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Padre Giuseppe San Pietro e la libertà di educazione in Italia

Fondatore dell’ANSI (Associazione Nazionale Scuola Italiana), nasce nel 1945 come movimento d’opinione. Scopo istituzionale è ricondurre la scuola italiana alle sue tradizioni di educazione morale e civile tenendo conto dei progressi di psicologia/pedagogia e attuare i principi di un’educazione cristiana in una scuola libera.

Libertà di educazione e autonomia scolastica nel pensiero e nell’opera di Padre Giuseppe San Pietro (PGG)

La figura di PGG trova il suo momento di vitalità nel periodo di ricostruzione della scuola italiana dell’immediato dopoguerra (1940-1950). Si occupò dell’opera di organizzazione e guida di associazioni/istituti del mondo cattolico operanti nel settore scolastico/educativo; rappresenta con i suoi scritti un punto di riferimento per le scelte di politica scolastica del tempo. La sua visione della scuola e progetto formativo delle future generazioni è moderna e aperta al confronto.

Le scelte scolastiche del dopoguerra

Caduta del regime fascista e fine guerra: grave problema di ricostruzione materiale della nazione e riformulazione di un sistema sociale democratico anche a livello scolastico. Nuova costituzione democratica votata dall’assemblea costituente, a differenza del precedente statuto carlo-albertino del 1848, affronta i problemi dell’educazione e dell’ordinamento scolastico formativo; pone le basi per superare l’impostazione statalistica ereditata da legge Casati (1859), accentuata da Riforma Gentile (1923), poi da politica scolastica del fascismo e Carta della scuola (1939). Grazie ad alcuni esponenti del mondo cattolico, emerge anche nel settore scolastico la volontà di coniugare l’impegno solidarista dello stato con rispetto delle pluralità delle istituzioni. Uno stato democratico e sociale non può imporre i contenuti dell’insegnamento. Compito di mettere in atto le strategie di politica scolastica assunto dal ministro Gonnella (1951) è recuperare il ritardo culturale accumulato.

La situazione del dopoguerra è disastrosa: sistema scolastico del fascismo non ispirato a principi democratici, non ha attuato il dettato sull’istruzione obbligatoria fino a 8 anni (alto tasso di analfabetismo), grande evasione scolastica. Gonnella propone una riforma radicale del sistema scolastico per sintonizzarlo con le istanze democratiche del paese, per renderlo più attento ai bisogni sociali e culturali della società italiana.

PGG e la democratizzazione della scuola italiana

Il suo obiettivo è coagulare attorno a un importante progetto di strategia e politica scolastica il consenso più ampio possibile di forze politiche e culturali della democrazia italiana. Il momento più significativo è il 1948: viene eletto esperto di problemi scolastici all’interno della rivista Civiltà Cattolica, dove affronta la questione della futura legislazione scolastica italiana.

Le premesse giuridiche e ideali per il futuro ordinamento scolastico devono sintonizzarsi con i principi dello sviluppo della persona umana (costituzione), della famiglia, libertà della scuola. Famiglia e scuola sono due grandi istituzioni educative complementari che devono agire armoniosamente per la formazione morale e intellettuale dei giovani. Lo stato non è estraneo ai problemi formativi e culturali (es. impegni contro analfabetismo, elevazione culturale della società, obbligo scolastico fino a 14 anni), ma non può ignorare i diritti di libertà educativa della famiglia (facoltà di scegliere liberamente e a pari condizioni economiche la scuola per i figli).

Proposta di sovvenzionare le scuole non statali che svolgono una funzione di pubblica utilità: sussidiare adeguatamente le scuole non statali per porre fine a una secolare ingiustizia nei confronti dei genitori che intendevano esercitare il loro diritto di libera scelta (libertà dal monopolio dell’intervento statale). Richiede un quadro di ampia autonomia organizzativa e didattica per insegnanti e scuola statale, auspica un ridimensionamento del ruolo dello stato, limitando il suo intervento all’emanazione delle norme generali di istruzione. La futura scuola italiana doveva ruotare attorno ai principi di libertà, autonomia, responsabilità e recuperare una dimensione più umana e una continuità famiglia/scuola/società, una cultura meno erudita, senza ignorare la dimensione sociale dei processi formativi.

