I mille anni del medioevo (capp. I-III) - G. Piccinni
Alle origini del medioevo
L'idea di medioevo
Per convenzione, gli studiosi italiani lo ripartiscono in:
- Alto Medioevo: V - XI secolo. I popoli germanici si impiantano mescolandosi con le popolazioni che già occupavano il territorio, si propaga il cristianesimo, la Chiesa si afferma progressivamente come istituzione.
- Basso Medioevo: XI – XV secolo. Il XIV e il XV secolo sono definiti come “fine del Medioevo” o “tardo Medioevo”, in quanto anni necessari alla trasformazione della civiltà europea negli stati europei dell’età moderna.
- Età di mezzo: concetto definito molto più tardi fra il XV e il XVI secolo.
Sebbene i popoli del tempo non fossero consapevoli di vivere in un’età mediana, nasce l’idea che tra due epoche che si somigliavano fosse esistita appunto un’età intermedia, dai tratti molto diversi, piena di nuove promesse, con ideali simili a quelli antichi e iniziata con l’irruzione dei barbari.
È stato interpretato in maniera discordante:
- Positivamente il romanticismo, esaltatore della componente irrazionale dell’individuo.
- Negativamente il rinascimento e l’illuminismo, che lo consideravano un’epoca di tenebre e barbarie.
Anche se convenzionalmente si continua a utilizzare come data di inizio del Medioevo il 476, anno della deposizione di Romolo Augustolo e della conseguente caduta dell’Impero romano d’Occidente, o addirittura il 410, anno del saccheggio di Roma da parte dei Visigoti, il suo avvio va ricercato in una fascia cronologica di almeno tre secoli (IV - VII) a causa dei suoi complessi e importanti cambiamenti:
- Le popolazioni germaniche, alla fine delle loro migrazioni, si stanziarono in forma sedentaria in Europa dando luogo a una nuova società mista latino-germanica. Germanici erano il violento accaparramento di beni e persone e la divisione del popolo in tribù, mentre latina era l’organizzazione statale. I Germani, così come tutti i non-romani, erano considerati “barbari” e il limes fra la romanitas e la barbaritas era segnato geograficamente dal corso del Reno e del Danubio: si trattava però non di una frontiera che separava due mondi, ma di una zona che permetteva il contatto tra due stili di vita.
- Viene meno il motore dello Stato nel funzionamento della società e dell’economia, prima basata sugli schiavi.
- La religione cristiana diventa religione di stato.
Crisi e riforme: i secoli III e IV
Cause della crisi
- Carestie ed epidemie.
- Pirateria.
- Rivolte contadine.
- Guerre civili fra i generali pretendenti al titolo imperiale → militarizzazione del potere politico.
- Campagne militari che producevano una grande quantità di schiavi, impiegati in modo illimitato e a basso costo → i latifondisti non introducono innovazioni tecniche.
- Diminuzione della disponibilità di metalli preziosi.
- Prelievo fiscale crescente.
Riforme
- Diocleziano (284 - 305): al fine di controllare il gigantesco territorio dell’Impero, l’imperatore proibì ogni forma di mobilità a contadini, artigiani e commercianti, che rimanevano liberi nella persona ma vincolati al mestiere esercitato dai padri, e introdusse la tetrarchia: divise cioè l’autorità imperiale tra 4 cariche (due Augusti e due Cesari destinati a succedere ai primi), pur mantenendo intatta l’unità giuridica dell’Impero, e frazionò il territorio in 12 circoscrizioni chiamate “diocesi” (questo sistema fallì subito).
- Costantino (306 - 337): introdusse il trimetallismo, ovvero una riforma monetaria che prevedeva la circolazione contemporanea di monete d’oro, d’argento e di bronzo legate tra loro da rapporti di cambio, e spostò la capitale a Costantinopoli (l’antica Bisanzio). Inoltre, il suo era un dirigismo teocratico: il suo potere politico, cioè, era considerato di origine divina.
La religione
Molti erano ostili al cristianesimo e parecchie furono le tappe che esso affrontò prima di affermarsi come religione di stato:
- 313: editto di Milano emanato da Costantino: liberalizzò la professione del cristianesimo. La Chiesa diveniva forte con il sostegno dello Stato, che ne aiutava l’espansione, e in cambio quest’ultimo riceveva la piena legittimazione.
