Riassunto esame di storia medievale
Prof. Figliuolo, libro consigliato "Medioevo" di Vitolo
Medioevo - i caratteri originali di un’età di transizione
La trasformazione del mondo antico e l’inizio del medioevo
1. Il mondo ellenistico-romano e la diffusione del cristianesimo
1.1 Nomadi e sedentari
Indoeuropei - rozzi e culturalmente meno evoluti rispetto alle popolazioni già territorialmente stabilizzate, ma in genere si fusero con esse → nuove civiltà rurali. Contrasti con le popolazioni seminomadi e i seminomadi con i nomadi.
Persia verso la metà del III secolo a.C. sotto dominio dei Parti trasformandosi in sedentari, diventando un potente impero in lotta con quello romano per la Siria, Armenia e Mesopotamia. Nel 224 d.C. ascesa della dinastia dei Sasanidi. Impero dei Parti conservò impronta ellenistica.
Nel 470 d.C. invasione degli Unni Bianchi, un grande impero dell'India settentrionale. Con la dinastia Gupta essa raggiunse il massimo del suo splendore tra il IV e V secolo. L'India grande civiltà agricola creata dagli Ariani.
Cina - 246 a.C. vasto impero con “il cesare cinese” e nel 215 a.C. per difendere il paese venne costruita la Grande Muraglia. Tra il II e III secolo d.C. vi furono aspre lotte sociali e invasioni degli Unni dalla Mongolia. Impero diviso in tre regni e solo nel VII secolo ci fu la restaurazione dell'unità dell’impero.
Il popolo indoeuropeo - Celti vennero bloccati dai romani però alla fine si fusero con le popolazioni latine. I romani per difendere il paese avevano costruito i limitanei e il vallo di Adriano costruito dall'imperatore ADRIANO fra il 122 e il 127 d.C. in Britannia.
1.2 Il mondo delle città
Il limes segnava la separazione tra due sistemi di vita, due diversi equilibri tra uomo e ambiente: quello del mondo delle foreste e quello del mondo imperniato sulle città, abitato da popolazioni inquadrate in sistemi socio-culturali assai più complessi. Si realizzò un'omogeneità grazie agli scambi assai intensi tra le regioni gravitanti sul Mediterraneo e al ruolo svolto dalle città, che furono ovunque punti di riferimento del territorio circostante sul piano non solo amministrativo ma anche socio e culturale.
La struttura topografica della città romana prevedeva non una città circondata da mura che vennero costruite solo a partire dal III secolo, ma un centro urbano detto urbs e un territorio più o meno vasto detto civitas. La campagna era un reticolo razionale di campi di forma geometrica disposte lungo direttrici che costituivano il prolungamento dei principali assi urbani; tra essa e il mondo urbano era posta una zona intermedia.
1.3 La diffusione del Cristianesimo
Tra il I e il II secolo d.C. la diffusione tra le classi meno abbienti della scrittura. C'era una crisi della religione ufficiale di tipo politeistico. Il fenomeno si verificava anche in altre regioni euroasiatiche: India, Cina, Iran dove vi era il Buddhismo, il Confucianesimo e il Mazdeismo. Nel mondo romano c'era la concorrenza tra le religioni, soprattutto per il culto di Cibele e Mitra.
Il Mitraismo fu soppiantato però dal Cristianesimo nel IV secolo per la difficoltà di conciliare l'esuberanza dei riti e delle pratiche orgiastiche di quei culti con l'equilibrio intellettuale e morale che caratterizzava la formazione culturale dell'élite cittadine. Un carattere rassicurante per il ceto dirigente romano dato dalle comunità cristiane è che poggiava su una stabile gerarchia sacerdotale formata dai presbiteri, dai vescovi, coadiuvati da diaconi.
PAOLO DI TARSO “apostolo delle genti” e punto di riferimento delle diverse comunità cristiane, nelle sue Lettere la prima sistemazione dottrinale del messaggio evangelico. La sua predicazione avveniva soprattutto nelle città; infatti, nelle campagne vi era ancora il culto tradizionale, infatti, i cristiani coniarono per loro il nome di “pagano” (contadino).
1.4 La crisi del III secolo e le persecuzioni contro i cristiani
Cristianesimo subì numerose persecuzioni per una diffidenza di natura politica perché venivano assimilati agli ebrei. Inoltre, i cristiani rifiutavano qualsiasi forma di venerazione religiosa nei riguardi degli imperatori.
