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Con Costantino la questione della convivenza con il cristianesimo ebbe una soluzione: per

lui il Cristianesimo era compatibile con il suo dirigismo teocratico, cioè il potere politico fu

considerato di origine divina.

Nel 313 l’EDITTO DI MILANO liberalizzò la professione del cristianesimo, e la Chiesa

nascente aderì all’impero.Quindi il 313 fu un anno di svolta per il cristianesimo che da

questo momento si sviluppò.

Costantino appoggiò, quindi, il cristianesimo e accentuò i privilegi della Chiesa dei cristiani.

Le elaborazioni di Ario: il cristianesimo dovette affrontare il problema dell’elaborazione di

formule dottrinali che riassumessero le parole del Vangelo.

Interrogativi : relativi alla coesistenza in Cristo di una natura umana e una divina.

Agli inizi del 4° secolo esplose una disputa intorno all’interpretazione del cristianesimo che

fu sostenuta dal prete Ario, da lui ARIANESIMO: il Cristo non aveva lo stesso grado di

divinità del Padre, ma era a lui subordinato.

CONCILIO DI NICEA -325: fu il I° CONCILIO ECUMENICO emanato da Costantino in

veste di pontifex maximus. Egli riunì a Nicea i 300 vescovi. I rappresentanti dei sacerdoti

deliberò in maniera universale il dogma della Trinità e mise in minoranza Ario.

Il concilio ebbe anche un significato politico poiché fu il primo atto del processo che

avrebbe assegnato all’imperatore il ruolo di difensore dell’ortodossia cattolica, cioè la verità

rivelata da Dio e insegnata dalla Chiesa.

Da questo momento si potè parlare anche di eresie, cioè dottrine opposte a quelle emanate

dalle autorità. La dottrina di Ario, infatti, fu condannata all’Eresia, ma si diffuse comunque,

soprattutto fra i popolo germanici giunti nell’impero.

CRISTIANIZZAZIONE ORIENTALE E OCCIDENTALE

TEODOSIO (oriente): A sostegno della chiesa intervenne anche Teodosio I (379-395),

imperatore per le provincie orientali: egli proibì le fedi non cristiane e l’arianesimo. Nel 391

– CRISTIANESIMO RELIGIONE UFFICILE DELLO STATO.

In seguito anche l’occidente fu coinvolto nel processo di cristianizzazione.

V SECOLO: FINE DELL’IMPERO 5

Tra 3° e 5° sec avvenne lo spostamento di alcuni popoli, da nord a est, che mise in crisi le

civiltà di Europa e Asia.

Dal 320 molte popolazioni germaniche cominciarono a chiedere di stanziarsi entro i confini

dell’impero come federate, cioè come alleate e non più come mercenarie. All’inizio del 5°

secolo le pressioni dei si trasformarono in corposi spostamenti di popolazioni: le frontiere di

Roma crollarono; nel 401 i Visigoti saccheggiarono Milano; nel 406 gli ostrogoti in

Toscana; tra 408 e 410 i Visigoti invasero l’Italia.

408: INVASIONE VISIGOTA IN ITALIA

Nel 452 Roma fu saccheggiata dagli Unni con Gensenico.

DISSOLUZIONE DELL’IMPERO ROMANO D’OCCIDENTE:

GUERRE CONTRO GLI INVASORI E CONTRO L’IMPERO SASSANIDE

- FURONO UNO DEI MASSIMI PROBLEMI PER I SUCCESSORI DI

COSTANTINO. NEL 394 UNICO IMPERATORE FU TEODOSIO E ALLA

SUA MORTE L’IMPERO FU DIVISO FRA I DUE FIGLI, ARCADIO AD

ORIENTE ED ONORIO AD OCCIDENTE.

DA QUESTO MOMENTO LE DUE PARTI FURONO AUTONOME.

L’IMPERO ROMANO RIMASE IN VITA IN ORIENTE: LA FINE FU SOLO

DELL’IMPERO D’OCCIDENTE.

L’IMPERO D’ORIENTE EBBE CENTRALITA’ ANCHE PER IL FATTO CHE

- UNO DEGLI IMPERATORI, TEODOSIO II (408-50) PROMULGO’ UN

CODICE DI LEGGI, CODEX THEODOSIANUS, CHE RACCOGLIEVA

TUTTI GLI EDITTI DEGLI IMPERATORI CRISTIANI.

L’IMPERATORE D’ORIENTE, INOLTRE, FIRMO’ UNA PACE CON I

PERSIANI NEL 422 CHE GARANTI’ STABILITA’ SULLE FRONTIERE. 6

LA SITUAZIONE IN OCCIDENTE ERA OPPOSTA: IL 5 SETTEMBRE 476

- IL GENERALE ODOACRE DEPOSE ROMOLO AUGUSTOLO.

ODOACRE NON VOLLE ASSUMERE IL RUOLO DI IMPERATORE

D’OCCIDENTE, INFATTI CONSEGNO’ LE INSIGNE IMPERIALI

ALL’IMPERATORE D’ORIENTE ZENONE: ZENONE EBBE LA

SOVRANITA’ SULL’IMPERO. 3

L’EUROPA DEI ROMANI E DEI BARBARI

Nel 5° secolo i Romani lasciarono sempre più spesso ai barbari i territori d’occidente. Il

territorio di Roma ormai si configurava come una serie di piccole formazioni politiche, detti

“regni romano-barbarici”: erano romani nell’amministrazione, ma germanici poiché fondati

sul predominio di elite guerriere germaniche.

DIFFERENZE: la fusione tra i due popoli venne rallentata da fattori religiosi, infatti questi

popoli erano stati cristianizzati da ariani; inoltre in Europa era presente anche il paganesimo;

un’altra differenza era la diversa concezione in materia di diritto e istituzioni politiche. 7

I germanici elaborarono un’istituzione politica nuova: IL REGNO. Il punto di riferimento di

tale istituzione era la tribù, all’interno della quale erano essenziali i legami e le

organizzazioni di parentela.

Il regno barbarico non conobbe la separazione dei poteri, che erano tutti nelle mani del re.

La loro patria era stata a lungo una patria in movimento, quindi non costituirono una

monarchia territoriale ma nazionale, cioè rappresentò chi era nato nella stessa tribù, la Gens,

la nazione.

L’amministrazione romana scomparve definitivamente in Inghilterra, e qui si formarono 3

regni sassoni: Essex, Sussex, Wessex sulla costa meridionale, 3 angli: Mercia, Anglia e

Northumbria, e 1 juta, il Kent.