- 325: concilio di Nicea riunito da Costantino: vennero raccolti tutti i rappresentanti dell’élite dei sacerdoti che avevano affermato il dogma della Trinità mettendo in minoranza il prete Ario, esponente dell’arianesimo, per il quale invece il Cristo non aveva lo stesso grado di divinità del Padre ed era dunque a lui subordinato.
- 380: editto di Tessallonica emanato da Teodosio: sosteneva la Chiesa, proibendo tutte le fedi non cristiane e l’arianesimo. Nel 391 il cristianesimo venne proclamato religione ufficiale dello Stato.
Le invasioni e la fine dell'impero: il 476
Il primo popolo che giunse per primo in Italia fu quello degli Unni, comandati da Attila, nel 452: essi saccheggiarono molte città fino a raggiungere il Mincio, dove vennero bloccati e costretti a ritirarsi.
L’anno cruciale fu il 476: un generale romano di stirpe barbarica, Odoacre, venne nominato imperatore al posto di Romolo Augustolo. Egli, però, non volle assumere il titolo e consegnò così all’imperatore d’Oriente Zenone, succeduto ad Arcadio, figlio di Teodosio, le insegne imperiali, rimanendo un funzionario pubblico e governando l’Italia come un rex gentium, ovvero come re non di un territorio ma come re di un gruppo etnico.
Da quel momento le due parti dell’Impero seguirono percorsi differenti: l’Impero d’Oriente, più stabile e prospero, rimase in vita per altri mille anni, e precisamente fino al 1453, quando la capitale Costantinopoli venne espugnata dai Turchi; l’Impero d’Occidente, invece, scomparve. In particolare:
Impero romano d'Occidente
Gli studiosi si sono divisi in due schiere per tracciarne le cause:
- Nell’Ottocento si parlò di: forza esterna delle barbarie; forza interna del cristianesimo; trasformazione del sistema di produzione da schiavista, in cui venivano sfruttati i prigionieri di guerra, a feudale, in cui vigevano rapporti fra i contadini che lavoravano le terre e coloro che ne erano proprietari e signori.
- Oggi si parla di: decadenza delle attività urbane con associazioni di mestiere chiuse e controllate direttamente dallo Stato; organizzazione schiavistica; continuo stato di guerra che produceva effetti negativi sul commercio e un’altissima pressione fiscale.
I regni romano-barbarici o latino-germanici
Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente si formarono i regni romano-barbarici o latino-germanici: “romano” perché romana restò ovunque l’amministrazione, “barbarici” perché fondati sul predominio di elite guerriere germaniche, molto diversificate al loro interno, e perché gli immigrati mantennero parte dei loro costumi.
Cos'è un regno?
È un’istituzione politica nuova elaborata dagli invasori, in cui tutti i poteri sono concentrati nelle mani di un re per diritto di conquista, il quale assicura la protezione militare dei sudditi in cambio della loro fedeltà. Il regno è una monarchia non territoriale, ma nazionale, nel senso che rappresenta chi è nato nella medesima tribù, la gens, la nazione.
Si formarono:
- 7 regni anglosassoni in Inghilterra:
- 3 di Sassoni nella costa meridionale (Essex, Sussex, Wessex).
- 3 di Angli nell’area centro settentrionale (Mercia, Anglia orientale, Northumbria).
- 1 di Juti provenienti dalla Germania (Kent).
L’amministrazione romana scomparve in maniera definitiva.
- La penisola iberica:
- Visigoti, capitale: Toledo.
Ogni etnia veniva giudicata secondo le proprie leggi, sebbene alla base vi fosse comunque il diritto romano.
- La Gallia:
- Visigoti a Sud.
- Franchi a Nord.
- Burgundi a Est.
Fu il più duraturo caso di integrazione tra Romani e Germani: in particolare, i Franchi, grazie al re Clodoveo, operarono l’unificazione politica del territorio, cacciando Visigoti e Burgundi e fissando la capitale a Parigi. I Franchi si convertirono al cristianesimo, lottando contro i popoli ariani e pagani in difesa della loro religione (furono il primo popolo germanico cattolico d’Occidente).
- L'Africa:
- Vandali, cristiani di rito ariano.
Fu l’unico regno in cui non si realizzò alcuna forma di collaborazione tra i popoli germanici e la popolazione locale. I Vandali si dotarono di una flotta con la quale si mossero verso le isole del Mediterraneo.
- L'Italia:
- Ostrogoti, capitale: Ravenna.
