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Riassunto esame storia del pensiero politico mod C, prof Dessì, libro consigliato Postdemocrazia di Crouch Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di storia del pensiero politico contemporaneo mod C, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Gianni Dessì: Postdemocrazia, Crouch. Gli argomenti trattati sono i seguenti:il passaggio dalla fase predemocratica all'affermazione della post democrazia (parabola), diversi modelli di democrazia, la crisi della democrazia,... Vedi di più

Esame di Storia del pensiero politico contemporaneo docente Prof. G. Dessi

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Crouch

POSTDEMOCRAZIA

CAPITOLO 1- Perché Postdemocrazia?

Nel suo libro Postdemocrazia Crouch traccia una rigorosa analisi di quel processo

che nelle società occidentali ha portato all'affermazione della democrazia ed ora sta

invece andando incontro ad un'irreversibile declino verso forme di governo

oligarchiche.

Attualmente la democrazia sta vivendo una fase di notevoli paradossi perché se da

una parte il numero dei paesi che hanno scelto di adottare sistemi democratici è

maggiore rispetto al passato, dall'altra nelle democrazie più consolidate, la situazione

sembra meno ottimistica, basti pensare ad esempio alla grande diminuzione di

partecipazione alle elezioni politiche.

La tesi fondamentale del libro è che nel XX secolo, la democrazia abbia compiuto

una PARABOLA tracciata mediante tre fasi, una prima fase ascendente, una seconda

fase in cui la democrazia ha raggiunto la punta massima e infine una fase discendente

che non accenna a fermarsi. A questi tre momenti corrispondono rispettivamente:

1. LA FASE PREDEMOCRATICA (fase ascendente della parabola) → in cui le

forme della democrazia sono deboli o del tutto assenti

2. LA FASE DEMOCRATICA (punto più alto della parabola) → in cui

l'entusiasmo per la partecipazione politica è massimo

3. LA FASE POSTDEMOCRATICA (fase discendente della parabola) → che non

può essere definita come un semplice ritorno alla prima fase perché porta con

sé l'eredità del suo passato. Una fase in cui le forme della democrazia vengono

mantenute, ma nella quale la politica rinuncia gradualmente al suo ruolo per

cadere in mano alle élite privilegiate, esattamente come accadeva prima

dell'avvento della fase democratica.

Nell'analizzare la fase postdemocratica e le cause che hanno portato a questo

fenomeno, Crouch individua due modelli opposti e ideali di democrazia:

1. LA DEMOCRAZIA LIBERALE → insiste sulla partecipazione elettorale

come attività prevalente per la massa lasciando un largo margine di libertà

all'attività delle lobby. Si tratta di un modello poco interessato al più ampio

coinvolgimento della popolazione. L'applicazione di questo modello porta

all'affermarsi della postdemocrazia in cui anche se apparentemente la forma

democratica continua ad esistere, si pensi alle elezioni che continuano a

svolgersi e a condizionare i governi, in realtà non è così, perché il dibattito

elettorale viene controllato da gruppi di professionisti esperti nelle tecniche di

persuasione e si esercita su un numero di questioni che sono state attentamente

selezionate e quindi i cittadini svolgono soltanto un ruolo passivo, mentre la

politica viene decisa in privato dai governi eletti e dalle élite che ovviamente

privilegiano i propri interessi economici.

2. LA DEMOCRAZIA IN SENSO STRETTO → questo modello è vigente

quando per le masse aumentano le opportunità di partecipare attivamente alla

politica e non soltanto attraverso il voto, ma attraverso il coinvolgimento in

organizzazioni autonome che discutono e partecipano attivamente alla

definizione delle priorità della vita pubblica e le élite non sono in grado di

controllare o sminuire questa partecipazione.

Naturalmente, di fatto, questi modelli sono un'esagerazione, ma nella vita

contemporanea si possono ritrovare sufficienti elementi che ci aiutano a capire verso

quale modello si orienti la nostra vita politica. La tesi di Crouch è che ci stiamo

muovendo sempre di più verso il polo postdemocratico e questo spiega il diffuso

senso di disullusione presente forse nella maggior parte dei cittadini che partecipano

sempre meno alle elezioni politiche.