I visigoti, tra i Germani, erano i più fedeli alleati di Roma e furono loro che salvarono

l’occidente dagli unni di Attila.

In Gallia i Visigoti inizialmente divisero il territorio con altri popoli germanici.

L’unificazione politica del territorio, però, avvenne ad opera dei franchi: tra 5° e 6° secolo

loro con il re Clodoveo occuparono la Gallia; Clodoveo cacciò i Visigoti in Spagna e scelse

Parigi come capitale.

RE CLODOVEO: UNIFICAZIONE GALLIA

ITALIA: il regno barbarico d’Italia, cioè degli Ostrogoti, ebbe caratteristiche particolari: il

re Teodorico era stato condotto da bambino a Costantinopoli come ostaggio. L’imperatore

bizantino Zenone lo mandò in Italia per contrastare Odoacre. Teodorico riuscì a

impadronirsi della penisola in nome di Zenone e cercò di ricreare un impero d’occidente.

RE TEODORICO: ITALIA

ZENONE: IMPERO BIZANTINO

Tra goti e latini non vi fu integrazione, ma convivenza, anche se la politica di conciliazione

fallì.

Teodorico fece assassinare alcuni suoi collaboratori; omicidio di Boezio – 480: simbolo

dello scontro. 8

CHIESA

Già dal 4° secolo la chiesa avviò la costruzione del proprio ordinamento. Il punto dii

riferimento era costituito dai vescovi. L’organizzazione delle chiese locali rappresentò, più o

meno, quella dell’impero in province.

Le sedi patriarcali furono 5: Roma, in occidente, Alessandria, Antiochia, Gerusalemme e

Costantinopoli in Oriente.

Nel 5° secolo il vescovo di Roma si attribuì maggiore autorità rispetto agli altri: quella di

Roma si autoproclamò sede apostolica per eccellenza. Il vescovo di Roma fu Papa.

Si può dire che la scomparsa dell’impero in occidente segnò il punto di partenza del forte

ruolo che la chiesa avrebbe assunto nella vita politica europea. La chiesa, infatti, si propose

come erede dell’impero.

IL MONACHESIMO CRISTIANO

La diffusione del cristianesimo fu più lenta e difficile nelle aree meno urbanizzate d’Europa

e, in generale, nelle campagne.. La sua espansione nelle aree più povere delle città europee

fu dovuta ai monaci.

Il monaco è colui il quale desiderava ritirarsi in solitudine spirituale e per far ciò doveva o

fare la scelta di vivere da eremita o entrare in comunità in cui la vita era organizzata

secondo una regola.

Il monaci ebbero un’importanza fondamentale durante il medioevo, e l’Italia fu sede di

un’esperienza monastica molto importante, cioè la nascita dei Benedettini con

Benedetto,appunto.

Prima di questo, erano presenti altri movimenti, ma quelli che emersero furono quella

“Benedettina”, sopra citata, e quella “Celtica”.

CORRENTE CELTICA: nacque in Irlanda. Qui la diffusione fu lenta e si basò sui

monasteri. Tra i pionieri vi furono Brandano e Colombano.

Il monachesimo celtico ebbe tratti originali che o tennero distante dalla chiesa di Roma.

Questi tratti erano ascetismo e slancio missionario.

CORRENTE BENEDETTINA: Benedetto (480-549) nacque da una famiglia benestante. Il

modello di monachesimo limitava i rigori della disciplina orientale, evitava i pericoli della

solitudine anacoretica e valorizzava preghiera e lavoro manuale e intellettuale, tant’è che

9

vari monasteri benedettini divennero centri dello sfruttamento delle risorse agricole e di

trasmissione culturale tramite la pratica di copiatura nello “scriptorium”.

Regola benedettina – 540: chi voleva ritirarsi dal mondo lo doveva fare all’interno di

- una comunità coesa che condivideva i beni materiali e mirava all’autonomia assoluta

4

Bisanzio: un impero latino dai tratti orientali

V-VII secolo

Dal 476 l’impero romano d’oriente è chiamato dalla storiografia “Impero Bizantino”.

Bisanzio era l’antico nome della capitale, Costantinopoli dal 330, quando Costantino la

proclamò nuova capitale: tale avvenimento spostò il baricentro dell’impero a oriente.

L’impero bizantino fu romano nella parte istituzionale e religiosa, ma greco per cultura.

Bisanzio, infatti, da Roma prese accentramento politico attorno all’imperatore e

l’articolazione in prefetture, cioè circoscrizioni territoriali, divise a loro volta in province.

CONTROVERSIE RELIGIOSE

In Egitto e Siria nacquero conflitti di carattere teologico: si opposero “alessandrini” e

“nestoriani” sulla questione della “natura di Cristo”.

Queste controversie cercarono soluzione in alcuni avvenimenti:

Concilio di Efeso : 431

- Concilio di Calcedonia: 451

- 10

Questi segnarono la sconfitta dei nestoriani, che furono banditi dall’impero rifugiandosi in

persia; furono condannate le posizioni monofisite alessandrine che riconoscevano a Cristo la

prevalente natura divina; poi la posizione che gli riconosceva due nature inseparabili.

Fu dal Concilio di Calcedonia che venne riconosciuta autorevolezza alla chiesa di Roma.

L’imperatore bizantino Giustiniano (527-565) contribuì a portare l’impero a uno dei punti

di sviluppo più alti. Nei primi anni egli attuò interventi atti alla pace esterna e produrre

tranquillità interne. Inoltre reimpostò l’amministrazione sulle aree riconquistate,

riorganizzando le province secondo il modello romano.

Tra 528 e 535 fece riordinare il diritto romano nel “Corpus iuris civilis”. In questo caso è

evidente il legame con la tradizione romana.

Per lo sviluppo dell’impero bizantino furono elementi primari la produzione e il commercio.

L’economia si basò su tre poli: agricoltura, commercio e manifattura. Si lavoravano, poi,

l’oro e l’argento, e si producevano profumi.

Il commercio era fortemente controllato dallo stato, che esercitava il monopolio.

GUERRA DI RICONQUISTA DELL’OCCIDENTE – 535-553

Fu una campagna militare combattuta nell’Africa settentrionale occupata dai vandali, in

Spagna meridionale visigota e contro gli ostrogti in Italia.

Nel 540 Belisario, generale di Giustiniano, entrò a Ravenna.

