caratteristiche di chi apprende. La meta del processo educativo è rappresentata non solo dall’uguaglianza delle opportunità iniziali ma anche dall’uguaglianza di opportunità finali, cioè raggiungere risultati ottimali per ciascuno.
L’insegnante assumerà atteggiamenti e comportamenti tali da dar modo a ogni allievo di ricevere la fiducia, l’aiuto e l’incoraggiamento di cui ha bisogno mettendo in atto un trattamento didattico differenziato: diversificazione di compiti e obiettivi immediati e intermedi per i singoli allievi.
Compito della scuola è assolvere funzioni di sviluppo e non di selezione.
Un diverso approccio all’errore
L’alunno dovrebbe poter distinguere tra dissonanza, approssimazione, divergenza ed errore.
Al concetto di errore viene comunemente attribuito un carico di disvalore, riconducibile ad una visione autoritaria della conoscenza.
L’errore può rientrare nel quadro di una inadeguata applicazione di quanto l’allievo sa (fattori come l’ansia contribuiscono a spiegare la distanza tra le capacità potenziali dell’allievo e i suoi risultati scolastici affettivi.)
Il suo valore di orientamento e di approssimazione è accettabile nella misura in cui costituisce una situazione dinamica in cui si susseguono varie fasi, l’ultima delle quali prevede la correttezza delle risposte da fornire.
In questo senso l’e. rende possibile, da parte del soggetto che lo compie, la conoscenza dei propri limiti o delle momentanee fragilità nell’apprendimento che, oltre che divenire un’abitudine operativa, costituisce lo stimolo indispensabile a sollecitare il feedback.
L’analisi sistematica degli errori compiuta insieme agli allievi li rende progressivamente consapevoli dell’errore come momento di dissonanza nel corso di un processo cognitivo-emotivo che va rilevato e condiviso.
Nell’ambito del processo di insegnamento e apprendimento, l’errore viene a svolgere la funzione di rinforzo negativo nel soggetto che l’ha espresso. Ciò deduce l’importanza del feedback: dare il feedback significa informare tempestivamente l’allievo dei risultati ottenuti, favorire o presentando costantemente e puntualmente la risposta esatta.
L’e. può definitisi creativo quando permette di abbandonare vecchi schemi e di aprire la strada a soluzioni a nuovi problemi.
Interventi punitivi nei confronti dell’e. si rivelano essere stimoli inibitori non in grado di produrre l’estinzione della risposta errata, che riapparirà all’estinguersi dell’effetto-punizione.
Per Maria Montessori non si dovrebbe mai ricorrere a premi o punizioni che ostacolerebbero la capacità del bambino di autoguidarsi.
La scoperta, il controllo e il superamento dell’errore a livello individuale e collettivo permettono di riconoscere l’errore come esperienza che può riguardare anche altri.
Effetto Einstellung - effetto di trascinamento delle soluzioni già adottate a sfavore delle nuove idee in situazioni di problem solving.
FASI DEL PROBLEM SOLVING 7
1.3.3 Personalizzazione e individualizzazione: dimensioni inclusive dell’organizzazione
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