LA FASE DEMOCRATICA

Secondo Crouch il punto più alto della parabola lo si raggiunge o negli anni che seguono

l'affermazione della democrazia o subito dopo una grande crisi di regime, perché si tratta di

situazioni in cui l'entusiasmo per la partecipazione politica è massimo e in cui i cittadini si

impegnano insieme nel definire le priorità politiche che corrispondono ai loro bisogni.

La fase più pienamente democratica vissuta dalla nostra società, in quasi tutti i paesi

dell'Europa settentrionale, ha avuto inizio attorno alla metà del XX secolo, dopo che i

più grandi movimenti antidemocratici (fascismo/nazismo) furono sconfitti dalla

seconda guerra mondiale, ed è stata portatrice di un grandissimo entusiasmo per la

partecipazione politica. Dal punto di vista economico, questa fase, è stata

caratterizzata da politiche economiche associate alla dottrina keynesiana (consistente

nell'intervento pubblico statale nell'economia).

Nelle società industriali venne raggiunto un compromesso sociale tra interessi

d'impresa e classi lavoratrici. Le grandi aziende, in cambio della sopravvivenza del

capitalismo e del generale acquietarsi della protesta contro le diseguaglianze da esso

prodotte, hanno accettato una limitazione del proprio potere. La forza politica

democratica fu in grado di garantire il rispetto di questi limiti, in quanto le grandi

aziende erano in gran parte subordinate all'autorità degli Stati nazionali e per la prima

volta nella storia del capitalismo, la salute generale dell'economia veniva vista in

relazione alla prosperità della massa dei salariati.

È però possibile osservare i primi segni della postdemocrazia già negli anni '70, quando le

due crisi petrolifere misero a repentaglio la capacità di gestire l'inflazione e la

disoccupazione, e quando la nascita dell'economia dei servizi portò al declino dell'industria

manifatturiera mettendo così in crisi il ruolo dei lavoratori manuali. In seguito, negli anni

'80, si assiste su scala globale, allo spostamento della dinamica economica dal consumo alla

Borsa. Ora, la massimizzazione del valore delle azioni, diviene il principale indicatore di

successo si un'impresa economica, tanto che la partecipazione dei lavoratori al reddito

rispetto al capitale, che era costantemente cresciuta per decenni, cominciò ad arretrare di

nuovo ovunque. CRISI DELLA DEMOCRAZIA?

In un certo senso si potrebbe affermare che la democrazia stia vivendo una delle sue

fasi più splendide. Sicuramente ad oggi i politici godono di un minor rispetto acritico

da parte del pubblico e dei mass media, inoltre i governi e i loro segreti vengono

sempre più spesso svelati dall'esigenze democratiche. Questo perché in passato i

politici erano creduti e rispettati da elettori ingenui. Ad oggi la situazione è cambiati,

infatti se da una parte possiamo dire che i politici manipolano l'opinione, dall'altra

parte possiamo sicuramente dire che i politici sono così preoccupati dell'opinione

pubblica da decidere di dedicare enormi risorse per scoprire ciò che l'elettorato pensa

con l'ansia di comportarsi di conseguenza.

Questa visione ottimistica della democrazia, non tiene però conto dell'importante

differenza che c'è tra i due concetti di cittadino democratico attivo:

1. CITTADINANZA NELL'ACCEZIONE POSITIVA → quando gruppi e

organizzazioni di persone sviluppano insieme identità collettive, ne

percepiscono gli interessi e formulano autonomamente richieste basate sulle

loro esigenze che girano poi al sistema politico.

2. ATTIVISMO NELL'ACCEZIONE NEGATIVA → quando lo scopo principale

della discussione politica, non è l'interesse pubblico, ma è sottoporre i politici

ad un esame della loro integrità pubblica e privata.

A questi due approcci alla vita politica possiamo associare due diverse concezioni dei

diritti dei cittadini:

I DIRITTI POSITIVI → tendono a sottolineare la capacità dei cittadini a

• partecipare alla politica : diritto di voto, di associazione, di informazione.

I DIRITTI NEGATIVI → sono quelli che proteggono gli individui dagli altri e

• soprattutto dallo Stato: diritto di citare in giudizio, diritto di proprietà.