RIPIEGAMENTO BIZANTINO

Subito dopo la campagna in occidente, iniziò il ripiegamento bizantino.

La riforma amministrativa di Giustiniano era difficile da gestire nella periferia dell’impero.

Le conseguenze furono:

617: avanzata slava nei Balcani

- 612: i persiani conquistano la Cappadocia e l’Armenia, poi Damasco, Gerusalemme e

- Egitto

I Visigoti si impadronirono della penisola iberica

- L’Italia, dopo 16 anni, sarebbe stata affidata dai bizantini ai longobardi

-

Nel 610 ebbe inizio la civiltà bizantina. 11

5

Nascita di due Italie

7°-8° secolo

I Longobardi penetrarono in Italia tra 568 e 569.

LONGOBARDI: popolo di guerrieri di lingua germanica proveniente dalla Pannonia

(Ungheria). La migrazione di questo popolo si concluse in Italia e per la storia della penisola

significò una nuova fase: la prima dominazione da parte di un popolo germanico, poiché

quella degli ostrogoti non aveva mutato l’impostazione romana.

I Longobardi giunsero in Italia sotto la guida di Alboino, ma altri contingenti di tale popolo

vi erano già giunti anni prima, come mercenari; ma quella di Alboino non fu solo una

spedizione militare poiché in Italia giunsero intere famiglie: il loro viaggio non aveva un

intento di conquista.

Con i termini migrazione o invasione ci si riferisce a fenomeni di portata diversa che spesso

hanno in comune solo la mobilità delle persone.

Tradizionalmente i Longobardi furono considerati una popolazione più barbara e feroce, ma

la realtà è diversa: una parte di questo popolo, infatti, quando arrivò in Italia, aveva già

conosciuto in cristianesimo ariano; in Pannonia aveva conosciuto il rapporto con i Bizantini.

12

Ciò che colpisce dell’invasione Longobarda è il silenzio delle fonti romane. Ciò che si sa è

che i Longobardi si disinteressarono della capacità giuridica dei latini, che furono da loro

assoggettati e che gli dovevano un tributo.

Dall’8° secolo, ormai, tutti i liberi si riconoscevano nella tradizione longobarda.

Dal 7° secolo tra popolazione latina e longobarda si avviò un lento processo di fusione.

L’elemento principale fu la Religione. La trasformazione della popolazione longobarda da

cristiani ariani a cristiani cattolici fu un fenomeno progressivo che si realizzò famiglia per

famiglia, un matrimonio dopo l’altro.

Nell’8° secolo i Longobardi avevano cambiato sia fede religiosa che lingua.

L’Italia, con l’occupazione longobarda, si divise in due: la parte longobarda, uscita dal

sistema imperiale, e la parte bizantina.

I BIZANTINI: nel 584 organizzarono politicamente e militarmente i loro domini in Italia

intorno a un ufficiale superiore, l’esarca, di sede a Ravenna. Al vescovo fu riconosciuta la

funzione di supplente a capo del governo cittadino in assenza dell’esarca.

Nel 584 nacque l’ESARCATO D’ITALIA, a Ravenna. Questo fu composto da tutte le

province Bizantine.

Il regno Longobardo pose la sua capitale a Pavia, che si configurò come una struttura di

ducati, ciascuno dei quali con un suo margine di autonomia.

Nel 636 ROTARI, con il quale si tentò di dare ordine giuridico ai rapporti tra Longobardi e

Latini: nacque una raccolta di leggi di diritto privato e penale. Nel 643 nacque l’EDITTO DI

ROTARI, con il quale le leggi antiche del popolo longobardo vennero messe per iscritto.

L’editto venne scritto in latino, la lingua dei vinti.

L’editto è importante per la conoscenza dell’organizzazione sociale dei Longobardi in

Italia.

Nell’Italia longobarda, nella prima fase, si accentuarono elementi di regresso, frutto di una

crisi dovuta alla guerra greco-gotica e allo spopolamento delle città tra 5° e 7° secolo, che

rese la società della penisola sempre più contadina.

Il Re Liutprando (712-44) cercò di espandere il territorio del regno longobardo a parti

d’Italia che erano nelle mani dei Bizantini: a temere tale espansione fu la Chiesa di Roma.

13

Liutprando, per tranquillizzare Papa Gregorio gli donò vari castelli del Lazio –

DONAZIONE DI SUTRI (728)- ma non funzionò.

LA CHIESA

In Italia fu la Chiesa a proporsi come mediatrice fra romani e Germani.

Tale primato della Chiesa romana fu motivo di conflitto con la chiesa bizantina.

Papa Gelasio proclamò la separazione dei due poteri e il primato della Chiesa di Roma. Su

questa linea si mossero altri papi, come Gregorio Magno (590-604), con esso, però, il

Papato rinunciò definitivamente all’obiettivo di dirigere l’intera chiesa cristiana.

RE ASTOLFO – 749-56: con lui si accentuò l’espansione longobarda , e nel 751 tolse

l’esarcato ai bizantini.

A questo punto il re dei Franchi, Pipino il Breve, figlio di Carlo Martello, con il volere di

espandere il suo popolo in Europa, scese in Italia. L’anno precedente strinse un accordo con

papa Stefano II in cui si decise che gli armati del re avrebbero dovuto accorrere a favore del

Papa in caso di minaccia, in cambio il papa proclamò Pipino re.

PIPINO IL BREVE : RE – 755

Dal quel momento in poi la regalità franca si sarebbe tramandata per via ereditaria.

Pipino conquistò l’esarcato, ma lo consegnò al Papa.

La guerra per l’esarcato fu il primo atto dell’alleanza fra papato e Franchi.

Nel 774 finì il regno Longobardo in Italia. 14

SECONDA PARTE

1

L’oriente tra Bisanzio e l’Islam

6°-10° secolo

L’ISLAM: fondato da Maometto, fu una religione comparsa dal 7° sec nel vicino Oriente.

L’intento di Maometto fu quello di riunire attorno a un nuovo credo monoteista le tribù

arabe disperse, opponendolo alla loro religione politeista.

In questo momento Costantinopoli aveva sostituito Roma come capitale. I territori sotto

l’impero bizantino furono: Italia meridionale, Sicilia, Costa dell’Africa sett, Egitto, Siria,

Anatolia e Grecia. Poiché l’impero romano divenne cristiano, anche nell’area mediterranea

vi fu un cambiamento religioso.