All'origine della crisi c'era lo sviluppo abnorme delle città e l'abbandono delle terre da parte dei contadini. La crescita enorme delle spese pubbliche aumentò l'inflazione e la coniazione di monete sempre più leggere che venivano svalutate. All'origine della scarsità di metallo prezioso viene lo squilibrio della bilancia commerciale tra Occidente e Oriente. Tutto ciò provocò numerose carestie, epidemie e la peste del 166, le rivolte contadine, la pirateria, il brigantaggio e numerose guerre civili tra pretendenti al trono imperiale.
Sembrava sul punto di sfaldarsi però si riprese grazie a una serie di imperatori tra cui DIOCLEZIANO che venne proclamato imperatore il 20 novembre 284. I contadini furono legati in maniera definitiva alla terra, per cui fu proibito a loro ogni forma di mobilità e lo stesso avvenne anche con artigiani, commercianti, ecc. Decreto del 301 fissava prezzi e salari e venne chiamato Socialismo di Stato.
Riforma della costituzione - la divisione dell'autorità imperiale tra due Augusti e due Cesari. Diocleziano era il primo Augusto e accentuò sempre di più il suo stato sacrale atteggiandosi come un Dio in terra. Il cristianesimo era avvertito da Diocleziano come un elemento di pericolo per la pace e l'unità interna e avviò la persecuzione nei loro confronti dal 303.
Il suo successore Costantino ebbe l'intuizione che il cristianesimo non solo non era affatto incompatibile con il dirigismo teocratico dell'imperatore ma poteva addirittura diventare un elemento di forza; venne inserita la Chiesa nell’impero.
1.5 L’organizzazione della Chiesa e la definizione della dottrina cristiana
Venne creato un ordinamento ecclesiastico aderente ai quadri amministrativi dell'impero, ogni comunità cristiana era governata da un vescovo appartenente alle famiglie dell’aristocrazia. Coordinamento tra i vescovi di una stessa provincia attraverso l'attribuzione di un ruolo di preminenza al vescovo della Chiesa metropolitica. I compiti dei metropoliti erano di consacrare i vescovi eletti dal clero e dal popolo della diocesi, esercitare la giurisdizione di appello sulle decisioni dei vescovi, presiedere i sinodi provinciali, le riunioni cioè dei vescovi della provincia.
Le sedi vescovili più importanti presero il nome di patriarcati. Costantinopoli venne proclamata da COSTANTINO nel 330 capitale dell’impero. La sede romana o Santa sede era considerata non in maniera univoca. Per l’Occidente era potestà giurisdizionale del vescovo di Roma, per l’Oriente aveva solo un primato d’onore.
Problema del corpus dottrinale - a monte di questo dibattuto due concezioni radicalmente diverse del Cristianesimo:
- Ritorno di Cristo e la fine dei tempi, dal testo dell’Apocalisse di Giovanni. Carattere escatologico. A esso collegato Donatismo, negava la validità dei sacramenti amministrati da preti moralmente indegni - osteggiato da Costantino e dai suoi successori.
- Coloro che non propugnavano affatto una Chiesa di martiri e di eroici testimoni della fede, ma una concezione più moderata del Cristianesimo con la comprensione delle debolezze e dei bisogni dell’uomo. Rifiuto sia dello Gnosticismo sia del Manicheismo:
- Gnosticismo, contrapposizione tra un Dio irraggiungibile e il mondo materiale, inquinato del male e della morte;
- Manicheismo, due principi il bene e il male in lotta incessante tra il mondo superiore degli spiriti e il mondo inferiore della materia.
1.6 L’arianesimo e la nascita dell’eresia
Inizio del IV secolo vi era la dottrina del prete ARIO DI ALESSANDRIA, sosteneva che il figlio di Dio incarnato in Cristo non aveva lo stesso grado di divinità del padre, ma era a lui subordinato. Costantino nel 325 fece riunire il primo Concilio Ecumenico, 300 vescovi deliberano in nome di tutte le comunità cristiane. La dottrina di Ario fu condannata all'unanimità per le pressioni dell’imperatore.
Furono introdotte le eresie, cioè le dottrine che si oppongono a verità proposte come tale dalla Chiesa. L'arianesimo torna alla ribalta con un ruolo politico fondamentale nei primi secoli del medioevo.