Il loro re Teodorico venne spedito in Italia da Zenone e si impadronì della penisola nel 488/489. Si circondò di amministratori romani, introdusse una riforma del sistema monetario e fiscale, e difese l’arianesimo goto. Non si avviò l’integrazione, ma una politica di convivenza tra le due etnie, che comunque poi fallì. Sotto i bizantini, l’Italia fu considerata una terra da spremere attraverso il fisco e l’esproprio di terre d’uso comune.
La Chiesa
Com’era organizzata?
- Papa.
- Vescovo: era il punto di riferimento che garantiva la disciplina liturgica della diocesi. Era eletto a vita ed esercitava la sua autorità dalla cattedrale. Con la scomparsa dell’Impero romano d’Occidente assume il ruolo di protettore della popolazione romana nei vari regni nati con le invasioni barbariche.
- Arcivescovo: era il vescovo di ogni provincia ecclesiastica e aveva un ruolo preminente sugli altri vescovi della medesima provincia (i cosiddetti suffraganei). L’idea che emerge è quella di un insieme di più chiese locali.
Le sedi più importanti erano: Roma in Occidente, e Alessandria, Antiochia, Gerusalemme e Costantinopoli in Oriente. In particolare, il vescovado di Roma è quello con maggiore autorità morale rispetto agli altri, in quanto sede apostolica per eccellenza delle spoglie di San Pietro. Roma tentò di unire tutte le Chiese in una Chiesa universale; quando l’imperatore abbandona la città, è proprio l’arcivescovo a divenire la sua massima autorità.
In questo periodo la diffusione del cristianesimo fu ancora lenta e assai difficile nelle aree meno urbanizzate e nelle campagne, in cui erano ancora radicati i culti pagani legati alla natura. La sua diffusione in Europa, invece, fu più forte e trovò dei potenti alleati nei monaci (monachos, “solitario”): il monaco era colui che desiderava ritirarsi in solitudine spirituale per intraprendere un cammino di perfezione. Vi erano due possibilità per il monaco:
- Diventava un eremita isolandosi totalmente dal resto del mondo (strada diffusa in Oriente con Basilio e nell’Italia meridionale).
- Si dedicava alla vita cenobitica entrando in una comunità (strada diffusa in Occidente). Si divideva in:
- Celtico: ha origine in Irlanda e i suoi pionieri sono Brandano e Colombano. Per i suoi tratti originali la Chiesa lo tamponò al di fuori dell’isola, diffondendo monachesimo benedettino.
- Benedettino: ha origine a Montecassino (Napoli) e il suo pioniere è Benedetto (da cui il nome). È diretto da un abate ed è basato su: preghiera, lavoro manuale (orto) e lavoro intellettuale (scriptorium, copiatura dei libri). Esso mirava a un’autonomia economica, politica e spirituale.
Si ricordi che, col passare del tempo, il termine “Europa” passò a indicare solo la parte del continente di religione cristiana.
Impero romano d'Oriente o Impero bizantino
La parte orientale dell’Impero romano presentava una struttura politico-amministrativa accentrata attorno alla figura dell’imperatore e articolata in prefetture, divise in diocesi con compiti fiscali e giudiziari, a loro volta frazionate in province. Anch’essa professava la religione cristiana, anche se -ricordiamolo- in Siria e in Egitto si verificarono dissidi violenti di carattere teologico riguardo la natura di Cristo e il rapporto tra la sua divinità e la sua umanità: gli Alessandrini, infatti, concepivano la Madonna come la madre di Dio, mentre i Nestoriani come la madre di Cristo.
Giustiniano (527 - 565)
Giustiniano portò l’Impero bizantino a uno dei punti più alti del suo sviluppo seguendo tre linee:
- Riforma dell’amministrazione e del diritto attraverso il Corpus iuris civilis, accettando le leggi tipicamente romane.
- Economia basata su tre poli:
- Agricoltura: promulgò una legge agraria che garantirà l’esistenza di comunità di liberi contadini, con la riduzione degli schiavi.
- Commercio: soprattutto di prodotti di lusso, assai richiesti fuori dall’impero, come tessuti in seta, profumi, e oro e argento lavorati. Per il commercio si utilizzava il bisante, moneta d’oro forte.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame storia medievale, Prof. Varanini, libro consigliato "I mille anni del Medioevo" (G. Piccinni) (seco…
-
Riassunto esame Storia,, prof. Mineo, libro consigliato Medioevo. Piccinni
-
Riassunto esame di Storia medievale, prof. Figliuolo, libro consigliato Medioevo, Vitolo
-
Riassunto esame Storia medievale prof. Ronzani, libro consigliato Medioevo, Vitolo