IMPERO SASSANIDE: si estendeva a oriente dell’impero bizantino e comprendeva: Iraq e

Iran (Persia) fino all’Asia centrale. Qui era diffusa una religione di origine iranica associata

alla tradizione di Zoroastro.

ARABIA PREISLAMICA: l’Arabia era un modo frammentato e disorganico, segnato da

lotte tra il sud yemenita e nord e centro. Nel deserto viveva il mercante carovaniero: tramite

lui l’Arabia viveva in contatto con altre civiltà. 15

LA MECCA: era il punto di partenza della via commerciale delle spezie, da sud a nord

dell’Arabia. La città, governata da un’aristocrazia mercantile, rappresentava un centro

politico e la sua autorità crebbe con l’esistenza di un santuario, la “Ka’ba”.

Nel 7° sec in Arabia nacque un nuovo ordine politico costituito da arabi dell’ovest: egli si

richiamarono alla rivelazione che Dio aveva fatto discendere, sotto forma di libro santo, un

cittadino della Mecca, Maometto.

MAOMETTO: nacque alla Mecca verso il 570 ed era un mercante. La rivelazione sarebbe

avvenuta quando un angelo lo incitò a diventare messaggero si Allah.

Dal 610 egli cominciò a comunicare a chi si univa a lui dei messaggi di Dio rivelatigli

tramite l’angelo.

Intorno a Maometto si raccolse un gruppo di credenti, ma intanto le relazioni con le famiglie

più importanti della Mecca si guastavano.

Alla Mecca Maometto si impose sia come uomo di religione che come uomo politico. Presto

fu coinvolto in lotte armate.

Maometto inquadrò la popolazione sotto l’Islam; anni dopo l’egira, intorno a Medina si

costituì uno stato, in cui capo era Allah.

L’ISLAM

Il corano, il testo sacro, definisce il giudaismo come sua antenato e definisce l’islam come

“religione di Abramo”. La religione giudaica è la più antica, quella cristiana è la media e

quella musulmana la più giovane.

Per l’islam anche Gerusalemme è luogo santo, come Medina, la città di Maometto, e La

Mecca, città di Abramo.

Il testo del Corano fu raccolto nel 653.

Maometto non ha solo rivelato una religione, ma diede anche forma a una comunità e

un’organizzazione politica, ma non previsse la propria successione.

MORTE DI MAOMETTO – 632: CRISI COSTITUZIONALE, alla fine della quale venne

nominato successore ABU BAKR, parente dello stesso Maometto. Il suo titolo fu quello di

Califfo, appunto “successore dell’inviato di Dio”. 16

Con Abu Bakr ebbe inizio la “guerra di conversione all’Islam” o “GIHAD”, e si sviluppò

soprattutto con il secondo califfo, OMAR (634-44), che costituì una sorta di impero

teocratico in cui fede religiosa, amministrazione e potere militare si fondevano nella stessa

persona.

La conquista militare arrivò fuori dall’Arabia e a metà del 7° secolo Siria, Egitto, Palestina,

Iraq e Persia erano in mano agli arabi.

Nel 661 ci fu l’ultimo califfo legato da relazioni familiari a Maometto, così nacque una

nuova dinastia: OMAYYADE, con la quale le due capitali ,La Mecca e Medina, furono

sostituite da Damasco.

Nel periodo Omayyade il califfato si allargò ancora: i soldati avanzarono verso il Magreb,

conquistarono l’odierna Tunisia e si estesero lungo la costa atlantica del marocco; dalla

parte opposta arrivarono sotto Costantinopoli, in Armenia fino al cuore dell’Asia e da li

cominciarono ad avanzare fino al nord-ovest dell’India.

In Sicilia gli Arabi arrivarono nell’827.

Sotto l’arrivo dei musulmani l’Impero Bizantino si ritrasse ancora: la penisola balcanica fu

ceduta agli slavi; Costantinopoli dovette difendersi da vari attacchi.

Furono anni di grande instabilità interna dalla quale nacque una nuova dinastia siriana, detta

Isaurica, che aumentò l’ellenizzazione dell’impero bizantino. Tale dinastia e i suoi

imperatori furono molto importanti per la lotta contro il culto delle immagini sacre.

I MUSULMANI IN SICILIA – 9° SECOLO

Iniziò nell’827 e finì nel 902. La dominazione determinò un ricambio nelle gerarchie

politiche ed economiche delle città dell’isola.

Nell’878 Siracusa fu saccheggiata e da quel momento iniziò l’ascesa di Palermo.

In Sicilia i Musulmani coniarono il Tarì, diffusero la produzione di tessuti e dettero impulso

alla pesca del tonno.

FINE DEL CALIFFATO – 9°,10° SECOLO 17

2

L’europa Carolingia

8°-9° secolo

MEROVINGI

CLODOVEO – (481-511): fu quello che trasformò l’insieme delle tribù dei Franchi in una

monarchia romano-germanica.

Alla sua morte i figli si divisero il regno, come un patrimonio ereditario del padre, e alla fine

si formarono 3 regni: AUSTRASIA (Champagne, terre della Mosa e Mosella), NEUSTRIA

(fra Schelda e Loira) e BORGOGNA (fra Loira e Rodano).

Tra 6° e 7° secolo il regno dei Franchi aveva di nuovo unificato i territori della Gallia fino

alla Neustria, alla Borgogna e all’Austrasia. In tale regno ciascuno manteneva il proprio

diritto, la popolazione romana rispondeva al diritto romano e ogni popolo germanico alle

proprie norme codificate dalla consuetudine.

La crisi della dinastia merovingia fu causata da successive spartizioni territoriali, e ciò

permise il potenziamento delle aristocrazie delle singole regioni.

I re avevano scelto funzionari di governo tra i proprietari terrieri, nacquero, così, gli “Agenti

del Re” o “MAESTRI DI PALAZZO” , che erano sia amministratori dei beni che funzionari

pubblici.

Verso il 7° secolo all’interno dell’aristocrazia dei Maestri di Palazzo d’Austrasia spiccarono

i membri della famiglia degli Arnolfingi, poi detti Pipinidi e dopo ancora Carolingi.

Gli Arnolfingi trovarono il momento giusto quando Pipino II di Heristal (679), sconfisse il

maestro di palazzo di Neustria e Borgogna, nel 687, comportandosi come un re.

CAROLINGI: dinastia germanica che governò gran parte dell’Europa occ tra 8° e 9° secolo.