Il Donatismo si propagò anche nelle campagne, era una sorta di copertura ideologica delle rivolte a carattere etnico sociale delle popolazioni indigene contro lo sfruttamento delle città e il fiscalismo dell’imperato. Vi erano delle tensioni separatiste che emersero in Egitto e in Siria in coincidenza con la grande contesa cristologica che si accese nel V secolo per definire il rapporto tra l'umanità e la divinità di Cristo. La figura di Maria per i Nestoriani era la madre di Cristo. Nel Concilio di Calcedonia del 451 si dichiarò che Cristo era vero Dio e vero uomo dotato di due nature distinte ma inseparabili. I più violenti oppositori - monofisiti erano coloro secondo i quali l'umanità e la divinità di Cristo si fondono in una sola natura.
1.7 Le origini del monachesimo
Monachesimo - l’incontro dell'anima individuale con Dio aveva portato alcuni spiriti eletti a interrompere rapporti normali con la società e a intraprendere una vita di ascesi e di penitenza. Ci fu anche in India, nel mondo greco ellenistico e nel mondo greco era un monachesimo cristiano intrapreso dai filosofi. Il monachesimo cristiano nacque in Egitto nel III secolo con Antonio il più celebre di questi eremiti che si stabilì in una tomba vuota di una necropoli abbandonata.
Stiliti - che si stabilivano in cima alle colonne esposti al sole e alle intemperie. Cenobitismo - opera di Pacomio con la creazione di monasteri sia maschili che femminili. Basilio - vescovo di Cesarea si limitò a promuovere la fondazione di monasteri sia in luoghi appartati sia in città. Indirizza le sue Regole creando una serie di indicazioni di ammaestramenti per i cristiani che vivevano in comunità e che egli visitava frequentemente. La figura del superiore aveva il compito di promuovere il bene della comunità, guidando più con l'esempio che con le parole.
1.8 La diffusione del monachesimo in Italia e nel resto dell’Occidente
In Occidente giunse presto la fama dei monaci d’Egitto e ci furono numerosi pellegrinaggi per incontrarli per contemplare le loro gesta. Alcuni vollero anche imitarli fondando comunità monastiche latine in Palestina. Gerolamo - eremita del deserto di Calcide. Cassiodoro - collaboratore di Teodorico re degli Ostrogoti. Con lui si era creata una scuola dove si svolgeva intensa attività intellettuale scrittoria basata su un programma di studio volto a conciliare cultura sacra e cultura profana. Importante salvaguardare il patrimonio culturale romano trapiantandolo nei monasteri e importante fu la trasmissione di testi antichi e l'elaborazione dei programmi di studio per la scuola medievale.
Martino - vescovo di Tours, è diventato vescovo riuscendo a conciliare in maniera mirabile la vocazione monastica con i doveri pastorali. Giovanni Cassiano - tutto diffondere in Provenza gli ideali e le tradizioni del monachesimo orientale. Onorato - isola dei monaci dove fu realizzato un misto di Cenobitismo ed ermetismo dove i monaci vivevano in comunità, quelli più anziani e dotati di esperienza stavano isolati nelle loro celle, ma tutti erano sotto la direzione dell’abate.
1.9 Il monachesimo benedettino
Benedetto da Norcia - monachesimo benedettino, abate del monastero di Montecassino. Nel 540 scrisse una Regola. La regola benedettina consisteva nella capacità di mettere a frutto tutta l'esperienza del monachesimo orientale e occidentale. L'originalità consiste nella capacità di Benedetto di utilizzare l'eredità del passato alla luce della sua esperienza diretta e quindi della sua conoscenza dell'animo umano, per cui tutte le norme sono improntate a grande moderazione realismo, e ai monaci non si chiede mai nulla di eccessivamente gravoso: moderazione e realismo. Ora et labora.
2. L’occidente romano-germanico
2.1 Il mito della razza pura
Nell’ambito delle popolazioni germaniche tre grandi gruppi:
- Settentrionale in Scandinavia e Danimarca;
- Orientale tra l’Oder e la Vistola;
- Occidentale nell'attuale Germania a est del Reno.
La conquista della Gallia da parte di Cesare rese definitivo il contatto tra Romani e Germani. Nel 406 i Germani andarono verso le regioni del Mediterraneo. I Germani con il contatto con la civiltà romana ebbero un progresso dell'agricoltura e nella lavorazione dei metalli, e anche l'emergere di differenze sociali.
L'agricoltura aveva metodi molto primitivi: pulivano il suolo dalla vegetazione con il fuoco e non utilizzavano nessuna pratica di concimazione, così dovevano abbandonare le terre per anni, da qui nacquero numerosi spostamenti. La loro ricchezza però era nel bestiame.
