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Dispensa introduzione all'analisi del film

Analizzare un film → collocarlo in un contesto e in una storia delle forme filmiche. Un film non è mai isolato, esso si rifà a una tradizione: per questo bisogna essere in grado di individuare figure di contenuto o di espressione che consentano di definire il ruolo e la collocazione dell'opera in quel movimento o tradizione.

Il cinema delle origini e la non continuità

Dopo i film a una sola veduta, i film delle origini (1900-1908) sembrano caratterizzarsi per la non continuità. Noel Burch vedeva tre elementi di non continuità nel cinema delle origini:

  • La non omogeneità:
    • I film sono costruiti in quadri, separati da grandi ellissi narrative che le didascalie riescono a malapena a colmare.
    • Le didascalie non hanno di necessità un legame logico-narrativo stretto con le immagini.
    • Ambienti reali e dipinti possono succedersi con naturalezza.
    • La recitazione degli attori varia da una scena all'altra, dal "documentario" al "teatrale" (si rivolgono allo spettatore).
    • I "falsi raccordi" (errori di connessione tra due immagini o due elementi dell'immagine) abbondano.
  • La non chiusura:
    • Le copie venivano vendute e non noleggiate: chi acquistava poteva quindi cambiare la posizione delle inquadrature o tagliare spezzoni dei film. Per questo, alcuni film delle origini presentano versioni differenti.
    • La struttura "aperta" dei film autorizzava questi tipi di cambiamenti.
  • La non linearità:
    • Numerosi esempi di accavallamenti temporali tra una scena o un'inquadratura e l'altra.

Perché questa non continuità narrativa?

Perché i modelli dei cineasti non erano il romanzo del XIX secolo o il teatro classico, ma i music-hall, il vaudeville, il fumetto, gli spettacoli di lanterna magica, il circo e il teatro popolare.

Messa a punto della continuità narrativa

David Griffith → elabora la forma di racconto cinematografico che servirà da modello a tutto il classicismo hollywoodiano ed europeo a partire dal 1915. Ma il merito va anche alla nascita di un modo di produzione razionalizzato dei film negli studios di Hollywood.

Principi su cui si basa la continuità narrativa

  • Omogeneizzazione
    • Del significante visivo:
      • Scene
      • Illuminazione
    • Del significante narrativo:
      • Rapporto didascalie/immagini
      • Recitazione degli attori
      • Unità della sceneggiatura: storia, profilo drammatico, tonalità d'insieme
    • In seguito, del significante audiovisivo:
      • Sincronismo dell'immagine
      • Sincronismo dei suoni – parole, rumori e musica
  • Linearizzazione → tramite i modi in cui si raccorda un'inquadratura all'inquadratura successiva:
    • Raccordo sul movimento
      • Sul gesto del personaggio
      • Sul movimento del veicolo
    • Raccordo di sguardo
      • Un personaggio guarda → si vede ciò che egli vede
    • Raccordo sul suono
      • Nei film muti: un personaggio ascolta → si sente ciò che egli sente
      • In un film sonoro, si sente un rumore in un'inquadratura/se ne identifica la sorgente in quella successiva
    • Voci fuori campo, dialoghi e musica sono mezzi pratici per fare dimenticare allo spettatore il carattere discontinuo del significante filmico, costituito da immagini "incollate" fra loro
    • Figure di montaggio:
      • Montaggio alternato (da Griffith) → permette di mostrare alternativamente due...
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Riassunto esame Teorie e Analisi del linguaggio cinematografico - Cinema - prof. Dagrada, dispensa consigliata E. DAGRADA (a cura di), Dispensa, Milano, Cuem, Parte Storica Pag. 1
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valsfm di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e Analisi del Linguaggio cinematografico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Dagrada Elena.
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