Il successore di Pipino fu Carlo Martello, che cercò di unificare i vari pezzi del regno. 18

CARLO MARTELLO (714-41): mantenne il potere costruito dal padre, sottomise

Alemanni e Turingi, dichiarò guerra ai sassoni e fece perdere indipendenza alla Baviera.

Carlo M. dimostrò il suo potere di re quando spartì il regno fra i suoi figli, come se davvero

fosse lui a regnare:

-CARLOMANNO: Austrasia, Svevia e Turingia

-PIPINO IL BREVE: Neustria, Borgogna e Provenza

Aquitania e Baviera vennero lasciate a entrambi.

Questi re, però, finchè sul trono vi era il legittimo re merovingio, erano solo maggiordomi di

palazzo, finchè nel 743 Childerico fu deposto; Pipino spinse il fratello a ritirarsi in

monastero, così tutto il regno rimase a lui.

Pipino fu legittimato come re a seguito dell’alleanza con il Papato.

L’alleanza con il Papa iniziata da Pipino fu proseguita dai suoi successori, accentuando il

distacco dei Bizantini dall’Italia propiziando qui l’arrivo dei Franchi, e creò le condizioni

per l’affermazione del dominio temporale dei papi.

Dalla fine dell’8° sec il figlio di Pipino, Carlo Magno (768-814) fece una serie di conquiste

che raddoppiarono i confini del regno franco.

Carlo Magno conquistò il Regno Longobardo in Italia, si allargò ai territori dell’attuale

Germania centrale e meridionale, per sottomettersi ai sassoni.

Carlo diede vita a un impero cristiano che coprì gran parte dell’Europa, in concorrenza con

la potenza bizantina.

Il regno longobardo fu annesso ai domini franchi nel 774, dopo che Carlo fu chiamato in

Italia da papa Adriano I per contenere i Longobardi.

ITALIA

L’azione di Carlo in Italia determinò la coesistenza di almeno 4 Italie che vivevano storie

parallele: un’Italia Franca, cioè il regno Longobardo conquistato; un’Italia della Chiesa, cioè

il territorio conquistato dal Papa; un’Italia Bizantina, corrispondente alle aree costiere; i

ducati longobardi.

I primi anni della dominazione franca non modificò la tradizione amministrativa

longobarda, quindi Pavia rimase capitale e anche i duchi longobardi, che avevano fatto

giuramento ai franchi, rimasero al loro posto. 19

Carlo volle rafforzare la presenza franca in Italia: ridimensionò il ruolo delle aristocrazie

longobarde e si adoperò contro movimenti di resistenza nel ducato di Benevento.

In seguito Carlo separò la corona italiana da quella Franca.

Il figlio di Carlo Magno, detto Pipino, divenne re d’Italia nel 781.

Nell’8° secolo ci fu un momento di massima tensione tra Franchi e Bizantini: il papa prese

sempre di più le distanze dai Bizantini facendo in modo che Carlomagno rimpiazzasse il

potere dell’impero d’Or, ormai venuto meno, in occ.

Carlo colse l’occasione iniziando alcune campagne militari contro il potere bizantino: ne

derivò un accordo in cui Bisanzio accettò che l’Istria e Benevento diventassero terre franche

(797).

Nell’800 vi fu un’altra mossa del papato filocarolingia: Papa Leone III, accusato di

immoralità e spergiuro, fu processato davanti ad un’assemblea con Carlo giudice, e fu

assolto, così, nello stesso anno:

800- CARLOMAGNO IMPERATORE, INCORONATO DA LEONE III

Il nuovo impero nasceva come cristiano perché il potere di Carlo corrispondeva a quello di

Dio: nacque così il SACRO ROMANO IMPERO (SRI).

Tale impero aveva uno stretto rapporto con il cristianesimo, quindi Sacro, ma era anche

Romano per gli intenti politici.

Nell’812 l’imperatore d’oriente Michele I riconobbe a Carlo il titolo di imperatore, anche se

non gli volle mai riconoscere quello di imperatore dei romani. Carlo fu il capo

dell’occidente subordinato all’imperatore d’Oriente.

Carlomagno organizzò l’impero con un forte dirigismo centrale. Le regioni furono rette da

conti delegati, cioè funzionari di fiducia del re, che amministravano territori non troppo

ampi, detti comitati.

Carlo cercò di limitare il potere dei conti, ma, di fatto, il potere nelle mani dell’aristocrazia

amministrativa crebbe sempre più: i conti erano agenti del re remunerati con

l’autorizzazione a sfruttare le terre situate nella relativa circoscrizione, riscuotere ammende,

ecc.

Il re, teoricamente, doveva tenere il polso della situazione tramite gli agenti fiduciari, cioè

ufficiali che dovevano spostarsi da una contea all’altra soprattutto per far applicare le leggi.

A poco a poco, però, questi cominciarono a considerare beni personali le terre che dovevano

solo amministrare: si posero, così, le basi per la futura dissoluzione politica data da Carlo. 20

Carlo intervenne anche nel settore monetario, ribadendo il carattere pubblico della

monetazione.

La grande legge sulle terre pubbliche emanata alla fine dell’8° secolo, detta “Capitulare de

Villis” conteneva disposizioni su come esse dovessero essere amministrate. I signori, per

amministrare i beni terrieri, avevano bisogno di conoscere con esattezza quanto

possedevano e quali obblighi i contadini dipendenti avevano. Dal 9° secolo abbiamo, così, i

“Polittici”, inventati descrittivi del patrimonio in uomini, terre, rendite delle grandi signorie

ecclesiastiche.

In Europa era presente una divisione dal punto di vista politico,ma un’unione data da una

fede comune. Cresceva l’idea di una cristianità che si diffondeva in Europa accompagnata

dal forte ruolo del papato.

LUDOVICO IL PIO : figlio di CARLOMAGNO, unico che gli sopravvisse. Ludovico capì

l’importanza dell’unità del regno e cercò di metterla in pratica con l’ “ORDINATIO

IMPERI” nell’817 in cui si affermava che l’impero era “res sacra” e quindi non poteva

essere diviso.

Cercò di attuare anche una riforma legislativa per unificare i diritti dei popoli sottomessi;

sancì la centralità dello stato rispetto al pontefice con la “Costitutio” dell’824.

Ludovico pensò a organizzare la successione ereditaria in modo coerente con un progetto

politico-istituzionale dividendo l’impero tra i suoi 3 figli: tutti e 3 sarebbero stati sottoposti

all’autorità del maggiore di loro, Lotario. Questo quadrò andò in crisi quando nacque un

quarto figlio, Carlo.