L'organizzazione della società e del potere ruotava tutta intorno alla guerra. Vi erano i duces che erano i capi militari che emergevano per prestigio guerriero e vi era una potenza magico-sacrale che permetteva che il valore militare venisse trasmesso anche alle famiglie i cui membri erano chiamati ad adalingi (nobili). Vi era il controllo di un consiglio di anziani e l'assemblea del popolo in armi. Il popolo germanico era un popolo di uguali e c'era chi emergeva solo per la capacità fondata sul valore in guerra.
Erano famosi per correre razzie scorrerie. Ma negli anni che separano Tacito da Cesare tende a stabilizzarsi con una maggiore ricchezza e una crescita di influenza degli ad adalingi all'interno dell'assemblea dei guerrieri e dal primo apparire in tempo di guerra di un capo unico scelto per il suo valore. La stabilizzazione del comitato creò le premesse per l'emergere di élite guerriere, tendenti a superare anche le tradizionali separazioni tra i clan, dato che in combattimento si schieravano ora intorno ai loro capi.
Goti - Scandinavia. Contatti con le varie tribù germaniche, con i nomadi di stirpe iranica, infine con le città greche che lasciarono una forte impronta sulla religione, sull'assetto sociale e sul modo di combattere di quelli che possiamo definire i germani orientali con il progresso del combattimento a cavallo. Avevano una struttura sociale più gerarchica con delle monarchie tribali a carattere militare.
2.2 La pressione sui confini dell’impero
La penetrazione dei Germani occidentali nel territorio dell'impero si faceva sempre più consistente. All'inizio del III secolo la presenza germanica fu prevalente. Vennero accolti la tribù dei Franchi, Alamanni e Burgundi e invece respinti i Goti nel 269 dall’imperatore Claudio II. Vescovo goto ULFILA - 341 tradusse in goto alcune parti della Bibbia.
Ottennero dall'autorità imperiale di poter passare il confine e situarsi nell'attuale Romania e di provvedere alla difesa di quelle regioni in qualità di federati. Riducendo l'impero soltanto la sua parte orientale. Insediamento dei Visigoti in Tracia - ostilità della popolazione delle azioni di rapina ai danni della città. Vi fu una guerra aperta che terminò il 9 agosto 378, la distruzione dell'esercito imperiale da parte della cavalleria gotica presso Adrianopoli e la morte sul campo dello stesso imperatore Valente. TEODOSIO fece un nuovo accordo con i Visigoti trasferendoli nell’Illirico.
2.3 La divisione definitiva dell’impero
Con TEODOSIO nel 392-395 vi fu l'unità imperiale. Però le due parti dello Stato erano sempre più diverse tra loro e con la morte dell'imperatore l'impero venne diviso tra i due figli:
- ONORIO Occidente con capitale Milano;
- ARCADIO Oriente con capitale Costantinopoli.
Ci fu l'ingresso dei germani nel Senato. STILICONE era uno stretto collaboratore di Teodosio e la sua posizione di giorno in giorno divenne più delicata per effetto di due fenomeni convergenti:
- Comincia a crescere all'interno della corte l'opposizione verso gli elementi di origine barbarica, nel 400 in oriente all'estromissione degli ufficiali di origine germanica dalle alte cariche militari e decisione di non concedere più nel futuro lo stanziamento di federati armati all'interno dei confini dell’impero;
- I Visigoti e gli altri Germani diventavano sempre più inquieti per la pressione degli Unni.
Nel 406 il confine del Reno fu superato dai Vandali, Alani e Svevi diretti in Gallia e da qui in Spagna (409). Ad essi si aggiunsero Franchi e Burgundi. La scomparsa del generale aprì le porte dell'Italia ai Visigoti guidati da ALARICO, i quali attraversarono l'intera penisola e il 24 agosto del 410 entrarono in Roma e la saccheggiarono. Pagani - gallo Rutilio Namaziano rinnovarono la condanna del cristianesimo.
Cristiani - san Girolamo si rassegnò; sant’Agostino vuole reagire contro le accuse dei pagani e contro il pessimismo dei cristiani creando un'ideologia politica che darò un’impronta a tutto il pensiero politico del Medioevo. Morto Alarico presso Cosenza i Visigoti risalirono l’Italia e si stanziarono in Aquitania come federati contribuendo a respingere verso sud della Spagna Vandali e Alani. Da Onorio - Hospitalitas - obbligo.
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