Auspica una riduzione del numero di materie e orario scolastico perché l’ampiezza dei programmi riduce la formazione culturale a pura erudizione (rottura col modello gentiliano e qualsiasi modello autoritario). Ritiene fondamentale per il pieno sviluppo della persona umana l’educazione al senso sociale (sperimentare a scuola momenti di vita democratica e partecipazione al governo della scuola). Ciò che emerge non è un’opposizione tra scuola statale e private ma una scuola nazionale che fa tesoro di tutte le esperienze educative in modo da assicurare la formazione democratica delle nuove generazioni.

Il problema della libertà e parità scolastica

Saggio del 1949 di PGG indica i meccanismi finanziari con cui provvedere a effettuare la libera scelta da parte delle famiglie eliminando ogni condizionamento discriminante (scuole dell’obbligo riconosciute paritarie sarebbero state sussidiate dal ministero PI). Sottolinea l’importanza non solo assistenziale della scuola materna e sua funzione pedagogica; ritiene facoltativa la frequenza ma obbligo dell’istituzione in tutti i comuni.

Istruzione secondaria inferiore: ritiene necessaria la presenza di scuole secondarie di tutti e quattro gli indirizzi, previsti da riforma sul territorio nazionale. Scuola media superiore: istituzione di un biennio con insegnamenti comuni e con materie opzionali, lasciando alle singole scuole ampia autonomia nell’organizzazione dei piani di studi.

Le proposte di parità fra scuola statale e non, autonomia didattico-organizzativa, centralità della famiglia non trovano una soluzione definitiva nel progetto Gonnella (solo istituzione di comitati dei genitori e possibilità di stipulare convenzioni finanziarie con scuole paritarie).

Conduce una battaglia per rivedere i programmi di filosofia improntati di scetticismo e superficialismo per renderli più coerenti alle esigenze della didattica e più rispettosi dei principi morali. Il problema degli indirizzi educativi e morali da adottare nella formazione dei giovani può essere affrontato solo in un contesto di pluralismo scolastico in cui è garantita ai genitori la libera scelta della scuola a effettiva parità di condizioni anche finanziarie.

Analizza la situazione della scuola non statale nell’Europa occidentale mettendo in luce il ritardo con cui l’Italia procedeva per realizzazione di un modello di effettivo riconoscimento della libertà di scelta.

Diritti della famiglia e libertà di educazione

PG invita i cattolici e democratici a operare per realizzazione di una legislazione scolastica rispettosa del diritto naturale della famiglia cattolica in un ordinamento che, abolito il monopolio statale, riconosca a tutte le scuole uguali diritti. Il monopolio scolastico statale è considerato anticostituzionale perché limita la libera iniziativa dei cittadini: vecchia mentalità statistica annidata nella burocrazia ministeriale elabora progetti riformatori che penalizzano la scuola non statale e ignorano i diritti educativi delle famiglie.

La prospettiva di riservare alle scuole non statali le disposizioni del disegno di legge porterebbe a una violazione della costituzione monopolizzando solo per le scuole statali il denaro pubblico che in un regime democratico deve esser distribuito proporzionalmente a seconda della libera scelta dei genitori: ciò colpisce le famiglie con minore disponibilità economica.

Il monopolio scolastico, lesivo dei diritti dei genitori e della libertà d’insegnamento dei docenti, è il costitutivo di tutti i regimi autoritari. PG: la chiesa e mondo cattolico si limitano a chiedere che anche in Italia fosse assicurata una scuola con docenti ispirati alle loro stesse convinzioni morali e religiose; non s’intende obbligare a scuola cattolica ma non si tollera l’imposizione di una scuola senza orientamento morale e senza garanzie su convinzioni filosofiche e religiose.

PG invita a rispettare la volontà di tutti i genitori anche non cattolici però nel saggio “Scuola neutra: avvio all’ateismo” ammonisce che chi vuole la scuola neutra se...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

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