Iniziò, così, una guerra tra i fratelli e il padre, fino alla morte di uno del padre, Ludovico il

Pio, in seguito alla quale si giunse a un accordo:

ACCORDO DI VERDUN – 843: fra i 3 figli di Ludovico il Pio (uno morì), Carlo, Lotario e

Ludovico II, e fu una vera spartizione dell’impero.

CARLO (IL CALVO): Neustria e parte di Fiandre e Aquitania

LUDOVICO (IL GERMANICO): Austrasia, Alemannia, Sassonia

LOTARIO: fu IMPERATORE , e ebbe la parte centrale dell’impero. 21

3

Le ultime invasioni e l’impero degli Ottoni

9-10 secolo

Fra 9° e 10° secolo in Europa ci furono altre ondate migratorie: Vichinghi, Normanni,

Ungari e Saraceni.

L’avvio dell’attacco in Europa fu quasi simultaneo: nell’846 a Ostia sbarcò un corpo di

spedizione di saraceni, provenienti probabilmente dalla Siria, dall’Egitto e dall’Africa del

22

nord. Presto giunsero a Roma; nell’875 gli Ungari passarono i Carpazi stanziandosi in

Pannonia.

VICHINGHI: attaccarono da nord e comparvero in Europa già con Carlomagno. Dagli anni

30 e 40 del 9° sec le loro spedizioni assunsero sempre più la caratteristica di vete conquiste

militari: con le loro imbarcazioni depredarono Irlanda, Inghilterra, le coste della Francia e le

città vicine ai fiumi, le Asturie, il Portogallo, le coste provenzali e quelle italiane della

Lunigiana.

UNGARI: attaccarono da est e provenivano dall’Asia stanziandosi in Pannonia nell’895 e,

dall’898 avviarono una serie di spedizioni contro le campagne e i monasteri tedeschi.

Attaccarono la Baviera, la Sassonia, l’Italia padana, la Borgogna e la Provenza.Pavia e

Strasburgo furono distrutte.

Nel 955 gli Ungari furono sconfitti dall’imperatore Ottone I. Le incursioni cessarono, ed

essi si attestarono lungo il Danubio, formando l’embrione del regno Ungherese.

Nel 996 l’Ungheria divenne un regno cristiano e fu un regno rivolto verso l’occidente.

SARACENI: attaccarono da sud, colpirono le coste tirreniche, soprattutto italiane e

provenzali e le isole.

Il fatto più importante fu la conquista della Sicilia, nel 9° secolo, e l’insediamento in Puglia

Come si vede, sotto queste incursioni, l’Europa cambiò aspetto. Il pericolo trasformò la

fisionomia di molti villaggi, chiese e monasteri, che si fortificarono; in Francia, nelle contee,

vi furono veri centri di resistenza contro gli invasori.

GLI OTTONI – DINASTIA SASSONE

OTTONE I: in questa situazione emerse la Germania, con un regno molto solido. Nel 936

OTTONE I VENNE ICORONATO RE DI GERMANIA. Con lui ebbe inizio la DINASTIA

SASSONE.

Ottone nel 937 colse l’occasione per espandersi alla morte del re di Borgogna; in Italia volle

riaffermare la preminenza tedesca sul regno assumendo la corona, e ciò corrispondeva agli

23

interessi del papa, fino a quando nel 951 OTTONE DIVENNE RE D’ITALIA: l’Italia

divenne feudo della Germania.

OTTONE I

NEL 962 OTTONE FU PROCLAMATO DAL PAPA IMPERATORE DEL SRI DELLE

NAZIONI TEDESCHE. Il regno d’Italia fu unito a quello di Germania, ma le corone

rimasero separate.

Appena Ottone ripartì dall’Italia, il papa si alleò con i suoi nemici, primo fra tutto

Berengario, al quale Ottone rubò il titolo di re d’Italia; Ottone, a quel punto, emanò un

volere secondo cui da quel momento nessun papa sarebbe stato ne consacrato ne eletto

prima di aver fatto giuramento all’imperatore.

Ottone riuscì a imporre il suo volere sia tra le istituzioni politiche che religiose, ma il suo

impero fu debole;

OTTONE II

Nel 973 riprese il tentativo di Ottone I di assoggettare l’Italia meridionale, ma morì prima di

riuscirvi

OTTONE III

Quando avrebbe dovuto salire al trono era piccolo, così prese il suo posto la madre,

bizantina.

In Germania, intanto, iniziarono fermenti di insofferenza che agitarono gli ecclesiastici.

OTTONE III DIVENNE RE NEL 996, ma non riuscì a prendere in mano la situazione.

Lasciò la Germania e visse a Roma con il progetto di restaurare l’impero di Roma, ma a tale

progetto si oppose l’aristocrazia.

Nel 1002 Ottone morì. FU ELETTO RE DI GERMANIA ENRICO II, che dovette

impegnarsi in una lotta contro i paesi slavi.

IN ITALIA FU ELETTO RE ARDUINO .

L’elezione di due re differenti per Germania e Italia fu un segnale della scissione tra le due

corone, ma nel 1004 Enrico in Italia sconfisse re Arduino e si fece incoronare.

FRANCIA CAROLINGIA 24

Qui, alla morte di Carlo il Calvo (877), il regnò si disgregò in unità più piccole; il suo

successore fu CARLO IL GROSSO, che, però, fu deposto nell’888 da ODDONE I, conte

di Parigi. Da allora i conti di Parigi furono i re della Francia, anche se la regalità rimase ai

Carolingi.

CAPETINGI

Cominciò nel 987 con UGO CAPETO.

L’affermazione di tale famiglia si ebbe con LUIGI VI (1108-37) che ridusse all’obbedienza

ai conti, assicurò l’alleanza con il papa e creò le basi per l’amministrazione centrale.

INGHILTERRRA

ALFREDO IL GRANDE : con lui si sviluppò la resistenza contro le invasioni danesi in

Inghilterra. Egli infatti promosse l’incastellamento costruendo insediamenti fortificati, e si

dotò anche di una flotta. Inoltre promosse raccolte legislative.

Il problema dei suoi successori fu quello di contenere i danesi. Nel 1016 il re danese Canuto

il Grande conquistò l’isola, si convertì al cristianesimo facendo dell’Inghilterra il fulcro del

suo potere. 4

L’ordinamento feudale

FEUDALESIMO: forma di organizzazione del potere e della società che si formò in alcune

zone d’Europa a partire dal 9°-10° sec, affermandosi tra 11° e 12°.