La democrazia ha bisogno di entrambi questi approcci alla cittadinanza, ma

attualmente quello negativo è molto più forte e si tratta di un elemento preoccupante

perché mentre la cittadinanza in positivo rappresenta le energie creative della

democrazia, invece la cittadinanza in negativo, vede la politica come qualcosa che

riguarda le élite, che vengono accusate e incolpate da una massa passiva e si arrabbia

se scopre che l'élite ha commesso qualche errore. Quindi, paradossalmente, quando

un funzionario o un ministro viene costretto a dimettersi, diventiamo dispensatori di

un modello di democrazia che considera il governo come un affare riservato solo a

piccole élite.

ALTERNATIVE ALLE POLITCHE ELETTORALI

Contro la tesi di Crouch secondo cui la politica si starebbe indebolendo, troviamo l'esistenza

di numerosi gruppi di pressione uniti per qualche causa. Si pensi ad esempio, alle

organizzazioni a difesa dei diritti umani, del Terzo Mondo, dei senzatetto, dell'ambiente etc.,

Si tratta di un argomento molto forte che contiene anche alcune risposte alla situazione

attuale. Tuttavia, presenta anche dei punti deboli. Per prima cosa dobbiamo distinguere tra:

l'attivismo che persegue un programma essenzialmente politico e che cerca di

• ottenere dalle istituzioni pubbliche un'azione concreta

coloro che intervengono in prima persona affrontando le questioni che

• tradizionalmente sono affidate alla politica

Del primo gruppo fanno parte organizzazioni cresciute considerevolmente negli ultimi

tempi e questa crescita è un riflesso delle difficoltà che la democrazia sta vivendo e del

diffuso scetticismo sulle sue capacità. Si pensi ad esempio alla crescita di gruppi self help,

attività assistenziali e di volontariato che cercano di colmare il vuoto lasciato dalla politica e

proprio perché indicano un allontanamento dalla politica, non possono essere utilizzati a

sostegno dello stato di salute della democrazia. Tant'è che alcune di queste attività possono

svilupparsi anche in società non democratiche.

Il secondo tipo di organizzazioni è più complesso, si tratta di lobby con un preciso

orientamento politico, che senza cercare di influenzare l'elettorato, agiscono

direttamente sulla politica governativa. L'esistenza di questo tipo di gruppi attesta una

società liberale forte che però non coincide con una democrazia forte.

Mentre la democrazia richiede una certa uguaglianza nella reale capacità di influire

sui risultati politici, il liberalismo invece, richiede libere opportunità di influire su

questi risultati politici.

È chiaro che l'ideale più ambizioso di democrazia non possa svilupparsi senza un

forte liberalismo, ma liberalismo e democrazia, sono cose diverse e in una certa

misura anche in conflitto. Infatti, ad esempio, se non si impongono restrizioni ai fondi

che i partiti possono usare per promuovere la loro causa, è chiaro che i partiti che

godono di maggiori risorse finanziarie avranno maggiori probabilità di vincere le

elezioni. Questo tipo di regime favorisce il liberalismo ma danneggia la democrazia

poiché non crea un terreno di competizione uniforme. Al contrario, se invece

vengono imposte delle restrizioni alla spesa per la campagna elettorale, si favorisce la

democrazia, ma si danneggia la libertà.

Le lobby appartengono al campo politico liberale e quelle che rappresentano interessi

economici sono di gran lunga avvantaggiate:

primo perché gli interessi economici sono in grado di minacciare i governi in

➔ quanto sono in grado di mettere a repentaglio la crescita economica

secondo perché possono controllare enormi somme finanziarie per la loro

➔ attività e non solo perché sono ricche in partenza, ma anche perché il successo

delle lobby aumenta il profitto.

Quindi i costi sostenuti per gestire le lobby rappresentano un investimento, al contrario, il

sostegno di interessi non economici, non porta ad un vantaggio materiale perciò i loro costi


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di storia del pensiero politico contemporaneo mod C, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Gianni Dessì: Postdemocrazia, Crouch. Gli argomenti trattati sono i seguenti:il passaggio dalla fase predemocratica all'affermazione della post democrazia (parabola), diversi modelli di democrazia, la crisi della democrazia, alternative alle politiche elettorali, i sintomi della postdemocrazia, l'azienda globale/azienda fantasma, la trasformazione del partito nella postdemocrazia


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher japponetiamo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del pensiero politico contemporaneo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Dessi Giovanni.

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