Fu basato su un rapporto tra due persone libere, una delle quali era più potente dell’altra, e

concedeva protezione e beni in cambio di fedeltà e servizi.

Il feudalesimo in Europa fu favorito da vari fattori: economia poco monetizzata e fine del

prelievo fiscale, quindi il re per ripagare i suoi servitori non aveva denaro ma terre; un

potere pubblico centrale poco presente al livello del territorio; una situazione generale di

violenza e pericolo che induceva l’individuo a cercare protezione. 25

REGNO DEI FRANCHI

Tale sistema ebbe un importante punto di diffusione nel regno dei franchi. Qui il rapporto

vassallatico significò: insieme di legami personali, scambio di favori tra titolare del potere e

un suo fedele, e, a sua volta, scambio tra quest’ultimo e altri fedeli.

DINASTIE COMITALI: quando l’impero di Carlomagno si spezzò, si costruirono veri e

propri principati territoriali, che riconoscevano all’imperatore solo un omaggio formale.

Come i re, anche questi Grandi concedevano protezione ai vassalli in cambio di servizi.Ben

presto si formò una clientela di “Uomini d’’armi”, che formò delle DINASTIE COMITALI.

Il VASSALLAGGIO era il giuramento di fedeltà ,di un uomo verso un altro uomo, e il

vassallo che giurava fedeltà faceva un atto di omaggio al signore; il signore, in cambio,

concedeva al suo vassallo un feudo.

In origine qualsiasi tipo di bene poteva essere un feudo, ma con il tempo si indicò solo la

concessione di terre.

LA SOCIETA’: gli intellettuali del tempo ne definiscono 3 ordini, sacerdoti, guerrieri e

lavoratori.

L’Europa non conobbe un solo tipo di feudalesimo. Ecco le differenze:

GERMANIA: qui l’organizzazione feudale arrivò più tardi

- INGHILTERRA: la fedeltà poteva non coincidere con la concessione di terre

- AQUITANIA: con le istituzioni feudali nacque la libera proprietà e l’autonomia

- giuridica personale

NORMANDIA E BRETAGNA: il feudo fu una terra concessa da un signore a un

- coltivatore

LAZIO PONTIFICIO: il rapporto non comparve fino a prima del 1000, e fu

- introdotto da papa Silvestro II

Il feudo era un bene revocabile, che il signore poteva riprendere in mancanza del legame di

fedeltà.

Sotto i Carolingi furono fatte importanti concessioni ai vassalli maggiori come successione

ereditaria: il figlio poteva ereditare il feudo dal padre.

Nell’877 Carlo il Calvo emise il “Capitolare di Quierzy-sur-Oise”, in cui tutti i feudi

comitali vennero dichiarati ereditari in caso di assenza del re. 26

La tendenza ad essere autonomi dal proprio signore fu presente anche tra i vassalli minori: il

vassallo, per ottenere ciò, prestava giuramento a più vassalli contemporaneamente, in questo

modo annullava gli obblighi di fedeltà verso ciascuno di essi tramite un gioco di precedenze

incrociate.

Nell’11° secolo, per annullare tale espediente, nacque l’ “Omaggio Ligio”: il vassallo

poteva prestare giuramento a più signori, ma doveva dichiarare a chi dava la precedenza,

ma anche questo espediente non funzionò.

INCASTELLAMENTO: processo attraverso il quale si costruirono nuovi castelli, e molti

villaggi aperti furono chiusi con mura. Anche l’organizzazione del potere locale ebbe al

proprio centro il castello, cioè un villaggio fortificato da una cinta muraria.

La costruzione di un castello era prerogativa del re, ma in Occidente vi furono casi in cui sia

il castello fu costruito all’insaputa dei re, sia i signori ,che disponevano dei castelli costruiti

dai re, li ritennero di loro proprietà.

Inoltre, intorno al castello, si organizzò il potere sugli uomini.

Le invasioni del 9° e 10° secolo e i progetti signorili rappresentarono alcune ragioni

dell’incastellamento, ma non l’unico. Spesso i castelli erano già stati costruiti prima o dopo

delle invasioni, quindi ci sono vari tipi di castelli medievali..

Confondere “feudalesimo” e “signoria” è un errore.

Il feudalesimo si basò su un rapporto tra ceti elevati della società, quindi il termine non

indica non indica il rapporto sociale ed economico tra contadini e signori, che invece è

proprio della signoria.

SIGNORIA: comprende i mezzi di cui dispone un uomo ricco per appropriarsi dei risultati

del lavoro degli uomini che domina. Tale potere lo ha sia come proprietario della terra

(SIGNORIA FONDIARIA) sia in quanto comanda e costringe, cioè esercita il “Banno”

(SIGNORIA TERRITORIALE).

FEUDALESIMO: insieme dei legami personali, scambio di favori e servizi, tra un re e un

vassallo e di questo con altri suoi fedeli, uomini liberi. Era un fatto privato. 27

5

Occidente tra continuità e sperimentazione

CONTADINO STANZIALE: fu una figura che nacque al termine di movimenti migratori,

quando i nuovi popoli si insediarono nel suolo europeo mescolandosi con quelli che già lo

occupavano.

Nel medioevo la distinzione tra liberi e schiavi, che era stata semplice per i romani, si

complicò fino a creare molti gradini di semiservitù o semilibertà.

SCHIAVITU’: condizione di chi, privato dei diritti civili, politici e della propria libertà, era

divenuto possesso di un padrone.

La fine del mondo romano portò a una diminuzione del numero di schiavi, ma non la fine

della schiavitù, e non finì nemmeno l’uso di reclutare manodopera agricola facendo

prigionieri. Inoltre, nei documenti, è presente la figura del “servus”, lo schiavo legato con

un vincolo di carattere personale al padrone.

Lo stato giuridico del servo medievale era uguale a quello dello schiavo romano: si trattava

di un uomo non libero, proprietà di un altro uomo. La differenza tra i due era che al servo

medievale era consentita una vita familiare. 28

Vi sono, poi, i “Servi Casati” giuridicamente liberi perché non erano proprietà personale del

padrone né sottoposti alla legislazione schiavistica . Tali schiavi, però, erano vincolati alla

terra che lavoravano di padre in figlio: se la terra veniva venduta, essi non la

abbandonavano, ma cambiavano proprietario. Questi erano chiamati, anche, “SERVI

DELLA GLEBA”.

AGRICOLTURA

CURTIS o VILLA: organizzazione tramite la quale i grandi proprietari sperimentarono,

dall’8° sec, un’organizzazione nuova del lavoro agricolo. Il centro di diffusione fu l’area

franca.

La Curtis era una specie di villaggio di contadini con al centro una casa padronale,

un’azienda agraria le cui terre erano gestite in due modi:

Pars Dominicia: aveva come centro i magazzini e l’abitazione del padrone

- Pars Massaricia: composta da piccoli poderi, mansi, sufficienti ad alimentare una

- famiglia, in cui vi lavoravano i servi casati o concessi in affitto a famiglie di

“massari” liberi in cambio di un canone in denaro o in natura.

Una cosa del genere accadde anche in Inghilterra, qui, però, le aziende agricole erano meno

estese e si faceva più uso di schiavi poiché le guerre contro gli scandinavi fornivano

prigionieri per il lavoro nei campi.

La grande proprietà fondiaria di tipo occidentale si diffuse, dal 9° sec, anche nella penisola

iberica;

In Italia si sviluppò nelle terre longobarde quando furono conquistate da Carlomagno.

Non tutta l’agricoltura era organizzata, però, come Curtes: una parte della terra era

frammentata in piccoli appezzamenti, di proprietà di singoli coltivatori diretti, che li

gestivano in autonomia.

Sotto la spinta degli stanziamenti dei barbari, i grandi proprietari di stirpe romana

preferirono spostarsi in campagna e si disinteressarono all’amministrazione urbana.

Molte città, così, tra 4° e 8° sec, si spopolarono, e alcune scomparvero. Altre, dette “città

ritratte”, rimasero in vita, ma ridotte rispetto al passato.

La popolazione di Roma subì un drastico ridimensionamento.

Anche l’Italia non fu tutta uguale: il sud divenne un “cimitero di città”. 29

Terza parte

1

L’anno 1000

Con l’anno 1000 è possibile parlare di svolta solo in Europa occ: area che uscì da una

depressione molto profonda; l’impero bizantino, invece, rinunciava a ogni ipotesi di

ricostruzione della sua potenza, mentre quello musulmano completò la fase di crescita che

aveva dilatato i suoi confini.

Quindi la parte occidentale dell’Europa si sviluppò sempre più, tramite:

Organizzazione progressiva dei regni

- Avanzata cristiana verso le terre degli infedeli

- Crociate

- “reconquista” spagnola

-

Il cambiamento maggiore riguardò la popolazione, che aumentò e cambiò il suo modo di

vivere; mutò la forma delle istituzioni; cambiarono campagne e città; vi fu una nuova

espansione religiosa; la popolazione ricominciò a spostarsi.

La popolazione era diminuita fino al 7° sec, ma dal 9° sec vi furono segni di ripresa.

Gli storici sono d’accordo nell’affermare che tra la fine dell’8° e l’inizio del 9° sec vi fu una

prima espansione demografica. 30

Una motivazione certa a questo fatto non c’è, ma si può dire che la crescita demografica

andò di pari passo con la crescita della superficie coltivata.

2

Le campagne

L’espansione agricola durante l’anno 1000 fu soprattutto il risultato del dissodamento di

terre incolte e boschi. A promuoverlo furono monasteri,signori, comunità contadine e città.

Ora si trattò di conquistare nuovi spazi per l’agricoltura, strappandoli alla foresta e alle

paludi. Il bosco è un ostacolo faticoso da superare.

Per dissodare regioni del tutto vergini, molti contadini dovettero lasciare le proprie case,

spostandosi lontano, costruendo nuovi villaggi nel cuore delle macchie incolte.

La creazione di nuovi villaggi, spesso, non fu un processo spontaneo, ma diretto

dall’esterno. L’arrivo e l’insediamento di una piccola comunità fu sollecitata da chi

esercitava potere su quel territorio.

La scelta dei re e dei signori di incoraggiare la nascita dei villaggi di colonizzatori fu dettata

anche da considerazioni politiche, amministrative e militari.

Tra 11° e 12° sec si costruirono nuove terre che si fecero originare dal mare e dalle paludi.

Tra gli interventi quello che colpisce di più fu la creazione dei “Polders” in Fiandra, in cui i

conti fecero asciugare i pantani del litorale e costruire dighe che impedissero l’irruzione del

mare. 31

Anche nell’Italia sett si avviarono bonifiche. Iniziarono lavori per contenere le inondazioni

del Po e si gettarono le basi del sistema dei canali di navigazione e irrigazione della pianura

padana.

Con il nuovo millennio ci furono dei miglioramenti della tecnica agricola: RIVOLUZIONE

AGRICOLA del medioevo.

Il lavoro più difficile per i contadini era quello di mantenere la fertilità dei campi nel tempo.

Nacque il SISTEMA DI ROTAZIONE BIENNALE: alternanza di un anno di coltivazione e

uno di riposo. Il contadino divideva la terra in due campi: un anno se ne seminava uno

facendo riposare l’altro e viceversa.

A tale sistema si affiancò quello di ROTAZIONE TRIENNALE, con cui il contadino

divideva la terra in 3 campi. Con tale sistema vi furono massaggi evidenti rispetto al sistema

biennale.

Un’altra invenzione fu l’ARATRO, che comportò trasformazioni radicali. 32

3

Le città

A cavallo del nuovo millennio, anche la vita urbana subì una spinta di ripresa che cambiò la

fisionomia dell’Europa e gli equilibri complessivi della popolazione tra città e campagna: si

parlò di una rinascita delle città nel Medioevo.

La dissoluzione del mondo romano portò anche a una dissoluzione della vita urbana: questa

dissoluzione, però, non arrivò ovunque, come accadde per certe regioni del mediterraneo.

Tra 11° e 12° sec si ebbe una ripresa del fenomeno urbano: apparvero, infatti, nuovi centri

urbani e quelli antichi si ripopolarono.

Bisogna fare una distinzione tra Urbs, cioè la città fisica, e la Civitas, cioè la collettività dei

cittadini.

Per quanto riguarda l’aspetto, alcune città apparivano come campagne.

Molte città italiane e alcune europee sorsero su città romane, e hanno forma quadrangolare.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Docente: Mineo Igor
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SIRI7 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Mineo Igor.

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